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Una politica industriale integrata per l'era della globalizzazione

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Una politica industriale integrata per l'era della globalizzazione

L'industria è al centro del nuovo modello di crescita che la Strategia Europa 2020 delinea per l'economia dell'UE. La presente comunicazione propone quindi un nuovo approccio alla politica industriale che rafforzerà la concorrenzialità dell'UE, assicurerà crescita e posti di lavoro e consentirà il passaggio a un'economia a basse emissioni di carbonio e che faccia un uso efficiente delle risorse.

ATTO

Comunicazione della Commissione al Parlamento europeo, al Consiglio, al Comitato economico e sociale europeo e al Comitato delle regioni del 28 novembre 2010 - Una politica industriale integrata per l'era della globalizzazione. Riconoscere il ruolo centrale di concorrenzialità e sostenibilità definitiva [COM(2010) 614 def. - non pubblicata nella Gazzetta ufficiale].

SINTESI

La presente comunicazione propone un nuovo approccio alla politica industriale, riconoscendo il ruolo centrale della concorrenzialità e della sostenibilità dell'industria dell'Unione europea (UE). A tal fine, è essenziale considerare la politica industriale in senso lato, comprendendo le politiche che hanno un impatto sui costi, sui prezzi e sulla concorrenzialità innovativa dell'industria e dei singoli settori, ma tenendo anche conto degli effetti prodotti sulla concorrenzialità prodotti da tutte le altre iniziative politiche che possono avere ripercussioni di rilievo su costi, prezzi e concorrenzialità innovativa. Vi rientrano non solo le politiche del mercato unico e le politiche commerciali, ma anche le politiche sui trasporti, l'energia, le politiche ambientali o sociali e consumeristiche.

Il nuovo approccio della Commissione è articolato come segue:

  • continuare ad applicare un approccio individuale a tutti i settori e, allo stesso tempo, coordinare le risposte politiche europee in una fase in cui le nozioni di settori nazionali sta svanendo nel contesto della globalizzazione;
  • considerare l'intera catena del valore e delle forniture, dall'accesso alle fonti energetiche e alle materie prime ai servizi post-vendita e al riciclo. Poiché alcune parti di tale catena si trovano al di fuori dell'UE, tutte le industrie devono avere un riflesso di globalizzazione;
  • rendicontare regolarmente da parte della Commissione sulla concorrenzialità e sulle politiche e i risultati dell'UE e dei paesi dell'UE.

Tutte le politiche UE devono lavorare in sinergia nella stessa direzione per fornire il contesto migliore possibile per l'industria in Europa. Pertanto, nel contesto dell'iter per la valutazione d'impatto, la Commissione ha sviluppato una prova di concorrenzialità, vale a dire una particolare considerazione della concorrenzialità industriale che dovrebbe essere applicata a tutti i settori di intervento. Parallelamente, si propongono specifici check-up per accertare che l'impatto cumulativo della legislazione esistente non sia eccessivo per l'industria.

L'innovazione svolge un fondamentale ruolo di volano nel determinare aumenti di produttività, una maggiore efficienza nell'uso dell'energia e dei materiali, nei processi produttivi e nei servizi e nella creazione di nuovi mercati. Una nuova politica industriale per l'innovazione stimolerà uno sviluppo e una commercializzazione molto più celeri dei beni e dei servizi, oltre a garantire che le imprese arrivino per prime sul mercato globale, con il conseguente aumento della concorrenzialità. Le tecnologie abilitanti fondamentali possono costituire la base per una serie di nuovi processi, beni e servizi, dando anche origine a industrie nuove che si svilupperanno in futuro. Pertanto, la Commissione propone di promuovere la diffusione e la commercializzazione di tecnologie abilitanti fondamentali concorrenziali.

La modernizzazione della base di competenze sosterrà la base industriale dell'Europa migliorando il funzionamento dei mercati del lavoro dell'UE e garantendo che la manodopera dell'UE disponga delle necessarie capacità professionali. A tal fine, la Commissione incoraggerà la costituzione di reti tra gli operatori affinché condividano informazioni e pratiche ottimali tra paesi UE e proporrà principi informatori in merito alle condizioni ambientali più favorevoli alla creazione di posti di lavoro.

