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Relazione della Commissione - Relazione annuale sulle attività di ricerca e sviluppo tecnologico dell’Unione europea nel 2005 [SEC(2006) 1450]

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52006DC0685

Relazione della Commissione - Relazione annuale sulle attività di ricerca e sviluppo tecnologico dell’Unione europea nel 2005 [SEC(2006) 1450] /* COM/2006/0685 def. */


[pic] | COMMISSIONE DELLE COMUNITÀ EUROPEE |

Bruxelles, 15.11.2006

COM(2006) 685 definitivo

RELAZIONE DELLA COMMISSIONE

Relazione annuale sulle attività di ricerca e sviluppo tecnologico dell’Unione europea nel 2005 [SEC(2006) 1450]

RELAZIONE DELLA COMMISSIONE

Relazione annuale sulle attività di ricerca e sviluppo tecnologico dell’Unione europea nel 2005 (Testo rilevante ai fini del SEE)

1. INTRODUZIONE

La presente relazione riguarda gli sviluppi e le attività realizzati nel corso del 2005. È stata redatta a norma dell'articolo 173 del trattato che istituisce la Comunità europea[1] e dell'articolo 4 della decisione concernente il Sesto programma quadro[2].

La relazione è corredata da un documento di lavoro dei servizi della Commissione (di cui in allegato) che contiene una relazione e dati statistici dettagliati. I principali capitoli riguardano le attività e i risultati conseguiti nel 2005 e gli sviluppi delle attività di ricerca e sviluppo tecnologico negli Stati membri dell’Unione europea. Le tabelle statistiche costituiscono un allegato separato.

2. ATTIVITÀ COMUNITARIE DI RICERCA E SVILUPPO TECNOLOGICO

2.1. Realizzazioni a livello strategico

Per natura e portata, la politica di ricerca dell'UE può potenzialmente migliorare la vita dei cittadini europei consentendo nel contempo all'UE di rafforzare la sua competitività a livello mondiale. Svolge un ruolo fondamentale nello sviluppo di un'economia basata sulla conoscenza e dunque nella realizzazione degli obiettivi di Lisbona, contribuendo alle priorità della Commissione per la prosperità, l'occupazione e la crescita dell'UE. Nel settore della ricerca, l'UE persegue due obiettivi fondamentali: istituire uno Spazio europeo della ricerca (SER) e rafforzare e migliorare le attività di ricerca private e pubbliche in Europa.

Nel Consiglio europeo di primavera nel 2005, i capi di Stato e di governo hanno rafforzato la strategia di Lisbona con una nuova partnership per la crescita e l'occupazione, rilanciando l'obiettivo di Barcellona di dedicare nel 2010 il 3% del prodotto interno lordo (PIL) alla ricerca rispetto all'1,9% attuale. Nella sua comunicazione "Costruire il SER della conoscenza a favore della crescita" del 6 aprile 2006 che stabilisce gli obiettivi della ricerca per il periodo dal 2007 al 2013, la Commissione ha ribadito quanto sia importante dare un nuovo impulso alla conoscenza per una crescita sostenibile al fine di conseguire gli obiettivi stabiliti a Lisbona . Rafforzare la capacità dell'UE di produrre conoscenza, di diffonderla mediante l'educazione, e di consolidarla mediante l'innovazione è ormai considerato come il modo migliore per incentivare la crescita economica e conseguire miglioramenti quantitativi e qualitativi nell'occupazione, garantendo nel contempo il progresso sociale e la tutela ambientale. In quest'ottica, i capi di Stato e di governo riunitisi a Hampton Court hanno ribadito che la ricerca costituisce una delle cinque principali linee da azioni da portare avanti; per questo motivo è stato istituito in questo settore un gruppo di alto livello presieduto dall'ex primo ministro Aho.

Con la pubblicazione in ottobre di una strategia comune a favore del rafforzamento della ricerca e dell'innovazione, la Commissione si incentra in particolare sul miglioramento delle condizioni di investimento nella ricerca e l'innovazione da parte del settore privato. Uno dei principali obiettivi è migliorare le condizioni quadro della ricerca e dell'innovazione, in particolare mediante linee guida o orientamenti europei su questioni fondamentali, come gli incentivi fiscali a favore della ricerca, il ricorso agli appalti pubblici per lo sviluppo di prodotti e servizi innovativi, nonché la cooperazione e il trasferimento tecnologico tra università e imprese. Per indurre il settore industriale ad investire maggiormente nella R&S in Europa, è essenziale incentrare le politiche del mercato interno sulla valorizzazione dell’economia della conoscenza e l'incentivazione del dinamismo dei mercati a favore di beni e servizi ad alto contenuto di ricerca e di innovazione.

