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Relazione della Commissione al Consiglio, al Parlamento Europeo , al Comitato economico e sociale europeo e al Comitato delle regioni - Relazione sull'attuazione e i risultati intermedi dei programmi MEDIA Plus e MEDIA Formazione (2001-2005) e sui risultati dell'azione preparatoria « Crescita e audiovisivo : i2i audiovisivo »

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52003DC0725

Relazione della Commissione al Consiglio, al Parlamento europeo , al Comitato Economico e Sociale europeo e al Comitato delle Regioni - Relazione sull'attuazione e i risultati intermedi dei programmi MEDIA Plus e MEDIA Formazione (2001-2005) e sui risultati dell'azione preparatoria « Crescita e audiovisivo : i2i audiovisivo » /* COM/2003/0725 def. */


RELAZIONE DELLA COMMISSIONE AL CONSIGLIO, AL PARLAMENTO EUROPEO, AL COMITATO ECONOMICO E SOCIALE EUROPEO E AL COMITATO DELLE REGIONI - Relazione sull'attuazione e i risultati intermedi dei programmi MEDIA Plus e MEDIA Formazione (2001-2005) e sui risultati dell'azione preparatoria « Crescita e audiovisivo : i2i audiovisivo »

Introduzione

MEDIA Plus e MEDIA Formazione

I programmi MEDIA Plus e MEDIA Formazione sono stati istituiti con due decisioni del legislatore europeo:

- la decisione 2000/821/CE del Consiglio del 20/12/00 relativa all'attuazione di un programma di incentivazione dello sviluppo, della distribuzione e della promozione delle opere audiovisive europee (MEDIA Plus - Sviluppo, distribuzione e promozione);

- la decisione 2001/163/CE del Parlamento europeo e del Consiglio del 19 gennaio 2001 relativa all'attuazione di un programma di formazione per gli operatori dell'industria europea dei programmi audiovisivi (MEDIA - Formazione).

Il periodo coperto da MEDIA Plus e MEDIA Formazione è stato inizialmente fissato dalle due decisioni summenzionate al 2001-2005. Tuttavia, per mettere in linea la durata dei programmi MEDIA con le prospettive finanziarie, la Commissione ha proposto, il 16.4.2003 [1] al Consiglio e al Parlamento europeo di prolungare MEDIA Plus e MEDIA Formazione fino al 31dicembre 2006. La proposta della Commissione è attualmente in discussione.

[1] COM(2003) 191 def. del 16.4.2003 per MEDIA Plus ; COM(2003) 188 def. del 16.4.2003 per MEDIA Formazione.

MEDIA Plus e MEDIA Formazione sono subentrati a MEDIA II (1996-2000) e a MEDIA I (1991-1995). Queste tre generazioni di programmi MEDIA hanno avuto un obiettivo comune: migliorare strutturalmente la competitività dell'industria europea dei programmi audiovisivi.

Con una dotazione finanziaria di 200 milioni di EUR, MEDIA I ha consentito agli operatori degli Stati membri di rafforzare la loro posizione sul mercato nazionale e, nel contempo, di accedere a nuove forme di collaborazione transnazionale (coproduzioni, cooperazione transfrontaliera, partenariati, raggruppamento d'imprese, ecc.).

MEDIA II ha fruito di un bilancio di 310 milioni di EUR e le sue attività si sono imperniate su tre settori prioritari: formazione professionale, sviluppo dei progetti e delle imprese, distribuzione transnazionale dei film e dei programmi audiovisivi.

MEDIA Plus e MEDIA Formazione si distinguono dai loro predecessori in diversi punti:

- la loro dotazione di bilancio è stata nettamente rafforzata (400 milioni di EUR, di cui 350 milioni per MEDIA Plus e 50 milioni per MEDIA Formazione);

- sono stati definiti quattro assi d'intervento prioritario: formazione professionale, sviluppo, distribuzione e - una novità rispetto a MEDIA II che non l'identificava in quanto priorità specifica - promozione;

- l'attuazione di progetti pilota volti a beneficiare delle nuove tecnologie - come i sistemi numerici - è stata prevista all'articolo 10 della decisione che istituiva MEDIA Plus;

- il periodo di riferimento ha visto l'integrazione e la partecipazione progressiva ai programmi degli Stati aderenti;

- inoltre, parallelamente a MEDIA Plus, si è testata negli anni 2002 e 2003 un'azione preparatoria denominata «Crescita e audiovisivo: i2i audiovisivo».

L'azione preparatoria « Crescita e audiovisivo: i2i audiovisivo»

In occasione del Consiglio europeo di Lisbona del 23 e 24 marzo 2000 i capi di Stato e di governo hanno fissato all'Unione un nuovo obiettivo: «diventare l'economia basata sulla conoscenza più competitiva e dinamica del mondo.» Il Consiglio europeo ha in particolare invitato «la Comunità e gli Statimembri, con l'appoggio della BEI, a rendere accessibili in tutti i paesi europei reti interconnesse a basso costo e ad alta velocità per l'accesso a Internet e a stimolare lo sviluppo della tecnologia dell'informazione e delle reti di telecomunicazioni più avanzate, nonché dei contenuti veicolati dalle stesse.»

Dando seguito alle conclusioni del Consiglio europeo di Lisbona, il gruppo BEI ha lanciato l'iniziativa «Innovazione 2000» il cui obiettivo è promuovere gli investimenti nel campo della società dell'informazione, della ricerca & sviluppo, dell'innovazione, della competitività e del capitale umano. Nel quadro delle azioni destinate a sviluppare le tecnologie dell'informazione, il gruppo BEI ha deciso di sostenere l'accelerazione dei processi di diffusione, in particolare nel campo dei mass media, e ha posto in atto il subprogramma i2i audiovisivo.

Per completare l'iniziativa del gruppo BEI, l'autorità di bilancio ha autorizzato la Commissione a sperimentare l'azione preparatoria «Crescita e audiovisivo: i2i audiovisivo». Quest'azione preparatoria intende migliorare la competitività del settore audiovisivo europeo e la sua creatività nonché permettere il suo adattamento alle nuove tecnologie, alleggerendo i costi bancari e finanziari a carico delle imprese europee di questo settore.

