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Relazione della Commissione - Relazione del 2002 sul programma phare e sugli strumenti di preadesione per Cipro, Malta e la Turchia {SEC(2003) 910}

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52003DC0497

Relazione della Commissione - Relazione del 2002 sul programma phare e sugli strumenti di preadesione per Cipro, Malta e la Turchia {SEC(2003) 910} /* COM/2003/0497 def. */


RELAZIONE DELLA COMMISSIONE - RELAZIONE DEL 2002 SUL PROGRAMMA PHARE E SUGLI STRUMENTI DI PREADESIONE PER CIPRO, MALTA E LA TURCHIA {SEC(2003) 910}

INDICE

SINTESI

ACRONIMI

1. L'anno in rassegna

1.1. Principali sviluppi del processo di allargamento nel 2002

1.2. Le conclusioni dei Consigli europei del 2002

1.3. ISPA e SAPARD e il coordinamento degli aiuti di preadesione della Comunità

1.4. Il passaggio ai fondi strutturali

2. Attuazione dei programmi

2.1. Quadro generale: attuazione degli orientamenti Phare

2.2. Quadro generale: assistenza finanziaria e tecnica

2.3. Programmi nazionali

2.4. Cooperazione transfrontaliera Phare

2.5. Programmi multibeneficiari

2.6. Partecipazione alle agenzie e ai programmi comunitari

2.7. Cooperazione con la BEI e le istituzioni finanziarie internazionali

3. Gestione del programma

3.1. Passaggio al sistema di decentramento esteso (SADE)

3.2. Controllo e valutazione

4. Sintesi dei risultati finanziari

SINTESI

Questa è la relazione annuale presentata dalla Commissione europea al Parlamento europeo, al Consiglio dell'Unione europea e al Comitato economico e sociale europeo contenente una valutazione dei progressi compiuti dal programma Phare. Inoltre, per la prima volta la relazione esamina anche gli strumenti di preadesione per Cipro, Malta e la Turchia. [1]

[1] La presente relazione viene preparata in conformità dell'art. 10 del regolamento (CEE) n. 3906/89 del Consiglio del 18 dicembre 1989 ("regolamento Phare"), dell'art. 11 del regolamento (CE) n. 555/2000 del Consiglio del 13 marzo 2000 relativo alla realizzazione di interventi nell'ambito della strategia di preadesione per la Repubblica di Cipro e la Repubblica di Malta e dell'art. 11 del regolamento (CE) n. 2500/2001 del Consiglio del 17 dicembre 2001 relativo all'assistenza finanziaria preadesione per la Turchia.

Il programma Phare è uno dei tre strumenti di preadesione finanziati dalle Comunità europee per assistere i paesi candidati dell'Europa centrale nei loro preparativi in vista dell'adesione all'Unione europea. Creato originariamente nel 1989 per fornire assistenza alla Polonia e all'Ungheria, il programma Phare coinvolge oggi 10 paesi candidati dell'Europa centrale ed orientale: Bulgaria, Repubblica ceca, Estonia, Ungheria, Lettonia, Lituania, Polonia, Romania, Slovacchia e Slovenia. Inoltre, i tre paesi che non aderiscono al programma Phare, ossia Cipro, Malta e la Turchia, ricevono degli aiuti di preadesione per finanziare le attività legate agli interventi prioritari in vista dell'adesione (Cipro e Malta), o per fornire un approccio all'assistenza finanziaria orientato all'adesione (Turchia).

Nel periodo 2000-2002, Phare ha fornito circa 5 miliardi di euro per il cofinanziamento degli interventi di potenziamento istituzionale attraverso gli interventi di gemellaggio e assistenza tecnica e per il sostegno agli investimenti. L'obiettivo è aiutare i paesi candidati a rafforzare le proprie istituzioni e amministrazioni pubbliche affinché possano funzionare in maniera efficiente all'interno dell'Unione, promuovere la convergenza con la vasta legislazione comunitaria, ridurre i periodi di transizione e promuovere la coesione economica e sociale (CES).

Nel 2002, gli impegni Phare ammontavano complessivamente a 1.699 milioni di euro. La programmazione si è basata sugli orientamenti per Phare, riveduti ulteriormente nel 2002 per accompagnare le modifiche apportate al regolamento sulla cooperazione transfrontaliera (CTF), per tener conto del particolare approccio richiesto nel settore della sicurezza nucleare e per porre in risalto il passaggio al sistema di attuazione decentrato esteso (SADE).

Per quanto riguarda Cipro, Malta e la Turchia, nel 2002 i programmi relativi agli aiuti di preadesione ammontavano complessivamente a 168 milioni di euro. Per quanto riguarda Malta e Cipro, tali finanziamenti sono stati destinati in gran parte agli interventi di potenziamento istituzionale per preparare i due paesi all'adesione. Nel caso della Turchia, l'assistenza finanziaria per la preadesione ha posto l'accento sull'adesione, dal momento che le procedure per la programmazione e l'attuazione del programma di assistenza finanziaria alla Turchia per la preadesione ora rispecchiano quelle di Phare.

La Commissione europea ha progressivamente trasferito le competenze di gestione e attuazione dei programmi Phare alle autorità dei paesi candidati, per prepararli all'approccio decentrato alla gestione dei programmi istituito nell'ambito dei fondi strutturali. Nel 2002 è stato dato un maggiore rilievo ai programmi nazionali tesi a far fronte alle carenze specifiche individuate nelle relazioni periodiche annuali.

Il documento tecnico allegato alla presente relazione contiene alcune sezioni riguardanti la programmazione e l'attuazione del programma Phare nei dieci paesi beneficiari e gli strumenti di preadesione per Cipro, Malta e la Turchia.

ACRONIMI

BEI // Banca europea per gli investimenti

BERS // Banca europea per la ricostruzione e lo sviluppo

CARDS // Programma di assistenza alla ricostruzione, allo sviluppo ed alla stabilizzazione nei Balcani

CE // Commissione europea

CES // Coesione economica e sociale

CTF // Cooperazione transfrontaliera

EFTA // Associazione europea di libero scambio

FEAOG // Fondo europeo agricolo di orientamento e di garanzia

FESR // Fondo europeo di sviluppo regionale

FS // Fondi strutturali

HLWG // Gruppo di lavoro ad alto livello

IFI // Istituzioni finanziarie internazionali

ISPA // Strumento per le politiche strutturali di preadesione

MEDA // Programma di investimenti per la cooperazione nel Mediterraneo

NAC // Coordinatore nazionale degli aiuti

OEDT // Osservatorio europeo delle droghe e delle tossicodipendenze

ONG // Organizzazione non governativa

PECO // Paesi dell'Europa centrale ed orientale

PESC // Politica estera e di sicurezza comune

PIL // Prodotto interno lordo

PMI // Piccole e medie imprese

PNS // Piani nazionali di sviluppo

SAD // Sistema di attuazione decentrata

SADE // Sistema di attuazione decentrata esteso

SAPARD // Programma speciale di adesione per l'agricoltura e lo sviluppo rurale

SIGMA // Sostegno per il miglioramento dell'amministrazione e della gestione nei paesi dell'Europa centrale e orientale

TACIS // Programma di assistenza tecnica alla Comunità di Stati indipendenti

TAIEX // Technical Assistance Information Exchange Office

UE // Unione europea

UEM // Unione economica e monetaria

1. L'ANNO IN RASSEGNA

1.1. Principali sviluppi del processo di allargamento nel 2002

Relazioni periodiche

Il 9 ottobre 2002, la Commissione ha adottato il pacchetto allargamento 2002 intitolato "Verso un'Unione allargata", composto da un documento programmatico, da una relazione della Commissione europea sui progressi compiuti dai singoli paesi candidati in vista dell'adesione e dalle singole relazioni periodiche relative ai 13 paesi candidati.

Nelle relazioni periodiche, la Commissione valuta i progressi compiuti dai paesi candidati nell'adempimento dei criteri per l'adesione. Sulla base di un'analisi dettagliata, la Commissione è giunta alla conclusione che nel 2002 tutti i paesi candidati hanno compiuto notevoli progressi nell'attuazione dei criteri per l'adesione.

Secondo la valutazione della Commissione, Cipro, la Repubblica ceca, l'Estonia, l'Ungheria, la Lettonia, la Lituania, Malta, la Polonia, la Repubblica slovacca e la Slovenia soddisfano i criteri politici. Tenendo conto dei progressi compiuti da tali paesi, dei risultati da essi conseguiti nell'adempimento degli impegni e dei preparativi attualmente in corso, la Commissione ritiene che tali paesi avranno soddisfatto i criteri economici e quelli riguardanti l'acquis comunitario e che saranno pronti ad aderire all'UE a partire dall'inizio del 2004. Si raccomanda pertanto di concludere i negoziati di adesione con tali paesi entro la fine dell'anno, in maniera tale da poter firmare il trattato di adesione nella primavera del 2003.

Avendo la Bulgaria e la Romania fissato al 2007 la data indicativa della loro adesione, la Commissione fornirà il massimo sostegno a questi due paesi affinché possano raggiungere tale obiettivo, continuando ad applicare il principio della differenziazione e del merito proprio. La Commissione ha espresso l'intenzione di proporre, sulla base dell'analisi delle relazioni periodiche del 2002, delle tabelle di marcia dettagliate per questi due paesi, ivi compreso un aumento degli aiuti di preadesione.

Per quanto riguarda la Turchia, la Commissione ha sottolineato i notevoli progressi già compiuti, ad esempio, sul fronte della riforma costituzionale, delle ampie riforme dell'agosto 2002 e della riforma del sistema giudiziario, ma ritiene che il paese debba ancora compiere notevoli sforzi. In tale contesto e in vista della nuova fase riguardante la candidatura della Turchia, la Commissione ha raccomandato all'Unione europea di intensificare il proprio sostegno ai preparativi del paese in vista dell'adesione e di rendere disponibile un ingente volume di risorse a tal fine.

La Commissione ha inoltre indicato che avrebbe continuato a controllare fino al momento dell'adesione l'attuazione, da parte dei singoli paesi aderenti, delle riforme necessarie e di tutti gli impegni assunti nell'ambito dell'acquis comunitario. La Commissione ha proposto di inserire delle clausole di salvaguardia specifiche nel trattato di adesione per il settore del mercato interno e della giustizia e degli affari interni, oltre a una clausola generale di salvaguardia in campo economico.

Il 9 ottobre, il presidente Prodi e il commissario Verheugen hanno presentato il pacchetto allargamento al Parlamento europeo. Il 22 ottobre, il Consiglio ha espresso il proprio ampio consenso in merito alle conclusioni e alle raccomandazioni della Commissione e il 24-25 ottobre il Consiglio europeo riunito a Bruxelles ha proceduto all'adozione delle stesse.

Negoziati di adesione

Conferenze ministeriali:

Nel corso dell'anno sono state organizzate diverse conferenze dedicate al processo di adesione. Alla conferenza ministeriale del 28 giugno, organizzata sotto la presidenza spagnola, hanno partecipato tutti i paesi candidati ad eccezione della Bulgaria. La prima conferenza ministeriale sotto la presidenza danese, tenutasi il 1° ottobre, è stata preceduta da due conferenze preparatorie a livello di viceministri (28 giugno e 29/30 luglio). Sono inoltre state organizzate altre conferenze a livello di viceministri con alcuni paesi candidati (il 18 ottobre, il 24 ottobre e l'8 novembre) e il 18 novembre si è tenuta una conferenza ministeriale con la Bulgaria e la Romania.

Ultimamente, i capitoli rimasti aperti con il primo gruppo di dieci paesi che aderiranno all'Unione nel 2004 riguardavano l'agricoltura, le disposizioni finanziarie e di bilancio, altre questioni (come ad esempio la creazione dello strumento di transizione per il potenziamento istituzionale, l'attuazione e la gestione dei fondi di preadesione nei nuovi Stati membri, le salvaguardie, i contributi dei nuovi Stati membri al capitale della BEI, ecc.), le istituzioni per 3 paesi candidati (Repubblica ceca, Ungheria e Lettonia) e 5 capitoli residui (concorrenza per Ungheria e Polonia, trasporti per la Repubblica ceca, fiscalità e unione doganale per Malta).

La Commissione ha partecipato a quattro conferenze bilaterali informali con i paesi candidati organizzate dalla presidenza a livello di viceministri (a ottobre e novembre) e a una conferenza ministeriale (a dicembre). Sulla base dei lavori preparatori, tutti i capitoli citati precedentemente sono stati chiusi in occasione del Consiglio europeo di Copenaghen del 12-13 dicembre in seguito ad un accordo raggiunto sulle spese di bilancio e su altre disposizioni riguardanti delle questioni pendenti specifiche. Per la Bulgaria e la Romania, alla fine della presidenza danese erano stati chiusi complessivamente, a titolo provvisorio, rispettivamente 23 e 15 capitoli.

Agricoltura

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Conformemente alla tabella di marcia approvata in occasione del Consiglio europeo di Laeken, tutti i rimanenti temi di negoziato (pagamenti diretti, contingenti di produzione, sviluppo rurale, ecc.) che rientrano in questo capitolo sono stati discussi dall'UE nel corso del primo semestre dell'anno. A tal fine, la Commissione ha adottato il 30 gennaio 2002 un documento di riflessione, per fornire agli Stati membri una base per discutere i temi in questione allo scopo di definire nuove posizioni comuni. Rifiutando in particolare l'idea di creare nel lungo termine una politica agricola comune a due velocità, la Commissione ha sottolineato l'esigenza di puntare a ristrutturare l'agricoltura e le industrie agroalimentari nei paesi candidati e a migliorare la competitività in tali settori. Il 13 giugno il Parlamento europeo ha accolto con favore il documento della Commissione. I negoziati di adesione si sono conclusi nel dicembre 2002 in occasione del vertice di Copenaghen. È stato raggiunto un accordo sul capitolo 7, ivi compreso un accordo sui pagamenti diretti e sui quantitativi di riferimento. L'accordo trova riflesso nel tratto di adesione.