2.1.1. Verso i Settimi programmi quadro

Nel 2005 sono stati compiuti dei notevoli passi avanti verso l'adozione dei Settimi programmi quadro (7° PQ), avendo la Commissione presentato le sue proposte concernenti l'intero quadro giuridico: in aprile i programmi quadro veri e propri (CE e Euratom) accompagnati da un'approfondita analisi di impatto ex ante, in settembre i programmi specifici e in dicembre le regole di partecipazione e diffusione. La Commissione ha proposto un 7° PQ ambizioso, sia dal punto di vista della portata che delle dimensioni, che è commisurato alle sfide che l'Europa deve affrontare.

I principali obiettivi del 7° PQ si articolano in quattro tematiche principali:

- Cooperazione , per fare dell'UE il leader mondiale nei settori della scienza e della tecnologia promuovendo una cooperazione più ampia tra equipe di ricerca, sia all'interno dell'UE che con il resto del mondo, anche mediante partnership pubblico-provato a lungo termine, aperte ad un'ampia partecipazione.

- Idee , incentrata su una nuova iniziativa di particolare importanza, ossia la creazione di un organismo scientifico autonomo, il Consiglio europeo della ricerca, destinato a sostenere le attività di ricerca di base ed esplorativa alle frontiere della conoscenza, promuovendo in questo modo i ricercatori che grazie alla loro eccellenza, creatività e curiosità intellettuale realizzeranno nuove importanti scoperte.

- Persone, per lo sviluppo quantitativo e qualitativo delle risorse umane nella ricerca e nello sviluppo.

- Capacità , per lo sviluppo degli strumenti di ricerca e innovazione disponibili in modo da assegnare alla scienza il posto che merita nella società ed agevolare lo sviluppo coerente della cooperazione internazionale.

Il quadro giuridico complessivo proposto per il 7° PQ prevede un netto miglioramento del contesto regolamentare ed amministrativo per la ricerca europea grazie alla semplificazione dell'accesso e delle procedure e l'affidamento di alcuni compiti logistici ed amministrativi a strutture esterne.

2.1.2. Verso lo Spazio europeo della ricerca (SER)

Parallelamente alla preparazione del futuro quadro di finanziamento della ricerca, nel 2005 la Commissione ha rilanciato importanti iniziative strategiche a favore del SER .

La strategia a favore della mobilità per il SER e la politica di sviluppo di carriera dei ricercatori offrono un quadro coerente agli Stati membri e alla Commissione per istituire un mercato europeo dell'occupazione unico, aperto, attrattivo e competente per i ricercatori. Sono stati realizzati ulteriori significativi progressi per ridurre gli ostacoli alla mobilità e migliorare le capacità e le competenze in materia di sviluppo della carriera nell'insieme dei settori e delle discipline. Inoltre il rafforzamento dello statuto, della professione e della carriera dei ricercatori ha registrato un'accelerazione nel 2005 con la raccomandazione destinata agli Stati membri per quanto riguarda la Carta europea del ricercatore e il Codice di condotta per l'assunzione dei ricercatori, la cui effettiva applicazione è iniziata subito dopo la sua adozione, e con l'avvio dell'iniziativa "Ricercatori in Europa 2005".

Attualmente esistono ventotto piattaforme tecnologiche europee . Le loro attività si incentrano su questioni strategiche in relazioni alle quali la crescita, la competitività e lo sviluppo sostenibile dell'Europa dipendono da progressi tecnologici importanti nei settori più disparati, quali la siderurgia, i trasporti aerei, ferroviari e marittimi, l'idrogeno, l'energia fotovoltaica, l'acqua, i prodotti chimici, la nanoelettronica, i medicinali innovativi, la genomica vegetale la chimica rispettosa dell'ambiente (ivi comprese le biotecnologie industriali), i processi di fabbricazione, l'apprendimento reciproco e le conoscenze in materia di prospettiva. La Commissione europea non istituisce né gestisce le piattaforme tecnologiche europee ma le sostiene e le orienta, qualora necessario. Le piattaforme nascono a seguito di un processo "dal basso verso l'alto" in cui le parti interessate, in primo luogo l'industria, si riuniscono per definire ed attuare un programma strategico di ricerca a medio-lungo termine destinato a valorizzare il potenziale di sviluppo, diffusione e utilizzo di tecnologie chiave. Laddove erano coerenti con gli obiettivi della politica di ricerca europea, nell'elaborazione del programma specifico "Cooperazione" si è tenuto conto dei programmi strategici di ricerca elaborati dalle piattaforme tecnologiche europee. In un numero limitato di settori, può essere organizzata un'iniziativa tecnologica congiunta per garantire l'attuazione di tutto o parte del programma strategico di ricerca messo a punto da una piattaforma tecnologica europea[3].

