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Comunicazione della Commissione - Parametri di riferimento europei per l'istruzione e la formazione: seguito al Consiglio europeo di Lisbona

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52002DC0629

Comunicazione della Commissione - Parametri di riferimento europei per l'istruzione e la formazione: seguito al Consiglio europeo di Lisbona /* COM/2002/0629 def. */


COMUNICAZIONE DELLA COMMISSIONE - Parametri di riferimento europei per l'istruzione e la formazione: seguito al Consiglio europeo di Lisbona

INDICE

SOMMARIO

1. INTRODUZIONE

1.1. Seguito alle conclusioni di Lisbona nel settore dell'istruzione e della formazione

1.2. Il metodo di coordinamento aperto nel settore dell'istruzione e della formazione

1.3. Fissazione di parametri di riferimento europei per i sistemi d'istruzione e formazione

2. PARAMETRI DI RIFERIMENTO EUROPEI PER L'ISTRUZIONE E LA FORMAZIONE

2.1. Investimenti in istruzione e formazione

2.2. L'abbandono scolastico

2.3. Laureati in matematica, scienze e tecnologia

2.4. Studenti che portano a termine l'istruzione secondaria superiore

2.5. Competenze fondamentali

2.6. Partecipazione all'apprendimento lungo tutto l'arco della vita

3. CONCLUSIONI

Allegato 1

Allegato 2

COMUNICAZIONE DELLA COMMISSIONE - Parametri di riferimento europei per l'istruzione e la formazione: seguito al Consiglio europeo di Lisbona

SOMMARIO

1. Nella presente comunicazione la Commissione invita il Consiglio ad adottare dei parametri di riferimento europei per i sistemi d'istruzione e formazione in settori di cruciale importanza per la realizzazione dell'obiettivo strategico fissato nel marzo 2000 dal Consiglio europeo di Lisbona: fare dell'Europa, entro il 2010, "l'economia basata sulla conoscenza più competitiva e dinamica del mondo, in grado di realizzare una crescita economica sostenibile con nuovi e migliori posti di lavoro e una maggiore coesione sociale".

2. Per rispondere a questa sfida, i capi di Stato e di governo hanno concordato alcuni obiettivi concreti comuni per i sistemi d'istruzione e formazione in Europa, nel quadro dell'obiettivo complessivo dell'apprendimento lungo tutto l'arco della vita, al fine di:

* aumentare la qualità e l'efficacia dei sistemi di istruzione e formazione nell'UE;

* facilitare l'accesso di tutti ai sistemi di istruzione e formazione;

* aprire al mondo esterno i sistemi di istruzione e formazione.

Il Consiglio europeo di Barcellona, tenutosi nel 2002, ha sottolineato l'importanza dell'istruzione e della formazione nell'ottica di conseguire gli ambiziosi obiettivi fissati a Lisbona, istituendo un nuovo obiettivo generale consistente nel "rendere entro il 2010 i sistemi d'istruzione e di formazione dell'UE un punto di riferimento di qualità a livello mondiale".

3. Il programma di lavoro dettagliato congiunto sugli obiettivi relativi ai sistemi d'istruzione e formazione adottato dalla Commissione e dal Consiglio stabilisce in che modo il metodo di coordinamento aperto sarà applicato facendo uso di indicatori atti a misurare i progressi, parametri di riferimento per fissare obiettivi concreti e scambi di esperienze ed esami di esperti per imparare dalle buone prassi. I progressi saranno monitorati sulla scorta di indicatori espressi in livelli medi di risultato di (1) i 15 Stati membri dell'UE e (2) i tre Stati membri che hanno registrato i migliori risultati. I parametri di riferimento europei saranno utilizzati laddove ciò sia fattibile e adottati dal Consiglio.

4. Nella presente comunicazione il termine "parametro di riferimento" (benchmark) è riferito a obiettivi concreti, raggruppati in sei settori:

- investimenti per istruzione e formazione;

- abbandono scolastico;

- laureati in matematica, scienze e tecnologia;

- popolazione che ha portato a termine la propria istruzione secondaria superiore;

- competenze fondamentali;

- apprendimento lungo tutto l'arco della vita.

5. Come chiarito dagli articoli 149 e 150 del trattato CE, gli Stati membri hanno piena responsabilità per quanto riguarda il contenuto dell'insegnamento e l'organizzazione dei rispettivi sistemi d'istruzione e formazione. Pertanto, sono anzitutto gli Stati membri a dover adottare azioni per dare un seguito alle conclusioni del Vertice di Lisbona.

6. La Commissione invita il Consiglio ad adottare i seguenti parametri di riferimento europei:

- entro il 2010, tutti gli Stati membri dovranno almeno dimezzare il tasso degli abbandoni scolastici precoci rispetto al tasso registrato nel 2000, al fine di arrivare a una media UE pari o inferiore al 10%;

- entro il 2010, gli Stati membri dovranno almeno dimezzare il livello della disparità fra i sessi tra i laureati in matematica, scienze e tecnologia, garantendo allo stesso tempo un sensibile incremento complessivo del numero totale di laureati rispetto al 2000;

- entro il 2010, gli Stati membri dovranno garantire che la percentuale media UE della popolazione di età compresa fra i 25 e i 64 anni che ha assolto almeno l'istruzione secondaria superiore raggiunga o superi l'80%;

- entro il 2010, la percentuale di quindicenni con livelli bassi di capacità di lettura e di nozioni matematiche e scientifiche dovrà essere almeno dimezzata in tutti gli Stati membri;

- entro il 2010, il livello medio UE di partecipazione all'apprendimento lungo tutto l'arco della vita raggiungerà almeno il 15% della popolazione attiva adulta (fascia d'età fra i 25 e i 64 anni); in nessun paese la partecipazione sarà al di sotto del 10%.

La Commissione invita gli Stati membri a continuare a contribuire al raggiungimento dell'obiettivo di Lisbona consistente nell'ottenere incrementi annui sostanziali degli investimenti pro capite per le risorse umane e, a tal fine, a fissare parametri di riferimento trasparenti da comunicare poi al Consiglio e alla Commissione, come stabilito dal programma di lavoro dettagliato sugli obiettivi.

7. La Commissione invita il Consiglio ad adottare i parametri proposti nella presente comunicazione entro e non oltre maggio 2003, in modo che se ne possa tener conto nella relazione intermedia sull'attuazione del programma di lavoro dettagliato sugli obiettivi relativi ai sistemi d'istruzione e formazione in Europa che il Consiglio europeo ha chiesto alla Commissione e al Consiglio di presentare al Vertice europeo di primavera del 2004. Inoltre, gli Stati membri (come stabilito dal programma di lavoro dettagliato congiunto) comunicheranno, su base volontaria, quali sono i parametri di riferimento nazionali fissati nel settore.

1. INTRODUZIONE

"Le persone sono la principale risorsa dell'Europa e su di esse dovrebbero essere imperniate le politiche dell'Unione" [1]

[1] Consiglio europeo di Lisbona: Conclusioni della Presidenza, punto 24.

8. In una "società della conoscenza", l'istruzione e la formazione si trovano fra le principali priorità strategiche. L'acquisizione e il continuo aggiornamento e potenziamento di un alto livello di conoscenze, qualifiche e competenze sono un prerequisito per lo sviluppo personale di tutti i cittadini e la loro partecipazione a tutti gli aspetti della società, dalla cittadinanza attiva al loro pieno inserimento sul mercato del lavoro. Il concetto di "apprendimento lungo tutto l'arco della vita" (o "permanente") è il fondamento delle diverse strategie perseguite negli Stati membri per aiutare i cittadini ad affrontare tali sfide [2].

