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Relazione della Commissione - Valutazione intermedia del programma GIOVENTÙ 2000-2006 (per il periodo 2000-2003)

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52004DC0158

Relazione della Commissione - Valutazione intermedia del programma GIOVENTÙ 2000-2006 (per il periodo 2000-2003) /* COM/2004/0158 def. */


RELAZIONE DELLA COMMISSIONE - Valutazione intermedia del programma GIOVENTÙ 2000-2006 (per il periodo 2000-2003)

INDICE

1. Introduzione

1.1. Giustificazione della valutazione

1.2. Finalità della relazione

1.3. Metodologia

1.3.1. Le fonti d'informazione

1.3.2. Aspetti fondamentali della valutazione

2. Quadro e contesto generale del programma

2.1. Antecedenti

2.2. Obiettivi

2.3. Sviluppi nel settore dei giovani a partire dal 2000

3. Attuazione del programma GIOVENTÙ

3.1. Considerazioni generali sul programma GIOVENTÙ

3.1.1. Obiettivi generali e specifici

3.1.2. Obiettivi operativi

3.2. Coerenza della programmazione con il contesto generale

3.2.1. Pertinenza degli obiettivi rispetto alla problematica

3.2.2. Conclusioni

3.3. Aspetti operativi del programma GIOVENTÙ

3.3.1. Elementi descrittivi

3.3.2. Sintesi delle esperienze positive e delle difficoltà

3.3.3. Apprezzamento degli aspetti operativi

3.3.4. Conclusioni

3.4. Azione 1 - Gioventù per l'Europa

3.4.1. Quadro d'intervento

3.4.2. Attuazione dell'azione

3.4.3. Analisi dell'efficacia e dell'efficienza dell'azione

3.4.4. Conclusioni sull'azione

3.5. Azione 2 - Servizio volontario europeo

3.5.1. Quadro d'intervento

3.5.2. Attuazione dell'azione

3.5.3. Analisi dell'efficacia e dell'efficienza dell'azione

3.5.4.Conclusioni sull'azione 2

3.6. Azione 3 - Iniziative per i giovani

3.6.1. Quadro d'intervento

3.6.2. Attuazione dell'azione

3.6.3. Analisi dell'efficacia e dell'efficienza dell'azione

3.6.4. Conclusioni sull'azione 3

3.7. Azione 4 - Azioni congiunte

3.7.1. Quadro d'intervento

3.7.2. Attuazione dell'azione

3.7.3. Analisi dell'efficacia e dell'efficienza dell'azione

3.7.4. Conclusioni sull'azione 4 - Misure d'accompagnamento

3.8. Azione 5

3.8.1. Quadro d'intervento

3.8.2. Attuazione dell'azione

3.8.3. Analisi dell'efficacia e dell'efficienza dell'azione

3.8.4. Conclusioni sull'azione 5

3.9. Azioni con i paesi terzi

3.9.1. Quadro d'intervento

3.9.2. Attuazione delle azioni

3.9.3. Analisi dell'efficacia e dell'efficienza dell'azione

3.9.4. Conclusioni sulle azioni con i paesi terzi

4. Valutazione complessiva del programma

5. Raccomandazioni

5.1. Raccomandazioni per azione

5.1.1. Raccomandazioni trasversali alle diverse azioni

5.1.2. Raccomandazioni riguardanti l'azione 1

5.1.3. Raccomandazioni riguardanti l'azione 2

5.1.4. Raccomandazioni riguardanti l'azione 3

5.1.5. Raccomandazioni riguardanti l'azione 4

5.1.6. Raccomandazioni riguardanti l'azione 5

5.1.7. Raccomandazioni riguardanti il partenariato fra il Consiglio d'Europa

e la Commissione sulla formazione europea degli animatori giovanili

5.1.8. Raccomandazioni riguardanti le azioni con i paesi terzi

5.2. Sintesi delle raccomandazioni

6. CONCLUSIONE

ALLEGATO 1

ALLEGATO 2

ALLEGATO 3

1. Introduzione

1.1. Giustificazione della valutazione

La presente relazione risponde all'obbligo di monitoraggio e di valutazione del programma GIOVENTÙ, previsto dall'articolo 13 della decisione n. 1031/2000/CE [1]. Con il consenso degli Stati membri, tale esercizio è stato anticipato di un anno, affinché la Commissione possa tenere conto delle conclusioni e delle raccomandazioni che ne derivano nel momento in cui essa si appresta a presentare un progetto di base giuridica per la futura generazione di programmi destinati ai giovani.

[1] GU L 117 del 18.5.2000, pag. 1.

Per garantire una valutazione il più possibile completa, la presente relazione fa una sintesi degli studi d'impatto presentati dagli Stati membri e dai paesi partecipanti al programma, riassume le valutazioni esterne realizzate e integra i risultati dei seminari e dei gruppi di lavoro tematici organizzati dalla Commissione per presentare un bilancio intermedio complessivo del programma.

1.2. Finalità della relazione

I risultati della presente relazione consentiranno di apportare le dovute modifiche al programma GIOVENTÙ in corso e fungeranno da riferimento per la preparazione del prossimo programma a favore dei giovani.

1.3. Metodologia

1.3.1. Le fonti d'informazione

La presente relazione attinge a diverse fonti d'informazione, illustrate di seguito, ed è stata realizzata dai servizi della Commissione sulla base dei vari contributi presentati negli ultimi dieci mesi. È stata elaborata secondo i principi di una metavalutazione.

Gli studi d'impatto (cfr. allegato 1) presentati dagli Stati membri e dai paesi che partecipano al programma sono stati condotti in base agli orientamenti metodologici indicati dalla Commissione (cfr. allegato 2). Gli studi, di competenza delle autorità nazionali, sono stati elaborati da esperti esterni, con il sostegno delle agenzie nazionali.

Essi sono accompagnati da una serie di lavori specifici che consentono di stilare un bilancio del programma il più completo possibile e presentare raccomandazioni operative.

Le fonti d'informazione sono le seguenti:

- in primo luogo, le relazioni, elaborate dagli Stati membri e dai paesi che partecipano al programma, sull'impatto delle azioni 1, 2, 3 e 5 del programma GIOVENTÙ;

- valutazione del dispositivo delle agenzie nazionali nel 2002:

analisi dell'attuazione delle disposizioni relative alle responsabilità degli Stati membri e della Commissione in merito alle agenzie nazionali dei programmi Socrates, Leonardo e Gioventù;

- seminario sulla valutazione delle procedure del programma GIOVENTÙ, tenutosi in marzo 2003:

il seminario, a cui hanno partecipato i rappresentanti di un campione di organizzazioni beneficiarie (46 provenienti da 21 paesi partecipanti al programma) ed esperti esterni, ha dibattuto e valutato le procedure attuali e gli strumenti del programma;

- riunione di esperti sull'azione 3 febbraio 2003:

hanno preso parte esperti nazionali e agenzie nazionali per valutare l'efficacia della nuova azione 3 del programma (progetti di iniziative);

- gruppo intercomitati dell'azione 4, luglio 2003:

il gruppo ha fatto il punto della valutazione di suddetta azione, che consente di intraprendere azioni congiunte con i programmi Socrates e Leonardo;

- gruppo di lavoro sull'azione 5, maggio 2003:

l'azione 5 riprende le misure di sostegno e, data la sua varietà, meritava un'analisi particolare;

il seminario sulla valutazione dell'azione 5 ha riunito 20 esperti esterni (tra i quali animatori giovanili, rappresentanti di ONG e di organizzazioni beneficiarie di progetti di grande portata), i quali, insieme ai rappresentanti della Commissione, delle agenzie nazionali, di SALTO e dell'ufficio d'assistenza tecnica, hanno valutato l'attuale azione 5, elaborando proposte sul suo sviluppo a breve e medio termine e circa il ruolo che potrebbe svolgere nel prossimo programma GIOVENTÙ;

- valutazione paesi terzi:

da giugno a settembre 2001 è stata condotta una valutazione esterna del programma Euromed Gioventù; la cooperazione con paesi terzi (diversi da quelli partecipanti a Euromed) è stata l'oggetto di una valutazione esterna effettuata tra marzo e settembre 2003, e un seminario di valutazione si è tenuto in febbraio 2003 con i beneficiari e le agenzie nazionali;

- valutazione esterna del partenariato tra il Consiglio d'Europa e la Commissione sulla formazione europea degli animatori giovanili.

1.3.2. Aspetti fondamentali della valutazione

La valutazione del programma è stata incentrata principalmente sui seguenti aspetti:

- la pertinenza interna ed esterna del programma;

- l'impatto del programma sui beneficiari diretti;

- l'impatto sui sistemi (amministrazioni nazionali, legislazioni e politiche);

- i meccanismi operativi;

- le realizzazioni ottenute per ogni azione.

2. Quadro e contesto generale del programma

2.1. Antecedenti

Il programma d'azione comunitario GIOVENTÙ è stato istituito dalla decisione n. 1031/2000/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 13 aprile 2000.

Tale programma riprende le attività definite fin dal 1988 dalle tre generazioni del programma "Gioventù per l'Europa" e si rifà al programma "Servizio volontario europeo per i giovani", attuato a partire dal 1998.

Verso la fine degli anni 80, lo sviluppo, a livello comunitario, delle prime attività a favore dei giovani verte sullo "scambio di giovani", destinato a sensibilizzare questi ultimi alle realtà europee mediante un approccio pedagogico non formale.

Tra gli elementi che costituiscono il plusvalore del programma "Gioventù per l'Europa" fin dal suo lancio nel 1988, vi è soprattutto il contributo, da una parte, alla realizzazione delle politiche volte a sopprimere gli ostacoli alla libera circolazione delle persone e, dall'altra, alla promozione dell'Europa dei cittadini. Tali iniziative coincidono con il nuovo slancio impresso all'integrazione europea dall'adozione dell'Atto unico, dal compimento del mercato unico e dal desiderio di creare una vera e propria coscienza europea.

Verso la metà degli anni 90 si assiste a un cambiamento qualitativo del programma, con l'introduzione del servizio volontario, che diviene, nel 1998, il servizio volontario europeo. Questa nuova iniziativa consente ai giovani di acquisire competenze in un ambito europeo, in un ambiente non formale e di apportare, con la loro partecipazione, un contributo diretto alla società.

L'introduzione del servizio volontario europeo si ripercuote inoltre direttamente sui sistemi che operano a sostegno delle attività destinate ai giovani, da un lato, sul collegamento in rete, a livello europeo, delle ONG che accolgono i giovani volontari, dall'altro, sugli Stati membri che si adattano all'introduzione di questa nuova azione.

Tale iniziativa compare in un momento in cui l'Europa, per far fronte alla disoccupazione, lancia la strategia per l'occupazione, nella quale l'istruzione e la formazione permanenti svolgono un ruolo fondamentale. È anche il momento in cui vari Stati membri avviano una riflessione sul volontariato, mentre il servizio militare obbligatorio lascia via via il posto alla professionalizzazione delle forze armate.

Un altro cambiamento significativo sopraggiunge negli anni 90, con l'apertura progressiva del programma ai paesi non appartenenti all'UE, in particolare i paesi candidati, i paesi dell'EFTA, ma anche i paesi del bacino mediterraneo. Ancora una volta, il programma si sviluppa in coerenza con i grandi mutamenti della politica internazionale.

La cooperazione con paesi terzi nel settore della gioventù, condotta a titolo dei programmi GIOVENTÙ e Euromed Gioventù, si realizza in continuità con le azioni/programmi comunitari precedenti, istituiti a partire dal 1992. Dapprima circoscritta ai paesi dell'Europa centrale e orientale, alla CSI, ai paesi del Magreb e all'America latina, la cooperazione è stata estesa nel 1995 ai 12 paesi partner del bacino meridionale del Mediterraneo, a taluni paesi dell'Europa sudorientale e all'Africa, a titolo sperimentale. Nel 1999 è stato lanciato un programma appositamente concepito per i paesi partner mediterranei e cofinanziato in modo sostanziale a titolo della linea di bilancio MEDA.

Come si può osservare, a partire dal 1988 le iniziative comunitarie nel settore della gioventù si sono sviluppate in linea con l'integrazione europea.

2.2. Obiettivi

Il programma GIOVENTÙ, attuato nel quadro della decisione n. 1031/2000/CE, riprende gli obiettivi dei due programmi precedenti, Gioventù per l'Europa e Servizio volontario europeo, dando loro continuità. Esso presenta quattro grandi obiettivi a sostegno delle attività d'istruzione non formale.

Per realizzare tali obiettivi, il programma, aperto ai paesi candidati e ai paesi dell'EFTA membri del SEE, dispone di una dotazione finanziaria di 520 milioni di euro per il periodo 2000-2006.

2.3. Sviluppi nel settore dei giovani a partire dal 2000

È con l'adozione, nel 2001, del Libro bianco della Commissione Un nuovo impulso per la gioventù europea che la cooperazione nel settore dei giovani prende veramente slancio. Il Libro bianco è frutto di un'ampia consultazione, a livello europeo e nazionale, dei governi, delle autorità pubbliche, dei ricercatori, degli operatori del mondo giovanile e degli stessi giovani, consultazione che ha inoltre consentito di organizzare la cooperazione nel settore in questione.

Tale processo ha indotto il Consiglio ad adottare, nel maggio 2002, il quadro di cooperazione europea in materia di gioventù, che definisce in particolare le priorità specifiche (partecipazione, informazione, volontariato, migliore conoscenza dei giovani), per le quali gli Stati membri hanno deciso di sviluppare un metodo aperto di coordinamento.

I risultati dei lavori svolti a favore della cooperazione europea nel settore dei giovani contribuiscono a strutturare tale settore e, di conseguenza, influiscono in modo sempre più diretto sullo strumento finanziario.

L'attuazione del metodo aperto di coordinamento è sfociata, nel novembre 2003, nell'adozione da parte del Consiglio [2] degli obiettivi comuni relativi alla partecipazione e all'informazione, che si presentano come descritto di seguito:

[2] GU C 295 del 5.12.2003, pag. 6.

Obiettivi comuni per la partecipazione

- Partecipazione dei giovani alla vita civile

- Maggior partecipazione dei giovani al sistema della democrazia rappresentativa

- Supporto alle diverse forme di apprendimento della partecipazione

Obiettivi comuni per l'informazione

- Accesso dei giovani ai servizi d'informazione

- Informazione di qualità

- Partecipazione dei giovani all'elaborazione e alla diffusione delle informazioni

3. Attuazione del programma GIOVENTÙ

3.1. Considerazioni generali sul programma GIOVENTÙ

3.1.1. Obiettivi generali e specifici

Gli obiettivi generali del programma derivano dalla base giuridica sulla quale poggia il programma, ovvero l'articolo 149 del trattato relativo all'educazione, alla formazione professionale e alla gioventù, in particolare il paragrafo 2, il quale prevede che l'azione comunitaria sia intesa a "favorire la mobilità degli studenti e degli insegnanti".

Gli obiettivi specifici del programma, che figurano nella decisione n. 1031/2000/CE, sono quattro:

a) promuovere il contributo attivo dei giovani alla costruzione europea attraverso la loro partecipazione a scambi transnazionali, all'interno della Comunità o con paesi terzi, per favorire la comprensione della diversità culturale europea e i valori fondamentali comuni, sostenendo in tal modo il rispetto dei diritti umani e la lotta contro il razzismo, l'antisemitismo e la xenofobia;

b) rafforzare il loro senso di solidarietà, intensificando la partecipazione dei giovani ad attività transnazionali al servizio della Comunità, all'interno della collettività o con paesi terzi, in particolare quelli con i quali la Comunità ha concluso accordi di cooperazione;

c) incoraggiare lo spirito d'iniziativa e imprenditoriale, nonché la creatività dei giovani, per consentire loro di integrarsi attivamente nella società, favorendo il riconoscimento del valore di un'esperienza educativa informale acquisita in un contesto europeo;

d) rafforzare la cooperazione nel settore della gioventù favorendo lo scambio di buone prassi, la formazione degli operatori/responsabili nel settore "gioventù" e l'attuazione di azioni innovative a livello comunitario.

3.1.2. Obiettivi operativi

Per consentire l'attuazione degli obiettivi specifici, il programma è suddiviso in cinque azioni diverse:

- Azione 1 - Gioventù per l'Europa

- 1.1 - scambi intracomunitari di giovani

- 1.2 - scambi di giovani con paesi terzi

- Azione 2 - Servizio volontario europeo

- 2.1 - servizio volontario europeo intracomunitario

- 2.2 - servizio volontario europeo con paesi terzi

- Azione 3 - Iniziative per i giovani

- Azione 4 - Azioni congiunte

- Azione 5 - Misure di accompagnamento

- 5.1 - formazione e cooperazione degli attori delle politiche della gioventù

- 5.2 - informazione per i giovani e studi sulla gioventù

- 5.3 - informazione e visibilità delle azioni

- 5.4 - misure di sostegno

Nell'ambito del programma, gli obiettivi operativi sono precisati dalla descrizione delle misure necessarie all'attuazione degli obiettivi specifici e riprese nella decisione n. 1031/2000/CE come si indica di seguito:

- sostegno alla mobilità transnazionale dei giovani;

- sostegno all'utilizzo di tecnologie dell'informazione e della comunicazione (TIC) nel settore della gioventù;

- sostegno allo sviluppo di reti di cooperazione a livello europeo che permettano uno scambio reciproco di esperienze e di buone prassi;

- sostegno a progetti transnazionali che mirino a promuovere la cittadinanza dell'Unione e l'impegno dei giovani a favore dello sviluppo dell'Unione europea;

- promozione delle competenze linguistiche e della comprensione delle varie culture;

- sostegno a progetti pilota basati su partenariati transnazionali intesi allo sviluppo dell'innovazione e della qualità nel settore gioventù;

- sviluppo a livello europeo di metodi di analisi e seguito delle politiche della gioventù e della loro evoluzione (ad esempio, banche dati, cifre chiave, reciproca conoscenza dei "sistemi") e di metodi di diffusione delle buone prassi;

3.2. Coerenza della programmazione con il contesto generale

3.2.1. Pertinenza degli obiettivi rispetto alla problematica

Per quanto concerne la coerenza interna del programma, si può constatare che i vari tipi di obiettivi - generali, specifici e operativi - si articolano in modo armonico, ad eccezione di due obiettivi operativi: "sostegno all'utilizzo di tecnologie dell'informazione e della comunicazione nel settore gioventù" e "promozione delle conoscenze linguistiche e della comprensione delle diverse culture", che sono più attinenti agli obiettivi specifici, piuttosto che a quelli operativi.

Per quanto riguarda la coerenza del programma con il contesto generale, si osserva una coerenza parziale con la realtà attuale, in particolare da quando è stato istituito il quadro di cooperazione europea in materia di gioventù. Infatti, fin dalla prima generazione, il programma GIOVENTÙ ha avuto uno sviluppo graduale, per rispondere a bisogni che via via emergevano. L'adozione del quadro di cooperazione europea in materia di gioventù fornisce una struttura e un'autonomia proprie alla dimensione gioventù. Gli obiettivi generali di questo nuovo quadro dovrebbero pertanto prevalere sul programma, che dovrebbe tenere conto in special modo delle nuove priorità, quali la partecipazione, l'informazione e la migliore conoscenza dei giovani, così come di tutti gli elementi innovativi relativi al volontariato, apparsi con l'adozione del progetto di trattato costituzionale.

Il programma presenta in generale una buona coerenza interna. Nonostante ciò, per quanto riguarda la coerenza con il contesto generale, non è più completamente adeguato alla realtà attuale. Ciò non significa che il programma sia incoerente con il suo contesto, semplicemente non tiene conto dei nuovi elementi introdotti dalla cooperazione nel settore della gioventù.

3.2.2. Conclusioni

Dato che gli obiettivi del programma sono stati fissati dal legislatore nella decisione, è in tale ambito che occorre ricercare i margini di flessibilità che consentano di adeguare il programma ai cambiamenti del contesto. Il prossimo programma potrà tenere conto più facilmente del quadro di cooperazione nel settore della gioventù. La nuova base giuridica dovrebbe essere inoltre sufficientemente flessibile da potersi adattare in modo graduale agli sviluppi futuri della cooperazione nel settore della gioventù.

3.3. Aspetti operativi del programma GIOVENTÙ

3.3.1. Elementi descrittivi

La gestione del programma GIOVENTÙ, in gran parte affidata alle agenzie nazionali, avviene secondo procedure amministrative standard, rispettate, in linea di massima, dalle agenzie nazionali di tutti i paesi partecipanti. Nell'ambito della valutazione intermedia del programma, è stato inviato un questionario a tutte le organizzazioni beneficiarie, tramite le agenzie nazionali. Con tale questionario s'intendeva chiedere ai beneficiari di misurare la trasparenza delle procedure e degli strumenti attualmente impiegati nell'amministrazione generale del programma, per valutarne il grado d'efficacia nel dare accesso al programma. Le domande vertevano essenzialmente sull'accesso al programma, sulle procedure relative alla candidatura, all'adozione di decisioni e alla presentazione delle relazioni, nonché sulle norme in materia di concessione dei finanziamenti.

3.3.2. Sintesi delle esperienze positive e delle difficoltà

Di seguito si elencano alcune osservazioni emerse dal processo di consultazione.

Immagine del programma (informazione e pubblicità): la qualità delle informazioni sul programma GIOVENTÙ è nettamente migliorata grazie alla documentazione, alle manifestazioni nazionali e regionali e a Internet. Negli ultimi anni le informazioni sono state rese più consone a un pubblico di giovani. Pur tuttavia, la guida dell'utente non è chiara e, invece di essere modificata a cadenza annuale, dovrebbe essere rielaborata in modo da renderla più piacevole dal punto di vista stilistico e formale.

L'assenza di visibilità si manifesta soprattutto a livello politico.

Accesso al programma: per la maggior parte delle organizzazioni, l'agenzia nazionale è di facile accesso, sebbene la distanza geografica ostacoli l'accesso al programma per le piccole organizzazioni locali, in particolare se si trovano in zone rurali o zone urbane decentrate. Nonostante ciò, le agenzie nazionali dotate di una rete di punti d'informazione locali e/o regionali sono più accessibili e forniscono un maggior sostegno.