Inoltre sono stati selezionati 68 progetti ERA-NET che mirano a coordinare i programmi di ricerca nazionali e regionali in settori quali la cooperazione bilaterale con i paesi terzi, la metrologia, l'agricoltura e la pesca, la fitosanità e la salute umana, l'energia, i trasporti o l'ambiente. In quattro settori le proposte del 7° PQ prevedono anche iniziative congiunte a norma dell'articolo 169 del trattato che imprimono un ulteriore impulso al coordinamento dei programmi.

Il SER ha beneficiato anche di contributi in settori specifici. Il 28 giugno 2005 l'Unione europea ad altri partner internazionali, ossia il Giappone, la Russia, la Cina, gli Stati Uniti, la Corea e, recentemente, l'India, hanno firmato una "Dichiarazione congiunta" con la quale designano di comune accordo il sito europeo di Cadarache per ospitare il reattore termonucleare sperimentale internazionale (ITER) . Questo accordo, che riguarda oltre la metà della popolazione mondiale, conferma di fatto il ruolo di primo piano dell'Europa nella ricerca sull'energia da fusione e segna un momento storico per la cooperazione scientifica sia internazionale che europea. ITER rappresenta il passo successivo da compiere prima che l'energia da fusione possa diventare realtà e contribuire a risolvere i problemi energetici del mondo. Si tratta di uno dei progetti di ricerca internazionali più ampi mai esistiti, con uno stanziamento di bilancio stimato pari a 10 miliardi di euro e una durata di 35 anni.

In giugno è stato adottato un piano d'azione, per il periodo 2005-2009, concernente l'attuazione di una strategia europea per lo sviluppo delle nanoscienze e delle nanotecnologie . Tale piano mira a intensificare e coordinare le ricerche in questo settore al fine di contribuire alla competitività dell'Unione e a molte delle sue politiche, istituendo delle sinergie con l'istruzione e l'innovazione. Delle azioni concertate con il settore industriale, gli organismi di ricerca, le università e le istituzioni finanziarie dovrebbero consentire di elaborare prodotti e processi commercialmente sfruttabili e veramente sicuri.

Le ricerche sul cambiamento globale e gli ecosistemi, i sistemi energetici e i trasporti sostenibili hanno svolto un ruolo importante nella revisione della strategia comunitaria sullo sviluppo sostenibile. La Commissione ha riferito sui successi del piano d'azione per le tecnologie ambientali e del piano d'azione "Ambiente e salute", la cui attuazione è proseguita nel 2005. Il piano di attuazione decennale dell'iniziativa GEOSS (Sistema dei sistemi per l'osservazione globale della Terra) è stato adottato al Vertice di Bruxelles organizzato dalla Commissione nel febbraio 2005.

Nell'ambito della strategia della Commissione su Scienze della vita e biotecnologie, il terzo rapporto di attività della Commissione sui progressi compiuti e i futuri orientamenti ha sottolineato l'importanza che tale tecnologia riveste per la crescita e il rafforzamento della posizione dell'UE nel mercato mondiale dell'alta tecnologia. Parallelamente sono state presentati i primi risultati della piattaforma di test clinici per la lotta contro le malattie legate alla povertà (HIV/AIDS, malaria e tubercolosi) nell'ambito del programma EDCTP ( European and Developing Countries Clinical Trials Partnership - Partenariato tra paesi europei e paesi in via di sviluppo sui test clinici) (articolo 169 del trattato).