[2] Commissione europea, Realizzare uno spazio europeo dell'apprendimento permanente (COM (2001) 678 def.).

1.1. Seguito alle conclusioni di Lisbona nel settore dell'istruzione e della formazione

9. Il Consiglio europeo di Lisbona (marzo 2000) ha fissato l'obiettivo strategico per cui l'Europa deve diventare entro il 2010 "l'economia basata sulla conoscenza più competitiva e dinamica del mondo, in grado di realizzare una crescita economica sostenibile con nuovi e migliori posti di lavoro e una maggiore coesione sociale". Esso ha sottolineato il ruolo centrale dell'istruzione e della formazione nel rispondere alle sfide aperte da tale obiettivo. I capi di Stato e di governo inoltre hanno invitato i ministri dell'Istruzione a stabilire obiettivi concreti per i sistemi d'istruzione e formazione. In base a una proposta della Commissione [3], nel febbraio 2001 il Consiglio ha adottato una relazione su "Gli obiettivi futuri e concreti dei sistemi di istruzione e di formazione" [4].

[3] Comunicazione dalla relazione della Commissione - Gli obiettivi futuri e concreti dei sistemi d'istruzione (COM (2001) 59 def.).

[4] Documento del Consiglio 6365/02 del 14/2/2001.

10. La relazione sugli obiettivi futuri e concreti dei sistemi di istruzione e di formazione è stata presentata al Consiglio europeo di Stoccolma del marzo 2001. Essa definisce i tre obiettivi strategici seguenti per i sistemi d'istruzione e formazione:

- aumentare la qualità e l'efficacia dei sistemi di istruzione e di formazione nell'Unione europea;

- facilitare l'accesso di tutti ai sistemi di istruzione e di formazione;

- aprire al mondo esterno i sistemi di istruzione e formazione.

11. Nel quadro di questi tre obiettivi strategici, la relazione definiva tredici obiettivi concreti e determinava per ciascuno una serie di questioni fondamentali da affrontare, nonché un elenco orientativo di indicatori per misurarne l'attuazione mediante il "metodo di coordinamento aperto" (cfr. sezione 1.2 più sotto). L'importanza di dare un seguito alle conclusioni di Lisbona nel settore dell'istruzione e della formazione è ulteriormente sottolineata dalle iniziative adottate con gli orientamenti per l'occupazione [5], nella strategia per lo sviluppo di uno spazio europeo della ricerca e nel quadro degli indirizzi di massima di politica economica.

[5] La strategia europea per l'occupazione contiene un orientamento orizzontale relativo all'apprendimento lungo tutto l'arco della vita e orientamenti specifici incentrati sugli aspetti occupazionali di istruzione e formazione.

12. Il Consiglio europeo di Stoccolma ha chiesto che sia presentato un programma di lavoro dettagliato al Vertice europeo di primavera 2002 per dare un seguito alla relazione sugli obiettivi futuri e concreti dei sistemi di istruzione e di formazione.

13. In base a un'altra proposta della Commissione, il Consiglio ha adottato il programma di lavoro [6], poi approvato dal Consiglio europeo di Barcellona del marzo 2002. Il Consiglio di Barcellona ha anche sottolineato l'importanza di istruzione e formazione nell'ottica di conseguire l'obiettivo di Lisbona, istituendo un nuovo obiettivo generale: "rendere entro il 2010 i sistemi d'istruzione e di formazione dell'UE un punto di riferimento di qualità a livello mondiale". Infine, il Consiglio europeo ha invitato il Consiglio e la Commissione a presentare al Vertice europeo di primavera del 2004 una relazione intermedia congiunta sull'attuazione del programma di lavoro.

[6] Programma di lavoro dettagliato sul follow-up circa gli obiettivi dei sistemi di istruzione e formazione in Europa (2002/C 142/01).

1.2. Il metodo di coordinamento aperto nel settore dell'istruzione e della formazione

14. Il metodo di coordinamento aperto dev'essere applicato come strumento per lo sviluppo di una strategia coerente ed esaustiva per quanto riguarda l'istruzione e la formazione nel quadro degli articoli 149 e 150 del trattato. Il metodo di coordinamento aperto è descritto come "strumento per diffondere la migliore pratica e conseguire una maggiore convergenza verso le finalità principali dell'UE". Le conclusioni del Consiglio di Lisbona indicano che "Un'impostazione totalmente decentrata sarà applicata [...] mediante diverse forme di partenariato" e che tale metodo è "concepito per assistere gli Stati membri nell'elaborazione progressiva delle loro politiche".

15. I mezzi di attuazione del metodo di coordinamento aperto comportano strumenti quali indicatori e parametri di riferimento, nonché scambi di esperienze, analisi di esperti e divulgazione delle buone prassi.

16. Il programma di lavoro dettagliato sul follow-up circa gli obiettivi dei sistemi d'istruzione e formazione in Europa fa uso degli indicatori esistenti, e adotta il seguente formato standard, da utilizzare nella misurazione dei progressi.

Modello da utilizzare nel monitoraggio dei progressi relativi a istruzione e formazione nell'ambito del metodo di coordinamento aperto

>SPAZIO PER TABELLA>

17. Gli indicatori da utilizzare in questo processo di monitoraggio rispetto ai singoli obiettivi vanno analizzati insieme ad altri indicatori selezionati, al fine di valutare i progressi compiuti in direzione degli obiettivi specifici. Dove necessario, gli indicatori applicati saranno disaggregati per genere. Il Gruppo permanente sugli indicatori istituito dalla Commissione contribuirà a raffinare e sviluppare gli indicatori applicabili, ricorrendo alle sinergie con altri gruppi, come il gruppo indicatori del comitato per l'occupazione e il comitato di politica economica. Tale lavoro si svolgerà in cooperazione con Eurostat, Eurydice e il Cedefop, nonché con organizzazioni internazionali quali l'OCSE.

18. Il programma di lavoro descrive chiaramente come saranno monitorati e misurati i progressi relativi a istruzione e formazione: "Sulla base degli indicatori scelti per ciascun obiettivo sarà effettuata una valutazione dei progressi in una relazione intermedia prevista per il 2004 e nella relazione finale prevista per il 2010. Se del caso, il Consiglio fisserà parametri su scala europea. Inoltre i criteri di riferimento (parametri) per il 2004 e il 2010 saranno comunicati dagli Stati membri su base volontaria. Il processo di attuazione richiederà la disponibilità di dati statistici nazionali in base agli indicatori prescelti" [7].

[7] Idem.

1.3. Fissazione di parametri di riferimento europei per i sistemi d'istruzione e formazione

19. Diversi documenti strategici della Comunità fissano finalità e obiettivi relativamente a istruzione e formazione. Tali obiettivi si trovano nel piano d'azione e-Learning e nei piani d'azione e-Europe 2002 e 2005 [8], nella comunicazione sull'apprendimento lungo tutto l'arco della vita [9] e nel piano d'azione per le competenze e la mobilità [10], nonché nella comunicazione "Più ricerca per l'Europa - Obiettivo: 3% del PIL" [11]. La Commissione ha fissato altri obiettivi in altri settori, come la padronanza delle lingue straniere o la mobilità a fini d'istruzione, oppure in connessione con la dimensione di genere nelle politiche comunitarie.