Coerenza dell'attuazione del programma: le agenzie nazionali riservano un trattamento equo alle candidature e vi è soddisfazione per le percentuali di progetti approvati. Pur tuttavia, un'innegabile fonte di difficoltà per le organizzazioni partner candidate è costituita dalle decisioni divergenti adottate dalle agenzie nazionali. Questo problema sorge soprattutto nel caso di progetti che ricevono un finanziamento plurimo e in cui le varie parti del progetto sono valutate da agenzie nazionali diverse, senza che vi sia consultazione previa tra di esse. È quindi necessario rendere il sistema di selezione e di decisione più trasparente, più coerente e più convergente in tutti i paesi che prendono parte al programma.

Candidatura: il calendario attuale, che prevede una procedura in cinque fasi (tre per i progetti di cooperazione con paesi terzi), risponde alle esigenze della maggior parte dei beneficiari.

I moduli di candidatura sono concepiti per essere utilizzati da animatori giovanili con esperienza e non sono adatti a tutte le categorie di giovani. Alcune domande sono troppo specifiche per progetti che si trovano appena nella fase preparatoria.

In tale contesto, sono state discusse le procedure di candidatura per i microprogetti (progetti bilaterali/trilaterali = finanziamento plurimo) e per i macroprogetti (progetti multilaterali in cui intervengono almeno quattro organizzazioni partner = candidatura unica presentata all'agenzia nazionale del paese ospitante in generale). Ogni procedura ha i suoi sostenitori: le organizzazioni di piccole dimensioni preferiscono i microprogetti, le grandi i macroprogetti.

Alcune ONG di portata europea che operano nel settore della gioventù hanno anch'esse richiesto una semplificazione della procedura di candidatura, proponendo un sistema di candidatura per più progetti in un quadro di azioni plurime, piuttosto che un sistema di candidatura per progetti singoli di breve durata.

Nel caso di respingimento del progetto, occorrerebbe spiegarne nel dettaglio le ragioni, per favorire e incoraggiare una nuova candidatura.

Norme finanziarie: sebbene il sistema di tariffe forfettarie e importi fissi sia equo e più facile del precedente basato su percentuali, non è flessibile, il che crea problemi ai gruppi molto svantaggiati, come i giovani emarginati, i quali hanno difficoltà a trovare un cofinanziamento.

Versamento delle sovvenzioni: in linea di massima, la notifica dei progetti approvati e il versamento anticipato delle sovvenzioni (75%) ai beneficiari devono avvenire almeno un mese prima dell'inizio del progetto. Alcuni paesi che prendono parte al programma sono venuti a conoscenza in ritardo dei progetti selezionati e la Commissione non ha versato a tempo debito le sovvenzioni per progetti valutati e selezionati a livello centrale. Tali ritardi hanno causato, in alcuni casi, l'annullamento o il rinvio dei progetti stessi, o un cambiamento di partner e di partecipanti, mettendo in seria difficoltà gli organizzatori e i loro partner.

Procedura di valutazione: i beneficiari sono tenuti a presentare la relazione finale nei due mesi successivi alla fine del progetto. Le agenzie nazionali e la Commissione (nel caso di progetti centralizzati) valutano il contenuto e le realizzazioni e analizzano i rendiconti finanziari, prima di procedere al versamento del saldo della sovvenzione. I beneficiari, tuttavia, in genere non ricevono alcun riscontro. L'organizzazione di riunioni dedicate all'avanzamento dei lavori, la valutazione e la diffusione delle buone prassi sono elementi essenziali dello sviluppo del lavoro con i giovani e delle strutture ad essi destinate.

Disposizioni relative alle agenzie nazionali: l'analisi dell'attuazione delle disposizioni relative alle agenzie nazionali, che è stata condotta nel 2002 e i cui risultati sono stati approvati dal comitato del programma, rivela che i meccanismi operativi e il quadro delle responsabilità che sono state loro attribuite hanno funzionato in modo assai soddisfacente. Sebbene l'applicazione pratica sia stata più difficile in taluni casi, comunque molto limitati, l'esperienza acquisita ha certamente dimostrato che il bilancio complessivo della loro attuazione può ritenersi positivo. Ciò premesso, la versione attuale del testo resterà in vigore per tutto il periodo di validità della base giuridica del programma.

3.3.3. Apprezzamento degli aspetti operativi

Il risultato del seminario sulle procedure può essere valutato come indicato di seguito.

Immagine del programma: la guida dell'utente descrive a grandi linee gli obiettivi del programma GIOVENTÙ, i criteri di ammissibilità e la procedura di candidatura nelle lingue principali dei paesi partecipanti. La maggior parte delle agenzie nazionali produce documenti colorati e di facile lettura (generalmente, un opuscolo per azione), che si rivolgono a un pubblico giovane e forniscono quindi le informazioni pertinenti in modo semplice e comprensibile. Alcuni siti Internet sono interattivi e anch'essi adatti a un pubblico giovane. Occorrerebbe invitare tutte le agenzie nazionali a produrre documentazione e strumenti informativi che richiamino l'attenzione e che suscitino l'interesse e la motivazione dei giovani.

Pur tuttavia, gli obiettivi del programma non sono sempre trasmessi alle autorità pubbliche pertinenti, in particolare a livello regionale e locale. Inoltre, tale carenza di informazioni, ostacola, quando non impedisce del tutto, l'accesso a un cofinanziamento e a un sostegno delle autorità locali.

Le autorità nazionali, le agenzie nazionali e la Commissione possono svolgere un ruolo importante per migliorare l'immagine del programma a livello politico. Se ne potrebbe agevolare la missione promuovendo la formazione di partenariati in seno agli enti locali e tra enti locali. Anche manifestazioni quali la "Settimana europea per i giovani" possono svolgere un importante ruolo di sensibilizzazione presso il pubblico a livello nazionale e locale.

Accesso al programma: l'accessibilità del programma e la prossimità geografica dei beneficiari a livello nazionale, regionale e locale sono aspetti importanti del programma. Alcuni paesi potrebbero seguire l'esempio di quelli che hanno adottato disposizioni regionali, alcuni in via definitiva, altri a titolo sperimentale, per rendere il programma più accessibile e più alla portata dei giovani.

Coerenza dell'attuazione del programma: benché le procedure siano standardizzate, alcune agenzie nazionali devono adattarle ai bisogni nazionali e/o alle risorse disponibili. Si nota una certa mancanza di trasparenza, in particolare a livello del processo decisionale che conduce alla concessione di una sovvenzione, quando le priorità nazionali vanno ad aggiungersi o a sostituirsi alle priorità europee. Pertanto, per conservare una certa flessibilità, è importante che le agenzie nazionali garantiscano un equilibrio coerente tra le priorità europee e quelle nazionali e che intrattengano un dialogo e una consultazione permanenti con le agenzie nazionali.

Alcune agenzie nazionali sono favorevoli a mantenere un finanziamento plurimo, in quanto tale sistema le aiuta a valutare il volume di attività in base alle candidature ricevute, mentre, nel caso dei progetti multilaterali, esse non sono sempre al corrente del numero di organizzazioni partner coinvolte nei progetti realizzati in altri paesi. Malgrado ciò, la consultazione tra agenzie dovrebbe divenire obbligatoria nel caso dei progetti a finanziamento plurimo.

Finanziamento dei progetti: le candidature per progetti che prevedono varie azioni di lunga durata potrebbero tradursi in una semplificazione del processo di candidatura e di conseguenza ridurre i ritardi di pagamento. Tale sistema di candidatura consentirebbe alle organizzazioni giovanili di presentare la propria candidatura per una serie di azioni, invece di presentarne una per ogni singolo progetto. Progetti di lunga durata potrebbero sensibilizzare l'opinione pubblica al programma, stimolando la motivazione a livello locale e attirando quindi un finanziamento supplementare.

Occorre tenere conto, tuttavia, dei limiti delle organizzazioni più piccole e dei gruppi svantaggiati, per i quali i microprogetti svolgono un ruolo fondamentale.

Processo di valutazione: è fondamentale che i beneficiari ricevano una valutazione del loro progetto, non solo al momento della candidatura, ma anche dopo il loro compimento. Le agenzie nazionali e la Commissione dovrebbero favorire la condivisione delle esperienze e delle buone prassi. L'esito dei progetti deve influire sul programma e avere ripercussioni sulle strutture e sulle politiche a favore dei giovani. Occorre mettere a disposizione risorse per l'organizzazione di seminari di valutazione a livello nazionale ed europeo.

3.3.4. Conclusioni

In sintesi, si indica di seguito un elenco di raccomandazioni scaturite dalla valutazione delle procedure attuali del programma:

- aumentare la visibilità politica del programma;

- creare centri d'informazione o punti di contatto regionali e locali per abbreviare la distanza dai beneficiari; fornire sostegno durante le varie fasi (promozione, candidatura, valutazione) del programma, in particolare ai giovani emarginati;

- semplificare e snellire il processo di candidatura sul piano amministrativo; promuovere e sostenere progetti che prevedono varie azioni, ma senza eliminare i progetti su piccola scala;

- rendere il processo decisionale e i criteri di selezione più trasparenti e le priorità nazionali ed europee più coerenti e più equilibrate in tutti i paesi che prendono parte al programma;

- agevolare l'accesso al programma dei gruppi svantaggiati e dei giovani di paesi terzi, introducendo un meccanismo più flessibile per la concessione delle sovvenzioni;

- organizzare riunioni di valutazione a cadenza annuale per i beneficiari a livello nazionale ed europeo, nonché all'interno dei gruppi di paesi.

3.4. Azione 1 - Gioventù per l'Europa

3.4.1. Quadro d'intervento

Gli obiettivi specifici dell'azione 1 sono definiti nell'allegato della decisione n. 1031/2000/CE che istituisce il programma GIOVENTÙ, nel modo seguente:

"La Comunità sostiene attività di mobilità di gruppi di giovani della durata minima di una settimana, effettuate in base a progetti comuni all'interno della Comunità [per gli scambi intracomunitari], tra gruppi di giovani aventi in linea di massima tra i 15 e i 25 anni e che risiedono legalmente in uno Stato membro o in un paese terzo. [Per gli scambi con paesi terzi], tali attività di mobilità implicano almeno due Stati membri."

"Dette attività, basate su partenariati transnazionali tra gruppi di giovani, ne implicano la partecipazione attiva e si prefiggono di consentire ai giovani di scoprire ed essere sensibilizzati verso realtà sociali e culturali diverse e ad incitarli a partecipare o ad avviare altre attività a livello europeo." Un'attenzione particolare è prestata alla partecipazione di giovani alla loro prima attività europea, di giovani con minori opportunità o di associazioni di piccola dimensione o a dimensione locale, senza esperienza a livello europeo.

La mobilità bilaterale di gruppo riceve finanziamenti se questi si giustificano in termini di gruppi destinatari o per un approccio pedagogico specifico, ed è consentita unicamente per gli scambi tra i paesi partecipanti al programma.

Possono beneficiare di finanziamenti le attività intese a rafforzare la partecipazione attiva dei giovani nei progetti di mobilità di gruppo, in particolare le attività di preparazione dei giovani a livello linguistico e interculturale prima della loro partenza.

3.4.2. Attuazione dell'azione

a) Considerazioni generali sull'azione

L'azione 1 contribuisce al percorso educativo dei giovani, in particolare mediante scambi, rendendoli consapevoli delle diversità culturali, della parità di opportunità, della lotta all'emarginazione, al razzismo e alla xenofobia.

L'azione 1 favorisce la costituzione di partenariati rafforzati a tutti i livelli tra la Commissione e gli Stati membri, a livello delle agenzie nazionali incaricate di attuarli, e a livello dei gruppi di giovani che devono preparare i progetti e prendervi parte.

L'azione 1 contribuisce al percorso educativo "informale" dei giovani, rendendoli consapevoli del loro ruolo nella costruzione europea e favorendo la comprensione della diversità europea.

b) Meccanismi operativi

Gli scambi bilaterali sono uno strumento adatto ad una prima esperienza europea per un'organizzazione giovanile o per gruppi di giovani con minori opportunità. Per quanto concerne questi ultimi, sarebbe opportuno ridurre la durata e il contenuto dei progetti per adeguarli meglio ai loro bisogni.

Gli scambi multilaterali rappresentano una vera e propria dimensione culturale europea. Pur tuttavia, la ricerca di partner per gli scambi continua ad essere difficoltosa. Il partenariato è fondamentale, ma il ruolo dei diversi partner non è sempre chiaro, soprattutto per quanto riguarda la ripartizione delle responsabilità finanziarie e organizzative. È importante che i giovani siano inquadrati in strutture organizzative efficaci e che partecipino attivamente durante tutto il progetto. A tale proposito, gli Stati membri suggeriscono, se il programma lo consente, di abbassare l'età minima dei beneficiari, per permettere a ragazzi di 13 o 12 anni, se sufficientemente maturi, di partecipare all'azione.

In generale, il fatto di partecipare a un'azione di scambi stimola i giovani a indirizzarsi verso altre azioni offerte dal programma o da altri programmi europei, quali Socrates o Leonardo. S'invita pertanto a prevedere la creazione di passerelle di collegamento tra i programmi.

Lo studio d'impatto rivela che esiste una richiesta di riconoscimento del valore dell'azione, per cui i partecipanti dovrebbero poter beneficiare di un certificato attestante la partecipazione a uno scambio di giovani.

Per quanto concerne l'attuazione dei progetti di scambi, gli Stati membri ritengono plausibile considerare quale parte della durata degli scambi il tempo dedicato alla preparazione del progetto e quello speso per fare il bilancio della sua esecuzione.

3.4.3. Analisi dell'efficacia e dell'efficienza dell'azione

All'azione 1 è stato assegnato uno stanziamento pari a 79,1 milioni di euro, per gli scambi di giovani tra il 2002 e il 2002, nel quadro del bilancio GIOVENTÙ. 167.298 giovani hanno potuto così partecipare a uno degli 8467 progetti finanziati dalla Commissione. La percentuale dei progetti multilaterali è stata del 30% nel 2000 ed ha raggiunto il 40% alla fine dell'anno 2002, in conformità con l'obiettivo prefissato dalla Commissione.

Impatto sui giovani

Lo studio d'impatto ha dimostrato che per i paesi candidati l'azione 1 offre ai giovani la possibilità di una mobilità transnazionale verso paesi europei che non hanno ancora avuto l'opportunità di scoprire.

Per quanto concerne gli scambi bilaterali, lo studio d'impatto ne mette in evidenza l'utilità per i giovani con minori opportunità, quali, ad esempio, quelli che appartengono a minoranze rom o che risiedono in zone geografiche difficili, così come per le associazioni giovanili che vivono la loro prima esperienza europea.

Per gli altri giovani, il programma si orienta verso scambi di gruppi multilaterali. Vivere un'esperienza internazionale è un elemento di crescita, che necessita tuttavia di solide strutture organizzative. Gli scambi di giovani contribuiscono, inoltre, alla pratica di altre lingue e all'apprendimento interculturale e rappresentano un mezzo per sviluppare la tolleranza e il rispetto reciproci, aprire la mente e favorire il dialogo.

Grazie alla mobilità, i giovani hanno peraltro acquisito una maggiore coscienza del loro ruolo quali cittadini europei. Questa apertura sull'Europa rappresenta un plusvalore che i giovani possono far valere nel mercato del lavoro. Pur tuttavia, va osservato che, se questo genere d'istruzione non formale non pone problemi a giovani provenienti da ambienti sociali agiati e con studi di tipo superiore e/o universitario, per i giovani svantaggiati è necessari una solida preparazione prima dello scambio.

Per quanto concerne l'apprendimento multiculturale e lo sviluppo personale, i giovani che hanno partecipato ad un progetto di scambi sono spesso invogliati, per un effetto moltiplicatore, ad organizzare a loro volta un progetto di scambi o ad indirizzarsi, in un secondo tempo, verso progetti più individuali che danno spazio alla creatività. La maggior parte di essi, inoltre, assume una parte più attiva nella vita della comunità locale.

Infine, l'accesso al programma per i giovani provenienti da ambienti svantaggiati è particolarmente positivo, in quanto, grazie agli scambi bilaterali, compiono la loro prima esperienza europea. Occorre altresì sottolineare l'effetto positivo che il programma, in particolare le azioni di scambio, può produrre su un pubblico di giovani disabili fisici e mentali.

Impatto sugli animatori socioeducativi, sulle organizzazioni e sulle comunità locali

Per quanto concerne l'impatto dell'azione 1 sugli operatori sociali, si può affermare che tale azione ha messo in evidenza l'importanza della qualità del loro lavoro, la necessità di una formazione specifica in materia di scambi interculturali internazionali, l'utilità della creazione di una rete delle organizzazioni competenti nel settore dei giovani e i vantaggi derivanti dallo scambio di buone prassi e dalle conoscenze linguistiche.

Per quanto riguarda le associazioni giovanili, si constata che, in generale, esse adottano le priorità annuali fissate dalla Commissione e dalle agenzie nazionali, dedicando, tuttavia, un impegno particolare alla qualità dei progetti e alle specificità regionali,.

L'esperienza acquisita dagli animatori giovanili nel corso degli scambi multilaterali ha fatto sorgere la necessità di diffondere le buone prassi, attività che va intensificata. Le associazioni giovanili, da parte loro, devono affrontare un carico eccessivo di lavoro, in particolare una concentrazione della loro attività durante le vacanze scolastiche. In alcuni Stati membri, i comuni si appoggiano alle loro reti di città gemellate per realizzare scambi.

Questa azione del programma può essere migliorata rendendo sistematica la ricerca di partner, collegando in rete le associazioni giovanili e decentrando le strutture idonee ad offrire ai giovani l'opportunità di realizzare progetti di scambi.

L'azione 1 del programma (Gioventù per l'Europa) raccomanda, nel caso di organizzazioni con esperienza internazionale, di dare priorità ai progetti multilaterali (che prevedono la partecipazione di almeno quattro paesi). Di conseguenza, limitando i progetti di scambi bilaterali ai gruppi di giovani nuovi e con meno esperienza o ai gruppi di giovani svantaggiati non motiva i gruppi e le associazioni giovanili locali, in cui vi è una rotazione costante dei loro membri. Se l'esperienza non è nuova per l'organizzazione, lo è invece per i partecipanti. Quanto alle organizzazioni di piccole dimensioni che lavorano con i gruppi svantaggiati, i compiti amministrativi, la preparazione e la gestione di progetti che prevedono la partecipazione di più partner paiono loro troppo onerosi.

L'effetto moltiplicatore dei progetti di scambio si è fatto particolarmente sentire a livello delle comunità locali e regionali, aumentando l'interesse verso l'Europa e incoraggiando la costituzione di nuove associazioni giovanili.

Impatto sulle politiche, sulla legislazione e sulle istituzioni

Il programma GIOVENTÙ è fonte di ispirazione per gli Stati membri, che spesso sovvenzionano progetti identici al di fuori del programma. Inoltre, il decentramento del programma, sempre più affidato alle agenzie nazionali, svolge un ruolo moltiplicatore e rende il programma più accessibile a tutti i giovani, indiscriminatamente.

Per quanto concerne i paesi candidati, l'esperienza degli scambi di giovani è relativamente nuova, poiché non hanno mai avuto prima una vera occasione di partecipare a scambi internazionali.

Le priorità annuali della Commissione sono rispettate e corrispondono spesso alle priorità nazionali. Sarebbe, tuttavia, opportuno non estendere il numero di priorità, né si dovrebbero definire priorità nazionali incompatibili tra di loro o con le priorità europee.

3.4.4. Conclusioni sull'azione

Gli scambi di giovani offrono a giovani di nazionalità diverse una facile opportunità d'incontro in un ambiente che consente loro di esplorare temi comuni e di scoprire altre culture.

Il decentramento pressoché totale di questa azione, affidata alle agenzie, ha contribuito a rendere il programma più accessibile e più visibile ai giovani.

La qualità dei progetti è in costante miglioramento, grazie al perfezionamento del lavoro svolto dalle organizzazioni e da altri partner, promotori di progetti.

Le agenzie compiono un'attività d'informazione e di formazione per i promotori di progetti, organizzando seminari d'informazione e di formazione.

Nonostante ciò, occorrerebbe apportare qualche miglioramento, in particolare:

- la costituzione di partenariati di qualità dovrebbe essere rafforzata, in special modo nei progetti multilaterali; le agenzie nazionali dovrebbero svolgere un ruolo più importante in tal senso;

- le agenzie nazionali dovrebbero operare in più stretta collaborazione, per fornire un servizio migliore ai partner, in particolare per i progetti bilaterali il cui finanziamento dipende da più di un'agenzia nazionale;

- dovrebbe essere consentito ridurre la durata dei progetti per i gruppi di giovani con minori opportunità;

- l'età minima per potere partecipare a uno scambio potrebbe, in alcuni casi, essere abbassata a 12-13 anni;

- i giovani che hanno preso parte a un progetto di scambio dovrebbero ricevere un certificato attestante tale partecipazione a un'azione europea;

- la durata di un progetto di scambio dovrebbe essere estesa, ad includere la preparazione del progetto, lo svolgimento vero e proprio e il bilancio di quanto acquisito.

- si dovrebbe consentire la creazione di passerelle tra le azioni mediante progetti di collegamento di maggiore durata.

3.5. Azione 2 - Servizio volontario europeo

3.5.1. Quadro d'intervento

La decisione 1031/2000/CE, che istituisce il programma GIOVENTÙ, delinea, nell'allegato, gli obiettivi specifici del Servizio volontario europeo; in particolare, definisce il "giovane volontario" una persona in linea di massima di età compresa tra i 18 e i 25 anni. Il giovane volontario s'impegna ad esercitare un'attività di solidarietà per acquisire attitudini e conoscenze sociali e personali, contribuendo nel contempo al benessere collettivo. A tal fine, il giovane volontario partecipa, in uno Stato membro diverso da quello in cui risiede o in un paese terzo, ad un'attività non lucrativa e non remunerata, di rilevanza per la collettività e di durata limitata (12 mesi al massimo). Il servizio volontario europeo si basa su un partenariato e sulla ripartizione delle responsabilità tra i giovani volontari, l'organizzazione che invia e quella di accoglienza. La Commissione attesta la partecipazione dei giovani volontari al servizio volontario europeo.

