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Comunicazione della Commissione al Consiglio, al Parlamento Europeo, al Comitato economico e sociale europeo e al Comitato delle regioni - Il piano d'azione eGovernment per l'iniziativa i2010 - Accelerare l'eGovernment in Europa a vantaggio di tutti {SEC(2006) 511}

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52006DC0173

Comunicazione della Commissione al Consiglio, al Parlamento Europeo, al Comitato economico e sociale europeo e al Comitato delle regioni - Il piano d'azione eGovernment per l'iniziativa i2010 - Accelerare l'eGovernment in Europa a vantaggio di tutti {SEC(2006) 511} /* COM/2006/0173 def. */


[pic] | COMMISSIONE DELLE COMUNITÀ EUROPEE |

Bruxelles, 25.04.2006

COM(2006) 173 definitivo

COMUNICAZIONE DELLA COMMISSIONE AL CONSIGLIO, AL PARLAMENTO EUROPEO, AL COMITATO ECONOMICO E SOCIALE EUROPEO E AL COMITATO DELLE REGIONI

Il piano d'azione eGovernment per l'iniziativa i2010: accelerare l'eGovernment in Europa a vantaggio di tutti{SEC(2006) 511}

INDICE

1. Il piano d'azione eGovernment per l'iniziativa i2010 – Obiettivi e aspettative per il 2010 3

2. Non lasciare indietro alcun cittadino – promuovere l'inclusione attraverso l'amministrazione in linea 5

3. Trasformare l'efficienza e l'efficacia in realtà 6

3.1. Misurazioni 7

3.2. Condivisione delle esperienze 7

4. Servizi fondamentali a forte impatto per i cittadini e le imprese 8

5. Mettere in atto strumenti chiave 9

6. Rafforzare la partecipazione e il processo decisionale democratico in Europa 11

7. Gestione e attuazione del piano d'azione eGovernment per l'iniziativa i2010 12

8. Conclusioni 13

COMUNICAZIONE DELLA COMMISSIONE AL CONSIGLIO, AL PARLAMENTO EUROPEO, AL COMITATO ECONOMICO E SOCIALE EUROPEO E AL COMITATO DELLE REGIONI

Il piano d'azione eGovernment per l'iniziativa i2010: accelerare l'eGovernment in Europa a vantaggio di tutti (Testo rilevante ai fini del SEE)

Il piano d'azione eGovernment per l'iniziativa i2010 – OBIETTIVI E ASPETTATIVE PER IL 2010

La Commissione presenta il suo piano d'azione eGovernment (amministrazione in linea), parte integrante dell'iniziativa i2010 per l'occupazione e la crescita nella società dell'informazione, al fine di apportare un significativo contributo all'agenda di Lisbona e ad altre politiche comunitarie europee.

I paesi più avanzati in materia di apertura ed efficacia del settore pubblico e dell'eGovernment sono anche tra i primi in termini di prestazioni economiche e di competitività[1]. Tale stretta correlazione tra competitività nazionale, forza d'innovazione e qualità dei servizi dell'amministrazione pubblica dimostra che, nell'economia mondiale, migliorare l'amministrazione è indispensabile per essere competitivi. Grazie all'eGovernment i servizi pubblici possono apportare un significativo contributo all'agenda di Lisbona.

È allo stesso tempo importante accelerare l'introduzione dell'eGovernment in una prospettiva di ammodernamento e innovazione in quanto i governi si trovano ad affrontare gravi problemi quali l'invecchiamento della popolazione, il cambiamento climatico o il terrorismo e i cittadini esigono servizi di migliore qualità, maggiore sicurezza e più democrazia, mentre le imprese chiedono meno burocrazia e più efficienza. A mano a mano che l'Unione europea si amplia e si diversifica, sorgono nuove esigenze e nuovi bisogni - quale la continuità transfrontaliera dei servizi pubblici - indispensabili per migliorare le opportunità commerciali e di mobilità dei cittadini in Europa. L'eGovernment può aiutare gli Stati ad affrontare tali sfide e a soddisfare queste esigenze.

