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Document 52017DC0074

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RELAZIONE DELLA COMMISSIONE AL PARLAMENTO EUROPEO, AL CONSIGLIO EUROPEO E AL CONSIGLIO Nona relazione sulla ricollocazione e il reinsediamento

COM/2017/074 final
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Bruxelles, 8.2.2017

COM(2017) 74 final

RELAZIONE DELLA COMMISSIONE AL PARLAMENTO EUROPEO, AL CONSIGLIO EUROPEO E AL CONSIGLIO

Nona relazione sulla ricollocazione e il reinsediamento



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1Introduzione

La nona relazione sulla ricollocazione e il reinsediamento fa il punto della situazione dopo l’ultima relazione dell’8 dicembre 1 e valuta le misure che tutte le parti interessate hanno adottato dall’8 dicembre 2016 al 7 febbraio 2017 (il periodo di riferimento) al fine di onorare gli impegni assunti in base ai meccanismi di ricollocazione e reinsediamento.


Dal 5 dicembre 2016 sono arrivate in Grecia 3 873 persone 2 . Il numero complessivo dei migranti presenti in Grecia è rimasto stabile rispetto al precedente periodo di riferimento. Al 7 febbraio si contano circa 62 600 persone, di cui circa 15 000 nelle isole e circa 47 600 nella parte continentale del paese 3 . In Italia dal 5 dicembre 2016 sono arrivate 15 614 persone 4 . Gli Eritrei, la principale nazionalità ammissibile alla ricollocazione in Italia 5 , ha rappresentato il 3,6% degli arrivi.

Nell’ottava relazione, la Commissione ha stabilito specifici obiettivi mensili di almeno 1 000 persone ricollocate dall’Italia e almeno 2 000 dalla Grecia a partire dal dicembre 2016. Il Consiglio europeo, nell’ultima riunione del 15 dicembre 6 , ha approvato il piano d’azione comune sull’attuazione della dichiarazione UE-Turchia, che include gli obiettivi di ricollocazione per la Grecia, e ha ribadito la richiesta d’intensificare ulteriormente gli sforzi volti ad accelerare la ricollocazione, in particolare dei minori non accompagnati, e i programmi di reinsediamento esistenti. Nonostante questi inviti, i risultati sono disomogenei.

 

Nel periodo di riferimento sono state effettuate altre 3 813 ricollocazioni, e il numero totale di persone finora ricollocate è salito così a 11 966 (8 766 dalla Grecia e 3 200 dall’Italia) 7 . Il mese di dicembre, con 1 926 persone ricollocate (764 dall’Italia e 1 162 dalla Grecia), ha segnato un nuovo record per le ricollocazioni sia dall’Italia che dalla Grecia, consentendo di raggiungere l’obiettivo prefissato di più di 10 000 persone ricollocate. I risultati di gennaio (551 ricollocazioni per l’Italia e 1 131 per la Grecia) hanno confermato la stabilizzazione delle ricollocazioni dalla Grecia attorno a 1 000 al mese. Se queste cifre continuano a rappresentare complessivamente una tendenza positiva, esse restano tuttavia al di sotto degli obiettivi stabiliti dalla Commissione, e nel caso delle ricollocazioni dalla Grecia, più ampiamente approvati dal Consiglio europeo.

Per quanto riguarda il reinsediamento, l’attuazione delle conclusioni del luglio 2015 8 , che chiedevano di reinsediare 22 504 persone, prosegue sulla buona strada: finora sono state reinsediate 13 968 persone bisognose di protezione internazionale, ossia più della metà del numero concordato. Dal 6 dicembre 2016, 913 9 persone sono state reinsediate principalmente da Turchia, Giordania e Libano. Il reinsediamento operato in virtù del programma europeo concorre in parte anche ad attuare il meccanismo 1:1 previsto dalla dichiarazione UE-Turchia. Dalla data d’avvio del 4 aprile 10 , 3 098 Siriani sono stati reinsediati dalla Turchia nell’UE nell’ambito di tale meccanismo, di cui 487 11 nel periodo intercorso dalla relazione precedente.

2Ricollocazione

2.1Eventi principali durante il periodo di riferimento

Dopo l’adozione dell’ottava relazione, la Commissione ha invitato bilateralmente quasi tutti gli Stati membri a intensificare gli sforzi per raggiungere gli obiettivi fissati. Gli Stati membri e i paesi associati già attivi hanno reagito positivamente e hanno comunicato alla Commissione la loro pianificazione per gli impegni mensili. Il quadro è tuttavia insoddisfacente per quanto riguarda alcuni altri Stati membri: l’Ungheria, l’Austria e la Polonia restano i soli a non avere ricollocato nessuno, la Slovacchia continua a effettuare ricollocazioni a un ritmo molto limitato e la Repubblica ceca non ha assunto alcun impegno da maggio 2016 e non ha ricollocato nessuno da agosto 2016.

Rispetto all’obiettivo prefissato di 2 000 ricollocazioni mensili, 1 162 persone sono state ricollocate dalla Grecia nel dicembre 2016 e 1 131 nel gennaio 2017; in dicembre sono stati registrati 1 178 impegni e nel gennaio 2017 1 550. Realizzare l’obiettivo è possibile purché tutti gli Stati membri si impegnino a trasferire ed effettuino trasferimenti su una base mensile stabile e in funzione del numero di ricollocazioni loro assegnato. In particolare, raggiungere l’obiettivo delle 2 000 ricollocazioni mensili richiederebbe che gli Stati membri che non hanno ricollocato nessuno, o solo un numero limitato di persone (Repubblica ceca, Ungheria, Croazia, Austria, Polonia e Slovacchia), cominciassero a farlo immediatamente. Richiederebbe inoltre che il Belgio e la Spagna assumessero impegni su base mensile in funzione del numero di ricollocazioni loro assegnato e che il Portogallo, la Romania e la Lituania cominciassero nuovamente, a loro volta, ad assumere impegni mensili. Va tuttavia riconosciuto che l’Estonia, la Lettonia, la Lituania, il Lussemburgo, Malta e la Finlandia sono assolutamente nei tempi quanto al rispetto dei loro obblighi. Inoltre, al ritmo attuale, la Svizzera e la Norvegia onoreranno completamente i loro impegni in materia di ricollocazione entro marzo 2017. Gli altri Stati membri che hanno cominciato solo recentemente a effettuare ricollocazioni dalla Grecia hanno un lungo da cammino da percorrere per mettersi alla pari con gli Stati membri e i paesi associati più performanti.

Le autorità greche hanno migliorato ulteriormente l’efficienza delle registrazioni e hanno riprogrammato gli appuntamenti in modo che entro metà marzo 2017 sia formalizzata la registrazione di tutti i richiedenti preregistrati (inclusi quelli appartenenti alle nazionalità ammissibili alla ricollocazione) 12 . Raggiungere al più presto l’obiettivo mensile sarà fondamentale per evitare ai richiedenti lunghi periodi di attesa e rischi di movimenti secondari.

In Italia nel dicembre 2016 sono state ricollocate 764 persone, cosa che rappresenta un aumento costante rispetto ai mesi precedenti e il più alto conseguito dall’avvio del programma. Se il numero di impegni nel dicembre 2016 era pari a 735, in gennaio è stato raggiunto l’obiettivo dei 1 000 impegni (1 025 posti promessi). Negli ultimi quattro mesi vi è stato un rapido aumento delle ricollocazioni dall’Italia (da 230 a circa 750 al mese). Il numero delle persone ricollocate, in gennaio, tuttavia, è calato per la prima volta (551 persone ricollocate). Ciò sembra in parte dovuto al periodo delle vacanze, ma anche a questioni operative e logistiche, in alcuni casi legate alla dispersione dei richiedenti su tutto il territorio italiano.

A seguito dell’afflusso costante di nuovi migranti, anche dall’Eritrea, il numero di richiedenti la ricollocazione, in base alle informazioni del Ministero dell’Interno italiano, è rimasto stabile (fra 5 300 e 5 800 Eritrei).