Per quanto concerne l'azione 2.1 (servizio volontario europeo intracomunitario), il medesimo allegato della base giuridica prevede che: "la Comunità sostiene progetti transnazionali (di durata limitata, di norma da tre settimane ad un anno) che consentono ai giovani di partecipare attivamente e individualmente ad attività che contribuiscono a soddisfare necessità della società nei settori più disparati e che costituiscono nel contempo un'esperienza educativa informale per consentire loro di acquisire conoscenze sociali e culturali. Questi progetti si prefiggono di porre i giovani a contatto con altre culture e altre lingue, a confronto con idee e progetti nuovi in un contesto di società civile multiculturale..."

Sono state introdotte varie priorità: sviluppo della parte dedicata a progetti di breve durata, per favorire l'accesso di giovani volontari con minori opportunità e garantire loro un sostegno personalizzato; introduzione delle attività di volontariato quale nuovo elemento dei partenariati esistenti e/o di nuova costituzione; partecipazione di organizzazioni che non hanno ancora aderito al servizio volontario europeo; introduzione di nuovi settori e innovazioni; contributo allo sviluppo locale.

3.5.2. Attuazione dell'azione

a) Considerazioni generali sull'azione

Il servizio volontario europeo (SVE) è stato lanciato nel 1996 come azione pilota. Attualmente fa parte del programma GIOVENTÙ (2000-2006) e riceve una dotazione di bilancio di circa 25 milioni di euro all'anno. Si tratta dunque di una delle azioni principali del programma GIOVENTÙ, grazie al quale ogni anno circa 3.500 giovani dei paesi partecipanti possono trascorrere da 6 a 12 mesi all'estero. È stata appositamente creata una voce che prevede progetti di breve durata per i giovani con scarse opportunità, ma lo SVE finanzia anche progetti di più ampia portata che consentono di far partecipare fino a 60 volontari in vari luoghi d'accoglienza. Nel 2002, è stato elaborata la nozione di servizio volontario collettivo, per consentire di mettere in campo un numero maggiore di volontari, in occasione di eventi speciali, ad esempio, in ambito sportivo.

b) Meccanismi operativi

La stragrande maggioranza dei progetti nell'ambito del servizio volontario europeo è gestita dalle agenzie nazionali. Si tratta perlopiù di progetti individuali di lunga durata (progetti bilaterali con un volontario), ma possono anche essere progetti individuali o di gruppo di breve durata (da 3 settimane a 6 mesi) aperti a giovani volontari con minori opportunità. A livello centrale, si osservano due tipi di progetti: da un lato, i progetti di portata europea che vedono la partecipazione di varie organizzazioni partner e vari volontari inviati in diversi luoghi d'accoglienza, dall'altra, l'accoglienza individuale presso le segreterie di ONG europee operanti a favore dei giovani. È stata istituita, sotto forma di inviti a manifestare interesse per l'accoglienza, una procedura di riconoscimento delle organizzazioni che ospitano progetti SVE nei paesi del programma. Tale riconoscimento è un aspetto preliminare della presentazione di una richiesta, inteso a garantire la trasparenza e la qualità dei progetti d'accoglienza. Inoltre, le persone interessate, i volontari, le organizzazioni e le agenzie nazionali possono usufruire di un servizio di sostegno messo a disposizione dall'ufficio di assistenza tecnica, il quale svolge compiti di comunicazione e di consulenza.

3.5.3. Analisi dell'efficacia e dell'efficienza dell'azione

Tra il 2000 e il 2002, l'importo complessivo assegnato a titolo dello SVE ammonta a 66,5 milioni di euro (2000: 20,7 milioni di euro; 2001: 23,9 milioni di euro; 2002: 21,9 milioni di euro). Il numero di progetti presentati è aumentato dal 2000 in modo consistente e costante (aumento del 15% tra il 2000 e il 2001 e del 21% tra il 2001 e il 2002). Sono stati finanziati 17.703 progetti d'accoglienza e d'invio (2000: 5.423; 2001: 5.754; 2002: 6.526). Al termine di questo primo periodo di tre anni, il totale dei volontari SVE è stato di quasi 10.000 giovani (2000: 2.798 ; 2001: 3.430, 2002: 3.432), con un aumento del 23% tra il 2000 e il 2001. Al momento, il loro numero pare essersi stabilizzato intorno ai 3.500 volontari all'anno. In tale contesto, è opportuno ricordare che circa 6.000 progetti d'accoglienza bilaterali approvati sono archiviati nella banca dati on line SVE.

Impatto sui giovani

Il Servizio volontario europeo è un'esperienza determinante nella vita dei giovani volontari: la partecipazione attiva al progetto e la decisione di vivere, d'imparare e di lavorare per un periodo fino a 12 mesi in un paese straniero. Considerato il carattere prettamente individuale e la durata, lo SVE, nella maggior parte dei casi, stimola fortemente lo sviluppo personale e alimenta in modo significativo la fiducia in se stessi.

Si osserva molto spesso nei volontari un cambiamento degli obiettivi formativi e professionali. Una volta rientrati nel luogo d'origine, gli ex volontari SVE mostrano un modo di pensare e d'agire più aperto, tollerante e indulgente. Un altro effetto moltiplicatore importante si ha nel fatto che gli ex volontari sono più inclini a partecipare ad attività educative non formali o ad incoraggiare i loro pari a fare altrettanto.

Lo SVE consente indubbiamente ai giovani di acquisire nuove competenze personali, sociali, interculturali e tecniche e può contribuire pertanto a migliorare la loro occupabilità. Il sistema della certificazione, ben consolidato e funzionante, è ritenuto di fondamentale importanza a tal fine. I volontari si dicono in generale ampiamente soddisfatti dello SVE.

Impatto sugli animatori socioeducativi, sulle organizzazioni e sulle comunità locali per i giovani

Si è registrata la partecipazione sistematica di organizzazioni nuove e prive di esperienza, le quali sono state in grado di creare nuovi partenariati transnazionali e locali. Le loro consuete attività con volontari o con giovani hanno in genere ricevuto un impulso notevole in termini di qualità, innovazione e internazionalizzazione. Varie organizzazioni hanno confermato che senza il programma GIOVENTÙ non avrebbero potuto continuare le loro attività d'animazione per i giovani a livello internazionale.

Considerato che le autorità locali sono ritenute organizzazioni ammissibili per l'invio o l'accoglienza, il programma GIOVENTÙ funge spesso da stimolo per lanciare attività internazionali avviate dai comuni o per completare attività esistenti mediante un progetto di volontariato transnazionale.

In alcuni paesi che prendono parte al programma, il ruolo svolto da reti e organizzazioni di coordinamento solide e di provata esperienza è fondamentale. Da una parte, esse mettono a disposizione degli altri partner esperienza e competenza cospicue; dall'altra, può accadere che vi siano meno incentivi per una partecipazione attiva di tutti i partner, per cui, in alcuni casi, il plusvalore e il profilo di un progetto SVE sono difficili da riconoscere.

Talune organizzazioni hanno messo in evidenza il fatto che il livello di finanziamento previsto per i volontari SVE ha costituito un carico notevole e che i loro programmi di volontariato ordinari riuscivano a competere a malapena con esso.

Gli animatori giovanili coinvolti nella gestione di progetti SVE acquisiscono nuove competenze e conoscenze, tra le quali capacità organizzative, solidarietà, creatività, maggior senso di responsabilità, esperienza internazionale più solida, competenze multiculturali, capacità di raccogliere fondi e spirito imprenditoriale.

Per quanto concerne gli effetti moltiplicatori locali, il Regno Unito ha svolto un'interessante simulazione: le organizzazioni d'invio e quelle ospitanti dello SVE sostengono che l'azione di ogni volontario si ripercuote in media su 600 persone, il che significa che nel solo Regno Unito, in cui transitano 700 volontari tra quelli ospitati e quelli inviati, lo SVE tocca 420.000 persone. Altri paesi menzionano effetti moltiplicatori settoriali, ad esempio, quello prodotto da alcuni orfanotrofi che, cominciando ad accogliere volontari, incitano altri istituti dello stesso tipo a fare altrettanto.

Impatto sulle politiche, sulla legislazione e sulle istituzioni

L'impatto dello SVE sulle politiche, sulla legislazione e sulle istituzioni è difficile da determinare in termini di causa ed effetto. È impossibile determinare con precisione se è il programma GIOVENTÙ all'origine dei cambiamenti avvenuti nelle politiche, nella legislazione e nelle istituzioni nazionali. Si può tuttavia affermare con certezza che vi è un'importante influenza reciproca tra l'evoluzione nazionale, da una parte, e lo slancio impresso dal programma GIOVENTÙ e dal Libro bianco, dall'altra.

Nei paesi in cui non vi sono politiche a favore dei giovani o che non hanno una tradizione di volontariato, l'influenza del programma GIOVENTÙ in tale direzione è molto forte.

Alcuni paesi hanno comunicato i cambiamenti recenti avvenuti nel loro ambiente istituzionale (maggiore sensibilizzazione delle amministrazioni nazionali allo SVE, adeguamenti legislativi volti a rendere i servizi volontari nazionali più compatibili con la dimensione internazionale/europea). Nei paesi che hanno scelto di affidare alle regioni la gestione amministrativa del programma GIOVENTÙ o di creare reti regionali consultive o ad effetto moltiplicatore, si osserva un forte impatto istituzionale: si è dato vita ad autorità e organi regionali con compiti di monitoraggio, informazione, consulenza e selezione. Ciò detto, resta da vedere in quale misura vengono garantiti in questi casi l'efficacia dell'attuazione del programma e i criteri comuni.

Sebbene la base giuridica dell'attuale programma GIOVENTÙ inviti gli Stati membri a ridurre gli ostacoli alla mobilità, persistono vari problemi relativi alla tutela giuridica, fiscale e sociale dei volontari, alla questione dei visti, al riconoscimento dell'apprendimento non formale ecc. Solo alcuni paesi prevedono uno statuto giuridico per i volontari.

Il riconoscimento dell'apprendimento non formale acquisito nell'ambito dello SVE, sotto forma di un attestato firmato dal commissario responsabile, è considerato un elemento positivo, così come la recente semplificazione della procedura di rilascio dell'attestato. Lo SVE è l'unica azione del programma GIOVENTÙ che prevede tale riconoscimento, sebbene l'esistenza dell'attestato non comporti ancora un riconoscimento sistematico delle competenze e delle conoscenze.

Il Servizio volontario europeo ha inoltre contribuito a sensibilizzare gli Stati membri alla situazione dei paesi vicini e degli altri paesi europei. La prima conferenza europea sul servizio civile e i giovani, che si è tenuta il 28 e 29 novembre 2003 a Roma, ha permesso un primo scambio di informazioni e di buone prassi tra i servizi civili nazionali e i dipartimenti incaricati delle politiche a favore dei giovani a livello europeo. S'intende continuare in tale direzione nel 2004.

Per concludere, alcuni paesi fanno notare una sproporzione tra i costi relativamente elevati dello SVE e il numero relativamente basso di volontari per anno. Inoltre, il carattere prettamente individuale dello SVE ne limita l'impatto e la visibilità.

3.5.4. Conclusioni sull'azione 2

Non vi è alcun dubbio che il Servizio volontario europeo debba essere mantenuto quale azione fondamentale e riconoscibile del prossimo programma. Si raccomanda di dedicarsi sistematicamente a migliorarne l'accessibilità, la facilità d'uso, l'impatto, la visibilità, l'efficacia e l'efficienza.

- Si raccomanda d'introdurre misure preparatorie più lunghe e intensive (visite preparatorie, formazione, lingue).

- Occorre mettere in maggiore rilievo la solidità del partenariato, anche dal punto di vista della partecipazione del volontario. Potrebbe essere utile, per migliorare la qualità e assicurare una maggiore sostenibilità, un sostegno supplementare o un'implicazione sistematica di altri partner, ad esempio, tutori o associazioni di ex volontari.

Uno SVE di più facile accesso - strumenti, procedure, formati

- Occorre semplificare lo SVE sul piano delle condizioni formali e delle procedure.

- Occorre ridurre il tempo che intercorre tra l'ideazione e la realizzazione del progetto.

- Un progetto SVE potrebbe comprendere anche un monitoraggio e/o una valutazione più intensivi, integrando eventualmente anche l'attuale voce Capitale futuro.

- Si raccomanda di decentrare la procedura relativa alla "manifestazione d'interesse per l'accoglienza" e di applicare una procedura generale più rapida e meno pesante per quanto concerne il riconoscimento e la candidatura.

- L'istituzione di norme di qualità minime per i progetti d'accoglienza, indipendentemente dal finanziamento comunitario, potrebbe costituire un passo decisivo per promuovere lo SVE quale marchio di qualità ed innalzarlo a modello per il volontariato transnazionale.

- Mentre lo SVE dovrebbe rimanere decentrato, si raccomanda che alcuni tipi di progetti complementari continuino ad essere centralizzati, per dare libero corso alle attività innovative, multilaterali, collettive, interattive o pluriennali.

Accessibilità

- Si raccomanda di migliorare l'accessibilità dello SVE.

- Occorrerebbe esaminare se lo SVE può raggiungere la cifra-obiettivo di 10.000 giovani europei per anno, in quali tempi e modi.

- I giovani con minori opportunità dovrebbero continuare ad essere il principale gruppo destinatario e occorrerebbe sviluppare lo SVE in modo da rispondere ai loro bisogni.

- Si suggerisce che la fascia d'età sia compresa tra i 18 e i 30 anni, consentendo comunque deroghe in casi eccezionali, sebbene non vi sia consenso generale su questo punto.

- Si raccomanda inoltre di continuare a lasciare aperto lo SVE alle organizzazioni di piccole dimensioni, alle organizzazioni locali e a quelle con scarsa esperienza, le quali potrebbero peraltro richiedere un sostegno particolare.

Finanziamento

L'interdipendenza finanziaria generata dal sistema di finanziamento plurimo inizia a ostacolare il funzionamento dello SVE

- Occorre esaminare ogni possibile alternativa al finanziamento plurimo, senza tuttavia annullare la responsabilità congiunta dei partner del progetto e delle agenzie nazionali.

- Tra le varie proposte, vi è la sponsorizzazione dei progetti SVE, la sospensione delle sovvenzioni, l'istituzione di un sistema di marchiatura senza finanziamenti comunitari, la riduzione della durata dei progetti e la diminuzione dei livelli di finanziamento per partecipante.

- Alcune ONG hanno proposto che si esamini la questione relativa all'introduzione di un buono di mobilità forfettario per i volontari, gli studenti e le formazioni.

- Le attività di preparazione, valutazione e monitoraggio dovrebbero ricevere un maggiore sostegno.

- I principi degli importi forfettari, degli importi fissi e del cofinanziamento sono considerati positivi e dovrebbero continuare ad essere applicati.

Riconoscimento

- Si raccomanda che il riconoscimento dello SVE vada di pari passo con un maggiore riconoscimento dell'apprendimento non formale acquisito in seno allo SVE, a tutti i livelli, ad esempio, mediante norme legislative, accordi di volontariato, rafforzando il legame con Europass o istituendo un sistema di incentivi destinato ad agevolare l'accesso all'istruzione formale e all'occupazione.

Quadro giuridico

Ci si aspettano ottimi risultati dal metodo aperto di coordinamento applicato nel settore delle attività di volontariato presso i giovani. Si ritiene che lo SVE consentirà di raggiungere alcuni degli obiettivi della sfera d'azione prioritaria "servizio volontario dei giovani", definiti nel Libro bianco sulla gioventù.

- Occorrerà quindi prestare un'attenzione speciale alla rimozione degli ostacoli che si frappongono alla mobilità negli Stati membri.

- La maggior parte dei paesi europei non possiede né una legislazione, né politiche, né uno statuto specifici in materia di volontariato. Tale lacuna è generalmente considerata il maggiore ostacolo alla mobilità, poiché, inducendo ad assimilare i volontari ai lavoratori retribuiti, agli studenti o ai tirocinanti, fa sì che siano tassati, che perdano le prestazioni sociali o che incontrino difficoltà ad ottenere permessi di soggiorno.

3.6. Azione 3 - Iniziative per i giovani

3.6.1. Quadro d'intervento

Gli obiettivi specifici dell'azione 3 sono definiti nell'allegato della decisione 1031/2000/CE, che istituisce il programma GIOVENTÙ, nel modo seguente:

"Per favorire l'iniziativa e la creatività dei giovani, la Comunità sostiene progetti nei quali i giovani partecipano attivamente e direttamente ad iniziative innovative e creative e ad iniziative imperniate sulla solidarietà dei giovani a livello locale, regionale, nazionale o europeo. Questi progetti consentono ai giovani di sviluppare il loro spirito d'impresa e mettere in pratica attività che hanno ideato e di cui sono gli attori principali. La Comunità sostiene iniziative intese ad aiutare i giovani volontari a valorizzare e a mettere a frutto l'esperienza acquisita durante il loro periodo di servizio volontario e a promuovere la loro integrazione attiva nella società. Dette iniziative prese dai giovani al termine del loro servizio volontario europeo consentono loro di lanciare e promuovere attività di ordine sociale, culturale, socioculturale e economico e/o sono volte alla loro evoluzione personale. Esse riguardano in modo prioritario i giovani che ne hanno maggiormente bisogno. Il sostegno mira inoltre a promuovere l'estensione dei progetti ad iniziative simili condotte in altri Stati membri, per rafforzarne il carattere transnazionale e demoltiplicare lo scambio di esperienze e la cooperazione tra giovani. Il sostegno può comprendere l'organizzazione di riunioni di giovani promotori di iniziative a livello europeo. Un aiuto finanziario può essere accordato all'effettiva costituzione di partenariati stabili fra tali progetti."

3.6.2. Attuazione dell'azione

a) Considerazioni generali sull'azione

L'avvio dell'azione 3, la più recente del programma GIOVENTÙ, è avvenuto con qualche difficoltà all'inizio dell'attuazione del programma. Con le sue tre componenti (iniziative di giovani, progetti di collegamento in rete e Capitale futuro), l'azione appariva complicata da attuare, sia per gli utenti che per le agenzie nazionali. Ecco perché, nonostante gli sforzi compiuti per armonizzare le norme mediante la Guida dell'utente, fino al 2002 essa veniva interpretata e sviluppata in modo diverso nei vari paesi del programma. Ciò ha indotto la Commissione ad organizzare, nel 2002 e nel 2003, alcuni seminari di riflessione e di valutazione sull'azione 3.

Gli studi d'impatto e i due seminari sulla valutazione hanno dimostrato che, nel complesso, le iniziative di gruppo sono state condotte a felice compimento nella maggior parte dei paesi del programma. In particolare, essi hanno aperto il programma ad un pubblico più vasto e, spesso, a un pubblico di giovani con minori possibilità.

Il concetto di progetto di collegamento in rete non è stato invece abbastanza chiaro. Nel 2003 la Commissione ha perfezionato i criteri della Guida dell'utente ed ha aumentato gli importi forfettari, aprendo inoltre l'accesso a tutti i giovani interessati, fino al 2002 riservato agli ex beneficiari di progetti d'iniziative di gruppo.

Capitale futuro consente ai giovani che hanno effettuato uno SVE di realizzare un progetto a titolo individuale quale prolungamento del loro servizio volontario. Questa parte del programma, che si distingue dalle iniziative di gruppo e dai progetti di collegamento in rete, pare non trovare la sua giusta collocazione nell'azione 3 e le possibilità da essa offerte non sono state finora sfruttate a pieno dai giovani.

b) Meccanismi operativi

Lo studio d'impatto ha dimostrato l'efficacia del sistema forfettario, che dovrebbe quindi continuare ad essere applicato in futuro. Per agevolare l'accesso di tutti i giovani all'azione 3, vari paesi hanno chiesto di semplificare ulteriormente i moduli delle richieste di finanziamento e le disposizioni in materia di relazioni.

Il decentramento della gestione dell'azione 3 ha dato risultati positivi, in particolare aumentando la flessibilità e fornendo strutture di sostegno vicine ai giovani che preparano o realizzano un progetto. Alcuni paesi propongono di spingersi oltre e di decentrare anche la gestione dei progetti.

Vari paesi segnalano che le misure d'accompagnamento dell'azione 5 dovrebbero essere utilizzate più sistematicamente a sostegno dell'azione 3.

Nella stessa linea, vari paesi auspicano che venga rafforzato il ruolo delle organizzazioni intermediarie o di collegamento che sostengono i giovani nella preparazione dei progetti rientranti nell'azione 3. Si è visto che la qualità dei progetti aumenta se vengono forniti validi orientamenti ai giovani e un buon inquadramento dei progetti.

3.6.3. Analisi dell'efficacia e dell'efficienza dell'azione

All'azione 3 è stato assegnato uno stanziamento pari a 19,4 milioni di euro, per le iniziative giovani e Capitale futuro tra il 2002 e il 2002, nel quadro del bilancio GIOVENTÙ. 58.954 giovani hanno potuto così partecipare a uno dei 3314 progetti finanziati dalla Commissione.

Impatto sui giovani

Lo studio d'impatto ha dimostrato che l'azione 3 contribuisce a realizzare gli obiettivi generali e specifici del programma GIOVENTÙ. Consente ai giovani, non solo di ideare i progetti secondo le loro idee e convinzioni e in base ai loro obiettivi, ma anche di realizzarli in prima persona. In tal modo, essi intraprendono un percorso d'apprendimento non formale e informale nel quale imparano a prendere decisioni, ad assumere responsabilità, a pianificare il progetto e portarlo a compimento. Per le iniziative di gruppo e i progetti di collegamento in rete, si tratta di un percorso d'apprendimento collettivo, mentre è un percorso individuale per Capitale futuro. È soprattutto nell'ambito delle iniziative di gruppo e dei progetti di collegamento in rete che i giovani sviluppano progetti che favoriscono la loro partecipazione e il loro impegno nella società. Prendendo parte attivamente alla realizzazione di un progetto, prendono coscienza dei valori della democrazia, della tolleranza, della solidarietà, della diversità culturale, nonché dei pericoli dell'emarginazione sociale, del razzismo e della xenofobia.