I vantaggi e il potenziale dell'amministrazione in linea sono già evidenti in vari paesi dell'UE che si collocano tra i leader mondiali del settore. In Danimarca la fatturazione elettronica garantisce un risparmio annuale di 150 milioni di euro ai contribuenti e di 50 milioni di euro alle imprese. Se fosse introdotta in tutta l'UE, i risparmi annuali potrebbero ammontare ad oltre 50 miliardi di euro. In Belgio le persone disabili possono ormai ottenere sussidi via internet in pochi secondi, mentre in precedenza tale operazione richiedeva 3-4 settimane. Abbreviare e semplificare le procedure in tal modo può diventare la regola generale di numerosi servizi pubblici e può apportare vantaggi a tutti i cittadini europei.

Con il presente piano d'azione la Commissione mira a:

- fare sì che tutti i cittadini e le imprese possano beneficiare al più presto di vantaggi concreti;

- garantire che l'eGovernment a livello nazionale non crei nuovi ostacoli sul mercato unico a causa della frammentazione e della mancanza di interoperabilità;

- estendere i vantaggi dell'eGovernment a livello comunitario permettendo di realizzare economie di scala nell'ambito delle iniziative degli Stati membri e attraverso la cooperazione sulle sfide europee comuni;

- garantire che tutti i soggetti interessati dell'UE cooperino alla definizione e all'attuazione dell'amministrazione in linea.

Il presente piano d'azione si ispira, in particolare, alla dichiarazione ministeriale[2] adottata nel corso della 3a conferenza ministeriale sull'amministrazione in linea, che fissava prospettive chiare circa i vantaggi generali e quantificabili derivanti dall'eGovernment previsti per il 2010. La Commissione considera con favore tale dichiarazione e l'impegno assunto dagli Stati membri e dal settore privato[3]. Il piano d'azione è basato sull'eccellente cooperazione tra iniziative nazionali in seno al sottogruppo "eGovernment" del gruppo consultivo eEurope.

Il piano d'azione verte principalmente sul contributo della Commissione europea a sostegno della realizzazione degli obiettivi degli Stati membri e delle politiche comunitarie, in particolare la strategia di Lisbona, il mercato interno, il miglioramento della regolamentazione e la cittadinanza europea.

Il piano d'azione persegue cinque grandi obiettivi in materia di eGovernment per i quali sono previsti risultati specifici entro il 2010[4]:

- non lasciare indietro alcun cittadino: promuovere l'inclusione attraverso l'eGovernment in modo tale che, entro il 2010, tutti i cittadini possano accedere agevolmente a servizi sicuri e innovativi;

- trasformare l'efficienza e l'efficacia in realtà , contribuendo in modo significativo, entro il 2010, ad accrescere la soddisfazione degli utenti, la trasparenza e la responsabilità, ad alleggerire gli oneri amministrativi e a ottenere vantaggi in termini di efficienza;

- attuare servizi fondamentali a forte impatto destinati ai cittadini e alle imprese; entro il 2010, il 100% degli appalti pubblici sarà disponibile – e il 50% sarà effettivamente aggiudicato – per via elettronica[5], con un accordo di cooperazione relativo ad altri servizi pubblici in linea a forte impatto destinati ai cittadini;

- mettere in atto strumenti chiave che consentano ai singoli cittadini e alle imprese di beneficiare, entro il 2010, di un accesso autenticato, adeguato, sicuro e interoperabile ai servizi pubblici in tutta Europa;

- rafforzare la partecipazione e il processo decisionale democratico realizzando la dimostrazione, entro il 2010, di strumenti che facilitano un dibattito pubblico efficace e la partecipazione al processo decisionale democratico.

NON LASCIARE INDIETRO ALCUN CITTADINO – PROMUOVERE L'INCLUSIONE ATTRAVERSO L'AMMINISTRAZIONE IN LINEA

Il concetto di inclusione attraverso l'eGovernment comporta:

- la sfida di sconfiggere il divario digitale , vale a dire contrastare l'esclusione quando si forniscono servizi pubblici in linea;

- l'opportunità di condurre politiche di inclusione basate sulle TIC grazie alle nuove possibilità offerte dall'eGovernment.

I servizi pubblici basati sulle TIC contribuiscono a rafforzare la coesione sociale e a far sì che le persone svantaggiate incontrino meno ostacoli. I siti internet delle amministrazioni pubbliche sono ancora ben lontani dal rispettare gli orientamenti in materia di eAccessibilità[6]. Gli utenti continueranno a voler accedere ai servizi pubblici attraverso sistemi diversi da internet, quali la televisione digitale, la telefonia fissa o mobile e/o i contatti personali.