Sette paesi (Germania, Francia, Malta, Paesi Bassi, Norvegia, Finlandia e Svizzera) sono impegnati a fondo nelle ricollocazioni dall’Italia. Di questi, Malta e la Finlandia sono nei tempi quanto al rispetto dei loro obblighi, mentre, al ritmo attuale, la Norvegia e la Svizzera onoreranno pienamente i loro impegni in materia di ricollocazioni già per marzo 2017. Gli Stati membri, in particolare quelli che ancora non effettuano ricollocazioni dall’Italia, dovrebbero intensificare i loro sforzi in modo da raggiungere l’obiettivo mensile di 1 000 ricollocazioni dall’Italia.

Da parte sua, l’Italia prevede di aumentare la quantità di personale addetto al trattamento delle domande nell’unità Dublino, e ha mostrato flessibilità quanto ai controlli di sicurezza. Gli accordi con Europol per facilitare lo svolgimento di controlli supplementari di carattere eccezionale per l’indagine di sicurezza sono stati posti in pratica per la prima volta nel gennaio 2017 con una richiesta della Norvegia. In base al protocollo sulla ricollocazione per l’Italia, un primo colloquio congiunto per l’indagine di sicurezza effettuato da Europol e da funzionari norvegesi e italiani ha avuto luogo in Italia nel mese di febbraio. Questo dovrebbe servire per trarre insegnamento dalla procedura e per aumentare la fiducia necessaria nel sistema da parte di tutti gli Stati membri che effettuano ricollocazioni dall’Italia.

Il numero di minori non accompagnati 13  giunti in Italia ha continuato ad aumentare: nel 2016 sono arrivati in Italia 28 129 minori, di cui 25 772 (il 91,6%) non erano accompagnati. Queste cifre includono 3 806 Eritrei, 218 Siriani, 394 Iracheni e 13 Yemeniti) 14 . Al 23 gennaio 2017 erano inoltre arrivati in Italia 462 minori non accompagnati, di cui quattro appartengono a una nazionalità ammissibile alla ricollocazione. Riguardo alla Grecia, il Centro nazionale di solidarietà sociale riferisce che al 27 gennaio era stimato a 2 200 il numero di minori non accompagnati presenti nel paese. Come già indicato in precedenti relazioni, la preregistrazione di massa effettuata in Grecia ha permesso di identificare 1 225 minori non accompagnati 15 , il 48% dei quali (588 circa) appartiene a una delle nazionalità ammissibili alla ricollocazione (il 36% Siriani e il 12% Iracheni) 16 .

Dall’inizio di febbraio 2017 sono stati registrati 523 minori non accompagnati (secondo la definizione della legislazione greca), ma solo 248 sono stati ricollocati. La principale difficoltà è ricollocare minori coniugati (in particolare di età inferiore ai 17 anni), poiché in molti Stati membri vi sono ostacoli giuridici alla ricollocazione di questa categoria di minori separati (l’adulto che sposta un minore, ad esempio, può essere condannato). Tali Stati membri, quindi, non li accettano o respingono le richieste di ricollocazione 17 . Gli Stati membri dovrebbero esaminare dei modi per facilitare la ricollocazione di questa categoria di minori separati.

L’Italia sta anche mettendo in atto sforzi per facilitare la ricollocazione dei minori non accompagnati. Tuttavia, la procedura per rendere possibile la ricollocazione dei minori non accompagnati che viaggiano da soli deve essere ancora ulteriormente sviluppata. Solo un minore separato è stato ricollocato nei Paesi Bassi nel novembre 2016 dall’Italia.

Il numero totale di minori ricollocati nel periodo di riferimento in questione è stato di 74 (in Germania, Irlanda, Lussemburgo, Paesi Bassi, Norvegia Spagna, Finlandia e Svizzera), cosa che ha portato a 249 il numero totale di minori non accompagnati ricollocati 18 , quasi esclusivamente dalla Grecia.

2.2Azioni intraprese dagli Stati membri di ricollocazione

Dal 7 dicembre al 7 febbraio sono state ricollocate altre 3 813 persone dalla Grecia (inclusa la prima ricollocazione nel Liechtenstein) 19 e 1 255 dall’Italia 20 . La Francia è il paese che finora ha ricollocato il maggior numero di richiedenti (2 727), seguita dalla Germania (2 042) e dai Paesi Bassi (1 361).

Azioni volte ad affrontare la questione del numero limitato di impegni  Nel periodo di riferimento 13 Stati membri (Germania, Belgio, Estonia, Francia, Croazia, Irlanda, Lettonia, Lituania, Lussemburgo, Malta, Paesi Bassi, Slovenia e Finlandia) 21 e la Svizzera e la Norvegia 22 hanno assunto 4 413 impegni formali (1 760 impegni formali assunti per l’Italia e 2 653 per la Grecia). Il numero totale di impegni formali da parte degli Stati membri di ricollocazione ammonta a 22 928 (7 599 per l’Italia e 15 329 per la Grecia).

Belgio, Germania, Estonia, Francia, Irlanda, Lettonia, Malta, Paesi Bassi, Norvegia, Finlandia e Svizzera hanno annunciato impegni mensili per la Grecia, mentre per l’Italia lo hanno fatto solo Belgio, Germania, Lettonia, Paesi Bassi, Norvegia, Finlandia e Svizzera. Il Lussemburgo, inoltre, ha annunciato impegni ogni due mesi sia per l’Italia che per la Grecia.

L’Austria 23 e l’Ungheria restano gli unici due paesi che non hanno presentato alcun impegno né hanno effettuato alcuna ricollocazione. Da aprile 2016 la Polonia non ha portato avanti l’attuazione degli impegni assunti né si è impegnata a ricollocare alcun richiedente 24 . Alcuni Stati membri, inoltre, (Bulgaria, Repubblica ceca) non hanno comunicato impegni per più di sette mesi.

Azioni volte ad accelerare i tempi di risposta alle richieste di ricollocazione – Durante il periodo di riferimento gli Stati membri hanno effettuato alcuni progressi nel ridurre i tempi di risposta alle richieste di ricollocazione, ma continuano a non rispettare l’obiettivo dei 10 giorni lavorativi stabilito dai protocolli di ricollocazione. Come riferito nelle precedenti relazioni, i colloqui di sicurezza dovrebbero avvenire solo in casi debitamente giustificati ed entro l’obiettivo dei 10 giorni lavorativi. Gli Stati membri dovranno migliorare la loro capacità di trattamento per accelerare i tempi di risposta.

Alcuni dei rifiuti sono ancora basati su motivi non previsti dalle decisioni del Consiglio, come la nazionalità (anche se la persona appartiene a una delle nazionalità ammissibili alla ricollocazione). La giustificazione dei rifiuti dovrebbe a sua volta essere migliorata per soddisfare i requisiti delle decisioni del Consiglio. In questo senso, la Germania, i Paesi Bassi e l’Irlanda possono essere considerati buoni esempi di modalità di giustificazione dei rifiuti. La condivisione delle informazioni è fondamentale per la sicurezza dell’Unione europea. Pertanto, gli Stati membri non dovrebbero respingere certe domande richiamandosi semplicemente alle questioni di sicurezza in termini generali e dovrebbero lavorare insieme per affrontare questa materia in maniera esaustiva. In risposta a preoccupazioni circa la condivisione di informazioni di sicurezza, Europol ha messo a disposizione uno specifico canale di comunicazione protetto in cui gli Stati membri possono giustificare in sicurezza il rifiuto di richieste di ricollocazione. Questo canale è operativo dal 1º dicembre 2016, ma finora nessuno Stato membro se n’è avvalso per comunicare i motivi di rifiuti. In Grecia, la polizia ellenica ha predisposto una via di corrispondenza di sicurezza nazionale ai fini della comunicazione dei motivi dei rifiuti. La Commissione fa nuovamente presente la possibilità di scambiare le impronte digitali attraverso i canali della cooperazione di polizia a fini di verifica di sicurezza a livello nazionale, in particolare nei casi in cui i richiedenti non sono in grado di esibire documenti d’identità o di viaggio.

