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Strategia dell’Unione europea per la Regione del Danubio

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Strategia dell’Unione europea per la Regione del Danubio

A seguito della richiesta del Consiglio europeo, la Commissione presenta una strategia che si propone di sviluppare in modo coerente e sostenibile la regione del Danubio. Viene posto l’accento sulla mobilità, l’energia, l’innovazione, l’ambiente, la gestione dei rischi e la sicurezza.

ATTO

Comunicazione della Commissione al Parlamento europeo, al Consiglio, al Comitato economico e sociale europeo e al Comitato delle regioni dell’8 dicembre 2010, dal titolo Strategia dell’Unione europea per la Regione Danubiana [COM(2010) 715 definitivo – Non pubblicata nella Gazzetta ufficiale].

SINTESI

La regione del Danubio conta più di 100 milioni di abitanti e rappresenta un quinto della superficie dell’Unione europea (UE). Si tratta quindi di una regione essenziale per l’Europa. I quattordici Paesi che si affacciano sul Danubio, nove dei quali sono Stati membri dell’UE, affrontano sfide comuni.

La strategia per il Danubio si basa sull’esperienza acquisita in merito alla regione del mar Baltico e propone un piano d’azione integrato, articolato intorno a quattro assi:

  • creare collegamenti;
  • proteggere l’ambiente;
  • sviluppare la prosperità;
  • rafforzare la regione.

Creare collegamenti

La strategia intende migliorare la mobilità e la multimodalità (l’utilizzo di più modalità di trasporto per un unico viaggio) nella regione, sviluppando la navigazione fluviale sostenibile, ma anche le infrastrutture stradali, ferroviarie e aeroportuali.

D’altra parte, in relazione all’energia, le reti hanno molte lacune e carenze, a causa di insufficienti capacità, bassa qualità o imperfetta manutenzione. Si tratta di favorire la produzione di energie più sostenibili.

La regione del Danubio dispone anche di un patrimonio culturale importante. La Commissione desidera quindi incoraggiare la promozione della cultura e del turismo allo scopo di conferire alla regione una dimensione europea e mondiale.

Proteggere l’ambiente

Le risorse ambientali sono un bene comune che supera le frontiere e gli interessi nazionali. Questa affermazione è particolarmente vera nel caso della regione del Danubio, attraversata da catene montuose come i Carpazi, i Balcani e una parte delle Alpi. La regione ospita di conseguenza una flora e una fauna tra le più ricche d’Europa. Tuttavia, le catastrofi ambientali e l’inquinamento non l’hanno risparmiata. I Paesi che si affacciano sul fiume devono assumere misure comuni e, pertanto, il piano d’azione propone di ristabilire e mantenere la qualità delle acque, gestire i rischi ambientali, nonché di preservare la biodiversità, i paesaggi e la qualità dell’aria e dei suoli.

Sviluppare la prosperità

La regione comprende alcune zone che rientrano tra le più competitive dell’UE e, al tempo stesso, alcune tra le più povere, le popolazioni più qualificate e le meno istruite, i livelli di vita più elevati e quelli più bassi. Allo scopo di superare le disparità educative e professionali e per procedere verso l’inclusione sociale, il piano d’azione intende sviluppare la società della conoscenza attraverso la ricerca, l’insegnamento e le tecnologie dell’informazione. Aspira anche a sostenere la competitività delle imprese e a investire nelle risorse umane e nelle competenze. Le comunità emarginate (compresi i Rom, la maggior parte dei quali vivono in questa regione) dovrebbero essere in particolare le principali beneficiarie.

Rafforzare la regione

I radicali mutamenti verificatisi a partire dal 1989 hanno trasformato la società. È opportuno considerare con attenzione la situazione, poiché la regione del Danubio comprende Stati membri che hanno aderito all’Unione in diversi momenti, Paesi candidati e Paesi terzi. La maggior parte di essi deve affrontare problemi analoghi, ma non dispone delle stesse risorse. Pertanto, allo scopo di migliorare le capacità istituzionali, la cooperazione e la sicurezza, il piano d'azione propone di lavorare insieme per gestire più efficacemente la sicurezza e lottare contro la grande criminalità e la criminalità organizzata.

La strategia intende contribuire a un’utilizzazione più efficace dei fondi disponibili. I Paesi devono accertarsi che questa strategia sia integrata in modo sistematico nelle politiche e nei finanziamenti per il periodo 2014-2020

La Commissione sostiene il processo e lo agevola. Sarà coadiuvata da un gruppo di alto livello costituito da rappresentanti degli Stati membri. In collaborazione con i Paesi della regione danubiana non membri dell’UE, gli Stati membri hanno l'incarico di coordinare ciascuna delle aree prioritarie. All’attuazione delle azioni dovranno partecipare tutti i livelli di governo (nazionale, regionale, municipale e locale). La Commissione elaborerà relazioni allo scopo di seguire l’evoluzione dei progressi compiuti.

Contesto

La strategia è il risultato di una consultazione pubblica e di dibattiti intercorsi tra le parti interessate. Contribuisce alla realizzazione della strategia Europa 2020 per una crescita intelligente, sostenibile e inclusiva. Gli Stati membri interessati sono la Germania, l’Austria, l’Ungheria, la Repubblica ceca, la Slovacchia, la Slovenia, la Bulgaria, la Romania e la Croazia.

ATTI COLLEGATI

Relazione della Commissione al Parlamento europeo, al Consiglio, al Comitato economico e sociale europeo e al Comitato delle regioni relativa alla strategia dell'Unione europea per la regione del Danubio [COM(2013)181 final - Non pubblicata nella Gazzetta ufficiale] La relazione riassume i progressi compiuti nell'affrontare i problemi della regione, che vanno dalla mancanza di competitività e di collegamenti nei trasporti all'inquinamento e alla criminalità. I 14 Paesi partecipanti (fra i quali 9 Stati membri dell'UE) lavorano insieme su svariati progetti e iniziative comuni.

Relazione della Commissione al Parlamento europeo, al Consiglio, al Comitato economico e sociale europeo e Comitato delle regioni relativa al valore aggiunto delle strategie macroregionali [COM(2013)_486 final - Non pubblicata nella Gazzetta ufficiale]. La relazione rappresenta una prima valutazione delle prime due strategie macroregionali dell'UE (per il mar Baltico e per il Danubio). Queste hanno dato risultati ampiamente positivi in termini di progetti e iniziative comuni, così come di decisioni politiche. La cooperazione tra i Paesi partecipanti dell'UE e quelli vicini che non vi appartengono è stata notevolmente rafforzata e ha portato a un utilizzo più efficiente delle risorse a disposizione.

La relazione ricorda tuttavia ai governi la necessità di un impegno politico per dare priorità alle strategie in tutte le aree di policy pertinenti, garantendo la loro integrazione nei futuri quadri politici unionali, regionali e nazionali. Essa sottolinea anche l'importanza di disporre di risorse amministrative adeguate per realizzare gli obiettivi.

In merito alle future strategie macroregionali, la relazione avvisa che si dovrebbero varare nuove iniziative al solo scopo di fronteggiare particolari necessità di cooperazione più precisa e di alto livello. E' necessaria prontezza nel tradurre l'impegno politico in sostegno amministrativo. Le nuove strategie inoltre dovrebbero essere una chiara dimostrazione dello specifico valore aggiunto a livello dell'Unione.

Ultima modifica: 17.01.2014

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