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Relazione della Commissione al Consiglio e al Parlamento Europeo - Relazione del 2005 su PHARE e sugli strumenti di preadesione e di transizione {SEC(2007) 11}

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52007DC0003

Relazione della Commissione al Consiglio e al Parlamento Europeo - Relazione del 2005 su PHARE e sugli strumenti di preadesione e di transizione {SEC(2007) 11} /* COM/2007/0003 def. */


[pic] | COMMISSIONE DELLE COMUNITÀ EUROPEE |

Bruxelles, 12.1.2007

COM(2007) 3 definitivo

RELAZIONE DELLA COMMISSIONE AL CONSIGLIO E AL PARLAMENTO EUROPEO

RELAZIONE DEL 2005 SU PHARE E SUGLI STRUMENTI DI PREADESIONE E DI TRANSIZIONE {SEC(2007) 11}

RELAZIONE DELLA COMMISSIONE AL CONSIGLIO E AL PARLAMENTO EUROPEO

RELAZIONE DEL 2005 SU PHARE E SUGLI STRUMENTI DI PREADESIONE E DI TRANSIZIONE

Introduzione

Insieme agli altri due strumenti finanziati dalle Comunità europee, ossia ISPA (strumento per le politiche strutturali di preadesione) e SAPARD (programma speciale di adesione per l’agricoltura e lo sviluppo rurale), il programma PHARE persegue l’obiettivo di aiutare i paesi candidati e quelli in via di adesione a prepararsi in vista del loro ingresso nell’Unione europea. Nel 2005, in seguito all’adesione di 10 nuovi Stati membri, la Bulgaria e la Romania hanno continuato a beneficiare dei tre strumenti di preadesione e in seguito alla conclusione del Consiglio europeo del giugno 2004 è stata altresì elaborata una strategia di preadesione per la Croazia; i corrispondenti regolamenti sono stati modificati di conseguenza e gli stanziamenti iscritti nel bilancio per PHARE e ISPRA già nel 2005 e per SAPARD a partire dal 2006. La Turchia ha continuato a ricevere un sostegno nell’ambito del proprio strumento per gli aiuti di preadesione.

Obiettivo degli aiuti di preadesione PHARE è aiutare i paesi candidati e i paesi in via di adesione a rafforzare le proprie istituzioni e amministrazioni pubbliche affinché possano funzionare in maniera efficiente all’interno dell’Unione, promuovere la convergenza con la legislazione comunitaria, ridurre i periodi di transizione e promuovere la coesione economica e sociale (CES).

La programmazione si è basata sugli orientamenti PHARE, riveduti nel 2004 per accompagnare l’ulteriore allineamento del regolamento sulla cooperazione transfrontaliera (CTF) con INTERREG, integrare la strategia particolare in materia di sicurezza nucleare e porre in risalto il passaggio al sistema di attuazione decentrato esteso (SADE). La programmazione e attuazione degli aiuti di preadesione per la Turchia rispecchia in gran parte le procedure e i contenuti del sostegno PHARE. Per prepararsi all’approccio decentrato alla gestione del programma istituito nel quadro dei Fondi strutturali, la Commissione europea ha intensificato il sostegno alla Bulgaria e alla Romania per consentire un ulteriore trasferimento di competenze alle autorità nazionali in materia di gestione e attuazione dei programmi PHARE.

La presente relazione contiene inoltre alcune informazioni sullo strumento di transizione per i nuovi Stati membri, introdotto per rinnovare il sostegno al potenziamento istituzionale al fine di rafforzare e consolidare la capacità istituzionale e amministrativa di attuazione dell’acquis comunitario. La programmazione si basa sulle esigenze individuate dalla relazione globale di controllo presentata dalla Commissione nel novembre del 2003.

1. L’ANNO IN RASSEGNA

1.1. Principali sviluppi del processo di allargamento nel 2005

Nel 2005 è stato firmato il trattato di adesione con la Bulgaria e la Romania e la UE ha preparato il terreno per i prossimi allargamenti. Essa ha aperto i negoziati di adesione con la Turchia e la Croazia, ha concesso lo status di paese candidato all'ex Repubblica iugoslava di Macedonia e ha rafforzato le sue relazioni con il resto dei Balcani occidentali.

