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Summaries of EU Legislation

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Corte penale internazionale

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Corte penale internazionale

SINTESI DI:

Decisione 2011/168/PESC sul sostegno dell’UE alla Corte penale internazionale

SINTESI

CHE COSA FA LA PRESENTE DECISIONE?

  • Mira a promuovere un sostegno universale allo statuto di Roma, il trattato che ha istituito la Corte penale internazionale (CPI), preservandone al contempo l’integrità, l’indipendenza e un funzionamento effettivo.
  • Stimola inoltre l’Unione europea (UE) a sostenere la cooperazione con la CPI e ad attuare il principio di complementarità *.

PUNTI CHIAVE

Promuovere un sostegno universale

  • L’UE e i suoi 28 paesi devono promuovere un sostegno universale allo statuto di Roma attraverso negoziati e dialoghi politici con i paesi esterni all’UE o le organizzazioni regionali, e/o attraverso l’adozione di iniziative che promuovano i valori, i principi e le norme dello statuto.
  • L’UE e i suoi paesi devono cooperare con i paesi esterni all’UE, le istituzioni internazionali e le organizzazioni della società civile al fine di promuovere un sostegno universale.
  • I paesi dell’UE sono tenuti a condividere la propria esperienza con i paesi esterni all’UE riguardo all’attuazione dello statuto. Inoltre, l’UE e i suoi paesi possono contribuire tramite assistenza tecnica o finanziaria ai suddetti paesi esterni all’UE.

Garantire l’indipendenza della CPI

A tal fine, l’UE e i suoi paesi:

  • incoraggiano gli altri paesi a versare il proprio contributo al bilancio della CPI;
  • incoraggiano l’adesione e la ratifica all’accordo sui privilegi e le immunità della Corte;
  • sostengono la messa a punto di programmi di formazione e assistenza destinati a giudici, procuratori, funzionari e consulenti nell’ambito delle attività attinenti alla CPI.

Sostenere un funzionamento efficace

  • L’UE e i suoi paesi possono concludere intese o accordi specifici per sostenere il funzionamento efficace della CPI.
  • La piena cooperazione con la CPI è un prerequisito per un suo efficace funzionamento. L’UE e i suoi paesi intraprendono azioni volte a garantire la piena cooperazione dei paesi esterni all’UE e della CPI, compresa la pronta esecuzione dei mandati d’arresto.
  • La risposta dell’UE alla mancata cooperazione con la CPI da parte dei paesi esterni all'UE si concentra sul modo in cui l’Unione e i suoi paesi dovrebbero affrontare tale mancata cooperazione.

Piano d’azione

Il piano d’azione per dare seguito alla presente decisione si concentra, fra l’altro, sul coordinamento delle attività dell’UE volte a raggiungere gli obiettivi della decisione e sull’attuazione del principio di complementarità.

A PARTIRE DA QUANDO SI APPLICA LA DECISIONE?

La decisione è entrata in vigore il 21 marzo 2011.

CONTESTO

La CPI è un’organizzazione internazionale indipendente con sede all’Aia, nei Paesi Bassi. Si occupa di processare gli autori di genocidio*, di crimini contro l’umanità* e di crimini di guerra*. È regolata dallo statuto di Roma, entrato in vigore il 1o luglio 2002 e ratificato da tutti i paesi dell’UE.

TERMINI CHIAVE

La * complementarità , in questo contesto, è il principio per il quale la CPI viene considerata come una corte di ultima istanza, il che significa che dovrebbe indagare e perseguire solo qualora le corti nazionali abbiano fallito.

* Genocidio: atti commessi con l’intento di distruggere, in tutto o in parte, un gruppo nazionale, etnico, razziale o religioso.

* Crimini contro l’umanità : atti commessi come parte di un attacco generalizzato e sistematico diretto contro la popolazione civile.

* Crimini di guerra: atti commessi in violazione del diritto di guerra (ad esempio, le convenzioni di Ginevra). Comprendono il maltrattamento dei prigionieri di guerra, l’uccisione degli ostaggi o la distruzione deliberata di città e centri abitati.

ATTO

Decisione 2011/168/PESC del Consiglio, del 21 marzo 2011, sulla Corte penale internazionale e che abroga la posizione comune 2003/444/PESC (GU L 76 del 22.3.2011, pag. 56-58)

Ultimo aggiornamento: 16.02.2016

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