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Provvedimenti inibitori a tutela degli interessi dei consumatori - EUR-Lex

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Provvedimenti inibitori a tutela degli interessi dei consumatori

I provvedimenti inibitori devono essere sufficientemente efficaci per porre termine alle violazioni che ledono gli interessi collettivi dei consumatori. La presente armonizzazione delle legislazioni nazionali in questo settore mira a favorire il corretto funzionamento del mercato interno.

ATTO

Direttiva 2009/22/CE del Parlamento europeo e del Consiglio del 23 aprile 2009 relativa a provvedimenti inibitori a tutela degli interessi dei consumatori (versione codificata) (Testo rilevante ai fini del SEE).

SINTESI

I provvedimenti inibitori sono volti a far cessare o a interdire qualsiasi violazione contraria agli interessi collettivi dei consumatori. Il ravvicinamento delle legislazioni ad opera della presente direttiva consente di migliorare l'efficacia di tali provvedimenti e il corretto funzionamento del mercato interno.

Le violazioni considerate riguardano principalmente il credito al consumo, le vacanze e circuititutto compreso, le clausole abusive nei contratti stipulati con i consumatori, i contratti negoziati a distanza e le pratiche commerciali sleali. Le direttive interessate figurano all'allegato I.

Il ricorso ai provvedimenti inibitori può condurre a:

  • ordinare con la debita sollecitudine e, se del caso, con procedimento d’urgenza, la cessazione o l’interdizione di qualsiasi violazione;
  • eliminare gli effetti perduranti di una violazione, soprattutto tramite la pubblicazione della decisione;
  • condannare la parte soccombente ad eseguire una decisione assoggettandola al versamento di un'ammenda.

Fatte salve le regole di diritto internazionale privato, la legge applicabile è normalmente quella dello Stato membro in cui ha origine la violazione o la legge dello Stato membro in cui la violazione produce i suoi effetti.

Gli enti legittimati a proporre un provvedimento inibitorio hanno un legittimo interesse a far rispettare gli interessi collettivi dei consumatori e il corretto funzionamento del mercato interno. È il caso degli organismi pubblici indipendenti, specificamente preposti alla tutela degli interessi collettivi dei consumatori o delle organizzazioni per la tutela dei consumatori. L'elenco di tali organismi è stato redatto da ogni Stato membro e pubblicato in una comunicazione della Commissione del 2013.

La Commissione redige un elenco degli enti legittimati che possono agire in caso di violazioni intracomunitarie. Tale elenco è pubblicato nella Gazzetta ufficiale dell'Unione europea. In tal caso, gli enti legittimati iscritti nell'elenco, devono poter adire l’organo giurisdizionale o l'autorità amministrativa dello Stato membro in cui è avvenuta la violazione.

Lo Stato membro in cui deve essere intentato un provvedimento, può decidere sull'eventuale consultazione preliminare tra le parti, in presenza o no di un ente legittimato di questo Stato membro. Qualora non venga posto termine alla violazione entro le due settimane successive al ricevimento della richiesta di consultazione, il provvedimento inibitorio può essere intentato immediatamente.

Contesto

La direttiva 98/27/CE è stata abrogata con effetto dal 29 dicembre 2009 dalla direttiva 2009/22/CE. Quest'ultima codifica le modifiche successive della direttiva 98/27/CE.

RIFERIMENTI

Atto

Data di entrata in vigore

Termine ultimo per il recepimento negli Stati membri

Gazzetta ufficiale

Direttiva 2009/22/CE

29.12.2009

1.1.2001

GU L 110 dell'1.5.2009

ATTI COLLEGATI

Comunicazione della Commissione concernente l’articolo 4, paragrafo 3 della direttiva 2009/22/CE del Parlamento europeo e del Consiglio relativa ai provvedimenti inibitori a tutela degli interessi dei consumatori, che codifica la direttiva 98/27/CE, riguardante gli enti legittimati a presentare ricorsi o azioni a norma dell’articolo 2 di tale direttiva [Gazzetta ufficiale C 97 del 31.3.2012].

Direttiva 2013/11/UE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 21 maggio 2013, sulla risoluzione alternativa delle controversie dei consumatori, che modifica il regolamento (CE) n. 2006/2004 e la direttiva 2009/22/CE [Gazzetta ufficiale L 165 del 18.6.2013].

La direttiva armonizza la risoluzione alternativa delle controversie (ADR) dei consumatori e la rende comune all'interno dell'UE. Dà ai consumatori l'accesso a modalità semplici, efficienti, rapide e a basso costo per risolvere le controversie, nazionali e transfrontaliere, derivanti dalla vendita di beni o dalla prestazione di servizi. La direttiva si applica esclusivamente ai reclami presentati dai consumatori contro i professionisti e riguarda sia i contratti online che i contratti offline.

Regolamento (UE) n. 524/2013 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 21 maggio 2013, relativo alla risoluzione delle controversie online dei consumatori e che modifica il regolamento (CE) n. 2006/2004 e la direttiva 2009/22/CE [Gazzetta ufficiale L 165 del 18.6.2013].

Il presente regolamento, che integra la direttiva 2013/11/UE, prevede la creazione di una piattaforma per la risoluzione delle controversie online; esso offre ai consumatori e ai professionisti un punto d'accesso unico alla risoluzione alternativa delle controversie - derivanti da contratti online di vendite e servizi, stipulati fra un consumatore e un professionista stabilito nell'UE - mediante enti preposti allo scopo connessi alla piattaforma.

Comunicazione della Commissione concernente l’articolo 4, paragrafo 3, della direttiva 2009/22/CE del Parlamento europeo e del Consiglio relativa a provvedimenti inibitori a tutela degli interessi dei consumatori (versione codificata della direttiva 98/27/CE), riguardante gli enti legittimati a proporre ricorsi e azioni a norma dell’articolo 2 di tale direttiva [Gazzetta ufficiale C 323 dell'8.11.2013].

Ultima modifica: 09.04.2014

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