Quadro finanziario per i negoziati di adesione

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Il 30 gennaio, a partire dall'inizio della presidenza spagnola la Commissione ha presentato una comunicazione sulle spese associate all'allargamento nel periodo 2004-2006 per consentire al Consiglio di valutare, nell'ambito di un quadro comune, le questioni finanziarie legate ai negoziati in diversi settori sensibili, . Il quadro finanziario conteneva delle disposizioni per stanziamenti di impegno e stanziamenti di pagamento il cui valore complessivo ammontava rispettivamente a 40,16 miliardi di euro e 28,019 miliardi di euro, riflettendo gli adeguamenti di fondo concordati durante il Consiglio europeo di Berlino nel 1999 nel quadro dell'Agenda 2000. Tra i temi affrontati vi era l'agricoltura, le misure strutturali, gli stanziamenti di bilancio per le politiche interne e i fondi per la soluzione della questione cipriota. È stato inoltre raccomandato un regime transitorio di risarcimento per far sì che nessuno dei nuovi Stati membri si trovi in una situazione di bilancio molto più svantaggiata rispetto all'anno prima dell'allargamento.

Questo approccio della Commissione è stato approvato dal Comitato delle regioni con il parere di iniziativa adottato il 16 maggio. Anche il Parlamento ha espresso il proprio parere in merito alla comunicazione in una risoluzione adottata il 13 giugno. Il Consiglio europeo di Bruxelles del 24-25 ottobre ha evidenziato alcuni elementi del quadro finanziario in questione, in particolare i pagamenti diretti, il livello generale degli stanziamenti per le misure strutturali, le risorse proprie e i possibili squilibri di bilancio. Ha inoltre dichiarato che le spese dell'Unione dovrebbero continuare a rispettare gli imperativi di disciplina e di efficienza di bilancio, sottolineando che l'Unione allargata dovrebbe disporre di risorse sufficienti per garantire il buon funzionamento delle proprie politiche a vantaggio di tutti i cittadini. Conformemente a quanto concordato dal Consiglio europeo di Bruxelles e sulla base dei successivi adeguamenti risultanti dai negoziati, i capi di Stato e di governo riunitisi in occasione del Consiglio europeo di Copenaghen hanno presentato un'offerta finanziaria finale che è stata accettata dai paesi candidati. In base a tale offerta, il costo complessivo del pacchetto allargamento ammonta a 40,8 miliardi di euro, una cifra molto vicina a quella inizialmente proposta dalla Commissione (vedi sopra).

Aggiornamento dei partenariati di adesione

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Il 28 gennaio, in seguito all'accordo politico da esso raggiunto nel dicembre 2001, il Consiglio ha formalmente adottato una serie di decisioni che aggiornano i principi, le priorità, gli obiettivi intermedi e le condizioni dei partenariati di adesione con tutti i paesi candidati ad eccezione della Turchia.

Capacità amministrativa e giudiziaria

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Sulla base del documento programmatico intitolato "Garantire il successo dell'ampliamento" e conformemente alle conclusioni del Consiglio europeo di Laeken, all'inizio del 2002 la Commissione ha varato un piano d'azione per ciascuno dei paesi che partecipano ai negoziati per rafforzare le proprie capacità in campo amministrativo e giudiziario. I partenariati di adesione riveduti rappresentavano il punto di partenza per tali piani di azione. Il 5 giugno, la Commissione ha riferito sui progressi compiuti a tal riguardo. Tale iniziativa è stata accolta con favore dal Consiglio europeo di Bruxelles e i ministri della Giustizia e degli Affari interni degli Stati membri dell'UE hanno incontrato i loro omologhi dei paesi candidati.

1.2. Le conclusioni dei Consigli europei del 2002

Il Consiglio europeo di Siviglia del 21-22 giugno ha accolto con favore la svolta decisiva fatta nei negoziati nel corso del primo semestre e ha dichiarato che il processo stava entrando nella sua fase finale.

Il 24-25 ottobre, il Consiglio europeo di Bruxelles ha approvato le conclusioni e le raccomandazioni del pacchetto allargamento della Commissione adottato il 9 ottobre. Il 28 ottobre, i leader dei paesi candidati hanno incontrato a Copenaghen Anders Fogh Rasmussen, primo ministro danese e presidente di turno del Consiglio europeo, Javier Solana, Alto rappresentante per la PESC, Romano Prodi, presidente della Commissione europea e Günter Verheugen, membro della Commissione responsabile dell'allargamento. In occasione di tale riunione, i rappresentanti dell'UE hanno illustrato i dettagli del quadro finanziario per l'adesione e le posizioni negoziali adottate al Consiglio europeo di Bruxelles.

In linea con le raccomandazioni della Commissione, il 12-13 dicembre il Consiglio europeo di Copenaghen ha concluso i negoziati di adesione con Cipro, la Repubblica ceca, l'Estonia, l'Ungheria, la Lettonia, la Lituania, Malta, la Polonia, la Repubblica slovacca e la Slovenia. Il Consiglio europeo di Copenaghen ha approvato la comunicazione della Commissione relativa alle tabella di marcia per la Bulgaria e la Romania, ivi comprese le proposte di un considerevole aumento degli aiuti di preadesione. Viene inoltre confermato che, in funzione degli ulteriori progressi compiuti nel rispetto dei criteri di adesione, si persegue l'obiettivo di accogliere la Bulgaria e la Romania come membri dell'Unione europea nel 2007. Per quanto riguarda la Turchia, il Consiglio europeo di Copenaghen ha dichiarato che se, sulla base della relazione e delle raccomandazioni della Commissione, il Consiglio europeo di dicembre 2004 dovesse decidere che la Turchia soddisfa i criteri politici di Copenaghen, l'Unione europea avvierà senza indugio i negoziati di adesione con essa.

1.3. ISPA e SAPARD e il coordinamento degli aiuti di preadesione della Comunità

Accanto a Phare [2], l'Agenda 2000 proponeva degli aiuti strutturali per i paesi candidati (nell'ambito dello strumento ISPA) e degli aiuti per lo sviluppo agricolo (nell'ambito dello strumento SAPARD). Sia ISPA che SAPARD sono entrati in vigore il 1° gennaio 2000 e sono iscritti in bilancio fino alla fine del 2006.

[2] I finanziamenti Phare sono destinati ai progetti relativi a tutte le politiche, ad eccezione del settore dello sviluppo.

L'obiettivo principale di ISPA (strumento per le politiche strutturali di preadesione) è allineare gli standard infrastrutturali dei paesi candidati a quelli comunitari e finanziare le grandi infrastrutture nel settore dell'ambiente e dei trasporti.

ISPA viene gestito con procedure analoghe a quelle di Phare. Attualmente ISPA dispone di un bilancio annuale di 1.040 milioni di euro ed è posto sotto la responsabilità della Direzione Generale per la Politica regionale.

Oltre agli 80 progetti selezionati nel 2002, la Commissione ha approvato complessivamente 249 progetti ISPA nel periodo 2000-2002, per un valore complessivo pari a 8.753 milioni di euro. Di questi, 5.648 milioni (64,5 %) vengono forniti dall'UE, mentre la restante somma viene finanziata dai paesi beneficiari e dalle istituzioni finanziarie internazionali. Come nel 2001, le somme impegnate nel 2002 sono state suddivise in maniera equa tra il settore dell'ambiente e quello dei trasporti.

L'obiettivo di SAPARD (programma speciale di adesione per l'agricoltura e lo sviluppo rurale) è aiutare i paesi candidati ad affrontare i problemi di adeguamento strutturale nei rispettivi settori agricoli e nelle zone rurali e ad attuare l'acquis comunitario riguardante la PAC (politica agricola comune) e la legislazione ad esso associata. In breve:

SAPARD finanzia i progetti riguardanti l'agricoltura e lo sviluppo rurale attraverso un programma paragonabile ai fondi strutturali e viene gestito dai paesi candidati su base interamente decentrata, senza alcuna partecipazione ex-ante della Commissione

SAPARD dispone di un bilancio annuale di 520 milioni di euro (prezzi 1999)

SAPARD è posto sotto la responsabilità della DG Agricoltura.

Nel 2001 gli interventi SAPARD sono stati avviati in 5 paesi. Oggi il programma SAPARD è attivo in 10 paesi candidati a seguito della decisione della Commissione di delegare nel 2002 la gestione degli aiuti alle agenzie di attuazione in Slovacchia, Repubblica ceca, Polonia, Romania e Ungheria.

Il comitato di coordinamento della Commissione a livello di direttori si è riunito tre volte nel 2002. Il 29 aprile 2002, al comitato di gestione di PHARE è stato presentato un documento di assistenza generale, contenente una descrizione generale dei tre strumenti di preadesione, delle relative priorità e dell'attuazione nel 2002. In una relazione annuale separata sul coordinamento degli aiuti di preadesione verranno fornite informazioni più dettagliate sul coordinamento tra PHARE, ISPA e SAPARD.

1.4. Il passaggio ai fondi strutturali

La comunicazione di Verheugen intitolata 'Revisione di Phare 2000 - Rafforzare i preparativi in vista dell'adesione', fornisce ancora i principali orientamenti strategici per la programmazione di Phare, sottolineando, tra l'altro, l'esigenza di prepararsi all'introduzione dei fondi strutturali attraverso il sostegno alla coesione economica e sociale.

Nel 2002, Phare ha continuato a rafforzare il proprio sostegno alla CES per favorire il passaggio all'approccio programmatico dei fondi strutturali. Gli investimenti per la CES, basati sui piani di sviluppo nazionale preliminari (PSNP), vengono utilizzati per sperimentare il tipo di attività che verranno finanziate dopo l'adesione attraverso i fondi strutturali.

Nel 2002, gli investimenti per la CES sono stati attuati sempre di più sotto forma di piani di sovvenzionamento (analoghi alle 'misure' nella terminologia dei fondi strutturali) nel settore dello sviluppo delle risorse umane, degli investimenti produttivi e delle infrastrutture per le imprese. L'uso più diffuso dei piani di sovvenzionamento rappresenta un passo importante verso le procedure dei fondi strutturali.

In tale contesto, Phare fornisce una crescente assistenza (attraverso gli interventi di gemellaggio - ivi compresi il gemellaggio 'parziale' e l'assistenza tecnica a breve termine), per aiutare i paesi a creare le strutture amministrative e di bilancio necessarie per l'impiego dei fondi strutturali. Tali strutture riguardano la programmazione (elaborazione di un piano di sviluppo e preparazione di un documento unico di programmazione o di un quadro di sostegno comunitario), la preparazione di un iter di progetto, la gestione, la valutazione e il controllo.

Nel 2002, i servizi della Commissione (DG Politica regionale e Allargamento) hanno seguito una tabella di marcia in tre fasi (per il periodo 2001-2003), per il passaggio dai PSNP ai documenti di programmazione dei fondi strutturali. In particolare, all'inizio del 2002 tutti paesi candidati avevano completato i rispettivi PSNP riveduti. Questi ultimi sono stati sottoposti a una valutazione congiunta da parte della DG Allargamento e della DG Politica regionale (in coordinamento con le altre DG responsabili dei fondi strutturali), allo scopo di fornire ai paesi candidati alcune raccomandazioni utili per l'imminente preparazione dei documenti di programmazione dei fondi strutturali.

Nel 2002 è stata introdotta una strategia per la graduale eliminazione di Phare per garantire una fluida transizione ai paesi che aderiranno all'UE il 1° maggio 2004.

L'esercizio di programmazione Phare 2003 sarà l'ultimo per uno dei paesi che aderiranno nel maggio 2004. ISPA e SAPARD saranno sostituiti, al momento dell'adesione, dal fondo di coesione e dal FEAOG (sviluppo rurale). Per contro, non è previsto un successore unico e diretto per Phare. Per gestire questa transizione senza precedenti dagli aiuti di preadesione al sostegno strutturale, la Commissione ha adottato il 6 settembre 2002 una strategia ad hoc per la graduale eliminazione di Phare [C(2002)3303-1].

Il valore aggiunto di questa strategia per la "transizione da Phare ai fondi strutturali" viene rafforzato, tra l'altro, anticipando la programmazione delle azioni Phare 2003 CES e CTF e coinvolgendo maggiormente le DG responsabili dei fondi strutturali nella programmazione di Phare 2003, allo scopo di allineare il più possibile le operazioni alle strategie dei prossimi programmi per i fondi strutturali. Inoltre, dal punto di vista amministrativo, i paesi candidati potrebbero essere interessati a porre le operazioni Phare CES e CTF sotto la responsabilità delle future agenzie di attuazione dei fondi strutturali, riducendo in tal modo il numero delle strutture preposte alla gestione degli strumenti comunitari.

Malta e Cipro non beneficiano degli investimenti CES (né di quelli ISPA e SAPARD) e non devono preparare i PSNP. Tuttavia, sono stati concessi loro degli aiuti di preadesione per aiutarle a sviluppare i documenti e le strutture necessari per programmare e attuare i fondi strutturali al momento dell'adesione.