Questioni trasversali importanti per il SER, come la questione scienza e società , la parità di genere nella scienza e la cooperazione internazionale sono state trattate nell'ambito di grandi manifestazioni pubbliche, di analisi approfondite e di piani d'azione; di dialoghi bilaterali e biregionali, dell'elaborazione di accordi di cooperazione internazionale con il Giappone, la Corea del Sud, la Giordania e l'Egitto, nonché in occasione della conclusione di un accordo con la Svizzera.

L'azione preparatoria per la ricerca legata alla sicurezza (PASR), avviata nel 2004, è proseguita nel 2005. Il PASR prepara il terreno ad una priorità di ricerca interamente incentrata sulla sicurezza nell'ambito della tematica "Sicurezza e spazio" nell'ambito del 7° PQ. Per quanto concerne lo spazio nel 2005 sono state adottate due comunicazioni: "Politica spaziale europea – primi elementi" e "GMES: dal concetto alla realtà". Le attività di ricerca sullo spazio nell'ambito del 7° PQ saranno definite al fine di sostenere la politica spaziale europea, incentrata in particolare sul GMES ( Global Monitoring of Environment and Security).

2.2. Attuazione del Sesto programma quadro

L'avvio del 7° PQ è previsto nel 2007, ma nel frattempo prosegue l'attuazione delle attività di ricerca del 6° PQ. Per il 2002-2006 l'UE dispone di un bilancio di circa 20 miliardi di euro assegnati in particolare a sette priorità tematiche: scienze della vita, genomica e biotecnologie per la salute; tecnologie per la società dell'informazione; nanoscienze e nanotecnologie, materiali intelligenti e nuovi processi di produzione; aeronautica e spazio; qualità e sicurezza dei prodotti alimentari; sviluppo sostenibile, cambiamento globale ed ecosistemi; e scienze sociali ed umane. Nel 2005 lo stanziamento di bilancio è stato completamente impegnato. Si è fatto il possibile affinché il 6° PQ continui ad attirare le migliori équipe di ricerca e le imprese, le organizzazioni e le istituzioni più innovative e in tutte le priorità tematiche sono stati realizzati notevoli progressi scientifici e tecnologici. La maggior parte delle aree tematiche riguardano temi particolarmente adatti ad una partecipazione dell'industria, in particolare delle PMI, e alla cooperazione internazionale. Inoltre si realizzano ricerche a sostegno delle politiche in settori quali l'agricoltura, la pesca, la salute e la protezione dei consumatori, l'istruzione, i giovani, l'occupazione e le politiche sociali, la giustizia e gli affari interni, l'ambiente, il mercato unico, l'energia e i trasporti. Per quanto concerne il contesto regolamentare e amministrativo, sono proseguiti i miglioramenti e i progressi, in particolare in materia di semplificazione.

Per trarre beneficio dai programmi quadro precedenti, i risultati tecnici e scientifici e l'impatto socioeconomico delle azioni di ricerca varate nell'ambito dei programmi precedenti sono diffusi, analizzati e valutati al fine di ottimizzare il loro potenziale nella catena dell'innovazione e dell'elaborazione delle politiche. La relazione e gli studi di valutazione quinquennale concernenti l'attuazione dei programmi quadro di ricerca comunitari per il periodo 1999-2003 e la reazione della Commissione in relazione a questi documenti sono stati oggetto di un'ampia diffusione e discussione in vari consessi politici e sono stati tenuti debitamente in considerazione nella preparazione del 7° PQ.

CORDIS resta il servizio di diffusione dei progetti e dei risultati del 6° PQ, e tutti gli indicatori indicano un chiaro aumento dell'utilizzazione dei suoi principali servizi, delle descrizioni dei progetti, nonché dei servizi d'informazione e di quelli relativi ai bandi di gara.

3. SVILUPPI NEGLI STATI MEMBRI E APPLICAZIONE DEL METODO APERTO DI COORDINAMENTO

3.1. La ricerca e la strategia di Lisbona rinnovata

Nel Consiglio europeo di primavera del marzo 2005, i leader europei hanno posto la crescita e l’occupazione in cima alle priorità politiche dell’Europa. La Strategia di Lisbona rinnovata ha consentito a tutte le parti interessate di rinnovare il loro impegno mobilitandosi a favore di un programma di riforme positive, il cui successo dipende da una strategia ambiziosa con un fortissimo effetto leva ed un'intensa partecipazione di tutti gli Stati membri. Questo impegno è stato rafforzato dall'adozione di orientamenti integrati per la crescita e l'occupazione che contengono un piano dettagliato per l'elaborazione di riforme nazionali, nonché dalla riunione informale di Hampton Court svoltasi in ottobre.

