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Comunicazione della Commissione al Consiglio e al Parlamento europeo sull’attuazione della strategia forestale dell’Unione europea {SEC(2005) 333}

/* COM/2005/0084 def. */
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52005DC0084

Comunicazione della Commissione al Consiglio e al Parlamento europeo sull’attuazione della strategia forestale dell’Unione europea {SEC(2005) 333} /* COM/2005/0084 def. */


Bruxelles, 10.3.2005

COM(2005) 84 definitivo

COMUNICAZIONE DELLA COMMISSIONE AL CONSIGLIO E AL PARLAMENTO EUROPEO

sull’attuazione della strategia forestale dell’Unione europea

{SEC(2005) 333}

1. INTRODUZIONE

Con la presente comunicazione la Commissione risponde all’invito rivoltole dal Consiglio europeo di presentare una relazione in merito all’attuazione della strategia forestale dell’Unione europea. La presente relazione è stata preparata dalla Commissione dopo ampie consultazioni degli Stati membri e dei soggetti interessati nell’ambito del comitato permanente forestale, del gruppo consultivo "foreste e sughero" e in base ad una consultazione dei portatori di interesse via Internet.

La presente comunicazione illustra le principali conclusioni dell’analisi compiuta e gli attuali problemi del settore delle foreste e della silvicoltura e descrive i possibili interventi per il futuro. Il documento di lavoro dei servizi della Commissione, accluso alla presente comunicazione, fornisce una descrizione dettagliata delle azioni e delle attività realizzate nel contesto della strategia forestale dell’Unione europea per il periodo 1999–2004.

2. IL SETTORE FORESTALEE DELL’UNIONE EUROPEA

Il settore forestale dell’Unione europea è caratterizzato da una grande diversità in termini di tipologia forestale, estensione della copertura boschiva, assetto proprietario e condizioni socioeconomiche. Globalmente, le foreste e le altre superfici boschive occupano 160 milioni di ettari, ossia il 35% della superficie totale dell’Unione europea. Va segnalato inoltre che grazie a programmi di imboschimento e al naturale accrescimento della vegetazione, la copertura forestale dell’Unione europea è in aumento.

Le foreste europee sono situate in ambienti molto diversi tra loro dal punto di vista ecologico, che vanno dalla fascia artica al Mediterraneo e dalla regione alpina alle pianure costiere. Tra i biotopi europei, le foreste ospitano la maggior parte delle specie del continente e svolgono funzioni ambientali di vitale importanza, come la conservazione della biodiversità e la protezione delle risorse idriche e del suolo. Circa il 12% della superficie forestale è rappresentata da foreste protette. Custodi di valori culturali e paesaggistici, le foreste danno vita ad altre attività, come la caccia, il turismo e attività ricreative.

Il 60% circa delle foreste dell’Unione europea sono di proprietà privata e si contano circa 15 milioni di proprietari privati. La superficie media delle aziende forestali private è di 13 ha, ma la maggior parte delle foreste di proprietà privata hanno dimensioni inferiori a 3 ha.

L’Unione europea occupa i primi posti a livello mondiale in termini di produzione, commercio e consumo di prodotti forestali. La silvicoltura e le industrie direttamente o indirettamente legate alle foreste danno lavoro a circa 3,4 milioni di addetti, con una produzione annua del valore di circa 356 miliardi di euro (2001). La produzione annua media di legname ammonta a oltre 400 milioni di m³ e si procede al taglio di poco più del 60% dell’accrescimento forestale annuale. Si tende purtroppo a sottovalutare l’importanza sociale ed economica della silvicoltura nelle zone rurali perché spesso gli addetti del settore sono lavoratori autonomi o piccole aziende la cui attività di solito è abbinata ad altre attività economiche. Oltre a prodotti come il legname e al sughero, le foreste producono anche resine, piante medicinali, funghi e bacche.

La protezione delle foreste è uno dei temi che stanno a cuore dell’UE da sempre. Le cause principali dei danni forestali sono i fattori biotici e il pascolo; altre importanti fonti di danno per le foreste sono l’inquinamento atmosferico, le tempeste e gli incendi boschivi. Negli ultimi anni le violente tempeste che sono abbattute sulle foreste hanno danneggiato gravemente vaste aree. Ogni anno vanno in fiamme circa circa mezzo milione di ettari di foreste e superfici boschive, in massima parte dei paesi del Mediterraneo.