La Turchia non beneficia degli investimenti CES (né di quelli ISPA e SAPARD) in quanto tali, ma riceve dei finanziamenti analoghi nell'ambito del suo programma nazionale, conformemente a quanto previsto dal regolamento sulla Turchia. Nel marzo 2003 è stato chiesto un piano di sviluppo nazionale, da utilizzare come base per l'ulteriore sviluppo di tali investimenti nel quadro dei fondi strutturali.

2. ATTUAZIONE DEI PROGRAMMI

2.1. Quadro generale: attuazione degli orientamenti Phare

Nel 2002 la programmazione si è basata sugli orientamenti riveduti per Phare (SEC (1999) 1596) approvati dalla Commissione il 13 ottobre 1999. Tali orientamenti tengono conto delle modifiche decise nel 1998 e dei nuovi regolamenti ISPA e SAPARD entrati in vigore a partire dal 2000. Gli orientamenti sono stati sottoposti a una ulteriore revisione il 6 settembre 2002 [C(2002) 3303-2] per:

- accompagnare le modifiche al regolamento CTF

- tenere conto dell'approccio specifico richiesto nel settore della sicurezza nucleare

- porre in risalto il passaggio al SADE

Accanto alle modifiche al regolamento Phare CTF (CE) n. 2760/98 (vedi punto 2.4.), gli orientamenti riveduti per Phare contengono due messaggi importanti riguardanti la cooperazione con i paesi non-UE e non candidati e la cooperazione transnazionale e interregionale. In particolare, i paesi candidati sono stati incoraggiati e utilizzare i fondi dei rispettivi programmi nazionali Phare per promuovere le azioni di natura transfrontaliera lungo le proprie frontiere esterne, gestendo in tal modo le possibili nuove linee di divisione lungo il futuro confine dell'Unione. Inoltre, i paesi candidati sono anche stati invitati a continuare ad utilizzare i fondi dei rispettivi programmi nazionali Phare per finanziare la loro partecipazione ai programmi Interreg III B (transnazionale) o Interreg III C (interregionale).

Basandosi su una lista di controllo delle attività necessarie per garantire l'applicazione di un sistema pienamente decentrato, noto come sistema di attuazione decentrata esteso (SADE) e diffuso alla fine del 2001, nel 2002 la Commissione ha preparato una tabella di marcia per tale sistema, definendo le quattro fasi necessarie per la sua realizzazione. Inoltre, sono stati istituiti dei gruppi di lavoro ad alto livello in ciascun paese Phare per vigilare sul passaggio al SADE ed è stato introdotto un nuovo programma pluriennale Phare per aiutare i paesi a finanziare i cambiamenti necessari.

La Commissione europea ha trasferito sempre più frequentemente le responsabilità di gestione e attuazione dei programmi PHARE alle autorità dei paesi candidati. Conseguentemente, è stata prestata una crescente attenzione ai programmi nazionali, che mirano ad affrontare le carenze specifiche individuate nelle relazioni periodiche annuali. Tuttavia, nel 2002 è stata introdotta una serie di nuovi programmi orizzontali o multinazionali per far fronte ai nuovi problemi altamente prioritari legati all'adesione sfruttando le economie di scala di tali programmi. Questi ultimi riguardavano le infrastrutture comunali, le finanze comunali, la protezione dell'ambiente, la riforma della pubblica amministrazione attraverso SIGMA, le misure antifrode, la partecipazione dei paesi Phare alle agenzie comunitarie, la ristrutturazione dell'industria dell'acciaio e i preparativi in vista dell'attuazione del SADE.

Gli aiuti di preadesione per Malta e Cipro sono disciplinati da un regolamento separato ((CE) n. 555/2000), adottato il 13 marzo 2000. In generale, tali programmi applicano in grandi linee la metodologia e la comitatologia Phare.

Il 30 dicembre 2001 è entrato in vigore un nuovo regolamento sugli aiuti di previsione per la Turchia ((CE) n. 2500/2001). Nel 2002 esso ha disciplinato per la prima volta l'esercizio annuale di programmazione. Il 2002 è stato il primo anno in cui la Turchia ha presentato una proposta di finanziamento al comitato di gestione Phare, cui ha fatto seguito, nel novembre 2002, un documento di pianificazione riguardante l'assistenza nel 2003. La Commissione ha adottato gli orientamenti per la programmazione e l'attuazione - C(2002)5146 - il 20 dicembre 2002. Tali orientamenti si basano in larga misura sugli orientamenti analoghi già adottati per i paesi candidati Phare.

2.2. Quadro generale: assistenza finanziaria e tecnica

In conformità degli orientamenti riveduti (SEC (1999) 1596 e C (2002) 3303-2), circa il 30% delle risorse di Phare è stato assegnato al potenziamento istituzionale, il cui strumento principale è rappresentato dal gemellaggio o gemellaggio parziale (invio di esperti dagli Stati membri ai paesi candidati, per facilitare lo sviluppo della capacità di attuare alcuni aspetti specifici dell'acquis), mentre il restante 70% è stato destinato alla realizzazione di investimenti volti a migliorare il quadro normativo per l'attuazione dell'acquis e a promuovere la CES.

In seguito alla pubblicazione del documento programmatico nel novembre 2001, sono stati sviluppati dei piani di azione all'inizio del 2002 insieme ai singoli paesi coinvolti nei negoziati per definire gli interventi prioritari riguardanti la capacità amministrativa e giudiziaria da varare prima dell'adesione. Sono stati forniti degli stanziamenti nazionali supplementari (nell'ambito della dotazione complessiva Phare) per fornire sostegno agli interventi rafforzati relativi al potenziamento istituzionale e agli investimenti ad esso associati. Di conseguenza, nel 2002, il 40% degli impegni nell'ambito dei programmi nazionali riguardava il potenziamento istituzionale e il potenziamento istituzionale e gli investimenti associati rappresentavano insieme il 71%. Pertanto, la percentuale degli investimenti a sostegno della coesione economica e sociale è scesa al 29% della somma destinata ai programmi nazionali.

Gli impegni complessivi di PHARE per il 2002 ammontavano a 1.699 milioni di euro, comprese le seguenti attività:

* programmi nazionali: 1.168 milioni di euro, di cui:

- Bulgaria: 95 milioni di euro

- Rep. Ceca: 85 milioni di euro

- Estonia: 30 milioni di euro

- Ungheria: 112 milioni di euro

- Lettonia: 32 milioni di euro

- Lituania: 62 milioni di euro

- Polonia: 394 milioni di euro

- Romania: 266 milioni di euro

- Slovacchia: 57 milioni di euro

- Slovenia: 35 milioni di euro

* cooperazione transfrontaliera: 163 milioni di euro

* programmi regionali e orizzontali: 260 milioni di euro

* sicurezza nucleare: 108 milioni di euro

Inoltre, sono stati concordati dei programmi per aiuti di preadesione per Malta, Cipro e la Turchia

- Malta: 10 milioni di euro

- Cipro: 12 milioni di euro

- Turchia: 146 milioni di euro

Sostegno per la parità uomo-donna

Nel corso del 2002, la maggior parte dei paesi candidati ha beneficiato di un sostegno a favore dei progetti per la parità uomo-donna. Questi ultimi sono stati finanziati attraverso i programmi nazionali Phare e attraverso il programma MEDA per quanto riguarda Cipro, Malta e la Turchia. Sono stati inoltre utilizzati diversi programmi Phare per la società civile, come ad esempio il programma Access. In Romania, Access 2000 fornisce sostegno a cinque programmi per la parità uomo-donna per i quali il contributo CE ammonta a 174.448 euro. In questo settore sono stati inoltre promossi nel 2002 nuovi progetti nei paesi candidati per un valore pari a 4.795.212 euro.

I finanziamenti Phare sono destinati principalmente ai seguenti interventi:

* promuovere il livello generale di conoscenza e le competenze all'interno della pubblica amministrazione al fine di integrare il principio della parità uomo-donna nelle attività della stessa;

* promuovere un accesso più equo all'istruzione;

* sensibilizzare l'opinione pubblica sul problema della violenza domestica, e

* promuovere il ruolo delle donne nell'industria e nella politica.

Per il periodo 1999-2002, il valore dei progetti finanziati nell'ambito dei programmi nazionali Phare per i PECO e nel quadro del programma MEDA per Cipro, Malta e la Turchia ammontava a 10.624.230 euro. Nello stesso periodo, sono stati erogati 1,57 milioni di euro nell'ambito dei programmi multibeneficiari Phare. Inoltre, è stata cofinanziata la partecipazione dei paesi candidati a diversi programmi comunitari in tale settore con lo stanziamento di 0,94 milioni di euro.

In Polonia, ad esempio, il progetto di gemellaggio Phare 2002 intitolato "Rafforzamento delle politiche per un equo trattamento degli uomini e delle donne" (valore del progetto: 2,067 milioni di euro) ha ricevuto un sostegno Phare pari a 2 milioni di euro. Il progetto persegue i seguenti obiettivi principali:

* migliorare la capacità della pubblica amministrazione al fine di rafforzare e applicare le politiche per la parità uomo-donna e integrare la dimensione di genere;

* migliorare la comprensione delle tematiche riguardanti la parità uomo-donna e l'integrazione della dimensione di genere attraverso la creazione di sistemi di controllo e di valutazione delle politiche e

* sensibilizzare l'opinione pubblica, promuovendo i valori, i principi e le pratiche sui quali si basa la parità uomo-donna nella società polacca

2.3. Programmi nazionali

Sostegno allo sviluppo istituzionale

Il Gemellaggio

I gemellaggi, introdotti nel maggio 1998 come il principale strumento di sviluppo istituzionale, mirano ad assistere i paesi candidati nello sviluppo di amministrazioni moderne ed efficienti, dotate delle strutture, delle risorse umane e delle competenze gestionali necessarie per applicare l'acquis comunitario agli stessi livelli degli Stati membri attuali.

Gli aiuti di preadesione mirati dei gemellaggi prevedono il trasferimento a lungo termine di funzionari statali unitamente ad attività di formazione e missioni di esperti a breve termine.

Complessivamente, 693 progetti di gemellaggio sono già stati finanziati dalla Comunità tra il 1998 e il 2002.

L'esercizio di programmazione 2002 comprendeva 191 progetti di gemellaggio cui hanno partecipato tutti paesi candidati, compresa, per la prima volta, la Turchia. Nel 2002 la distribuzione dei progetti di gemellaggio tra i paesi candidati era la seguente:

* Bulgaria - 16

* Cipro -1

* Repubblica ceca - 19

* Estonia -11

* Ungheria - 14

* Lettonia - 12

* Lituania - 14

* Malta - 6

* Polonia - 32

* Romania - 30

* Slovacchia - 13

* Slovenia - 11

* Turchia - 12

A livello generale, nel 2002 i settori giustizia e affari interni, finanze pubbliche, mercato interno, agricoltura e pesca hanno registrato il maggior numero di progetti.

Inoltre, ai paesi candidati viene offerta la possibilità di imparare dall'esperienza acquisita dagli Stati membri attraverso i progetti di " gemellaggio parziale" per gestire progetti ben circoscritti e di portata limitata e per i quali potrebbe rendersi necessario durante il processo dei negoziati un intervento di adeguamento. Nel 2002 i paesi candidati hanno fatto un uso crescente di questo strumento.

La Corte dei conti ha analizzato il gemellaggio come il principale strumento di sostegno al potenziamento istituzionale nei paesi candidati; la relativa relazione è stata pubblicata sul sito web della Corte dei conti europea nel maggio 2003 insieme alla risposta della Commissione

TAIEX

Il 2002 è stato un anno di espansione per TAIEX (Technical Assistance Information Exchange Office) in termini di numero di eventi (seminari e workshop), programmi di scambi tra esperti o visite di studio da parte di funzionari del governo presso le amministrazioni degli Stati membri: complessivamente ne sono stati organizzati 802 rispetto ai 492 dell'anno precedente. Ciò riflette l'aumento nel numero di richieste da 818 nel 2001 a 1158 nel 2002. Anche il numero di esperti mobilitati è aumentato, passando da 11.257 nel 2001 a 18.600 nel 2002.

Oltre ai tradizionali settori di assistenza, ossia l'agricoltura, le questioni finanziarie e istituzionali, la giustizia e gli affari interni, la gestione dei porti e delle frontiere, il settore privato e altri, sono stati avviati diversi nuovi servizi da cui sono scaturite numerose iniziative importanti, tra cui:

Avvio di una serie di revisione paritetiche (peer reviews), a partire dalla primavera 2002, per tutti e 12 i paesi che partecipano ai negoziati, quale contributo all'attuale processo di monitoraggio. Nel corso del 2002 sono state completate 205 revisioni paritetiche in 17 settori con la partecipazione di oltre 800 esperti.

Aggiunta di due nuove basi dati pubblicamente accessibili alle diverse basi dati già messe a disposizione da TAIEX per favorire e controllare i progressi in termini di ravvicinamento normativo. La base dati relativa al ravvicinamento normativo fornisce una descrizione aggiornata delle leggi adottate dai singoli paesi candidati per recepire l'acquis comunitario, mentre CCVista è una base dati elettronica contenente oltre 63000 traduzioni di leggi obbligatorie in tutte le lingue dei paesi candidati.

Ampliamento del programma di formazione regionale, che fornisce alle amministrazioni regionali una formazione personalizzata per sostenere l'attuazione dell'acquis a livello locale, mediante l'estensione delle sue attività a 10 paesi candidati. Nel 2002, 148 funzionari di enti locali hanno partecipato a corsi di formazione nei settori chiave dell'acquis riguardanti le amministrazioni locali. In Polonia, il paese selezionato per la sperimentazione del programma, circa 2000 funzionari di enti locali hanno beneficiato di corsi di formazione nella propria lingua nel 2002.