Sul piano individuale, la realizzazione di un progetto dell'azione 3 fa acquisire al giovane competenze di tipo professionale, quali capacità di comunicazione, negoziazione, argomentazione, gestione di progetti e gestione finanziaria, accompagnate da conoscenze informatiche e linguistiche. Nel contempo, egli acquisisce una maggiore fiducia in se stesso e impara a lavorare in gruppo, a pianificare un progetto, a risolvere problemi, sviluppando quindi competenze di tipo sociale.

Un'altra questione su cui riflettere riguarda il cambiamento dei limiti d'età. Lo sviluppo di un'iniziativa di gruppo o di un progetto di collegamento in rete è un'attività molto complessa e difficile da realizzare per dei giovani d'età compresa tra i 15 e i 20 anni. In genere, sono giovani intorno ai 25 anni che presentano progetti inerenti all'azione 3.

Lo studio d'impatto ha dimostrato inoltre che questa esperienza di apprendimento non formale non è riconosciuta o valorizzata a livello nazionale e regionale, il che indebolisce l'impatto globale del programma.

Un punto di forza dell'azione 3, in particolare della parte dedicata alle iniziative di gruppo, è la sua accessibilità ai giovani "in difficoltà". Si è rivelata uno strumento prezioso nella strategia d'integrazione sociale del programma intesa ad agevolare l'accesso a questo tipo di giovani.

Le iniziative di gruppo e i progetti di collegamento in rete costituiscono delle passerelle verso altre azioni del programma GIOVENTÙ. La maggior parte dei progetti è proposta da gruppi nuovi che finora non hanno mai partecipato al programma. Per molti giovani, il progetto locale è un primo passo verso un'attività "più sofisticata", che comporta la cooperazione con partner stranieri. In tal senso, l'azione 3 consente d'integrare nuovi giovani al programma e di diversificare il pubblico.

Per quanto concerne Capitale futuro, viene segnalato che il numero di giovani investiti da quest'azione è molto limitato. In molti paesi, la totalità degli stanziamenti destinati a questa azione non viene utilizzata. Capitale futuro ha peraltro costi pro capita elevati, con risultati che finora non sono stati del tutto convincenti.

Impatto sui lavoratori sociali e sulle organizzazioni

Per quanto concerne l'impatto dell'azione 3 sugli operatori sociali, il programma GIOVENTÙ, in generale, e l'azione 3, in particolare, migliorano la qualità del loro lavoro e conferiscono una dimensione europea, talvolta internazionale, al lavoro con i giovani. Per essere in grado di organizzare progetti nell'ambito del programma GIOVENTÙ, gli operatori sociali e gli animatori giovanili devono acquisire competenze in materia di cooperazione internazionale e trovare reti di partner all'estero. Pur tuttavia, occorre tenere conto del fatto che l'azione 3 ha un impatto minore sugli operatori sociali rispetto a quello prodotto dalle altre azioni del programma, in quanto le iniziative di gruppo sono elaborate direttamente dai gruppi di giovani stessi. Risulta però che la qualità dei progetti migliora quando i giovani sono guidati e consigliati da operatori sociali o animatori giovanili. Anche l'effetto moltiplicatore, purtroppo, non è sempre ottimale, poiché non tutti gli operatori sociali che hanno partecipato a un progetto mettono a frutto questa esperienza a beneficio di ulteriori progetti.

Impatto sulle politiche, sulla legislazione e sulle amministrazioni pubbliche

Le iniziative di gruppo e i progetti di collegamento in rete sono in genere progetti abbastanza visibili, che offrono la possibilità ai Comuni di incontrare i giovani e di conoscerne inquietudini e aspirazioni. In tal senso, contribuiscono a creare, a livello delle comunità locali, il senso di appartenenza all'Europa.

Su un piano più generale, il programma GIOVENTÙ ha contribuito a sensibilizzare, non solo i responsabili di decisioni politiche, ma anche l'opinione pubblica, ai temi legati alle politiche europee in materia di gioventù, sia a livello nazionale che regionale e locale. Il Libro bianco sulla gioventù ha svolto un ruolo importante a tal fine, ma i progetti del programma GIOVENTÙ hanno anch'essi contribuito a dare una certa visibilità all'"Europa dei giovani". Ciò vale soprattutto per le iniziative di gruppo, spesso caratterizzate da una grande visibilità a livello locale.

L'interesse per questa azione è tale che alcuni paesi apportano fondi propri per riuscire a finanziare un maggior numero di progetti.

3.6.4. Conclusioni sull'azione 3

In conclusione, si può affermare che gli obiettivi dell'azione 3 sono raggiunti principalmente grazie alle iniziative di gruppo. Il loro impatto sui giovani si fa sentire in particolare in termini di sviluppo personale, di costruzione dell'identità (fiducia in se stessi, capacità d'adattamento, autonomia, spirito d'iniziativa e senso di responsabilità), nonché si traduce in un'apertura politica (approccio concreto al progetto europeo, senso di appartenenza all'Europa). Questa parte dell'azione dovrebbe essere mantenuta nel prossimo programma.

I progetti di collegamento in rete conferiscono una dimensione europea e di apprendimento interculturale ai progetti delle iniziative di gruppo. In tal senso, possono ritenersi ancor più ambiziosi di queste ultime. Dopo un avvio difficile, nel 2003 il numero e la qualità dei progetti di questo tipo sono notevolmente aumentati, grazie alle misure di sostegno adottate dalla Commissione e dalle agenzie nazionali.

I due tipi d'azione devono mantenere il loro posto nel programma: le iniziative di gruppo, in quanto promuovono ampiamente l'integrazione sociale, e i progetti di collegamento in rete, in quanto rafforzano la dimensione europea dell'azione 3.

Le iniziative di gruppo e i progetti di collegamento in rete possono realmente contribuire a potenziare la dimensione dell'istruzione non formale e informale del programma GIOVENTÙ. Possono costituire un interessante strumento d'azione da impiegarsi per mettere in pratica le grandi priorità del Libro bianco sulla gioventù, ovvero la cittadinanza attiva, l'autonomia e l'informazione dei giovani, la loro integrazione sociale e, infine, la loro occupabilità.

Per quanto concerne Capitale futuro, i risultati non sono altrettanto netti. Il numero limitato di progetti realizzati finora non ha prodotto un impatto sufficiente che giustifichi il mantenimento di questa parte dell'azione 3.

Per quanto riguarda lo sviluppo futuro dell'azione, le autorità nazionali considerano che:

- l'azione dovrebbe svilupparsi intorno alle direttrici della partecipazione attiva dei giovani, dell'apprendimento non formale e informale e dell'integrazione sociale;

- il pubblico destinatario dovrebbe essere costituito fondamentalmente di giovani con minori opportunità;

- si dovrebbero creare passerelle tra le varie azioni per rispondere alle esigenze dei giovani;

- si dovrebbero creare passerelle tra l'istruzione non formale e informale e viceversa;

- si dovrebbe garantire la complementarietà tra il programma GIOVENTÙ e i programma Socrates e Leonardo da Vinci, nonché con altre politiche quali, in particolare, quella della cultura, dello sport e dell'occupazione;

- occorre riconoscere i risultati dell'istruzione non formale e informale (introducendo un bilancio delle competenze alla fine di un progetto, alla stregua di Europass del programma Leonardo, o dell'esperienza pilota del Personal Record of Achievement, applicato dall'agenzia nazionale del Regno Unito);

- il limite d'età per l'azione 3 dovrebbe poter essere esteso a 30 anni;

- si dovrebbe rafforzare l'inquadramento dell'azione 3.1 (iniziative di gruppo e progetti di collegamento in rete), tramite il ricorso all'azione 5, in particolare per proporre seminari preliminari che consentano un primo contatto e la preparazione di progetti di collegamento in rete.

3.7. Azione 4 - Azioni congiunte

3.7.1. Quadro d'intervento

Gli obiettivi specifici dell'azione 4 sono definiti nell'allegato della decisione 1031/2000/CE che istituisce il programma GIOVENTÙ, nel modo seguente:

"Tenuto conto dell'esigenza di un approccio flessibile e creativo quale premessa alla cooperazione tra settori, un sostegno comunitario può essere accordato (...) a azioni congiunte con altri interventi comunitari che si riferiscono all'Europa della conoscenza, in particolare i programmi comunitari nel settore dell'istruzione e della formazione professionale.

(...) Detti progetti comprendono una gamma di azioni che rientrano in numerosi settori, fra cui la gioventù, e possono essere sostenuti in modo complementare da diversi programmi comunitari e attuati tramite inviti a presentare proposte comuni.

Possono essere adottate misure idonee per promuovere, a livello regionale e locale, i contatti e l'interazione tra gli attori che partecipano al presente programma, nonché ai programmi relativi alla formazione professionale e all'istruzione. In questo contesto si può dare il sostegno ad attività intese a far conoscere le opportunità offerte ai giovani dalla Comunità."

Tenuto conto di questa base giuridica piuttosto vaga e astratta, la Commissione ha optato finora per un'attuazione delle azioni congiunte mediante inviti a presentare proposte.

3.7.2. Attuazione dell'azione

a) Considerazioni generali sull'azione

Le azioni congiunte sono principalmente attuate tramite inviti a presentare proposte, nel quadro dei tre programmi Socrates, Leonardo da Vinci e GIOVENTÙ. Dato che il primo invito è stato lanciato nel 2001, la Commissione dispone attualmente di ben pochi progetti che potrebbero essere valutati. Sei progetti sono stati selezionati nel 2001 e i relativi contratti siglati nel marzo 2002. Tre di tali progetti vertevano sul tema "La costruzione dei percorsi di qualifica: un sistema di trasferimento e accumulo di crediti di formazione volto a favorire l'istruzione e la formazione permanente", due sul tema "L'orientamento come strumento fondamentale per garantire l'istruzione e la formazione lungo tutto l'arco della vita", mentre un solo progetto era incentrato sul tema "Centri polivalenti e e-learning". Nel 2002, sono stati accolti quindici progetti, per quattordici dei quali sono stati siglati contratti con stanziamenti riportati a marzo 2003. Tre progetti si pongono come obiettivo l'approfondimento del tema dell'orientamento nella dimensione locale (tema 3: "Reti locali di orientamento"), sei trattano il tema "L'integrazione sociale dei gruppi di destinatari", e cinque vertono su "Cittadinanza attiva dei giovani". Per il 2003, sedici progetti sono stati selezionati nel mese di luglio e i contratti saranno siglati prima della fine dell'anno. Questi progetti tratteranno il tema "Cittadinanza attiva dei giovani" e introducono gli aspetti "Integrazione dei disabili" e "Valorizzazione dell'istruzione non formale e informale".

Se si tiene conto del fatto che i progetti del 2002 sono appena stati avviati, sono solo sei i progetti che al momento potrebbero essere sottoposti a una valutazione approfondita e precisa. La massa critica non è ancora stata raggiunta e pertanto è troppo presto per pronunciarsi sui risultati di questi progetti.

Si può, tuttavia, già stilare un bilancio dell'esperienza nell'ambito delle azioni congiunte sul piano organizzativo. Questa nuova azione, avviata con qualche difficoltà, ha comunque il merito di avere indotto i programmi ad aprirsi maggiormente gli uni verso gli altri, ad impegnarsi in un processo di riflessione sulle tematiche comuni, a cooperare e a coordinarsi. Sul piano amministrativo e finanziario, malgrado alcune difficoltà d'armonizzazione, sono state elaborate norme e procedure comuni, nonché modelli di contratti.

Infine, le azioni congiunte hanno consentito alla Commissione di sperimentare un nuovo sistema di monitoraggio dei progetti. Sebbene i progetti siano gestiti dalle Direzioni capofila per i singoli temi, degli interlocutori di altre Direzioni hanno partecipato per la prima volta al monitoraggio tematico dei progetti. Questo nuovo approccio ha indubbiamente contribuito a una certa apertura e all'innovazione dei progetti, come pure alla creazione di nuove reti tra i promotori dei progetti.

b) Meccanismi operativi

Dopo i primi tre anni di attuazione delle azioni congiunte, si constata che le procedure amministrative e finanziarie adottate sono pesanti e complicate. Si tratta di un problema che riguarda soprattutto il processo decisionale. È stato creato un gruppo intercomitati per le azioni congiunte, composto da 18 rappresentanti dei tre programmi, sprovvisto di poteri decisionali. Tale gruppo, che si riunisce una o due volte all'anno, si limita a formulare orientamenti. Affinché sia adottata una decisione sull'azione 4, occorre consultare i comitati del programma (GIOVENTÙ, Leonardo e Socrates) mediante procedura scritta o orale e il Parlamento europeo deve esercitare il suo diritto di controllo.

3.7.3. Analisi dell'efficacia e dell'efficienza dell'azione

In base al parere del gruppo intercomitati sulle azioni congiunte, gli obiettivi attuali di queste ultime sono pertinenti e rispondono ad un'esigenza concreta. I grandi progetti pilota del tipo "laboratorio" sono in grado di far raggiungere ambiziosi obiettivi. Occorre tuttavia domandarsi se ci si deve limitare a questi grandi progetti o se, invece, in particolare per far partecipare i giovani, non sarebbe opportuno autorizzare il finanziamento di progetti di dimensioni più piccole nel quadro delle azioni congiunte. Ciò consentirebbe di aumentare anche il numero complessivo dei progetti cofinanziati.

Così come sono attualmente concepite, le azioni congiunte paiono un po' troppo rigide. I criteri di selezione sono piuttosto rigorosi e lasciano ben poco margine a progetti di ottima qualità il cui solo difetto è talvolta quello di non soddisfare interamente il criterio della cooperazione trasversale tra i settori dell'istruzione, della formazione professionale e dei giovani. L'esperienza dimostra che i candidati a progetti d'azioni congiunte tentano spesso di dimostrare, in modo un po' artificiale, l'esistenza di una cooperazione tra i tre settori. Sarebbe quindi meglio limitarsi a richiedere partenariati che colleghino due soli settori ed essere più esigenti per quanto concerne i criteri d'innovazione, metodologia e impatto.

Viene altresì suggerito di lasciare ai promotori una maggiore libertà di scelta riguardo al tema da trattare nell'ambito di un progetto di tipo "azioni congiunte". Vari membri del gruppo intercomitati chiedono d'introdurre un tema completamente aperto, per far sì che i promotori dei progetti realizzino le loro idee a condizione che contribuiscano a raggiungere gli obiettivi dell'azione.

Occorrerà impegnarsi più a fondo per valorizzare le azioni congiunte e per far sì che siano veramente visibili accanto ai grandi programmi.

Occorre infine verificare se l'invito a presentare proposte è lo strumento più idoneo ad attuare le azioni congiunte. In questa fase, è troppo presto per trarre conclusioni. Pur tuttavia, potrebbe essere utile affiancare a tale strumento altri tipi di attività, quali studi, partenariati a vari livelli, attività di divulgazione delle buone prassi, o azioni di sensibilizzazione e comunicazione.

3.7.4. Conclusioni sull'azione 4 - Misure d'accompagnamento

Considerate le difficoltà riscontrate nella fase d'avvio dell'azione 4, si possono attualmente formulare le seguenti raccomandazioni generali:

- occorre semplificare le procedure applicate alle azioni congiunte;

- il gruppo intercomitati per le azioni congiunte dovrebbe essere dotato di un mandato più specifico e di poteri decisionali;

- i criteri di selezione per le azioni congiunte dovrebbero essere resi più flessibili, in modo da consentire il finanziamento di tutte le attività volte a contribuire al raggiungimento degli obiettivi delle azioni congiunte;

- occorre elaborare una strategia di comunicazione, d'informazione e di valorizzazione dei risultati per conferire una reale visibilità alle azioni congiunte;

- il sito web esistente e il compendio dei progetti finanziati potrebbero essere migliorati.

3.8. Azione 5

3.8.1. Quadro d'intervento

Gli obiettivi dell'azione 5 sono definiti nell'allegato della decisione n. 1031/2000/CE, che istituisce il programma GIOVENTÙ. Essa verte principalmente sui seguenti aspetti:

- formazione e cooperazione degli attori della politica della gioventù;

- informazione dei giovani e studi sulla gioventù;

- informazione e visibilità delle misure

3.8.2. Attuazione dell'azione

a) Considerazioni generali sull'azione

L'azione 5 propone ai beneficiari e alle agenzie nazionali una gamma di attività di formazione e cooperazione, finalizzate ad offrire assistenza allo sviluppo delle altre azioni del programma GIOVENTÙ e a rafforzare la politica europea a favore dei giovani.

I responsabili della valutazione che hanno partecipato nel 2003 allo studio d'impatto e al seminario sulla valutazione dell'azione 5, a fianco degli animatori giovanili, ritengono che l'azione migliori l'accesso dei giovani alle altre azioni, sviluppando in particolare le competenze degli animatori giovanili, creando e sostenendo partenariati e reti e rafforzando la fiducia in se stessi e la motivazione dei partecipanti. Tale azione è reputata uno strumento assai prezioso per i giovani, in quanto consente loro di essere meglio informati sulle priorità del programma GIOVENTÙ.

In numerosi paesi, l'azione 5 è uno strumento fondamentale per lo sviluppo dell'aspetto internazionale delle politiche nazionali a favore dei giovani e si ripercuote direttamente sulla qualità delle attività condotte in questo settore a livello nazionale. Fungendo da interfaccia tra il livello locale/regionale e quello europeo, l'azione 5 introduce elementi innovativi nelle attività a favore dei giovani, con un notevole effetto moltiplicatore.

Mentre vi è accordo unanime sul fatto che questa azione favorisca nettamente la tolleranza e la diversità culturale, il suo impatto sull'integrazione è sì avvertito, ma ritenuto ancora insufficiente. Occorrono maggiori interventi, in particolare a favore dei giovani più svantaggiati e dei giovani che vivono in zone rurali e remote.

A complemento delle possibilità offerte dall'azione 5, così come indicato nella Guida dell'utente, viene pubblicato un invito annuale a presentare progetti su vasta scala nell'ambito dell'azione 5, che consente ai beneficiari di abbordare le grandi priorità del programma GIOVENTÙ, quali l'integrazione e la lotta al razzismo, nel quadro di progetti di lunga durata di formazione, cooperazione e informazione. I risultati di tali progetti su vasta scala suscitano reazioni positive. Gli aspetti principali da perfezionare, per quanto concerne tali progetti e per quanto concerne l'azione in generale, sono la visibilità e la diffusione di buone prassi.

b) Meccanismi operativi

I responsabili della valutazione dichiarano che, quanto agli obiettivi fissati, l'azione 5 è uno strumento efficace, in particolare sul piano della formazione, del collegamento in rete, della motivazione e della "responsabilizzazione dei giovani".

Con tre voci diverse - cooperazione con i paesi che partecipano al programma, cooperazione con i paesi terzi, piano di cooperazione e formazione in seno all'agenzia nazionale -, nove tipi di attività e le "misure d'accompagnamento", l'azione 5 è una delle più complesse del programma GIOVENTÙ. Tale complessità è vista talvolta come un fattore produttivo che funge da stimolo ai progetti, talaltra come fattore di rigidità, che limita il margine di manovra a livello dell'attuazione.

Sebbene i beneficiari trovino più facile gestire le attività di breve durata (da alcuni giorni a qualche settimana) proposte a titolo dell'articolo 5, insistono sulla necessità di avere anche attività più a lungo termine, fino a un anno, per lanciare e sostenere progetti e reti nel settore della formazione.

I responsabili della valutazione sostengono che l'azione 5, intesa in special modo ad affiancare le azioni 1 e 2, dovrebbe essere utilizzata anche per l'azione 3. Essi osservano che ci si dovrebbe concentrare maggiormente sulla valutazione quantitativa dei progetti di monitoraggio dell'azione 5.

I paesi che prendono parte al programma generalmente accolgono con favore le misure adottate per decentrare l'azione a livello nazionale e molti di essi sottolineano che il decentramento porta a una maggiore trasparenza e prossimità. In effetti, per i giovani con minori opportunità e, in particolare, per coloro che risiedono in regioni rurali remote, poter rivolgersi a persone di contatto nella loro regione è di fondamentale importanza.

L'introduzione del sistema forfettario per la maggior parte delle attività condotte a titolo dell'azione 5 riscuote l'approvazione unanime dei beneficiari, che fin da ora sono agevolati nella stima dei costi e del bilancio dei loro progetti. Questo nuovo sistema ha permesso ai beneficiari di dedicare maggiore attenzione al contenuto. Malgrado ciò, alcuni beneficiari hanno richiesto il rimborso totale delle spese di viaggio, in particolare per progetti che implicavano paesi terzi e per progetti con un alto numero di partecipanti provenenti da paesi candidati all'adesione.

3.8.3. Analisi dell'efficacia e dell'efficienza dell'azione

Tra il 2000 e il 2002, sono stati stanziati 32,3 milioni di euro per finanziare progetti condotti a titolo dell'azione 5.1. I 4.031 progetti finanziati hanno visto la partecipazione di 91.610 persone, tra animatori giovanili, giovani e rappresentanti di ONG.

Delle 174 candidature presentate in risposta ai tre primi inviti a presentare progetti su vasta scala nell'ambito della cooperazione, della formazione e dell'informazione, 34 sono state selezionate e attuate.

Formazione, qualità, collegamento in rete, innovazione, accesso

L'accesso, la formazione, la qualità, il collegamento in rete e l'innovazione sono descritti quali elementi fortemente interconnessi.

La voce "formazione" dell'azione 5 consente ai partecipanti di intraprendere un "processo di sviluppo qualitativo personale", acquisendo competenze e conoscenze di portata internazionale nel settore dell'animazione giovanile, in particolare sui temi della tolleranza, dell'integrazione e della partecipazione. In vari paesi, la formazione GIOVENTÙ rappresenta una delle rare possibilità di formazione per gli animatori giovanili. La formazione tra pari è ritenuta un elemento fondamentale del programma GIOVENTÙ.