[8] Comunicazione della Commissione Piano d'azione eLearning - Pensare all'istruzione di domani (COM(2001) 172 def. (28.03.2001).

[9] Comunicazione della Commissione Realizzare uno spazio europeo dell'apprendimento permanente (COM(2001) 678 def. (21.11.2001).

[10] Comunicazione della Commissione Piano d'azione della Commissione per le competenze e la mobilità COM(2002) 72 (08.02.2002).

[11] Comunicazione della Commissione Più ricerca per l'Europa - Obiettivo: 3% del PIL, COM(2002) 499 def. (11.09.2002).

20. Nella presente comunicazione il termine "parametro di riferimento" (benchmark) è riferito a obiettivi concreti, in relazione ai quali è possibile misurare i progressi. Il termine "analisi comparativa" (benchmarking) è utilizzato laddove siano presentati dati comparativi al fine di individuare il livello relativo di risultato dei singoli paesi dell'UE o, più in generale, in Europa. Ove possibile, si farà il confronto con un "mondo esterno" rappresentato dagli USA e dal Giappone, utilizzando per ciascun indicatore dati 1) per la media dei 15 Stati membri dell'UE e 2) per la media dei tre Stati membri che hanno ottenuto i migliori risultati.

21. I sei settori nell'ambito dei quali sono discussi i parametri di riferimento europei di cui alla presente comunicazione sono stati scelti perché a livello UE sono stati fissati esplicitamente dal Consiglio europeo finalità e obiettivi quantificati (ad es. per quanto riguarda gli investimenti per l'istruzione o l'abbandono scolastico), e perché sono di importanza fondamentale per gli obiettivi strategici stabiliti dalla relazione sugli obiettivi e nell'ottica del principio complessivo dell'apprendimento lungo tutto l'arco della vita. Gli indicatori di base analizzati nella presente comunicazione sono stati scelti fra quelli definiti dal "Programma di lavoro dettagliato sul follow-up circa gli obiettivi dei sistemi di istruzione e formazione in Europa".

22. Inoltre, individuando i tre paesi coi migliori risultati [12] conformemente al modello adottato dal Consiglio, le analisi contenute nella presente comunicazione sostengono il lavoro relativo allo scambio di esperienze e agli esami di esperti attualmente in fase di lancio nel quadro del metodo di coordinamento aperto. Esso consiste nell'individuare paesi e gruppi di paesi che mostrano livelli particolarmente promettenti di risultato e sviluppi in ciascuno dei sei settori prescelti [13].

[12] Nella presente comunicazione si persegue l'obiettivo di individuare i tre paesi coi migliori risultati mediante il criterio del risultato medio, facendo uso di tutti i dati disponibili per ciascun paese e per l'UE dei Quindici nel periodo 1991-2001.

[13] All'Allegato si possono trovare informazioni e grafici statistici dettagliati per ciascuno dei sei settori.

23. La Commissione ha esaminato la possibilità di trasformare i parametri di riferimento europei qui proposti in parametri nazionali, in particolare per tener conto delle ampie variazioni nei risultati dei diversi Stati membri, illustrate dagli allegati al presente documento. Per ragioni di sussidiarietà, ma anche nella convinzione che tutti gli Stati membri dovrebbero attivarsi per realizzare gli ambiziosi obiettivi fissati dal Consiglio europeo, la Commissione al momento ha scelto di non procedere in questa direzione. È però ovvio che gli Stati membri con un livello basso di risultati dovranno compiere sforzi notevolmente maggiori degli altri per rispettare i parametri di riferimento comuni europei. È anche chiaro che gli Stati membri che hanno già ottenuto risultati elevati in un settore dovranno a propria volta compiere sforzi ragguardevoli per ottenere risultati ancor migliori.

2. PARAMETRI DI RIFERIMENTO EUROPEI PER L'ISTRUZIONE E LA FORMAZIONE

2.1. Investimenti in istruzione e formazione

24. Le conclusioni del Consiglio di Lisbona auspicano "un sostanziale aumento annuale degli investimenti pro capite in risorse umane", e segnalano che il futuro dell'economia europea dipende in larga misura dalle qualifiche dei cittadini, le quali a propria volta necessitano di un continuo aggiornamento, com'è tipico delle società della conoscenza.

25. In tutti i paesi, gli investimenti per l'istruzione sono "investimenti per il futuro" altamente prioritari, per cui rappresentano una grossa voce di spesa nei bilanci pubblici. Nella maggior parte dei paesi OCSE, la spesa pubblica per l'istruzione è cresciuta di più del 5% nel periodo 1995-1999, e la sua percentuale sul bilancio pubblico è aumentata nello stesso periodo dal 12 al 12,7%. Nell'Unione europea, circa l'11,20% della spesa pubblica è assorbito dall'istruzione (1999) [14]. In Danimarca, la quota dedicata all'istruzione della spesa pubblica è salita dal 13,1% del 1995 al 14,9% del 1999, in Svezia dall'11,6 al 13,6% e nei Paesi Bassi dal 9,1 al 10,4%. In Grecia, Irlanda e Portogallo l'aumento è stato addirittura superiore al 15%. Ciononostante, il reddito nazionale, espresso in termini di PIL, è cresciuto ancor più rapidamente durante lo stesso periodo [15].

[14] Commissione Europea (2002) Le cifre chiave dell'istruzione in Europa, 2002 Eurydice e Eurostat, Lussemburgo.

[15] OCSE (2002) Education at a Glance, Parigi.

26. Questo indicatore dà un quadro incompleto della situazione, dal momento che non tiene conto delle spese private di aziende (ad es. per la formazione sul posto di lavoro) e famiglie, che sono importantissime per lo sviluppo delle risorse umane. Gli investimenti privati per l'istruzione ammontano a percentuali diverse degli investimenti complessivi per l'istruzione, e si collocano fra meno del 10% (Portogallo, Svezia, Danimarca, Austria, Francia, Paesi Bassi e Irlanda) e il 22% (Germania) delle spese complessive per l'istruzione e la formazione dei vari Stati membri (1999, tutti i filoni dell'istruzione).

27. Visti i considerevoli mutamenti demografici avvenuti in molti paesi, è particolarmente utile osservare lo sviluppo del fattore "investimenti per studente". Si nota allora che, nell'istruzione e nella formazione non terziaria, le spese per studente sono cresciute fra il 1995 e il 1999 di più del 20%, ad esempio in Grecia, Portogallo e Spagna, mentre le spese complessive di istruzione terziaria per studente (in media il 35% corrisponde a investimenti per la ricerca) sono cresciute di più del 20%, ad esempio in Irlanda, Grecia e Spagna nello stesso periodo.

28. Le indicazioni di cui sopra sembrano in linea con l'obiettivo fissato dal Consiglio europeo, ma un esame più dettagliato delle tendenze di spesa in percentuale del PIL induce a valutazioni più prudenti. Anche se i dati (cfr. allegato 1) non sono completi per gli anni più recenti, risultano comunque, in media e fino al 1999, livelli relativi di spesa pubblica per l'istruzione in percentuale del PIL in leggero calo. Se questa tendenza al decremento dovesse essere confermata per gli anni più recenti e continuare nei prossimi anni, il livello medio dell'UE-15 arriverebbe a circa il 4% del PIL nel 2010, mentre è oggi al 5,0 %, cioè pari all'attuale livello degli USA e superiore a quello del Giappone, fermo al 3,5%.