Gli Stati membri si sono impegnati a perseguire obiettivi di inclusione attraverso l'amministrazione in linea per far sì che, entro il 2010, tutta la popolazione, comprese le categorie sociali svantaggiate, possa trarre vantaggi significativi dall'amministrazione in linea e che i poteri pubblici forniscano informazioni e servizi ai quali i cittadini possano accedere più agevolmente e con maggiore fiducia, attraverso un utilizzo innovativo delle TIC, una maggiore sensibilizzazione ai vantaggi dell'eGovernment e un miglioramento delle competenze e del sostegno fornito a tutti gli utenti.

La Commissione sosterrà gli sforzi degli Stati membri volti a conseguire tali obiettivi, conformemente alla comunicazione sull'eAccessibilità[7] e al programma sull'eInclusione previsto per il 2008 nell'ambito della politica i2010 di integrazione attraverso le TIC. Sulla base di tale programma, a partire dal 2008 saranno adottate ulteriore misure specifiche.

La Commissione europea, in partenariato aperto con gli Stati membri, il settore privato e la società civile e in coordinamento con la rete EPAN (European Public Administration Network) adotterà le seguenti misure specifiche: |

2006 | Concordare con gli Stati membri un calendario d'azione che fissi obiettivi misurabili e scadenze precise affinché, entro il 2010, tutti i cittadini possano beneficiare dell'eGovernment. |

2007 | Preparare con gli Stati membri una guida comune e concordata che permetta di adeguare le iniziative in materia di eGovernment alla comunicazione sulla eAccessibilità. |

2008 | Pubblicare specifiche relative alle strategie di fornitura di servizi multipiattaforma che permettano di accedere ai servizi di eGovernment attraverso mezzi disparati, quali la televisione digitale, la telefonia fissa e mobile e altri dispositivi interattivi. |

Fra il 2006 e il 2010:

- Progetti di ricerca, esperienze pilota , eventuali misure di sostegno da parte dei Fondi strutturali, analisi politiche e specifiche comuni nell'ambito di programmi comunitari correlati, avranno come oggetto le esigenze degli utilizzatori e saranno incentrati sulle soluzioni più efficaci per la personalizzazione, l'interazione con l'utente e il multilinguismo nell'eGovernment.

- Lo scambio e la condivisione di esperienze pratiche saranno allineati con gli scambi di esperienze a livello nazionale nell'ambito della rete EPAN e verteranno essenzialmente sulle strategie multipiattaforma, le politiche di inclusione e le buone pratiche.

Trasformare l'efficienza E L'EFFICACIA IN REALTÀ

Servizi efficienti consentono di risparmiare tempo e denaro e i cittadini, le imprese e le amministrazioni attribuiscono una grande importanza al fatto di disporre di servizi realmente efficaci, tenuto conto dei cinque obiettivi del presente piano d'azione. Questi garantiscono vantaggi a tre livelli: a) cittadini e imprese; b) amministrazioni; e c) alla società e all'economia in generale.

Gli Stati membri si aspettano che l' eGovernment contribuisca, entro il 2010, ad accrescere la soddisfazione degli utenti dei servizi pubblici e ad alleggerire significativamente gli oneri amministrativi che pesano sulle imprese e sui singoli cittadini . Sempre entro il 2010 il settore pubblico deve riuscire a conseguire importanti vantaggi in termini di efficienza, nonché a rafforzare la trasparenza e la responsabilità attraverso un utilizzo innovativo delle TIC.

La maggior parte delle sfide elencate in precedenza deve essere affrontata a livello nazionale o a livello decentrato, ma la Commissione europea garantisce un valore aggiunto sostenendo la realizzazione dei cinque obiettivi del presente piano d'azione, attraverso due diversi tipi di attività: misurazione e condivisione delle esperienze.

Misurazioni

Fornire informazioni pertinenti[8], quantificare, eseguire analisi comparative[9], misurare e comparare l'impatto e i vantaggi sono operazioni essenziali per agevolare l'introduzione dell'eGovernment. Procedono i lavori relativi a un quadro comune di misurazione orientato agli impatti/vantaggi che comprende l'analisi comparativa effettuata utilizzando indicatori comuni (misurati a livello nazionale o mediante un'azione a livello europeo) e l'analisi di casi per mezzo di indicatori misurabili[10]. Fanno la loro comparsa nuovi modelli economici che devono essere perfezionati come strumenti complementari per definire la modalità di utilizzo dei dati, ad esempio per stabilire il rapporto tra l'investimento e la produttività nell'ambito di un progetto di eGovernment, oppure il contributo che le politiche e i programmi di eGovernment forniscono all'aumento del PIL, dell'occupazione o della coesione sociale.