Azioni volte a far fronte alle sfide connesse alla ricollocazione di richiedenti vulnerabili, tra cui minori non accompagnati – Date le difficoltà di ricollocazione dei minori coniugati, indicate alle sezione 2.1, il ritmo delle ricollocazioni di minori non accompagnati è stato simile al precedente periodo di riferimento. Alcuni Stati membri si stanno inoltre dimostrando riluttanti ad accettare altre categorie di persone vulnerabili (ad es. gravemente malate). Altri stanno interpretando le decisioni del Consiglio in modo troppo rigoroso, e ritengono che l’impegno scada quando il trasferimento ha dovuto essere rimandato per problemi di salute (ad es. se la persona non è in grado di viaggiare a causa di una malattia) oltre il periodo di due mesi previsto nelle decisioni del Consiglio. Secondo le decisioni del Consiglio, i richiedenti vulnerabili dovrebbero essere ricollocati prioritariamente ed è richiesta flessibilità quando, per motivi di salute, il trasferimento ha dovuto essere posposto ed ha avuto luogo oltre il limite dei due mesi. Questo vale tanto più quando lo Stato membro di ricollocazione non rispetta il limite di tempo convenuto per rispondere a una richiesta di ricollocazione. Le decisioni del Consiglio consentono una proroga per un ulteriore periodo di quattro settimane e, in ultima analisi, anche oltre il termine già prorogato. Sarebbe quindi auspicabile una maggiore flessibilità da parte degli Stati membri di ricollocazione.

Azioni per accelerare il trasferimento dei richiedenti – Il tempo che intercorre fra l’accettazione da parte dello Stato membro di ricollocazione e il trasferimento effettivo non è diminuito significativamente. Come indicato nella precedente relazione, se in alcuni casi questi ritardi sono dovuti a controlli supplementari svolti dagli Stati membri dopo l’accettazione, in altri casi essi sono causati da problemi operativi e logistici o dalla mancanza di capacità d’accoglienza nello Stato membro di ricollocazione. Sarebbe auspicabile una maggiore flessibilità da parte degli Stati membri di ricollocazione per quanto riguarda l’organizzazione e le date dei voli - anche quando i trasferimenti hanno luogo, per motivi di salute, oltre il limite dei due mesi – e i voli charter. Gli Stati membri dovranno inoltre garantire di disporre di una capacità di accoglienza in grado di ospitare i richiedenti ricollocati.

Azioni volte a rafforzare la capacità dell’Ufficio europeo di sostegno per l’asilo (EASO) di sostenere l’Italia e la Grecia – Il 19 dicembre 2016 l’EASO ha modificato una decisione del Consiglio d’amministrazione sui profili e il numero complessivo di esperti resi disponibili per le squadre di sostegno per l’asilo. Questa decisione consente al personale temporaneo dell’EASO, sotto la guida del personale permanente dell’Ufficio e degli esperti nazionali, di sostenere il lavoro delle squadre di sostegno per l’asilo. L’EASO cercherà un equilibrio fra il numero di esperti nazionali e il personale temporaneo.

Per la Grecia, il 20 dicembre 2016 l’EASO ha lanciato il primo bando aperto per 26 esperti con profili vari 25 nel quadro del nuovo piano operativo. Questo primo bando interessa l’intero anno 2017, consentendo agli Stati membri di organizzare a lungo termine il distacco dei loro esperti. Nel corso dell’ultima riunione dei punti di contatto nazionali dei gruppi di intervento in materia di asilo, tenutasi a Malta il 12 e 13 gennaio 2017, alcuni Stati membri (Germania e Paesi Bassi) hanno annunciato che comunicheranno all’EASO la loro pianificazione a lungo termine relativa al distacco degli esperti.

Il numero totale di esperti inviati in Grecia per sostenere il meccanismo di ricollocazione era, al 6 febbraio, di 19 esperti in materia d’asilo, di cui 3 esperti individuali e 40 interpreti. Vi è attualmente una carenza di 9 esperti 26 , che si prevede aumenti a 21 a decorrere dalla settimana del 13 marzo. 

Per l’Italia, l’EASO ha lanciato il suo primo bando nel quadro del nuovo piano operativo (firmato con l’Italia il 22 dicembre 2016) per un numero complessivo di 72 esperti. Al 6 febbraio, erano stati inviati in Italia 48 esperti in materia d’asilo e 43 mediatori culturali. Vi è attualmente una carenza di 24 esperti, e vi sarà una carenza di 35 esperti a decorrere dalla settimana del 13 marzo. Gli Stati membri dovrebbero continuare a nominare esperti per rispondere su base regolare ai vari bandi dell’EASO, garantendo distacchi più lunghi e profili di livello superiore e più specializzati.

2.3Azioni intraprese dalla Grecia e dall’Italia

Grecia

Azioni finalizzate ad accelerare la registrazione e il trattamento delle richieste dei migranti e ad aumentare la capacità di registrazione del servizio greco di asilo – A seguito della preregistrazione di massa, su cui la Commissione ha già precedentemente riferito, il servizio greco di asilo ha programmato gli appuntamenti per la formalizzazione delle domande d’asilo. Dopo aver ulteriormente incrementato l’efficienza della procedura di registrazione, il servizio greco di asilo ha riprogrammato gli appuntamenti in modo che tutte le registrazioni siano completate entro metà marzo 2017 (invece che aprile come originariamente previsto). Coloro che hanno mancato la fase di preregistrazione possono ancora accedere alla procedura d’asilo fissando un appuntamento tramite Skype.

Il divario fra il numero di registrazioni operate dal servizio greco di asilo e il numero totale degli impegni è aumentato durante il periodo di riferimento (fra il 6 dicembre e il 6 febbraio la Grecia ha registrato 5 233 richieste di ricollocazione mentre i nuovi impegni assunti sono stati 2 733). In totale, al 6 febbraio, la Grecia aveva registrato 24 640 domande, mentre il numero totale di impegni era pari a 15 329, il che significa che vi sono circa 9 000 casi pronti per la ricollocazione per i quali non è stato assunto alcun impegno. Il raggiungimento dell’obiettivo mensile per quanto riguarda gli impegni e i trasferimenti diventa una priorità per garantire la ripresa dei trasferimenti Dublino e per ricollocare tutti i richiedenti ammissibili nei tempi previsti dalle decisioni del Consiglio.

Azioni finalizzate a migliorare la capacità di accoglienza in Grecia  Al 7 febbraio, la capacità totale di accoglienza in Grecia era di 75 182 posti 27 in strutture temporanee e in siti di accoglienza permanenti nella parte continentale del paese, sia per i migranti irregolari che per le persone che hanno espresso la volontà di chiedere protezione internazionale o lo hanno già fatto. La capacità totale dei 40 siti permanenti nella parte continentale del paese è stimata a circa 27 000 posti.

Per quanto riguarda i 20 000 posti destinati ai candidati ricollocabili nell’ambito del programma di affitto dell’Alto commissariato delle Nazioni Unite per i rifugiati (UNHCR) 28 , al 7 febbraio ne erano disponibili 19 309 29 , fra cui 1 831 posti in edifici, 5 132 posti in alberghi, 10 865 posti in appartamenti, 417 in famiglie ospitanti e 704 in apposite strutture per minori non accompagnati. Il tasso di occupazione attuale è dell’80% circa 30 . Va osservato che nel dicembre 2016 l’UNHCR ha raggiunto l’obiettivo dei 20 000 posti per cui si era impegnato, e l’ha addirittura superato (al 31 dicembre 2016 erano disponibili 21 057 posti). Tuttavia, alcuni dei posti non sono sostenibili a lungo termine (ad es. buoni alberghieri) e sono in corso di sostituzione con altre alternative (ad es. appartamenti/edifici). Nei prossimi mesi verrà effettuata una stima aggiornata delle necessità della Grecia in termini di capacità di accoglienza, e l’entità del programma d’affitto sarà nuovamente valutata.