Inoltre, nel 2002 TAIEX è stato esteso alla Turchia.

Sostegno agli investimenti

Gli investimenti hanno rappresentato il 60% delle risorse impegnate nell'ambito dei programmi nazionali nel 2002. Il 31% degli investimenti è stato destinato alle strutture normative per l'attuazione dell'acquis.

Gli orientamenti del 1999 prevedevano un riorientamento del sostegno agli investimenti, allo scopo di tenere conto dell'avvio di ISPA e SAPARD. Inoltre, la revisione Phare del 2000 sottolineava l'esigenza di aiutare i paesi candidati nei loro preparativi in vista dell'introduzione dei fondi strutturali. Nel 2002, la Commissione ha continuato a promuovere il più rapidamente possibile, compatibilmente con i criteri di sostenibilità e fattibilità, l'attuazione delle strategie necessarie per l'impiego dei fondi strutturali, tenendo conto delle caratteristiche specifiche di ciascun paese candidato. Nel 2002 sono stati effettuati ingenti investimenti a sostegno della CES, sebbene la percentuale effettiva sia scesa al 29% del volume complessivo degli impegni del programma nazionale, data la necessità di dare priorità, nel 2002, alle esigenze individuate nei piani d'azione.

In compenso, gli interventi di potenziamento istituzionale a sostegno della CES, destinati alle autorità o agli enti responsabili della preparazione e attuazione dei fondi strutturali al momento dell'adesione, sono quasi raddoppiati nel 2002.

Inoltre, nel 2002 è stato completato il processo di elaborazione dei piani di sviluppo nazionali, per sostenere la programmazione degli investimenti a favore della CES e per consentire la preparazione ai fondi strutturali, mentre la programmazione per la CTF si è basata più rigorosamente sui piani di sviluppo nazionali e si è orientata verso Interreg.

2.4. Cooperazione transfrontaliera Phare

Nel 2002, i programmi di cooperazione transfrontaliera (CTF) Phare sono stati attuati sulla base dei documenti congiunti di programmazione (DCP), elaborati congiuntamente nel 2000-2001 dalle autorità su entrambe le parti della frontiera. Il regolamento Phare CTF del dicembre 1998 ha apportato consistenti modifiche al funzionamento dei programmi di cooperazione transfrontaliera, allo scopo di allineare la CTF Phare alle procedure Interreg. In questo contesto, l'introduzione dei documenti congiunti di programmazione e l'istituzione di strutture comuni (ovvero i comitati misti di coordinamento) hanno rappresentato un notevole passo in avanti verso Interreg.

Sono stati elaborati dei documenti congiunti di programmazione relativi al periodo 2000-2006 per ciascun confine UE-PC (paese candidato) (in questo caso sotto forma di documenti congiunti di programmazione Phare CTF/Interreg IIIA) e per ciascun confine PC-PC (ad eccezione delle regioni del Mar Baltico). Nella regione del Mar Baltico, il documento congiunto di programmazione CTF/Interreg III B è stato approvato dalla Commissione nel giugno 2001. L'attuazione dei documenti congiunti di programmazione è entrata a pieno regime nel corso del 2001.

Ulteriori miglioramenti in termini di un maggiore allineamento della CTF Phare ad Interreg sono stati apportati alla fine del 2000, nel contesto della comunicazione "Revisione Phare 2000 - Rafforzamento dei preparativi in vista dell'allargamento". I miglioramenti comprendono una serie di stanziamenti finanziari indicativi pluriennali per ciascun confine e una strategia programmatica per Phare, attraverso l'introduzione di "piani di sovvenzionamento". Quest'ultima consente un'attuazione più decentrata dei progetti Phare, che risultano simili, in termini di dimensioni e natura, a quelli di Interreg. Attualmente i progetti vengono realizzati nell'ambito dei programmi congiunti per il periodo 2000-2006.

Sono previsti due tipi di "piani": fondi per piccoli progetti, per sovvenzioni inferiori a 50.000 euro e piani di coesione economica e sociale, per sovvenzioni comprese tra 50.000 e 2 milioni di euro. Su tutti i confini, sono stati istituiti o hanno continuato a operare i fondi per piccoli progetti (SPF), utilizzando tra il 10 e il 20% degli stanziamenti complessivi del programma. Il piani di sovvenzionamento per un valore compreso tra 50.000 e 2 milioni di euro vengono attuati nel quadro del sostegno alla CES in uno dei settori dello sviluppo delle risorse umane, del sostegno al settore produttivo e delle infrastrutture commerciali. Inoltre, Phare CTF fornisce sostegno ai grandi progetti indipendenti aventi una dimensione transfrontaliera.

Per il periodo 2000-2003, la CTF Phare dispone di una dotazione annua pari a 151 milioni di euro, distribuiti tra i vari paesi candidati sulla base di criteri oggettivi (popolazione, PIL pro capite e superficie delle regioni frontaliere interessate). Nel 2002 i programmi Phare CTF erano operativi presso 14 frontiere. Inoltre, un ulteriore importo pari a 12 milioni di euro viene stanziato a favore del programma di CTF per il Baltico (Polonia, Lettonia, Lituania, Estonia) dove, tenuto conto della peculiarità della regione del Mar Baltico, occorre seguire un approccio transnazionale, unitamente al programma Interreg III B.

Infine, per continuare a garantire la coerenza con l'approccio Interreg, il regolamento Phare CTF (CE) n. 2760/98 è stato modificato dal regolamento (CE) n. 1596/2002 del 6 settembre 2002 al fine di allineare ulteriormente le azioni ammissibili alle procedure Interreg III A.

Il regolamento Phare CTF non è applicabile a Malta, a Cipro e alla Turchia. A Malta e a Cipro non sono state finanziate attività specifiche di CTF attraverso gli aiuti di preadesione. In Turchia si prevede di avviare azioni di tipo transfrontaliero con la Bulgaria nel quadro del programma nazionale 2003.

2.5. Programmi multibeneficiari

Tutti i programmi destinati a più beneficiari vengono finanziati da Phare e riguardano i 10 paesi candidati dell'Europa centrale ed orientale. Salvo indicazioni contrarie, Cipro, Malta e la Turchia non partecipano a tali programmi.

Il programma Phare per la creazione di reti

Il programma per la creazione di reti fornisce assistenza in relazione all'acquis nei settori in cui la natura dei problemi è tale che un intervento mirato non è sufficiente per soddisfare le esigenze e realizzare gli obiettivi. Ciò vale in particolare nei casi in cui il risultato perseguito implica la comunicazione e la creazione di reti tra i paesi candidati o tra questi ultimi e gli Stati membri.

Inoltre, il programma riflette anche il concetto di allargamento inteso come progetto sociale che coinvolge tutti i cittadini e propone un sostegno ai coordinatori e ai beneficiari degli interventi di assistenza nella fase di preadesione al fine di pubblicizzarne l'impatto. I risultati prodotti saranno complementari alla strategia di comunicazione riguardante l'allargamento e potranno essere diffusi attraverso i canali divulgativi di quest'ultima. Il programma migliorerà altresì l'efficacia dell'assistenza consentendo ai beneficiari dei progetti di imparare dai successi (e dagli insuccessi) dei loro omologhi negli altri paesi candidati.

Il programma per la creazione di reti comprende quattro componenti:

* eEurope +

Questa componente fornirà sostegno alle attività di monitoraggio e di benchmarking (analisi comparativa) riguardanti l'impatto di eEurope+, l'iniziativa promossa dai paesi candidati per contribuire all'impegno dell'Unione a trasformare l'Europa nell'economia della conoscenza più dinamica e più competitiva del mondo. Essa consentirà pertanto ai paesi candidati Phare di partecipare attivamente all'iniziativa eEurope avviata dai capi di Stato e di governo nell'ambito della strategia di Lisbona. Nel 2002 è stata avviata una procedura d'appalto riguardante l'assegnazione di un contratto di servizi per aiutare gli uffici di statistica dei paesi candidati a raccogliere e interpretare i dati necessari per il benchmarking. I lavori previsti nell'ambito di tale contratto dovrebbero iniziare nella primavera del 2003. Nel 2002 sono stati anche assegnati diversi contratti accessori (principalmente per i viaggi e l'alloggio).

* Mercato interno

Questa componente riguarda le amministrazioni e gli enti beneficiari nei paesi candidati e implica un'efficiente comunicazione e cooperazione con le organizzazioni partner negli Stati membri e in altri paesi candidati. È stato stipulato un contratto per un valore di oltre 1,6 milioni di euro (con un contributo EFTA del 5%) per aiutare i paesi candidati a creare infrastrutture di qualità (metrologia, autorizzazione, collaudo-certificazione-ispezione, vigilanza sul mercato) capaci di operare agli stessi standard elevati delle strutture equivalenti presenti nell'UE nei paesi EFTA. Inoltre, sono stati firmati due contratti (per un valore di quasi 3,2 milioni di euro) per migliorare l'interconnettività tra i sistemi informatici in campo fiscale e doganale nei paesi candidati e i sistemi analoghi presenti negli Stati membri.

* Società civile

Questa componente mira a ridurre la domanda di stupefacenti e a promuovere la partecipazione delle persone disabili alla vita sociale ed economica, ossia due settori in cui l'attuazione dell'acquis è affidata in larga misura agli attori della società civile. In tale contesto, la creazione di reti con le organizzazioni della società civile degli attuali Stati membri rappresenta un fattore importante per il rafforzamento delle organizzazioni della società civile nei paesi candidati. Un "sovvenzionamento spontaneo" di un milione di euro è stato concesso al Forum europeo dei disabili per un progetto finalizzato a rafforzare le organizzazioni nazionali dei disabili nei paesi candidati e promuovere la creazione di tali organismi di coordinamento laddove non esistono. Inoltre, il progetto fornirà informazioni su come le organizzazioni dei disabili potranno sfruttare il processo di adesione e l'adesione stessa per migliorare la situazione dei disabili nei rispettivi paesi, fornendo nel contempo un contributo ai piani d'azione riguardanti l'Anno europeo dei disabili. Per quanto riguarda la riduzione della domanda di stupefacenti, l'invito a presentare proposte indirizzato alle organizzazioni non governative (ONG) dell'UE e dei paesi candidati si è concluso con l'assegnazione di aiuti non rimborsabili per un valore complessivo pari a circa 1,7 milioni di euro.

Dialogo e divulgazione delle informazioni

Questa componente consentirà ai beneficiari e ai coordinatori degli aiuti di fornire alle parti interessate un servizio di aggiornamento sugli aiuti di preadesione, ad esempio attraverso l'ampliamento e la gestione di un sito web riguardante la creazione di reti, la pubblicazione di un bollettino trimestrale e la produzione di opuscoli riguardanti gli eventi principali del programma Phare. Verrà inoltre fornito un sostegno per la creazione di reti tra i partecipanti ai progetti nell'ambito della componente relativa alla società civile, nonché tra i beneficiari dei progetti a favore delle comunità Rom messi a punto nell'ambito dei programmi nazionali Phare. A tal fine è stato concluso un contratto di servizi per un valore di quasi 1,5 milioni di euro.

Dispositivo per il finanziamento delle PMI

L'obiettivo del dispositivo per il finanziamento delle PMI è convincere gli intermediari finanziari, ovvero le banche, le società di leasing o i fondi di investimento nei paesi candidati dell'Europa centrale e orientale, a espandere e promuovere le proprie operazioni finanziarie a favore delle PMI. Per aiutare gli intermediari finanziari a sopperire alla propria mancanza di esperienza, a coprire i costi amministrativi speciali e ad affrontare i relativi rischi, il dispositivo garantisce loro un accesso al finanziamento e incentivi speciali. Il dispositivo è cofinanziato dalle istituzioni finanziarie internazionali (IFI), in particolare la Banca europea per la ricostruzione e lo sviluppo (BERS), la Banca europea per gli investimenti (BEI) e la Banca per lo sviluppo del Consiglio d'Europa (CEB) in collaborazione con la Kreditanstalt für Wiederaufbau (KfW).

I progetti relativi al dispositivo vengono messi a punto nell'ambito di due componenti coordinate (la prima riguarda i prestiti, le garanzie e il leasing e la seconda le azioni) e assumono la forma di prestiti o di finanziamento mediante compartecipazione per l'intermediario finanziario locale, unitamente ai pacchetti su misura di incentivi finanziari non rimborsabili. Gli intermediari finanziari prestano a terzi o danno in affitto alle PMI o alle singole microimprese oppure offrono loro finanziamenti mediante compartecipazione. In taluni casi, gli intermediari finanziari convogliano altresì fondi aggiuntivi dalle risorse proprie alle imprese beneficiarie.

Il dispositivo per le PMI è stato attivato dalla Commissione e dalla BERS nell'aprile 1999. Nel 2000 hanno aderito anche la CEB e la KfW, seguite dalla BEI nel 2001.

Il 2002 è stato caratterizzato da:

* una forte espansione dei progetti del dispositivo per aiutare gli intermediari finanziari locali a finanziare le operazioni di leasing con le PMI;

* un maggior accento sulla riduzione delle disparità regionali riguardanti l'esperienza degli intermediari locali e la loro capacità di fornire finanziamenti alle PMI;

* le decisioni della Commissione riguardanti i nuovi contributi Phare (per un valore complessivo pari a 50 milioni di euro) a favore della BERS, della CEB/KfW e della BEI per far fronte alla crescente domanda di sostegno nell'ambito della componente prestiti, garanzie e leasing.