Condivisione delle esperienze

La necessità di una maggiore condivisione delle esperienze è ampiamente riconosciuta[11]. Sono stati e sono istituiti meccanismi quali il quadro di scambio delle buone pratiche in materia di eGovernment[12], l'osservatorio sull'eGovernment[13], il portale "La tua Europa"[14], la rete TESTA[15] e lo sportello unico doganale[16].

Ciò consentirà di condividere i rischi e di realizzare economie di scala nella ricerca di soluzioni innovative e di elementi riproducibili in materia di innovazione e di scambio di buone pratiche, compresi i lavori della stessa Commissione sulla eCommission[17]. È opportuno sfruttare pienamente i risultati della rete EPAN sui servizi pubblici innovativi collegandoli alle buone pratiche sostenute dalla Commissione.

A breve e medio termine si propone di assicurare la sostenibilità dei servizi d'infrastruttura attraverso il sostegno dei programmi comunitari e dei fondi nazionali/regionali. Si deve ancora garantire la sostenibilità a lungo termine[18].

La Commissione europea, in partenariato con gli Stati membri, il settore privato e la società civile adotterà le seguenti misure: |

2006 | La Commissione, in collaborazione con gli Stati membri, proporrà un quadro comune di misurazione dell'eGovernment incentrato sull'impatto e lo perfezionerà in una fase successiva. |

2007 | Nell'ambito della valutazione comparativa i2010, si procederà a un'analisi comparativa e basata su singoli casi dell'impatto e dei vantaggi per mezzo di indicatori comuni sulla base delle informazioni fornite dagli Stati membri al fine di controllare l'avanzamento del presente piano d'azione. |

2006 | La Commissione, insieme agli Stati membri, sperimenterà meccanismi al fine di garantire la sostenibilità finanziaria e operativa a lungo termine per la condivisione di esperienze, infrastrutture e servizi. |

Tra il 2006 e il 2010 la Commissione continuerà a promuovere attivamente la condivisione delle risorse, delle buone pratiche e delle esperienze in materia di eGovernment.

SERVIZI FONDAMENTALI A FORTE IMPATTO PER I CITTADINI E LE IMPRESE

Il programma relativo all'eGovernment sta facendo progressi grazie all'ammodernamento di centinaia di servizi pubblici. Benché la maggior parte di questi sia locale, regionale o nazionale, alcuni servizi, forniti in modo transfrontaliero, costituiscono un importante passo avanti per i singoli cittadini, le imprese e le amministrazioni e possono servire da esempi dell'eGovernment europea. Tali servizi contribuiscono inoltre a mobilitare un impegno ad alto livello e a creare una domanda significativa di strumenti fondamentali quali l'identificazione elettronica e l'interoperabilità, da cui deriva un rafforzamento reciproco degli obiettivi del presente piano d'azione (si veda, in proposito, il capitolo che segue). L'attuazione di questi servizi di punta deve mirare a produrre un impatto misurabile grazie alla generalizzazione del loro utilizzo e non solo per il fatto che tali servizi sono resi disponibili in forma elettronica.

Uno di questi servizi a forte impatto sono gli appalti pubblici elettronici. Le entrate pubbliche rappresentano circa il 45% del PIL e gli appalti pubblici tra il 15 e il 20% del PIL, vale a dire 1 500-2 000 miliardi di euro ogni anno in Europa. Gli appalti pubblici e le fatturazioni eseguiti in forma elettronica potrebbero comportare una riduzione di circa il 5% dei costi complessivi degli appalti e una riduzione dei costi di transazione del 10% o più, con il conseguente risparmio di decine di miliardi di euro ogni anno. In particolare, le PMI potrebbero beneficiare in tal modo di un accesso agevolato ai mercati degli appalti pubblici, rafforzare le loro competenze nelle TIC e, di conseguenza, la loro competitività.