Il recente allargamento dell’Unione europea a 25 Stati membri ha comportato una forte espansione del settore forestale europeo, sia in termini di superficie ( 20%) che in termini di potenziale produttivo ed ecologico. Molti dei nuovi Stati membri hanno proceduto al ripristino di diritti di proprietà e alla privatizzazione di terreni forestali e altri beni connessi alle foreste, incluse determinate attività forestali precedentemente gestite dallo Stato. Tuttavia la percentuale di beni forestali di proprietà pubblica rimane superiore nei nuovi Stati membri rispetto all’UE-15.

3. LA STRATEGIA FORESTALE DELL’UNIONE EUROPEA

La risoluzione del Consiglio del 15 dicembre 1998 relativa alla strategia forestale dell’Unione europea[1] ha stabilito un quadro di azione per la gestione sostenibile delle foreste, basato sul coordinamento delle politiche forestali degli Stati membri e delle politiche e iniziative comunitarie attinenti alle foreste e alla silvicoltura. Tale quadro tiene conto degli impegni assunti dall’Unione europea e dai suoi Stati membri a livello internazionale, in particolare alla Conferenza delle Nazioni Unite sull’ambiente e sullo sviluppo (UNCED) del 1992 e alle conferenze che vi hanno fatto seguito, nonché nell’ambito delle Conferenze ministeriali sulla protezione delle foreste in Europa(MCPFE)[2].

La strategia sottolinea l’importanza del ruolo multifunzionale delle foreste e della loro gestione sostenibile ai fini dello sviluppo della società ed individua una serie di fattori chiave che stanno alla base della sua attuazione. Vi si dichiara che la politica forestale compete agli Stati membri, ma che in base al principio della sussidiarietà e al concetto della condivisione delle responsabilità l’UE può contribuire all’attuazione di una gestione sostenibile delle foreste attraverso l’attuazione di politiche comuni. Vi si sottolinea l’attuazione degli impegni, dei principi e delle raccomandazioni internazionali mediante programmi forestali o altri strumenti appropriati elaborati a livello nazionale o regionale dagli Stati membri e la partecipazione attiva a tutte le iniziative internazionali relative alle foreste, evidenziando la necessità di migliorare il coordinamento, la comunicazione e la cooperazione in tutte le aree della politica riguardanti il settore forestale.

4. L’ATTUAZIONE

Il contesto della politica forestale dell’Unione europea dal 1998 ad oggi ha subito modificazioni significative, riconducibili sia a decisioni che riguardano direttamente il settore forestale, sia a cambiamenti del contesto politico più ampio.

Il Vertice mondiale sullo sviluppo sostenibile svoltosi a Johannesburg nel 2002 ancora saldamente le foreste al contesto dello sviluppo sostenibile. A livello paneuropeo, la dichiarazione e le risoluzioni emerse dalla Quarta conferenza ministeriale sulla protezione delle foreste in Europa (Vienna, 2003) hanno stabilito concetti e definizioni comuni, nonché una serie di azioni coerenti relative alla protezione e alla gestione sostenibile delle foreste.

A livello dell’Unione europea, l’adozione del Sesto programma comunitario di azione in materia di ambiente nel 2002 e il rafforzamento della politica dello sviluppo rurale che scaturisce dalla riforma della PAC del 2003 costituiscono sviluppi decisivi, con ripercussioni di rilievo per le politiche forestali degli Stati membri.

Tra le modifiche nel contesto politico più ampio possiamo citare le strategie di Göteborg e di Lisbona, senza dimenticare l’allargamento. Infine, il nuovo Trattato costituzionale, attualmente in fase di ratifica, non implica alcuna modifica degli orientamenti della politica forestale dell’Unione europea

4.1. Il dibattito internazionale sulla politica forestale

Il Vertice mondiale sullo sviluppo sostenibile ha affrontato una serie di tematiche connesse alla silvicoltura, ribadendo il ruolo decisivo della gestione sostenibile delle foreste per il conseguimento delle finalità, degli obiettivi e dei principi più vasti approvati a Johannesburg. Se si considera l’importanza delle foreste per la garanzia della sostenibilità dell’ambiente e il numero elevatissimo di poveri la cui sopravvivenza è legata proprio all’esistenza delle foreste, è evidente la rilevanza del loro ruolo nel conseguimento degli obiettivi di sviluppo del millennio.