Il primo passo per tradurre quest’intento ambizioso in realizzazioni concrete è stato lo sviluppo degli strumenti necessari per incentivare la creazione di posti di lavoro. Ciò richiede un approccio fondato sul partenariato, nell’ambito del quale le misure adeguate sono adottate al livello più appropriato. Gli Stati membri hanno redatto programmi nazionali di riforma prendendo come punto di partenza comune gli orientamenti integrati. Inoltre il Consiglio, il Parlamento europeo e la Commissione stanno lavorando insieme sulle azioni necessarie a livello comunitario per integrare le iniziative adottate dagli Stati membri.

Nell'insieme i programmi nazionali di riforma presentati da tutti gli Stati membri nell'autunno del 2005 rispecchiano adeguatamente la necessità di costruire un'economia della conoscenza e rafforzare l'interesse che l'Europa può suscitare in quanto luogo in cui fare affari ed investire. Parallelamente a questa esigenza, l'analisi della parte "ricerca" dei programmi nazionali di riforma dei 25 Stati membri dimostra che la R&S è considerata una grande priorità da tutti gli Stati membri. In molti paesi le politiche di R&S e di innovazione sono sempre più integrate dando luogo in alcuni casi all'istituzione di consigli di R&S e innovazione, in seno ai quali si riuniscono i partner sociali e i ministeri interessati che fungono da consulenti in materia di strategia per le amministrazioni nazionali. Inoltre gli Stati membri sono confrontati ad una serie di sfide comuni, come il perfezionamento delle risorse umane, il sostegno alle PMI a forte intensità di ricerca e il miglioramento del trasferimento delle conoscenze tra il settore pubblico e quello privato.

Per affrontare queste problematiche sono state adottate una serie di misure, ma complessivamente negli ultimi anni l'intensità della R&S europea è in fase di ristagno. Per rafforzare la spesa pubblica di R&S e realizzare progressi in materia di efficacia e efficienza vari Stati membri hanno avviato iniziative concrete, come lo sviluppo di partenariati pubblico-privato (PPP) per incentivare la R&S nel settore privato e l'istituzione di sistemi di monitoraggio e valutazione della R&S nel settore pubblico. Tutti gli Stati membri stanno valutando la possibilità di modernizzare la gestione degli organismi di ricerca e delle università per rafforzarne l'autonomia. Circa la metà degli Stati membri prevedono forme di incentivi fiscali per stimolare la R&S nel settore privato e vari altri stanno valutando la possibilità di fare altrettanto. Infine molti Stati membri si sono dotati (o hanno intenzione di farlo) di misure per garantire una sufficiente disponibilità di ricercatori qualificati attraendo un numero più elevato di studenti verso le discipline scientifiche, tecniche e ingegneristiche e migliorando le prospettive di carriera dei ricercatori. Nell'insieme i programmi nazionali di riforma indicano una maggiore attenzione alla necessità di equilibrare le politiche a favore della ricerca e dell'innovazione.

Data l'importanza della R&S per la crescita futura e la soluzione di numerosi problemi con cui la nostra società deve confrontarsiattualmente, è importante rafforzare gli investimenti nella R&S. Gli Stati membri hanno un ampio margine di manovra per migliorare la qualità della spesa pubblica ridistribuendo le risorse disponibili, in particolare gli aiuti di Stato, a fini più produttivi e rafforzando il coordinamento tra Stati membri per evitare costose duplicazioni di attività. È possibile inoltre migliorare l'efficacia dell'aiuto del settore pubblico alla R&S. La proposta della Commissione europea, accolta dal Consiglio europeo per gli Stati membri dell'UE 15, di assegnare fondi di coesione legati alla strategia di Lisbona dimostra come i settori prioritari come la ricerca possono essere integrati in una serie di politiche. Il maggiore contributo, tuttavia, dovrebbe provenire dal settore privato, ma in tal caso occorre garantire prospettive favorevoli di rendimento degli investimenti nella R&S in Europa. Ciò presuppone l'esistenza di una domanda di prodotti e servizi innovativi, di persone che possiedono le competenze necessarie e di un quadro regolamentare adeguato.