Alla fine del 2002, la situazione finanziaria del programma era la seguente (importi in milioni di euro):

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Dispositivo per il finanziamento dei comuni

La Commissione ha avviato un nuovo programma destinato più beneficiari: il dispositivo per il finanziamento dei comuni, gestito in collaborazione con la BERS, la Banca per lo sviluppo del Consiglio d'Europa/Kreditanstalt für Wiederaufbau (CEB/KfW) e la BEI. Nel 2002 sono stati stanziati a favore di questo programma complessivamente 44 milioni di euro per i 10 paesi candidati dell'Europa centrale ed orientale.

Il radicamento e la solidità delle attività di credito rivolte alle amministrazioni comunali sono un fattore importante ai fini del funzionamento del settore finanziario nei paesi candidati. Molti comuni nei paesi candidati hanno bisogno di investimenti in settori quali l'approvvigionamento idrico, la rete fognaria, le strade, il trasporto pubblico, i rifiuti solidi, il riscaldamento, ecc. In particolare, i piccoli comuni hanno tuttora difficoltà ad accedere ai crediti a lungo termine necessari per gli investimenti infrastrutturali. Le attività di credito per gli enti locali basate sul mercato estendono la gamma di risorse finanziarie a disposizione delle autorità comunali per assicurare condizioni di vita sostenibili alla popolazione.

Adeguando i pacchetti finanziari alle esigenze delle banche locali, il nuovo dispositivo aiuta il settore finanziario nei paesi candidati al fine di estendere il credito ai comuni per il finanziamento di investimenti in piccole infrastrutture, allungare le scadenze dei crediti e migliorare la capacità di valutare e controllare i rischi associati e gestire i prestiti.

Il meccanismo alla base del dispositivo per il finanziamento dei comuni è simile a quello del dispositivo per il finanziamento delle PMI. I prestiti e gli strumenti per la ripartizione dei rischi a valere sulle risorse BERS, CEB/KfW e BEI verranno associati a incentivi finanziari non rimborsabili per gli intermediari finanziari locali. È inoltre previsto il finanziamento, mediante Phare, di interventi limitati di assistenza tecnica per i comuni per rafforzare il fronte della domanda sul mercato dei crediti comunali.

Programma speciale BEI per le regioni confinanti

Dispositivo per le infrastrutture comunali

Nel 2002 la Commissione e la BEI hanno creato un programma multibeneficiario speciale per i paesi candidati che ospiteranno le future regioni confinanti dell'UE: il dispositivo per le infrastrutture comunali. Nel 2002 sono stati stanziati a favore di questo programma 35 milioni di euro.

Il programma nasce dal Consiglio europeo di Nizza, che aveva invitato la Commissione a proporre un programma per rafforzare la competitività generale delle regioni confinanti in vista dell'allargamento. Da un'analisi è emerso che la mancanza di adeguate infrastrutture nel settore dei trasporti e dell'ambiente nelle regioni dei paesi candidati che confinano con l'UE continua a rappresentare un ostacolo allo sviluppo regionale.

Obiettivo del dispositivo è contribuire allo sviluppo sociale ed economico delle regioni frontaliere dei paesi candidati e alla loro integrazione con le regioni confinanti negli attuali Stati membri dell'UE.

Il dispositivo associa i prestiti finanziati con fondi della BEI agli aiuti non rimborsabili Phare, nell'intento di accelerare lo sviluppo e la realizzazione di piccoli investimenti infrastrutturali locali e di incrementare le relative fonti di finanziamento a disposizione dei comuni attraverso le banche locali. Il sostegno sarà diretto principalmente al finanziamento di investimenti in piccole infrastrutture locali relative al settore ambientale o dei trasporti.

Le regioni frontaliere ammissibili sono state selezionate sulla base della Comunicazione della Commissione relativa all'impatto dell'ampliamento sulle regioni confinanti con i paesi candidati [3]: Estonia; Zachodniopomorskie, Lubuskie, Dolnoslaskie (Polonia); Severovychod, Severozapad, Jihozapad, Jihovychod (Repubblica ceca); Zapadné Slovensko, Bratislavsky Kraj (Repubblica slovacca); Nyugat Dunantùl (Ungheria); (Slovenia); Yuzhen Tsentralen, Yugozapaden (Bulgaria).

[3] COM (2001) 437

Programma per il sostegno alle imprese

Il programma è stato messo a punto allo scopo di rafforzare il ruolo delle organizzazioni rappresentative delle imprese nei paesi candidati dell'Europa centrale, in modo da consentire loro di aiutare gli operatori economici di tali paesi ad affrontare le sfide derivanti dall'adesione all'UE e adeguarsi, in particolare, ai cambiamenti apportati a livello aziendale, a seguito del necessario adeguamento all'acquis comunitario. A tal fine, è stato promosso lo sviluppo di accordi di partenariato e gemellaggio con organizzazioni settoriali e orizzontali rappresentative delle imprese negli Stati membri esistenti.

Durante la prima fase del programma (BSP 1) sono stati concessi aiuti non rimborsabili per un valore complessivo pari a 22 milioni di euro a favore di 17 progetti. I progetti riguardavano un'ampia gamma di attività e settori economici: camere di commercio; piccole e medie imprese artigiane; industria del legno e del mobile; cooperative di produttori, imprese sociali e imprese partecipative; industria chimica; industria alimentare e delle bevande; industria siderurgica; industria tessile e dell'abbigliamento; produzione animale; industria delle tecnologie dell'informazione e della comunicazione.

I progetti si sono concentrati, tra l'altro, sui seguenti obiettivi: rafforzare la gestione democratica e indipendente delle organizzazioni rappresentative delle imprese; sviluppare l'efficienza di tali organizzazioni come gruppi di interesse a livello nazionale e internazionale; aiutare le imprese dei paesi candidati dell'Europa centrale a capire il mercato interno e ad adeguarsi al relativo acquis comunitario; fornire competenze tecniche in materia di sviluppo aziendale.

Il programma di sostegno alle imprese ha inoltre contribuito al finanziamento di due progetti speciali: il primo in materia di proprietà industriale e il secondo a favore delle organizzazioni rappresentative nel settore agricolo.

Nella maggior parte dei casi, i progetti hanno promosso lo sviluppo di un approccio pratico sulle modalità di attuazione dell'acquis; conferenze, seminari, convegni, formazione e missioni di consultazione rappresentano le principali tipologie di attività intraprese. Inoltre, quasi tutti i progetti hanno previsto l'organizzazione di tirocini e l'invio di rappresentanti delle organizzazioni di sostegno alle imprese dei paesi candidati in organizzazioni simili nell'UE o nell'organizzazione europea di coordinamento. Sono inoltre previste le seguenti ulteriori attività, alcune delle quali sono già state realizzate: analisi delle esigenze; sviluppo di piattaforme per lo scambio di dati statistici; sviluppo di siti extranet/intranet; inserimento on-line di informazioni specifiche sull'acquis; preparazione degli appalti per altri programmi comunitari.

I risultati e gli obiettivi finora conseguiti indicano un miglioramento generale nel livello di conoscenza e sensibilizzazione circa le tematiche connesse con l'adesione all'UE, nonché una comprensione del ruolo e della responsabilità delle organizzazioni di sostegno alle imprese nell'UE. Sono inoltre stati creati dei partenariati tra le organizzazioni di sostegno alle imprese dei paesi candidati e quelle dell'UE.

Nel 2002 è stato pubblicato un secondo invito a presentare proposte per la seconda fase del programma di sostegno alle imprese (BSP 2). Attingendo ad un bilancio complessivo di 15 milioni di euro sono stato concessi aiuti non rimborsabili a 10 progetti per far fronte alle esigenze delle organizzazioni rappresentative delle imprese del settore industriale. Obiettivo del programma BSP 2 è fornire sostegno alle organizzazioni rappresentative delle imprese rafforzando la capacità di comprensione, attuazione e applicazione dell'acquis nei rispettivi settori di competenza.

Programma ambientale

Nel 2002 è stato chiuso il progetto regionale di adesione in materia di ambiente (REAP), che ha beneficiato di un importo pari a 6,25 milioni di euro. Le attività del progetto REAP mirano a rafforzare il rispetto della legislazione ambientale comunitaria in una serie di settori sensibili (qualità dell'aria, qualità delle risorse idriche, gestione dei rifiuti, ecc.) e in particolare a migliorare i livelli della capacità di attuazione. Sono stati altresì forniti orientamenti e informazioni ai comuni ai quali è stata trasferita le responsabilità della gestione di numerose direttive. Inoltre, REAP ha contribuito allo sviluppo delle reti necessarie per assicurare una migliore informazione delle ONG e del pubblico e una loro più efficace integrazione nel processo di ravvicinamento.

Al progetto REAP ha fatto seguito nel 2002 un nuovo programma multibeneficiario (1,5 milioni di euro) per l'ambiente. Il programma riguarda principalmente le seguenti attività:

- sviluppare le strategie di finanziamento e di attuazione e valutare la conformità degli investimenti con l'acquis in campo ambientale;

- assistere i paesi candidati dell'Europa centrale ed orientale nel controllo dei progressi realizzati in termini di recepimento e attuazione dell'acquis in campo ambientale e nel controllo degli impegni specifici assunti in sede di negoziato;

- promuovere una migliore attuazione e applicazione, lo scambio di esperienze e informazioni a livello nazionale e regionale e individuare i principali settori critici;

- promuovere i partenariati tra gli enti locali e potenziare le capacità necessarie per far fronte agli obblighi derivanti dall'acquis.

Malta, Cipro e la Turchia sono state invitate a partecipare a gran parte di queste attività a proprie spese. Il programma nazionale turco del 2002 per gli aiuti di preadesione prevede la possibilità di finanziare la partecipazione della Turchia alle attività riguardanti l'attuazione della legislazione in campo ambientale.

Programma orizzontale Phare giustizia e affari interni

Per rafforzare la capacità amministrativa degli organi di polizia e delle autorità giudiziarie nei paesi candidati dell'Europa centrale, il presente programma ha finanziato interventi di assistenza nei seguenti settori:

* "formazione dei giudici in materia di diritto comunitario" (1,3 milioni di euro). Obiettivo del progetto è definire un piano e un metodo di formazione per ciascun paese candidato che partecipa al programma e fornire un manuale pratico comune ai magistrati relativo al diritto comunitario. Il progetto è terminato nel marzo 2002;

* "migrazione, visti e gestione delle frontiere esterne" (3,0 milioni di euro). Nell'ambito del progetto, sono state affrontate le seguenti tematiche: funzionamento del servizio per l'immigrazione e procedure in materia di detenzione, espulsione e rimpatrio; politica e procedure in materia di visti; acquis relativo a Schengen e lotta contro le reti dell'immigrazione clandestina. Il progetto è terminato nel maggio 2002;

* "cooperazione giudiziaria in ambito penale" (1,5 milioni di euro). Il progetto ha affrontato tematiche quali l'estradizione, l'assistenza legale reciproca e la confisca. Il progetto è terminato nel novembre 2002;

* "Stato di diritto" (3,1 milioni di euro). Il progetto si è concentrato su quattro aspetti dell'amministrazione dei sistemi giudiziari nei 10 paesi candidati dell'Europa centrale: indipendenza del sistema giudiziario; stato e ruolo del pubblico ministero; procedure dei tribunali ed esecuzione delle sentenze; sicurezza per le vittime, i giudici, i pubblici ministeri, gli avvocati della difesa e i giurati. L'attuazione di questo progetto proseguirà anche nel 2003.

I progetti sono stati attuati dall'Istituto europeo di amministrazione pubblica (formazione dei giudici) e da consorzi di Stati membri, che hanno messo a disposizione personale esperto e professionisti appartenenti ai rispettivi dipartimenti statali, nonché da gruppi per la gestione dei progetti. Ad eccezione del progetto per la formazione dei giudici, tutti gli altri progetti sono stati sviluppati sulla base di un approccio comune: a una fase di ricerca a tavolino segue l'invio nei paesi beneficiari di missioni di funzionari degli Stati membri, con compiti di accertamento e assistenza. Il lavoro comune degli esperti dei paesi beneficiari e degli Stati membri aveva come obiettivo la formulazione di "raccomandazioni" o "piani d'azione nazionali" con chiare indicazioni riguardo alle misure pratiche che i paesi candidati avevano stabilito di adottare dopo la fine dei progetti. Tali progetti prevedevano altresì una serie di seminari di formazione basati sul concetto di "formazione dei formatori".

Programma di lotta contro la droga

Il piano d'azione dell'Unione europea in materia di lotta contro la droga (2000-2004), adottato al Consiglio europeo di Feira, invita la Commissione e il Consiglio ad assicurare che i paesi candidati adottino l'acquis comunitario e le migliori pratiche in materia di lotta contro la droga e che la loro attuazione risulti soddisfacente.

Nel febbraio 2001 è stato avviato il progetto di cooperazione OEDT - PECO (2 milioni di euro), la cui attuazione è affidata all'OEDT (Osservatorio europeo della droga e delle tossicodipendenze). Il progetto mira a integrare i 12 paesi candidati nelle attività dell'OEDT e a stabilire collegamenti strutturali con la rete Reitox (rete europea di informazioni sulle droghe e le tossicodipendenze). Un cofinanziamento per la partecipazione della Turchia all'OEDT è stato fornito nell'ambito del programma nazionale 2002 della Turchia.