Oggetto della presente relazione

L'oggetto della presente relazione è:

- valutare i risultati dei due primi anni di attuazione dei programmi MEDIA Plus e MEDIA Formazione, conformemente agli articoli 12, paragrafo 3 e 9, paragrafo 4 delle decisioni 2000/821/CE e 2001/163/CE. Tali articoli stabiliscono che la Commissione «presenta al Parlamento europeo, al Consiglio, al Comitato economico e sociale e al Comitato delle regioni un rapporto di valutazione sull'impatto e l'efficacia del programma, in base ai risultati ottenuti dopo due anni di attuazione del programma. Il rapporto è eventualmente corredato di proposte di aggiustamento».

- valutare i primi risultati di i2i audiovisivo, conformemente agli obblighi di valutazione attinenti alle azioni preparatorie, in seguito al loro secondo anno di attuazione.

La presente relazione:

- ricolloca in un primo momento MEDIA Plus, MEDIA Formazione e i2i audiovisivo nel loro contesto economico;

- analizza, in un secondo momento, i risultati dei due primi anni di attuazione di questi tre strumenti;

- identifica infine gli adattamenti che si potrebbe apportarvi per garantire il loro adattamento alle evoluzioni strutturali del settore audiovisivo europeo.

La presente relazione copre il periodo dal 1° gennaio 2001 al 31 marzo 2003. Essa si basa sulle conclusioni della valutazione interemedia di MEDIA Plus e MEDIA Formazione e sulla valutazione dei risultati dell'azione preparatoria « Crescita e audiovisivo: i2i audiovisivo». Queste due valutazioni sono state realizzate da un consulente indipendente in seguito a una gara d'appalto indetta dalla Commissione [2].

[2] Gara d'appalto n. S230-182-679, aggiudicata alla società APRIL.

1. Un contesto economico strutturale e congiunturale degradato

I due primi anni di MEDIA Plus, MEDIA Formazione e i2i audiovisivo sono stati contrassegnati da un contesto economico preoccupante. I punti deboli del settore europeo dei prodotti audiovisivi sono essenzialmente d'ordine strutturale (mercato interno in seno al quale la circolazione delle opere europee non nazionali è difficile, problemi di accesso ai finanziamenti). Essi sono stati aggravati da fattori congiunturali (crisi del finanziamento dell'audiovisivo da parte delle televisioni). A ciò si sono infine aggiunte nuove sfide: l'adattamento alle nuove tecnologie e la partecipazione ai programmi dei paesi aderenti.

1.1. Un mercato interno dell'audiovisivo il cui funzionamento rimane imperfetto

Il mercato audiovisivo europeo è per sua natura frammentato, lungi dal modello di mercato aperto e concorrenziale.

In primo luogo, i prodotti audiovisivi sono opere culturali radicate in un contesto nazionale e/o regionale e in una lingua. Questa diversità è indubbiamente all'origine della ricchezza culturale del settore audiovisivo europeo e della sua strutturazione in un'industria estremamente indipendente. Ma essa ostacola, nel funzionamento attuale del mercato, la circolazione delle opere non nazionali e impedisce all'industria europea di conquistare quote di mercato rispetto ai concorrenti.

L'eterogeneità culturale si traduce anche in una dicotomia tra i paesi a debole capacità di produzione e/o dall'area linguistica e geografica ristretta [3], il cui volume di produzione è naturalmente limitato dalla dimensione dei loro mercati, e i paesi la cui capacità di produzione (volume di produzione rispetto alla popolazione) è superiore a quella degli altri [4].

[3] I paesi a debole capacità di produzione e/o dall'area linguistica e geografica ristretta sono stati, nel corso del programma MEDIA II, i seguenti: Austria, Belgio, Danimarca, Finlandia, Grecia, Irlanda, Islanda, Liechtenstein, Lussemburgo, Norvegia, Paesi Bassi, Portogallo e Svezia.

[4] Gran Bretagna; Germania, Francia, Italia e Spagna.

Inoltre, il settore audiovisivo europeo è costituito essenzialmente di piccole e medie imprese e persino di microimprese. La loro sopravvivenza è spesso precaria, poiché legata al successo di un unico progetto. Inoltre, il loro accesso ai finanziamenti esterni è difficile per i rischi legati alla loro attività: limitati fondi propri, incerta redditività dei progetti poiché funzionale a fattori quali i gusti del pubblico, gli aspetti culturali ecc. Queste società non dispongono spesso dei mezzi per adottare e attuare strategie d'impresa a medio termine.

L'industria europea dell'adiovisivo fatica a far fronte a questi handicap.

A monte, essa consacra ancora troppi pochi mezzi allo sviluppo dei progetti (scrittura, pacchetto finanziario e definizione del piano di commercializzazione), mentre invece questa tappa, come lo dimostra l'esempio dell'industria audiovisiva americana, è essenziale per la qualità e il potenziale di esportazione delle opere. I costi di sviluppo ammontano in Europa a 2 o 3% dei bilanci di produzione, rispetto al 10-12% dei bilanci di produzione delle majors americane.

Sempre a monte, la mancanza di formazione degli operatori europei dell'audiovisivo determina un'assenza di strategia d'impresa su scala europea e, nel contesto dell'introduzione delle nuove tecnologie, espone al rischio di obsolescenza delle qualifiche e delle pratiche.

A valle, il settore della distribuzione rimane per parte sua frammentato su basi nazionali. Questa caratteristica lo rende meno competitivo sia sul mercato mondiale che su quello europeo. La quota dei mercato dei distributori americani di film è quindi di 50% in Europa e raggiunge l'80% nel Regno Unito e il 70% in Germania. Questa situazione giustifica la parte importante del bilancio consacrata da MEDIA Plus all'aspetto della distribuzione.

1.2. Le opere europee circolano ancora con difficoltà fuori dal loro paese di origine

L'insufficiente circolazione delle opere europee non nazionali è il principale sintomo delle difficoltà strutturali incontrate dal settore europeo dell'audiovisivo.

Se si prende l'esempio del cinema, si constata anche che le opere americane conquistano in Europa la maggioranza delle quote di mercato (circa 66% nel 2000) [5], seguite dalle opere nazionali. I film europei non nazionali sono soltanto in terza posizione e con un netto distacco, ad essi infatti corrisponde circa 11% del mercato. I film europei viaggiano poco e fuori del loro paese di origine superano raramente i 50.000 biglietti venduti.