Al termine della loro formazione, gli animatori giovanili sono in grado di creare reti e di apportarvi il loro contribuito e il loro sostegno; a loro volta, tali reti generano uno scambio continuo di esperienze, innovazioni e l'ideazione di nuovi progetti. Un collegamento in rete efficace è ritenuto un elemento indispensabile per rendere operativa un'innovazione. Un impiego più vasto ed efficace delle TI, la pubblicazione di progetti di buone prassi e la creazione di siti Internet sono considerati elementi che offrono la possibilità di ridurre i problemi di comunicazione in materia d'innovazione.

Il ruolo dell'azione 5 è assai apprezzato: è con questa azione, aperta a tutti i giovani, che si accede al programma GIOVENTÙ. Si ritiene che l'ampia gamma delle attività sia ben concepita, idonea a preparare progetti nell'ambito delle azioni 1-3 e migliorarne la qualità. Quanti hanno già partecipato a progetti condotti a titolo delle azioni 1-3 si orientano spesso verso l'azione 5, ampliando in tal modo la propria esperienza.

Mentre il contributo delle misure di formazione dell'azione 5 alle altre azioni riceve un riconoscimento pressoché unanime, alcune relazioni lamentano il fatto che non vi sia praticamente nessuna valutazione quantitativa dei progetti di monitoraggio dell'azione 5 sotto forma di scambi di giovani o di progetti SVE.

Impatto sui giovani

L'impatto dell'azione 5 sull'evoluzione personale dei giovani è ampiamente dibattuto e valutato. L'azione aiuta i giovani a sviluppare creatività e senso d'iniziativa, ad acquisire la capacità e la fiducia necessarie ad allestire progetti e ad assumersene la responsabilità finanziaria. L'azione 5 è ritenuta una fonte di motivazione, che migliora le competenze linguistiche e le capacità di comunicazione, consente di acquisire competenze in materia di dinamiche di gruppo e gestione di conflitti e contribuisce, infine, a sviluppare una coscienza europea.

La partecipazione dei giovani alla pianificazione, alla preparazione e all'attuazione del progetto è importante, poiché è in tal modo che fanno proprio il progetto. La formazione e la formazione tra pari sono considerate pratiche essenziali a tal fine.

Impatto sugli animatori socioeducativi, sulle organizzazioni giovanili e sulle comunità locali

L'azione produce un impatto notevole sugli animatori giovanili, in termini di "percezione della qualità" e di "competenza", definite nelle priorità del programma GIOVENTÙ. Mediante percorsi qualificanti si acquisisce una maggiore professionalità. Considerato che l'animazione giovanile differisce molto da un paese all'altro, la definizione di una norma internazionale è ritenuto un elemento importante per migliorare ulteriormente la qualità.

Oltre a sviluppare le capacità relative alle priorità orizzontali del programma GIOVENTÙ, l'azione 5 è particolarmente efficace nel migliorare le capacità pratiche dell'animatore giovanile (quali il lavoro di gruppo, la sensibilizzazione a diversi approcci pedagogici, i metodi di lavoro e le tecniche di presentazione). Le osservazioni raccolte indicano che l'azione 5 offre motivazioni agli animatori giovanili e li aiuta a comprendere la rilevanza del loro lavoro. Sul piano internazionale, si osserva che l'azione 5 crea una sana concorrenza tra pari.

Per quanto concerne le organizzazioni, si può sottolineare il ruolo importante svolto dall'azione 5 nella costituzione di nuovi partenariati e nell'estensione di quelli esistenti. Le relazioni bilaterali divengono tri e multilaterali, i partenariati si fanno più equilibrati e meno dominati da un'unica organizzazione e, spesso, continuano al di fuori del programma GIOVENTÙ. Per molte organizzazioni, l'azione 5 introduce per la prima volta la nozione di "collegamento in rete della riflessione" nell'ambito delle attività di animazione giovanile. Quanto alle organizzazioni di piccole dimensioni, è importante che amplino la loro base di contatti.

L'azione 5 fa acquisire alle organizzazioni giovanili una maggiore professionalità e stimola il raffronto tra organizzazioni, non solo dal punto di vista delle differenze di nazionalità o di cultura, ma anche dal punto di vista dello statuto e del modo di lavoro. Il programma GIOVENTÙ e l'azione 5 apportano "continuità, prevedibilità e una struttura alla cooperazione transnazionale, dotandola di una dimensione di lavoro pari all'animazione di quartiere".

L'impatto dell'azione 5 sulle comunità locali è percettibile a vari livelli:

- organizzazioni giovanili - Comuni: "stringere rapporti più stretti con il personale dei comuni potrebbe fomentare lo sviluppo di circoli e organizzazioni e produrre una reazione a catena più vasta in politica e in economia"; i gruppi e le organizzazioni che partecipano al programma rafforzano spesso la loro cooperazione con le autorità locali, consolidano i rapporti con gli assessorati alla gioventù e si concentrano maggiormente sulle attività internazionali;

- le organizzazioni che partecipano al programma possono fungere da stimolo per le associazioni giovanili che fanno parte della stessa comunità, inducendole ad impegnarsi a livello internazionale.

Impatto sulla politica, sulla legislazione e sulle istituzioni

L'impatto dell'azione 5 a livello delle politiche nazionali, regionali e locali sia descritto in termini generali, ma si danno pochi esempi degli effetti concreti. Vi è, comunque, un consenso unanime sul fatto che tali politiche e la politica europea devono essere complementari.

In taluni casi, le politiche europee a favore dei giovani e dell'animazione giovanile paiono sostituirsi alle politiche nazionali, regionali o locali. È a livello dei Comuni che si è registrato il maggior impatto (si veda sopra). La partecipazione dei Comuni e dei politici locali si è rivelata proficua e contribuisce a una maggiore apertura verso attività internazionali. Ciò permette di vincere i pregiudizi e il razzismo a livello locale.

3.8.4. Conclusioni sull'azione 5

Per quanto concerne l'evoluzione futura dell'azione, i responsabili della valutazione insistono sulla necessità di sviluppare ulteriormente le politiche a favore dei giovani e dell'animazione giovanile in Europa, in linea con gli obiettivi del Libro bianco, e di creare reti di cooperazione a livello europeo/nazionale/regionale/locale o di potenziarle, soprattutto a livello locale, per raggiungere più facilmente i giovani con minori possibilità.

Politiche a favore dei giovani - animazione giovanile - priorità

- In taluni casi, le politiche europee a favore dei giovani e dell'animazione giovanile paiono sostituirsi alle politiche nazionali, regionali o locali. Vi è consenso generale sulla necessità che i diversi approcci della questione siano complementari.

- L'istituzione di norme internazionali potrebbe contribuire a migliorare in modo costante la qualità dell'animazione giovanile.

- Il programma dovrebbe prevedere il finanziamento di progetti di ricerca attinenti ai giovani, non solo nel quadro del programma GIOVENTÙ, ma anche al di fuori.

- L'impatto dell'azione sull'integrazione dei giovani con minori opportunità deve essere ulteriormente potenziato.

Struttura attuale dell'azione

- La complessità dell'azione è vista talvolta come un fattore produttivo, talaltra come fattore di rigidità, che limita il margine di manovra a livello dell'attuazione.

- Si dovrebbe fare ricorso ad alcune attività dell'azione 5 nella preparazione non solo delle azioni 1 e 2, ma anche della 3.

Processo di selezione, di decisione, reazioni e monitoraggio

- Gli animatori giovanili desiderano partecipare più attivamente al processo di selezione ed essere meglio informati delle persone implicate nel processo decisionale.

- I partecipanti desiderano ricevere per iscritto spiegazioni più chiare del motivo di rigetto dei loro progetti, per poter migliorare la qualità delle loro candidature successive. Al termine del progetto, desiderano ricevere osservazioni sulla qualità del loro lavoro.

- Si dovrebbe potenziare la valutazione quantitativa dei progetti condotti a titolo delle azioni 1, 2 e 3 derivanti da un progetto dell'azione 5.

Visibilità, collegamento in rete, trasferibilità

- Migliore divulgazione delle buone prassi tramite una pubblicazione più vasta dei relativi progetti sui vari siti Internet e sfruttando appieno il potenziale della rete interessata (agenzie nazionali, centri regionali, SALTO, Consiglio d'Europa).

- Un maggiore decentramento all'interno dei paesi partecipanti al programma potrebbe portare a una più grande trasparenza e prossimità, favorendo in particolare l'integrazione dei giovani che vivono in zone remote e, più in generale, dei giovani con minori possibilità.

3.9. Azioni con i paesi terzi

3.9.1. Quadro d'intervento

La Commissione e il comitato del programma GIOVENTÙ hanno individuato quattro regioni geografiche prioritarie nel quadro della cooperazione con i paesi terzi: prima priorità, i paesi limitrofi dell'UE allargata, ovvero il bacino mediterraneo (Marocco, Algeria, Tunisia, Egitto, Libano, Giordania, Siria, Israele, Cisgiordania e striscia di Gaza, Turchia, Cipro e Malta), l'Europa sudorientale (Albania, Bosnia-Erzegovina, Croazia, ex Repubblica iugoslava di Macedonia, Serbia e Montenegro), e la Comunità di Stati indipendenti (Armenia, Azerbaigian, Bielorussia, Georgia, Moldavia, Russia, Ucraina), e quale seconda priorità l'America latina (Argentina, Bolivia, Brasile, Cile, Colombia, Costa Rica, Cuba, Ecuador, Guatemala, Honduras, Messico, Nicaragua, Panama, Paraguay, Perù, El Salvador, Uruguay, Venezuela).

La cooperazione con i paesi terzi nel quadro del programma GIOVENTÙ è intesa a promuovere la pace universale, il dialogo, la tolleranza e la solidarietà tra i giovani. Tra gli altri obiettivi principali, la costituzione di partenariati solidi e sostenibili, nonché lo scambio di competenze e conoscenze in materia di animazione giovanile tra le strutture governative e le strutture non governative dell'UE e dei paesi terzi. Le attività che implicano paesi terzi dovrebbero consentire ai partecipanti di approfondire la conoscenza delle rispettive situazioni e culture, facendoli riflettere sulla propria identità. Tali attività sono inoltre intese a contribuire allo sviluppo del settore del volontariato e della società civile nei paesi partner e a consentire ai partner dei paesi terzi di acquisire esperienza nel settore dell'istruzione non formale e di contribuire allo sviluppo dell'animazione e dell'associazionismo giovanile in tali paesi.

Il programma Euromed Gioventù persegue i seguenti obiettivi generali: migliorare la conoscenza e la comprensione reciproche e il dialogo tra i giovani del bacino mediterraneo e dell'UE, nonché stimolare la cittadinanza attiva dei giovani, in particolare delle giovani donne, all'interno delle comunità locali, come pure il contributo alla vita sociale del paese delle ONG che operano a favore dei giovani. Per quanto concerne gli obiettivi specifici, s'intende promuovere opportunità di apprendimento interculturale informale per i giovani, offrire possibilità di formazione per animatori e operatori; scambiare esperienze e buone prassi; promuovere lo sviluppo di strutture senza fini di lucro; promuovere la democratizzazione della società civile; informare le ONG che operano a favore dei giovani; favorire la comprensione reciproca dei 27 partner euromediterranei e migliorarne la percezione reciproca; incoraggiare la partecipazione delle ONG mediterranee partner alle reti transnazionali di ONG.

Il programma Euromed Gioventù è imperniato sulle tre azioni principali del programma GIOVENTÙ: l'azione 1 (scambi di giovani), l'azione 2 (servizio volontario) e l'azione 5 (misure d'accompagnamento).

3.9.2. Attuazione delle azioni

a) Considerazioni generali sull'azione

In media, circa l'8% del bilancio annuale destinato al programma GIOVENTÙ è servito a finanziare la cooperazione tra i 30 paesi partecipanti al programma e 42 paesi terzi. I fondi del programma MEDA hanno completato in modo sostanziale la parte del bilancio del programma GIOVENTÙ dedicata al programma Euromed Gioventù.

La richiesta di fondi per la voce "cooperazione con i paesi terzi" del programma è stata molto alta rispetto ai fondi disponibili. In media, la percentuale dei progetti approvati sul totale delle candidature presentate è stata di circa il 55%, percentuale inferiore a quella registrata nei paesi partecipanti al programma.

Il plusvalore europeo dell'azione risiede nel contributo a una politica estera europea e nella percezione positiva dell'Europa nel mondo. È da ricercare, inoltre, nel riconoscimento di un'Europa fondata sui valori democratici e sulla solidarietà e nel contributo alla creazione di un'identità europea e di un'apertura alla cooperazione con paesi che non hanno necessariamente concluso accordi bilaterali con tutti gli Stati membri.

b) Meccanismi operativi

L'attuazione dell'azione consiste quasi esclusivamente in microprogetti. Sebbene oneroso ed esigente in termini di risorse umane, questo approccio si è confermato il più adatto a garantire la prossimità con i cittadini e l'accessibilità alle organizzazioni e ai gruppi locali, che costituiscono la specificità del settore dei giovani. La realizzazione di progetti pluriennali interattivi su vasta scala, quali Youthnet e Balkan Youth Project, è riuscita a migliorare la visibilità e l'accessibilità dei paesi terzi e ha dato luogo alla costituzione di partenariati e reti. Tali progetti sono d'indubbio valore, ma non devono sostituire i microprogetti.

A causa del numero elevato di piccoli contratti, la gestione dell'azione si è gradualmente decentrata ed è stata affidata alle agenzie nazionali. Questa forma di gestione ha il vantaggio di consentire una maggiore prossimità con gli utenti e, in linea di massima, di accelerare il processo di selezione dei progetti e la stipula dei contratti, a detrimento, tuttavia, della coerenza delle azioni nelle relazioni esterne. Ulteriore inconveniente di tale sistema di gestione è la scomposizione del bilancio, che genera contraddizioni tra la promozione e la capacità di soddisfare la domanda. D'altro canto, si fa assegnamento sulle attività delle agenzie nazionali per ottenere un miglioramento della promozione e della visibilità. Il decentramento genera, inoltre, una partecipazione via via più attiva dei paesi che hanno registrato pochi progetti, talvolta nessuno, con paesi terzi, quando il bilancio era ripartito centralmente.

Una parte dell'azione (progetti proposti da ONG europee e progetti presentati da organizzazioni situate in paesi del Mediterraneo meridionale) è rimasta centralizzata (gestita dalla Commissione) e i ritardi nell'attuazione non sono stati ancora del tutto recuperati.

Per quanto concerne la gestione dei progetti, solo le organizzazioni di paesi partner mediterranei possono rivestire la funzione di capofila e di coordinatore di progetti nel quadro del programma Euromed Gioventù, mentre le organizzazioni di altri paesi terzi devono appoggiarsi ai loro partner.

Due centri di risorse costituiti in seno ad agenzie nazionali (Centro di risorse Europa sudorientale ed Euromed) hanno condiviso competenze e strumenti di lavoro, dimostrandosi mezzi validi per promuovere l'informazione, la visibilità e l'accesso al programma dei paesi terzi.

Il meccanismo attuale di concessione della sovvenzione forfettaria si è rivelato più semplice di un finanziamento percentuale basato sui costi reali. È tuttavia più rigido e non consente di adattarsi alle situazioni specifiche dei paesi terzi. Inoltre, il calcolo dei pagamenti finali è complicato, soprattutto a causa dei diversi tassi applicati nei singoli paesi e alla combinazione, nell'ambito dello stesso progetto, di un finanziamento forfettario e di un finanziamento calcolato in base ai costi reali.

Per quanto riguarda gli strumenti e i criteri, si è constatato che alcuni criteri attuali non rispondono completamente alle esigenze dei giovani/organizzazioni, ad esempio, l'obbligo che gli scambi siano multilaterali (almeno quattro partner, cinque nel caso dei paesi candidati all'adesione) è ritenuto troppo gravoso per molti gruppi e organizzazioni. Il limite d'età massimo costituisce talvolta un ostacolo alla partecipazione di giovani di alcuni paesi terzi. L'obbligo di lavorare con partner della stessa regione geografica è percepito come troppo restrittivo dalle agenzie nazionali, così come dalle organizzazioni e dai giovani, che pertanto raccomandano la presenza di più regioni in seno allo stesso progetto.

3.9.3. Analisi dell'efficacia e dell'efficienza dell'azione

Un totale di 18,6 milioni di euro è stato stanziato per la cooperazione con paesi terzi tra il 2000 e il 2002. Tale dotazione è stata prelevata dai bilanci GIOVENTÙ e MEDA (nella misura di 13,7 milioni di euro dal primo e 4,9 milioni di euro dal secondo). Il 41% dei fondi è stato destinato alla cooperazione con la regione mediterranea, il 34% alle regioni limitrofe dell'Europa sudorientale (ESE 14%, CSI 20%) e il 25 % all'America latina. Circa 18.000 persone tra giovani, animatori giovanili e rappresentanti di ONG hanno beneficiato dell'azione partecipando a uno degli 850 progetti. Il programma ha registrato un numero quasi pari di partecipanti dei paesi che partecipano al programma (53%) e dei paesi terzi (47%).

Nel 2001 e nel 2002, l'azione con i paesi terzi è arrivata ad assorbire più fondi di quelli originariamente assegnati all'inizio dell'anno, a causa dei buoni risultati conseguiti in termini di progetti di grande qualità presentati e approvati.

Impatto sui giovani

Finora le realizzazioni concrete hanno avuto un impatto non trascurabile sui giovani, dal punto di vista dell'apprendimento interculturale, dello sviluppo personale e della partecipazione attiva alla società. L'azione è riuscita a migliorare la comprensione reciproca tra i giovani europei e non europei, contribuendo al riconoscimento di un'Europa fondata sui valori della solidarietà e del sostegno, in particolare nelle aree di conflitto.

Gli scambi di giovani si sono rivelati particolarmente efficaci per promuovere la comprensione interculturale e il senso di appartenenza all'Europa all'interno di un gruppo più ampio di destinatari, grazie all'impatto sulle comunità locali che ospitano gli scambi, mentre lo SVE ha avuto un'influenza più forte sullo sviluppo personale dei partecipanti.

Impatto sugli animatori socioeducativi, sulle organizzazioni e sulle comunità locali

L'azione, principalmente mediante misure d'accompagnamento, ha altresì apportato un contributo importante al potenziamento delle capacità e al collegamento in rete degli animatori giovanili e delle organizzazioni/strutture per i giovani. Le organizzazioni hanno tratto vantaggio da uno scambio di esperienze e dalla creazione di nuovi contatti, che hanno spesso condotto a partenariati sostenibili nell'ottica di una cooperazione futura.

Pur tuttavia, dato che le organizzazioni dei paesi terzi devono tassativamente appoggiarsi a un partner europeo per presentare la loro richiesta di finanziamento (eccetto Euromed Gioventù), i partecipanti di tali paesi non hanno potuto godere appieno dell'impatto di tale azione, in quanto la cooperazione non si fonda su un principio di parità.

L'azione è riuscita a suscitare interesse, a livello locale, verso i valori dell'istruzione non formale e dell'apprendimento interculturale. Ha rafforzato la conoscenza reciproca delle culture nazionali, contribuendo in tal modo alla lotta contro i pregiudizi culturali, ed ha inoltre influito sullo sviluppo del settore del volontariato e della società civile nei paesi che partecipano al programma e nei paesi terzi.

È stata rilevata una serie di differenze nell'attuazione del programma da parte delle varie regioni. L'Europa sudorientale e la regione mediterranea hanno avuto serie difficoltà ad attuare l'azione 2 (SVE), dovuto all'assenza di una tradizione in questo campo e/o a causa di connotazioni negative associate, per ragioni storiche, al servizio volontario. L'America latina, che continua ad essere la regione più aperta ai contatti e ai progetti, si colloca in seconda posizione, dopo la regione mediterranea, in termini di volume di attività. È la regione privilegiata per i progetti d'accoglienza, mentre i progetti con l'Europa sudorientale e con la CSI sono ospitati di preferenza nei paesi del programma, a causa di varie difficoltà relative alle procedure amministrative, al rilascio dei visti, alla logistica, ai bonifici bancari ecc.

Oltre agli effetti summenzionati riscontrati in tutte le regioni, il programma Euromed Gioventù ha ottenuto altri risultati importanti: l'istituzione di strutture nazionali nei paesi del Mediterraneo meridionale ha contribuito notevolmente alla visibilità e all'accessibilità; la dotazione di bilancio a titolo della linea MEDA ha prodotto un aumento quantitativo e qualitativo dei progetti attuati, nonché ha reso possibile per le organizzazioni/gruppi dei paesi partner mediterranei richiedere finanziamenti. Una strategia di formazione è stata applicata da SALTO Euromed, che ha consentito ad innalzare ulteriormente la qualità dei progetti e a creare nuovi partenariati.

Nelle altre regioni la visibilità del programma è ritenuta alquanto scarsa ed alcune organizzazioni hanno incontrato qualche difficoltà ad accedere al programma. La costituzione del centro di risorse per l'Europa sudorientale, nel 2002, ha comunque migliorato la situazione nei paesi dei Balcani occidentali.

Impatto sulla politica, sulla legislazione e sulle istituzioni

Grazie al finanziamento complementare fornito dal programma MEDA al programma Euromed Gioventù, sono stati nominati, dai rispettivi ministeri, dei coordinatori nazionali nei paesi partner mediterranei. L'implicazione delle autorità ha fatto sì che il programma, oltre ad acquisire importanza politica e maggiore visibilità, esercitasse un'influenza più diretta sulle strutture e sulle politiche nazionali a favore dei giovani. Pur tuttavia, si possono avanzare due critiche a tale sistema: un maggiore controllo del programma da parte dei governi e occasionali conflitti d'interesse tra la politica nazionale e la filosofia del programma.

Negli altri paesi terzi, le autorità nazionali non sono affatto implicate nel programma, il che costituisce una grande debolezza, dovuta alla mancanza d'impatto politico e strutturale che ne deriva. Ciò ostacola la sostenibilità del programma e si traduce in un'assenza di sostegno politico e di cofinanziamenti, in una scarsa visibilità e in una carenza di sostegno per l'attuazione delle attività (semplificazione del rilascio dei visti, partenariati ecc.).