I punti focali nazionali sono stati ulteriormente consolidati, istituzionalizzati e preparati a partecipare a tali attività, mediante una forte componente di potenziamento istituzionale e delle capacità. Successivamente è stato creato presso l'OEDT un sito web specifico per fornire consigli di esperti e know-how ai punti focali nazionali nei paesi candidati. Il sito web viene aggiornato regolarmente.

Il progetto è terminato il 20 settembre 2002 e ha prodotto una serie di risultati positivi (è tuttavia necessaria un'ulteriore sensibilizzazione politica in questo settore non vincolante dell'acquis). Alla fine di novembre 2002 è stato varato un nuovo progetto di agenzia per una durata di 18 mesi (0,5 milioni di euro). Il progetto ha già determinato un maggiore impegno politico nel settore degli stupefacenti, conformemente a quanto hanno dichiarato i PECO in occasione della conferenza ad alto livello tenutasi ad Atene il 5-6 marzo 2003.

Gli esperti dei paesi candidati non Phare (Cipro, Malta e Turchia) sono stati invitati a partecipare e possono tuttora partecipare, a proprie spese, alle attività regionali o orizzontali di interesse comune selezionate.

Programma multibeneficiario Phare 2000 per la lotta contro la droga

Nel 2001 la Commissione ha avviato i preparativi per i progetti nel quadro del programma multibeneficiario Phare 2000 per la lotta contro la droga, che affronta il problema transnazionale degli stupefacenti attraverso un'azione rafforzata e coordinata in linea con la strategia e il piano d'azione UE 2000-2004 in materia di droga.

La strategia UE in materia di droga prevede un approccio multidisciplinare ed integrato al problema della droga. La strategia punta, tra l'altro, ad intensificare la lotta contro il narcotraffico, rafforzare la cooperazione tra le forze di polizia dei singoli Stati, incoraggiare la cooperazione tra le agenzie interessate, integrare progressivamente i paesi candidati e potenziare la cooperazione internazionale.

La strategia individua nei preparativi in vista dell'allargamento una delle principali sfide per l'Unione europea e considera il programma Phare come lo strumento principale per gli aiuti di preadesione finalizzati a sviluppare la capacità istituzionale dei paesi candidati in relazione all'adozione e attuazione dell'acquis UE nel settore della lotta contro la droga.

La dichiarazione congiunta sulla droga elaborata dagli Stati membri, la Commissione e i paesi candidati e firmata a livello ministeriale il 28 febbraio 2002 sottolinea l'importanza della strategia e del piano d'azione dell'UE in materia di droga come modello per l'attuazione di politiche nazionali e globali equilibrate ed integrate nei paesi candidati. La dichiarazione pone inoltre l'accento sulla necessità di sviluppare un livello sufficiente di capacità amministrativa e di coordinamento tra le autorità competenti per affrontare il problema della droga.

Nell'ambito del programma del 2000 in materia di droga sono stati definiti tre settori d'intervento:

(1) Rafforzare la cooperazione transfrontaliera nell'applicazione delle leggi antidroga al fine di distruggere i maggiori canali del narcotraffico e smantellare le organizzazioni criminali internazionali coinvolte nel traffico di droga. Nel dicembre 2001 Eurocustoms è stato incaricato dell'attuazione della fase preparatoria del progetto regionale Phare per l'applicazione delle leggi antidroga (0,5 milioni di euro). L'obiettivo del progetto è individuare le esigenze dei paesi candidati e preparare un documento di programmazione. Alla fine è stata presentata una relazione finale in più volumi. La fase di attuazione di 18 mesi (4,9 milioni di euro) è iniziata nell'ottobre del 2002. Essa riguarda i programmi di lavoro dettagliati per le attività nazionali e regionali che riflettono le osservazioni formulate dalle delegazioni CE, dai gruppi nazionali e dalla DG Giustizia e Affari interni. Il progetto procede in maniera soddisfacente e i paesi beneficiari vi collaborano attivamente.

(2) Recepire l'acquis in materia di lotta al riciclaggio di denaro nei paesi candidati al fine di creare un quadro europeo per la lotta al riciclaggio di denaro e rafforzare i rapporti di lavoro tra le istituzioni competenti a livello nazionale, regionale e internazionale. Nel febbraio 2002 il ministero di Giustizia olandese è stato incaricato di attuare il progetto Phare per la lotta contro il riciclaggio di denaro il cui valore ammonta a 2 milioni di euro. La relazione semestrale del dicembre 2002 fornisce una descrizione esauriente delle attività svolte nell'ambito dei singoli moduli del progetto. Il progetto produce risultati soddisfacenti.

(3) Recepire nei paesi candidati l'acquis e le norme dell'UE riguardanti le droghe sintetiche e i precursori, ponendo un particolare accento sul rafforzamento delle istituzioni responsabili dell'applicazione delle leggi e provvedendo a migliorare il coordinamento tra di esse, la cooperazione regionale tra agenzie e lo scambio di informazioni finalizzato a controllare i precursori e a ridurne la diversione. Nel febbraio 2002 il ministero di Giustizia olandese è stato incaricato di attuare questo progetto Phare, il cui valore ammonta a 1,5 milioni di euro. Il progetto sta procedendo in maniera soddisfacente.

Programma ECOS-Ouverture

Il programma mira a rafforzare le autorità locali dei paesi dell'Europa centrale ed orientale attraverso la cooperazione con le controparti dell'UE, soprattutto con quelle situate nelle zone svantaggiate dell'Unione. La presente azione di sostegno interregionale incoraggia la cooperazione tra le autorità competenti attraverso progetti comuni in materia di scambio di esperienze e competenze tecniche. L'iniziativa è nata nel 1990 e dal 1994 è finanziata da Phare e dal FESR con una dotazione di quasi 50 milioni di euro.

Il 2002 è stato l'ultimo anno di attuazione dei 32 progetti finanziati nell'ambito del bilancio Phare 1998, per un importo complessivo pari a 7,35 milioni di euro. I principali settori di cooperazione sono lo sviluppo economico (18) e l'ambiente (7), mentre i restanti progetti si concentrano sugli aspetti culturali (4) o amministrativi (3). Con una dotazione media di 245.000 euro, i partner di Phare hanno svolto un ruolo più importante nei progetti rispetto alle precedenti generazioni del programma. La Romania ha dimostrato un grande interesse per il programma e i partner rumeni hanno partecipato a un terzo dei progetti selezionati. Seguono a breve distanza i partner ungheresi (7) e sloveni (6). Un terzo dei progetti contava 2 o più partner Phare.

Per quanto riguarda la gestione dei progetti, i rapporti tra i promotori dei progetti e la Commissione europei sono stati generalmente soddisfacenti. Circa il 20% dei progetti è stato visitato sul posto dal personale della Commissione e un altro 30% è stato esaminato a Bruxelles. Di conseguenza, nel corso dell'avanzamento dei progetti si è registrato un miglioramento della qualità dei progetti.

È stato notato che in molti casi le autorità locali che partecipavano ai progetti hanno iniziato a sviluppare degli interventi di follow-up, esaminando la possibilità di chiedere altri finanziamenti comunitari nell'ambito di altri programmi. Per garantire l'elaborazione delle richieste di finanziamento, i partenariati tra paesi candidati e Stati membri hanno spesso dichiarato la propria intenzione di portare avanti la cooperazione facendo ricorso all'autofinanziamento.

Il programma LIEN

Il programma LIEN (Link Inter European NGOs) mira a incoraggiare la cooperazione tra organizzazioni non governative senza fini di lucro attive nel settore sociale, a stimolarne le attività e a fornire aiuto ai cittadini svantaggiati. Dal 1992, sono stati selezionati circa 350 progetti che hanno beneficiato di sovvenzioni Phare per un valore complessivo di circa 48 milioni di euro.

I 40 progetti selezionati durante l'ultimo invito a presentare proposte di LIEN nel 1999 sono stati completati nel 2002. Essi riguardano tutti i paesi beneficiari di Phare, nonché Albania, la Bosnia-Erzegovina e l'ex Repubblica iugoslava di Macedonia.

Un'ampia parte dei progetti (14) è stata attuata dalle ONG, mediante la realizzazione di interventi a favore delle donne con limitato accesso all'assistenza sanitaria e al lavoro, dei giovani e degli anziani, nonché delle minoranze etniche (14 progetti). Altri 15 progetti hanno fornito aiuto ai disabili (non vedenti, persone con handicap fisico e mentale), ai malati (HIV) e ai tossicodipendenti. I fondi rimanenti sono stati utilizzati per sostenere progetti in materia di occupazione (5) o altre iniziative (6), quali i campi di formazione per la sensibilizzazione al problema delle mine in Bosnia-Erzegovina. Numerosi partner Phare hanno adottato nuovi concetti metodologici e di gestione.

La maggior parte dei promotori di progetti hanno chiesto dei finanziamenti da altre fonti per portare avanti le loro attività; circa il 20% di essi ha ottenuto un ulteriore sostegno da parte dell'UE (ad es. nell'ambito del programma Access).

Programma di partenariato

Dal 1993 Phare eroga fondi a sostegno del programma di partenariato allo scopo di promuovere il dialogo e la cooperazione in materia di sviluppo locale tra organizzazioni private e pubbliche senza fini di lucro nei paesi dell'Europa centrale ed orientale. Il programma eroga finanziamenti sotto forma di aiuti non rimborsabili per progetti di sviluppo locale avviati da almeno due organizzazioni senza fini di lucro che intendono sviluppare un partenariato sostenibile allo scopo di consentire lo scambio reciproco di competenze, conoscenze e esperienze. Il 2002 è stato l'ultimo anno di attuazione del programma e circa il 30% dei progetti finanziati nell'ambito del programma di partenariato del 1997 ha completato le proprie attività.

I progetti di quest'ultima generazione di partenariato si sono concentrati sui seguenti obiettivi:

* sviluppo locale e regionale (migliorare i servizi locali e regionali, la programmazione regionale, lo sviluppo rurale e agricolo, il turismo);

* sviluppo delle imprese e della attività commerciali;

* sviluppo socioeconomico (promozione dei diritti dei lavoratori e del dialogo sociale, promozione degli interessi dei consumatori, rafforzamento delle associazioni che rappresentano le cooperative, ecc.).

Molti dei progetti continueranno a svolgere le rispettive attività utilizzando i finanziamenti provenienti da altre fonti.

Il programma Access di Phare

Il programma Access mira a rafforzare la società civile nei paesi candidati promuovendo l'attuazione dell'acquis comunitario in quei settori politici nei quali le attività dei governi sono assenti o sono complementari a quelle del terzo settore, nonché migliorando il livello di consapevolezza e di consenso dell'opinione pubblica in tali settori.

Inoltre, mediante le attività finanziate nell'ambito di Access, verranno incoraggiati l'inserimento e la partecipazione di individui e di gruppi che rischiano l'emarginazione economica, sociale o politica in seguito al processo di trasformazione. Nell'ambito del programma possono essere finanziati interventi in materia di tutela dell'ambiente, sviluppo socioeconomico e attività sociali.

Access eroga aiuti non rimborsabili mediante cofinanziamenti per sostenere progetti realizzati da organizzazioni non governative (ONG) e da organizzazioni senza fini di lucro (OSL). Possono essere realizzati macroprogetti, in collaborazione con organizzazioni appartenenti ad almeno due paesi diversi (paesi aderenti Phare e paesi UE). I microprogetti possono essere attuati da una singola organizzazione con sede in uno dei paesi candidati. Inoltre, il programma comprende uno strumento per la creazione di reti, che fornisce sostegno alle ONG/OSL nei paesi candidati, allo scopo di consentire la partecipazione alle attività organizzate a livello comunitario.

Nel corso del 2002 la maggior parte dei progetti promossi nell'ambito del programma Access 1999 (bilancio complessivo: 20 milioni di euro) sono stati ultimati. Inoltre, sono stati pubblicati degli inviti a presentare proposte nel quadro del programma Access 2000 (bilancio complessivo: 20 milioni di euro) ed è stata avviata l'attuazione dei progetti. A differenza di Access 1999, gestito dalle delegazioni della Commissione europea nei 10 paesi candidati dell'Europa centrale ed orientale ("deconcentrazione"), l'attuazione di Access 2000 è affidata alle autorità dei paesi candidati, sotto la vigilanza della Commissione europea ("decentramento").

Come nel caso della programmazione Phare 2001, i programmi per la società civile hanno costituito parte integrante dei programmi nazionali Phare. Tale approccio è stato attuato nel 2001 in Bulgaria, Repubblica ceca, Ungheria, Lettonia, Polonia e Romania (totale contributo Phare: 20 milioni di euro) e nel 2002 in Bulgaria, Repubblica ceca, Estonia, Ungheria e Lettonia (totale contributo Phare: 9,6 milioni di euro). Gli obiettivi di questi programmi e le attività da essi finanziate sono simili a quelli sostenuti precedentemente nell'ambito del programma Access.

Sicurezza nucleare

Nel 2002 i servizi della Commissione hanno istituito un nuovo programma per la sicurezza nucleare finanziato attraverso lo strumento finanziario di preadesione Phare. Come nell'anno precedente, la concezione del programma si è basata sulle raccomandazioni della relazione del Consiglio sulla sicurezza nucleare nel contesto dell'allargamento, stilata nel giugno 2001. Il programma mirava pertanto a fornire sostegno ai paesi candidati nell'attuazione di tali raccomandazioni, cui hanno fatto riferimento le relazioni periodiche della Commissione sui progressi compiuti dai paesi candidati in vista dell'adesione all'UE e i partenariati di adesione. Il programma ha fornito assistenza finanziaria a 22 progetti con un bilancio complessivo pari a 18.098 milioni di euro. La strategia e i dettagli dei progetti sono descritti nella proposta di finanziamento disponibile sul sito web della DG Allargamento [4].