[5] Fonte: Studio IMCA

Questa situazione ha soprattutto quale conseguenza un deficit perdurante degli scambi di opere audiovisive tra l'Europa e gli Stati Uniti (da 7 a 8 miliardi di EUR annualmente). Essa ha anche un impatto negativo sulla redditività e sullo sviluppo dell'industria europea dei programmi.

Il settore audiovisivo ha però oggi un potenziale di sviluppo economico enorme a causa di una domanda in continua crescita e dello sviluppo di nuove tecnologie e di nuovi mercati. Il perdurare di ostacoli all'evoluzione dell'offerta europea evoca il rischio che questo potenziale vada a tutto profitto dei concorrenti dell'industria europea, penalizzando così direttamente l'occupazione e la crescita in Europa.

1.3. Una situazione congiunturale che si è degradata nel periodo 2001-2002

Il settore audiovisivo europeo attraversa ora una crisi congiunturale che si traduce in una maggiore difficoltà di accedere ai finanziamenti. Questa crisi si inscrive nella fase di rallentamento mondiale della crescita iniziata dopo l'11 settembre 2001.

Se si esamina il caso del cinema, si constata che il finanziamento da parte delle televisioni ha registrato un calo significativo nel periodo 2001-2003. Nelle loro programmazioni le società televisive hanno tendenza a rimpiazzare progressivamente il cinema con la fiction televisiva nazionale e la TV verità. Il numero di film europei prefinanziati dalle stazioni televisive si è ridotto in proporzione. Questi sviluppi hanno un impatto negativo sulla creatività e sulla circolazione dei film europei.

In tale contesto, l'allargamento delle fonti di finanziamento della produzione indipendente, in particolare tramite la sviluppo di coproduzioni europee, potrebbe essere una delle possibili vie d'uscita.

1.4. Nuove sfide

MEDIA Plus, MEDIA Formazione e i2i audiovisivo intervengono ora su un mercato in cui si registrano sviluppi decisivi.

Da un lato si assiste al rapido sviluppo delle nuove tecnologie e in particolare del numerico. In questo ambito la situazione della distribuzione cinematografica europea diventa preoccupante: mentre sono già disponibili le copie numeriche dei film, gli esercenti dei cinema non hanno ancora avviato la transizione in tal senso. Le sale cinematografiche, nella loro quasi totalità, continuano a essere attrezzate di mezzi tradizionali di proiezione.

Il secondo sviluppo caratteristico è costituito dalla partecipazione progressiva, nel periodo 2001-2003, dei paesi dell'Europa centrale e orientale che si uniranno fra poco all'Unione europea. Il loro arrivo accentua ulteriormente l'eterogeneità del mercato europeo, visto che il loro distacco rispetto ai 15 Stati membri attuali è notevole. Le capacità d'investimento, gli aiuti pubblici e gli ordinativi sono molto più ridotti in questi paesi che nel resto dell'Europa.

2. MEDIA Plus, MEDIA Formazione e i2i audiovisivo: gli obiettivi raggiunti nel periodo 2001-2003

L'intervento comunitario nel settore audiovisivo si fonda, a partire da MEDIA I, sulla diagnosi delle difficoltà strutturali del settore europeo dell'audiovisivo. Questa strategia è tuttora valida, come lo dimostrano i primi risultati di MEDIA Plus, MEDIA Formazione e i2i audiovisivo e l'esistenza di un sostegno finanziario a livello comunitario necessario oggi più che mai.

2.1. Priorità da seguire in considerazione delle difficoltà strutturali del settore europeo dell'audiovisivo

2.1.1. MEDIA Formazione

L'emergere di un mercato europeo dell'audiovisivo e la comparsa delle nuove tecnologie richiedono competenze professionali adattate. È su questo obiettivo che MEDIA Formazione concentra la sua azione formando gli operatori a: l'applicazione delle nuove tecnologie, in particolare quelle numeriche, per la produzione e la distribuzione; la gestione economica, finanziaria e commerciale in modo da disporre di imprese solide e orientate verso i mercati esterni; le tecniche di scrittura di sceneggiature e copioni indispensabili per migliorare la qualità e il potenziale di esportazione delle opere europee.

2.1.2. MEDIA Plus - Sviluppo, distribuzione e promozione

Un migliore sviluppo delle opere europee è la condizione sine qua non per una produzione di migliore qualità, meglio adattata agli standard del mercato internazionale. È in vista di questo obiettivo che interviene il capitolo Sviluppo di MEDIA Plus, contribuendo così al rafforzamento della competitività strutturale dell'industria europea dell'audiovisivo.

Nel campo della distribuzione, l'obiettivo di MEDIA Plus è di porre rimedio, con un'azione diretta, al principale sintomo di debolezza dell'industria europea: vale a dire l'insufficiente circolazione dei film e dei programmi europei non nazionali. Lo strumento principale continua ad essere il sostegno alla distribuzione, fuori dai loro paesi di origine, dei film europei, cui si aggiungono azioni rivolte alle sale cinematografiche (Rete Europa Cinema), la diffusione televisiva e gli agenti di vendita.

Nel campo della promozione dei festival, MEDIA Plus sostiene una serie di iniziative volte a facilitare la promozione e l'accesso al mercato internazionale della produzione indipendente europea. L'obiettivo è di migliorare la visibilità della creazione europea e di rendere più efficace la presenza delle imprese europee sui mercati europei ed extraeuropei.

Inoltre, il sostegno ai progetti pilota mira a rispondere ai bisogni dell'industria europea dell'audiovisivo in termini di adattamento alle nuove tecnologie.

2.1.3. L'azione preparatoria i2i

i2i si basa sulla constatazione della difficoltà di accesso, per le PMI e le microimprese, ai finanziamenti bancari. Essa ha l'obiettivo di alleggerire i costi bancari e finanziari in cui incorrono questi attori essenziali del settore audiovisivo europeo e di migliorare di conseguenza le condizioni del loro sviluppo.

2.1.4. Le prove della pertinenza delle priorità europee: una domanda in continua crescita da parte degli attori del mercato

Le domande di sostegno finanziario tramite MEDIA continuano ad aumentare, in particolare nel campo dello sviluppo e della distribuzione. Se si prende ad esempio il settore dello sviluppo, si constata che nel 2001 sono stati presentati 352 progetti, nel 2002 erano 574 e nel 2003 si è arrivati a 778, vale a dire un aumento di 120% rispetto al 2001.