La Comunità europea e i suoi Stati membri hanno svolto un ruolo attivo nel Forum delle Nazioni Unite sulle foreste (UNFF), creato nel 2000 e si sono impegnati ad applicare le disposizioni di altri accordi, convenzioni e protocolli internazionali come la Convenzione quadro delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici (UNFCCC)[3] e il protocollo di Kyoto, la Convenzione sulla diversità biologica (CBD)[4], la Convenzione delle Nazioni Unite sulla lotta contro la desertificazione (UNCCD)[5], l’Organizzazione internazionale dei legni tropicali (ITTO)[6] e la Convenzione sul commercio internazionale delle specie di flora e di fauna selvatiche minacciate di estinzione (CITES)[7]. Tuttavia, nonostante i progressi compiuti a livello internazionale nel dibattito su temi come ad esempio la certificazione e il controllo dell’applicazione della legislazione forestale, in molte parti del mondo si continua ad assistere a vasti disboscamenti e all’avanzata del degrado forestale.

In risposta alle preoccupazioni crescenti espresse dalla società, la Commissione europea si è impegnata a lottare contro i disboscamenti illegali per mezzo dell’adozione del piano d’azione sull’applicazione delle normative, la governance e il commercio nel settore forestale (FLEGT)[8], e più recentemente con l’adozione di una proposta legislativa relativa a licenze FLEGT.[9]

A livello paneuropeo, quella delle conferenze ministeriali è ormai diventata una prassi consolidata attraverso la quale i paesi europei e la Comunità europea hanno elaborato una gamma completa di orientamenti di politica forestale, rafforzando le attività di coordinamento e cooperazione.

Inoltre, la collaborazione nella ricerca in Europa e a livello internazionale ha sollecitato le competenze dei paesi europei e dei loro partner a produrre conoscenze scientificamente provate sulla cui base potranno essere attuate le raccomandazioni politiche.

4.2. Gestione forestale sostenibile nell’Unione europea

Nel periodo di attuazione della strategia, l’Unione europea ha compiuto notevoli progressi creando strumenti nuovi e migliorando quelli esistenti allo scopo di promuovere la protezione e la gestione sostenibile delle foreste. In questa sezione si passano in rassegna i progressi compiuti dalla politica forestale a livello nazionale e le iniziative forestali attuate a livello comunitario.

4.2.1. Programmi forestali nazionali

Sono stati fatti progressi notevoli nell’elaborazione e nell’attuazione dei programmi forestali nazionali nell’Unione europea. Nel contesto delle conferenze ministeriali sulla protezione delle foreste in Europa è stato definito un approccio comune per tali programmi per poter definire un quadro sociale e politico di attuazione, basato su una governance all’insegna della trasparenza della partecipazione, in linea con gli impegni internazionali assunti in materia di foreste.

Le tematiche affrontate dai programmi forestali nazionali abbracciano la funzione produttiva delle foreste e la redditività economica della gestione sostenibile, il contributo della silvicoltura allo sviluppo rurale, la protezione e il rafforzamento della biodiversità in ambiente forestale, la mitigazione del cambiamento climatico, la funzione protettiva svolta dalle foreste oltre agli aspetti sociali, ricreativi e culturali connessi alle foreste. Pur avendo finalità simili, i programmi si concentrano su obiettivi diversi tra loro, che riflettono la diversità ecologica e socio-economica delle foreste europee.

I programmi forestali nazionali in costituiscono inoltre un quadro di riferimento per la valutazione dei progressi compiuti nell’attuazione di misure e iniziative forestali comunitarie e per la misurazione e la valutazione del valore aggiunto di specifiche azioni comunitarie in questo campo.

Nei loro programmi nazionali, i vari paesi sottolineano la necessità di una migliore collaborazione intersettoriale. Occorre adoperarsi ulteriormente per garantire che i programmi forestali nazionali siano pienamente integrati nelle strategie nazionali di sviluppo sostenibile, affrontino tutte le tematiche in gioco e godano del sostegno di tutti i portatori di interesse.

4.2.2. Azioni comunitarie a favore della gestione sostenibile delle foreste

Le azioni comunitarie realizzate in linea con la gestione sostenibile delle foreste riguardano vari settori di attività: sviluppo rurale, protezione e sorveglianza delle foreste, biodiversità, cambiamento climatico, prodotti silvicoli, certificazione forestale, ricerca, informazione e comunicazione sulle foreste e materiale di moltiplicazione forestale e aspetti fitosanitari.