29. I tre paesi coi migliori risultati, secondo questo indicatore, sono scandinavi, vale a dire la Svezia, la Danimarca e la Finlandia, paesi in cui l'investimento pubblico per l'istruzione e la formazione supera il 6% del PIL. In Svezia e Danimarca si segnalano tendenze alla crescita che, se mantenute fino al 2010, porterebbero a un livello di investimenti pubblici per l'istruzione pari al 9% del PIL. La Finlandia invece mostra una tendenza al calo.

Indicatore di base per monitorare i progressi relativamente alla spesa pubblica per l'istruzione in percentuale del PIL (1999) [16].

[16] Dati per USA e Giappone (1998). F: Le cifre sulla spesa per l'istruzione non comprendono i DOM (Dipartimenti d'Oltremare). UK: Stime basate sui dati relativi all'anno finanziario britannico, compreso fra il 1° aprile e il 31 marzo. L: Dati non pervenuti.

>SPAZIO PER TABELLA>

Fonte: statistiche sull'istruzione di Eurostat.

30. I dati di cui sopra non consentono di trarre conclusioni chiare in questa fase, ma forniscono dei motivi per essere prudenti e per prestare particolare attenzione allo sviluppo della spesa pubblica in percentuale del PIL, in linea con l'obiettivo di Lisbona consistente nel garantire "un sostanziale aumento annuale degli investimenti pro capite in risorse umane". Il calo della spesa pubblica indica in effetti che il settore pubblico sta lasciando sempre più responsabilità agli investimenti privati per l'istruzione e la formazione (famiglie e imprese) per rispondere alle sfide lanciate dalla società della conoscenza. Anche se è chiaro che saranno necessari sforzi significativi da parte di tutti, il declino della spesa pubblica potrebbe compromettere il modello sociale europeo, caratterizzato da un uguale accesso per tutti all'apprendimento durante tutta la vita e dalla garanzia di un'istruzione e formazione di qualità [17].

[17] Il modello sociale europeo è citato al paragrafo 22 delle conclusioni di Barcellona, e definito come segue: "Il modello sociale europeo si basa su buoni risultati economici, elevato livello di protezione sociale, istruzione e dialogo sociale".

31. Vista la natura provvisoria e incompleta dei dati disponibili, la Commissione non raccomanda un parametro di riferimento specifico in questo settore. Tuttavia, gli Stati membri dovrebbero riconoscere la propria responsabilità nel garantire che la spesa totale per l'istruzione e la formazione, sia pubblica che privata, risponda in modo appropriato agli obiettivi di Lisbona; essi pertanto dovrebbero agire in base a parametri di riferimento trasparenti e pubblicamente riconosciuti, nel rispetto del Patto di stabilità e crescita.

La Commissione invita gli Stati membri a continuare a contribuire al raggiungimento dell'obiettivo di Lisbona consistente nell'ottenere incrementi annui sostanziali degli investimenti pro capite per le risorse umane e, a tal fine, a fissare parametri di riferimento trasparenti da comunicare poi al Consiglio e alla Commissione, come stabilito dal programma di lavoro dettagliato sugli obiettivi.

32. Allo stesso tempo, la Commissione sottolinea che, nonostante una certa quantità di investimenti sia un prerequisito necessario per un apprendimento coronato da successo, l'esperienza dimostra che l'aumento degli investimenti in istruzione e formazione da solo non ne migliora necessariamente la qualità. Per quanto riguarda l'istruzione obbligatoria, una rianalisi dei dati TIMSS [18] mostra che i sistemi educativi più costosi non necessariamente danno migliori risultati in termini di riuscita dei discenti. È dunque assolutamente fondamentale indirizzare i fondi verso i settori col più alto tasso di ricaduta in termini qualitativi. Sono necessarie nuove modalità d'investimento per garantire l'acquisizione dei nuovi tipi di conoscenze e competenze richieste dalla società basata sulla conoscenza, sia da parte dei (potenziali) discenti che dei mediatori di apprendimento. Dev'essere elaborata una vasta gamma di incentivi all'apprendimento per tutti i cittadini, prestando un'attenzione particolare alla dimensione di genere, all'interno e all'esterno del mercato del lavoro.

[18] Third International Maths and Science Study ("Terzo studio internazionale sulla matematica e le scienze"); Ludger Wössmann, Schooling Resources, Educational Institutions and Student Performances: The International Evidence Kiel Working Papers n. 983, Kiel Institute for World Economics, maggio 2000.

2.2. L'abbandono scolastico

33. Le conclusioni di Lisbona [19] contengono alcuni obiettivi quantificati per i sistemi d'istruzione e formazione in Europa, poi introdotti negli orientamenti per l'occupazione del 2001. A tale riguardo è stato fissato un obiettivo specifico: dimezzare, entro il 2010, il numero dei giovani fra i 18 e i 24 anni che hanno assolto solo il ciclo d'istruzione secondaria inferiore e non continuano gli studi né intraprendono altro tipo di formazione. Il livello dell'abbandono scolastico (il cosiddetto "tasso di abbandono") è sempre stato una preoccupazione centrale ed è stato utilizzato come indicatore strategico di cruciale importanza non soltanto in relazione al processo di Lussemburgo sul coordinamento delle politiche occupazionali, ma anche nell'elenco degli indicatori strutturali utili per dare un seguito al processo di Lisbona. L'attuale tendenza del tasso di abbandono scolastico lancia alcuni messaggi positivi per quanto riguarda i livelli medi UE, ma occorreranno grandi sforzi da parte degli Stati membri, nei prossimi anni, per raggiungere i relativi obiettivi di Lisbona.

[19] Paragrafo 26.

34. Per raggiungere un comune parametro di riferimento europeo relativo all'abbandono scolastico, gli Stati membri con livelli di risultato relativamente bassi dovranno compiere uno sforzo significativamente più elevato di altri affinché i parametri europei comuni possano essere realizzati, come definito al paragrafo 23.

Indicatore di base per monitorare i progressi relativi al fenomeno dell'abbandono scolastico (2001)

>SPAZIO PER TABELLA>

e = stime. Non sono disponibili dati comparabili per USA e Giappone. Fonte: Eurostat, Indagine sulle forze di lavoro.

35. Le tendenze attuali mostrano in generale livelli chiaramente decrescenti nel tasso di abbandono scolastico dei vari Stati membri. In Spagna, Italia, Grecia, Francia, Belgio e Finlandia, un'estrapolazione delle tendenze in corso indica che il livello di abbandono scolastico sarà almeno dimezzato prima del 2010. In Spagna e Italia nel 2010 i livelli saranno così discesi dagli oltre 35 punti percentuali registrati all'inizio degli anni Novanta a meno dei livelli attualmente riscontrabili nei tre paesi coi risultati migliori (cioè sotto il 10%).

36. Altri Stati membri, in particolare i tre con la migliore situazione in questo settore (Svezia, Finlandia e Austria), mostrano cali meno impressionanti nei loro livelli di abbandono scolastico, poiché partivano da quote già basse. Le tendenze attuali indicano livelli stabili in Danimarca e nei Paesi Bassi, mentre si nota un leggero incremento di abbandoni in Svezia. In Germania, il tasso di abbandono scolastico negli ultimi tempi è fortemente aumentato, in particolare a causa di mutamenti nella composizione della popolazione dovuti ai recenti movimenti migratori (con l'arrivo di un numero consistente di giovani che hanno lasciato la scuola).