La partecipazione dei nuovi paesi (Stati aderenti) al programma non basta di per sé a spiegare questa forte crescita. Essa va anche attribuita a una maggiore consapevolezza, da parte degli operatori, della necessità di integrare la dimensione europea nella loro attività economica.

A questo successo fa da contraltare l'aumento dei bisogni non soddisfatti. Per ritornare all'esempio dello sviluppo, mentre il numero di candidature aumentava di 120% nel periodo 2001-2003, l'aumento del bilancio legato alla partecipazione dei paesi aderenti ha consentito soltanto di aumentare del 33,5% il numero di progetti finanziati (passato da 209 nel 2001 a 279 nel 2003).

2.2. Alcuni primi risultati che dimostrano come MEDIA Plus, MEDIA Formazione e i2i audiovisivo raggiungono i loro obiettivi

I risultati presentati qui di seguito forniscono un quadro della situazione di MEDIA Plus, MEDIA Formation e i2i audiovisivo nel periodo 2001-2003. I ritmi di evoluzione del settore audiovisivo, che superano di gran lunga questo orizzonte, non consentono tuttavia di disporre attualmente di una valutazione quantificata dell'impatto economico, sociale e professionale di questi tre meccanismi di sostegno.

2.2.1. Risultati del capitolo Formazione

MEDIA Formazione contribuisce in modo decisivo all'esistenza di una formazione di dimensione europea. Il sostegno finanziario comunitario copre in media 49% dei costi di formazione ed è essenziale per la sopravvivenza dei progetti patrocinati.

42% delle formazioni erogate riguardavano le nuove tecnologie, 32% la gestione e 27% le tecniche di scrittura.

La qualità delle formazioni - in grande maggioranza si trattava di formazioni continue - è elevata. L'impatto in termini di miglioramento delle competenze e conoscenze tecniche degli operatori, in particolare nel campo delle nuove tecnologie, è confermato dal grande campione di beneficiari interrogato dal consulente esterno nel quadro della valutazione intermedia.

Le formazioni rappresentano anche l'occasione per i partecipanti di entrare in relazione con partner potenziali, in particolare in vista di coproduzioni europee.

2.2.2. Risultati del capitolo Sviluppo

Il capitolo Sviluppo raggiunge i suoi obiettivi consentendo nel contempo di sensibilizzare gli operatori sull'importanza della fase di sviluppo e dando loro accesso a mezzi finanziari supplementari (il sostegno di MEDIA ammonta mediamente a 16% dei costi di sviluppo). Questo aiuto è sufficientemente importante per ridurre i rischi incorsi dai produttori indipendenti.

Gli strumenti del capitolo Sviluppo sono ben adattati alla realtà del settore (Slate Funding per le imprese di media dimensione, progetti individuali per le imprese più piccole).

Il sostegno è suddiviso in modo soddisfacente tra i diversi generi (fiction, documentari, animazione, multimedia). Il tasso di entrata in produzione dei progetti patrocinati è elevato e conferma i benefici del sostegno allo sviluppo.

2.2.3. Risultati del capitolo Distribuzione

2.2.3.1. L'azione Distribuzione Cinema

I due sistemi esistenti (il sostegno selettivo e il sostegno automatico) hanno prodotto risultati soddisfacenti, conformi agli obiettivi fissati: 90% dei film distribuiti fuori dal territorio nazionale nel periodo di riferimento della valutazione hanno fruito dell'aiuto di MEDIA.

* Sostegno selettivo alla distribuzione cinematografica

I beneficiari sono stati sostenuti in media a concorrenza di 27% dei costi di distribuzione sostenuti, il che corrisponde a un'importante copertura dei rischi. Si sono registrati in media 5,5 campagne di distribuzione nazionale per film aiutato.

* Il sostegno automatico alla distribuzione cinematografica

L'aiuto generato è passato da 12,2 milioni di EUR a 20 milioni di EUR a causa dei successi registrati dal cinema europeo in questi due anni. I reinvestimenti sono stati effettuati per il 70% in forma di minimo garantito, per il 28% in P&A e per l'1% in coproduzioni. I reinvestimenti sono andati essenzialmente a vantaggio delle opere francesi e britanniche, ma i film dei paesi con debole capacità di produzione e/o dall'area linguistica e geografica ristretta hanno generato un sostegno maggiore della loro quota di entrate.

2.2.3.2. L'azione Agenti di vendita

Quest'azione è la più recente del capitolo Distribuzione. Poche candidature sono state presentate e selezionate nei due anni di riferimento (17 progetti selezionati annualmente). Questi risultati vanno posti in relazione con il numero di agenti di vendita europei: una cinquantina. Ma essi rendono difficile una valutazione quantificata e rappresentativa dell'azione.

Si può tuttavia affermare che essa risponde a un bisogno reale, in quanto tocca le questioni della commercializzazione e vendita internazionali delle opere europee, questioni che sono oggi decisive per il settore audiosiviso e il suo consolidamento.

2.2.3.3. L'azione Diffusione TV

Il sostegno alla diffusione TV ha raggiunto il suo obiettivo contribuendo a stimolare la produzione di opere televisive aventi uno sbocco europeo.

Ciascuna opera patrocinata ha raggruppato in media 6,4 diffusori. Il sostegno di MEDIA ha potuto coprire 20% dei costi di produzione dei documentari e 12,5% dei costi di produzione delle opere di fiction e di animazione. Il documentario è stato il genere più rappresentato.

Anche se la ripartizione è migliorata rispetto a MEDIA II, il sostegno alla diffusione TV va sempre essenzialmente a vantaggio dei produttori di un numero ristretto di paesi (Francia, Germania e Regno Unito). Questa concentrazione è la conseguenza di un criterio di indipendenza dei produttori (durata massima della proprietà dei diritti da parte dei diffusori fissata a 7 anni) applicato nel quadro della selezione dei progetti. Le pratiche in termini di proprietà dei diritti da parte dei diffusori sono ancora infatti molto variabili a seconda dei paesi.

