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Comunicazione della Commissione sull’Agenda sociale

/* COM/2005/0033 def. */
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52005DC0033




Bruxelles, 9.2.2005

COM(2005) 33 definitivo

COMUNICAZIONE DELLA COMMISSIONE

sull’Agenda sociale

COMUNICAZIONE DELLA COMMISSIONE

L’Agenda sociale

"Un’Europa sociale nell’economia mondiale: occupazione e nuove occasioni per tutti": questo è lo slogan della seconda fase dell'Agenda sociale per il periodo che termina nel 2010. Come indicato dalla Commissione nella comunicazione sulla valutazione intermedia della strategia di Lisbona, la visione che ci unisce, ribadita nella costituzione, consiste nel garantire “lo sviluppo sostenibile dell’Europa basato su crescita economica equilibrata e prezzi stabili, un’economia di mercato altamente competitiva, con l’obiettivo della piena occupazione e del progresso sociale nonché di un elevato livello di tutela e miglioramento della qualità dell’ambiente".

La Commissione s' impegna a favore dell’ammodernamento e dello sviluppo del modello sociale europeo nonché della promozione della coesione sociale, come parte integrante della strategia di Lisbona[1] e della strategia dello sviluppo sostenibile[2]. L’Agenda identifica le priorità sulle quali sarà fondata l'attività dell'Unione europea in tale settore.

La revisione dell’Agenda sociale completa e sostiene la valutazione intermedia della strategia di Lisbona, che si è concentrata sulla crescita e sui posti di lavoro. L’Agenda svolge un ruolo cruciale nello sviluppo della dimensione sociale della crescita economica.

Nel periodo 2000-2004 sono già stati compiuti progressi significativi. Ora è necessario migliorare la realizzazione delle attività previste dall'Agenda sociale, basandosi su principi consolidati. I suddetti principi devono consentire di:

- creare una strategia europea integrata che garantisca un’interazione positiva delle politiche economica, sociale e dell’occupazione;

- promuovere la qualità dell’occupazione, della politica sociale e delle relazioni industriali, consentendo quindi di migliorare il capitale umano e sociale;

- adeguare i sistemi di protezione sociale alle esigenze sociali attuali, basandosi sulla solidarietà e potenziandone il ruolo di fattore produttivo;

- tenere conto del “costo dell’assenza di politica sociale".

Il valore aggiunto dell’Agenda sociale è indiscutibile. Esso consente di agevolare l’ammodernamento dei sistemi nazionali in un contesto di profondi cambiamenti economici. Sostiene inoltre il funzionamento armonioso del mercato unico garantendo il rispetto dei diritti fondamentali e dei valori comuni.

L’importanza di tale strategia è stata sottolineata nelle posizioni espresse dal Parlamento europeo negli ultimi anni sugli aspetti sociali della strategia di Lisbona.

L’Agenda comprende anche la relazione del gruppo ad alto livello sul « futuro della politica sociale » ed il recente contributo della terza relazione Kok dell’ottobre 2004 “accettare la sfida". Ne fanno parte infine i dibattiti aperti ed interattivi organizzati nell'ambito della presidenza neerlandese nel secondo semestre del 2004.

L’Agenda elabora una doppia strategia.

Innanzitutto sottolinea la sua attività volta a rafforzare la fiducia dei cittadini. La fiducia è, infatti essenziale per gestire il processo di mutazione e svolge, come fattore psicologico, un ruolo cruciale tramite l'impatto sulla crescita economica. L’Agenda descrive come l'interazione degli strumenti comunitari possa migliorare la qualità del loro funzionamento ed elenca, in tale contesto, tre condizioni essenziali del successo: l’approccio intergenerazionale, la collaborazione a favore del cambiamento e la necessità di cogliere le occasioni offerte dalla globalizzazione.

Inoltre presenta le attività principali suddividendole in due gruppi nell'ambito degli obiettivi strategici della Commissione per il periodo 2005-2009[3]: 1) l'occupazione (obiettivo prosperità) e, ad esso collegato, 2) le pari opportunità e l’inclusione (obbiettivo solidarietà). L’Agenda coniuga il consolidamento del fondamento comune europeo con la realizzazione di attività diversificate, in risposta ad esigenze specifiche. In tal modo sostiene il motto “uniti nella diversità", citato nel progetto di trattato costituzionale.

