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Maggiore controllo sull’osservanza delle norme dell’UE relative al distacco dei lavoratori

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Maggiore controllo sull’osservanza delle norme dell’UE relative al distacco dei lavoratori

L’obiettivo della direttiva di applicazione (direttiva 2014/67/UE) è quello di migliorare l’attuazione e l’applicazione della direttiva relativa al distacco dei lavoratori (direttiva 96/71/CE), garantendo in tal modo una migliore protezione dei lavoratori distaccati e un quadro giuridico più trasparente e prevedibile per i fornitori di servizi.

ATTO

Direttiva 2014/67/UE del Parlamento europeo e del Consiglio, concernente l’applicazione della direttiva 96/71/CE relativa al distacco dei lavoratori nell’ambito di una prestazione di servizi e recante modifica del regolamento (UE) n. 1024/2012 relativo alla cooperazione amministrativa attraverso il sistema di informazione del mercato interno (regolamento IMI) [Gazzetta ufficiale L 159 del 28.5.2014].

SINTESI

La direttiva 96/71/CE si applica nella misura in cui le imprese, nel quadro di una prestazione di servizi transnazionale, distaccano un lavoratore sul territorio di un paese dell’UE, a condizione che esista un rapporto di lavoro fra l’impresa che distacca e il lavoratore durante il periodo di distacco. Per lavoratore distaccato si intende qualsiasi lavoratore che durante un periodo limitato, esegue il suo lavoro sul territorio di un paese dell’UE diverso da quello in cui svolge abitualmente la propria attività.

Al fine di proteggere i diritti sociali dei lavoratori distaccati nel caso in cui le imprese si avvalgono della libera prestazione dei servizi e al fine di facilitare l’esercizio di tale libertà, la direttiva 96/71/CE stabilisce condizioni di lavoro fondamentali applicabili ai lavoratori distaccati, quali:

  • i periodi massimi di lavoro e periodi minimi di riposo;
  • la durata minima dei congedi annuali retribuiti;
  • i tassi di salario minimo, compresi quelli maggiorati per le ore supplementari;
  • la salute, la sicurezza e l’igiene sul lavoro.

Migliore prevenzione e sanzionamento degli abusi delle norme applicabili

Per sostenere la lotta contro la violazione e l’elusione delle norme applicabili (es. tramite le cosiddette società di comodo) la direttiva 2014/67/UE contiene un elenco di elementi fattuali che intervengono nella valutazione volta ad accertare se una determinata situazione costituisca un autentico distacco (articolo 4).

Per una maggiore certezza giuridica, la direttiva stabilisce una serie di misure di controllo nazionali che sono considerate giustificate e proporzionate e che possono essere applicate al fine di controllare il rispetto della direttiva 96/71/CE e della direttiva di applicazione stessa (articolo 9).

Per accrescere la protezione dei diritti dei lavoratori nei casi di subcontratto a catena, i paesi dell’UE devono garantire che i lavoratori distaccati nel settore dell’edilizia, nell’ambito di un rapporto contrattuale con un subcontraente diretto, possano ritenere responsabile il contraente, in aggiunta o in luogo del datore di lavoro, per quanto riguarda eventuali retribuzioni nette arretrate corrispondenti alle tariffe minime salariali (articolo 12). In luogo di tali norme in materia di responsabilità, gli Stati membri possono adottare altre misure esecutive appropriate.

Facilitazione dell’accesso all’informazione

Al fine di promuovere la consapevolezza e accrescere la trasparenza, i paesi dell’UE sono obbligati a rendere disponibili a titolo gratuito le informazioni relative alle condizioni di impiego e ai contratti collettivi applicabili ai lavoratori distaccati tramite un unico sito web ufficiale nazionale (articolo 5). Le informazioni devono essere rese pubbliche nella lingua o nelle lingue ufficiali del paese ospitante e nelle lingue più pertinenti in funzione delle esigenze del mercato del lavoro.

Cooperazione amministrativa rafforzata

La direttiva 2014/67/UE comprende inoltre norme più chiare per migliorare la cooperazione amministrativa tra le autorità nazionali incaricate di accertare l’osservanza della stessa, compresi i termini per la trasmissione di informazioni (articolo 6). Nell’eventualità di problemi persistenti nello scambio di informazioni o di un rifiuto permanente di fornire informazioni, la Commissione potrà essere informata tramite il sistema di informazione del mercato interno (IMI). In questo contesto si applica il regolamento IMI. Il sistema IMI è uno strumento elettronico multilingue che consente alle autorità nazionali, regionali e locali di comunicare velocemente e facilmente con le proprie controparti in UE, Islanda, Liechtenstein e Norvegia in merito alla normativa del mercato interno dell’UE. La direttiva assicura inoltre che le sanzioni amministrative e le ammende imposte ai fornitori di servizi in caso di mancata osservanza delle norme applicabili in uno Stato membro dell’UE possono essere eseguite e riscosse in un altro Stato membro (capo VI).

RIFERIMENTI

Atto

Data di entrata in vigore

Data limite di trasposizione negli Stati membri

Gazzetta ufficiale dell’Unione europea

Direttiva 96/71/CE

10.2.1997

16.12.1999

GU L 18 del 21.1.1997

Direttiva 2014/67/UE

17.6.2014

18.6.2016

GU L 159, 28.5.2014

ATTI COLLEGATI

Regolamento (UE) n. 1024/2012 del Parlamento europeo e del Consiglio, relativo alla cooperazione amministrativa attraverso il sistema di informazione del mercato interno e che abroga la decisione 2008/49/CE della Commissione (regolamento IMI) [Gazzetta ufficiale L 316 del 14.11.2012].

Ultima modifica: 09.08.2014

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