Il trattato di adesione per la Bulgaria e la Romania è stato firmato il 25 aprile 2005 e il processo di ratifica è iniziato nel 2005. Nell'ottobre 2005 la Commissione ha pubblicato le relazioni globali di controllo sulla Bulgaria e la Romania, che hanno seguito attentamente i preparativi dei paesi all'adesione nel corso dell'anno.

Nel novembre 2005 la Commissione ha presentato un documento sulla strategia per l'allargamento basato su tre principi: consolidamento degli impegni esistenti, applicazione di condizioni eque e rigorose e miglioramento della comunicazione. La Commissione ha proposto una strategia di adesione per la Turchia e la Croazia e ha illustrato le misure necessarie per realizzare la prospettiva europea dei Balcani occidentali.

La UE ha aperto i negoziati di adesione con la Turchia e la Croazia il 3 ottobre 2005. Nell'ottobre 2005 è iniziato il vaglio dell'acquis, in collaborazione con i rappresentanti di entrambi i paesi. La Commissione ha continuato a seguire da vicino il processo di adesione dei due paesi e nel novembre 2005 ha presentato relazioni periodiche e partenariati per l'adesione riveduti per entrambi i paesi. In parallelo, ha attuato l'Accordo di stabilizzazione e di associazione con la Croazia, entrato in vigore il 1° febbraio 2005, nonché l'Accordo di associazione con la Turchia.

Nel novembre 2005 la Commissione ha adottato il suo parere sulla domanda di adesione dell'ex Repubblica iugoslava di Macedonia; Il consiglio europeo di dicembre le ha concesso lo status di paese candidato, come raccomandato dalla Commissione. Le riforme in Albania hanno preparato il terreno per la conclusione di un accordo di stabilizzazione e di associazione. I negoziati sull'accordo di stabilizzazione e di associazione con la Serbia e il Montenegro sono stati aperti nell'ottobre 2005 e con la Bosnia Erzegovina nel novembre 2005. Le relazioni periodiche su questi tre paesi sono state pubblicate nel novembre 2005. Per quanto riguarda il Kossovo, la Commissione ha adottato una comunicazione dal titolo "Un futuro europeo per il Kossovo" ad aprile, mentre a novembre ha pubblicato una relazione periodica.

Il Consiglio non ha raggiunto un accordo sulle proposte della Commissione del 2004 relative ad aiuti e scambi a sostegno della comunità turco-cipriota. Alla fine del 2005 è stato necessario cancellare 120 milioni di stanziamenti d'impegno. Il Consiglio ha adottato la proposta della Commissione di migliorare il regolamento relativo alla linea verde. Tali modifiche contribuiranno a facilitare il passaggio di persone e di merci attraverso la linea verde, contribuendo in tal modo all'integrazione dell'isola.

1.2. Principali conclusioni del Consiglio europeo del 2005

Consiglio europeo di Bruxelles del 16-17 giugno 2005:

"Il Consiglio europeo ribadisce il suo impegno a favore dell'attuazione completa dell'agenda di Salonicco, in cui si sottolinea che il futuro dei Balcani occidentali è nell'Unione europea. Ribadisce che i progressi di ciascun paese verso l'integrazione europea, tenuto conto dell'evoluzione dell'acquis, dipendono dai suoi sforzi per ottemperare ai criteri di Copenaghen e alle condizioni del processo di stabilizzazione e associazione. In tale processo la cooperazione regionale e le relazioni di buon vicinato resteranno peraltro elementi essenziali della politica dell'UE.

Il Consiglio europeo incoraggia l'ex Repubblica jugoslava di Macedonia ad intensificare gli sforzi nella prospettiva del parere che la Commissione presenterà sulla sua richiesta di adesione all'UE. Si compiace degli sforzi sostanziali compiuti dalla Serbia e Montenegro, la incoraggia a intensificarli e riafferma che l'Unione europea desidera avviare non appena possibile negoziati ai fini della conclusione di un accordo di stabilizzazione e di associazione. Ribadisce la sua determinazione a fare lo stesso per la Bosnia-Erzegovina non appena sussisteranno le condizioni necessarie. Il Consiglio europeo sottolinea altresì l'importanza dello svolgimento in Albania di elezioni libere e democratiche, conformi alle norme internazionali, anche nelle regioni in cui vivono minoranze, nel quadro del ravvicinamento di questo paese all'UE.