Inoltre, per quanto riguarda gli specifici centri di ricollocazione, al 6 febbraio era pronto solo uno dei tre (Lagadikia) che le autorità greche si sono impegnate a creare. A causa del peggioramento delle condizioni meteorologiche nel nord della Grecia, tutte le tende sono state rimosse e sono stati allestiti 60 container perfettamente adatti alle condizioni invernali. Il sito può quindi accogliere ora 360 persone, e nei prossimi mesi verranno installati altri container per raddoppiare la capacità. Per quanto riguarda gli altri due centri di ricollocazione, le autorità greche non hanno ancora designato siti idonei. Sono tuttora in corso discussioni tra l’UNHCR e le autorità greche riguardo alla disponibilità di altri siti per la costruzione di nuovi centri di ricollocazione, in particolare in Attica, per una capacità di 3 000 persone. Come menzionato nelle precedenti relazioni, la Commissione esorta la Grecia a designare questi siti al più presto, per evitare strozzature nelle ultime fasi dell’iter di ricollocazione a seguito della preregistrazione di massa, e permettere un processo di ricollocazione efficiente in termini di costi.

Italia

Azioni per aumentare il numero di punti di crisi e per renderli pienamente operativi – Il numero totale di arrivi nel 2016 è stato pari a 181 346. Rispetto a questo numero record, la capacità totale dei quattro punti di crisi operativi (1 600 posti a Pozzallo, Lampedusa, Trapani e Taranto) non è sufficiente. Solo meno di un terzo degli sbarchi è avvenuto nei quattro punti di crisi operativi (52 337 persone). Tuttavia, se si considerano gli sbarchi negli altri sei porti che applicano le procedure operative standard (SOP) dei punti di crisi 31 , la proporzione è due terzi. Il 7 dicembre il Ministero dell’Interno ha deciso di designare 15 porti di sbarco come porti che applicano le SOP dei punti di crisi. L’Italia dovrebbe accelerare l’apertura dei punti di crisi aggiuntivi già annunciati e l’ammodernamento degli altri porti di sbarco.

La situazione dei minori non accompagnati nei punti di crisi è particolarmente impegnativa. Essi rimangono spesso nelle strutture dei punti di crisi o in altri centri di accoglienza di prima linea per un periodo piuttosto lungo, poiché il sistema d’accoglienza, contrariamente a quanto avviene per gli adulti e le famiglie, non consente un trasferimento automatico verso centri in altre parti d’Italia. Anche altre categorie vulnerabili rimangono nei punti di crisi per periodi più lunghi. Le autorità italiane dovrebbero prendere misure per predisporre zone specifiche e assistenza in tutti i punti di crisi, accelerare le procedure per consentire i trasferimenti in strutture di accoglienza di prima linea o secondarie nel più breve tempo possibile se è disponibile un numero sufficiente di posti, e nominare tempestivamente dei tutori.

Il 19-20 gennaio, l’Italia e l’EASO hanno organizzato la prima sessione sull’accoglienza dei minori non accompagnati nel contesto dell’asilo, volta al rafforzamento delle capacità per quanto riguarda l’identificazione delle persone con necessità particolari (inclusi i minori non accompagnati richiedenti asilo) e alla presentazione di buone prassi nel settore dell’accoglienza dei minori in situazione di grossi afflussi. Altre sessioni avranno luogo in febbraio e marzo 2017.

Azioni volte a migliorare la capacità di trattamento in Italia –Come precedentemente riferito la capacità delle autorità italiane, anche dell’unità Dublino, di registrare e trattare le domande, deve aumentare per accelerare la registrazione delle persone appartenenti a nazionalità ammissibili alla ricollocazione e dare riscontro ai nuovi impegni assunti. L’Italia potrebbe anche prendere in considerazione l’idea di ricevere supporto supplementare dall’EASO a tal fine. Andrebbe inoltre diminuita la ripartizione dei candidati alla ricollocazione in molti centri diversi su tutto il territorio italiano, cosa divenuta in una certa misura inevitabile a seguito dell’afflusso record di migranti nel 2016. Le autorità italiane potrebbero esaminare l’idea di un sistema più centralizzato, che vedrebbe i candidati alla ricollocazione concentrati in un numero inferiore di appositi centri – almeno negli ultimi stadi della procedura – in modo da facilitare i vari passi da compiere prima delle ricollocazioni. Un tale sistema potrebbe semplificare la fase precedente la partenza, compresi i necessari controlli sanitari e le sessioni di orientamento culturale. Ciò contribuirebbe inoltre a ridurre i rischi di fuga, visto il più rapido trattamento delle richieste di ricollocazione.

Azioni volte ad accelerare i tempi di risposta alle richieste di ricollocazione – Come indicato nella sezione 2.1, gli accordi con Europol per facilitare lo svolgimento di colloqui supplementari di carattere eccezionale per l’indagine di sicurezza sono stati messi in pratica per la prima volta nel gennaio 2017 con una richiesta della Norvegia.

Azioni volte a far fronte alle sfide connesse alla ricollocazione di richiedenti vulnerabili e dei minori non accompagnati – La Commissione continua a sostenere tutti gli sforzi delle autorità italiane volti a chiarire le procedure per consentire la ricollocazione dei minori non accompagnati. Questo dovrebbe portare a far cominciare le ricollocazioni il più presto possibile. Per accelerare queste procedure, le autorità italiane dovrebbero creare appositi centri di ricollocazione per minori non accompagnati, e prendere in considerazione la possibilità di avvalersi degli orientamenti e dell’ulteriore supporto dell’EASO. Gli Stati membri dovrebbero continuare a presentare impegni per i minori non accompagnati, in modo che al momento della presentazione delle prime richieste i posti siano disponibili. Far funzionare la procedura di ricollocazione per i minori non accompagnati può contribuire a ridurre le fughe. Data l’applicabilità diretta delle decisioni del Consiglio, i tutori dovrebbero già considerare come un’opzione la ricollocazione dei minori non accompagnati ammissibili ad essi affidati. Le autorità italiane dovrebbero garantire che i minori non accompagnati ammissibili siano informati in merito alla ricollocazione il più rapidamente possibile dopo la sbarco.

Azioni volte a limitare i movimenti secondari – Nel quadro delle azioni intraprese dalle autorità italiane per limitare i movimenti secondari, la polizia italiana continua a rinviare sistematicamente nelle strutture di accoglienza dell’Italia meridionale i migranti che si sono spostati irregolarmente dal sud al nord del paese. Come sopra indicato, l’unità mobile dell’EASO che si occupa della registrazione a fini di ricollocazione ha intensificato le attività in diverse zone in cui sono accolti i candidati (in base ai bisogni indicati dalle autorità italiane) al di fuori dei centri di registrazione. L’EASO ha anche mobilitato una squadra permanente di sostegno per l’asilo per la registrazione in due località supplementari. Occorre sorvegliare attentamente la presenza e gli spostamenti di migranti irregolari sul territorio italiano e impedire movimenti secondari irregolari.

2.4Azioni della Commissione e delle agenzie dell’UE 

Commissione europea

Le principali attività svolte dalla Commissione sono state evidenziate nel corso di tutta la relazione, compresi i contatti bilaterali con gli Stati membri per realizzare progressi nel raggiungimento degli obiettivi prefissati. La Commissione continuerà ad esprimere preoccupazioni nei riguardi degli Stati membri che rimangono indietro nell’attuazione delle decisioni del Consiglio. Se nei prossimi mesi non si arriva a un progresso tangibile, la Commissione non esiterà ad avvalersi dei poteri ad essa conferiti dai trattati.

Nelle riunioni periodiche dei funzionari di collegamento da essa organizzate in Grecia (14 dicembre 2016) e in Italia (31 gennaio 2017), la Commissione ha inoltre discusso le modalità per migliorare la trasmissione delle informazioni durante la procedura di ricollocazione, comprese le informazioni prima della partenza e le sessioni di orientamento culturale, allo scopo di gestire meglio le aspettative e prevenire quindi i movimenti secondari o l’aggiramento delle procedure e rafforzare la fiducia dei richiedenti nei confronti del meccanismo di ricollocazione. La Commissione ha elaborato un questionario e un documento di riflessione che individua le azioni prioritarie per garantire una migliore comunicazione delle informazioni ad ogni fase della procedura di ricollocazione. A tale fine, gli attuali opuscoli sulla ricollocazione pubblicati dall’EASO dovrebbero essere aggiornati, e dovrebbero essere rivisti ed aggiornati, se necessario, anche i volantini distribuiti ai richiedenti dai paesi di ricollocazione. La Commissione ha altresì proposto, in cooperazione con l’EASO, di fornire strumenti su misura per la trasmissione delle informazioni (ad es. video, opuscoli nazionali, ecc.) ai paesi che si trovano a dover affrontare problemi relativi ai movimenti secondari o alle fughe.