[4] http://europa.eu.int/comm/enlargement/

Lo scorso anno i servizi della Commissione si sono impegnati in particolare per attuare il programma Phare 1998 per la sicurezza nucleare, prorogato per due volte. Dopo un'attenta verifica della validità dei progetti finanziati nell'ambito del programma, tutti i progetti sono stati appaltati a livello centrale e decentrato entro la fine del 2002. Una particolare importanza ha rivestito la concessione in appalto di un progetto di investimenti tecnicamente complesso il cui obiettivo era fornire sostegno alla strumentazione e agli elementi di controllo per l'installazione di un secondo sistema di arresto presso la centrale nucleare di Ignalina in Lituania. Inoltre, un altro progetto significativo è rappresentato dal sostegno critico per la sicurezza nucleare fornito dalle organizzazioni di sostegno tecnico dell'UE agli enti normativi in campo nucleare dei vari paesi candidati nell'ambito del loro esame delle capacità del reattore VVER 440/213. Infine, i servizi della Commissione hanno cancellato l'attuazione di un numero molto limitato di progetti la cui utilità era venuta meno alla luce dei nuovi eventi. Di conseguenza, si è potuto attuare nel 2002 il programma tecnicamente complesso del 1998.

Nel 2002, l'adeguamento dei programmi per la sicurezza nucleare al sistema di attuazione decentrato, istituito per attuare lo strumento finanziario Phare in seguito alla revisione intermedia di Phare, ha prodotto i suoi risultati. L'attuazione dei progetti finanziati nell'ambito dei programmi per la sicurezza nucleare del 1999 e del 2001 ha registrato progressi soddisfacenti. Applicando il metodo di concezione del programma che definisce anche gli altri segmenti del programma Phare, la qualità della concezione del sopracitato programma per la sicurezza nucleare 2002 ha beneficiato di una maggiore partecipazione da parte dei coordinatori nazionali degli aiuti e delle parti interessate nazionali nei paesi beneficiari. Ciò ha a sua volta rafforzato il coinvolgimento degli attori nazionali (prima dell'introduzione del sistema SADE) e la loro effettiva partecipazione ai risultati del progetto.

Infine, i servizi della Commissione hanno continuato ad elaborare tre programmi speciali per fornire sostegno alle operazioni di smantellamento e alle altre misure riguardanti la chiusura anticipata di talune centrali nucleari in Lituania, Slovacchia e Bulgaria. Nel 2002 gli stanziamenti approvati nell'ambito di questi tre programmi ammontavano complessivamente a 90 milioni di euro. Pertanto, i finanziamenti forniti dalla Comunità in tale settore a partire dal 1999 superano i 340 milioni di euro. Gran parte dell'assistenza viene fornita ai paesi beneficiari attraverso tre fondi internazionali per il sostegno allo smantellamento, gestiti dalla BERS. La Comunità europea è il principale donatore. Oltre a decidere in merito allo stanziamento delle risorse comunitarie da assegnare a tali fondi, la Commissione europea presiede le assemblee dei contribuenti e ha un potere di codecisione, in quanto membro principale di tali organi direttivi, riguardo ai singoli accordi di sovvenzionamento siglati dal gestore dei fondi e dai paesi beneficiari a sostegno dei singoli progetti. I tre fondi, istituiti nel 2000, hanno registrato notevoli progressi nel corso del 2002 ed hanno contribuito all'attuazione di diversi progetti.

Statistiche

L'obiettivo generale del programma Phare a favore di più beneficiari in materia di cooperazione statistica consiste nel migliorare le capacità dei paesi candidati Phare di fornire statistiche ufficiali, soprattutto nell'ambito del processo di preadesione. Per i programmi attualmente in corso è stato elaborato un documento programmatico relativo al periodo 2000-2002. Sulla base di tale strategia, sviluppata in stretta collaborazione e con la partecipazione di Eurostat, degli stessi paesi candidati, degli Stati membri, delle organizzazioni internazionali e di altri donatori, Eurostat ha elaborato il programma multibeneficiario Phare 2002, approvato nel settembre 2002 dal comitato di gestione Phare. Sebbene non partecipino al programma Phare, gli altri tre paesi candidati (Cipro, Malta e Turchia) vengono integrati il più possibile in tali programmi, attingendo tuttavia a diverse fonti di finanziamento.

Il programma 2002 è orientato verso il rafforzamento degli istituti statistici nazionali (ISN) dei paesi candidati, allo scopo di consentire loro di soddisfare più efficacemente le esigenze dei propri clienti, elaborare dati accurati, affidabili e rapidamente disponibili, conformemente all'acquis, migliorare la qualità delle statistiche disponibili e rafforzare la fiducia nelle statistiche. Il bilancio totale di questo programma ammonta a 9 milioni di euro.

Il programma contiene diversi tipi di progetti, i più importanti dei quali sono i progetti settoriali, che mirano a colmare le lacune ancora esistenti nell'applicazione dell'acquis o ad affrontare i nuovi requisiti previsti dall'acquis. Nel presente programma, sono stati inseriti diversi progetti in materia di statistiche macroeconomiche, sociali, agricole e statistiche relative agli scambi con l'estero, la cui attuazione inizierà nel settembre del 2003. Il bilancio complessivo di questi progetti ammonta a circa 5 milioni di euro. Cipro, Malta e la Turchia parteciperanno ad alcuni di questi progetti. In tal modo, il trasferimento delle conoscenze e la produzione di dati avverranno sulla base delle stesse procedure applicate nei paesi candidati Phare.

Un'altra importante componente del programma riguarda tutte le attività di assistenza in ambito statistico, quali la partecipazione ai gruppi di lavoro di Eurostat, seminari, corsi di formazione, invio di apprendisti presso Eurostat o presso un ufficio statistico di uno Stato membro, nonché visite di studio e consultazioni. Questa componente dispone di una dotazione pari a 4 milioni di euro. Le risorse destinate alle attività di assistenza in campo statistico vengono concesse sotto forma di aiuti non rimborsabili agli uffici di statistica degli Stati membri e dei paesi candidati. Anche in questo caso Cipro, Malta e la Turchia parteciperanno alle componenti del programma, utilizzando le risorse proprie o altri strumenti di preadesione.

Il 2002 ha visto anche la proficua conclusione del programma multinazionale del 1999 per la cooperazione in campo statistico (15 milioni di euro), la piena attuazione del programma multinazionale del 2001 (8 milioni di euro) e il varo del programma multinazionale del 2001 (7,39 milioni di euro). Tutti i programmi perseguono obiettivi analoghi in diversi settori statistici e hanno contribuito in maniera significativa a fornire informazioni statistiche di buona qualità in relazione all'adesione dei 10 paesi candidati, di Cipro e di Malta. Per quanto riguarda la Turchia, l'integrazione nel meccanismo di cooperazione è appena iniziata. Nell'arco di un ragionevole lasso di tempo, tale integrazione dovrebbe produrre risultati analoghi a quelli ottenuti negli altri paesi.

2.6. Partecipazione alle agenzie e ai programmi comunitari

Nell'Agenda 2000, la Commissione europea ha proposto, tra gli obiettivi intermedi dell'adesione, la progressiva apertura ai paesi candidati di un ampio ventaglio di programmi comunitari, senza attendere la data di adesione. È stato altresì proposto di consentire la partecipazione attiva a taluni organismi o agenzie della Comunità, allo scopo di preparare meglio tali paesi all'adozione dell'acquis.

Poiché i programmi comunitari comprendono la maggior parte delle politiche promosse dalla Comunità, essi garantiscono un'utile preparazione all'adesione, consentendo ai paesi candidati e ai rispettivi cittadini di familiarizzarsi con le politiche e i metodi di lavoro dell'Unione. Dal 1997, i paesi candidati dell'Europa centrale ed orientale partecipano a pieno titolo a quasi tutti programmi comunitari, in particolare in materia di istruzione, formazione professionale, gioventù, ricerca, energia, ambiente, piccole e medie imprese. La partecipazione dei paesi candidati ai programmi comunitari rappresenta una caratteristica fondamentale della strategia di preadesione.

Il 2002 ha visto la piena attuazione delle nuove procedure che semplificano l'adozione delle misure in maniera tale da favorire la partecipazione dei paesi candidati ai programmi comunitari.

Ai paesi candidati viene chiesto di fornire un contributo finanziario ai singoli programmi ai quali partecipano. Nella maggior parte dei casi e su richiesta dei paesi candidati, il costo della partecipazione viene cofinanziato da Phare e dai fondi di preadesione per Cipro, Malta e la Turchia. Nel 2002 sono stati impegnati circa 116 milioni di euro per la partecipazione dei 13 paesi candidati ai programmi comunitari. Tale importo rappresenta il 46% del loro contributo finanziario complessivo. La maggior parte di questi fondi vengono resi disponibili mediante una "erogazione anticipata" per la partecipazione dei paesi candidati ai programmi comunitari nel 2003.

Agenzie

I paesi partecipano analogamente alle agenzie della Comunità.

Sulla base del criterio della piena partecipazione, sono stati negoziati accordi bilaterali con tutti e 13 i paesi candidati per consentire la loro partecipazione all'Agenzia europea dell'ambiente. Il 18 giugno 2001 il Consiglio ha adottato, per conto dell'UE, 13 decisioni per passare alla conclusione formale di tali accordi. Per quanto riguarda i paesi candidati, alla fine del 2002 mancava solo la ratifica da parte della Turchia. Nel 2002 sono stati impegnati circa 2,8 milioni di euro per cofinanziare la partecipazione degli 11 paesi che avevano presentato richiesta.

In seguito alla proposta della Commissione del 2001, il 7 marzo 2002 sono stati avviati a Bruxelles i negoziati per la partecipazione dei paesi candidati all'Osservatorio europeo delle droghe e delle tossicodipendenze (OEDT) sulla base di un mandato di negoziato del Consiglio dell'UE. Alla fine del 2002 i negoziati erano ancora in corso con alcuni paesi.

Per quanto riguarda le altre agenzie, è stato deciso di iniziare da ora la preparazione per la futura partecipazione dei paesi candidati. La preparazione alla piena partecipazione ad alcune agenzie comunitarie costituisce un passo fondamentale verso la familiarizzazione dei paesi candidati con l'acquis comunitario nel senso lato del termine. Da tale attività potrebbero trarre vantaggio sia l'Unione che i paesi candidati. Il coinvolgimento dei paesi candidati avverrà sotto forma di partecipazione di rappresentanti di tali paesi ad alcuni incontri ad hoc, gruppi di esperti e altre attività specifiche di interesse reciproco svolte dalle agenzie.

Come continuazione del programma Phare 2000 per l'attuazione delle misure preparatorie nel 2000-2001 riguardanti la partecipazione dei 10 PECO alle cinque agenzie comunitarie, la Commissione ha deciso il 24 luglio 2002 di stanziare altri 6 milioni di euro per il sostegno Phare nel periodo 2002-2003. Le seguenti otto agenzie beneficeranno del sostegno Phare per tali misure preparatorie:

* Centro europeo per lo sviluppo della formazione professionale

* Agenzia europea di valutazione dei medicinali

* Ufficio per l'armonizzazione nel mercato interno

* Agenzia europea per la sicurezza e la salute sul lavoro

* Osservatorio europeo dei fenomeni di razzismo e xenofobia

* Centro di traduzione degli organi dell'Unione europea

* Fondazione europea per il miglioramento delle condizioni di vita e di lavoro

* Osservatorio europeo delle droghe e delle tossicodipendenze

2.7. Cooperazione con la BEI e le istituzioni finanziarie internazionali

La cooperazione con la BEI e le IFI è proseguita nel corso del 2002 nell'ambito del memorandum d'intesa sulla cooperazione in materia di aiuti di preadesione. Poiché i grandi progetti infrastrutturali che beneficiano generalmente di un cofinanziamento internazionale sono attualmente finanziati attraverso ISPA, il cofinanziamento nell'ambito di Phare è stato estremamente limitato. La Commissione sta tuttavia studiando un modo per cofinanziare insieme alle IFI la componente CES (coesione economica e sociale) del programma Phare.

Il principale strumento di cofinanziamento è stato anche per il 2002 il dispositivo per le PMI, al quale partecipano la BEI, oltre alla BERS e alla Banca di sviluppo del Consiglio d'Europa / KfW. Nel 2002, la Commissione ha altresì terminato i colloqui con la BEI riguardanti la creazione di un dispositivo per finanziare i comuni nelle regioni frontaliere, come descritto nella comunicazione della Commissione sulle regioni frontaliere (COM(2001) 437 def. del 25 luglio 2001)

3. GESTIONE DEL PROGRAMMA

3.1. Passaggio al sistema di decentramento esteso (SADE)

Nel corso del 2002, i paesi candidati e la Commissione hanno continuato ad impegnarsi per attuare il decentramento esteso nella gestione dei fondi Phare e dei fondi di preadesione per Cipro e Malta. [5] Tutti e 12 i paesi interessati hanno attuato le fasi di passaggio al SADE conformemente a quanto indicato nel documento intitolato "Tabella di marcia SADE per ISPA e Phare" (inviato ai paesi candidati nel 2001) e nel documento di lavoro della Commissione intitolato "Preparazione al decentramento esteso" (inviato ai paesi candidati nel 2000).