2.2.3.4. L'azione Rete Sale (Europa Cinema)

I risultati di quest'azione nel periodo 2001-2003 sono conformi agli obiettivi perseguiti. Si sono patrocinate 700 sale cinematografiche. Gli ingressi europei vi sono aumentati di 18% e rappresentano 59% degli ingressi complessivi. Le sale della rete hanno programmato nel 2002 in media 38% di opere europee non nazionali. Le quote di mercato dei film europei non nazionali hanno raggiunto soltanto l'8% nelle sale che non partecipavano alla rete.

Si osserva globalmente una correlazione positiva tra il numero di sale cinematografiche patrocinate da MEDIA in un paese e la quota di mercato dei film europei in tale paese. MEDIA contribuisce chiaramente a ridurre il rischio che può rappresentare la proiezione in sala di film europei non nazionali.

2.2.4. Risultati del capitolo Promozione e Festival

Questo capitolo ha dato prova di efficacia in termini di circolazione delle opere europee non nazionali e di diffusione di queste tra il pubblico.

44% dei progetti sostenuti riguardavano azioni di promozione, 56% interessavano mercati/festival. In media 80% di opere europee sono state programmate nei festival così patrocinati, il che conferisce a questo capitolo un forte valore aggiunto europeo.

2.2.5. Risultati del capitolo Progetti pilota

I progetti pilota patrocinati sono stati poco numerosi (5 progetti) ma sono ammontati a 3,2 milioni di EUR. MEDIA ha partecipato mediamente a concorrenza di 20,78% ai loro costi. Quattro paesi europei sono stati in media associati alla loro attuazione.

La valutazione intermedia sottolinea la pertinenza e l'importanza strategica delle problematiche trattate dai progetti pilota: numerizzazione delle imprese nel campo della proiezione, servizi in linea di distribuzione o di archiviazione. Essa pone inoltre in evidenza l'esistenza di un notevole deficit in termini di contenuti numerici e di attrezzature delle sale cinematografiche.

2.2.6. Risultati dell'azione preparatoria i2I audiovisivo

Il periodo coperto dalla valutazione ha comportato un unico esercizio di selezione. Sono stati patrocinati 40 progetti per un importo di circa 1 milione di EUR. Mediamente il sostegno di MEDIA per progetto selezionato è stato di 25.000 EUR.

L'azione ha consentito di compensare in modo efficace parte dello scarto tra i tassi d'interesse applicati alle microimprese e quelli in vigore per le imprese di dimensioni maggiori. i2I ha anche permesso di ridurre il costo di accesso alle garanzie di esecuzione.

2.3. Benefici legati all'esistenza di un sostegno finanziario a livello europeo

I benefici legati all'esistenza di un sostegno finanziario a livello comunitario vanno al di là dell'apporto, agli operatori europei, di fonti di finanziamento complementari rispetto agli aiuti nazionali.

Inoltre, l'esistenza di un sostegno europeo non va contro la diversità culturale europea: esso mira anzi a dare alle imprese del settore audiovisivo, nel rispetto delle peculiarità nazionali, i mezzi per cogliere al meglio i vantaggi derivanti da un mercato unificato.

2.3.1. Gli operatori tengono conto di una dimensione europea

I benefici legati all'esistenza di un sostegno finanziario a livello europeo riguardano innanzitutto l'integrazione di una dimensione europea nei progetti patrocinati, che altrimenti non esisterebbe se i meccanismi di selezione usati nel quadro di MEDIA non privilegiassero questo aspetto. In effetti, l'acquisita consapevolezza di un mercato europeo è una delle condizioni necessarie affiché gli attori si avvantaggino al meglio delle sue potenzialità e per migliorare la circolazione delle opere europee non nazionali.

Si assiste così progressivamente a un vero e proprio cambiamento in profondità delle mentalità e pratiche degli operatori europei dell'audiovisivo e si constata un inizio chiaro di messa in rete a livello europeo di tali operatori.

2.3.2. Una riequilibratura tra i paesi europei

Il sostegno comunitario ha anche un impatto a livello delle economie nazionali: esso permette una riequilibratura tra i piccoli paesi in cui gli aiuti nazionali sono spesso inesistenti o di debole entità e i grandi paesi. Come indicato al punto 1.1, l'eterogeneità di questi diversi mercati costituisce una delle debolezze del settore audiovisivo europeo.

Per tener conto dei bisogni particolari dei paesi e delle regioni a scarsa capacità di produzione e dalle aree linguistiche ristrette è stata posta in atto, nell'ambito del programma, una politica flessibile di discriminazione positiva senza obiettivi quantificati a priori. Questo sistema, che permette ai paesi e alle regioni a debole capacità produttiva e dalle aree linguistiche ristrette di beneficiare di una percentuale di aiuto europeo superiore al loro peso sul mercato europeo, contribuisce a determinare le condizioni di una convergenza nel lungo termine delle strutture produttive su scala dell'Unione, pur preservando la diversità culturale.

2.3.3. Una benefica complementarità tra aiuti nazionali e sostegno comunitario

Il sostegno finanziario della Comunità comporta una dimensione transnazionale che non è presente nei sistemi di aiuti nazionali.

Questi sono ancora per l'essenziale orientati verso il sostegno alla produzione nazionale o mirano, nel campo della distribuzione, a dare un sostegno ai film nazionali. MEDIA incoraggia per parte sua esclusivamente la distribuzioni di film europei non nazionali . Per quanto concerne lo sfruttamento in sala, gli aiuti nazionali finanziano essenzialmente le strutture, mentre l'aiuto di MEDIA consiste in un'incitazione alla programmazione di film europei. Quanto allo sviluppo, fase essenziale per la qualità e il potenziale di sfruttamento di un'opera, gli aiuti nazionali iniziano soltanto ora a funzionare e riguardano ancora soltanto un numero ristretto di paesi.

In assenza di un sostegno finanziario comunitario vi sarebbe quindi un grande rischio che le potenzialità del mercato interno non siano valorizzate oppure anzi siano sfruttate, ma da società non europee, con conseguenze negative per la crescita e l'occupazione in Europa.

3. Proseguire l'adattamento di MEDIA ai bisogni dell'industria europea dell'audiovisivo

Dall'avvio di MEDIA I, il programma MEDIA ha dato prova della sua capacità di adattarsi alle evoluzioni del mercato europeo dell'audiovisivo. Questa strategia, che garantisce l'efficacia del programma e massimizza i suoi effetti strutturanti, dev'essere continuata per quanto concerne MEDIA Plus e MEDIA Formazione.