1. RAFFORZARE LA FIDUCIA – STRUMENTI E CONDIZIONI DI SUCCESSO

1.1. Rafforzare la fiducia

L’Agenda affronta l’ammodernamento del modello sociale europeo, cercando in particolare di migliorare la capacità di azione collettiva e di offrire nuove opportunità a tutti.

Le principali cause del cambiamento, vale a dire maggiore concorrenza in un contesto mondiale, sviluppo tecnologico e invecchiamento della popolazione, acquisteranno maggiore forza entro la fine del decennio attuale. Le sfide da affrontare restano quindi estremamente ampie: debole tasso di occupazione, disoccupazione, povertà, disuguaglianza e discriminazioni.

Rendendo più moderne le politiche sociali, le misure proposte intendono consentire ai cittadini di avere fiducia nelle loro capacità di gestire efficacemente tali cambiamenti.

1.2. Gli strumenti

Per attuare l’Agenda sociale l’UE dispone di una gamma di strumenti: la legislazione, il dialogo sociale, gli strumenti finanziari, in particolare il Fondo sociale europeo (FSE) ed il programma PROGRESS, il “metodo aperto di coordinamento" che sostiene l’impegno degli Stati membri ad ammodernare i loro sistemi di protezione sociale e occupazione, nonché il principio di “mainstreaming". Sarà inoltre potenziato il collegamento tra il FSE ed il quadro politico definito dall’Agenda sociale. Il FSE fornirà sostegno alle politiche degli Stati membri che attuano gli orientamenti e le raccomandazioni adottate nell’ambito della strategia europea a favore dell’occupazione, nonché gli obiettivi approvati dall’UE in materia di inclusione sociale.

Il FSE investe direttamente nell’attuazione delle politiche concordate su scala europea ed elaborate negli Stati membri. Pur rispettando la situazione peculiare di ogni paese, il FSE fornirà un concreto valore aggiunto europeo. L’investimento nella formazione del capitale umano e nella promozione di un capitale sociale in grado di creare fiducia e di favorire le cooperazioni influiscono infatti considerevolmente sulla realizzazione degli obiettivi economici, sociali e di occupazione. Essi potrebbero dunque contribuire a colmare i ritardi constatati nell’attuazione delle riforme.

Negli Stati membri e nelle regioni che saranno ammissibili per la rubrica "Convergenza" proposta, le disparità socioeconomiche sono notevoli: gli obiettivi di crescita e di coesione non possono essere raggiunti senza finanziamenti comunitari. Negli Stati membri che beneficeranno di finanziamenti nel quadro della rubrica "Competitività regionale e occupazione" proposta, il FSE svolgerà un ruolo di catalizzatore e sosterrà gli scambi di esperienze.

La complementarietà tra l’Agenda, la valutazione intermedia della strategia di Lisbona e la strategia di sviluppo sostenibile impone un’assidua interazione con altre politiche comunitarie: mercato interno, politica industriale, concorrenza e politica commerciale. Con questo approccio occorre tenere conto degli aspetti sociali e dell’occupazione di tutte le politiche comunitarie. Lo strumento di valutazione dell’impatto elaborato dalla Commissione fornisce un valido strumento metodologico. In questo modo l’Agenda sociale trae ispirazione dal trattato costituzionale, che proclama l’importanza dell’approccio integrato.

1.3. Tre condizioni di successo

L’Agenda può raggiungere i suoi obiettivi solo se tutte le componenti della popolazione europea vengono coinvolte: il cambiamento deve essere fondato su un nuovo approccio intergenerazionale. Allo stesso modo gli obiettivi relativi all'occupazione, alla solidarietà e all'inclusione sociale non possono essere distinti dall’economia globalizzata in cui agiscono la competitività e l’attrattività europee. Questa doppia apertura richiede la partecipazione forte e attiva di tutte le parti in causa.

1.3.1. Approccio intergenerazionale: occasioni per i giovani

1.3.1.1. Libro verde sulla dimensione intergenerazionale

I cambiamenti indotti dall’evoluzione demografica delle popolazioni europee, la necessità di adeguare i sistemi di protezione sociale e pensionistici a tali cambiamenti, ed infine la necessità di mettere in relazione il fenomeno con la problematica delle migrazioni, costituiscono sfide importanti.