Il rilascio dei visti e dei permessi di soggiorno continua ad essere uno dei grandi ostacoli alla cooperazione con i paesi terzi. L'evoluzione futura dipenderà dalle soluzioni che si vorranno dare a questo problema.

3.9.4. Conclusioni sulle azioni con i paesi terzi

L'implicazione delle parti interessate ha confermato la validità della cooperazione con i paesi terzi nel settore della gioventù. Ha inoltre consolidato i legami e la cooperazione tra l'UE e i suoi vicini sudorientali, nonché l'America latina, concorrendo pertanto a creare relazioni costruttive e dinamiche con questi paesi.

È stata confermata la massima pertinenza delle finalità e degli obiettivi perseguiti e perciò si deve continuare su questa via. L'attuale base giuridica, tuttavia, non contiene sufficienti riferimenti agli obiettivi generali e specifici perseguiti nell'ambito della cooperazione con i paesi terzi.

- Occorre impegnarsi più a fondo per migliorare la visibilità dell'azione e agevolare l'accesso alle organizzazioni situate nei paesi terzi.

- Si dovrebbe rendere più efficace la divulgazione dei risultati e delle informazioni presso le organizzazioni locali.

- Il modello del programma euromediterraneo dell'azione GIOVENTÙ dovrebbe essere applicato anche per i Balcani e la CSI, creando sottoprogrammi finanziati da linee di bilancio complementari esterne e istituendo strutture nazionali di coordinamento. Sulla scorta della raccomandazione di moltiplicare i centri di risorse, in settembre/ottobre 2003 ne è stato creato uno.

- Occorre potenziare le organizzazioni situate nei paesi terzi e consolidarne la partecipazione attiva al programma, dando loro la possibilità di presentare la propria candidatura e di divenire capofila dei progetti.

Occorre tuttavia sottolineare che il futuro della cooperazione con i paesi terzi dipenderà molto dai progressi realizzati sul fronte dei visti e dei permessi di soggiorno, che restano un grosso ostacolo alla mobilità dei giovani.

- È stato vivamente raccomandato di intraprendere una campagna di sensibilizzazione presso le ambasciate e i consolati pertinenti e di continuare a fornire assistenza, pubblicando lettere di sostegno nelle quali si descrive a grandi linee il carattere pedagogico non formale del programma.

Vanno fatte alcune considerazioni sulla copertura geografica dell'azione. La predilezione per l'America latina, piuttosto che per i paesi africani o asiatici, non raccoglie un consenso unanime. I giovani e le organizzazioni, come pure i rappresentanti di taluni Stati membri, si sono mostrati molto interessati ad impegnarsi nella cooperazione con altre regioni ritenute altrettanto adeguate ad offrire ai giovani possibilità di sviluppare i valori della comprensione e della solidarietà.

- È stato quindi raccomandato di ampliare la copertura geografica.

- Seppure raccomandati dalle valutazioni, gli scambi bilaterali non devono sostituirsi agli scambi multilaterali, per salvaguardare il plusvalore europeo dell'azione. Tali scambi possono tuttavia essere ammessi a determinate condizioni, ad esempio, nel caso delle piccole organizzazioni che aderiscono per la prima volta al programma, o per i paesi composti da due o più gruppi etnici.

Per quanto concerne le procedure amministrative e finanziarie, i meccanismi attuali si sono rivelati nel complesso adeguati e vanno mantenuti, a condizione di apportare minimi adeguamenti che tengano conto delle realtà dei paesi terzi:

- coprire interamente le spese di trasporto dei partecipanti dei paesi terzi;

- il sistema attuale di "microprogetti" potrebbe esser integrato da un approccio più a lungo termine, ad esempio finanziando progetti pluriennali di maggiore portata, che concorrerebbero ad aumentare la visibilità e consentirebbero una pianificazione più a lungo termine.

Per concludere, va rilevato che l'espressione terminologica "paesi terzi" è stata rimessa in discussione, poiché tende ad evocare "paesi del terzo mondo".

- Si raccomanda quindi di rivedere la terminologia. Espressioni quali "cooperazione internazionale" o "cooperazione con paesi partner" sono state considerate più adeguate, in quanto possiedono una connotazione più positiva.

4. Valutazione complessiva del programma

Il programma GIOVENTÙ, che è l'oggetto della presente valutazione, è un programma la cui attuazione ha raggiunto un'"andatura di crociera" e, sebbene, la valutazione sia stata anticipata di un anno rispetto alla data limite stabilita nella base giuridica, essa offre una visione generale dei risultati relativi alla gestione, alle realizzazioni e alle ripercussioni.

Tale valutazione riprende i risultati emersi dagli studi d'impatto dei paesi partecipanti al programma, da alcune valutazioni esterne e dai seminari specifici. I vari risultati risultano coerenti e consentono di avanzare "proposte" volte a migliorare il programma.

La valutazione del programma GIOVENTÙ, alla fine del suo quarto anno, è nel complesso positiva. Gli obiettivi fissati dal programma saranno con ogni probabilità raggiunti, se il programma continua a procedere con l'attuale impulso: contributo attivo dei giovani alla costruzione europea mediante la partecipazione a scambi transnazionali, azioni di solidarietà dei giovani, progetti di iniziative, rafforzamento della cooperazione.

L'attuazione del programma, ampiamente decentrata, è anch'essa oggetto di un approccio consensuale, voluto dalla Commissione, tra i vari attori del settore.

Sulla scorta della presente valutazione, sono state formulate varie raccomandazioni, indicate di seguito, intese a perfezionare ulteriormente l'attuazione del programma, per conseguire al meglio gli obiettivi prefissati.

Le varie azioni del programma possiedono dinamiche proprie, che generano aspettative. Alcune osservazioni non riguardano direttamente il programma, ma aspetti collaterali, quali le difficoltà legate al rilascio dei visti per i giovani provenienti da paesi terzi, o ancora, il riconoscimento delle esperienze acquisite nel quadro del programma, che dipendono in gran parte dall'adozione di norme specifiche in altri settori.

Paradossalmente, alcuni difetti individuati dalla valutazione sono nel contempo indicatori del successo del programma, in quanto mostrano chiaramente che i beneficiari nutrono nuove aspettative o avvertono nuove esigenze.

Per quanto concerne la partecipazione al programma, si rileva che, tra il 2000 e il 2003, il 52% dei partecipanti era costituito da ragazze, contro il 48% dei ragazzi. Tale equilibrio si ritrova pressoché analogo nelle azioni 1 e 3, mentre per l'azione 2 (Servizio volontario europeo) si constata una maggiore partecipazione delle ragazze, che rappresentano il 72%, contro il 28% dei ragazzi. Il fatto che lo SVE sia stato finora meno attraente per i ragazzi si spiega con l'obbligo del servizio militare o civile vigente nella maggior parte degli Stati membri. Con la progressiva soppressione dell'obbligatorietà di tale servizio, dovrebbe verificarsi, a breve o medio termine, un riequilibrio della partecipazione dei due sessi.

Per quanto concerne la gestione del programma, le principali questioni abbordate vertono sulla trasparenza e sulla coerenza delle procedure, in particolare quella di selezione dei progetti, sulla semplicità e sulla flessibilità delle stesse, nonché sulla necessità di ravvicinare il programma ai beneficiari, sostenendoli nell'elaborazione dei loro progetti. La soluzione di tali difficoltà è di vitale importanza, in quanto, trattandosi di aspetti legati all'accesso al programma, rappresentano potenziali fonti di frustrazione o d'incomprensione.

La valutazione dei progetti, le conseguenti osservazioni comunicate ai beneficiari e il riconoscimento che l'Unione europea può apportare alle attività realizzate sono ritenuti altrettanti elementi positivi per il programma.

Per quanto concerne l'azione 1, la valutazione mostra che gli obiettivi del programma sono raggiunti e che tale azione funziona in modo soddisfacente. L'azione svolge un ruolo particolarmente importante nell'ambito del programma, essendo quella che raggiunge il numero maggiore di beneficiari. Apporta inoltra un plusvalore europeo importante, mediante gli scambi multilaterali e l'impatto sui giovani con minori opportunità e sulle organizzazioni di piccole dimensioni. Quanto agli scambi di giovani, in primo luogo va sottolineata la necessità di continuare a migliorare la qualità dei progetti, in particolare intensificando il ruolo di sostegno delle agenzie nazionali. Un altro aspetto importante individuato dalla valutazione è il desiderio delle parti in causa di considerare la fase preparatoria del progetto quale parte della durata dello stesso e di disporre di una fase per fare il bilancio dei risultati conseguiti. Ciò deriva dalla volontà di valorizzare i progetti globalmente e dimostra un approccio inteso a migliorarne la qualità.

L'azione 2 è senza dubbio l'azione di punta del programma. Il Servizio volontario europeo è facilmente identificabile e di forte impatto. È anche l'azione più esigente in termini di attuazione. La valutazione mostra che anche questa azione funziona in modo soddisfacente. Le osservazioni principali si riferiscono alla volontà di migliorare ulteriormente la qualità dei progetti e delle procedure, nonché aumentare l'accessibilità dei giovani volontari al servizio. Le questioni connesse al riconoscimento delle esperienze acquisite dai giovani volontari nel quadro del programma, o alla necessità di rimuovere gli ostacoli alla mobilità dei volontari, sono di particolare importanza per lo sviluppo dell'azione. Pur tuttavia, questi due aspetti non sono direttamente correlati all'attuazione del programma, bensì dipendono dal contesto in cui viene attuata l'azione, e potranno essere in parte risolti solo con il concorso di altri settori politici, quali l'istruzione e gli affari interni.

L'azione 3 presenta tre voci distinte: le iniziative di gruppo, i progetti di collegamento in rete e Capitale futuro. Le prime due misure sono complementari, in quanto la prima consente ai giovani di creare i propri progetti, mentre la seconda fornisce loro una dimensione europea. Tali misure sono peraltro complementari all'intero programma, poiché hanno dimostrato di poter creare strutture sul campo che consentono lo sviluppo di attività d'istruzione non formale per i giovani, ispirandosi, in particolare, alle priorità indicate nel Libro bianco sulla gioventù. Da questo punto di vista, si tratta di un'azione sufficientemente flessibile da permettere l'attuazione di progetti in sintonia con gli ultimi sviluppi della cooperazione politica. Per quanto concerne la misura Capitale futuro, i risultati sono più mitigati. Questa misura, volta in primo luogo a consentire ai giovani di attuare progetti al termine della loro partecipazione a un progetto di volontariato, va forse meglio integrata con il monitoraggio dello SVE.

Per quanto riguarda l'azione 4, la valutazione evidenziato le difficoltà derivanti dalla sua attuazione. Senza mettere in discussione la fondatezza di azioni che stabiliscono passerelle tra i settori dell'istruzione, della formazione e dei giovani, e sebbene il numero limitato di progetti approvati a tutt'oggi non permetta ancora di convalidare questo tipo d'azione, di fatto l'azione 4 risente di una gestione tripartita che comporta procedure oltremodo complesse. I risultati della valutazione devono pertanto condurci a un'attenta riflessione su metodi alternativi per attuare misure pluridisciplinari.

L'azione 5 è un'azione originale del programma, volta a sostenere la qualità delle organizzazioni giovanili, soprattutto mediante azioni di formazione e di collegamento in rete, a promuovere attività di cooperazione nel settore della gioventù e ad attuare progetti pilota innovativi. La valutazione consente di mettere in luce il fatto che in questo settore gli obiettivi del programma sono raggiunti e che tale azione è idonea a creare un ambiente favorevole allo sviluppo di attività a favore dei giovani, in generale, e del programma, in particolare. L'azione dovrebbe essere perfezionata in particolare far sì che funga da sostegno a tutte le azioni del programma e che svolga un ruolo più importante nella loro valorizzazione, tramite azioni di visibilità e di divulgazione delle buone prassi.

L'azione "paesi terzi" non è un'azione autonoma del programma, in quanto le varie azioni condotte a questo titolo si svolgono nel quadro delle azioni 1, 2 e 5. Il conseguimento degli obiettivi del programma per quanto concerne i paesi terzi è confermato dalla valutazione. Uno dei punti principali su cui la valutazione richiama l'attenzione è quello relativo all'accesso al programma di nuove regioni geografiche, per il quale si osserva, da una parte, che l'azione funziona sì in modo soddisfacente, ma si sente comunque l'esigenza di rafforzarla. Tale aspetto è messo in evidenza anche dalla volontà che queste azioni siano più visibili all'interno del programma e al di fuori. Una delle difficoltà riscontrate nell'azione "paesi terzi", analoga, d'altro canto, a quella osservata nell'azione 2, è connessa agli ostacoli alla mobilità dei beneficiari, in particolare per quanto concerne il rilascio di visti o permessi di soggiorno. La soluzione a tali questioni, come affermato in precedenza, dipende in gran parte dal contesto nel quale è attuata l'azione.

Il programma nel suo insieme e ciascuna delle singole azioni meritano una maggiore visibilità e una valorizzazione dei risultati conseguiti, tenuto conto del loro impatto sui giovani, sulle organizzazioni e sulle politiche nazionali.

Mediante la valutazione, infine, è stato possibile elaborare una serie di 52 proposte intese a migliorare l'attuazione del programma. Tali proposte si riferiscono, in alcuni casi, direttamente al programma, abbordando in particolare le questioni relative alle procedure di attuazione, in altri casi, sono tangenziali, in quanto riguardano più specificamente il suo ambiente, in particolare la rimozione degli ostacoli alla mobilità.

In entrambi i casi, a tali proposte verrà dato un seguito, per migliorare il funzionamento del programma, e la Commissione ne terrà altresì conto al momento di elaborare una proposta di nuovo programma nel settore dei giovani.

5. Raccomandazioni

La Commissione si è riservata di presentare in maniera dettagliata le diverse raccomandazioni al fine di consentire un'individuazione precisa dei punti che risultano dalla presente valutazione. Una sintesi delle raccomandazioni viene presentata al paragrafo 5.2. La valutazione del programma è complessivamente positiva tanto dal punto di vista dell'esecuzione finanziaria che dell'impatto del programma sui giovani, sulle organizzazioni della gioventù e sulle amministrazioni pubbliche. Vengono del pari individuati alcuni punti deboli che corrispondono alle raccomandazioni presentate. Per tutte le raccomandazioni, la Commissione presenta i primi elementi di risposta.

Le raccomandazioni della presente relazione saranno oggetto di uno sviluppo, a decorrere dal 2004, da parte di un gruppo di lavoro per la valutazione (GTE) che verrà istituito dalla Commissione.

5.1. Raccomandazioni per azione

Queste raccomandazioni vengono presentate con i commenti della Commissione sugli sviluppi che seguiranno.

5.1.1. Raccomandazioni trasversali alle diverse azioni

1. I limiti di età applicati al programma suscitano molte discussioni. Benché non esista un consenso su tale questione, si raccomanda a seconda delle azioni di adeguare l'età di accessibilità al programma diminuendola o aumentandola opportunamente.

- Il limite di età 15 - 25 anni viene stabilito dalla base giuridica del programma e non può pertanto essere modificato.

- Questa raccomandazione sarà presa in considerazione nella proposta della Commissione per la futura base giuridica, segnatamente aprendo il programma in maniera modulare ai giovani di 13 - 30 anni, a seconda dei tipi di azioni.

2. Si raccomanda che i giovani con minori opportunità costituiscano il principale pubblico destinatario del programma e che quest'ultimo si adatti maggiormente alle esigenze specifiche di tale pubblico.

- La Commissione considera che il programma debba rimanere accessibile a tutti i giovani senza discriminazioni.

- Alcuni gruppi specifici, segnatamente i giovani con minori opportunità, potranno in maniera modulare essere considerati come prioritari nell'attuazione delle azioni.

- Questa raccomandazione sarà presa in considerazione nella proposta della Commissione per la futura base giuridica.

3. Per quanto riguarda l'attuazione e gli sviluppi dei progetti, si raccomanda di potenziare le misure di assistenza alla preparazione dei progetti, segnatamente presso le piccole organizzazioni e presso quelle senza precedente esperienza nella gestione di programmi comunitari, nonché di garantire un miglior controllo dei progetti realizzati.

- La Commissione considera che questa raccomandazione sia fondamentale, in particolare per quanto riguarda le azioni 1, 2 e 3.

- La Commissione raccomanda alle Agenzie nazionali di utilizzare l'azione 5 per l'assistenza e per la preparazione dei progetti.

- Questa raccomandazione sarà presa in considerazione nella proposta della Commissione per la futura base giuridica, segnatamente prevedendo che le agenzie nazionali possano decentralizzare alcune delle loro azioni di sostegno (cfr. raccomandazione 4).

4. Alcune unità operative o alcuni punti di contatto regionali e locali d'informazione dovranno essere organizzati per garantire una maggiore prossimità nei confronti dei beneficiari e per fornire un sostegno nel momento della promozione, della candidatura e della valutazione del programma. Tali unità operative possono risultare particolarmente utili per raggiungere una popolazione di giovani emarginati.

- La Commissione crede che l'accessibilità e la prossimità dei beneficiari ai livelli regionale e locale costituiscano aspetti importanti del programma, che potrebbero essere generalizzati nel rispetto delle specificità regionali, nei casi in cui ciò non comporti la decentralizzazione della gestione finanziaria.

- Un approccio di sostegno può del pari influenzare positivamente la qualità e il risultato dei progetti.

- Questa raccomandazione sarà presa in considerazione nella proposta della Commissione per la futura base giuridica, segnatamente per permettere alle agenzie nazionali di decentralizzare alcuni loro compiti.

5. Bisognerebbe semplificare e alleggerire l'aspetto amministrativo del processo di candidatura, senza peraltro respingere i progetti di piccola taglia.

- La Commissione esaminerà la possibilità di semplificare il processo di candidatura, tenendo particolarmente conto dei vincoli di gestione e delle esigenze specifiche di ciascuna misura e di ciascuna azione.

- In vista di semplificare il processo, la Commissione sta riflettendo sul modo di presentare le candidature on-line e sta elaborando nuovi formulari di candidatura.

6. I criteri di selezione e il processo di presa di decisione dovrebbero essere più trasparenti, inoltre l'attuazione delle priorità europee e nazionali nei paesi partecipanti al programma dovrebbe essere più coerente e più equilibrata.

- La Commissione riconosce questa difficoltà; il GTE dovrà analizzare tale questione.

- La Commissione raccomanda una migliore interconnessione fra le agenzie nazionali, segnatamente tramite il sito Youthnet che può essere utilizzato come strumento per migliorare l'attuazione delle priorità europee e nazionali nei paesi partecipanti al programma.

- La Commissione crede che i criteri di selezione e il processo di presa di decisione dovrebbero essere trasparenti per i candidati e raccomanda l'utilizzazione di griglie di valutazione da parte di alcune agenzie nazionali.

7. Facilitare l'accesso al programma, rendendo più flessibile se del caso il sistema di concessione delle sovvenzioni.

- La Commissione crede che la trasparenza e la coerenza del programma risentirebbero di un'eccessiva flessibilità.

- La Commissione esaminerà per ciascuna delle azioni la possibilità di prevedere una flessibilizzazione giustificata e ben argomentata.

- Il GTE studierà le diverse possibilità di flessibilizzazione per quanto attiene alle spese di viaggio e al denaro per le piccole spese.

8. I beneficiari dovrebbero essere invitati a riunioni di valutazione annuali ai livelli nazionale ed europeo, nonché a livello regionale.

- La Commissione riconosce l'importanza di un bilancio qualitativo dei progetti per le organizzazioni, per gli animatori giovanili e per i giovani.

- Alcune riunioni di valutazione verranno organizzate con maggior regolarità a livello europeo e la Commissione raccomanda di far altrettanto a livello nazionale. Se del caso e nella misura del possibile la Commissione raccomanderebbe e sosterrebbe la diffusione dei risultati dei progetti e delle testimonianze di buone procedure.

9. Gli animatori giovanili gradirebbero una maggiore trasparenza del processo di decisione e di selezione e desidererebbero partecipare maggiormente alla selezione dei progetti.

- La Commissione considera che i comitati di selezione (livelli Agenzie nazionali o Commissione) dovrebbero essere aperti agli "youth workers".

- La Commissione esaminerà la maniera di migliorare l'informazione sui comitati di selezione e sulle decisioni che vengono ivi adottate, ai livelli europeo e nazionale (cfr. raccomandazione 10).

10. I partecipanti desidererebbero conoscere con precisione i motivi della mancata accettazione dei loro progetti, per poterne migliorare la qualità.

- Il GTE analizzerà come migliorare questo aspetto.

11. Viene raccomandato di fornire un certificato ai giovani e agli animatori socioeducativi che hanno partecipato a un progetto, come avviene col certificato SVE, che certifica il riconoscimento delle competenze acquisite con la partecipazione a un progetto.

- La Commissione ispirandosi al certificato SVE e alle buone procedure seguite negli Stati membri, raccomanderà alle Agenzie nazionali di mettere in funzione progressivamente, a decorrere dal 2004, un sistema in grado di rilasciare certificati ai giovani beneficiari dei programmi.

- Questa raccomandazione sarà presa in considerazione nella futura base giuridica, al fine di inserire l'obbligo di fornire un certificato ai beneficiari del programma.

12. Gli ostacoli alla mobilità costituiscono una difficoltà per l'attuazione del programma; si raccomanda in particolare di adottare le misure opportune, segnatamente per agevolare l'ottenimento dei visti da parte dei beneficiari del programma.

- La Commissione considera che questa questione sia particolarmente importante, segnatamente per le azioni con i paesi terzi.

- Il livello d'impegno politico per quanto riguarda la rimozione di tali ostacoli non appare sufficiente. La Commissione assumerà alcune iniziative in questo campo per sensibilizzare su tale questione gli Stati membri partecipanti al programma.

- La mancanza di uno statuto del volontario costituisce del pari un ostacolo alla mobilità. Questa questione dovrebbe essere esaminata nel quadro del metodo aperto di coordinamento.

- La necessità di eliminare gli ostacoli alla mobilità verrà ribadita nella proposta della Commissione per la futura base giuridica.