I finanziamenti destinati alla ricollocazione sono messi a disposizione dell’Italia e della Grecia e degli Stati membri di ricollocazione nel quadro dei loro rispettivi programmi nazionali del Fondo Asilo, migrazione e integrazione (AMIF). Questo programmi sono in corso di modifica per tenere conto dei cambiamenti alla decisione 2015/1601 del Consiglio. La Commissione incoraggia i trasferimenti simultanei delle coppie e famiglie miste (in cui ad es. un coniuge appartiene ad una delle nazionalità ammissibili alla ricollocazione e l’altro coniuge e/o i figli appartengono a un’altra nazionalità) per rispettare il principio dell’unità del nucleo familiare. Il trasferimento del coniuge che non appartiene a una nazionalità ammissibile alla ricollocazione è basato su una richiesta di presa in carico ai sensi del regolamento Dublino, e pertanto l’Italia e la Grecia non beneficeranno dei 500 euro forfettari e gli Stati membri di ricollocazione non beneficeranno dei 6 000 euro forfettari. Gli Stati membri, tuttavia, possono esaminare la possibilità di coprire tali costi attraverso i loro rispettivi programmi nazionali AMIF.

Come previsto nella stima delle necessità svolta in cooperazione col Ministero dell’Interno italiano e con altre parti interessate, nel corso del periodo di riferimento la Commissione ha ricevuto dalle autorità italiane una richiesta di assistenza di emergenza nell’ambito dell’AMIF relativa all’erogazione di servizi nelle strutture ricettive per i candidati alla ricollocazione (contributo UE richiesto: 14,8 milioni di euro). Inoltre, nel precedente periodo di riferimento, la Commissione ha ricevuto una serie di altre richieste non legate alla ricollocazione per un importo totale di 113,4 milioni di euro. La Commissione ha concesso 38,2 milioni di euro, mentre sta attualmente valutando la richiesta dei 14,8 milioni di euro (così come altre richieste ricevute). Una decisione è prevista entro breve.

Poiché l’attuale accordo di delega con l’UNHCR per il programma di affitto in Grecia è finito il 31 dicembre 2016, sono in corso discussioni fra la Commissione, l’UNHCR e le autorità greche per la proroga del meccanismo per il 2017, sulla base di una valutazione aggiornata delle esigenze di accoglienza della Grecia.

Ufficio europeo di sostegno per l’asilo

Azioni volte ad accelerare il processo di ricollocazione e a migliorare la capacità di registrazione in Grecia e in Italia – Il 20 e 22 dicembre 2016 l’EASO ha firmato, rispettivamente con la Grecia e con l’Italia, nuovi piani operativi per il 2017. Nei piani operativi sono delineate tutte le attività di sostegno alla Grecia e all’Italia da attuare nel 2017. Oltre al sostegno al meccanismo di ricollocazione, i piani operativi riguardano misure di supporto per la procedura d’asilo generale, inclusa la procedura di Dublino, il sistema d’accoglienza e, per la Grecia, il sostegno all’attuazione della dichiarazione UE-Turchia.

In Grecia, alla data del 6 febbraio, le equipe dell’EASO che supportano il servizio greco di asilo per le operazioni di registrazione e di trattamento si componevano di 8 esperti a Salonicco 32 , e il servizio di assistenza era composto da 5 esperti ad Atene. Inoltre, l’EASO ha distaccato quattro esperti per la comunicazione di informazioni ad Atene e a Salonicco, altri due 2 esperti Dublino a sostegno dell’unità Dublino e 40 interpreti. L’EASO ha inoltre fornito al servizio greco di asilo a Salonicco uffici mobili completamente attrezzati per sostenere la procedura di registrazione ai fini della ricollocazione. Grazie a questi uffici mobili sarà possibile unire le procedure di registrazione di Salonicco e Alessandropoli, incrementandone l’efficienza e permettendo all’EASO di inviare a Salonicco fino a 12 esperti in materia di registrazione.

A seguito della riunione di avvio del mese di novembre l’EASO, insieme al servizio greco di asilo, sta attualmente testando uno strumento di abbinamento: i requisiti funzionali sono definiti, i campi di registrazione nella banca dati greca Alkyoni e i corrispondenti moduli di registrazione sono in corso di adattamento, l’algoritmo di abbinamento è in corso di affinamento per la prova e la comunicazione dei dati fra la banca dati Alkyoni e lo strumento di abbinamento è in corso di sviluppo. Si prevede che una prima interfaccia utilizzabile dello strumento di abbinamento sia pronto per l’inizio di febbraio 2017.

In Italia, dal 6 febbraio, l’EASO sta distaccando 48 dei 72 esperti richiesti degli Stati membri e dei paesi associati: 9 esperti nei punti di crisi, 9 esperti in due unità mobili (a Roma e Catania), 16 esperti nei centri di registrazione, 7 esperti nella squadra itinerante di registrazione e 7 esperti nell’unità Dublino di Roma. L’EASO impiega inoltre fino a 43 mediatori culturali (per arabo, tigrino e curdo) per sostenere il processo di ricollocazione. Nel periodo di riferimento l’unità itinerante dell’EASO che si occupa della registrazione a fini di ricollocazione ha intensificato le attività in diverse località in cui sono sistemati i candidati (in base ai bisogni indicati dalle autorità italiane) al di fuori dei centri di registrazione 33 . La squadra itinerante assiste altresì le questure sul territorio, aiutando gli operatori di polizia a sviluppare la capacità di effettuare essi stessi le registrazioni.

3Reinsediamento

Sulla base delle informazioni ricevute dagli Stati partecipanti, più della metà dei 22 504 reinsediamenti convenuti ai sensi delle conclusioni del 20 luglio 2015 sono stati portati a termine. Dal 6 dicembre 2016, 913 34 persone sono state reinsediate principalmente da Turchia, Giordania e Libano. Al 6 febbraio 2017, 13 968 persone erano state reinsediate in 21 Stati di reinsediamento (Austria, Belgio, Repubblica ceca, Danimarca, Estonia, Finlandia, Francia, Germania, Islanda, Irlanda, Italia, Lettonia, Liechtenstein, Lituania, Paesi Bassi, Norvegia, Portogallo, Spagna, Svezia, Svizzera e Regno Unito). La Svezia, il Regno Unito, la Finlandia e i Paesi Bassi, così come i paesi associati Svizzera, Liechtenstein e Islanda hanno già adempiuto gli impegni assunti. Nonostante una prospettiva complessivamente positiva, gli Stati membri che non hanno ancora effettuato reinsediamenti ai sensi delle conclusioni del 20 luglio 2015 e quelli che sono ancora lungi dal raggiungere il loro obiettivo dovrebbero intensificare gli sforzi.

La maggior parte degli Stati che partecipano al programma ha comunicato che l’impegno a favore del reinsediamento era rivolto principalmente, ma non esclusivamente, ai cittadini siriani presenti in Giordania, Libano e Turchia. Ciò include gli sforzi fatti dagli Stati membri per reinsediare Siriani dalla Turchia in conformità della dichiarazione UE-Turchia del 18 marzo 2016.

I reinsediamenti dalla Turchia continuano ad aumentare. Gli Stati membri procedono zelantemente nella preparazione di ulteriori operazioni di reinsediamento, incluse missioni in Turchia per svolgere colloqui con i candidati al reinsediamento. Le autorità turche stanno rispettando la promessa di intensificare gli sforzi per fornire elenchi di reinsediandi più ampi. Nel gennaio 2017 sono stati presentati elenchi per un totale di 10 000 persone.