Per tale motivo va effettuata un’analisi delle future sfide riguardanti le relazioni tra generazioni e la posizione delle famiglie. A tal fine la Commissione intende proporre un Libro verde sulla dimensione intergenerazionale nel 2005.

Libro verde sulla dimensione intergenerazionale: analizzare i cambiamenti demografici delle popolazioni europee e le loro conseguenze |

1.3.1.2. Contributo all’iniziativa europea per i giovani

L’impegno a favore dei giovani, in particolare per creare una relazione dinamica tra le generazioni, esprime la fiducia nel futuro e respinge la concezione fatalista dell’invecchiamento e lo scetticismo. L’iniziativa europea per i giovani sottolinea tale impegno.

L’impegno che le parti sociali hanno già annunciato, sotto forma di un partenariato intergenerazionale, costituirà un contributo essenziale a tale iniziativa, nonché l’integrazione della dimensione “giovani" nelle strategie di occupazione ed inclusione sociale.

Il partenariato intergenerazionale: un contributo all’iniziativa europea per i giovani |

1.3.2. Il partenariato a favore del cambiamento

La cooperazione tra le autorità pubbliche, le parti sociali e la società civile è un elemento cruciale del successo delle politiche europee. Per promuovere l’adesione alle riforme il Consiglio europeo del marzo 2004 ha invitato gli Stati membri a costituire partenariati a favore del cambiamento. È necessario anche stilarne un bilancio e valutare i progressi realizzati nella partecipazione di tutti i protagonisti all’attuazione delle politiche europee. A tal fine la Commissione proporrà:

l'organizzazione di una riunione annuale di tutte le parti in causa nell’ambito di un forum, al fine di valutare l’attuazione dell’Agenda. |

1.3.3. La dimensione estera

La relazione della Commissione mondiale sulla dimensione sociale della globalizzazione e le proposte della Commissione europea costituiscono una buona base per ottenere progressi sostanziali nel potenziamento della dimensione sociale della globalizzazione.

- L’Agenda intende sfruttare le possibilità di scambio di esperienze tra l’UE ed i suoi partner sullo stretto legame tra progresso economico e progresso sociale, tenendo conto dell’impatto del commercio estero sulla competitività: da un lato con i paesi candidati, i paesi vicini ed altri paesi terzi quali quelli industrializzati (Stati Uniti, Giappone), le economie emergenti (Cina, Brasile, India, Sudafrica) ed i paesi in via di sviluppo;

- dall’altro con le organizzazioni internazionali quali UIL, OCSE, ONU e le organizzazioni coinvolte nella governance economica (FMI, Banca mondiale, OMC), affinché sia maggiormente presa in considerazione la dimensione sociale della globalizzazione e l’aspetto sociale dello sviluppo sostenibile.

La promozione di un lavoro accettabile per tutti dovrebbe costituire un obiettivo mondiale a tutti i livelli, come richiesto dalla Commissione mondiale sulla dimensione sociale della globalizzazione. Quest’obiettivo si inserisce nel contesto della realizzazione degli obiettivi di sviluppo del millennio, degli impegni del vertice sociale mondiale di Copenaghen e della governance economica.

Inoltre la Commissione istituirà un gruppo interservizi affinché si tenga conto maggiormente della dimensione estera dell'occupazione, della politica sociale e del lavoro accettabile.

Integrare il modello sociale europeo nei dialoghi e nelle attività esterne a livello bilaterale, regionale e multilaterale Promuovere il lavoro accettabile come obiettivo mondiale a tutti i livelli |

2. I DUE ASPETTI PRIORITARI

2.1. Verso la piena occupazione: rendere l’occupazione una possibilità concreta per tutti, intensificare la qualità e la produttività del lavoro, anticipare e gestire i cambiamenti

Realizzazione della piena occupazione Ciclo rinnovato della Strategia europea a favore dell’occupazione nel 2005, nel quadro della valutazione intermedia della strategia di Lisbona. FSE al servizio della convergenza, dell’occupazione e della competitività Anticipazione e gestione positiva dei cambiamenti: approccio strategico |

Per raggiungere gli obiettivi di Lisbona relativi a crescita ed occupazione, all’Europa occorrono più lavoratori attivi che lavorino in modo più produttivo. Questo consentirà di sostenere la crescita economica a lungo termine, di lottare contro la disoccupazione e le disparità regionali, nonché di promuovere la coesione sociale. L’Europa deve quindi agire sia sulla quantità che sulla qualità dei posti di lavoro e sulla produttività del lavoro. Inoltre deve riflettere sulle modalità con cui affrontare la questione della migrazione per motivi economici.