Alla vigilia della commemorazione del decimo anniversario del massacro di Srebrenica, il Consiglio europeo sottolinea che la piena e illimitata collaborazione dei paesi della regione con il ICTY continua ad essere un'esigenza essenziale per proseguire il loro ravvicinamento all'UE. Il Consiglio europeo si attende che questa cooperazione prosegua e sia rafforzata fino a quando tutte le persone incriminate che continuano a sfuggire alla giustizia internazionale saranno state deferite al Tribunale."

Il Consiglio europeo ha adottato una dichiarazione sul Kosovo nella quale ha rammentato il contributo apportato dall'Unione europea all'attuazione della risoluzione 1244 del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite sul Kosovo e chiede alle parti di dar prova di buona volontà per giungere ad una soluzione mutualmente accettabile.

Consiglio europeo di Bruxelles del 15-16 dicembre 2005:

"Il Consiglio europeo accoglie con favore il parere espresso dalla Commissione sulla domanda di adesione all'Unione europea presentata dall'ex Repubblica jugoslava di Macedonia. Si rallegra dei significativi progressi compiuti da tale paese verso l'adempimento dei criteri politici stabiliti dal Consiglio europeo di Copenaghen nel 1993 e dei requisiti del processo di stabilizzazione e associazione definiti dal Consiglio nel 1997.

Alla luce dell'analisi svolta dalla Commissione, il Consiglio europeo decide di accordare lo status di paese candidato all'ex Repubblica jugoslava di Macedonia, tenuto conto in particolare dei sostanziali progressi compiuti nel completare il quadro legislativo relativo all'accordo quadro di Ohrid, nonché dei risultati da essa conseguiti dal 2001 nell'attuazione dell'accordo di stabilizzazione e di associazione (comprese le relative disposizioni in materia di scambi).

Il Consiglio europeo precisa che ulteriori misure dovranno essere esaminate alla luce delle discussioni sulla strategia per l'allargamento, come previsto dalle conclusioni del Consiglio del 12 dicembre 2005, del rispetto, da parte dell'ex Repubblica jugoslava di Macedonia, dei criteri politici di Copenaghen, dei requisiti del processo di stabilizzazione e associazione e dell'effettiva attuazione dell'accordo di stabilizzazione e associazione, Nonché della necessità di compiere ulteriori significativi progressi per rispondere agli altri criteri e alle altre questioni concernenti l'adesione che figurano nel parere della Commissione e attuare le priorità del partenariato europeo, in base a specifici parametri di riferimento. Deve altresì essere presa in considerazione la capacità di assorbimento dell'Unione. Il Consiglio europeo invita la Commissione a riferire in merito agli sviluppi nelle future relazioni sui progressi compiuti."

2. PROGRAMMAZIONE E ATTUAZIONE DEI PROGRAMMI: QUADRO GENERALE

2.1. Phare e aiuti di preadesione per la Turchia

Il volume complessivo degli impegni ammonta a 1.178,96 milioni di euro, ripartiti come segue:

Programmi nazionali | 921 milioni di euro |

Cooperazione transfrontaliera | 80 milioni di euro |

Programmi regionali e orizzontali (compreso TAIEX) | 84,75 milioni di euro |

Sicurezza nucleare | 6,31 milioni di euro |

Bulgaria – smantellamento Kozloduy | 50 milioni di euro |

Stanziamenti supplementari Bulgaria/Romania (inondazioni) | 36,9 milioni di euro |

I programmi nazionali sono stati ripartiti come segue:

Bulgaria | 174,9 milioni di euro |

Romania | 396,9 milioni di euro |

Croazia | 71,5 milioni di euro |

Turchia | 277,7 milioni di euro |

Per informazioni più dettagliate relative a PHARE nei singoli paesi e all’assistenza di preadesione per la Turchia si rinvia all’allegato (parte I: Sezione paesi) della presente relazione.