La politica dello sviluppo rurale ha costituito il principale strumento di attuazione della strategia forestale a livello comunitario. Il sostegno finanziario della Comunità a favore delle misure forestali nell’ambito dello sviluppo rurale ammonta a 4,8 miliardi di euro per il periodo 2000–2006 (circa il 10% del bilancio stanziato per lo sviluppo rurale). La politica europea dello sviluppo rurale si basa su un’impostazione territoriale integrata che riconosce l’interdipendenza tra politiche settoriali e politiche orizzontali, prende in considerazione le caratteristiche distintive e le priorità a livello regionale e locale e pone l’accento sul coinvolgimento e sulla partecipazione attiva delle comunità locali.

La proposta della Commissione di rafforzare la politica di sviluppo rurale per il periodo2007–2013[10] getta le basi di un’integrazione maggiore della silvicoltura nello sviluppo rurale. Un modo per raggiungere tale risultato consiste nel rafforzare la coerenza tra programmi di sviluppo rurale e programmi nazionali forestali, attraverso lo scambio di informazioni e buone pratiche sull’utilizzazione delle misure forestali e attraverso il miglioramento della sorveglianza e della valutazione di tali misure alla luce delle finalità più vaste della politica di sviluppo rurale.

Le misure comunitarie in materia di protezione delle foreste contro gli incendi[11] e di inquinamento atmosferico[12] hanno permesso di raccogliere moltissime informazioni e suscitato tutta una serie di sviluppi sul piano operativo. Benché tali azioni abbiano rafforzato la collaborazione tra i paesi dell’Unione europea in questo settore, l’inquinamento atmosferico e gli incendi boschivi continuano a preoccupare grandemente. Recentemente la Commissione ha costituito un gruppo di esperti incaricati di analizzare la prevenzione degli incendi boschivi a livello comunitario e formulare raccomandazioni per azioni future. Inoltre, il regolamento relativo al monitoraggio delle foreste e delle interazioni ambientali nella Comunità (Forest Focus)[13], adottato nel 2003, offre all’UE l’opportunità di sviluppare un sistema di sorveglianza forestale completa e integrata, basata su nuovi parametri relativi ai suoli, alla biodiversità e al cambiamento climatico. In prospettiva, tale sistema potrebbe essere esteso anche agli aspetti socio-economici delle foreste e della silvicoltura e contribuire ad una maggiore integrazione delle banche dati nazionali sulle foreste in un sistema di sorveglianza e di scambio di informazioni su scala comunitaria. Al riguardo occorrerebbe prendere in considerazione i criteri e gli indicatori della gestione forestale sostenibile sviluppati in occasione delle conferenze ministeriali sulla protezione delle foreste (MCPFE).

Uno dei successi di cui può andare fiera l’Unione europea in materia di conservazione della biodiversità è l’attuazione della rete Natura 2000. Molti Stati membri hanno adattato i propri orientamenti in materia di gestione forestale in modo da favorire la preservazione della biodiversità e da promuovere la fornitura di servizi ambientali attraverso la gestione delle foreste. È probabile che la costituzione di una rete di protezione forestale ed ecologicamente rappresentativa all’interno di Natura 2000 e la contemporanea promozione del rafforzamento della biodiversità in determinate aree forestali commerciali sia un modo efficace per conseguire gli obiettivi della conservazione della biodiversità. Permane comunque la necessità di procedere alla mappatura, allo studio e alla sorveglianza della biodiversità forestale sia all’interno che all’esterno delle zone protette.

Benché il ruolo del settore forestale nella mitigazione del cambiamento climatico sia stato confermato dalle clausole del Protocollo di Kyoto approvate dopo l’adozione della strategia, lo sviluppo di misure destinate al sequestro del carbonio, come gli imboschimenti e i rimboschimenti, è più lento del previsto. In quanto materiale ecologico, il legno può avere un ruolo di prim’ordine nel fornire energia di biomassa per compensare le emissioni dei combustibili fossili, conformemente alle direttive dell’UE sulle fonti di energia rinnovabile. Il potenziale d’uso della biomassa per fini energetici non è stato ancora pienamente sfruttato nell’Unione europea e occorrerebbe adoperarsi per evitare che si vengano a creare in questo contesto distorsioni di concorrenza. In futuro il legno potrà svolgere un ruolo di primo piano anche come serbatoio di carbonio.