Nell’ambito della revisione della strategia di Lisbona, la Commissione ha proposto un ciclo rinnovato, comprendente nuove linee direttrici e collegato alla razionalizzazione dei cicli di coordinamento politicoeconomico a livello europeo. Le quattro priorità proposte dalla "task force Kok" sull'occupazione nel 2003 (relazione “posti di lavoro") costituiranno il nucleo di tale ciclo, al fine di:

- migliorare l'adattabilità dei lavoratori e delle imprese;

- attirare un maggior numero di persone verso il mercato del lavoro;

- investire di più e in modo più efficace nel capitale umano;

- garantire l'attuazione effettiva delle riforme migliorando l'amministrazione.

Per migliorare la gestione della strategia europea a favore dell’occupazione, la Commissione prevede di presentare un’azione di sensibilizzazione dei protagonisti del FSE nel corso del 2006. Nel 2006/2007 la Commissione avvierà una campagna di comunicazione presso i parlamenti e le parti in causa, a tutti i livelli.

In un contesto di crescente integrazione economica e maggiore concorrenza a livello mondiale, l’UE deve essere in grado di anticipare, promuovere e gestire meglio i cambiamenti economici. Essi diventano infatti sempre più rapidi: ristrutturazioni, delocalizzazioni, outsorcing, se non addirittura la deindustrializzazione sono fenomeni la cui importanza è in notevole aumento.

L’esperienza dimostra che è sia necessario che possibile adottare un approccio attivo. Per questo motivo la Commissione elaborerà una strategia basata su quattro elementi:

- migliore interazione delle politiche europee volte ad incoraggiare e accompagnare le ristrutturazioni. La Commissione prevede di istituire un forum ad alto livello di tutte le parti interessate per progredire su tale via;

- maggiore implicazione delle parti sociali, grazie in particolare alla seconda fase di consultazione delle parti sociali sulla questione delle ristrutturazioni e sulla revisione della direttiva relativa ai comitati aziendali europei (94/45/CE);

- maggiore sinergia tra le politiche e gli strumenti finanziari di cui dispongono, in particolare il FSE;

- potenziamento del legame tra la Strategia europea a favore dell’occupazione e l’evoluzione dei quadri normativi e contrattuali: questo consentirà di rafforzare l’adattabilità della manodopera e di sostenere le politiche di formazione permanente e ammodernamento dell'organizzazione del lavoro.

Una nuova dinamica delle relazioni industriali |

Legislazione in evoluzione Ruolo centrale del dialogo sociale Promozione della responsabilità sociale delle imprese |

In un’economia dinamica nascono nuove forme di lavoro, ad esempio il lavoro economicamente dipendente ed il lavoro a durata determinata.

Tenuto conto dell’integrazione economica, il livello europeo fornirà un valore aggiunto importante rispetto a quanto è già stato avviato a livello nazionale.

La Commissione intende quindi adottare un Libro verde sull’evoluzione del diritto del lavoro, in cui analizzare le tendenze attuali nelle nuove forme di lavoro ed il ruolo del diritto del lavoro nell’affrontare i nuovi eventi, fornendo un contesto più sicuro, che promuova transizioni efficaci sul mercato del lavoro. Il dibattito che ne scaturirà potrà sfociare nella proposta di una serie di azioni di ammodernamento e semplificazione delle regole attuali.

Nel 2005 la Commissione proporrà un’iniziativa relativa alla tutela dei dati personali dei lavoratori. Per migliorare la regolamentazione, come indicato nella valutazione intermedia di Lisbona, la Commissione proporrà un aggiornamento delle direttive 2001/23/CE (trasferimenti di imprese) e 98/59/CE (licenziamenti collettivi), nonché la codifica delle varie disposizioni relative all’informazione e alla consultazione dei lavoratori.