2.2. Strumento di transizione

I dieci paesi che in passato beneficiavano degli aiuti finanziari di preadesione nell’ambito di PHARE (o di particolari strumenti di preadesione nel caso di Cipro e Malta) hanno potuto accedere per la prima volta nel 2004 ad uno strumento speciale di transizione per il potenziamento istituzionale il cui obiettivo è permettere ai dieci nuovi Stati membri di allora di rafforzare e consolidare la capacità istituzionale e amministrativa di attuare l’acquis comunitario e quindi di portare avanti le misure di potenziamento istituzionale avviate nel quadro di PHARE.

Lo strumento di transizione è stato istituito dall’articolo 34 dell’atto di adesione come strumento finanziario temporaneo post-adesione. La programmazione si basa sulle esigenze individuate dalla relazione globale di controllo presentata dalla Commissione nel novembre del 2003. L’articolo fornisce un elenco parziale di esempi di settori chiave dell’acquis in cui permangono ancora delle carenze, ma esclude nel contempo i settori ammessi a beneficiare dei finanziamenti concessi nell’ambito dei Fondi strutturali. In uno spirito di continuità con il sostegno al potenziamento istituzionale finanziato da PHARE, una quota delle singole dotazioni annuali dello strumento di transizione è stata destinata a taluni programmi multibeneficiari.

Il volume complessivo degli impegni ammonta a 128,1 milioni di euro, ripartiti come segue:

Programmi nazionali | 116,6 milioni di euro |

Programmi multinazionali/orizzontali | 11,5 milioni di euro |

I programmi nazionali sono stati ripartiti come segue:

Cipro | 6,4 milioni di euro |

Repubblica ceca | 11,8 milioni di euro |

Estonia | 5,6 milioni di euro |

Ungheria | 10,8 milioni di euro |

Malta | 5,9 milioni di euro |

Lettonia | 8,8 milioni di euro |

Lituania | 9,3 milioni di euro |

Polonia | 42,9 milioni di euro |

Slovenia | 5,1 milioni di euro |

Slovacchia | 10,0 milioni di euro |

2.3. Passaggio al sistema di attuazione decentrato esteso (SADE)

L'obiettivo della Commissione è di consentire ai paesi beneficiari dell'assistenza Phare di gestire questi fondi nel quadro del sistema di attuazione decentrato esteso (SADE) affinché acquisiscano, di qui all'adesione, un'esperienza pratica sufficiente nella gestione di un sistema totalmente decentrato e quindi prepararli a gestire efficacemente i fondi strutturali a partire dall'adesione (in un contesto di gestione congiunta).

La Commissione darà il suo riconoscimento alle agenzie incaricate dell'attuazione Phare che operano nel quadro di SADE (su base completamente decentrata) non appena queste dimostreranno di disporre delle risorse, delle strutture e dei sistemi necessari per una gestione efficace e tempestiva dell'assistenza comunitaria.

Per quanto riguarda i nuovi Stati membri, il sistema SADE era stato istituito in ognuno di essi alla fine del primo trimestre 2005, cosicché la Commissione ha potuto porre fine al suo controllo ex ante delle gare d'appalto e delle aggiudicazioni per i programmi Phare in corso. La Commissione segue da vicino la situazione, in modo da trovare risposte a tutte le questioni relative ai sistemi di gestione e di controllo sollevate in seguito agli audit svolti dalla Commissione nel 2003 e 2004.

Per quanto riguarda la Bulgaria e la Romania, l'assistenza Phare continua ad essere attuata in maniera parzialmente decentrata, mediante il sistema di attuazione decentrato (SAD), nell'ambito del quale le autorità nazionali, in qualità di autorità aggiudicatrici, sono responsabili di tutte le funzioni di attuazione e di pagamento, mentre la delegazione della CE mantiene l'obbligo sistematico di un controllo ex ante per tutte le gare d'appalto e le aggiudicazioni. Tuttavia, le autorità nazionali dei due paesi riconoscono che spetta ad esse garantire la solidità dei sistemi di gestione e di controllo dei fondi comunitari nell'amministrazione e di progredire a livello dei preparativi del SADE.

• La Bulgaria presenterà una domanda di riconoscimento SADE dopo che sarà stata attuata con successo la terza tappa (valutazione della conformità), ultimata nel marzo 2006. Questo riconoscimento è previsto per la fine 2006, ma probabilmente sarà accordato nel primo trimestre del 2007.