Si fa sempre più viva l’esigenza di valutare l’impatto del cambiamento climatico sugli ecosistemi forestali e di ideare misure che permettano un adattamento a tale impatto. In futuro, in altre parole, si dovranno prendere in considerazione non soltanto misure di mitigazione (riduzione dei gas serra), ma anche di adattamento (adattamento delle foreste al cambiamento climatico).

Nel contesto della comunicazione della Commissione sulla competitività delle industrie dei prodotti forestali e delle industrie connesse dell’UE, adottata nel 1999, sono state adottate tutta una serie di azioni connesse alla promozione dell’uso del legno e alla promozione della competitività delle industrie della filiera legno. Recentemente la Commissione ha portato a termine la valutazione di tale comunicazione, dalla quale è emerso che il consumatore europeo dovrebbe essere meglio informato sui vantaggi del legno proveniente da foreste gestite in modo sostenibile, in quanto risorsa rinnovabile ed ecologica e che è necessario creare un ambiente propizio nel quale la industrie della filiera possano diventare più competitive e promuovere l’uso del legno.

Uno degli strumenti destinati ad incoraggiare la sostenibilità della gestione forestale e a permettere ai consumatori di sviluppare un atteggiamento positivo nei confronti del legno proveniente da foreste gestite in maniera sostenibile è la certificazione. Finora la certificazione ha rappresentato uno strumento del settore privato, basata sul mercato e soggetta a scarsi interventi di regolamentazione da parte delle autorità pubbliche.

Sul piano della ricerca, grazie ai programmi quadro comunitari di ricerca e alle azioni COST (cooperazione europea nel settore della ricerca scientifica e tecnica) [14] sono state realizzate importanti ricerche per sostenere e sviluppare ulteriormente la gestione sostenibile, rafforzando la competitività del settore forestale. Tale settore dovrebbe contribuire proattivamente al conseguimento degli obiettivi della strategia di Lisbona: a tal fine è necessaria una visione strategica che abbracci l’intero settore e poggi su una prospettiva vasta e lungimirante che consenta di definire la portata e le priorità della ricerca in campo forestale.

Basandosi sui risultati di un progetto pilota, nel 2004 la Commissione ha avviato un progetto preliminare per lo sviluppo di una piattaforma di informazione e comunicazione via Internet sulle foreste. Tale progetto dovrà essere affiancato dall’analisi delle esigenze specifiche degli utenti e dalla valutazione delle limitazioni connesse alle fonti nazionali di dati attualmente disponibili.

Gli aspetti fitosanitari e la qualità del materiale di moltiplicazione forestale sono di importanza vitale per la capacità produttiva delle foreste europee. Negli anni scorsi sono state adottate disposizioni legislative miranti ad armonizzare maggiormente l’attuazione di una serie di aspetti chiave della normativa europea sulla commercializzazione del materiale di moltiplicazione forestale.

Non solo le piante vive, infatti, ma anche il legname importato dai paesi terzi nella Comunità costituiscono un grave rischio di introduzione di organismi nocivi e malattie delle piante. Nel 2004 sono state accolte nell’acquis preesistente una serie di disposizioni nuove e più vincolanti per far fronte a tali rischi.

4.3. Coordinamento, comunicazione e cooperazione

Nell’attuazione della strategia, il coordinamento con gli Stati membri e la consultazione dei portatori di interesse hanno avuto luogo attraverso i canali delle strutture amministrative esistenti, in particolare attraverso i comitati di gestione e i comitati consultivi che forniscono consulenza alla Commissione, formulano pareri e stimolano lo scambio di informazioni.

Il comitato permanente forestale si è dedicato alla gestione di regolamenti specifici relativi alla protezione e alla sorveglianza delle foreste e ha svolto un ruolo importante anche come centro di consulenza ad hoc su materie connesse alle foreste. Attraverso il gruppo consultivo "foreste e i sughero" e il comitato consultivo per la politica comunitaria del settore "legno" si è inoltre proceduto ad uno scambio regolare di informazioni che ha permesso la cooperazione e il coordinamento con i portatori di interesse in campo forestale.

Alla fine del 2001 con la costituzione del gruppo interservizi delle foreste la Commissione ha compiuto un decisivo passo avanti per rafforzare il coordinamento sulle tematiche legate alle foreste tra i vari servizi responsabili delle politiche comunitarie attinenti a tale settore.