È pertanto auspicabile che gli appalti pubblici vengano effettuati sempre più in forma elettronica. Gli Stati membri si sono impegnati a conferire a tutte le pubbliche amministrazioni in Europa i mezzi per svolgere il 100% dei loro appalti in forma elettronica (ove ciò sia permesso per legge) e a garantire che, entro il 2010, almeno il 50% degli appalti pubblici al di sopra della soglia comunitaria[19] si svolga in forma elettronica.

Nel periodo 2006-2010, la Commissione valuterà, in cooperazione con gli Stati membri, i servizi a forte impatto e a dimensione paneuropea che contribuiscono maggiormente alla realizzazione dell'agenda di Lisbona. Si presterà particolare attenzione ai servizi che contribuiscono alla mobilità dei cittadini, quali i servizi perfezionati di ricerca di lavoro in Europa, i servizi di sicurezza sociale riguardanti le cartelle cliniche e la prescrizione elettronica di cure, i sussidi e le pensioni in Europa e i servizi di formazione relativi agli studi all'estero. Tra gli altri servizi fondamentali da considerare, si possono ricordare la registrazione delle società e il rimborso dell'IVA alle imprese. È inoltre necessario cogliere tutte le opportunità di sinergia con i Fondi strutturali e con lo sviluppo locale/regionale.

La prima applicazione sulla quale si è deciso di concentrarsi è l'aggiudicazione di appalti pubblici elettronici transfrontalieri. Si tratta di sostenere il piano d'azione per gli appalti pubblici elettronici concordato con gli Stati membri nel 2004[20] e di contribuire ad accelerare lo sviluppo delle azioni che gli Stati membri hanno intrapreso nella realizzazione di soluzioni transfrontaliere.

La Commissione europea, in partenariato con gli Stati membri, il settore privato e la società civile adotterà le seguenti misure: |

2006 | Concordare, con gli Stati membri, un calendario d'azione che fissi obiettivi misurabili e scadenze precise affinché, entro il 2010, il 100% degli appalti pubblici sia disponibile e il 50% sia effettuato elettronicamente. |

2007 | Sulla base delle soluzioni esistenti o allo studio negli Stati membri, accelerare la definizione di specifiche comuni degli elementi chiave per l'effettuazione elettronica transfrontaliera degli appalti pubblici e avviare esperienze pilota di attuazione. |

2009 | Valutare le esperienze pilota e diffondere i risultati in tutta la comunità. |

2010 | Verificare i progressi delle applicazioni per l'effettuazione elettronica transfrontaliera degli appalti pubblici negli Stati membri. |

Tra il 2006 e il 2010 si converranno con gli Stati membri misure di cooperazione relative ad altri servizi di eGovernment a forte impatto.

METTERE IN ATTO STRUMENTI CHIAVE

L'amministrazione in linea è giunta ad una fase cruciale. Per realizzare nuovi progressi significativi, in particolare per garantire la reale efficacia dei servizi ad alto impatto, è necessario disporre di alcuni strumenti chiave, tra i quali, i sistemi interoperabili di gestione dell'identificazione elettronica (eIDM) per l'accesso ai servizi pubblici, l'autenticazione elettronica dei documenti e l'archiviazione elettronica.

I paesi dell'UE hanno già cominciato ad istituire sistemi eIDM che rispondono alle esigenze di servizio nazionali, rispettano le tradizioni culturali e le preferenze in materia di protezione dei dati personali. L'armonizzazione delle carte d'identità nazionali potrebbe essere un mezzo per attuare l'eIDM nei servizi pubblici, ma questa è una scelta che compete ai singoli paesi. Le carte d'identità nazionali biometriche e l'eIDM per i servizi pubblici hanno finalità nettamente differenti: le carte d'identità nazionali hanno una funzione di sicurezza pubblica, in particolare in quanto facilitano il controllo integrato delle frontiere e contribuiscono alla lotta contro il terrorismo, mentre l'identificazione elettronica per i servizi pubblici è destinata a facilitare l'accesso ai servizi stessi e ad offrire servizi personalizzati e più avanzati.

Gli Stati membri riconoscono che l'eIDM è importante per far sì che, entro il 2010, le imprese e i cittadini europei possano beneficiare di strumenti elettronici sicuri e pratici, resi disponibili a livello locale, regionale o nazionale e conformi alla regolamentazione sulla protezione dei dati, per identificarsi presso i servizi pubblici del loro paese o di un altro Stato membro.

