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Custodia dei bambini

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Custodia dei bambini

La raccomandazione propone che gli Stati membri assumano e/o incoraggino iniziative per la creazione di servizi di custodia dei bambini, per dare flessibilità all’organizzazione dei permessi speciali, per l’adattamento dell’ambiente, delle strutture e dell’organizzazione del lavoro alle necessità di lavoratrici e lavoratori con figli e per incoraggiare una condivisione più equa delle responsabilità parentali. Essa stabilisce i casi in cui i servizi di custodia dei bambini sono auspicabili e le disposizioni per crearli.

ATTO

Raccomandazione 92/241/CEE del 31 marzo 1992 sulla custodia dei bambini [Gazzetta Ufficiale L 123 dell’8.5.1992].

SINTESI

Si raccomanda che gli Stati membri assumano e/o incoraggino progressivamente iniziative che aiutino uomini e donne a conciliare le loro responsabilità riguardo al lavoro, agli studi e alla famiglia. Essi devono tenere in considerazione le rispettive responsabilità delle autorità nazionali, regionali o locali, i partner all’interno della società e i privati cittadini e/o lavorare in collaborazione con tali parti nelle seguenti quattro aree:

  • provvedere ai servizi di custodia dei bambini nel caso in cui i genitori: (a) lavorino, (b) seguano un corso di formazione a scopo di assunzione, (c) stiano cercando un lavoro o un corso di formazione a scopo di assunzione;
  • permessi speciali garantiti ai genitori che sono responsabili della custodia e dell'educazione dei figli;
  • ambiente, struttura e organizzazione del lavoro che rispondano alle necessità delle lavoratrici e dei lavoratori con figli;
  • condivisione, fra uomini e donne, di responsabilità occupazionali, familiari e di educazione che derivano dalla custodia dei figli.

Servizi di custodia dei bambini

In questo contesto vanno compiuti sforzi in particolare per assicurare che:

  • i servizi offerti ai genitori abbiano un prezzo ragionevole;
  • i servizi combinino una custodia affidabile dal punto di vista della salute e della sicurezza con un’educazione generale e un approccio pedagogico;
  • i servizi tengano in considerazione i bisogni di genitori e figli per quanto riguarda l’accesso;
  • i servizi siano disponibili in tutte le aree e regioni, sia urbane che rurali, degli Stati membri;
  • i servizi siano accessibili ai bambini con bisogni speciali, ad esempio con difficoltà di linguaggio, e ai bambini di famiglie monoparentali e vadano incontro alle necessità di tali bambini.

Dovrebbero anche essere intraprese azioni che:

  • incoraggino la flessibilità e la diversità dei servizi di custodia dei bambini come parte di una strategia per aumentare la scelta e soddisfare preferenze, esigenze e circostanze specifiche dei bambini e dei loro genitori, mantenendo allo stesso tempo una certa uniformità fra i vari servizi;
  • assicurino che la formazione, sia iniziale sia continua, dei lavoratori impiegati nei servizi di custodia dei bambini sia commisurata con l’importanza e il valore sociale ed educativo del loro lavoro;
  • incoraggino i servizi di custodia dei bambini a lavorare strettamente con i genitori e le comunità locali attraverso un regolare contatto e scambio di informazioni, andando così incontro alle esigenze dei genitori secondo le specifiche circostanze locali;
  • incoraggino le autorità nazionali, regionali e locali, i partner della società e altri enti e singoli competenti, d’accordo con le loro rispettive responsabilità, a contribuire finanziariamente alla creazione e/o al funzionamento di servizi di custodia dei bambini coerenti, che possano essere alla portata dei genitori e offrano loro una scelta.

Permessi speciali

Gli Stati membri devono assumere e/o incoraggiare iniziative con un approccio realistico all’accresciuta partecipazione delle donne al mercato del lavoro, i.e. sotto forma di permessi speciali che diano ai genitori lavoratori dipendenti, sia uomini che donne, l’opportunità di far fronte in modo adeguato alle loro responsabilità occupazionali, familiari e di crescita dei figli, che prevedano fra l’altro una certa flessibilità nella modalità in cui il permesso può essere preso.

Ambiente, struttura e organizzazione del lavoro

Gli Stati membri devono assumere e/o incoraggiare iniziative volte a:

  • fornire supporto all’azione, in particolare nel quadro di accordi collettivi;
  • assicurare che venga dato il dovuto riconoscimento alle persone impegnate in servizi di custodia dei bambini per quanto riguarda il modo in cui lavorano e il valore sociale del loro lavoro;
  • promuovere un’azione, specialmente nel settore pubblico, che possa servire da esempio per sviluppare iniziative in questo campo.

Condivisione delle responsabilità

Gli Stati membri devono promuovere e incoraggiare, con il dovuto rispetto per la libertà dell’individuo, una maggiore partecipazione degli uomini per raggiungere una condivisione più equa delle responsabilità parentali fra uomini e donne, e per permettere alle donne di avere un ruolo più consistente nel mercato del lavoro.

Contesto

Lo scopo della raccomandazione è promuovere pari opportunità per uomini e donne che permettano loro di conciliare le eventuali responsabilità occupazionali, familiari e di crescita dei figli.

ATTI COLLEGATI

Relazione della Commissione al Parlamento europeo, al Consiglio, al Comitato economico e sociale europeo e al Comitato delle regioni, del 3 marzo 2008, sull’attuazione degli obiettivi di Barcellona riguardo alle strutture di custodia dei bambini in età prescolare [ COM/2008/638 final - Non pubblicata nella Gazzetta Ufficiale].