[5] La Turchia si sta preparando ad attuare il sistema di decentramento esteso (SAD) nel 2003.

La Commissione ha stanziato 5,9 milioni di euro per un programma orizzontale di assistenza tecnica il cui obiettivo è aiutare le amministrazioni nazionali dei paesi Phare in tale processo. Tali risorse sono state suddivise tra i singoli paesi in base alle rispettive esigenze per fornire sostegno alle fasi 2 e 3 della tabella di marcia, ossia: eliminare le carenze (fase 2) individuate nel sistema nell'ambito della valutazione delle carenze (fase 1) e valutazione della conformità del sistema in seguito all'eliminazione delle carenze (fase 3). Durante il secondo semestre del 2002 sono stati firmati i memorandum finanziari con ciascuno dei paesi.

Come sostegno aggiuntivo, sono stati istituiti nei singoli paesi Phare dei gruppi di lavoro ad alto livello (HLWG). Obiettivo di tali gruppi è affrontare i problemi riguardanti la gestione degli aiuti di preadesione in vista dell'adesione. Più specificatamente, essi controllano i progressi compiuti nei singoli paesi nel passaggio verso il SADE. I gruppi di lavoro si riuniranno tre volte. Nel 2002 è stato organizzato un primo giro di riunioni in tutti i paesi.

Attraverso le discussioni in seno ai gruppi di lavoro ad alto livello e negli altri contatti tra la Commissione e i paesi che partecipano ai negoziati è stata presentata la proposta di organizzare un seminario orizzontale con tutti i paesi candidati. Tale seminario è stato organizzato con successo a Bruxelles a novembre dalla DG Allargamento insieme alla DG Politica regionale con la partecipazione delle amministrazioni dei 12 paesi candidati. È stata affrontata un'ampia gamma di argomenti, tra cui il coordinamento tra Phare e ISPA in relazione al SADE, gli aspetti giuridici del SADE, i gemellaggi e il SADE, gli appalti pubblici e il SADE, la gestione delle richieste SADE da parte della Commissione e il passaggio da SAPARD e ISPA ai fondi strutturali.

Alla fine del 2002, lo stato di avanzamento riguardante l'attuazione del SADE nei 12 paesi interessati era il seguente:

* Cipro a Malta avevano raggiunto la fase 4 della tabella di marcia (preparazione alla decisione della Commissione di rinunciare al controllo ex ante riguardante la gestione dei fondi di preadesione).

* L'Ungheria aveva avviato la fase 2 della tabella di marcia (eliminazione delle carenze)

* L'Estonia e la Slovacchia avevano completato la fase 1 della tabella di marcia (valutazione delle carenze).

* I restanti paesi erano a buon punto nell'attuazione della fase 1 e prevedevano di completarla all'inizio del 2003.

3.2. Controllo e valutazione

La funzione di controllo e valutazione di Phare serve a fornire ai paesi candidati, alle delegazioni della Commissione e ai gruppi responsabili dei singoli paesi nella DG Allargamento risultati indipendenti e tempestivi riguardanti la valutazione ex ante, intermedia ed ex post. Lo scopo è quello di migliorare l'efficacia e l'efficienza nell'impiego dei fondi di preadesione Phare

Principali attività nel 2002

Nel 2002 sono state realizzate le seguenti attività principali:

(1) É stata avviata una valutazione ex ante interna dei meccanismi di programmazione per Phare nel 2004 e oltre, mediante l'uso di un questionario e di interviste per conoscere il parere delle parti interessate e attraverso un confronto tra i meccanismi di programmazione Phare e quelli di altri strumenti paragonabili, come ad esempio CARDS, ISPA, SAPARD e TACIS. Tale esercizio continuerà fino al primo trimestre del 2003.

(2) Il piano per una valutazione intermedia esterna ha prodotto circa 110 relazioni nazionali, settoriali o tematiche intermedie. Nel luglio 2002 è stata effettuata una revisione approfondita del nuovo piano. Tale revisione ha migliorato i metodi e i formati, ha accelerato e differenziato il sistema di preparazione delle relazioni e individuato in maniera più chiara le categorie di pubblico specifiche. È stato inoltre introdotto un modello avanzato per le attività di controllo. Esso consente di presentare le informazioni pertinenti in maniera più accessibile, sinottica e analitica.

(3) Nel 1997/98 è stata avviata una valutazione ex post esterna dei programmi nazionali Phare. Tale esercizio continuerà fino al primo trimestre del 2003 e prevede anche lo sviluppo della capacità locale di valutazione.

Il 2002 ha visto l'avvio di una valutazione dei meccanismi di programmazione Phare per il 2004 e oltre. La valutazione si baserà su un'analisi delle lezioni tratte dall'attuale metodo di programmazione Phare e su un esame dei meccanismi di programmazione di altri interventi paragonabili.

Un importante elemento di tale valutazione è la relazione indipendente sulla programmazione e la concezione dei progetti preparata nel 2001 e riguardante i progetti finanziati tra il 1990 e il 1999. Il contraente è giunto alla conclusione che tali progetti presentavano spesso obiettivi mal definiti, matrici logiche carenti dal punto di vista tecnico e indicatori inadeguati.

Nel 2002 sono stati attuati dei provvedimenti basati sul controllo sistematico di tali caratteristiche in sede di formulazione del progetto.

Controllo e valutazione intermedia

Il piano di controllo e di valutazione intermedia Phare adotta un approccio partecipativo per fornire alle parti coinvolte nella gestione del programma una valutazione costante ed attendibile dell'attuazione delle misure in corso. A tal fine vengono utilizzati due strumenti: in primo luogo, le relazioni di controllo elaborate dalle agenzie esecutive per illustrare i pareri delle parti interessate; in secondo luogo, le relazioni sulla valutazione intermedia in cui vengono riportate le opinioni indipendenti dei valutatori esterni. Sulla base di tali risultati, i sottocomitati settoriali di controllo e il comitato misto di controllo per ciascun paese candidato discutono e decidono i provvedimenti da adottare per migliorare l'attuazione del programma.

Nel 2002, questo sistema ha prodotto circa 130 relazioni nazionali, settoriali e tematiche. Le relazioni tematiche riguardavano i problemi nucleari, la società civile, l'amministrazione pubblica, la giustizia e gli affari interni, la definizione degli obiettivi, i gemellaggi e le PMI. I principali settori analizzati erano l'agricoltura, la coesione economica e sociale, l'ambiente, il mercato interno, la giustizia e gli affari interni, l'amministrazione pubblica, le finanze, la politica regionale, le PMI, la società civile e i trasporti.

Dai risultati emerge che, complessivamente, la programmazione Phare produce dei progetti le cui priorità sono in linea con quelle dei partenariati di adesione e tiene conto delle relazioni periodiche e dei piani di azione. Tuttavia, sebbene oltre due terzi dei progetti valutati nel 2002 fossero considerati soddisfacenti, un numero significativo di progetti presenta carenze a livello di concezione o preparazione ed è caratterizzato da obiettivi vaghi e indicatori imprecisi, dalla scarsa considerazione delle lezioni tratte in precedenza e dall'assenza di studi di fattibilità. Secondo i valutatori i risultati di Phare sarebbero dovuti più alla capacità di gestione e all'approccio fattivo dei responsabili dell'attuazione del programma piuttosto che alla buona concezione dei progetti.

Dal punto di vista settoriale, le relazioni sulle valutazioni intermedie rivelano che generalmente sono stati compiuti buoni progressi nel corso del 2002 nel realizzare gli obiettivi nei seguenti settori: agricoltura, ambiente, giustizia e affari interni, pubblica amministrazione/finanze e settore sociale. Anche nel settore delle PMI i risultati sono stati misti, con un impatto significativo sui servizi di sostegno alle imprese, ma con scarsi progressi in termini di miglioramento del contesto aziendale e finanziario.

Inoltre, i risultati della valutazione hanno confermato che, sebbene il gemellaggio rappresenti uno strumento essenziale del processo di adesione, esso deve essere accompagnato da un'ampia riforma della pubblica amministrazione affinché possa risultare efficace.

La valutazione intermedia viene ormai accettata da quasi tutti i paesi candidati beneficiari come parte integrante del ciclo di gestione il progetto. Le relazioni ricevono una grande attenzione e generano un vivo dibattito tra le parti interessate e le raccomandazioni in esse contenute vengono prese in debita considerazione.

L'attuazione dei risultati della valutazione e delle raccomandazioni produce una serie di effetti benefici: modifiche istituzionali all'interno delle agenzie esecutive; migliore coordinamento tra le autorità comunali, regionali e nazionali nei paesi candidati e tra i donatori; miglioramento della concezione del progetto; ridistribuzione delle risorse; reperimento di ulteriori cofinanziamenti; maggiore attenzione al consolidamento dei risultati dei progetti in seguito a loro completamento.

L'attuazione delle raccomandazioni contribuisce inoltre a divulgare una cultura della valutazione basata sulla trasparenza e su una gestione finanziaria sana. Essa migliora inoltre la capacità di controllo e quindi di gestione e sviluppa un approccio realmente partecipativo alla valutazione da parte di tutte le parti interessate. A tal riguardo, il forte coinvolgimento delle delegazioni della Commissione produce un notevole impatto sulla qualità dei risultati delle valutazioni intermedie.

Il sistema di valutazione intermedia subirà un ulteriore adeguamento nel 2003:

* Sulla scia del decentramento delle attività di controllo operato nel 2000 e nel quadro del SADE (vedi sezione 3.1), la stessa funzione di valutazione intermedia verrà ulteriormente decentrata a favore delle autorità dei dieci paesi candidati che aderiranno nel 2004.

* Il sistema di controllo e di valutazione intermedia verrà introdotto a Cipro, a Malta e in Turchia.

Valutazione ex post

La valutazione ex post di un campione di progetti di sostegno Phare da 1 miliardo di euro destinato a 10 paesi è stata completata a maggio del 2003. La relazione è composta da dieci relazioni nazionali (comprensive di studi di casi esemplari), una relazione generale consolidata e una relazione riepilogativa. Il campione selezionato ai fini della valutazione comprende i progetti il cui completamento era previsto per la fine del 2001 e che derivano dai programmi nazionali del 1997/98 per la Bulgaria, Repubblica ceca, Estonia, Ungheria, Lettonia, Lituania, Polonia, Romania, Repubblica slovacca e Slovenia. L'esercizio comporta dieci diverse valutazioni ex post a livello nazionale nell'ambito della stessa dotazione.

Dal punto di vista organizzativo sono stati effettuati i seguenti interventi: nomina ufficiale di un valutatore nazionale da parte del coordinatore nazionale degli aiuti (CNA); approvazione del mandato dei paesi in questione da parte del valutatore nazionale; nomina dei valutatori locali indipendenti nei singoli paesi con l'incarico di riferire sulle valutazioni a livello nazionale sotto la supervisione del responsabile della valutazione generale. È prevista una componente strutturale per il potenziamento delle capacità in termini di valutazione locale mediante un approccio pratico integrato da seminari di formazione e da un pacchetto per l'apprendimento a distanza.

Altre attività

Nel 2002 i servizi della Commissione hanno adottato una serie di misure per migliorare la qualità dei progetti nella fase di concezione nel quadro del ciclo di programmazione 2003:

* Rafforzare l'applicazione del metodo di formulazione dei progetti - La guida alla programmazione 2003 pone un maggiore accento sull'obbligo di definire degli indicatori adeguati e di incorporare le elezioni tratte dalle esperienze passate.

* Interventi di formazione per i principali attori nei paesi candidati - Esperti esterni hanno organizzato per i funzionari ministeriali dei seminari di formazione di due giorni relativi al programma e alla concezione dei progetti. I seminari sono stati gestiti in coordinamento con le delegazioni della Commissione in Slovacchia, Bulgaria e Lettonia (i seminari in Romania e in Turchia sono previsti per l'inizio del 2003). In 8 paesi candidati sono stati organizzati corsi di formazione riguardanti le attività di controllo.

* Controlli della qualità - L'unità di valutazione della DG Allargamento ha sistematicamente controllato le bozze iniziali delle schede di progetto e le matrici logiche del ciclo di programmazione 2003 e ha fornito un feedback ai gruppi nazionali.

Inoltre, sono state gettate le basi per la prima riunione (prevista per gli inizi del 2003) del gruppo di valutazione e di consulenza (Evaluation Advisory Group - EAG), composto dai rappresentanti degli Stati membri e dei paesi candidati. Nell'ambito dell'acquis finanziario del capitolo 28 e dei principi di sana gestione finanziaria ad esso associati, l'EAG funge da forum per lo scambio delle migliori pratiche riguardanti i modelli di controllo e di valutazione e le strategie locali di potenziamento delle capacità.

4. SINTESI DEI RISULTATI FINANZIARI

Nel 2001, il programma Phare ha impegnato un totale di 1.695,1 milioni di euro [6] a favore dei paesi partner. Il grafico che segue mostra la ripartizione annuale dei fondi Phare impegnati nel periodo 1990-2002 (milioni di euro):

[6] Il contributo Phare a favore della Fondazione europea per la formazione professionale (4 milioni di euro) non è compreso in questa cifra.

- 1990: 475,3

- 1991: 769,7

- 1992: 979,6

- 1993: 966,1

- 1994: 946,1

- 1995: 1.114,0

- 1996: 1.207,8

- 1997: 1.135,1

- 1998: 1.153,9

- 1999: 1.481,7

- 2000: 1.651,5

- 2001: 1.635,4

- 2002: 1.695,1

>SPAZIO PER TABELLA>

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