37. La media totale UE per quanto riguarda i livelli di abbandono scolastico è in discesa e, se le attuali tendenze continueranno fino al 2010, si attesterà sul 15% circa di giovani fra i 18 e i 24 anni "che hanno lasciato la scuola", ma tale riduzione non sarà sufficiente a raggiungere l'obiettivo fissato dalle conclusioni di Lisbona consistente nel dimezzare il numero degli abbandoni scolastici. Diversi Stati membri dovranno compiere sforzi considerevoli per consentire all'UE di realizzare l'obiettivo stabilito.

- La Commissione invita il Consiglio ad adottare il seguente parametro di riferimento europeo per il calo dei livelli di abbandono scolastico negli Stati membri:

- entro il 2010, tutti gli Stati membri dovranno almeno dimezzare il tasso degli abbandoni scolastici precoci rispetto al tasso registrato nel 2000, al fine di arrivare a una media UE pari o inferiore al 10%.

2.3. Laureati in matematica, scienze e tecnologia

38. L'Europa deve fare di più per incoraggiare i bambini e i giovani a interessarsi maggiormente alle scienze e alla matematica, nonché per garantire a chi già lavori nel campo scientifico e della ricerca carriere, prospettive e compensi sufficientemente interessanti da mantenerli nella branca. Motivare più giovani a scegliere studi e carriera nei campi scientifico e tecnico in una prospettiva di breve e medio termine, e garantire un equilibrio fra i sessi in tali settori, sono due obiettivi essenziali della strategia di Lisbona. L'Unione europea, in effetti, vanta già risultati relativamente elevati nel numero di laureati in matematica, scienze e tecnologia in confronto con gli USA o il Giappone, anche se la situazione si fa meno netta se si considera la popolazione relativa.

39. Questo impressionante risultato europeo non si traduce però in un maggior numero di ricercatori sul mercato del lavoro. Il numero totale dei laureati che lavorano come scienziati e ingegneri nella ricerca in Europa è all'incirca del 25% inferiore a quello degli Stati Uniti, anche se del 33% superiore a quello del Giappone. Malgrado il fatto che i laureati di alto livello in Europa portano le proprie competenze e qualifiche ad altri segmenti del mercato del lavoro, l'economia non sembra ricorrere in modo sufficiente al loro potenziale di ricerca. Quest'aspetto diventerà particolarmente importante man mano che l'UE si avvicinerà a raggiungere l'obiettivo del 3% del PIL dedicato alla ricerca.

Numero di laureati (ISCED 5 e 6) in matematica, scienze e tecnologia e numero di ricercatori e ingegneri nell'UE, negli USA e in Giappone (2000/1999) [20]

[20] Laureati (2000), ricercatori e ingegneri (1999). Per il numero dei laureati, non vi sono dati per la Grecia. Riguarda i laureati in scienze, matematica, informatica e ingegneria.

>SPAZIO PER TABELLA>

Fonte: DG RTD, Terza relazione europea sugli indicatori S&T (di prossima pubblicazione) - Fonte dei dati: statistiche sull'istruzione di Eurostat.

40. Per rispondere a queste sfide, occorre migliorare a livello europeo il contesto in cui poter assumere laureati nei vari settori, tenendo conto dei fattori che influiscono su ricerca e sviluppo e su un migliore funzionamento del mercato del lavoro, nonché della carriera e della gratificazione personale. Anche gli Stati membri comunque dovrebbero rispondere a queste sfide, garantendo che una percentuale maggiore di studenti delle università europee sia incoraggiata a laurearsi in matematica, scienze o tecnologia, e che una percentuale maggiore di laureati sia incoraggiata a iniziare la propria carriera in laboratori di ricerca europei, pubblici o privati, anche sostenendo la strategia comunitaria volta a sviluppare uno spazio europeo della ricerca.

41. Vi è una larga disparità fra Stati membri per quanto riguarda la proporzione di laureati in matematica, scienze e tecnologia su 1000 abitanti (di età compresa fra i 20 e i 29 anni): l'Irlanda è di gran lunga più avanti rispetto agli altri paesi (il suo risultato è del 23,9 per il 2000), mentre paesi come l'Italia, l'Olanda, l'Austria, il Portogallo e il Lussemburgo si trovano sotto agli 8 per 1000 (2000) [21]. Se l'andamento attuale non cambierà, le differenze fra i paesi continueranno, e potrebbero persino aumentare. Gli Stati con una percentuale di laureati relativamente elevata nel settore, ad esempio la Francia, l'Irlanda, la Finlandia e il Regno Unito, in caso di mantenimento delle tendenze attuali entro il 2010 avranno raggiunto un livello superiore ai 20 laureati in matematica, scienze e tecnologia per 1000 abitanti. Altri paesi, attualmente sotto quota 10, hanno registrato livelli molto stabili nell'ultimo decennio, come è il caso della Germania e dei Paesi Bassi. Nel caso della Danimarca, il numero relativo di laureati in matematica, scienze e tecnologia conosce un calo costante, ed è attualmente a quota 8,2 (1999), mentre era vicino a 10 all'inizio degli anni Novanta. Se tale andamento continuerà, nel 2010 la Danimarca avrà meno di 5 laureati in matematica, scienze e tecnologia su 1000 abitanti. Gli ultimi dati per il 1998 e il 1999 mostrano però una stabilizzazione del livello un poco al di sopra dell'8 per mille. In Spagna, Portogallo, Austria, Italia e Svezia il numero relativo di laureati in matematica, scienze e tecnologia è aumentato in modo considerevole.

[21] Per il Belgio, la Grecia e il Lussemburgo sono disponibili serie di dati molto limitate rispetto a questo indicatore.

Aumento del numero di laureati in matematica, scienze e tecnologia fra il 1993 e il 2000 (cifre arrotondate)

>SPAZIO PER TABELLA>

Fonte: statistiche sull'istruzione di Eurostat. Non vi sono dati disponibili per Grecia e Lussemburgo.

42. Un modo particolarmente importante di rispondere alle sfide connesse con l'aumento del numero di laureati in questi settori è, come molti Stati membri hanno fatto in questi ultimi anni, affrontare la questione della motivazione, più bassa fra le donne, ad impegnarsi in studi e carriere aventi a che fare con matematica, scienze e tecnologia. L'equilibrio fra i sessi è un impegno di particolare importanza in questo settore. Le donne che scelgono di conseguire una laurea in matematica, scienze o tecnologia sono relativamente meno numerose degli uomini, e ancor più basso è il numero delle donne che affrontano una carriera nella ricerca. È però chiaro che la maggior parte dell'aumento complessivo dei laureati in tali settori è conseguenza, in numerosi paesi, di un incremento delle laureate, com'è in particolare il caso di Spagna, Svezia, Portogallo e Irlanda. I laureati di sesso maschile in matematica, scienze e tecnologia comunque superano ancora di gran lunga il numero delle laureate: gli uomini sono più del doppio rispetto alle donne a laurearsi in questi settori in Belgio, Danimarca, Germania, Spagna, Francia, Paesi Bassi, Austria, Finlandia e Regno Unito (2000). L'80% dei laureati in materie tecnologiche quali ingegneria, ingegneria industriale e costruzioni è costituito da uomini.