La concentrazione sulle priorità attuali (formazione, sviluppo, distribuzione e promozione) dev'essere mantenuta, in quanto risponde alla frammentazione del mercato europeo dell'audiovisivo. È su questa base che è stata condotta la riflessione sui possibili adattamenti dell'azione comunitaria.

Le seguenti proposte di adattamento possono essere attuate, nella maggior parte dei casi, senza che sia necessario modificare le decisioni del Consiglio che istituiscono i programmi MEDIA Plus e MEDIA Formazione. Esse potrebbero quindi diventare operative rapidamente, sin dalla fine del 2003 o dall'inizio del 2004.

Altre proposte richiedono una modifica delle decisioni del Consiglio. Esse potrebbero essere integrate nelle proposte della Commissione volte a rinnovare nella prospettiva del 2007, i programmi MEDIA.

3.1. Facilitare l'accesso ai finanziamenti delle PMI e microimprese, in tutte le fasi (sviluppo, distribuzione e promozione)

L'accesso ai finanziamenti è un vero problema per il settore europeo dell'audiovisivo rappresentato per l'essenziale da PMI e microimprese. Tale constatazione è alla base dell'azione preparatoria i2i audiovisivo.

Si tratta di un problema trasversale, poiché riguarda le principali attività del settore dell'audiovisivo, segnatamente: lo sviluppo e la produzione da un lato; la distribuzione, compresi gli agenti di vendita, e la promozione dall'altro.

Per tale motivo, l'azione preparatorio i2i dovrebbe essere integrata nel programma MEDIA Plus. Un nuovo strumento consacrato all'accesso ai finanziamenti sarebbe così disponibile nel quadro di ciascuno dei capitoli di MEDIA Plus (Sviluppo, Distribuzione, Promozione). Inoltre, e per rafforzare la coerenza dell'azione comunitaria, si dovrebbero introdurre per la selezione dei progetti criteri aventi l'obiettivo di stimolare la circolazione delle opere europee non nazionali.

Questo adattamento potrebbe entrare in vigore sin dal 2004, senza modificare la decisione del Consiglio 2000/821/CE del 20/12/00 che istituisce MEDIA Plus, in particolare per quanto concerne l'integrazione al capitolo Sviluppo.

3.2. Formazione

3.2.1. Porre in atto una sinergia tra le organizzazioni di formazione e allacciare legami con le scuole del cinema

Si deve continuare la messa in rete degli organismi europei di formazione conformemente agli obiettivi di MEDIA Formazione.

Inoltre, si dovrebbe instaurare una cooperazione con le scuole del cinema e di formazione iniziale all'audiovisivo. Tali scuole hanno una salda base e dispongono di lunga esperienza, di reti di collaborazione e di contatti forti con la professione.

La creazione di tali sinergie consentirebbe di aumentare ulteriormente la qualità pedagogica e di diminuire i costi strutturali della formazione. In particolare, si potrebbe sostenere la creazione di master o di moduli specifici aventi dimensione internazionale.

Inoltre, queste sinergie potrebbero servire da cornice per la mobilità degli studenti e dei formatori in Europa.

3.2.2. Adeguare il contenuto pedagogico ai bisogni della professione

L'utilizzazione delle nuove tecnologie è uno dei settori in cui l'offerta di formazione andrebbe rafforzata.

Tuttavia, in termini più generali, sarebbe opportuno disporre rapidamente di un quadro preciso dei bisogni formativi della professione - in particolare nei paesi aderenti - per adattare MEDIA Formazione alle realtà del settore.

3.2.3. Aumentare il tetto del contributo comunitario per far fronte ai bisogni specifici dei paesi aderenti

Il contributo di MEDIA non può superare oggi 50% dei costi delle azioni di formazione situati nei grandi paesi e 60% dei costi delle azioni di formazione situate nelle regioni o nei paesi a debole capacità di produzione e/o dall'area linguistica e geografica ristretta. I fondi complementari provengono dai fondi propri degli stessi organismi beneficiari, da aiuti pubblici nazionali, da spese di partecipazione certificate dai partecipanti come anche da alcuni sponsor privati.

Nel caso dei paesi aderenti, si pone un problema reale di finanziamento. Gli organismi di formazione dispongono di poche risorse finanziarie proprie e gli aiuti nazionali sono inesistenti o molto limitati. Gli organismi di formazione non possono inoltre far pesare il costi dell'adeguamento finanziario aumentando inconsideratamente la partecipazione degli allievi.

Per far fronte a questa situazione e considerando l'importante fabbisogno di formazione degli operatori professionali, occorrerebbe aumentare temporaneamente il tetto del contributo comunitario portandolo fino a 75% nel caso di azioni sostenute nei paesi aderenti.

A differenza delle due proposte di adattamento menzionate prima, un simile aumento richiede una modifica della decisione del Consiglio 2001/163/CE del 19/01/01 che istituisce MEDIA Formazione. Esso potrebbe essere integrato nelle proposte della Commissione riguardanti il rinnovo di MEDIA nella prospettiva del 2007.

3.3. Sviluppo

3.3.1. Creare un sostegno alla preproduzione

La preproduzione costituisce oggi uno stadio sempre più decisivo e specifico dello sviluppo: la necessità di cercare finanziamenti porta i produttori a far opera di prospezione fuori del loro paese d'origine, in particolare per concludere accordi di coproduzione.

Questa evoluzione positiva, in quanto introduce una vera e propria dimensione europea nello sviluppo, è presa in conto in modo solo imperfetto negli strumenti esistenti. Le spese di consulenti o di avvocati necessarie per la realizzazione di partenariati finanziari non sono ad esempio ammissibili.

L'integrazione di i2i nel capitolo Sviluppo potrebbe costituire l'occasione per definire, in seno al capitolo Sviluppo, un nuovo strumento specificamente orientato al sostegno per le spese di preproduzione.

3.3.2. Aumentare il tetto degli aiuti per meglio rispecchiare le realtà del settore

Nel campo dello sviluppo gli strumenti esistenti sono ben adattati ai bisogni e alle realtà del settore. In particolare lo Slate Funding fornisce un finanziamento flessibile alle imprese di medie dimensioni.

