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Summaries of EU Legislation

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Regime di riconoscimento delle qualifiche professionali

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Regime di riconoscimento delle qualifiche professionali

La direttiva istituisce un regime di riconoscimento delle qualifiche professionali nell’Unione europea (UE), che si estende anche, a determinate condizioni, agli altri paesi dello Spazio economico europeo (SEE) e alla Svizzera. Esso mira a rendere i mercati del lavoro più flessibili, a liberalizzare ulteriormente i servizi, a favorire il riconoscimento automatico delle qualifiche e a semplificare le procedure amministrative.

ATTO

Direttiva 2005/36/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 7 settembre 2005, relativa al riconoscimento delle qualifiche professionali

SINTESI

La direttiva istituisce un regime di riconoscimento delle qualifiche professionali nell’Unione europea (UE), che si estende anche, a determinate condizioni, agli altri paesi dello Spazio economico europeo (SEE) e alla Svizzera. Esso mira a rendere i mercati del lavoro più flessibili, a liberalizzare ulteriormente i servizi, a favorire il riconoscimento automatico delle qualifiche e a semplificare le procedure amministrative.

CHE COSA FA LA DIRETTIVA?

Stabilisce le norme in materia di reciproco riconoscimento delle qualifiche professionali tra paesi dell’UE, i paesi del SEE non appartenenti all’UE e la Svizzera.

Introduce una reciproca valutazione delle normative professionali nazionali e un esercizio di trasparenza (ovvero il controllo delle limitazioni di ingresso alle professioni e un’analisi della loro necessità).

Si applica a tutti i cittadini dell’UE, dei paesi del SEE non appartenenti all’UE e della Svizzera che desiderano intraprendere una professione regolamentata, sia come lavoratori autonomi che come dipendenti, in un paese diverso da quello in cui hanno acquisito le loro qualifiche professionali.

La Commissione europea ha pubblicato una mappa interattiva delle professioni regolamentate in Europa. Si tratta di professioni il cui accesso, o il cui diritto a esercitare, è subordinato al possesso di specifiche qualifiche. Comprendono anche professioni per cui l’uso di un titolo specifico è protetto, come, ad esempio, il Chartered Engineer (ingegnere qualificato) nel Regno Unito.

Non si applica alle materie disciplinate da direttive specifiche quali, ad esempio, la direttiva 2006/43/CE relativa ai revisori dei conti. Un altro esempio si riferisce agli avvocati. Sebbene le loro qualifiche siano coperte dalla direttiva 2005/36/CE, essi beneficiano anche di due direttive specifiche (77/249/CEE e 98/5/CE) che introducono ulteriori modalità per la fornitura temporanea di servizi transfrontalieri, o per stabilirsi permanentemente in altri paesi dell’UE.

PUNTI CHIAVE

Mobilità temporanea

Se i professionisti intendono fornire i propri servizi in un altro paese dell’UE in modo temporaneo, in linea di principio possono farlo in base a come sono costituiti (ossia il loro diritto di esercizio) nel loro paese d’origine. Il paese di destinazione potrebbe richiedere da loro una dichiarazione preventiva, ma non devono sottoporsi a procedure di riconoscimento. Questo non si applica alle professioni che hanno implicazioni in materia di sanità e sicurezza pubblica, per le quali i paesi dell’UE possono richiedere una verifica preliminare delle loro qualifiche.

Stabile organizzazione

La direttiva prevede tre sistemi di riconoscimento delle qualifiche:

1.

Il riconoscimento automatico per le professioni le cui condizioni minime di formazione sono armonizzate a livello europeo: medici, infermieri, dentisti, veterinari, ostetriche, farmacisti e architetti.

2.

Il riconoscimento automatico per determinate occupazioni: i professionisti che svolgono attività artigianali, commerciali e industriali possono richiedere il riconoscimento automatico delle qualifiche sulla base della propria esperienza professionale.

3.

Il sistema generale per le professioni di cui sopra, che non soddisfano le condizioni per il regime di riconoscimento automatico, si basa sul principio del reciproco riconoscimento delle qualifiche. Lo stesso vale per le altre professioni regolamentate, il cui accesso è concesso a qualsiasi individuo che può dimostrare di essere pienamente qualificato nel proprio paese d’origine. Tuttavia, se le autorità del paese ospitante riscontrano differenze significative tra la formazione acquisita nel paese di origine e quella richiesta per la medesima attività nel loro paese, essi possono richiedere all’individuo di svolgere un tirocinio di adattamento o una prova attitudinale, la cui scelta in linea di principio spetta al singolo.