13. Al termine del progetto, gli animatori desidererebbero ricevere un bilancio sulla qualità del loro lavoro.

- La Commissione ritiene che sia particolarmente importante fornire agli animatori di progetto, tanto a livello centralizzato che a livello decentralizzato, alcune informazioni riguardanti la valutazione finale dei risultati del loro progetto. Questa questione verrà trattata dal GTE.

14. Si raccomanda di sostenere attraverso l'attribuzione di un "label" i progetti non finanziati, ma simili a quelli finanziati nel quadro del programma.

- La Commissione considera che gli Stati membri potrebbero utilizzare i modelli di buone procedure del programma Gioventù in materia di "label".

- Questa raccomandazione verrà presa in considerazione nella proposta della Commissione per la futura base giuridica.

15. La creazione di collegamenti di più lunga durata fra le diverse azioni dovrebbe essere realizzata.

- L'invito a presentare progetti pubblicato dalla Commissione nel 2004 nel quadro dell'azione 5, si prefigge di consentire la realizzazione di progetti integranti più azioni del programma. Questi tipi di misure verranno riproposti nel 2005 e nel 2006.

- Questa raccomandazione sarà presa in considerazione nella proposta della Commissione per la futura base giuridica.

16. Una maggiore visibilità del programma.

- La Commissione considera che la visibilità del programma debba essere migliorata a livello dei responsabili politici.

- Essa considera del pari che la visibilità del programma debba essere migliorata presso le parti sociali per porre in risalto il contributo del programma alla cittadinanza attiva dei giovani, al loro senso di solidarietà, al loro spirito d'impresa e alla loro impiegabilità.

- La Commissione crede che le attività organizzate in occasione della settimana europea della "gioventù" del settembre 2003 abbiano già molto contribuito alla promozione del programma ed alla sensibilizzazione di un pubblico più ampio ai livelli europeo, nazionale e locale.

- La Commissione prevede di ripetere l'esperienza nel 2005.

5.1.2. Raccomandazioni riguardanti l'azione 1

17. La durata dei progetti per gruppi di giovani con minori opportunità dovrebbe essere ridotta.

- La base giuridica del programma GIOVENTÙ prevede che le attività di scambi durino almeno una settimana e ciò non può quindi essere modificato.

- Peraltro, il GTE esaminerà la possibilità di individuare alcune modalità riguardanti la durata dei progetti, al fine di facilitare un'eventuale partecipazione di giovani con minori opportunità.

- Questa raccomandazione sarà presa in considerazione nella proposta della Commissione per la futura base giuridica.

18. La qualità dei progetti e dei partenariati dovrebbe essere migliorata.

- Il miglioramento della qualità dei partenariati è importante, in quanto ne deriva la qualità dei progetti.

- La Commissione considera che le agenzie nazionali dovrebbero partecipare maggiormente all'assistenza alla ricerca ed alla realizzazione di partenariati.

- La Commissione ha intenzione di seguire gli sviluppi dei partenariati, in particolare multilaterali, delle organizzazioni che hanno partecipato in qualità di partner ad un progetto dell'azione 1.

5.1.3. Raccomandazioni riguardanti l'azione 2

19. Gli elementi centrali che determinano la qualità dello SVE (partenariato, equilibrio fra attività di servizio e apprendimento, formazione/sostegno, ecc.) devono essere mantenuti e sviluppati sistematicamente. Si raccomanda di potenziare le attività di preparazione e di controllo e di realizzare una sistematica partecipazione degli altri partner.

- Il potenziamento delle attività di preparazione, d'accompagnamento e di controllo, nonché i ruoli e le responsabilità dei diversi partner, sono questioni che verranno affrontate dal GTE.

- La Commissione considera che l'esperienza dei giovani che hanno partecipato ad uno SVE debba poter essere sfruttata e a tale proposito ha intenzione di rinnovare il suo sostegno alle reti ed alle associazioni di ex volontari europei a decorrere dal 2004.

- Nella sua proposta riguardante la futura base giuridica, la Commissione potrebbe prevedere il Capitale futuro nell'azione SVE, al fine di consentire ai giovani che hanno partecipato ad uno SVE di utilizzare le loro esperienze e le loro competenze di nuova acquisizione per una migliore integrazione sociale.

20. Si raccomanda di dare una definizione chiara del gruppo destinatario e del profilo del volontario. È necessario procedere a una revisione ed a una flessibilizzazione delle regole e delle procedure di finanziamento per quanto attiene alla partecipazione dei giovani allo SVE.

- La Commissione considera che lo SVE debba essere aperto a tutti i giovani. Lo SVE non è prioritariamente riservato ai giovani con minori opportunità.

- Lo SVE deve essere aperto ai giovani indipendentemente dalle loro qualifiche.

- Uno sforzo particolare deve essere compiuto nei riguardi dei giovani con minori opportunità, al fine di consentire anche a questi un accesso allo SVE.

- La Commissione riesaminerà le regole nel 2004 nel quadro delle attività del GTE al fine di tener conto maggiormente delle esigenze specifiche dei giovani con minori opportunità e al fine di facilitare la loro partecipazione allo SVE.

- La Commissione considera che potrebbe essere opportuno in alcuni casi tener conto di alcune competenze specifiche dei giovani che intendono partecipare ad uno SVE, se ciò risulta giustificato dalla natura dell'azione di volontariato.

21. Si raccomanda di decentralizzare la procedura di valutazione delle manifestazioni di interesse, nonché di accelerare e di snellire la procedura di candidatura e di accreditamento.

- La questione della decentralizzazione della procedura di valutazione delle manifestazioni d'interesse è in corso di esame. La Commissione elaborerà alcune proposte nel 2004.

- Verrà previsto un accreditamento maggiormente basato sulla qualità dei progetti al ricevimento.

- Una base di dati europea on-line di progetti approvati verrà costituita e resa di facile consultazione.

- Il numero di progetti approvati verrà inoltre aumentato.

22. I progetti di SVE sono partenariati transnazionali il cui finanziamento dipende da due agenzie nazionali dei paesi d'invio e di accoglienza, rispettivamente. Secondo alcuni Stati membri, dovrebbero essere introdotte alternative a questo tipo di finanziamento suddiviso, al fine di evitare che un progetto non possa realizzarsi per un mancato finanziamento da parte di una delle agenzie nazionali.

- La Commissione prevede di studiare alternative al cofinanziamento nel corso del 2004, nel quadro del gruppo di lavoro.

23. Il carattere individuale dello SVE deve essere mantenuto; altri formati possono essere soltanto complementari.

- La Commissione continuerà le esperienze-pilota di SVE collettivo.

- Il GTE esaminerà le possibilità di imprimere un carattere maggiormente collettivo allo SVE per aumentare il numero di volontari, l'impatto e la visibilità dello SVE.

- La proposta della Commissione per la futura base giuridica potrebbe comprendere oltre allo SVE individuale uno SVE collettivo, mantenendo peraltro un equilibrio fra i due formati.

24. Bisognerebbe aumentare il numero di partecipanti allo SVE.

- Il budget del programma è definito per il periodo 2000-2006. In questo ambito non vi sono molti margini di manovra per aumentare il numero di SVE.

- Tuttavia la Commissione proporrà al gruppo di lavoro nel 2004 di esaminare le possibilità di flessibilità dello SVE, fra l'altro sul piano delle regole forfettarie, in vista di aumentare il numero dei partecipanti.

- Questa raccomandazione verrà presa in considerazione nella proposta di futura base giuridica per la gioventù. Un sistema di "label" potrebbe consentire di riconoscere come SVE servizi volontari finanziati nel quadro di programmi nazionali ovvero regionali.

5.1.4. Raccomandazioni riguardanti l'azione 3

25. Sembrerebbe opportuno collegare il Capitale futuro allo SVE.

- Questa modifica non può essere prevista nel quadro dell'attuale programma. Tuttavia la Commissione prenderà in considerazione questa raccomandazione nella sua proposta di nuova base giuridica nel settore dei giovani (cfr. anche la raccomandazione 19).

26. L'azione dovrebbe svilupparsi attorno alle direttrici della partecipazione attiva dei giovani, dell'apprendimento non formale ed informale e dell'inserimento sociale

- La Commissione ha riorientato l'azione, segnatamente in esito ai seminari svoltisi nel 2002 e nel 2003 vertenti su tale questione.

- La Commissione prevede del pari di utilizzare l'azione 3 come strumento privilegiato per la partecipazione dei giovani, dopo l'avvio dei progetti-pilota di partecipazione nel 2003 e nel 2004.

- Questa azione è uno strumento della strategia di inserimento dei giovani nel quadro del programma. La Commissione prevede di individuare indicatori specifici per migliorare gli sviluppi del contributo di tale azione a tale obiettivo (2004- 2006).

27. L'inquadramento dell'azione 3.1 (iniziative di gruppi e progetti di messa in rete) dovrebbe essere migliorato, segnatamente tramite l'utilizzazione dell'azione 5, in particolare per proporre seminari di contatto per preparare progetti di messa in rete.

- Nel 2002 e nel 2003 sono stati organizzati seminari di contatto volti a consentire ai giovani che avevano già realizzato un progetto di iniziative "Giovani" di creare progetti di messa in rete. Questo tipo di seminari continuerà nei prossimi anni.

- La versione 2004 della guida dell'utente del programma GIOVENTÙ prevede che l'azione 5 sostenga le attività dell'azione 3.

- La Commissione, al fine di migliorare il controllo della messa in rete, proporrà la creazione di indicatori di controllo (2004-2006).

5.1.5. Raccomandazioni riguardanti l'azione 4

Attualmente, non vi sono margini sufficienti per valutare i risultati dell'azione 4. Infatti soltanto pochissimi progetti sono stati finora attuati. I risultati della presente valutazione riguardano quindi soltanto gli aspetti attinenti all'attuazione dell'azione.

28. Le procedure applicate alle azioni congiunte dovrebbero essere semplificate.

- La Commissione considera che il gruppo intercomitati per le azioni congiunte dovrebbe essere dotato di un mandato più specifico che possa consentire di dare alla Commissione, a nome dei tre comitati, un parere sui temi annuali e sulle procedure di selezione dei progetti, senza che sia necessario rivolgersi formalmente ai tre comitati in un secondo tempo.

- La Commissione studierà nel 2004 la possibilità di semplificare le procedure amministrative che prevedono l'intervento dei diversi servizi della Commissione.

- Nella nuova generazione di programmi, la Commissione proporrà collegamenti flessibili fra i programmi.

29. La gioventù dovrebbe essere presa maggiormente in considerazione nelle azioni congiunte

- Se è vero che nel 2001 i progetti selezionati provenivano essenzialmente da grandi organismi poco rappresentativi del settore della "gioventù", i temi relativi al 2002, 2003 e 2004 lasciano uno spazio significativo alle tematiche particolari dei giovani, come la cittadinanza attiva dei giovani. La Commissione ha intenzione di continuare in tale direzione per quanto riguarda gli anni 2005 e 2006.

- I beneficiari dei progetti selezionati nel 2002 e nel 2003 sono in parte provenienti da ONG vicine ai giovani.

- La Commissione è del parere che la partecîpazione di beneficiari del mondo dei giovani alle azioni congiunte possa essere migliorata attraverso un miglior coinvolgimento delle Agenzie nazionali al fine di informare i candidati potenziali.

30. I criteri di selezione per le azioni congiunte dovrebbero essere resi più elastici.

- I progetti delle azioni congiunte sono progetti ad effetto strutturante (definizione di nuovi approcci, ...) ovvero ad effetto "laboratorio" (sperimentazione di nuovi approcci, ...). Essi sono in numero limitato e i criteri devono essere definiti di conseguenza.

- L'invito a presentare proposte deve essere chiaro, strutturato e trasparente. Sembra pertanto difficile pubblicare inviti a presentare proposte totalmente aperti, così come viene auspicato da alcuni.

- La Commissione è per contro del parere che il vincolo di compatibilità fra tutti i settori che contribuiscono alle azioni congiunte sia eccessivo (attualmente: istruzione, formazione e gioventù) e potrebbe quindi essere limitato in alcuni casi ad azioni congiunte fra due settori.

31. Sarebbe necessario sviluppare una strategia di valorizzazione delle azioni congiunte.

- La Commissione è del parere che debbano essere migliorate la comunicazione sulle azioni congiunte, l'informazione sugli inviti a presentare proposte e la valorizzazione dei risultati dei primi progetti.

- La Commissione è del parere che l'effetto moltiplicatore delle azioni congiunte debba essere sfruttato meglio.

- La Commissione adotterà provvedimenti a tal fine (sito Internet, incontri fra beneficiari e Agenzie nazionali, ...).

5.1.6. Raccomandazioni riguardanti l'azione 5

32. Bisogna continuare a concentrarsi sulla qualità e sul potenziamento delle capacità nel settore dell'animazione dei giovani.

- Per la Commissione, è necessario migliorare la qualità dell'animazione dei giovani.

- I progetti dell'azione 5 ai livelli centralizzato e decentralizzato, i progetti su grande scala dell'azione 5, i centri di risorse SALTO e il partenariato fra il Consiglio d'Europa e la Commissione sulla formazione europea degli animatori giovanili, verranno utilizzati per perseguire tale obiettivo.

- Queste misure saranno accompagnate da una messa in rete attiva e dalla diffusione degli esempi di buone procedure coinvolgenti i giovani, se del caso, al fine di mantenere uno scambio continuo.

- In tale contesto, la Commissione prevede di organizzare un nuovo salone della formazione ("Bridges for Training") nel 2004 nel corso del quale essa intende riunire i principali operatori del settore della formazione.

- La Commissione, nel quadro della futura base giuridica, potrebbe proporre una misura specifica riguardante il sostegno del "Youth Work".

33. L'azione 5 deve continuare a facilitare l'accesso di tutti i giovani al programma.

- La Commissione ritiene che sia necessario adoperarsi per rivolgersi in maniera più precisa ai giovani con minori opportunità che vivono in zone rurali remote, potenziando le azioni d'informazione e di comunicazione ai livelli locale e regionale (cfr. raccomandazioni 3 e 4).

- Alcuni obiettivi particolarmente riguardanti tali gruppi destinatari verranno aggiunti al programma di lavoro per il 2004. A tale riguardo, vi sarà una intensificazione delle sinergie con il Centro di risorse SALTO che si occupa dell'inserimento dei giovani nel programma.

- Inoltre, il pieno potenziale degli scambi verbali e della tecnologia dell'informazione deve essere utilizzato per raggiungere un ventaglio più ampio di giovani e per dare a questi informazioni esaurienti sul programma GIOVENTÙ e sulle sue priorità.

- Il programma finanzia gli EURODESK e la Commissione realizzerà prossimamente un Portale "Gioventù" per sostenere le azioni di formazione.

- Questa raccomandazione sarà presa in considerazione nel quadro della futura base giuridica.

34. Semplificare e flessibilizzare l'azione 5.

- La Commissione considera che la complessità dell'azione 5 costituisca al tempo stesso un vantaggio (le attività vengono considerate come supporti creativi per la presentazione dei progetti) ed un relativo inconveniente, dato che il numero di attività e i criteri applicati vengono considerati talvolta restrittivi.

- A breve termine, la Commissione esaminerà la possibilità di non cambiare la forma di presentazione dei progetti, al fine di stabilizzare le procedure e di facilitare la comprensione.

- Nel 2004, il gruppo di lavoro analizzerà diverse possibilità di flessibilizzazione.

35. Necessità di perseguire il sostegno delle attività innovatrici.

- La Commissione è del parere che i progetti innovatori, accompagnati da un'adeguata diffusione dei risultati ottenuti, costituiscano una parte importante del plusvalore dei progetti per i giovani a livello europeo.

- La Commissione intende pubblicare fino al 2006 inviti annuali a presentare progetti su vasta scala al fine di sostenere il potenziamento delle capacità e l'innovazione per quanto riguarda la formazione e la cooperazione internazionali nel settore dell'animazione dei giovani.

- La Commissione terrà conto di questa raccomandazione nel quadro del futuro programma.

36. L'impatto dell'azione 5 sulle altre azioni del programma dovrebbe essere oggetto di un controllo.

- La Commissione propone di definire un indicatore nel 2004, al fine di migliorare il controllo dell'impatto dell'azione 5 sulle altre azioni.

37. Gli animatori giovanili chiedono l'applicazione di un'attività di sostegno nel settore delle azioni politiche per i giovani e, segnatamente, nel settore della ricerca in questa materia.

- Nel 2004, il Consiglio dovrebbe adottare obiettivi comuni riguardanti "una migliore conoscenza della gioventù". Ciò consentirà alla Commissione di definire un piano riguardante le azioni per la ricerca nel settore dei giovani per il periodo 2005-2006.

- La Commissione potrebbe introdurre una misura specifica riguardante la ricerca nel quadro della futura base giuridica per il settore dei giovani.

38. Bisognerebbe definire, a livello europeo, standard di qualità per le attività dei giovani.

- La Commissione organizzerà incontri per lo scambio di buone procedure seguite in tale campo (2004 - 2006).

- La cooperazione fra la Commissione e il Consiglio d'Europa verrà orientata verso la definizione di standard qualitativi.

5.1.7. Raccomandazioni riguardanti il partenariato fra il Consiglio d'Europa e la Commissione sulla formazione europea degli animatori giovanili

39. La struttura di gestione deve essere resa più chiara, segnatamente per quanto riguarda le procedure di selezione e di decisione vigenti nel quadro della Convenzione.

- La Commissione ritiene che un chiarimento sulle responsabilità delle diverse parti interessate ed un'estensione della comunicazione (Internet e pubblicazioni) per quanto riguarda le procedure di selezione e di decisione, migliorerebbero la qualità della Convenzione.

- La Commissione controllerà particolarmente che le competenze e gli strumenti di cui dispone il partenariato vengano utilizzati efficacemente, ad esempio potenziando la rete degli addetti alla formazione partecipanti alle formazioni proposte nel quadro della Convenzione.

- Tali questioni assumeranno un'importanza maggiore nella nuova Convenzione con il Consiglio d'Europa nel settore della formazione che la Commissione ha intenzione di regolamentare nel 2004.

40. Bisognerebbe adottare un approccio più integrato nei confronti delle diverse parti interessate che intervengono nella formazione dei giovani.

- La Commissione controllerà che le sinergie fra le diverse parti interessate, le attività e gli strumenti proposti nella Convenzione vengano potenziate a tutti i livelli. Per far ciò, essa pensa di coinvolgere maggiormente le agenzie nazionali ed i Centri di risorse SALTO nel partenariato previsto dalla strategia esistente.

- La Commissione avrà del pari l'obiettivo di sfruttare, se necessario, le sinergie fra i tre settori di cooperazione (formazione, ricerca, Euro-med) con il Consiglio d'Europa.

41. Bisognerebbe riservare una maggiore attenzione alla diffusione dei risultati e delle buone procedure.

- La Commissione s'impegnerà per migliorare l'effetto moltiplicatore della Convenzione, intervenendo tanto sulla rete moltiplicatrice quanto aumentando le sinergie e i riferimenti incrociati fra tutte le pubblicazioni realizzate nel contesto della Convenzione.

- La Convenzione controllerà che i moduli di formazione e gli altri strumenti vengano presentati in maniera da consentire la loro applicazione e la loro utilizzazione ai livelli nazionale, regionale e locale. La Commissione cercherà di coinvolgere gli animatori giovanili locali in tale processo.

5.1.8. Raccomandazioni riguardanti le azioni con i paesi terzi

42. È stato raccomandato di aumentare i fondi per la cooperazione con i paesi terzi.

- Questa raccomandazione potrebbe essere presa in considerazione nell'ambito dei bilanci 2004-2006, nonché nel quadro del nuovo programma.

43. È stato raccomandato di moltiplicare il numero di centri di risorse.

- Tale raccomandazione è già stata presa in considerazione tramite l'istituzione di un Centro di risorse per la CSI che è venuto ad aggiungersi ai centri già operanti per l'Europa del Sud-Est e Euro-med.

44. Bisogna compiere sforzi maggiori per aumentare la visibilità dell'azione e per migliorare l'accesso delle organizzazioni situate nei paesi terzi.

- La Commissione ha già adottato misure nel 2003 al fine di attuare tale raccomandazione, segnatamente attraverso l'istituzione di un Centro di risorse per la Comunità degli Stati indipendenti (CSI), l'avvio della piattaforma Euro-med e la settimana di valorizzazione del programma "Gioventù in azione", di cui una delle priorità è la cooperazione con i partner mediterranei.

- La Commissione prevede per il 2004 la realizzazione di avvenimenti quali conferenze, seminari e incontri fra amministrazioni e organizzazioni di giovani.

- Una migliore promozione del lavoro dei Centri di risorse verrà del pari realizzata, segnatamente attraverso un miglioramento del sito Internet.

- La Commissione potrebbe prevedere un'azione specifica per i paesi terzi nel quadro della futura base giuridica.

45. Bisognerebbe ottimalizzare l'efficacia della diffusione dei risultati e delle informazioni presso le organizzazioni locali.

- La Commissione considera che questa raccomandazione sarà in parte attuata tramite l'istituzione del centro di risorse per la CSI e il prolungamento del lavoro dei centri di risorse Europa del Sud-Est e Euro-med.

- Alcuni progetti pluriennali su scala più ampia potrebbero del pari contribuire al perseguimento di tale obiettivo, come è stato dimostrato con i progetti pilota per i Balcani: "youthNET" e "Balkan Youth Project".

- La Commissione prevede di proporre una priorità riguardante i paesi della CSI e del sud del bacino mediterraneo per l'invito a presentare progetti relativo all'azione 5 nel 2005.

- Nel contesto di Euro-med, la creazione della piattaforma Euro-med Gioventù faciliterà la diffusione dell'informazione a livello delle organizzazioni locali.

46. Bisognerebbe trasferire il modello del programma Euromediterraneo di azione Gioventù ai Balcani e alla CSI, creando sottoprogrammi regionali finanziati tramite risorse complementari sbloccate dalle linee di bilancio esterne e stabilendo strutture nazionali di coordinamento.

- La Commissione sta esaminando le possibilità di creare nel 2005 questo tipo di programma per le due regioni indicate. Ciò dipenderà segnatamente dalle risorse finanziarie e di gestione che potrebbero essere stanziate a tal fine.