Sulla scena internazionale, prima di partecipare a incontri internazionali su materie forestali gli Stati membri e la Commissione coordinano le loro posizioni nell’ambito del gruppo di lavoro del Consiglio sulle foreste, che si occupa anche delle politiche comunitarie che hanno attinenza con il settore forestale e delle iniziative legislative di portata globale, come l’iniziativa FLEGT.

Nonostante la realizzazione di tali attività gli Stati membri e i portatori di interesse insistono nel chiedere una revisione dell’attuale struttura di coordinamento, comunicazione e cooperazione alla luce delle nuove sfide e del mutato contesto politico.

5. LA DIREZIONE DA SEGUIRE: UN PIANO D’AZIONE UE PER LA GESTIONE FORESTALE SOSTENIBILE

In linea di massima si può affermare che continuano ad essere validi i principi e gli elementi fondamentali individuati nel 1998 nella strategia forestale dell’UE. La sostenibilità della gestione forestale e il ruolo multifunzionale delle foreste permangono il denominatore comune di tali principi, i programmi forestali nazionali costituiscono un quadro idoneo per la loro applicazione ed esiste un ampio consenso sulla necessità crescente di affrontare, nell’ambito della politica forestale, temi globali ed intersettoriali.

L’esperienza acquisita nel periodo di attuazione dimostra che le foreste e la silvicoltura possono offrire un valido contributo al raggiungimento degli obiettivi di Lisbona della crescita economica sostenibile e della competitività, nonché degli obiettivi di Göteborg della salvaguardia delle risorse naturali in termini quantitativi e quantitativi. Tuttavia, per conservare e ottimizzare in futuro il contributo della strategia forestale e della sua attuazione, occorre riposizionarla all’interno del mutato contesto politico.

Innanzitutto, anche se le varie misure attuate negli ultimi anni hanno fatto progredire la sostenibilità della gestione delle foreste, la competitività e la redditività economica di tale gestione nell’UE, basata su un approccio multifunzionale, che risponde a finalità economiche e insieme sociali e ambientali, vengono costantemente messi alla prova nel contesto di un mercato aperto e globale. La maggior parte dei proprietari di foreste hanno scarse possibilità di realizzare economie di scala. Non va dimenticato che i proprietari di foreste offrono alla società tutta una serie di beni e servizi, ma i loro redditi dipendono in larga misura dalle vendite di legname. Per soddisfare il crescente interesse del pubblico per i vantaggi sociali e ambientali connessi alla gestione delle foreste, in molti casi sono necessari cambiamenti nel tipo di gestione che possono sfociare in una riduzione della redditività economica delle foreste. Se si vuole mantenere la tradizionale multifunzionalità delle foreste nell’UE, in futuro questi temi vanno affrontati.

In secondo luogo, anche se la strategia forestale dell’UE si basa sui principi della sussidiarietà e della responsabilità condivisa, non va dimenticato che esiste tutta una serie di politiche e iniziative comunitarie che hanno ripercussioni sul settore forestale e della silvicoltura. Ne deriva la necessità di rafforzare la coerenza tra le politiche comunitarie e il coordinamento tra la Commissione gli Stati membri, nonché di creare idonei meccanismi di sorveglianza per l’attuazione della strategia, in modo da poter affrontare in maniera coerente, nel processo di elaborazione delle politiche, le varie funzioni delle foreste e i nessi con le altre politiche comuni.

In terzo luogo, tutti i portatori di interesse in campo forestale e silvicolo sottolineano l’importanza di una buona governance per la protezione delle foreste e la loro gestione sostenibile. Un prerequisito della buona governance è costituito senz’altro da un’impostazione basata sulla partecipazione e sulla collaborazione nel processo di ideazione e di attuazione della politica da seguire. Occorre rivedere e rafforzare le strutture di consultazione del settore forestale a livello nazionale e comunitario, per agevolare la trasparenza nel processo decisionale e permettere un dialogo strutturato con tutti i portatori di interesse.

Infine, il ruolo decisivo dello sviluppo sostenibile delle foreste a livello globale, la loro importanza per il cambiamento climatico e la biodiversità sono concetti ormai ampiamente condivisi. È opportuno che l’UE continui a sostenere fermamente gli impegni internazionali a favore della sostenibilità della gestione delle foreste a livello planetario. In proposito avrà un peso determinante la decisione che sarà adottata in occasione della Quinta sessione del Forum delle Nazioni Unite sulle foreste (UNFF) che si terrà il nel maggio 2005, sul futuro assetto forestale internazionale.