Sono soprattutto gli attuali tetti di spesa a rivelarsi inadatti alle nuove condizioni del mercato: segnatamente l'aumento dei costi di sviluppo in collegamento con l'utilizzazione di nuove tecnologie, soprattutto per l'animazione e i multimedia.

Si dovrebbe quindi contemplare un aumento dei tetti attuali e in particolare per lo Slate Funding. Un simile aumento rafforzerebbe tra l'altro il ruolo strutturante di questo strumento per le PMI.

3.3.3. Riconoscere la complementarità tra i capitoli Sviluppo e Formazione di MEDIA Plus

La formazione, sia essa in gestione commerciale, in marketing o in scrittura, può essere considerata parte integrante delle spese e delle azioni di sviluppo di un progetto. Ad esempio, un progetto di sviluppo può beneficiare dei consigli dati al suo autore nel quadro di un seminario di scrittura.

Per questi motivi, si dovrebbe introdurre una correlazione tra i capitoli Formazione e Sviluppo. Le spese di formazione potrebbero ad esempio figurare tra le voci ammissibili a fruire dell'aiuto allo sviluppo.

Gli aggiustamenti contemplati per il capitolo Sviluppo non richiedono una modifica della base giuridica di MEDIA Plus e potrebbero entrare in vigore rapidamente.

3.4. Distribuzione

3.4.1. Instaurazione di uno Slate Funding nel campo della distribuzione

Nell'ambito del sistema attuale i film europei dall'audience limitata generano uno scarso sostegno automatico e beneficiano difficilmente del sostegno selettivo. Quest'ultimo comporta infatti l'obbligo di riunire attorno ad un film almeno tre distributori europei, il che costituisce un ostacolo per film dal profilo a rischio.

Per porre rimedio a questa situazione, si dovrebbe concepire un nuovo tipo di sostegno ispirato allo Slate Funding utilizzato nello sviluppo.

Si tratterebbe di accordare ai distributori una dotazione finanziaria per la distribuzione, in un periodo di uno o due anni, di un catalogo di film europei dal profilo più risicato, senza obbligo in termini di numero di distributori europei da riunire.

Un simile adattamento richiede una modifica della decisione 2000/821/CE del 20/12/00 che istituisce MEDIA Plus e potrebbe essere contemplato nel quadro del rinnovo del programma nella prospettiva del 2007.

3.4.2. Ristrutturazione e ampliamento dell'azione Agenti di vendita

Dopo due anni di attuazione si constata che per l'essenziale l'aiuto di MEDIA si concentra su un unico paese: la Francia. Anche se questa concentrazione riflette in parte la realtà del mercato e l'importanza degli agenti francesi in Europa, l'introduzione di una dimensione non nazionale - in particolare per i reinvestimenti - potrebbe consentire di correggere tale situazione e di recare un reale valore aggiunto europeo al settore.

In quest'ottica l'azione Agenti di vendita potrebbe essere ristrutturata con l'obiettivo di incitare al coordinamento tra produttori, distributori e agenti di vendita. Questa proposta si basa sulla seguente constatazione: una strategia appropriata in materia di commercializzazione pone la promozione a monte della produzione. Essa consiste innanzitutto nel conoscere i tipi di pubblico per i quali i film sono concepiti, nel misurare le prospettive commerciali e le entrate potenziali sui diversi mercati. Essa consiste quindi nel promuovere e vendere tali film, nell'attirare il pubblico, e nello sviluppare le quote di mercato, in particolare mediante un'opera di prospezione.

Tuttavia, in diversi casi, i produttori non includono il materiale promozionale nelle loro strategie e i loro distributori non hanno le risorse finanziarie necessarie per porre rimedio a questa lacuna. Gli agenti di vendita non dispongono poi dei mezzi per condurre una promozione efficace dei loro prodotti.

La nuova azione Agenti di vendita consentirebbe di sostenere finanziariamente l'elaborazione di un kit promozionale di base comprendente: una prima copia sottotitolata, la banda M&E (« music and effects »), materiale promozionale, ecc.

Questo adattamento non richiede di modificare la base giuridica di MEDIA Plus e potrebbe entrare rapidamente in vigore.

L'azione dovrebbe essere anche estesa agli agenti di vendita specializzati nei programmi TV. Ma questa modifica richiede per parte sua una modifica della base giuridica di MEDIA Plus. Essa potrebbe essere contemplata nel quadro del rinnovo del programma nella prospettiva del 2007.

3.4.3. Aumentare i tetti d'aiuto

Il numero di copie per film come anche i costi di distribuzione registrano oggigiorno una notevole crescita.

Per tener conto di quest'evoluzione si dovrebbero quindi aumentare i tetti d'aiuto comunitario attualmente in vigore.

Questo adattamento non richiede la modifica della decisione 2000/821/CE del 20/12/00 che istituisce MEDIA Plus e potrebbe entrare rapidamente in vigore.

3.4.4. Diffusione TV: aprire maggiormente il sistema mediante una modifica delle regole sulla cessione dei diritti

Nell'ambito del sistema attuale l'applicazione del criterio di indipendenza dei produttori (cessione dei diritti ai diffusori per una durata limitata a 7 anni) ha l'effetto di una concentrazione del sostegno a beneficio dei produttori francesi (40% del sostegno assegnato), tedeschi e britannici.

Per porre rimedio a questa distorsione e adattare il sostegno alle realtà del settore della televisione in certuni degli Stati partecipanti al programma si dovrebbe introdurre una maggiore flessibilità nella definizione del criterio d'indipendenza dei produttori.

Questo adattamento potrebbe entrare in vigore nel quadro di MEDIA Plus.

3.4.5. Utilizzare la rete delle sale per fare la promozione del cinema europeo

Azioni coordinate di promozione del cinema europeo potrebbero essere contemplate in seno alla rete delle sale sostenuta da MEDIA. L'obiettivo sarebbe di trarre il massimo partito dal successo di pubblico incontrato da tale rete. Si potrebbero realizzare ad esempio operazioni coordinate di lancio di film.

Questo adattamento potrebbe entrare rapidamente in vigore nel quadro di MEDIA Plus.

3.5. Promozione e festival

3.5.1. Rafforzare la presenza degli operatori europei sui mercati chiave

Il sostegno comunitario dovrebbe essere mirato sui mercati chiave, sui quali la presenza degli operatori europei può avere un impatto massimo in termini di vendite e di esportazione.