Proporzione relativa di laureati maschi/femmine in matematica, scienze e tecnologia (2000)

>SPAZIO PER TABELLA>

Fonte: statistiche sull'istruzione di Eurostat

DK, F, I (1993-1999)

43. I paesi col miglior risultato per quanto riguarda la percentuale di donne laureate in matematica, scienze e tecnologia sono l'Irlanda, l'Italia e il Portogallo, ma un vero equilibro fra i sessi non è stato raggiunto in nessuno degli Stati membri. È soprattutto aumentando sensibilmente il numero delle donne ricercatrici che gli Stati membri potranno tener testa alle sfide della competizione globale in questo settore.

- La Commissione invita il Consiglio ad adottare il seguente parametro di riferimento europeo relativo al numero dei laureati in matematica, scienze e tecnologia:

- entro il 2010, gli Stati membri dovranno almeno dimezzare il livello della disparità fra i sessi tra i laureati nei settori summenzionati, garantendo allo stesso tempo un sensibile incremento complessivo del numero totale di laureati rispetto al 2000.

2.4. Studenti che portano a termine l'istruzione secondaria superiore

44. Negli ultimi anni molti Stati membri hanno varato piani d'azione e riforme di ampio respiro per promuovere la partecipazione ai filoni tecnico, professionale e generale dell'istruzione secondaria superiore (universitaria), e si sono spesso discussi e definiti parametri di riferimento nazionali nel settore. La percentuale di coloro che portano a termine la propria istruzione secondaria è cresciuta costantemente nella maggioranza degli Stati membri, con una media europea che è passata da circa il 50% della popolazione all'inizio degli anni Novanta fino al 66% circa del 2000.

Indicatore di base per il monitoraggio dei progressi relativi alla popolazione che porta a termine la propria istruzione secondaria superiore (2001) [22]

[22] Cfr. nota 20.

>SPAZIO PER TABELLA>

Fonte dei dati: Eurostat, Indagine sulle forze di lavoro. Al momento non vi sono dati comparabili disponibili per gli USA e il Giappone.

45. Questi sviluppi naturalmente hanno effetti profondi sulla percentuale della popolazione adulta con almeno un diploma d'istruzione secondaria superiore. La percentuale media di adulti (25-64) che completa almeno l'istruzione secondaria superiore aumenterà fino a circa l'80% entro il 2010. I tre paesi coi migliori risultati Germania, Danimarca e Svezia, nel caso si mantengano le tendenze attuali, nel 2010 presenteranno tassi vicini al 90%. Aumentare i risultati dell'apprendimento fra la popolazione e sul mercato del lavoro a quel livello, e continuare a garantire alti livelli di qualità educativa per tutti, è estremamente importante ai fini del raggiungimento degli obiettivi di Lisbona, per la società e l'economia europea del sapere. L'aumento della partecipazione all'istruzione secondaria superiore dovrebbe avvenire in un quadro di costante rafforzamento della qualità dell'istruzione stessa.

46. Anche in questo settore, gli Stati membri con livelli di risultato relativamente bassi dovranno compiere uno sforzo significativamente più elevato di altri affinché i parametri europei comuni possano essere realizzati, come definito al paragrafo 23.

- La Commissione invita il Consiglio ad adottare il seguente parametro di riferimento europeo relativo alla popolazione che ha portato a termine la propria istruzione secondaria superiore:

- entro il 2010, gli Stati membri dovranno garantire che la percentuale media UE della popolazione di età compresa fra i 25 e i 64 anni che ha assolto almeno l'istruzione secondaria superiore raggiunga o superi l'80%.

2.5. Competenze fondamentali

47. Le competenze fondamentali rappresentano un pacchetto di conoscenze, qualifiche e attitudini di cui tutti gli individui hanno bisogno per il lavoro, l'integrazione, l'apprendimento successivo e lo sviluppo e la realizzazione personali. Dette competenze, che dovrebbero essere acquisite entro la fine della scuola dell'obbligo, sono una condizione essenziale per la partecipazione all'apprendimento lungo tutto l'arco della vita. Le ricerche nel settore dimostrano infatti che la partecipazione all'apprendimento lungo tutto l'arco della vita è strettamente legata a una riuscita nell'istruzione precedente.

48. Il ruolo cruciale delle competenze fondamentali nelle nostre società è espresso nel programma di lavoro dettagliato [23] che descrive le competenze stesse come un qualcosa costituito dai seguenti elementi principali: capacità di calcolo, di lettura e di scrittura (qualifiche di base), competenze di base in campo matematico; scienze e tecnologia; lingue straniere; competenze in materia di TIC e uso delle tecnologie; capacità di apprendere ad apprendere; abilità sociali; imprenditorialità e cultura generale.

[23] Cfr. nota 6.

49. Al momento l'indicatore comparato più affidabile delle competenze fondamentali è rappresentato dall'indagine PISA dell'OCSE, che riguarda i livelli ottenuti nella capacità di lettura, in matematica e nelle scienze da parte dei quindicenni. Si tratta di statistiche che possono essere considerate uno specchio affidabile del complesso delle "competenze per la società della conoscenza", dal momento che individuano fasce della popolazione non sufficientemente preparate alle sfide contemporanee o all'apprendimento lungo tutto l'arco della vita. I dati medi nazionali presentati nella tabella che segue indicano il risultato dei paesi studiati dall'indagine PISA in due settori:

Indicatore di base per monitorare i progressi relativi alle competenze fondamentali

>SPAZIO PER TABELLA>

Fonte: Indagine OCSE/PISA 2000

50. Questi risultati sono stati sottoposti ad approfonditi dibattiti in molti Stati membri, visto il livello sorprendentemente basso dei risultati (ad es. per la Germania e il Lussemburgo) e risultati eccezionali come quello della Finlandia.

51. In ciascuno di questi settori è importante differenziare fra gli studenti che raggiungono punteggi adeguati e quelli che non vi riescono, al fine di individuare coloro che avranno minori possibilità di successo nella società e sul mercato del lavoro.

52. Si possono raccogliere indicazioni strategiche importanti individuando nel modo seguente i discenti che ottengono risultati scarsi nei tre settori: lo studio PISA ripartisce l'abilità degli studenti, ad esempio per quanto riguarda le capacità di lettura, in cinque livelli. Ciascun livello di abilità è associato a determinati compiti che gli studenti del rispettivo livello dovrebbero essere in grado di svolgere. Gli studenti che abbiano raggiunto il livello più elevato (5) sono considerati in grado "di svolgere esercizi complessi di lettura, come gestire informazioni difficili da reperire in testi non familiari" o "di valutare criticamente e formulare ipotesi". Al livello più basso (1) di abilità, gli studenti sono in grado di "svolgere soltanto gli esercizi di lettura meno complessi elaborati per PISA, come individuare una singola informazione, identificare l'argomento principale di un testo o istituire legami semplici con le nozioni più comuni".

53. L'analisi dei risultati di PISA mostra che un certo numero di studenti non ha raggiunto nemmeno il livello di abilità più basso (1). Se i risultati pari o inferiori al livello 1 non possono essere direttamente considerati analfabetismo, è però giustificato ritenere che gli studenti che si trovano a questo livello incontreranno gravi difficoltà a gestire informazioni scritte e, conseguentemente, qualunque processo di apprendimento connesso con materiale scritto.

