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Rafforzare la prospettiva europea dei Balcani occidentali

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Rafforzare la prospettiva europea dei Balcani occidentali

Nella comunicazione del 2008 dal titolo Rafforzare la prospettiva europea dei Balcani occidentali, la Commissione ribadisce l’impegno dell’Unione europea (UE) per i Balcani occidentali. Essa afferma in particolare il suo sostegno alla maggior parte dei paesi dell’area che stanno acquisendo gradualmente lo status di paesi candidati.

ATTO

Comunicazione della Commissione al Parlamento europeo e al Consiglio, del 5 marzo 2008, intitolata Rafforzare la prospettiva europea dei Balcani occidentali [COM(2008) 127 - Non pubblicata nella Gazzetta ufficiale].

SINTESI

La comunicazione propone un quadro di azioni volte a rafforzare l’impegno dell’Unione europea nei confronti dei Balcani occidentali, vale a dire Albania, Bosnia-Erzegovina, Croazia, ex Repubblica jugoslava di Macedonia, Montenegro, Serbia e Kosovo (in base allo status giuridico accordato dalla risoluzione 1244 del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite).

L’obiettivo è quello di avvicinare tali paesi all’UE e rendere la loro prospettiva europea più tangibile.

RAFFORZARE LA COOPERAZIONE REGIONALE

Per aiutare tali paesi ad avvicinarsi all’UE, la comunicazione propone una serie di misure volte a migliorare:

  • la cooperazione regionale;
  • le relazioni di buon vicinato tra i paesi dei Balcani occidentali;
  • la cooperazione con il Tribunale penale internazionale per l’ex Jugoslavia (ICTY);
  • la realizzazione delle priorità fissate nei partenariati per l’adesione;
  • la conclusione e l’attuazione degli accordi di stabilizzazione e associazione (ASA) con ciascuno dei paesi interessati.

LAVORARE PER LA RICONCILIAZIONE E LA COOPERAZIONE TRA I POPOLI

La strategia proposta nella comunicazione mira anche a promuovere i contatti interpersonalifamiliarità con l’UE tra le popolazioni della regione e a lavorare per la riconciliazione tra i popoli. Un ulteriore obiettivo è quello di ottenere dai paesi interessati piùfamiliarità con l’UE incoraggiando una migliore conoscenza dell’Unione.

La cooperazione tra i paesi della regione e l’UE interessa molti campi, fra cui la scienza, la ricerca, la cultura, l’istruzione, i giovani e i mezzi di comunicazione. Sono previste misure intese a consentire ai paesi dei Balcani di partecipare ad alcuni programmi e agenzie comunitari, compresi i programmi di scambi per studenti come Erasmus.

Il regime di esenzione dai visti, facente parte dei preparativi all’adesione e alla partecipazione allo spazio Schengen, è volto anch’esso ad agevolare la mobilità. Unitamente agli accordi di riammissione, gli accordi intesi a facilitare la concessione di visti costituiscono la prima tappa verso la liberalizzazione totale dei visti.

LO SVILUPPO ECONOMICO E L’AIUTO DELL’UE

La regione deve raccogliere parecchie sfide nel campo dello sviluppo economico e sociale. Queste sfide riguardano la competitività, la riduzione della disoccupazione, la partecipazione al mercato del lavoro, le infrastrutture, nonché lo sviluppo umano e la coesione sociale, nel rispetto di uno sviluppo sostenibile. La cooperazione si concentra su tre ambiti: microimprese e piccole e medie imprese (PMI), infrastrutture ed efficienza energetica.

La regione beneficia anche di assistenza finanziaria diretta da parte dell’UE con lo strumento di assistenza preadesione (IPA). Questo programma aiuta i beneficiari ad adottare e attuare le riforme necessarie per conformarsi ai valori dell’Unione europea e per integrare progressivamente il diritto dell’Unione in vista dell’adesione. La Banca europea per gli investimenti (BEI) prevede anche prestiti in vari settori (trasporti, energia, PMI, ambiente, infrastrutture comunali, istruzione e sanità).

L’IPA fornisce anche il supporto per la cooperazione transfrontaliera.

IL BUON GOVERNO E LA SOCIETÀ CIVILE

L’UE sostiene lo sviluppo della società civile a livello locale per rafforzarne il ruolo e farla partecipare pienamente al processo di riforma.

Il buon governo costituisce un aspetto essenziale dell’avvicinamento dei paesi dei Balcani occidentali all’UE.

Progredire in materia di giustizia, libertà e sicurezza riveste una particolare importanza, specie per quanto riguarda:

  • la lotta alla criminalità organizzata, alla corruzione e al terrorismo, la riforma del sistema giudiziario e della polizia;
  • la gestione delle frontiere;
  • la cooperazione regionale e transfrontaliera (Frontex);
  • le azioni in materia di diritto di asilo, immigrazione e politiche di concessione di visti;
  • la cooperazione con Europol.

Contesto

In seguito alla disgregazione della Jugoslavia, l’UE ha introdotto il Patto di stabilità per l’Europa sudorientale, nel tentativo di incoraggiare le riforme economiche e politiche, in particolare nei Balcani occidentali. Durante i Consigli europei di Feira nel 2000 e di Salonicco del giugno 2003, tutti i paesi dei Balcani occidentali sono stati considerati potenziali futuri membri dell’UE. Da allora, il progresso verso l’integrazione nell’UE ha avuto sviluppi diversi per ogni paese.

Per ulteriori informazioni: Sulla via dell’adesione.

ATTI COLLEGATI

Regolamento (CE) n. 1085/2006 del Consiglio, del 17 luglio 2006, che istituisce uno strumento di assistenza preadesione (IPA) (GU L 210 del 31.7.2006).

27.11.2014

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