3.2. Progressi verso l'obiettivo del 3%

Negli ultimi anni l'intensità R&S dell'Unione europea (percentuale di spesa R&S rispetto al PIL) non sembra affatto avvicinarsi agli obiettivi stabiliti dal Consiglio europeo di Barcellona nel 2002 (intensità R&S della ricerca pari al 3% del PIL entro il 2010, di cui i 2/3 finanziati dal settore privato). Il periodo di crescita lenta ma costante tra il 1997 e il 2001 è stato seguito da un leggero calo dal 2002 in poi (da 1,92% nel 2001-2002 all'1,90% nel 2004). Queste variazioni sono dovute essenzialmente alle fluttuazioni del finanziamento privato che recentemente è diminuito a causa della recessione economica nel periodo 2002-2003 e lo scoppio della "bolla tecnologica". Nel 2004 costituiva il 55% delle spese totali di R&S.

Tuttavia tutti gli Stati membri hanno stabilito obiettivi abbastanza ambiziosi in materia di spese di R&S nell'ambito dei loro programmi nazionali di ricerca o poco dopo (figura 1).

[pic]

Qualora tutti gli obiettivi in materia di spesa R&S fossero conseguiti, la spesa R&S nell'UE aumenterebbe in modo significativo fino a circa il 2,6% del PIL nel 2010.

Confrontando, sia per ogni Stato membro che per l'UE-25 nel suo insieme, il tasso di crescita annuale dell'intensità di R&S da mantenere tra il 2004 e il 2010 per conseguire l'obiettivo e il tasso di crescita registrato questi ultimi anni (1997-2004) è possibile valutare la distanza che ci separa dall'obiettivo. Paesi come la Danimarca, la Finlandia, la Svezia, la Germania e l'Austria hanno registrato un tasso di crescita che, se la tendenza si mantiene, consentirà loro di raggiungere l'obiettivo prefissato; pur registrando questi paesi intensità di R&S più elevate della media UE, negli ultimi anni sono riusciti a registrare risultati ancora migliori. Per paesi come il Belgio, la Francia e l'UE-25 nel suo insieme, l'obiettivo sarà conseguito solo in presenza di una forte accelerazione della crescita della spesa R&S. Per i paesi come la Polonia, la Slovacchia, Malta, la Lettonia e la Grecia, l'obiettivo è estremamente ambizioso.

Per analizzare i motivi del successo dei paesi che riescono a "progredire ulteriormente" nella strada verso gli obiettivi di Barcellona, è opportuno considerare i contributi dei vari settori dell'economia a favore della crescita dell'intensità di R&S nelle imprese di tali paesi. Indubbiamente dietro tutti questi bilanci positivi si nascondono uno (in Finlandia e in Germania) o due (in Danimarca) o tre (in Svezia) settori a forte intensità di R&S[4] che svolgono un ruolo determinante. Ciò non fa che dimostrare l'importanza delle specializzazioni, in varie forme, in seno alle economie e ai sistemi di innovazione nazionali e regionali comprendenti alcune imprese a forte intensità di R&S. Tuttavia non bisogna sottovalutare il ruolo della R&S finanziata dal settore pubblico ai fini del conseguimento dell'obiettivo di Barcellona, dato che in tutti questi Stati membri la sua intensità è superiore alla media dell'UE, a dimostrazione della sua complementarietà con la R&S finanziata dal settore privato.

3.3. Metodo aperto di coordinamento

Sulla base dell'esperienza maturata durante il primo ciclo, il CREST (comitato della ricerca scientifica e tecnica) ha avviato nel gennaio 2005 il secondo ciclo. Sono stati istituiti cinque gruppi di esperti del CREST su tematiche specifiche e gli Stati membri hanno registrato progressi nella padronanza di questo metodo. I gruppi di esperti sono guidati da uno o due Stati membri e il loro lavoro ha portato a raccomandazioni basate sulle pratiche.

Nel settore delle combinazioni delle politiche, è stata messa a punto una procedura specifica di esame inter pares applicata in tre paesi (Svezia, Spagna e Romania[5]) al fine di incentivare la condivisione di informazioni su questioni strategiche e trarre degli insegnamenti, sia a livello globale che specifico per ogni paese, al fine di elaborare ed attuare una serie di azioni efficaci destinate a rafforzare l'intensità di R&S. In campo fiscale, il lavoro si è incentrato sulla valutazione e lo sviluppo di misure fiscali per la ricerca che hanno portato all'elaborazione di una guida pratica sulla valutazione di tali misure. Da alcuni anni a questa parte molti Stati membri hanno introdotto, ampliato o perfezionato sistemi fiscali a favore della ricerca.