Tessera professionale europea

La direttiva è stata modificata dalla direttiva 2013/55/UE (applicabile nei paesi dell’UE dal 18 gennaio 2016), che prevede la creazione di una tessera professionale europea. Ciò consentirà ai cittadini interessati di ottenere il riconoscimento delle loro qualifiche in modo più semplice e rapido attraverso una procedura elettronica standardizzata. La tessera si baserà sul sistema di informazione del mercato interno (IMI) e sarà emessa sotto forma di certificato elettronico. La tessera sarà implementata per un primo gruppo di infermieri responsabili dell’assistenza generale, fisioterapisti, farmacisti, guide alpine e agenti immobiliari.

La direttiva 2013 permette anche a tutti i cittadini che chiedono il riconoscimento delle loro qualifiche professionali di poter gestire la pratica in un unico punto di contatto.

QUANDO È ENTRATA IN VIGORE LA DIRETTIVA E QUAL È IL PERIODO DI TRASPOSIZIONE?

La direttiva 2005/36/CE è entrata in vigore il 20 ottobre 2005 e doveva essere recepita entro il 20 ottobre 2007. Le ultime modifiche introdotte dalla direttiva 2013/55/UE sono entrate in vigore il 17 gennaio 2014, mentre la data limite di trasposizione sarà il 18 gennaio 2016.

CONTESTO

Man mano che scende la popolazione in età lavorativa in molti paesi dell’Unione europea, la domanda di persone altamente qualificate è destinata ad aumentare e si prevede un aumento di oltre 16 milioni di posti di lavoro entro il 2020. Ciò richiede che le loro qualifiche siano riconosciute in tutta l’UE in modo veloce, semplice e affidabile.

Per maggiori informazioni, consultare il sito Internet della Commissione europea sul riconoscimento automatico.

RIFERIMENTI

Atto

Data di entrata in vigore

Data limite di trasposizione negli Stati membri

Gazzetta ufficiale dell’Unione europea

Direttiva 2005/36/CE

20.10.2005

20.10.2007

GU L 255 del 30.9.2005, pag. 22-142

Atti modificatori

Data di entrata in vigore

Data limite di trasposizione negli Stati membri

Gazzetta ufficiale dell’Unione europea

Direttiva 2006/100/CE

1.1.2007

1.1.2007

GU L 363 del 20.12.2006, pag. 141-237

Regolamento (CE) n. 1430/2007

26.12.2007

-

GU L 320 del 6.12.2007, pag. 3-11

Regolamento (CE) n. 755/2008

21.8.2008

-

GU L 205 dell'1.8.2008, pag. 10-12

Regolamento (CE) n. 279/2009

27.4.2009

-

GU L 93 del 7.4.2009, pag. 11-12

Regolamento (UE) n. 213/2011

24.3.2011

-

GU L 59 del 4.3.2011, pag. 4-7

Regolamento (UE) n. 623/2012

1.8.2012

-

GU L 180 del 12.7.2012, pag. 9-11

Direttiva 2013/25/UE

1.7.2013

1.7.2013

GU L 158 del 10.6.2013, pag. 368-375

Direttiva 2013/55/UE

17.1.2014

18.1.2016

GU L 354 del 28.12.2013, pag. 132-170

Successive modifiche e correzioni alla direttiva 2005/36/CE sono state incorporate nel testo base. La presente versione consolidata è a solo scopo di riferimento.

ATTI COLLEGATI

Direttiva 77/249/CEE del Consiglio, del 22 marzo 1977, intesa a facilitare l’esercizio effettivo della libera prestazione di servizi da parte degli avvocati (GU L 78 del 26.3.1977, pag. 17-18)

Direttiva 98/5/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 16 febbraio 1998, volta a facilitare l’esercizio permanente della professione di avvocato in uno Stato membro diverso da quello in cui è stata acquistata la qualifica (GU L 77 del 14.3.1998, pag. 36-43)

Decisione 2007/172/CE della Commissione, del 19 marzo 2007, che istituisce un gruppo di coordinatori per il riconoscimento delle qualifiche professionali (GU L 79 del 20.3.2007, pag. 38-39)

Ultima modifica: 17.08.2015

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