La Commissione europea propone un approccio pragmatico all'interoperabilità dei vari sistemi eIDM finalizzato a rispettare le differenti strategie e soluzioni nazionali senza creare ostacoli all'utilizzo transfrontaliero dei servizi pubblici.

Si valuterà l'opportunità di organizzare una consultazione pubblica più ampia al fine di aggiornare gli elementi di valutazione circa l'accettazione da parte dei cittadini. La firma elettronica costituisce una tecnologia che può essere utilizzata nella procedura di eIDM. Nell'ambito del seguito da dare alla direttiva sulla firma elettronica, la Commissione promuoverà attivamente il riconoscimento reciproco e l'interoperabilità della firma elettronica, al fine di rimuovere gli ostacoli al mercato unico. La Commissione valuterà inoltre se siano necessarie misure normative per promuovere lo sviluppo dell'identificazione e dell'autenticazione elettroniche per i servizi pubblici.

Per numerosi servizi, inoltre, saranno indispensabili documenti elettronici, quali i contratti per gli appalti pubblici, le ricette mediche a distanza o le attestazioni di formazione. Tra il 2006 e il 2010 la Commissione istituirà, con gli Stati membri, un quadro di riferimento relativo ai documenti elettronici autenticati nell'UE ed elaborerà ed attuerà un programma di lavoro per una più stretta collaborazione per la gestione e l'autenticazione dei registri e degli archivi elettronici nell'amministrazione pubblica e per un accesso transfrontaliero agevolato a tali documenti.

Da ultimo, l'interoperabilità è uno strumento chiave generale. I servizi interoperabili d'infrastruttura di base (ad esempio, per le comunicazioni sicure tra le amministrazioni o l'accesso transfrontaliero ai registri), le specifiche comuni, gli orientamenti in materia di interoperabilità e i programmi software riutilizzabili sono tutti elementi costitutivi dei servizi di eGovernment a forte impatto. Sono in corso lavori relativi all'adozione di un quadro d'interoperabilità europea rinnovato, nonché alla promozione e alla sensibilizzazione in materia di servizi interoperabili di eGovernment basati su norme, specifiche e interfacce aperte, come previsto nella comunicazione sull'interoperabilità[21].

La Commissione europea, insieme agli Stati membri, al settore privato e alla società civile adotterà le seguenti misure: |

2006 | Concordare con gli Stati membri un calendario d'azione che fissi obiettivi misurabili e scadenze precise affinché, entro il 2010, sia istituito un quadro europeo di eIDM sulla base dell'interoperabilità e del riconoscimento reciproco dei sistemi nazionali di eIDM. |

2007 | Convenire specifiche comuni per i sistemi eIDM interoperabili nell'UE. |

2008 | Monitorare i progetti pilota su vasta scala di sistemi eIDM interoperabili nei servizi transfrontalieri e adoperare specifiche convenute di comune accordo. |

2009 | Firma elettronica nell'amministrazione in linea: procedere a una verifica dell'adozione nei servizi pubblici. |

2010 | Verificare l'adozione da parte degli Stati membri del quadro europeo per i sistemi interoperabili di eIDM. |

RAFFORZARE LA PARTECIPAZIONE E IL PROCESSO DECISIONALE DEMOCRATICO IN EUROPA

Il processo decisionale democratico e la partecipazione sono confrontati a numerose sfide. In Europa la partecipazione (non obbligatoria) alle elezioni politiche nazionali ed europee è generalmente ridotta. Si ha l'impressione che il processo decisionale sia divenuto più complesso e che coinvolga sempre più partiti e comporti gli interessi più disparati e compromessi sempre più difficili. D'altra parte i cittadini sono sempre meglio informati ed esigono una maggiore partecipazione. I poteri pubblici auspicano che le loro politiche godano di un ampio sostegno al fine di garantirne l'efficace applicazione e di evitare nuove fratture democratiche e sociali. Un miglioramento del processo decisionale e un più ampio coinvolgimento dei cittadini in tutte le fasi del processo decisionale democratico, anche a livello europeo, sono essenziali per la coesione della società europea.

Allo stesso tempo si palesano nuove opportunità: in particolare, le TIC sono potenzialmente in grado di garantire una vasta partecipazione dei cittadini al dibattito pubblico e al processo decisionale, dal livello comunale a quello europeo. Internet ha già portato alla nascita di nuove forme di espressione politica e di dibattito pubblico come i blog.