• In Romania le autorità hanno presentato una domanda ufficiale di riconoscimento SADE alla Commissione alla fine di dicembre 2005 (seguita, nella seconda metà di marzo 2006, da una verifica in loco da parte dei servizi di audit della DG Allargamento). Il riconoscimento dovrebbe essere accordato verso la fine del 2006.

Per la Croazia, l'assistenza Phare sarà attuata nel quadro del sistema di attuazione decentrato (DIS). Il 25 maggio 2005 la Croazia ha presentato alla Commissione una domanda di riconoscimento del suo sistema SAD per quanto riguarda Phare. In seguito a ciò, i servizi di audit della Commissione della DG Allargamento hanno valutato la capacità nazionale e settoriale di gestione dei programmi/progetti, le procedure di controllo finanziario e le strutture relative alle finanze pubbliche della Croazia. In base a questa valutazione, la Commissione ha deciso, nel febbraio 2006, di conferire la gestione di Phare, a livello parzialmente decentrato, all'organismo croato designato del ministero delle Finanze.

La Turchia è passata ad un SAD (sistema di attuazione decentrato) nell’ottobre 2003, con l’obiettivo di attuare possibilmente il SADE nel 2007.

2.4. Coordinamento degli aiuti comunitari di preadesione

- L’obiettivo di SAPARD[1] (programma speciale di adesione per l’agricoltura e lo sviluppo rurale) è aiutare i paesi candidati ad affrontare i problemi di adeguamento strutturale nei rispettivi settori agricoli e nelle zone rurali e ad attuare l’acquis comunitario riguardante la politica agricola comune. Informazioni più dettagliate sulle attività del programma SAPARD sono contenute nella relazione annuale SAPARD. L’obiettivo principale di ISPA[2] (strumento per le politiche strutturali di preadesione) è allineare gli standard infrastrutturali dei paesi candidati a quelli comunitari Inoltre finanzia le grandi infrastrutture nel settore dell’ambiente e dei trasporti.

- Informazioni più dettagliate sulle attività del programma ISPA sono contenute nella relazione annuale ISPA. Anche se il comitato di coordinamento della Commissione per i tre strumenti di preadesione, istituito a livello dei direttori, non si è mai riunito ufficialmente nel 2005, si sono tenute numerose riunioni importanti, in particolare in vista della creazione di un nuovo strumento di preadesione (IPA) e delle sue relative componenti[3]. Il 19 maggio 2005, in occasione della riunione del comitato di gestione Phare, è stato presentato agli Stati membri un documento generale sull’assistenza, con il quale la Commissione forniva al comitato informazioni sul coordinamento degli aiuti di preadesione nel 2005 e sull’assistenza prevista per il 2006. In particolare, il documento fissava lo stanziamento indicativo annuo per ciascun paese in relazione ai tre strumenti e forniva informazioni sul coordinamento con la BEI e le IFI e sui progressi e le prospettive della gestione decentrata. Una relazione annuale distinta sul coordinamento degli aiuti di preadesione fornisce informazioni più dettagliate sul coordinamento tra PHARE, ISPA e SAPARD.

3. COOPERAZIONE CON LA BEI E LE ISTITUZIONI FINANZIARIE INTERNAZIONALI

La Commissione consulta periodicamente le istituzioni finanziarie internazionali (IFI) e i donatori bilaterali durante il ciclo di programmazione, per valutare la possibilità di affrontare le priorità di preadesione tramite attività congiunte e approcci complementari.

La cooperazione e il cofinanziamento dei progetti con la BEI e le altre IFI, in particolare la Banca europea per la ricostruzione e lo sviluppo (BERS), la Banca Mondiale e la Banca di sviluppo del Consiglio d'Europa (CEB), in cooperazione con il Kreditanstalt für Wiederaufbau (KfW), sono organizzati nell’ambito del memorandum d'intesa riveduto del 20 maggio 2003 tra la Commissione europea e le IFI partecipanti relativo ai paesi candidati all’adesione.

Nell'ambito di Phare, le possibilità di un cofinanziamento con le IFI per i progetti di investimento a livello di programma nazionale sono limitate, in quanto i tempi dei meccanismi di programmazione Phare e dei meccanismi di assegnazione dei prestiti non coincidono. Viene mantenuta, tuttavia, una stretta cooperazione con le IFI per garantire l’elaborazione di un contesto stabile e sostenibile che consenta il finanziamento dei prestiti nel caso esso risulti più adeguato di un contributo ai finanziamenti, garantendo quindi un’addizionalità tra i due modi di finanziamento.