Nel fornire un quadro di riferimento per le politiche, le iniziative e le azioni in materia di foreste, la strategia forestale dell’UE ha modificato il modo di affrontare oggigiorno le tematiche che attengono al settore forestale. Ma l’evoluzione del contesto politico indica che in futuro è necessario un approccio più coerente e proattivo nella gestione delle risorse forestali dell’Unione.

Tale approccio dovrebbe poggiare su una visione condivisa del settore forestale dell’UE e delle sfide cui esso è confrontato a livello nazionale, comunitario e mondiale e su una comprensione condivisa del contributo che la silvicoltura e le foreste possono offrire alla società moderna. Oltre a stabilire una serie di obiettivi chiari che costituiscano le basi di una sorveglianza e valutazione regolari, sarebbe opportuno che tale approccio riunisca all’interno di un quadro strutturato le iniziative tematiche, orizzontali ed intersettoriali, a livello nazionale e comunitario, in modo da rendere più efficace il coordinamento, migliorare la consultazione e promuovere lo scambio di informazioni tra le vari parti in causa.

La Commissione ritiene che tale quadro possa essere costituito da un Piano d’azione europeo per la gestione forestale sostenibile, idoneo a dare l’impulso necessario per trasformare la strategia forestale dell’Unione europea in un processo dinamico, in grado di rispondere al mutato contesto politico e di produrre risultati in linea con le strategie di Lisbona e di Göteborg.

Per questi motivi, in base all’analisi dell’attuazione della strategia forestale dell’Unione europea la Commissione raccomanda al Consiglio europeo di:

1. elaborare un piano d’azione europeo per la gestione forestale sostenibile, che fornisca un quadro coerente per l’attuazione di azioni connesse alle foreste e funga da strumento di coordinamento tra le azioni comunitarie e le politiche forestali degli Stati membri. L’elenco delle azioni da intraprendere a livello nazionale e a livello comunitario dovrebbe comprendere, tra l’altro, i seguenti aspetti: tematiche socioeconomiche (competitività delle foreste, valorizzazione dei beni e dei servizi sociali e ambientali che esse offrono); tematiche ambientali (cambiamento climatico, incendi boschivi, acque, conservazione della biodiversità); uso del legno come fonte di energia; informazione sul legno in quanto risorsa rinnovabile ed ecologica; aspetti attinenti alla governance; attività orizzontali (ricerca, formazione, statistiche forestali, sorveglianza); e infine coordinamento, comunicazione e cooperazione. È opportuno altresì affrontare la dimensione internazionale di tali tematiche;

2. rivedere gli attuali strumenti e le attuali pratiche comunitarie per agevolare il coordinamento, la comunicazione e la cooperazione tra le varie politiche settoriali che hanno un’incidenza per le foreste, tenendo presente la crescente complessità della politica forestale e dei processi decisionali. Tale revisione dovrebbe riguardare anche la decisione del Consiglio del 29 maggio 1989 che costituisce un comitato permanente forestale[15] e il ruolo di tale organismo ai fini dell’attuazione del piano di azione.

La Commissione propone di presentare il piano di azione nel 2006.

[1] GU C 124 del 26.2.1999, pag. 1.

[2] Strasburgo 1990, Helsinki 1993, Lisbona 1998 e Vienna 2003.

[3] Convenzione quadro delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici.

[4] Convenzione sulla diversità biologica

[5] Convenzione delle Nazioni Unite sulla lotta contro la desertificazione

[6] Organizzazione internazionale dei legni tropicali.

[7] Convenzione sul commercio internazionale delle specie di flora e di fauna selvatiche minacciate di estinzione.

[8] COM(2003) 251 def.

[9] COM(2004) 515 def.

[10] COM(2004) 490 def.

[11] Regolamento (CEE) n. 2158/92 del Consiglio.

[12] Regolamento (CEE) n. 3528/86 del Consiglio.

[13] Regolamento (CE) n. 2152/2003 del Parlamento europeo e del Consiglio.

[14] Cooperazione europea nel settore della ricerca scientifica e tecnica.

[15] GU L 165 del 15.6.1989, pag. 14.

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