- La Commissione controllerà nel progetto della futura base giuridica che siano previsti dispositivi affinché i diversi programmi possano mettere in comune le loro risorse, segnatamente per azioni analoghe a Euromed-Gioventù.

47. È stata raccomandata un'estensione geografica.

- Date le risorse limitate, la Commissione pensa ad una possibile alternativa: l'adozione nel quadro della nuova base giuridica di un approccio modulare di apertura del programma ad un ventaglio più ampio di paesi, cominciando dai paesi della Grande Europa.

- Per le regioni più lontane, la cooperazione verrebbe concentrata sugli animatori giovanili/sugli effetti moltiplicatori ed incoraggerebbe alcuni temi prioritari.

- Un gruppo di lavoro riunente agenzie nazionali la cui creazione è prevista nel 2004 analizzerà se un approccio tematico di questo tipo possa già essere introdotto nel presente programma.

48. È stato raccomandato di autorizzare la partecipazione di più regioni ad uno stesso progetto.

- La Commissione considera che questa raccomandazione sia in contrasto con la raccomandazione di creare sottoprogrammi regionali seguendo il modello di Euro-med e che non sarebbe opportuno combinare regioni vicine in vista di un eventuale cofinanziamento attraverso linee di bilancio esterne.

- Per quanto riguarda gli altri paesi, il GTE esaminerà le possibilità di adottare un approccio tematico piuttosto che geografico.

49. Le valutazioni hanno raccomandato di rendere possibile la scelta degli scambi bilaterali.

- Ciò non è possibile nel quadro della base giuridica attuale, che richiede un minimo di due Stati membri oltre ai paesi terzi.

- La Commissione considera che la multilateralità degli scambi costituisca un elemento importante per garantire il plusvalore europeo, tuttavia riconosce il valore che gli scambi bilaterali o trilaterali possono fornire per facilitare l'accesso delle associazioni locali o di piccola taglia senza esperienza a livello europeo.

- Il GTE esaminerà la possibilità di introdurre scambi trilaterali già nel corso del presente programma per facilitare la partecipazione di due o più comunità culturali dello stesso paese.

50. Copertura al 100% delle spese di trasporto dei partecipanti

- La Commissione considera che le implicazioni di questa proposta debbano essere studiate dal GTE.

51. Bisognerebbe promuovere le organizzazioni dei paesi terzi, nonché la loro partecipazione attiva al programma, dandogli la possibilità di presentare le loro candidature e di divenire a loro volta capofila dei progetti.

- La Commissione considera che questa possibilità dipenderà dalla disponibilità delle strutture nazionali appropriate.

- Queste condizioni potrebbero essere create nel quadro dei sottoprogrammi regionali da definire, per il tramite di finanziamenti complementari.

52. È stato raccomandato di modificare la terminologia. Alcuni termini come "cooperazione internazionale" o "cooperazione con paesi partner" sono stati considerati più adeguati in quanto veicolano una connotazione più positiva.

- La Commissione prenderà in considerazione questa raccomandazione nella proposta della futura base giuridica.

5.2. Sintesi delle raccomandazioni

Riassumendo, la valutazione a metà percorso del programma GIOVENTÙ consente di formulare le seguenti raccomandazioni:

1. Indirizzare ancor meglio il programma verso il pubblico destinatario, vale a dire verso i giovani di tutte le condizioni, in particolare verso quelli con minori opportunità.

2. Migliorare l'assistenza ai beneficiari e ai progetti, in tutte le fasi, tramite misure di prossimità e di qualità.

3. Semplificare le procedure e renderle il più possibile flessibili, tenuto conto del pubblico destinatario.

4. Migliorare la trasparenza e la coerenza nell'attuazione del programma, segnatamente a livello decentralizzato.

5. Migliorare la qualità del lavoro attraverso una valutazione dei progetti con un ritorno di informazione presso i beneficiari e tramite un riconoscimento delle attività realizzate.

6. Sviluppare le attività di volontariato tanto sul piano qualitativo che su quello quantitativo.

7. Aprire ulteriormente il programma ai paesi terzi.

8. Anticipare le evoluzioni tramite la realizzazione di progetti innovativi e tramite la realizzazione degli studi necessari.

9. Fornire una visibilità al programma ed a ciascuna delle sue azioni e valorizzare i risultati ottenuti.

6. CONCLUSIONE

La valutazione a metà percorso del programma GIOVENTÙ è stata organizzata in maniera da coinvolgere tutti gli operatori del programma: le amministrazioni nazionali, le agenzie nazionali, le organizzazioni dei giovani, i lavoratori del settore dei giovani e i ricercatori.

La valutazione è stata svolta combinando un insieme di vari modi di valutazione: relazioni dei paesi partecipanti al programma, valutazioni di dispositivi particolari, riunioni di esperti, gruppi di lavoro, valutazioni esterne.

I messaggi che ne risultano sono importanti e concordanti. Da un lato il programma GIOVENTÙ viene apprezzato. I suoi obiettivi sono stati in larga misura raggiunti e ne è stata apprezzata l'attuazione dopo un preliminare approccio consensuale fra i diversi operatori interessati. Dall'altro lato, tenuto conto dell'evoluzione della gioventù, della cooperazione politica che è stata realizzata nel settore e delle difficoltà connesse a tale tipo di programma, la valutazione fornisce un insieme di raccomandazioni da attuare.

Nel documento, la Commissione ha preso posizione rispetto a tali raccomandazioni impegnandosi a realizzarle in tutto o in parte, per alcune nel quadro della seconda parte del programma attuale entro il 2006 e, per altre, nel quadro delle sue proposte per un nuovo programma in favore della gioventù con decorrenza 2007.

ALLEGATO 1

La metodologia utilizzata per lo studio d'impatto

nei paesi del programma GIOVENTÙ

>SPAZIO PER TABELLA>

ALLEGATO 2

>RIFERIMENTO A UN GRAFICO>

// COMMISSIONE EUROPEA

Direzione generale Istruzione e Cultura

Gioventù, Società civile, Comunicazione

Gioventù

EAC/D1/JK/NV/AP/JM/LV/HC D(2002)

Studio relativo all'impatto

delle azioni 1, 2, 3 e 5 del programma GIOVENTÙ

per quanto riguarda la preparazione della futura generazione di programmi nel campo dell'istruzione, della formazione professionale e della gioventù

1. Introduzione

In previsione della preparazione della futura generazione di programmi nel campo dell'istruzione, della formazione professionale e della gioventù, la Commissione europea ha proposto un quadro di riferimento per questa preparazione nel contesto del campo della gioventù (nota EAC.D1/VG/12-D(2002)24639).

Lo scopo di questo documento è di specificare che cosa ci si aspetta dai paesi che partecipano al programma per quanto riguarda l'attuazione delle azioni previste nell'ambito del quadro di riferimento, in attesa della valutazione richiesta dalla decisione n. 1031/2000/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 13 aprile 2000, che istituisce il programma d'azione comunitaria "GIOVENTÙ".

Visto il calendario, si propone di concentrare l'esercizio su:

(1) Un'analisi dello stato di attuazione degli obiettivi generali del programma GIOVENTÙ e degli obiettivi specifici delle varie azioni per quanto riguarda l'impatto sui giovani, le organizzazioni e le politiche, la legislazione e le istituzioni;

(2) Raccomandazioni per quanto riguarda la futura generazione di programmi.

Non è richiesta una valutazione quantitativa del programma esistente, in quanto tali dati sono già disponibili.

I paesi che partecipano al programma sono invitati a seguire la struttura proposta e fornire le informazioni richieste dalla Commissione europea sui vari punti coperti da queste direttive.

2. Scopo e calendario della valutazione dell'impatto

Questo documento è indirizzato alle autorità nazionali dei paesi che partecipano al programma. La valutazione è prevista per il programma GIOVENTÙ a partire dall'anno 2000. Sono comunque benvenuti riferimenti o comparazioni con i risultati delle valutazioni, delle tendenze, degli scopi raggiunti o delle sfide lanciate dai programmi precedenti. La valutazione riguarda unicamente le attività del programma GIOVENTÙ previste alle azioni 1.1, 2.1, 3 e 5.1 nei paesi che partecipano al programma. Per le azioni 1.2, 2.2 e 5.1.2. (cooperazione con i paesi terzi), la Commissione ha previsto una valutazione esterna separata.

Le agenzie nazionali sono invitate a far pervenire i risultati finali alla Commissione (DG EAC, Unità GIOVENTÙ D.1, rue Van Maerlant 2, B-1049 Bruxelles) entro il 30 giugno 2003 in inglese, francese o tedesco.

3. Metodologia

La scelta degli strumenti e dei metodi più adatti è lasciata alle autorità nazionali, sempre tenendo presenti le direttive contenute in questo documento. Le autorità nazionali hanno la possibilità di fare effettuare alcune attività all'esterno.

Lo scopo della consultazione dovrebbe essere centrato sulla qualità e sull'impatto del programma GIOVENTÙ. Tale valutazione qualitativa dovrebbe essere basata sul materiale già disponibile presso le agenzie nazionali e completato da casi particolari, interviste e storie di giovani partecipanti e di organizzazioni. Sarebbe utile creare gruppi di lavoro o organizzare seminari a livello nazionale per raccogliere le informazioni e comparare i risultati. Si considera essenziale basarsi sulle opinioni e sulle esperienze dei giovani che già hanno partecipato a progetti "GIOVENTÙ".

Per ogni azione del programma GIOVENTÙ (1, 2, 3 e 5), le autorità nazionali dei paesi partecipanti al programma sono invitate a:

- Valutare l'impatto sui giovani, sui giovani lavoratori, sulle organizzazioni e le comunità locali, le politiche, la legislazione e le istituzioni (vedi capitolo 7)

- Valutare l'efficacia degli strumenti (vedi capitolo 8)

E in modo più globale:

- Fare raccomandazioni per il futuro (vedi capitolo 9).

4. Ruolo delle agenzie nazionali

Le Agenzie nazionali hanno un ruolo principale per quanto riguarda l'attuazione del programma GIOVENTÙ a livello nazionale, quindi il loro contributo è essenziale. Le autorità nazionali devono comunque rimanere completamente responsabili per la valutazione nel corso di tutto l'esercizio, ma possono comunque basarsi sulle esperienze delle Agenzie nazionali e sulle informazioni già esistenti nel raccogliere dati e informazioni. Le Agenzie nazionali hanno a loro disposizione materiale statistico, relazioni relative a progetti, visite sul campo, seminari, riunioni di valutazione, ecc., e possono fornire il loro aiuto e il loro sostegno nell'ulteriore raccolta di dati.

5. Obiettivi generali del programma GIOVENTÙ

I seguenti obiettivi del programma GIOVENTÙ sono specificati nella decisione n. 1031/2000/CE che istituisce il programma d'azione comunitaria "GIOVENTÙ":

- Promuovere il contributo attivo dei giovani alla costruzione europea attraverso la loro partecipazione a scambi transnazionali, all'interno della Comunità o con paesi terzi, favorire la comprensione della diversità culturale europea e i valori fondamentali comuni, sostenendo in tal modo il rispetto dei diritti umani e la lotta contro il razzismo, l'antisemitismo e la xenofobia;

- Rafforzare il loro senso di solidarietà, intensificando la partecipazione dei giovani ad attività transnazionali al servizio della Comunità, all'interno della Comunità o con paesi terzi, in particolare quelli con i quali la Comunità ha concluso accordi di cooperazione;

- Incoraggiare lo spirito d'iniziativa e imprenditoriale, nonché la creatività dei giovani, per consentire loro di integrarsi attivamente nella società, favorendo il riconoscimento del valore di un'esperienza educativa informale acquisita in un contesto europeo;

- Rafforzare la cooperazione nel settore della gioventù favorendo lo scambio di buone prassi, la formazione degli operatori/responsabili nel settore "gioventù" e lo sviluppo di azioni innovative a livello comunitario;

- Adoperarsi perché tutti i giovani senza discriminazione abbiano accesso alle attività del presente programma. La Commissione e gli Stati membri si adopereranno affinché siano compiuti sforzi particolari a favore dei giovani e delle piccole associazioni locali che, per ragioni di ordine culturale, sociale, fisico, psichico, economico o geografico, incontrano maggiori difficoltà a partecipare ai pertinenti programmi d'azione sia a livello comunitario che a livello nazionale, regionale e locale. A tal fine, la Commissione tiene conto delle difficoltà incontrate da questo gruppo destinatario, contribuendo a contrastare l'emarginazione.

Inoltre la decisione sottolinea la necessità di fornire pari opportunità alle giovani e ai giovani nella società.

6. Scopi specifici del programma GIOVENTÙ

- sostegno alla mobilità transnazionale dei giovani;

- sostegno all'utilizzo di tecnologie dell'informazione e della comunicazione (TIC) nel settore gioventù;

- promozione della cittadinanza dell'Unione e dell'impegno dei giovani a favore dello sviluppo dell'Unione;

- promozione delle conoscenze linguistiche e della comprensione delle diverse culture;

- sostegno a progetti pilota basati su partenariati transnazionali intesi allo sviluppo dell'innovazione e della qualità nel settore gioventù;

- sviluppo a livello europeo di metodi di analisi e seguito delle politiche della gioventù e della loro evoluzione e di metodi di diffusione delle buone prassi;

7. Priorità per azione

7.1 Azione 1

- Offrire ai giovani opportunità di mobilità e partecipazione attiva,

- Includere giovani alla prima attività europea o associazioni di piccola dimensione o a dimensione locale senza esperienza a livello europeo,

- Accordare un sostegno alle attività multilaterali di mobilità di gruppo,

- Accordare sostegno a gruppi di mobilità bilaterale se ciò si giustifica in termini di gruppi interessati (giovani che hanno meno opportunità) o per un approccio pedagogico specifico,

- Fornire sostegno a giovani con particolari abilità linguistiche e interculturali,

- Sviluppare progetti collegati alla lotta contro il razzismo e la xenofobia.

7.2 Azione 2

- Coinvolgere giovani in attività non lucrative e non remunerate che contribuiscano a soddisfare necessità della società nei settori più disparati,

- Fornire ai giovani volontari un'esperienza educativa informale per consentire loro di acquisire conoscenze sociali e culturali e migliorare le loro possibilità di occupazione,

- Attuare progetti di servizio volontario basati su un partenariato e sulla ripartizione delle responsabilità tra i giovani volontari, l'organizzazione che invia e quella di accoglienza,

- Fornire un servizio volontario a breve termine e formazione specifica per le persone che hanno meno opportunità, allo scopo di aiutarle ad integrarsi gradualmente in un volontariato a lungo termine o/e in altre azioni del programma GIOVENTÙ,

- Introdurre il servizio volontario come nuovo elemento nei partenariati già esistenti e/o creare nuovi partenariati tra organizzazioni/associazioni/strutture attive nei campi sociale, culturale, dell'ambiente e della gioventù,

- Coinvolgere organizzazioni che non hanno ancora partecipato a progetti di servizio volontario europeo,

- Includere nuove aree di attività o inserire elementi innovativi,

- Apportare un valore aggiunto alla comunità locale e sostegno per il suo sviluppo,

- Fornire ai volontari un documento (un certificato) che attesti la partecipazione, l'esperienza e le conoscenze acquisite nel corso dell'Azione 2.

7.3 Azione 3

- Favorire l'iniziativa, la creatività e lo spirito imprenditoriale dei giovani,

- Promuovere la partecipazione attiva e l'integrazione dei giovani nella società attraverso lo sviluppo di iniziative comuni a livello locale, regionale o nazionale,

- Promuovere le capacità sociali e culturali dei giovani per migliorare le loro possibilità di occupazione,

- Promuovere l'estensione dei progetti ad iniziative simili condotte in altri Stati membri/paesi che partecipano al programma, attraverso progetti in rete,

- Rafforzare la dimensione europea delle iniziative dei giovani,

- Coinvolgere gruppi di giovani meno favoriti,

- Sviluppare progetti di lotta contro il razzismo e la xenofobia.

7.4 Azione 5

- Contribuire al perfezionamento delle persone attive nel settore della gioventù, in particolare le persone che hanno intenzione di intervenire o che intervengono nelle azioni che coinvolgono direttamente i giovani, previste nelle azioni 1, 2 e 3, per garantire la qualità del loro contenuto,

- Sviluppare attività ponendo un accento particolare sullo scambio di esperienze e di buone prassi tese a facilitare e a promuovere la costituzione di partenariati transnazionali sostenibili e/o reti multilaterali tra attori nel settore della gioventù,

- Diffusione e promozione dei risultati di progetti e di attività di buona qualità,

- Contribuire ad attività sperimentali e innovative attuate attraverso la collaborazione di partecipanti provenienti da orizzonti differenti,

- Migliorare l'accesso dei giovani al programma e aumentare la loro iniziativa e la loro partecipazione attiva nella società,

- Esaminare i fattori che impediscono l'integrazione sociale di giovani marginali nella società

- Sviluppare progetti di lotta contro il razzismo e la xenofobia.

8. Valutazione dell'impatto e della qualità: rispondere per ogni azione

8.1 Impatto sui giovani

1. Tenendo conto degli obiettivi generali e specifici citati sopra, qual è l'impatto previsto delle azioni sui giovani dopo tre anni di attuazione del programma GIOVENTÙ?

2. E per quanto riguarda le priorità annuali?

3. Per quanto riguarda l'apprendimento multiculturale dei giovani, quali sono le acquisizioni di nuove capacità sociali e personali che hanno potuto aumentare lo sviluppo personale e quindi le possibilità di occupazione dei giovani?

4. Per quanto riguarda un maggiore coinvolgimento dei giovani nella società, esiste una diminuzione di possibilità di comportamento a rischio?

5. Per quanto riguarda l'accesso dei giovani ai programmi "GIOVENTÙ", quali sono le possibilità per i giovani organizzati, non organizzati o con meno possibilità?

8.2 Impatto sui giovani lavoratori, sulle organizzazioni e le comunità locali

1. Per quanto riguarda gli obiettivi generali e specifici citati sopra, qual è l'impatto previsto delle azioni sui giovani lavoratori, delle organizzazioni e delle comunità locali dopo tre anni di attuazione del programma GIOVENTÙ?

2. E per quanto riguarda le priorità annuali?

3. In che modo la partecipazione dei giovani lavoratori, delle organizzazioni e delle comunità locali a questi progetti ha influenzato l'attività quotidiana?

4. Per quanto riguarda l'introduzione di nuovi elementi ai partenariati esistenti e/o alla creazione di nuovi partenariati tra organizzazioni/associazioni/strutture, quali sono le cose da segnalare?

5. E per quanto riguarda il rafforzamento della cooperazione transnazionale nel settore della gioventù attraverso le buone prassi, gli scambi, la formazione e lo sviluppo di azioni innovative?

6. Quale tipo di effetto moltiplicatore è stato osservato a livello di organizzazioni e comunità locali?

8.3 Impatto sulla politica, sulla legislazione e sulle istituzioni

1. In che modo l'azione ha influenzato la politica locale, regionale, nazionale, la legislazione e le istituzioni governative?

2. Esiste una distinzione tra l'azione europea e altre azioni a livello nazionale e regionale dello stesso tipo? L'azione europea è complementare ai programmi nazionali?

3. In che misura e come sono state rispettate le priorità specifiche per azione annuali dal 2000 al 2002? In quale misura le priorità del 2000-2002 hanno contribuito al raggiungimento degli obiettivi del programma? Quali priorità nazionali sono state aggiunte?

4. Per quanto riguarda il servizio volontario, esiste uno status giuridico per i volontari nel vostro paese? In che modo valutate il riconoscimento mediante un certificato dell'esperienza non formale acquisita nel corso del progetto di volontariato da parte di datori di lavoro, istituti e da parte dello Stato?

9. Efficacia degli strumenti

1. In che misura gli strumenti attuali previsti per ogni azione sono adatti per raggiungere gli obiettivi e le priorità delle azioni (scambi bilaterali e multilaterali, studi di valutazione a lungo e breve termine, iniziative di gruppo e misure di sostegno per il capitale futuro)?

2. La partecipazione ad un'azione fornisce motivazioni ai giovani per partecipare più tardi ad un'altra azione del programma GIOVENTÙ?

10. Raccomandazioni per i programmi futuri

10.1 Linee generali

1. Per quanto riguarda gli aspetti e/o le attività che hanno avuto più successo nell'attuale programma GIOVENTÙ, quali sono le priorità e gli obiettivi specifici da raccomandare per i programmi futuri? Che tipo di obiettivi specifici e di priorità suggerireste per il futuro?

2. I programmi futuri dovrebbero occuparsi di nuove sfide storiche e sociali?

3. Quali strumenti, aspetti procedurali e amministrativi dovrebbero essere adattati nei futuri programmi GIOVENTÙ allo scopo di migliorare l'efficacia?

4. Quale alternativa suggerireste all'attuale sistema di gestione di microprogetti basati sulla selezione dei progetti? Si prega di indicare quali potrebbero essere i sistemi di controllo, di selezione e di sostegno.

5. Sareste favorevoli ad una maggiore partecipazione delle autorità locali, regionali e/o nazionali nella gestione e/o nel sostegno dei programmi GIOVENTÙ?

6. In quale misura una partecipazione finanziaria pubblica e sistematica del programma GIOVENTÙ, sia globalmente a livello nazionale, che in modo specifico a livello regionale o locale, costituirebbe la soluzione per affrontare la crescente domanda di sostegno finanziario da parte dei candidati?

7. In quale misura sarebbe necessario rianalizzare e se possibile estendere la cooperazione con gli organismi internazionali?

10.2 Raccomandazioni per azioni specifiche

1. In che modo sarebbe possibile migliorare il raggiungimento degli obiettivi generali e specifici per ogni azione?

2. In che modo l'impatto sui giovani, sulle comunità locali e sulle organizzazioni potrebbe essere aumentato mediante azioni diverse nel programma?

3. Come si potrebbe migliorare l'impatto sulla politica, sulla legislazione e sulle istituzioni, tenendo conto anche del riconoscimento dell'esperienza educativa informale?

ALLEGATO 3

Valutazione intermedia della cooperazione con i paesi terzi del programma Gioventù 2000-2002: http://europa.eu.int/comm/youth/program/index_en.html

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