54. Come del resto in altri settori analizzati dalla presente comunicazione, vi sono enormi differenze da un paese all'altro, il che mette a disposizione una buona base per uno scambio di esperienze, ma implica che saranno necessari livelli di sforzo differenti a seconda degli Stati membri. Come possono paesi quali Germania, Grecia, Portogallo o Lussemburgo imparare dal brillante successo del sistema educativo finlandese in questi ambiti? È possibile fare molto per migliorare i risultati e quindi la qualità dell'istruzione e della formazione in Europa, avvicinandola al livello dei migliori al mondo. L'Europa deve compiere uno sforzo particolare per garantire che tutti siano dotati delle competenze di base. Si tratta di una necessità già riconosciuta dalla Task force ad alto livello sulle competenze e la mobilità, secondo la quale gli Stati membri devono garantire che entro il 2006 tutti i cittadini abbiano la possibilità di acquisire le competenze di base [24].

[24] Comunicazione della Commissione, Piano d'azione della Commissione per le competenze e la mobilità COM(2002)72 (08.02.2002).

55. Per raggiungere i comuni parametri di riferimento europei nel settore delle competenze fondamentali, gli Stati membri con livelli di risultato relativamente bassi dovranno compiere uno sforzo significativamente più elevato di altri affinché i parametri europei comuni possano essere realizzati, come definito al paragrafo 23.

- La Commissione pertanto invita il Consiglio ad adottare il seguente parametro di riferimento europeo relativo all'acquisizione delle competenze fondamentali negli Stati membri:

- entro il 2010, la percentuale dei quindicenni con livelli bassi di capacità di lettura e di nozioni matematiche e scientifiche dovrà essere almeno dimezzata in tutti gli Stati membri rispetto al 2000.

2.6. Partecipazione all'apprendimento lungo tutto l'arco della vita

56. Nella sua comunicazione definitiva su "Realizzare uno spazio europeo dell'apprendimento permanente", la Commissione definisce l'apprendimento lungo tutto l'arco della vita (o permanente) come: "Qualsiasi attività di apprendimento intrapresa nelle varie fasi della vita al fine di migliorare le conoscenze, le capacità e le competenze in una prospettiva personale, civica, sociale e/o occupazionale" [25].

[25] Comunicazione della Commissione "Realizzare uno spazio europeo dell'apprendimento permanente" (COM(2001) 678 def. (21.11.2001)).

Indicatore di base per monitorare i progressi relativamente alla partecipazione all'apprendimento lungo tutto l'arco della vita (2001).

>SPAZIO PER TABELLA>

Definizione dell'indicatore: Partecipazione della fascia d'età fra i 25 e i 64 anni a un qualunque tipo di istruzione o formazione nelle 4 settimane precedenti l'indagine. e = stime Fonte: statistiche sull'istruzione di Eurostat

57. L'apprendimento lungo tutto l'arco della vita non solo è un concetto fondante della cooperazione europea per le politiche dell'istruzione e della formazione, ma anche e soprattutto una necessità per tutti coloro che vivono in una società della conoscenza. Le persone devono aggiornare e arricchire le proprie conoscenze, competenze e qualifiche per tutto il corso della propria vita, al fine di massimizzare il proprio sviluppo personale e di mantenere e migliorare la propria posizione sul mercato del lavoro. L'istruzione degli adulti, e gli indicatori per misurare le loro competente, avranno qui un ruolo strategico.

58. Al fine di monitorare i progressi in direzione di una società della conoscenza coi massimi livelli possibili di partecipazione a istruzione e formazione da parte dei suoi cittadini, la Commissione ha analizzato i dati relativi alla percentuale della popolazione di età compresa fra i 25 e i 64 anni che ha seguito un qualunque tipo di istruzione o formazione nelle 4 settimane precedenti.

59. La media UE-15 è una percentuale attorno all'8,4% (2001), ma con un'altissima variazione da un paese all'altro. Ne consegue che, per ogni periodo di un mese, 8-9 persone su 100 partecipano ad attività di istruzione e formazione. I tre paesi coi migliori risultati sono il Regno Unito, la Svezia e la Danimarca [26], seguiti da vicino da Finlandia e Paesi Bassi. Il livello medio dei tre paesi coi migliori risultati supera il 20% (2001). Fra le tendenze in atto in questi tre paesi vi sono differenze notevoli. Se tali tendenze dovessero continuare [27], la partecipazione in Svezia entro il 2010 scenderebbe a poco più della metà del livello attuale; d'altra parte, la partecipazione del Regno Unito raddoppierebbe, superando il 30%. La tendenza media dei paesi UE-15 sta fortemente aumentando. La partecipazione all'apprendimento lungo tutto l'arco della vita è un elemento cruciale per raggiungere gli obiettivi di Lisbona. Le autorità nazionali competenti dovrebbero in particolare promuovere la partecipazione all'apprendimento lungo tutto l'arco della vita da parte delle persone che hanno bassi livelli di qualificazione, finora nettamente sottorappresentate [28].

[26] Tale analisi si basa sulle serie limitate di dati disponibili, basate su rilevazioni del 1996-2001. Non vi sono indicazioni per l'Irlanda, mentre quelle relative alla Svezia sono stime (2001).

[27] La tendenza per la Svezia è basata sui soli dati disponibili per gli anni 1996, 1997, 1999, 2000, 2001 (stime).

[28] Gli indicatori relativi all'apprendimento lungo tutto l'arco della vita che mettono in evidenza l'importanza della formazione professionale possono essere individuati ricorrendo soprattutto alle indagini CVTS 1 e 2 sulla partecipazione alla formazione nelle imprese.

60. L'attuazione di strategie per l'apprendimento lungo tutto l'arco della vita è al cuore del seguito da dare agli obiettivi di Lisbona. Solo cercando di raggiungere i più alti livelli di partecipazione dei propri cittadini all'istruzione e alla formazione lungo tutto l'arco della loro vita una società della conoscenza può fiorire a beneficio di tutti. L'apprendimento lungo tutto l'arco della vita è infatti una componente insita nel modello sociale europeo. In questo settore strategico specifico la Commissione propone dunque di fissare, oltre a un parametro di riferimento europeo, un livello minimo specifico europeo di partecipazione negli Stati membri. Per raggiungere i comuni parametri di riferimento europei nel settore dell'apprendimento lungo tutto l'arco della vita, gli Stati membri con livelli di risultato relativamente bassi dovranno compiere uno sforzo significativamente più elevato di altri affinché i parametri europei comuni possano essere realizzati, come definito al paragrafo 23.

- La Commissione invita il Consiglio ad adottare il seguente parametro di riferimento europeo relativo alla partecipazione all'apprendimento lungo tutto l'arco della vita negli Stati membri:

- entro il 2010, il livello medio UE di partecipazione all'apprendimento lungo tutto l'arco della vita raggiungerà almeno il 15% della popolazione attiva adulta (fascia d'età fra i 25 e i 64 anni); in nessun paese la partecipazione sarà al di sotto del 10%.