Dal 4 aprile 2016, 3 098 Siriani sono stati reinsediati dalla Turchia nell’ambito della parte relativa al reinsediamento del meccanismo 1:1 della dichiarazione UE-Turchia. Complessivamente, 487 persone sono state reinsediate nel quadro di questo meccanismo dall’ultimo periodo di riferimento, e restano 10 402 impegni da soddisfare. Finora i reinsediamenti nel quadro del meccanismo 1:1 hanno avuto luogo in Belgio, Estonia, Finlandia, Francia, Germania, Italia, Lettonia, Lituania, Lussemburgo, Paesi Bassi, Portogallo, Spagna e Svezia. Dal 4 aprile, la Norvegia ha inoltre finora reinsediato dalla Turchia 150 Siriani 35 .

Come già riferito, è stata adottata la decisione (UE) 2016/1754 del Consiglio 36 che modifica la seconda decisione del Consiglio sulla ricollocazione. I cambiamenti apportati consentono agli Stati membri di adempiere ai loro obblighi rispettivi nel quadro dell’assegnazione di 54 000 persone, ricorrendo alla ricollocazione o all’ammissione legale di cittadini siriani presenti in Turchia. I cambiamenti apportati richiedono la modifica dei programmi nazionali AMIF. Come follow-up immediato dell’adozione della decisione (UE) 2016/1754 del Consiglio, e come parte dell’esercizio di modifica dei programmi nazionali AMIF, la Commissione ha ricevuto delle prime indicazioni dagli Stati membri sul numero di Siriani presenti in Turchia a cui gli Stati membri intendono concedere l’ammissione legale ai sensi della decisione in questione. Dalle indicazioni finora ricevute, gli Stati membri intendono ammettere dalla Turchia più di 34 000 Siriani su questa base, anche attraverso il reinsediamento.

La proposta di regolamento che istituisce un quadro dell’Unione per il reinsediamento 37 , adottata dalla Commissione il 13 luglio 2016, è attualmente all’esame dei colegislatori.

4Prospettive future

I capi di Stato e di governo hanno riconosciuto a varie riprese l’urgenza di una soluzione alla situazione migratoria in Europa e hanno sollecitato ulteriori azioni per accelerare l’attuazione del meccanismo di ricollocazione come espressione essenziale di tale solidarietà con gli Stati membri in prima linea. Nel dicembre 2016, il Consiglio europeo ha sottolineato nuovamente la necessità che gli Stati membri intensifichino ulteriormente gli sforzi volti ad accelerare la ricollocazione, e ha approvato il piano d’azione congiunto per accelerare l’attuazione della dichiarazione UE-Turchia, che include lo specifico obiettivo di ricollocazione per la Grecia.

Questo invito del Consiglio europeo si inserisce in un contesto di risultati disomogenei nel periodo di riferimento. Realizzare l’obiettivo di ricollocare ogni mese almeno 1 000 persone dall’Italia e almeno 2 000 dalla Grecia è possibile se tutti gli Stati membri cominciano adesso ad impegnarsi in operazioni di ricollocazione e a procedervi su base mensile. Una serie di Stati membri e di paesi associati stanno aprendo la strada, in adempimento dei loro obblighi giuridici e in applicazione pratica della solidarietà, e gli altri Stati membri dovrebbero seguire il loro esempio. Tutti gli Stati membri devono inoltre nominare più esperti per rispondere su base regolare ai vari bandi dell’EASO, garantendo distacchi più lunghi e profili di livello superiore e più specializzati. Questi sforzi congiunti contribuiranno ad alleviare la pressione che grava sull’Italia e sulla Grecia.

La Commissione continuerà a monitorare da vicino la situazione e a impegnarsi con gli Stati membri per trovare il modo più efficace di attuare pienamente le due decisioni del Consiglio sulla ricollocazione. Parallelamente gli Stati membri dovrebbero continuare a onorare i loro impegni in materia di reinsediamento, e in alcuni casi dovrebbero intensificare i loro sforzi, anche nell’ambito dell’attuazione della dichiarazione UE-Turchia 38 . La Commissione continuerà a riferire periodicamente e presenterà la decima relazione nel marzo 2017.

(1)

     COM(2016) 791 final.

(2)

     Numero di attraversamenti illegali della frontiera marittima e terrestre in provenienza dalla Turchia riscontrati al di fuori dei valichi autorizzati nel periodo dal 5 dicembre 2016 al 5 febbraio 2017 secondo le informazioni comunicate dalla Grecia attraverso l’applicazione Joint Operations Reporting Application.

(3)

     Fonte: autorità greche.

(4)

     Fonte: Ministero dell’Interno italiano per il periodo dal 5 dicembre 2016 al 5 febbraio 2017.

(5)

     Le nazionalità ammissibili alla ricollocazione sono attualmente quelle dei seguenti paesi: Burundi, Eritrea, Maldive, Oman, Qatar, Siria e Yemen. Come indicato nelle precedenti relazioni, malgrado alcune nazionalità non siano più ammissibili alla ricollocazione, questo cambiamento non ha ripercussioni sui migranti già identificati come persone possibilmente bisognose di protezione internazionale (pertanto, quelli pre-registrati possono ancora essere ricollocati).

(6)

     http://www.consilium.europa.eu/it/press/press-releases/2016/12/15-euco-conclusions-final/.

(7)

     Nove trasferimenti riferiti come ricollocazioni nelle precedenti relazioni si sono rivelati essere trasferimenti Dublino e non casi di ricollocazione (quattro casi dall’Italia in Portogallo nel dicembre 2015 e aprile 2016; un caso dall’Italia ai Paesi Bassi nel novembre 2016; un caso dalla Grecia in Lussemburgo nel giugno 2016; un caso dalla Grecia in Francia nel giugno 2016 e due casi dalla Grecia alla Romania nell’agosto 2016). Questi casi sono stati pertanto dedotti dal totale e dai trasferimenti specifici degli Stati membri riportati negli allegati. Inoltre, durante il periodo di riferimento in oggetto, un caso dalla Grecia alla Spagna nel dicembre 2016 e uno dalla Grecia verso la Norvegia nel gennaio 2017 erano anch’essi trasferimenti Dublino e pertanto non sono stati calcolati nei totali per tali paesi.

(8)

     Conclusioni dei rappresentanti dei governi degli Stati membri riuniti in sede di Consiglio sul reinsediamento, attraverso programmi multilaterali e nazionali, di 20 000 persone in evidente bisogno di protezione internazionale (11130/15).

(9)

     La cifra pubblicata nella relazione precedente ha dovuto essere modificata a seguito di informazioni aggiornate ricevute dagli Stati di reinsediamento. Invece dei 13 887 reinsediamenti riferiti, il numero corretto delle persone reinsediate al 5 dicembre 2016 era 13 055.

(10)

     SN 38/16 del 18.3.2016.

(11)

     La cifra pubblicata nella relazione precedente ha dovuto essere modificata per rispecchiare il fatto che i reinsediamenti dei Siriani dalla Turchia alla Norvegia nel contesto del programma 1:1 non sono calcolati rispetto ai rimpatri di Siriani dalla Grecia.

(12)

      http://asylo.gov.gr/en/?p=1974  

(13)

     L’articolo 2, paragrafo 1, della direttiva “Qualifiche” (direttiva 2011/95/UE) definisce il “minore non accompagnato” come un minore (di età inferiore ai 18 anni) che giunge nel territorio dello Stato membro senza essere accompagnato “da un adulto che ne sia responsabile in base alla normativa o alla prassi dello Stato membro interessato” [sottolineatura aggiunta]. Le differenze tra le normative e le prassi seguite negli Stati membri determinano una definizione di “minore non accompagnato” diversa da uno Stato membro all’altro, con la conseguenza che un minore separato, compreso quello sposato con un adulto, è considerato non accompagnato in alcuni Stati membri ma non in altri. Da questo conseguono anche incongruenze nella comunicazione del numero totale di minori non accompagnati ricollocati, perché alcuni Stati membri considerano tali unicamente quelli soli e non includono nei dati comunicati i minori separati ricollocati.