Per capitalizzare la globalizzazione, la Commissione svilupperà iniziative di cooperazione normativa internazionale al fine di sviluppare regole e norme compatibili a livello mondiale e perseguirà un'integrazione economica più stretta con i paesi vicini dell'UE, estendendo i vantaggi del mercato unico europeo in aree selezionate grazie alla politica europea di vicinato. La presente comunicazione riconosce anche le sfide dell'internazionalizzazione per le piccole e medie industrie (PMI); alla fine del 2011 è stata lanciata una strategia per l'internazionalizzazione delle PMI. Rientra tra le priorità fondamentali l'offerta di informazioni e sostegno aggiuntivo alle PMI nei mercati esterni all'UE.

La presente comunicazione riconosce che l'industria dell'UE deve accelerare il passaggio a un'economia caratterizzata da basse emissioni di carbonio e da un impiego efficiente dell'energia, che potrebbero comportare riduzione dei costi e dell'impatto ambientale. Il 20 settembre 2011, la Commissione europea ha avviato la sua tabella di marcia per un'Europa efficiente nell'impiego delle risorse, definendo un piano che consentirà di raggiungere l'ambizioso obiettivo di svincolare la crescita economica dalle emissioni di carbonio e dall'impiego delle risorse. In linea con la tabella di marcia dell'UE per un'economia a basse emissioni di carbonio entro il 2050, la Commissione svilupperà le strategie industriali settoriali a lungo termine e le iniziative necessarie per coadiuvare il passaggio a un'economia caratterizzata da basse emissioni di carbonio e un impiego efficiente dell'energia.

La comunicazione ha invitato a una gestione della politica industriale più efficace, caratterizzata da un maggiore coordinamento e una maggiore cooperazione dei paesi UE. La comunicazione del 2011 Politica industriale: rafforzare la concorrenzialità del 14 ottobre 2011 dà seguito a tale aspetto della politica.

ATTI COLLEGATI

Comunicazione della Commissione al Parlamento europeo, al Consiglio, al Comitato economico e sociale europeo e al Comitato delle regioni: Un'industria europea più forte per la crescita e la ripresa economica Aggiornamento della comunicazione sulla politica industriale [ COM(2012) 582 final del 10.10.2012 - non pubblicata nella Gazzetta ufficiale].

Tale comunicazione evidenzia la necessità di incrementare gli investimenti nelle nuove tecnologie per dare all’Europa un vantaggio competitivo nella nuova rivoluzione industriale. Essa fissa come obiettivo un contributo del 20% della produzione industriale al PIL dell’UE entro il 2020. Per raggiungere questo scopo, la Commissione propone di incentrare gli investimenti e l’innovazione dell’insieme dei paesi membri e dei settori industriali dell’UE in sei linee di azione prioritaria: tecnologie di fabbricazione avanzate, tecnologie chiave, prodotti biologici, materie prime e politica industriale e dell’edilizia sostenibili, veicoli puliti, reti intelligenti. Delle task force definiranno le strategie per ogni linea d’azione.

La comunicazione evidenzia inoltre la necessità di migliori condizioni di mercato: un migliore accesso al mercato interno, oltre che ai mercati internazionali, sosterrà la ripresa della crescita economica. Le azioni previste comprendono la promozione dell’imprenditorialità, un uso più ampio della normalizzazione, la protezione e la promozione dei diritti di proprietà intellettuale, un migliore accesso alle materie prime, ai finanziamenti e ai mercati dei capitali e un maggiore investimento in capitale umano.

Comunicazione della Commissione al Parlamento europeo, al Consiglio, al Comitato economico e sociale europeo e al Comitato delle regioni: Per una rinascita industriale europea [ COM(2014) 14 final del 22.1.2014 - non pubblicata nella Gazzetta ufficiale].

Tale comunicazione evidenzia l’importanza dell’industria per assicurare la resilienza economica. Dato che il contributo della produzione industriale al PIL dell’UE era sceso al 15,1% nell’estate del 2013, essa sottolinea la necessità di promuovere la competitività dell’industria europea.

Ciò può essere raggiunto in vari modi, fra i quali:

  • lo sviluppo delle infrastrutture necessarie;
  • l’offerta di un quadro normativo semplificato per incoraggiare l’imprenditorialità e l’innovazione;
  • una migliore integrazione dei mercati dei capitali;
  • la formazione professionale;
  • l’approvvigionamento di materie prime ed energia sostenibili;
  • la progressiva integrazione delle aziende, specialmente le PMI, in catene di valore globale, e
  • maggiore accesso al credito per i progetti innovativi e industriali.

Ultima modifica: 17.06.2014

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