Riguardo ai programmi orizzontali finanziati nell’ambito di Phare, prima del 2005 erano ammissibili i dieci paesi Phare. I nuovi programmi varati dal 2005 riguardano solo 4 paesi: Romania, Bulgaria, Croazia, Turchia. La natura tecnica e l’approccio multipaese dei successivi strumenti di finanziamento orizzontali hanno reso necessaria la partecipazione di istituzioni finanziarie altamente specializzate, dotate di un’ampia esperienza in materia di finanza internazionale, sviluppo delle PMI e del settore municipale. Sono state privilegiate le istituzioni finanziarie con uno status di organismi di diritto pubblico internazionale, che condividevano i valori dell’UE soprattutto in relazione all’allargamento e con obiettivi analoghi di politica pubblica, rispetto a istituzioni finanziarie del settore privato alla ricerca di condizioni di investimento commerciali.

Il primo programma di agevolazione è stato varato nel 1999 con la BERS. La CEB, che attua il programma in cooperazione con KfW, e la BEI sono subentrate ai programmi di agevolazione negli anni seguenti. Dal 1999, la Commissione ha avviato 23 programmi di agevolazione.

- 14 strumenti per il finanziamento delle PMI, per un importo totale di 323 milioni di euro di incentivi UE e 2.039,25 milioni di euro in linee di credito da parte delle IFI. Alla fine di febbraio 2006, erano già stati stanziati 267 milioni di euro di incentivi UE per progetti.

- 9 strumenti di finanziamento municipale per un totale di 100 milioni di euro in incentivi UE e di 500 milioni di euro in prestiti delle IFI. A fine febbraio 2006 erano già stati stanziati 37,5 milioni di euro di incentivi UE per progetti.

Lo strumento per il finanziamento delle PMI è un programma con più beneficiari che mira a consolidare le capacità degli intermediari finanziari (ossia banche, società di leasing) nei paesi beneficiari (nuovi Stati membri e paesi candidati), al fine di ampliare e sostenere le loro operazioni di finanziamento delle PMI.

Il meccanismo dello strumento di finanziamento municipale è simile a quello dello strumento per il finanziamento delle PMI. A tal fine, il programma combina prestiti e strumenti di condivisione dei rischi finanziati dalle risorse delle IFI con incentivi finanziari non rimborsabili per gli intermediari finanziari locali. Phare finanzierà inoltre una quantità limitata di assistenza tecnica per i comuni, al fine di consolidare la domanda sul mercato creditizio municipale.

La BEI e la Commissione hanno istituito uno strumento relativo alle regioni frontaliere, conformemente alla richiesta formulata dal Consiglio europeo di Nizza e alla comunicazione della Commissione sulle regioni frontaliere del 25 luglio 2001. Il progetto riguarda segnatamente l'attuazione di piccole infrastrutture comunali nelle regioni frontaliere allo scopo di promuovere l'integrazione con le attuali regioni dell'UE: esso si compone di due programmi di infrastrutture municipali per un importo complessivo di 50 milioni di euro di incentivi UE e 250 milioni di euro di prestiti BEI. Questo programma è attuato unicamente con la BEI nelle regioni frontaliere ed è ancora in fase di attuazione. Gestione del programma.

4. MONITORAGGIO E VALUTAZIONE

La funzione di controllo e valutazione punta innanzitutto a controllare e valutare il sostegno finanziario ai paesi beneficiari nella realizzazione degli obiettivi di preadesione valutando i risultati del programma e traendo le opportune lezioni. Inoltre è una garanzia di responsabilità nei confronti del valore del denaro impiegato e dell'uso dei fondi di preadesione. Il terzo obiettivo consiste nel favorire lo sviluppo della capacità locale di controllo e valutazione nei paesi beneficiari come mezzo per rafforzare la capacità del paese di gestire e controllare gli aiuti di preadesione.