(14)

     Sono citate soltanto le nazionalità potenzialmente ammissibili alla ricollocazione.

(15)

      http://asylo.gov.gr/en/wp-content/uploads/2016/08/Preregistration-data_template_5_EN_EXTERNAL.pdf .

(16)

     Il gruppo più consistente di minori non accompagnati in Grecia è costituito dagli Afghani, che non sono ammissibili alla ricollocazione. Il governo greco è tuttavia in contatto con vari Stati membri per negoziare un eventuale trasferimento volontario di questi minori con uno status diverso da quello di richiedenti protezione internazionale.

(17)

     La relazione del 2016 sui minori separati dell’Agenzia per i diritti fondamentali fornisce dati relativi alle disposizioni di legge degli Stati membri e il trattamento nei riguardi dei migranti minori coniugati. Si veda in particolare la tabella 1, pag. 11 della relazione, disponibile all’indirizzo: http://fra.europa.eu/sites/default/files/fra_uploads/fra-december-2016-monthly-migration-report-separated-childr.pdf  

(18)

     Le autorità greche e l’Organizzazione internazionale per le migrazioni (OIM) non utilizzano la stessa definizione di “minore non accompagnato”. Di conseguenza le cifre comunicate dalle autorità greche e dall’OIM sono diverse. Secondo i dati dell’OIM, il numero totale di minori ricollocati durante il periodo di riferimento è pari a 51.

(19)

     934 in Germania, 13 a Cipro, 21 in Estonia, 355 in Francia, 171 in Irlanda, 48 in Lettonia, 10 nel Liechtenstein, 44 in Lituania, 29 in Lussemburgo, 172 nei Paesi Bassi, 184 in Norvegia, 231 in Portogallo, 26 in Romania, 252 in Spagna, 18 in Finlandia e 50 in Svizzera.

(20)

     493 in Germania, 1 in Lettonia, 21 in Lussemburgo, 92 nei Paesi Bassi, 335 in Norvegia, 10 in Portogallo, 2 in Romania, 94 in Spagna e 207 in Svizzera.

(21)

     Germania: 1 000 per l’Italia e 1 000 per la Grecia; Belgio: 35 per l’Italia e 65 per la Grecia; Estonia: 58 per la Grecia; Francia: 50 per l’Italia e 400 per la Grecia; Croazia: 20 per l’Italia e 30 per la Grecia; Irlanda: 80 per la Grecia; Lettonia: 30 per l’Italia e 60 per la Grecia; Lituania: 10 per l’Italia e 40 per la Grecia; Lussemburgo: 50 per la Grecia; Malta: 15 per la Grecia; Paesi Bassi: 100 per l’Italia e 200 per la Grecia; Slovenia: 15 per l’Italia e 35 per la Grecia; Finlandia: 50 per l’Italia e 100 per la Grecia.

(22)

     Norvegia: 250 per l’Italia e 200 per la Grecia; Svizzera: 200 per l’Italia e 320 per la Grecia.

(23)

     Conformemente alla decisione 2016/408 del Consiglio, del 10 marzo 2016, l’Austria beneficia di una sospensione temporanea della ricollocazione per una percentuale fino al 30% dei richiedenti ad essa assegnati in base alla decisione (UE) 2015/1601 del Consiglio. Di conseguenza, fino all’11 marzo 2017 è sospesa la ricollocazione in Austria di 1 065 richiedenti. L’Austria rimane tuttavia tenuta a rispettare gli obblighi previsti dalla decisione 2015/1601 per le restanti quote e di conseguenza continuano ad essere richiesti impegni e ricollocazioni.

(24)

     All’inizio di aprile la Polonia ha sospeso il trattamento di 73 richieste di ricollocazione trasmessele dal servizio greco di asilo sulla base di un impegno presentato il 16 dicembre 2015, congelando di fatto la procedura di ricollocazione tre mesi e mezzo dopo avere presentato l’impegno. Lo stesso vale per le richieste provenienti dall’Italia.

(25)

     Su un fabbisogno complessivo di 193 esperti previsto dal nuovo piano operativo.

(26)

     Il servizio greco di asilo ha fatto una richiesta supplementare di due esperti Dublino per l’unità Dublino, nella misura in cui siano disponibili.

(27)

     Questa cifra include i posti forniti nell’ambito della capacità del programma di affitto dell’UNHCR e i posti di accoglienza forniti dalle autorità greche nella parte continentale della Grecia e nei punti di crisi.

http://mindigital.gr/images/prosfygiko/REFUGEE_FLOWS-07-02-2017.pdf

(28)

     I principali beneficiari dell’accordo di delega concluso con l’UNHCR per il programma di affitto di 20 000 posti del gennaio 2016 sono i richiedenti asilo ammissibili alla ricollocazione. Il testo dell’accordo di delega è stato riveduto nel luglio 2016 per chiarire che il programma di alloggio include la possibilità di stabilire posti nei siti di ricollocazione gestiti dell’UNHCR e che il gruppo beneficiario del programma di alloggio comprende non solo i candidati alla ricollocazione ma anche altri richiedenti asilo. L’UNHCR ha accettato di mettere a disposizione dei centri di ricollocazione 6 000 posti nell’ambito del programma di affitto, al fine di ospitare tutti i candidati alla ricollocazione per cui la registrazione è stata formalizzata.

(29)

     Dati dell’UNHCR: 393 posti per minori non accompagnati sono finanziati da altri donatori.

(30)

     309 posti per minori non accompagnati sono finanziati da altri donatori.

(31)

      http://www.libertaciviliimmigrazione.dlci.interno.gov.it/sites/default/files/allegati/hotspots_sops_-_versione_italiana.pdf .

(32)

     Il servizio greco di asilo ha riprogrammato le registrazioni previste ad Alessandropoli nell’ufficio di Salonicco a partire dal 6 febbraio.

(33)

     Ad oggi la squadra ha operato in 26 località in tutta Italia.

(34)

     La cifra pubblicata nella relazione precedente ha dovuto essere modificata a seguito di informazioni aggiornate ricevute successivamente dagli Stati di reinsediamento. Invece dei 13 887 reinsediamenti riferiti, il numero corretto di persone reinsediate al 5 dicembre 2016 era 13 055.

(35)

     Benché la Norvegia applichi le procedure operative standard per il reinsediamento concordate con la Turchia nell’ambito del programma 1:1, il numero di reinsediamenti in Norvegia nel contesto del programma 1:1 non è calcolato rispetto ai rimpatri dei Siriani dalla Grecia.

(36)

     GU L 268 dell’1.10.2016, pag. 82–84.

(37)

     COM(2016) 468 final.

(38)

     Quarta relazione sui progressi compiuti in merito all’attuazione della dichiarazione UE-Turchia, COM(2016) 792 final.

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Allegato 1 – Ricollocazioni dalla Grecia al 7 febbraio 2016

Stato membro

Impegno formale 1

Ricollocazioni effettive

Impegno giuridicamente previsto nelle decisioni del Consiglio

Austria 2

1 491

Belgio

465

177

2 415

Bulgaria

260

29

831

Croazia

40

10

594

Cipro

95

55

181

Repubblica ceca

30

12

1 655

Estonia

227

87

204

Finlandia

840

560

1 299

Francia

3 770

2 445

12 599

Germania

2 740

1 342

17 209

Ungheria

988

Islanda

Irlanda

494

280

240

Lettonia

319

188

295

Liechtenstein

10

10

Lituania

500

229

420

Lussemburgo

210

164

309

Malta

67

34

78

Paesi Bassi

1 150

939

3 797

Norvegia

430

204

Polonia

65

4 321

Portogallo

1 230

690

1 778

Romania

1 022

523

2 572

Slovacchia

30

9

652

Slovenia

135

101

349

Spagna

750

600

6 647

Svezia 3

2 378

Svizzera

450

78

TOTALE

15 329

8 766

63 302

(1)

     Trasmesso tramite DubliNet ai sensi dell’articolo 5, paragrafo 2, della decisione del Consiglio.