3. CONCLUSIONI

61. La Commissione invita il Consiglio ad adottare i parametri di riferimento europei proposti dalla presente comunicazione, e invita gli Stati membri a continuare a contribuire al raggiungimento dell'obiettivo di Lisbona consistente nell'ottenere incrementi annui sostanziali degli investimenti pro capite per le risorse umane e, a tal fine, a fissare parametri di riferimento trasparenti da comunicare poi al Consiglio e alla Commissione, come stabilito dal programma di lavoro dettagliato sugli obiettivi. I parametri di riferimento dovranno poi essere adottati entro maggio 2003, in modo che possano essere considerati nella relazione intermedia sull'attuazione del programma di lavoro dettagliato circa gli obiettivi dei sistemi d'istruzione e formazione in Europa che il Consiglio europeo ha chiesto alla Commissione e al Consiglio di presentare al Vertice europeo di primavera nel 2004.

Allegato 1

Dati statistici e analisi delle tendenze di indicatori selezionati

Spesa pubblica per istruzione e formazione Spesa pubblica per istruzione e formazione in percentuale del PIL

>SPAZIO PER TABELLA>

Fonte: statistiche sull'istruzione di Eurostat

e = i dati per il 2000 e il 2001 sono stime

i = cfr. note a pie' di pagina

(:) = dati non disponibili

BE: solo la comunità fiamminga per il 1995-1997

BE, DK: cambiamenti nella copertura dei dati nel 1999

FR: le cifre relative alla spesa per l'istruzione non includono i DOM (Dipartimenti d'Oltremare).

UK: stime basate sui dati dell'anno finanziario britannico, che va dal 1° aprile al 31 marzo

Abbandono scolastico

Percentuale della popolazione fra i 18 e i 24 anni che non partecipa a istruzione o formazione e ha assolto solo l'istruzione prescolastica, primaria o secondaria inferiore (livelli ISCED 0-2).

>SPAZIO PER TABELLA>

Fonte: Eurostat, Indagine sulle forze di lavoro

(:) = Dati non disponibili

b= interruzione nelle serie

e= stime

È possibile che manchi la comparabilità per E, F e P fra il 1997 e il 1998 e per la S fra il 2000 e il 2001.

UK: Dati non indicati. Deve ancora essere definita con questo paese una definizione di "risultati relativi all'istruzione secondaria superiore".

Non sono disponibili dati comparabili per US e JP

UE-15: stime sulla base dei dati disponibili. Per l'IRL, i risultati 1999-2001 sono stati calcolati in base ai dati del 1997

Laureati in scienze e tecnologia

Quota di laureati in scienze e tecnologia su 1000 abitanti fra i 20 e i 29 anni: (totale), uomini e donne.

Totali

>SPAZIO PER TABELLA>

Fonte: statistiche sull'istruzione di Eurostat.

Quota di laureati in scienze e tecnologia su 1000 abitanti fra i 20 e i 29 anni: (totale), uomini e donne.

Uomini

>SPAZIO PER TABELLA>

Fonte: statistiche sull'istruzione e la popolazione di Eurostat

Quota di laureati in scienze e tecnologia su 1000 abitanti fra i 20 e i 29 anni: (totale), uomini e donne.

Donne

>SPAZIO PER TABELLA>

Fonte: statistiche sull'istruzione e la popolazione di Eurostat (:) = Dati non disponibili.

Lussemburgo: il Lussemburgo non ha un sistema universitario completo; il riferimento è solo al livello ISCED 5B primo grado. I dati non sono disaggregati dal punto di vista del genere.

Austria: il livello ISCED 5B si riferisce agli anni precedenti, tranne 1998/99.

Giappone: per il 1996 i dati non sono disaggregati dal punto di vista del genere.

N.B.: Le note si riferiscono a tutte e tre le tabelle sopra riportate.

Risultati per quanto riguarda l'istruzione secondaria superiore

Percentuale della popolazione fra i 25 e i 64 anni che ha assolto almeno l'istruzione secondaria superiore

>SPAZIO PER TABELLA>

Fonte: Eurostat, Indagine sulle forze di lavoro.

(:) = Dati non disponibili.

b= interruzione nelle serie

e= stime

È possibile che manchi la comparabilità per E, F e P fra il 1997 e il 1998 e per la S fra il 2000 e il 2001.

UK: Manca la comparabilità. Il livello GCSE, O è stato considerato un titolo di istruzione secondaria superiore.

UE-15: stime sulla base dei dati disponibili. Per l'IRL, i risultati 1999-2001 sono stati calcolati in base ai dati del 1997.

Competenze di base

Indagine OCSE/PISA (2001): Punteggi negli Stati membri, negli USA e in Giappone relativi a capacità di lettura, nozioni matematiche e scientifiche [29]

[29] I risultati dei Paesi Bassi sono stati pubblicati solo parzialmente nella relazione OCSE/PISA, perché questo paese non ha raggiunto la necessaria quota di risposta dell'80%. Le risposte ricevute sono però state ritenute rappresentative (CITO, dicembre 2001).

>SPAZIO PER TABELLA>

Fonte: Indagine OCSE/PISA (2001).

Discenti che raggiungono risultati scarsi in termini di capacità di lettura nei vari Stati membri (15-enni) (pari o sotto al livello I della scala di capacità di lettura PISA) (% del totale)

>RIFERIMENTO A UN GRAFICO>

Fonte: DG Istruzione e cultura - Fonte dei dati: OCSE/PISA, 2001 - Punteggio dei Paesi Bassi: cfr. nota a pie' di pagina [30].

[30] I risultati dei Paesi Bassi sono stati pubblicati solo parzialmente nella relazione OCSE/PISA, perché questo paese non ha raggiunto la necessaria quota di risposta dell'80%. Le risposte ricevute sono però state ritenute rappresentative (CITO, dicembre 2001).

Apprendimento lungo tutto l'arco della vita - Partecipazione degli adulti a istruzione e formazione

Percentuale della popolazione fra i 25 e i 64 anni che ha seguito un qualunque tipo di istruzione o formazione nelle 4 settimane precedenti la settimana di riferimento dell'indagine

>SPAZIO PER TABELLA>

Fonte: Eurostat, Indagine sulle forze di lavoro.

(:) = Dati non disponibili.

b= interruzione nelle serie.

e= stime.

Allegato 2

Criteri per individuare i tre paesi coi migliori risultati

Il programma di lavoro dettagliato per l'attuazione degli obiettivi concreti per i sistemi d'istruzione e formazione in Europa contiene indicatori per misurare i progressi nell'ambito di ciascuno dei settori interessati dagli obiettivi. Il programma di lavoro specifica che i dati sulla "media UE-15" e i "livelli medi dei tre paesi coi migliori risultati" saranno usati per il monitoraggio dei progressi. La presente comunicazione pertanto utilizza questi indicatori di progresso nell'ambito dei sei settori presi in esame. Il Consiglio però non ha definito chiaramente come individuare i tre paesi coi migliori risultati. L'alternativa consiste o nell'individuare tali paesi concentrandosi sul periodo più recente (l'ultimo anno per cui sono disponibili dei dati) o nel basare l'analisi su un periodo più lungo. La tabella che segue contiene analisi effettuate in base a tre metodi diversi di calcolo.

I "3 paesi coi migliori risultati" in base a criteri alternativi di calcolo

>SPAZIO PER TABELLA>

Nella presente comunicazione si è cercato di individuare i tre paesi coi migliori risultati utilizzando il criterio del risultato medio nel periodo 1991-2001, facendo ricorso a tutti i dati disponibili per ciascun paese.

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