Per quanto riguarda la salute e la sicurezza sul luogo di lavoro la Commissione proporrà una nuova strategia per il periodo 2007-2012. La prevenzione ha dimostrato la sua efficacia: meno incidenti sul lavoro e meno malattie professionali consentono di aumentare la produttività, contenere i costi, aumentare la qualità del lavoro e dunque valorizzare il capitale umano dell'Europa. La nuova strategia dovrebbe concentrarsi sui rischi nuovi ed emergenti e mantenere livelli minimi di protezione per i luoghi di lavoro e per i lavoratori non protetti adeguatamente. La valutazione del programma attuale dovrebbe aiutare a definire tali nuove situazioni. Particolare attenzione va dedicata anche alla qualità dei servizi di prevenzione, alla formazione nel settore della salute e della sicurezza, nonché ad altri strumenti atti a garantire una migliore applicazione delle norme di salute e sicurezza.

Poiché la qualità dell’attuazione è essenziale, la Commissione continua a monitorare il recepimento e l'attuazione della legislazione. Affinché l’attuazione sia efficace, tutte le parti in causa devono essere in grado di assumere le loro responsabilità. Il FSE svolgerà un ruolo cruciale per potenziare la capacità delle amministrazioni e delle parti sociali.

La Commissione continuerà ad incoraggiare le parti sociali a contribuire a fondo alla valutazione intermedia della strategia di Lisbona, anche stipulando accordi, a tutti i livelli.

Pur rispettando l’autonomia delle parti sociali la Commissione continuerà a promuovere il dialogo sociale europeo interprofessionale e settoriale, in particolare rafforzando il suo sostegno logistico e tecnico e tramite consultazioni sulla base dell'articolo 138 del trattato CE.

La Commissione continuerà a promuovere la responsabilità sociale delle imprese. Per contribuire all’efficacia e alla credibilità di tali prassi la Commissione, in collaborazione con gli Stati membri e le parti in causa, presenterà iniziative volte a promuovere ulteriormente lo sviluppo e la trasparenza della responsabilità sociale delle imprese.

Verso un mercato europeo del lavoro Un contesto europeo facoltativo per la negoziazione collettiva transnazionale 2006, anno europeo della mobilità dei lavoratori |

Creare un vero mercato europeo del lavoro e consentirgli di funzionare in modo efficace presuppone, da un lato, l’eliminazione degli ostacoli diretti e indiretti attuali e, dall’altro, l’elaborazione di politiche in grado di creare condizioni tali da permettere alle parti in causa di trarre il massimo vantaggio dallo spazio europeo. Come annunciato nella valutazione intermedia della strategia di Lisbona, la Commissione presenterà proposte atte ad eliminare gli ostacoli alla mobilità della manodopera, in particolare quelli derivanti da sistemi pensionistici.

Nell’UE, grazie ad una cooperazione più intensa tra i protagonisti economici, si può riuscire a sfruttare un potenziale importante ed ottenere maggiore qualità e produttività.

Offrendo un quadro facoltativo per la negoziazione collettiva transnazionale, sia a livello aziendale che settoriale, si fornirà sostegno alle aziende e ai settori che devono affrontare sfide concernenti l’organizzazione del lavoro, l’occupazione, le condizioni lavorative, la formazione. Alle parti sociali tale quadro fornirà una base sulla quale incrementare le loro capacità di agire a livello transnazionale. Il quadro costituirà uno strumento innovativo che consente di adattarsi all'evoluzione della situazione e di trovare risposte transnazionali con un ottimo rapporto costi-benefici. Si tratta di un approccio fermamente ancorato nel partenariato a favore del cambiamento promosso dalla strategia di Lisbona.

La Commissione prevede di adottare una proposta con l’obiettivo di mettere a disposizione delle parti sociali uno strumento di formalizzazione dello svolgimento e dei risultati della negoziazione collettiva transnazionale. Si tratta di uno strumento essenziale, il cui utilizzo resterà tuttavia facoltativo e dipenderà interamente dalla volontà delle parti sociali.

La libera circolazione delle persone è una delle libertà fondamentali, necessaria per l’adeguamento economico. La mobilità potrebbe essere rafforzata potenziando la rete di servizi europei a favore dell’occupazione. In tale contesto si presentano tuttavia diverse questioni specifiche: il periodo transitorio (nei confronti dei lavoratori dei nuovi Stati membri), il rafforzamento e la semplificazione delle normative sul coordinamento dei regimi di sicurezza sociale.