Nel settore della riforma dei centri pubblici di ricerca il lavoro è consistito nell'elaborare un quadro degli sviluppi strategici in corso nel campo del trasferimento delle conoscenze tra gli organismi pubblici di ricerca e le imprese e nell'elaborare raccomandazioni strategiche e orientamenti di applicazione in materia di scambio delle conoscenze, organizzazione degli organismi pubblici di ricerca, joint ventures / spin-off e sistemi di incentivi per i ricercatori. Nel settore delle PMI il secondo ciclo si incentra sulle esigenze delle PMI ad elevata intensità di ricerca e le start up ad alto contenuto tecnologico. Il gruppo di esperti ha organizzato le proprie attività intorno a cinque tematiche ritenute essenziali in un approccio integrato delle politiche di ricerca e innovazione in questo campo: aspetti finanziari; miglioramento delle competenze di gestione; collaborazione con istituti di ricerca; appalti pubblici nel campo tecnologico e prospettive di forte crescita. Il lavoro sui DPI si incentra sulla produzione di un insieme di strumenti per istituire collaborazioni transfrontaliere con la partecipazione di organismi pubblici di ricerca, nonché sulla messa a punto di elementi di base per sviluppare le competenze degli specialisti del trasferimento tecnologico in Europa.

Per quanto concerne l'applicazione del metodo aperto di coordinamento alle risorse umane nella ricerca, il comitato direttivo "Risorse umane e mobilità" è attivo dal 2002. Il comitato direttivo è composto da rappresentanti degli Stati membri che nel 2005 si sono dedicati ad esercizi di apprendimento reciproco per quanto concerne la mobilità dei ricercatori tra università e industria.

Nel settembre 2006 il CREST presenterà al Consiglio e alla Commissione una relazione sul secondo ciclo di applicazione del metodo aperto di coordinamento all'obiettivo del 3% in modo che se ne tenga conto nella stesura del rapporto di attività annuale della Commissione e nelle conclusioni del Consiglio di primavera 2007 sulla strategia di Lisbona rinnovata. Il CREST utilizzerà anche i programmi nazionali di riforma e i relativi rapporti di attività come base di apprendimento reciproco, al fine di migliorare le politiche nazionali di ricerca, e riferirà sui numerosi insegnamenti tratti da questo esercizio nell'autunno del 2006.

Per rafforzare e completare l'applicazione del metodo aperto di coordinamento all'obiettivo del 3% è stato pubblicato un invito pilota RTD OMC-NET (bilancio stimato totale: 8,7 milioni di euro). Tale invito si prefigge di sostenere le iniziative di apprendimento reciproco e di cooperazione realizzate da gruppi di Stati membri su questioni strategiche di interesse comune. Il nuovo progetto sarà portato avanti nell'ambito del 7° programma quadro.

4. PROSPETTIVE FUTURE

Tutte queste realizzazioni hanno spianato la strada al 2006 un anno pieno di sfide posto sotto il segno dei negoziati che devono portare all'adozione definitiva del 7° PQ e dei programmi specifici e imprimere un nuovo slancio agli investimenti nella ricerca e nella carriera dei ricercatori in Europa.

Il 4 aprile 2006 è stato raggiunto un accordo sul bilancio europeo per il periodo 2007-2013 a seguito di una "consultazione a tre" tra il Parlamento europeo, la Commissione e la presidenza dell'Unione europea, si prevede pertanto l'adozione del 7° PQ e dei programmi specifici entro la fine del 2006 o all'inizio del 2007. I primi inviti a presentare proposte dovrebbero essere pubblicati all'inizio del 2007.

Nell'ambito della strategia di Lisbona per la crescita e l'occupazione, nell'autunno 2006 gli Stati membri presenteranno le prime relazioni sui progressi compiuti. La Commissione valuterà la parte "ricerca " delle strategie degli Stati membri e i progressi compiuti verso la realizzazione dei vari obiettivi in materia di R&S stabiliti nel Consiglio di primavera e dell'obiettivo del 3%. Per rafforzare le strategie di ricerca degli Stati membri, la Commissione adotterà prima della fine dell'anno orientamenti non vincolanti per promuovere il trasferimento delle conoscenze tra università, organizzazioni pubbliche di ricerca e industria. La Commissione adotterà, inoltre, una nuova disciplina in materia di aiuti di Stato per la R&S e l'innovazione ed una guida dettagliata per lo sviluppo e la valutazione di incentivi fiscali a favore della R&S. La Commissione intende inoltre presentare una proposta concernente la creazione di un Istituto europeo della tecnologia che dovrebbe essere operativo a partire dal 2009.