(2)

     Decisione di esecuzione (UE) 2016/408 del Consiglio, del 10 marzo 2016, relativa alla sospensione temporanea della ricollocazione del 30% dei richiedenti assegnati all’Austria a norma della decisione (UE) 2015/1601 che istituisce misure temporanee nel settore della protezione internazionale a beneficio dell’Italia e della Grecia.

(3)

     Decisione (UE) 2016/946 del Consiglio, del 9 giugno 2016, che istituisce misure temporanee nel settore della protezione internazionale a beneficio della Svezia, conformemente all’articolo 9 della decisione (UE) 2015/1523 e all’articolo 9 della decisione (UE) 2015/1601 che istituiscono misure temporanee nel settore della protezione internazionale a beneficio dell’Italia e della Grecia.

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Allegato 2 – Ricollocazioni dall'Italia al 7 febbraio 2016

Stato membro

Impegno formale 1

Ricollocazioni effettive

Impegno giuridicamente previsto nelle decisioni del Consiglio

Austria 2

462

Belgio

165

29

1 397

Bulgaria

140

471

Croazia

36

9

374

Cipro

45

10

139

Repubblica ceca

20

1 036

Estonia

8

125

Finlandia

580

359

779

Francia

400

282

7 115

Germania

2 510

700

10 327

Ungheria

306

Islanda

Irlanda

20

360

Lettonia

105

9

186

Liechtenstein

Lituania

70

251

Lussemburgo

60

61

248

Malta

47

46

53

Paesi Bassi

525

422

2 150

Norvegia

690

415

Polonia

35

1 861

Portogallo

388

267

1 173

Romania

680

45

1 608

Slovacchia

250

Slovenia

45

23

218

Spagna

150

144

2 676

Svezia 3

50

39

1 388

Svizzera

830

340

TOTALE

7 599

3 200

34 953

(1)

     Trasmesso tramite DubliNet ai sensi dell’articolo 5, paragrafo 2, della decisione del Consiglio.

(2)

     Decisione di esecuzione (UE) 2016/408 del Consiglio, del 10 marzo 2016, relativa alla sospensione temporanea della ricollocazione del 30% dei richiedenti assegnati all’Austria a norma della decisione (UE) 2015/1601 che istituisce misure temporanee nel settore della protezione internazionale a beneficio dell’Italia e della Grecia.

(3)

     Decisione (UE) 2016/946 del Consiglio, del 9 giugno 2016, che istituisce misure temporanee nel settore della protezione internazionale a beneficio della Svezia, conformemente all’articolo 9 della decisione (UE) 2015/1523 e all’articolo 9 della decisione (UE) 2015/1601 che istituiscono misure temporanee nel settore della protezione internazionale a beneficio dell’Italia e della Grecia.

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Allegato 3 - Conclusioni sulla situazione dei reinsediamenti al 6 febbraio 2016, in linea con le conclusioni del 20 luglio 2015 e con il “meccanismo 1:1” con la Turchia (in vigore dal 4 aprile 2016)

Stato membro /
Stato associato

Impegni presi secondo il programma del 20 luglio 2015

Reinsediamenti totali secondo il programma del 20 luglio 2015 compreso il meccanismo 1:1 con la Turchia

Paese terzo da cui il reinsediamento ha avuto luogo

Austria

1 900

1 501 1

Libano: 881; Giordania: 442; Turchia: 177; Iraq: 1

Belgio

1 100

597

Libano: 439; Turchia: 106 (di cui 102 nell’ambito del meccanismo 1:1); Giordania: 28; Egitto: 24

Bulgaria

50

0

Croazia

150

0

Cipro

69

0

Repubblica ceca

400

52

Libano: 32; Giordania: 20

Danimarca

1 000

481

Libano, Uganda

Estonia

20

11

Turchia: 11 nell’ambito del meccanismo 1:1

Finlandia

293 2

293 3

Libano: 245; Egitto: 37; Giordania: 4; Iraq: 3; Yemen: 2; Israele 2; Turchia: 162 nell’ambito del meccanismo 1:1, al di fuori del programma del 20 luglio

Francia

2 375 4

1 088

Turchia: 456 nell’ambito del meccanismo 1:1 (di cui 228 in virtù del programma del 20 luglio e 228 al di fuori 5 ); Libano: 433; Giordania: 334; Iraq: 8; altro: 85

Germania

1 600

1 213

Turchia: 1 213 nell’ambito del meccanismo 1:1

Grecia

354

0

Ungheria

0

0

Islanda

50

50 6

Libano

Irlanda

520

519

Libano

Italia

1 989

673

Libano: 490; Turchia: 117 nell’ambito del meccanismo 1:1; Sudan: 48; Giordania: 18

Lettonia

50

10

Turchia: 10 nell’ambito del meccanismo 1:1

Liechtenstein

20

20

Turchia

Lituania

70

25

Turchia: 25 nell’ambito del meccanismo 1:1

Lussemburgo

30

0 7

Turchia: 98 nell’ambito del meccanismo 1:1, al di fuori del programma del 20 luglio

Malta

14

0

Paesi Bassi

1 000

1 000

Turchia: 563 di cui 557 nell’ambito del meccanismo 1:1); Libano: 341; Kenya: 70; Etiopia: 8; Giordania: 7; Libia: 4; Israele: 2; Iraq, Marocco, Egitto, Arabia Saudita, Siria: 1

Norvegia

3 500

2 924

Libano: 2,552; Turchia: 351 8  (di cui  150 dal 4 aprile 2016); Giordania: 21;

Polonia

900

0

Portogallo

191

12

Turchia: 12 nell’ambito del meccanismo 1:1

Romania

80

0

Slovacchia

100

0

Slovenia

20

0

Spagna

1 449

289

Libano: 232; Turchia: 57 nell’ambito del meccanismo 1:1

Svezia

491

491 9

Turchia: 278 nell’ambito del meccanismo 1:1 (di cui 269 in virtù del programma del 20 luglio); Sudan: 124; Kenya: 80; Libano: 8; Iraq: 8; Egitto: 1; Giordania: 1

Svizzera

519

519

Libano: 431; Siria: 88

Regno Unito

2 200

2 200 10

Giordania, Libano, Turchia, Egitto, Iraq e altri

TOTALE

22 504

13 968

 

In tutto 3 098 persone sono state reinsediate dalla Turchia in base al meccanismo 1:1; di cui 2 601 in virtù del programma del 20 luglio 2015

(1)

     Il numero comprende alcuni casi basati sul programma austriaco di ammissione umanitaria.

(2)

  Questo numero fa parte della quota nazionale finlandese per il 2016, che ammonta a 750 reinsediamenti.

(3)

     Questo numero non comprende i 162 siriani che sono stati reinsediati a partire dalla Turchia nell'ambito del meccanismo 1:1 tramite il programma nazionale finlandese.

(4)

     Questo numero si aggiunge alla quota nazionale annuale della Francia e ai precedenti impegni.

(5)

Ai sensi della decisione (UE) 2016/1754 devono essere calcolati 228 Siriani reinsediati dalla Turchia al di fuori del programma del 20 luglio.

(6)

L’Islanda ha reinsediato in tutto 97 persone, tutte dal Libano.

(7)

Anche se non sono ancora stati effettuati reinsediamenti in base alle conclusioni del 20 luglio 2015, 98 Siriani sono stati reinsediati nell'ambito del programma nazionale di reinsediamento del Lussemburgo nel quadro del meccanismo 1:1, e devono essere calcolati ai sensi della decisione (UE) 2016/1754.

(8)

  La Norvegia ha reinsediato 150 Siriani dalla Turchia dal 4 aprile 2016 applicando le procedure operative standard per il reinsediamento concordate con la Turchia nell'ambito del programma 1:1. Il numero di reinsediamenti in Norvegia nel contesto del programma 1:1 non è calcolato rispetto ai rimpatri dei Siriani dalla Grecia.

(9)

     La Svezia ha reinsediato 1 900 persone nel 2015 nell'ambito del suo programma nazionale, al di fuori del programma del 20 luglio 2015.

(10)

A giugno 2016 erano state reinsediate nel Regno Unito in tutto 3 439 persone nell'ambito dei vigenti programmi nazionali di reinsediamento del Regno Unito.

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