Nel 2005 la Commissione istituirà un gruppo ad alto livello con rappresentanti di tutti gli Stati membri per valutare l’impatto dell’ampliamento sulla mobilità, nonché il funzionamento dei periodi transitori concordati nel quadro dell’ultimo ampliamento. Tale valutazione potrà costituire un contributo alla relazione che la Commissione dovrà presentare al Consiglio all’inizio del 2006 in vista delle decisioni da adottare in merito ai periodi transitori.

La Commissione effettuerà anche studi volti a monitorare in modo permanente i movimenti migratori successivi all’ampliamento e in vista di ampliamenti futuri.

Infine l'attività di ammodernamento e adeguamento dell'acquis comunitario continuerà grazie alla modifica dei regolamenti relativi al coordinamento dei regimi di sicurezza sociale (regolamento (CEE) n. 1408/71, regolamento (CE) n. 883/04 e regolamento (CEE) n. 574/72).

2.2. Una società più solidale: pari opportunità per tutti

Ammodernare la protezione sociale: un elemento chiave della valutazione a medio termine di Lisbona Avviare il metodo aperto di coordinamento per il settore sanitario e dei trattamenti a lunga durata |

Tutti gli Stati membri hanno avviato riforme di lunga durata dei loro sistemi di protezione sociale. Il metodo aperto di coordinamento offre obiettivi comuni, ma lascia ad ogni Stato membro la libera scelta delle vie e degli strumenti di realizzazione. Il Fondo sociale europeo contribuisce invece in loco ad attuare le politiche a favore dell’inclusione.

Applicato inizialmente alla lotta contro l’esclusione e la povertà (dal 2000), poi alle pensioni (dal 2002), questo metodo è stato ampiamente convalidato dai vari partecipanti (governi nazionali, parti sociali, società civile, protagonisti a livello territoriale e locale), che hanno richiesto inoltre l’avvio, a partire dal 2006, di un processo analogo per i settori sanitario e dei trattamenti a lunga durata, al fine di strutturare le riforme sui tre orientamenti comuni di accessibilità universale, qualità e sostenibilità finanziaria. La qualità dell’attuazione necessita di un ulteriore potenziamento al fine di incrementare l'efficacia delle riforme nazionali. La Commissione proporrà di razionalizzare e semplificare l’attuazione del metodo aperto di coordinamento. La razionalizzazione consisterà nell’elaborare un elenco unico di obiettivi comuni ai tre settori – inclusione, pensioni, salute – includendo obiettivi orizzontali quali le pari opportunità e l’accesso al mercato del lavoro.

Lotta alla povertà e promozione dell’inclusione sociale Iniziativa comunitaria sui dispositivi di reddito minimo e l’integrazione degli esclusi dal mercato del lavoro 2010, anno europeo della lotta all’esclusione e alla povertà |

All’inizio del decennio moltissimi cittadini dell’UE ampliata erano confrontati al rischio di povertà e di povertà persistente (15% e 9% del totale). L’assenza di opportunità concrete impedisce la piena partecipazione alla vita sociale. Inoltre la trasmissione della povertà di generazione in generazione condanna i più vulnerabili all’esclusione perenne. Socialmente ed economicamente questa situazione è insostenibile e conferma che le problematiche da affrontare restano serie, benché siano state attuate dappertutto strategie globali, che tengono conto dei molteplici aspetti della povertà.

Nell’ambito della nuova Agenda sociale la Commissione si ricollega al dibattito sui dispositivi nazionali di reddito minimo, che si era impegnata ad avviare nella precedente Agenda sociale. Incoraggiati dal metodo aperto di coordinamento, gli Stati membri hanno già cercato di rendere più efficaci i sistemi nazionali di reddito minimo. Si constata tuttavia che molti cittadini continuano a trovarsi in situazioni di estrema difficoltà e non accedono né ad un posto di lavoro, né al reddito minimo nazionale.

Dal 2005 la Commissione avvierà una consultazione sui motivi dell’inefficacia dei dispositivi attuali. Si rivolgerà innanzitutto alle parti sociali, direttamente interessate all’attuazione delle misure di inclusione nel mercato del lavoro, che potrebbero aprire la strada a misure concrete atte a fornire vere opportunità.

La Commissione proporrà altresì, per il 2010, un anno europeo sulla lotta alla povertà e all’esclusione sociale. Quest’iniziativa dovrebbe accertare i progressi compiuti nell’ultimo decennio per sottolineare la particolare vulnerabilità delle popolazioni più sensibili.