L'interfaccia tra democrazia, nuove tecnologie, nuove forme di organizzazione sociale e governance costituisce l'oggetto della eDemocrazia. Il 65% delle persone che hanno partecipato al sondaggio in linea sulla politica relativa all'eGovernment si aspettano che la eDemocrazia riduca le carenze democratiche[22] ed esistono ottimi esempi di eDemocrazia. Restano, tuttavia, ancora aperte numerose questioni e preoccupazioni, dall'inclusione alla qualità del processo decisionale.

Il ruolo della Commissione europea è quello di permettere la cooperazione a livello europeo, in particolare in materia di ePartecipazione, migliorare la comprensione, accelerare il progresso attraverso la condivisione di soluzioni riutilizzabili provenienti da tutto il mondo e di contribuire, per mezzo delle TIC, alla trasparenza delle istituzioni europee e alla partecipazione dei cittadini. Anche l'iniziativa eCommission e l'iniziativa europea a favore della trasparenza contribuiranno a tale obiettivo[23]. Saranno inoltre valutate, di concerto con i parlamenti dell'UE e con le altre parti interessate, le migliori pratiche e le specifiche comuni relative agli strumenti che permettono di ravvicinare i cittadini ai processi decisionali parlamentari.

La Commissione, di concerto con le parti interessate, adotterà le seguenti misure: |

2006-2010 | Sottoporre a verifiche gli strumenti basati sulle TIC che favoriscono la trasparenza e la partecipazione dei cittadini al processo decisionale. Promuovere gli scambi di esperienze. |

2006 | Avviare un'azione preparatoria relativa agli strumenti basati sulle TIC che consentono di perfezionare il processo decisionale parlamentare. |

2007-2013 | Stabilire delle forme avanzate di eDemocrazia come priorità del programma di ricerca TSI nell'ambito del 7° PQ. |

GESTIONE E ATTUAZIONE DEL PIANO D'AZIONE EGOVERNMENT PER L'INIZIATIVA I2010

L'attuazione di tale piano d'azione si basa in larga misura sulla cooperazione con gli Stati membri e altri soggetti interessati. A livello comunitario il piano d'azione è sostenuto da programmi quali Modinis[24], eTEN[25], TSI[26], IDABC[27] e il futuro CIP[28] (programma quadro Competitività e innovazione).

Dato il ruolo determinante del sottogruppo eGovernment costituito da leader e rappresentanti delle iniziative nazionali di eGovernment e visti i suoi metodi di lavoro efficaci e i suoi rapporti di lavoro produttivi con la rete EPAN, la Commissione, dopo aver consultato gli Stati membri, proporrà di mantenere il gruppo a livello strategico nell'ambito dell'iniziativa i2010.

La Commissione, in cooperazione con gli Stati membri e a stretto contatto con gli interessati, eserciterà un controllo strategico, definirà i calendari d’azione e sorveglierà il piano d'azione europeo per l'eGovernment.

Il gruppo riferirà circa l'integrazione del piano d'azione nei piani nazionali in materia di eGovernment (gli Stati membri si sono impegnati a notificarli nel corso del 2006) ed elaborerà strategie su temi precisi, quale l'integrazione attraverso l'amministrazione in linea e i servizi a forte impatto destinati ai cittadini.

Nella relazione annuale i2010 e, ogni due anni, al momento delle conferenze ministeriali, si prevede di effettuare una verifica completa dei progressi dei lavori, di definire nuove priorità politiche e di aggiornare di conseguenza il presente piano d'azione.

La Commissione preparerà, con la prossima presidenza portoghese, la quarta conferenza ministeriale sull'eGovernment, che si terrà in Portogallo nel 2007.

Benché l'obiettivo principale del presente piano d'azione sia di procurare vantaggi all'Europa, l'esperienza acquisita potrebbe risultare utile per un'ulteriore cooperazione internazionale che coinvolga i paesi in via di sviluppo.