4.1. Valutazione ex ante

Nel corso del 2005 è stato preparato un esercizio di valutazione ex ante dello Strumento di preadesione (IPA). L'esercizio inizierà nel 2006 e servirà alla preparazione dei documenti indicativi di pianificazione pluriennale dell'IPA.

4.2. Monitoraggio e valutazione intermedia

Nel 2005 i sistemi di valutazione intermedia in Romania, Bulgaria e Turchia gestiti dall'unità valutazione della DG Allargamento hanno prodotto 34 relazioni di valutazione nazionali, settoriali, ad hoc o tematiche riguardanti Phare e altri strumenti di preadesione. Sono state prese altresì misure per lanciare un programma di valutazione intermedia in Croazia. Le relazioni di valutazione intermedia sul sostegno finanziario nel 2005 hanno rivelato un bilancio in chiaroscuro per quanto riguarda gli aiuti di preadesione alla Bulgaria, alla Romania e alla Turchia. Un gran numero di programmi è stato giudicato a malapena soddisfacente.

In diversi settori i risultati e gli effetti sono solo parzialmente riusciti. Un'eccezione di rilievo è costituita dal settore della giustizia e degli affari interni, in cui la maggior parte degli aiuti ha avuto risultati immediati e significativi, anche se l'effetto è meno evidente al livello della società in generale. Altri settori che hanno dato risultati positivi sono il mercato interno e l'agricoltura. In compenso, i risultati e l'incidenza della preparazione dei beneficiari a gestire i fondi strutturali sono stati limitati, nell'insieme.

Le principali conclusioni della valutazione dell'assistenza fornita dall'UE alle minoranze rom nel quadro del programma Phare indicano che il programma ha permesso di sostenere progetti d'integrazione dei rom che hanno contribuito ad avviare un dialogo civile e hanno ottenuto alcuni primi risultati, in particolare dal punto di vista del rafforzamento delle capacità amministrative. Il gemellaggio è rimasto uno strumento fondamentale per il processo di preadesione.

4.3. Valutazione ex post

Nel 2005 è incominciato l'esercizio di valutazione esterna ex post dei programmi Phare, che è consistito di programmi nazionali, transfrontalieri e multi-beneficiari. L'esercizio dovrebbe concludersi entro la fine del 2006.

5. ALTRE ATTIVITÀ

I servizi della Commissione hanno condotto una serie di altre attività per migliorare la qualità dei programmi nel 2005 e per fornire sostegno allo sviluppo della capacità locale di controllo e valutazione. Le singole azioni sono descritte nella parte II. 3 dell’allegato.

[1] Per le informazioni di carattere generale relative a SAPARD, si veda il sito web della DG Agricoltura.

[2] Per le informazioni di carattere generale relative a ISPA, si veda il sito web della DG Politica regionale.

[3] Uno dei sei strumenti proposti per le relazioni esterne, da applicarsi nel periodo 2007-2013, è il nuovo strumento di assistenza preadesione IPA. A metà strada tra l’assistenza esterna e le politiche interne, l’IPA è inteso ad agevolare l’adesione dei paesi candidati (Turchia, Croazia e ex Repubblica iugoslava di Macedonia) e dei paesi potenziali candidati all’Unione europea (Turchia, Croazia ed ex Repubblica jugoslava di Macedonia) e dei paesi potenziali candidati all’Unione europea (Albania, Bosnia-Erzegovina, Montenegro e Serbia compreso il Kosovo ai sensi della risoluzione 1244 del Consiglio di Sicurezza dell'ONU. L’IPA sarà uno strumento orientato all’adesione inteso a soddisfare tutti gli obblighi derivanti dal processo di adesione, in particolare in termini di priorità, monitoraggio e valutazione. L'IPA sostituirà gli attuali strumenti di preadesione, ossia: Phare, il cui obiettivo è il sostegno all’attuazione dell’acquis comunitario sotto forma di sviluppo istituzionale e relativi investimenti, investimenti nella coesione economica e sociale e nella cooperazione transfrontaliera; ISPA, che anticipa il Fondo di coesione e tratta dell’ambiente e delle infrastrutture di trasporto; APARD, che anticipa i piani di sviluppo rurale e tratta dell’acquis sulla politica agricola comune e dello sviluppo rurale, on lo stesso mandato di Phare; CARDS, relativo ai Balcani occidentali.

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