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Fondo di solidarietà dell’Unione europea

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Fondo di solidarietà dell’Unione europea

L’Unione europea (UE) ha istituito il Fondo di solidarietà per poter rispondere in maniera efficace e flessibile nell’eventualità di gravi catastrofi naturali in uno Stato membro o in un paese con cui sono in corso i negoziati di adesione all’UE.

ATTO

Regolamento (CE) n. 2012/2002 del Consiglio, che istituisce il Fondo di solidarietà dell’Unione europea.

SINTESI

Il Fondo di solidarietà dell’Unione europea (FSUE), istituito nel 2002, offre un aiuto finanziario agli Stati dell’UE colpiti da grandi catastrofi naturali. Secondo le nuove norme adottate nel 2014 [regolamento (UE) n. 661/2014], le procedure sono state semplificate e i criteri di ammissibilità chiariti, includendo tra le catastrofi la siccità.

Condizioni d’intervento

L’FSUE può fornire aiuto finanziario se il totale dei danni diretti causati da una catastrofe naturale supera i 3 miliardi di euro (ai prezzi del 2011), o, in caso di importo inferiore, se supera lo 0,6 % del reddito nazionale lordo.

Sebbene l’obiettivo principale siano le grandi catastrofi, gli aiuti sono altresì disponibili per catastrofi regionali più contenute, per le quali la soglia di ammissibilità è dell’1,5 % del prodotto interno lordo (PIL) di tale regione, o dell’1 % del PIL regionale per una regione ultraperiferica.

Prevenzione delle catastrofi e strategie di gestione dei rischi

Le nuove norme incoraggiano gli Stati membri dell’UE a mettere in essere strategie di prevenzione delle catastrofi e gestione dei rischi, richiedendo la presentazione di relazioni prima e dopo le domande. I paesi colpiti rischiano la riduzione o il rifiuto degli aiuti qualora infrangano ripetutamente gli obblighi relativi all’attuazione della legislazione dell’UE in materia di prevenzione dei rischi di catastrofe.

I paesi ammissibili

L’FSUE copre gli Stati membri dell’UE e i paesi con cui sono in corso i negoziati di adesione all’UE stessa.

A che cosa serve l’FSUE?

L’FSUE mira a integrare le spese pubbliche sostenute dagli Stati interessati per finanziare le operazioni essenziali di emergenza. Dette operazioni includono:

  • il ripristino delle infrastrutture di base ad esempio nei settori dell’elettricità, dell’approvvigionamento idrico, della sanità e dell’istruzione;
  • le misure provvisorie di alloggio e costi relativi ai servizi di soccorso destinati a soddisfare le necessità immediate;
  • la messa in sicurezza delle infrastrutture di prevenzione, quali le dighe;
  • le misure di tutela del patrimonio culturale;
  • le operazioni di ripulitura.

I danni alla proprietà privata o le perdite economiche, considerati assicurabili, non rientrano nella normativa.

Procedura per la domanda d’intervento

Lo Stato colpito deve presentare alla Commissione europea una domanda d’intervento, a non oltre 12 settimane dalla data della catastrofe. L’aiuto finanziario proposto dalla Commissione dovrà essere approvato dal Consiglio e dal Parlamento europeo.

Bilancio

L’FSUE è finanziato da fondi non inclusi nel normale bilancio dell’UE (ossia fondi aggiuntivi raccolti dagli Stati membri dell’UE). Il bilancio annuale massimo è di 500 milioni di euro (ai prezzi del 2011), più eventuali fondi residui dell’anno precedente.

RIFERIMENTI

Atto

Data di entrata in vigore

Data limite di trasposizione negli Stati membri

Gazzetta ufficiale dell’Unione europea

Regolamento (CE) n. 2012/2002

15.11.2002

-

GU L 311 del 14.11.2002

Atto(i) modificatore(i)

Data di entrata in vigore

Data limite di trasposizione negli Stati membri

Gazzetta ufficiale dell’Unione europea

Regolamento (UE) n. 661/2014

28.6.2014

-

GU L 189 del 27.6.2014

ATTI COLLEGATI

Accordo interistituzionale, del 2 dicembre 2013, tra il Parlamento europeo, il Consiglio e la Commissione sulla disciplina di bilancio, sulla cooperazione in materia di bilancio e sulla sana gestione finanziaria (Gazzetta ufficiale C 373 del 20.12.2013).

Ultima modifica: 10.08.2014

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