Promozione della diversità e non discriminazione Approccio strategico alla lotta contro la discriminazione (2005) 2007, anno europeo delle pari opportunità Una nuova fase di promozione della parità tra uomini e donne: l’Istituto europeo del genere |

L’UE ha svolto un ruolo trainante nell’attuazione del principio della parità di trattamento. In tal modo è stata un precursore nel settore della parità tra uomini e donne e ha contribuito ai progressi negli Stati membri. La lotta alla discriminazione si fonda su una base di diritti e privilegia la sinergia tra tutti gli strumenti europei.

Come seguito al Libro verde “Parità e non discriminazione nell’UE ampliata" del 2004, per il quale sono stati ricevuti oltre 1500 contributi, la Commissione nel 2005 presenterà una comunicazione nella quale sarà formulata la strategia politica e sarà illustrato il quadro politico per nuovi provvedimenti, inclusa la fattibilità e la pertinenza di iniziative volte a completare il quadro giuridico esistente dell'UE. La comunicazione affronterà anche la questione delle minoranze, in particolare dei Rom.

Nel 2007 la Commissione intende organizzare un anno europeo sulle pari opportunità. Quest’iniziativa consentirà di sottolineare l’importanza di tale tematica, di rendere più visibili i risultati raggiunti e, infine, di illustrare i vantaggi della diversità per l’economia e la società europee.

L’UE può contare su una lunga tradizione di attività decisa nel settore della parità tra uomini e donne. Nonostante i progressi compiuti, sussistono gravi problemi quali il divario salariale, l’accesso delle donne al mercato del lavoro, la formazione, la carriera, la riconciliazione tra vita lavorativa e familiare o la partecipazione al processo decisionale. Al termine dell’attuale strategia quadro 2000-2005 la Commissione elaborerà una comunicazione sugli sviluppi politici futuri, proponendo azioni volte ad affrontare tali punti critici. La Commissione presenterà anche la sua relazione annuale al vertice di primavera.

Il Consiglio europeo del giugno 2004 ha richiesto l'istituzione di un Istituto europeo del genere; fra breve la Commissione presenterà una proposta in merito. Tale istituto dovrebbe fungere da punto di raccolta d’informazione e scambio di buone prassi. L'istituto, inoltre, avrebbe il compito di assistere la Commissione e gli Stati membri nell’attuazione degli obiettivi comunitari di promozione della parità tra uomini e donne e nella loro integrazione nelle politiche comunitarie.

Infine, nel settore delle pari opportunità per i portatori di handicap, la Commissione presenterà nuove edizioni del Piano d’azione e pubblicherà ogni due anni, in occasione della giornata europea dei portatori di handicap, una relazione sulla situazione di queste persone.

I servizi sociali di interesse generale Verso un chiarimento del ruolo e delle caratteristiche dei servizi sociali di interesse generale (SSIG) |

Come annunciato nel Libro bianco del 2004 sui servizi sociali di interesse generale, la Commissione nel 2005 presenterà una comunicazione volta a chiarire il contesto in cui funzionano i SSIG e in cui possono essere ammodernati. La comunicazione elaborerà un inventario delle politiche comunitarie aventi un legame con la fornitura dei SSIG. Essa descriverà anche l’organizzazione ed il funzionamento di tali servizi, in modo da contribuire a renderli più moderni e di qualità migliore a seconda dei vari settori.

Per quanto riguarda gli aiuti pubblici, la Commissione adotterà, sempre nel 2005, una decisione basata sull’articolo 86, paragrafo 3 del trattato ed una regolamentazione comunitaria relativa alle modalità di finanziamento dei servizi di interesse economico generale (SIEG). Questi testi preciseranno le condizioni che gli aiuti pubblici concessi ai SIEG devono rispettare per essere compatibili con le norme comunitarie. Alla luce delle consultazioni in corso, la Commissione intende concedere anche un’esenzione di notifica per la retribuzione di servizi pubblici di costo limitato e condizioni particolari per gli ospedali e le associazioni di abitazioni popolari. La maggior parte dei servizi sociali che costituiscono SIEG dovrebbe quindi beneficiare dell’applicazione di tale decisione.

[1] COM (2005) 24.

[2] COM (2005) 37.

[3] COM (2005) 12.

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