3.5.2. Promuovere la diversità culturale e favorire l'educazione del pubblico all'immagine mediante un ampio sostegno ai festival

Sulla base degli attuali criteri di ammissibilità, 70% dei film programmati nei festival sostenuti da MEDIA devono essere europei. 80% lo sono nella pratica.

I benefici che si possono dedurre da una simile constatazione in termini di promozione della diversità culturale e di educazione del pubblico europeo sono evidenti e si inseriscono perfettamente negli obiettivi perseguiti dall'articolo 151, paragrafo 4 del Trattato. Occorre tirarne il miglior partito conservando un'ampia ripartizione del sostegno di MEDIA ai festival sul territorio europeo.

3.5.3. Migliorare la visibilità del programma MEDIA per farne un label del cinema europeo

Una migliore conoscenza del programma MEDIA da parte del pubblico potrebbe fare di tale programma un vero e proprio label del film europeo, associato ad un'immagine di qualità e a un'identità europea.

Questo obiettivo potrebbe essere raggiunto ad esempio pubblicizzando maggiormente il Premio MEDIA.

L'insieme degli adattamenti proposti per il capitolo Promozione potrebbe essere attuato rapidamente nel quadro del programma MEDIA Plus.

3.6. Progetti pilota

I progetti pilota possono recare un contributo all'insieme dei capitoli di MEDIA. Tale dimensione non va dimenticata.

Si dovrebbe consacrare un'attenzione particolare a due priorità.

Da un lato, la linea di bilancio attualmente disponibile nel capitolo Distribuzione per la distribuzione in linea potrebbe essere mobilitata per stimolare la creazione di contenuti numerici e l'utilizzazione della distribuzione in linea da parte dell'industria europea.

D'altro canto, in materia di distribuzione nelle sale, si dovrebbe stimolare la realizzazione di una vera e propria rete di cinema europei numerici, attrezzati conformemente ai bisogni dell'industria europea.

Questi adeguamenti potrebbero entrare rapidamente in vigore nel quadro di MEDIA Plus.

3.7. Mantenere una gestione centralizzata dell'aiuto comunitario temperata da un rafforzamento del ruolo dei MEDIA Desks

3.7.1. I vantaggi di una gestione centralizzata dell'aiuto comunitario

L'aiuto comunitario è attualmente distribuito e gestito a livello centralizzato dalla Commissione europea.

Questo funzionamento centralizzato è ben adattato alle finalità dell'aiuto europeo, segnatamente: stimolare l'introduzione di una dimensione transnazionale nell'audiovisivo europeo e consentire al mercato interno di funzionare meglio. Tale gestione dovrebbe essere mantenuta.

3.7.2. Meglio valorizzare le potenzialità offerte dai MEDIA Desks

La gestione centralizzata dell'aiuto comunitario potrebbe essere integrata da un rafforzamento del ruolo dei MEDIA Desks.

I MEDIA Desks sono presenti in tutti gli Stati partecipanti al programma MEDIA. Essi sono finanziati congiuntamente dagli Stati membri e dal bilancio di MEDIA. La loro funzione principale è oggi di fungere da relè tra l'Unione europea e gli operatori di ciascuno Stato partecipante, in particolare per consentire di informarli sui meccanismi di sostegno comunitario.

Le potenzialità offerte dai MEDIA Desks - situati in prossimità delle realtà dei mercati nazionali, essi sono coloro che meglio conoscono i loro bisogni e le loro specificità - dovrebbero essere maggiormente sfruttate. In particolare, i MEDIA Desks potrebbero fornire statistiche utili sui mercati nazionali o diventare i relè di una politica di comunicazione maggiormente volontarista.

Questi adattamenti potrebbero avvenire senza modificare la decisione 2000/821/CE del 20/12/00 che istituisce MEDIA Plus e diventare rapidamente operativi.

4. Conclusione: sintesi degli adattamenti contemplati e calendario

Adattamenti da effettuarsi nel quadro dei programmi esistenti: MEDIA plus e MEDIA formazione // Calendario

Agevolare l'accesso ai finanziamenti delle PMI e microimprese //

Integrare l'azione preparatorio i2i audiovisivo nei capitoli di MEDIA Plus // 4° trimestre 2003

Formazione //

Porre in atto sinergie tra gli organismi di formazione e con le scuole del cinema // 2° semestre 2004

Disporre di un inventario dei bisogni di formazione // 1° trimestre 2004

Sviluppo //

Creare un sostegno alla preproduzione, in occasione dell'integrazione di i2i audiovisivo nel capitolo Sviluppo // 4° trimestre 2003

Aumentare i tetti dell'aiuto comunitario // 4° trimestre 2003

Introdurre una correlazione tra i capitoli Sviluppo e Formazione // 4° trimestre 2003/1° trimestre 2004

Distribuzione //

Ristrutturare l'azione Agenti di vendita // 4° trimestre 2003

Aumentare i tetti d'aiuto // 1° semestre 2004

Diffusione TV: modificare le regole sulla cessione dei diritti ai diffusori // 2004

Utilizzare la rete Europa Cinema per fare la promozione del cinema europeo // 2004

Promozione e festival //

Mirare il sostegno comunitario sui mercati chiave // 2004

Promuovere la diversità culturale e favorire l'educazione del pubblico all'immagine mediante un sostegno ampio ai festival // 2004

Migliorare la visibilità del programma MEDIA per farne un label del cinema europeo // 2004

Progetti pilota //

Utilizzare la linea di bilancio « distribuzione in linea » per stimolare la creazione dei contenuti numerici e l'utilizzazione della distribuzione in linea da parte dell'industria europea // 1° semestre 2004

Stimolare la creazione di una rete di cinema europei numerici // 1° semestre 2004

Rafforzare il ruolo dei MEDIA Desks // 2004

Adattamenti da integrare nelle proposte della Commissione sui futuri programmi MEDIA // Calendario

Formazione //

Aumentare il tetto del contributo comunitario per le azioni di formazione nei paesi aderenti // 4° trimestre 2003

Distribuzione //

Porre in atto uno Slate Funding per il sostegno e la distribuzione di film europei dal profilo a rischio // 4° trimestre 2003

Estendere l'azione Agenti di vendita alla televisione // 4° trimestre 2003

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