5. ULTERIORI FONTI DIINFORMAZIONE

Il documento di lavoro della Commissione, allegato alla presente relazione, contiene maggiori dettagli. Per ulteriori informazioni, si possono consultare i documenti elencati qui di seguito:

- Le relazioni annuali di monitoraggio concernenti il programma quadro e i programmi specifici che forniscono una sintesi concisa ed indipendente dei progressi registrati e della qualità dei provvedimenti adottati per attuare i programmi.

- Le relazioni di valutazione quinquennale che esaminano l’attuazione e i risultati delle attività di ricerca della Comunità nel quinquennio precedente.

- La relazione europea sugli indicatori scientifici e tecnologici: presentazioni, statistiche e analisi approfondite sulle attività di RST europee e nazionali e nel contesto mondiale.

- Le relazioni sulle “cifre chiave” pubblicate ogni anno e contenenti un insieme di indicatori per valutare la posizione dell’Europa nel campo della scienza, della tecnologia e dell’innovazione.

- Le statistiche sulla scienza e la tecnologia in Europa (Eurostat): statistiche sugli stanziamenti di bilancio R&S, sul personale R&S e i brevetti negli Stati membri suddivisi per regione.

- Studi e analisi pubblicati in relazione ai programmi comunitari di RST che trattano questioni specifiche dei settori di RST.

La maggior parte di questi documenti possono essere ottenuti o ordinati sui siti Internet della Commissione:

- Il sito generale della Commissione EUROPA: http://europa.eu/

- Il sito CORDIS contenente informazioni esaustive sul programma quadro di RST: http://cordis.europa.eu/

- Il sito della direzione generale Ricerca della Commissione: http://ec.europa.eu/research/

- Il sito della direzione generale Società dell’informazione della Commissione: http://ec.europa.eu/information_society/index_en.htm

- Il sito della direzione generale Imprese della Commissione: http://ec.europa.eu/dgs/enterprise/

- Il sito della direzione generale Energia e Trasporti della Commissione: http://ec.europa.eu/dgs/energy_transport/index.html

- Il sito del Centro comune di ricerca (CCR): http://www.jrc.ec.europa.eu/

- Il sito dell’Eurostat: http://epp.eurostat.ec.europa.eu/

[1] "All'inizio di ogni anno la Commissione presenta una relazione al Parlamento europeo e al Consiglio. Detta relazione verte in particolare sulle attività svolte in materia di ricerca e di sviluppo tecnologico e di divulgazione dei risultati durante l'anno precedente nonché sul programma di lavoro dell'anno in corso.”

[2] Decisione 1513/2002/CE del 27 giugno 2002, art. 4 “Lo stato di avanzamento del Sesto programma quadro, e in particolare dei suoi obiettivi e delle sue priorità………, è illustrato in maniera dettagliata nella relazione che la Commissione presenta ogni anno ai sensi dell'articolo 173 del trattato. Tale relazione include altresì informazioni sugli aspetti finanziari e sull'utilizzazione degli strumenti.”

[3] Documento di lavoro dei servizi della Commissione: Report on European Technology Platforms and Joint Technology Initiatives : Fostering public-private R&D partnerships to boost Europe’s industrial competitiveness , SEC(2005) 800 del 10.6.2005. Il ruolo svolto dal Forum strategico europeo sulle infrastrutture di ricerca (ESFRI) per favorire un approccio coerente e strategico dell'elaborazione delle politiche è stato rinforzato, in particolare mediante l'elaborazione di una tabella di marcia europea per le nuove infrastrutture di ricerca di interesse paneuropeo.

[4] In Finlandia: apparecchiature di comunicazione. In Germania: veicoli a motore. In Danimarca: industria farmaceutica/biotecnologie e servizi TIC. In Svezia: industria farmaceutica, veicoli automobilistici e apparecchiature di comunicazione.

[5] Invitata a partecipare alla riunione del CREST in previsione della sua adesione

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