Conclusioni

Per essere competitiva a livello mondiale, l'Europa deve innanzitutto disporre di servizi pubblici efficaci e innovativi e l'eGovernment costituisce lo strumento chiave per sfruttare il potenziale esistente nel settore pubblico. Il presente piano d'azione, annunciato nell'ambito dell'iniziativa i2010, traccia la via per l'eGovernment in Europa e fornisce i punti focali per i programmi, le iniziative e le politiche comunitarie nel periodo 2006-2010, nonché strumenti pratici quali calendari d'azione e sorveglianza strategica nei settori prioritari. Affinché il presente piano d'azione possa essere attuato con successo sarà necessaria la cooperazione di tutti i soggetti interessati.

[1] Global Competitiveness Reports del World Economic Forum, Trendchart e Scoreboard sull'innovazione della Commissione europea, Global e-Government Readiness Reports delle Nazioni Unite (2003, 2004, 2005).

[2] 24 novembre 2005, Manchester, Regno Unito.http://www.egov2005conference.gov.uk/documents/proceedings/pdf/051124declaration.pdf.

[3] Dichiarazione dell'Associazione delle industrie europee delle tecnologie dell'informazione e delle comunicazioni (EICTA) sull'amministrazione in linea, 25 novembre 2005.

[4] Gli obiettivi da 1 a 4 sono desunti dalla dichiarazione ministeriale.

[5] Per gli appalti pubblici al di sopra della soglia comunitaria, si veda il punto 4.

[6] eAccessibility of Public Sector Services in the EU (eAccessibilità dei servizi del settore pubblico nell'Unione europea), novembre 2005, relazione della presidenza del Regno Unito.

[7] Comunicazione sull'eAccessibilità, COM(2005) 425.

[8] Le indagini di EUROSTAT sulle famiglie e le imprese negli Stati membri forniscono importanti informazioni sull'eGovernment e sull'eProcurement (appalti pubblici in linea) orientati all'inclusione.

[9] Valutazione comparativa MODINIS dei servizi eGovernment di base – Sesta misurazione (2006), e nuovo progetto pilota per il miglioramento dell'indicatore di analisi comparativa dell'eGovernment.

[10] Studio eGEP MODINIS sul finanziamento, i vantaggi e gli aspetti economici dell'eGovernment, http://europea.eu.int/egovernment_research.

[11] Dichiarazione ministeriale, Seconda conferenza ministeriale, Como, IT, 7 luglio 2003; Comunicazione del 2003 sull'eGovernment, COM(2003) 567; conclusioni del Consiglio sull'eGovernment, dicembre 2003.

[12] http://www.egov-goodpractice.org/

[13] Osservatorio sull'eGovernment: http://europa.eu.int/idabc/egovo

[14] http://europa.eu.int/youreurope

[15] http://europa.eu.int/idabc/en/document/2097/556

[16] http://europa.eu.int/comm/taxation_customs/common/publications/com_reports/customs/index_en.htm

[17] e-Commission 2006-2010: enabling efficiency and transparency (e-Commissione 2006-2010: al servizio dell’efficienza e della trasparenza), 22 novembre 2005.

[18] Per quanto riguarda il programma IDABC, la decisione 2004/387/CE (L 144 del 30.4.2004) (cfr. la rettifica GU L 181 del 18.5.2004, pag. 25) del Parlamento europeo e del Consiglio, del 21 aprile 2004, all'articolo 10, paragrafo 8, e all'articolo 3, lettera d), specifica che si devono definire meccanismi destinati a garantire la sostenibilità finanziaria e operativa dei servizi di infrastruttura dell'IDABC.

[19] Da circa 50.000 euro per i servizi pubblici semplici a 6.000.000 di euro per le opere pubbliche.

[20] COM(2004) 841; quadro giuridico relativo agli appalti pubblici elettronici derivante dalle direttive 2004/18/CE e 2004/17/CE.

[21] Comunicazione sull'interoperabilità, COM(2006) 45.

[22] Sondaggio online della DG Società dell'informazione e media, ottobre-dicembre 2005.

[23] Comunicazione alla Commissione del presidente e dei commissari Wallström, Kallas, Hübner e Fisher Boel per l'avvio di un'iniziativa europea per la trasparenza, SEC(2005) 1300.

[24] http://europa.eu.int/information_society/eeurope/2005/all_about/modinis/

[25] http://europa.eu.int/information_society/activities/eten/

[26] http://www.cordis.lu/ist/

[27] http://europa.eu.int/idabc/

[28] http://europa.eu.int/comm/enterprise/enterprise_policy/cip/index_en.htm

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