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Pagamenti transfrontalieri in euro - EUR-Lex

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Pagamenti transfrontalieri in euro

Le transazioni di pagamento (in particolare bancarie) eseguite in uno Stato membro o fra due Stati membri sono soggette a commissioni identiche. Il regolamento riguarda tutte le operazioni di pagamento elettronico, ovvero i bonifici, le operazioni di addebito diretto, i prelievi ai distributori automatici, i pagamenti con carte di debito e di credito e i trasferimenti di fondi.

ATTO

Regolamento (CE) n. 924/2009 del Parlamento europeo e del Consiglio del 16 settembre 2009 relativo ai pagamenti transfrontalieri nella Comunità e che abroga il regolamento (CE) n. 2560/2001 (Testo rilevante ai fini del SEE).

SINTESI

Il presente regolamento garantisce che i pagamenti nazionali e transfrontalieri eseguiti nella Comunità siano soggetti alle stesse regole in materia di commissioni bancarie.

Campo d’applicazione

I pagamenti di cui trattasi sono eseguiti in euro o nella moneta nazionale degli Stati membri che desiderano applicare il regolamento. Di conseguenza, in seguito alla richiesta della Svezia, il principio della parità delle commissioni si applica anche ai pagamenti effettuati in corone svedesi.

Il presente regolamento non si applica ai pagamenti effettuati da prestatori di servizi di pagamento per proprio conto o per conto di altri prestatori di servizi di pagamento, né alle commissioni di conversione monetaria.

Parità delle commissioni applicabili ai pagamenti

I prestatori di servizi fatturano commissioni identiche per:

  • i pagamenti transfrontalieri, ovvero le operazioni di pagamento elaborate elettronicamente quando il prestatore di servizi di pagamento del pagatore e del beneficiario sono situati in Stati membri diversi;
  • i pagamenti nazionali, ovvero le operazioni di pagamento elaborate elettronicamente quando i due prestatori sono entrambi situati nello stesso Stato membro.

Facilitare l’automazione dei pagamenti

Il prestatore di servizi di pagamento assegna a ciascun cliente un numero internazionale di conto bancario (IBAN) e, solo se necessario, comunica loro il suo codice d’identificazione bancario (BIC). Questi codici devono essere indicati dal cliente quando effettua pagamenti transfrontalieri. In mancanza dei codici, il pagamento può essere soggetto a commissioni supplementari. Il prestatore di servizi è tenuto a comunicare ai clienti l’importo delle commissioni supplementari prima che il pagamento sia effettuato.

Dal giorno 1 febbraio 2014, i trasferimenti e gli addebiti diretti devono essere eseguiti secondo le norme dell'area unica dei pagamenti in euro (SEPA), sia per quanto riguarda i pagamenti nazionali, sia per quelli transfrontalieri.

Dal giorno 1 febbraio 2016, i prestatori di servizi di pagamento non richiederanno più il BIC agli utenti per i pagamenti transfrontalieri.

Rispetto degli obblighi del regolamento

Gli Stati membri devono designare le autorità competenti per far rispettare gli obblighi derivanti dal presente regolamento.

In caso di violazione delle disposizioni da parte di prestatori di servizi di pagamento, gli utilizzatori dei servizi o altri parti interessate, possono presentare reclami alle autorità nazionali.

Gli Stati membri istituiscono procedure di reclamo e di ricorso extragiudiziali. A tal fine designano organismi competenti esistenti o ne istituiscono di nuovi.

Gli Stati membri decidono le sanzioni applicabili alle violazioni.

Cooperazione transfrontaliera

Le autorità competenti e gli organismi responsabili delle procedure di reclamo e di ricorso extragiudiziali cooperano attivamente e speditamente per risolvere le controversie transfrontaliere.

Contesto

Per garantire il funzionamento corretto del mercato interno è necessario creare un mercato integrato per i pagamenti in euro, nel quale non vi siano differenze tra i pagamenti nazionali e quelli transfrontalieri. A questo scopo, il progetto di un’area unica dei pagamenti in euro (SEPA) prevede di stabilire dei servizi di pagamento comuni a tutti i paesi dell’Unione per sostituire gli attuali servizi di pagamento nazionali.

Riferimenti

Atto

Entrata in vigore

Termine ultimo per il recepimento negli Stati membri

Gazzetta ufficiale

Regolamento (CE) n. 924/2009

1.11.2009

-

GU L 266 del 9.10.2009

Regolamento (UE) n. 260/2012

1.4.2012

-

GU L 94 del 30.03.2012

ATTI COLLEGATI

Comunicazione della Commissione del 10 settembre 2009 intitolata: Completare la SEPA: una roadmap per il 2009-2012 [COM(2009) 471 def. – Non pubblicata nella Gazzetta ufficiale].

La roadmap presentata dalla Commissione definisce le priorità dell’Area unica dei pagamenti in euro (SEPA) per il periodo 2009-2010. Tali priorità riguardano gli Stati membri che hanno adottato l’euro o si preparano a farlo, nonché la Svezia, e devono:

  • accelerare la migrazione dei prodotti finanziari e delle norme di pagamento verso i prodotti SEPA;
  • accrescere la visibilità della SEPA e dei suoi prodotti;
  • completare il quadro giuridico della SEPA e rafforzare la conformità delle sue norme a quelle del Consiglio europeo dei pagamenti;
  • garantire la standardizzazione, l’interoperabilità e la sicurezza dei pagamenti;
  • migliorare la governance del progetto SEPA attraverso la creazione di una nuova struttura competente a livello europeo.

Comunicazione 2002/C 165/08 della Commissione dell’11 luglio 2002 a norma dell’articolo 9 del regolamento (CE) n. 2560/2001 del Parlamento europeo e del Consiglio [Gazzetta ufficiale C 165 dell’11.7.2002].

La Commissione ha ricevuto il 28 giugno 2002 la notifica della decisione delle autorità svedesi di estendere l’applicazione del regolamento alla corona svedese.

06.12.2013

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