Il Consiglio si è riunito a Barcellona nel marzo del 2002 e ha adottato una serie di obiettivi volti a rimuovere gli ostacoli alla partecipazione delle donne al mercato del lavoro, in particolare stabilendo strutture per la custodia dei bambini per il 90% dei bambini sopra i tre anni di età e per il 33% dei bambini sotto i 3 anni di età entro il 2010.

La disponibilità di strutture per la custodia dei bambini contribuisce anche alle strategie per la crescita e l’occupazione, l’inclusione sociale, la parità fra uomini e donne e la conciliazione della vita lavorativa con la vita privata.

Tale relazione presenta una revisione di medio termine dei progressi compiuti dagli Stati membri per il raggiungimento di tali obiettivi. Le autorità competenti a livello nazionale, regionale e locale devono avere parte attiva al fianco dei loro partner della società nell’assicurare l’accesso a servizi di qualità sostenibili per tutti.

Nell’attuale situazione la richiesta di sistemi di custodia precoce di bambini non è soddisfatta nella maggior parte degli Stati membri, sebbene siano stati fatti alcuni progressi. Tali sistemi riguardano due gruppi di età:

  • i bambini sotto i 3 anni, per i quali la disponibilità di custodia (asili nido, centri di custodia per l’infanzia) rimane disuguale fra Stati membri. In generale, i servizi offerti da tali strutture devono essere pagati e il loro costo dipende dal tipo di sistema esistente o coesistente (accesso universale, contributi in base al reddito, sistema a voucher, ecc.);
  • i bambini sopra i 3 anni, per i quali i sistemi educativi prescolari nelle scuole materne sono a volte combinati alla custodia dell’infanzia. In generale, queste strutture ricevono sovvenzioni e possono operare su base part-time a seconda del singolo Stato.

La Commissione dovrebbe promuovere lo scambio di esperienze, assicurare che l’occupazione in questo campo sia meglio valorizzata e fare nuove raccomandazioni agli Stati membri. Gli obiettivi di Barcellona sono stati rivisti nel 2010.

Relazione della Commissione al Parlamento europeo, al Consiglio, al Comitato economico e sociale europeo e al Comitato delle regioni - obiettivi di Barcellona: Lo sviluppo delle strutture di custodia dei bambini in Europa, con una visione per la crescita sostenibile e inclusiva COM(2013) 322 final del 29.5.2013].

A cinque anni dalla relazione del 2008 si può notare, in questa seconda relazione, che nonostante un leggero miglioramento rimangono molte sfide da affrontare. Le principali conclusioni della relazione sono le seguenti:

A più di 10 anni dalla loro adozione gli obiettivi di Barcellona non sono stati raggiunti dalla maggior parte degli Stati membri, anzi, la situazione sta peggiorando in diversi Stati membri. Miglioramenti significativi devono ancora essere compiuti per raggiungere un livello soddisfacente di disponibilità, soprattutto per i bambini al di sotto dei 3 anni.

Il costo dei servizi è ancora un ostacolo significativo per i genitori, così come le ore di apertura. L’investimento in servizi educativi e di custodia di qualità universale e accessibili a tutti dev’essere continuato - maggiormente a livello del singolo Stato membro.

Quasi tutti gli Stati membri hanno allocato risorse per i servizi di custodia dei bambini, ma la spesa totale varia enormemente da uno Stato membro all’altro a seconda del budget disponibile nei Fondi strutturali e dell’attuale stato di fornitura dei servizi.

Nella relazione la Commissione afferma la propria intenzione di:

  • continuare a lavorare con i partner della società civile che giocano un ruolo chiave nell’area dell’equilibrio lavoro-vita privata in cooperazione con le autorità pubbliche;
  • rafforzare la cooperazione fra i propri dipartimenti lavorando su politiche relative alla custodia e all’educazione della prima infanzia, some la giustizia, la formazione e la cultura, l’occupazione, le politiche sociali, la salute, ecc.;
  • continuare a monitorare gli obiettivi di Barcellona aiutando gli Stati membri a sviluppare le proprie capacità statistiche attraverso il miglioramento della raccolta dei dati e della modalità di misurazione dell’uso dei servizi di custodia dei bambini;
  • continuare a sostenere gli Stati membri:
    • o ogniqualvolta sia necessario, durante i Semestri europei, la Commissione continuerà ad adottare raccomandazioni specifiche facendo appello agli Stati membri affinché raggiungano gli obiettivi di Barcellona e mantengano gli investimenti pubblici in questo campo nonostante la crisi economica;
    • in fase di programmazione dei Fondi europei, la Commissione lavorerà insieme agli Stati membri per usare a pieno regime le opzioni di cofinanziamento offerte dai Fondi strutturali e da altri programmi della Comunità come l’Erasmus per tutti, incluso durante il successivo periodo di programmazione, per sviluppare servizi di custodia ed educazione della prima infanzia e in favore di altre fasce deboli di popolazione, formazione degli staff e miglioramento della qualità del servizio.

La Commissione dovrebbe anche:

  • promuovere una combinazione di misure per raggiungere un equilibrio lavoro-vita privata che consista in contratti di lavoro flessibili, un sistema di permessi familiari e la disponibilità di servizi di custodia accessibili e di qualità per bambini in età prescolare, così come per preadolescenti al di fuori delle ore scolastiche e per altre fasce deboli di popolazione;
  • incoraggiare gli Stati membri a rimuovere le barriere (inclusi i vincoli fiscali) all’attività lavorativa delle donne e incoraggiare i padri ad assumersi maggiori responsabilità familiari, per esempio prendendo dei permessi familiari allo stesso modo delle donne.

Ultima modifica: 11.02.2014

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