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Comunicazione della Commissione al Consiglio, al Parlamento europeo , al Comitato economico e sociale e al comitato delle regioni - Verso una completa introduzione delle comunicazioni mobili di terza generazione

/* COM/2002/0301 def. */
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52002DC0301

Comunicazione della Commissione al Consiglio, al Parlamento europeo , al Comitato economico e sociale e al comitato delle regioni - Verso una completa introduzione delle comunicazioni mobili di terza generazione /* COM/2002/0301 def. */


COMUNICAZIONE DELLA COMMISSIONE AL CONSIGLIO, AL PARLAMENTO EUROPEO, AL COMITATO ECONOMICO E SOCIALE E AL COMITATO DELLE REGIONI - Verso una completa introduzione delle comunicazioni mobili di terza generazione

Indice

Sintesi

1. Introduzione

2. Sviluppi recenti e situazione delle comunicazioni mobili di terza generazione

2.1 Contesto finanziario

2.2 Contesto tecnologico

2.3 Mercato dei servizi 3G

2.4 Contesto normativo

3. Verso una completa introduzione delle comunicazioni mobili di terza generazione: sfide e risposte

3.1 Stabilità del quadro normativo

3.2 Misure a sostegno dell'introduzione delle comunicazioni 3G

3.3 Un approccio a più lungo termine

4. Conclusioni

Allegato 1: 3G - Presentazione schematica

Allegato 2: Glossario

Sintesi

In un momento in cui la maggior parte degli Stati membri ha già rilasciato le licenze 3G, le grandi aspettative legate all'introduzione della nuova generazione di comunicazioni mobili si scontrano con le difficoltà a cui deve far fronte il settore per trasformare i nuovi servizi 3G in una realtà commerciale in Europa.

Le tecnologie avanzate senza filo come le piattaforme 3G sono un elemento fondamentale per realizzare gli obiettivi della società dell'informazione in termini di domanda dei consumatori, produttività, competitività e creazione di posti di lavoro. Nel marzo 2002, il Consiglio europeo di Barcellona ha del resto invitato la Commissione a presentare, in occasione del Consiglio europeo di Siviglia, "un'analisi globale degli ostacoli che ancora si frappongono ... alla piena diffusione delle comunicazioni mobili 3G".

Il presente documento fornisce una quadro generale della situazione attuale delle comunicazioni mobili 3G, analizza i principali ostacoli finanziari, tecnici e normativi alla diffusione dei nuovi servizi e definisce una serie di misure atte a favorire questo processo.

Sebbene sia nell'interesse del settore lasciare che sia il mercato a guidare il processo, le autorità pubbliche possono contribuire a creare un clima di maggior fiducia predisponendo una regolamentazione coerente e stabile che stimoli la concorrenza sul mercato stesso e tuteli gli interessi dei consumatori. Nel breve termine, le amministrazioni possono facilitare l'installazione fisica delle reti armonizzando le condizioni ed accelerando le procedure. A più lungo termine, l'armonizzazione delle condizioni di rilascio delle licenze e di assegnazione delle frequenze in tutta l'UE eviterà distorsioni del mercato ed incertezza nel settore.

L'adozione delle comunicazioni 3G è un processo continuativo che richiede una costante attenzione da parte delle pubbliche autorità. Non esistono risposte semplici alle sfide che si preparano ma le comunicazioni 3G hanno generato una dinamica sufficiente per superare le difficoltà attuali. La Commissione nutre notevole fiducia al riguardo.

1. Introduzione

Nel marzo 2001, la Commissione ha pubblicato una comunicazione sulle comunicazioni mobili della terza generazione (3G) [1] in cui individuava una serie di fattori che avrebbero potuto influire in modo decisivo sull'adozione e lo sviluppo dei servizi 3G nell'Unione europea, proponendo concrete linee d'azione al riguardo.

[1] "Introduzione delle comunicazioni mobili della terza generazione nell'Unione europea. Situazione attuale e approccio per il futuro", COM(2001) 141 def. del 20.3.2001.

Ad un anno dalla comunicazione e in un momento in cui pressoché tutti gli Stati membri hanno rilasciato le licenze relative ai servizi 3G, le grandi aspettative legate all'introduzione di una nuova generazione di servizi mobili - ulteriormente alimentate dal successo delle comunicazioni mobili e dall'aumento costante della loro penetrazione nel corso dell'ultimo anno - sono in netto contrasto con le difficoltà a cui deve far fronte il settore e con il fatto che, salvo rare eccezioni, i servizi 3G non sono ancora una realtà commerciale in Europa.

D'altro lato, in occasione del Consiglio europeo di Lisbona [2] l'Unione europea si è fissata progetti ambiziosi in materia di rilancio economico e sociale. Il piano d'azione della Commissione eEurope 2002 va visto come una risposta a questa sfida [3]. Le piattaforme di accesso avanzate senza filo come le comunicazioni 3G costituiscono un elemento essenziale per realizzare gli obiettivi della società dell'informazione in termini soddisfazione della domanda dei consumatori, di aumento della produttività, di garanzia della concorrenza e di aumento dei posti di lavoro.

[2] Il Consiglio europeo di Lisbona del marzo 2000 ha fissato l'obiettivo strategico di fare dell'Europa, entro il 2010, l'economia della conoscenza più competitiva e più dinamica al mondo (Conclusioni della Presidenza, par. 5). Per il testo integrale delle conclusioni: http://ue.eu.int/en/Info/eurocouncil/index.htm.

[3] La Commissione ha proposto il piano d'azione eEurope 2002 nell'ambito della strategia di Lisbona. Il piano è stato adottato dal Consiglio europeo di Feira nel giugno 2000. La Commissione ha recentemente adottato il nuovo piano d'azione eEurope2005 (COM(2002)263 def, che verrà sottoposto al Consiglio europeo di Siviglia nel giugno 2002. Per ulteriori informazioni su eEurope:

Da questo punto di vista, l'installazione delle reti e dei servizi 3G è un obiettivo ambizioso, in posizione prioritaria nei programmi delle parti interessate. Molti sono i soggetti coinvolti in questo processo e le sfide poste dalle prossime fasi sono il risultato di un'interazione complessa di fattori diversi che non sempre riguardano direttamente il settore delle comunicazioni mobili. Inoltre, l'introduzione dei servizi 3G rappresenta un passo avanti importante ed occorre tempo per controllare i numerosi cambiamenti che ne derivano, in particolare l'attuazione tecnica, lo sviluppo di un nuovo mercato di servizi, l'adattamento delle strutture commerciali ad una nuova catena del valore ed i nuovi modelli di comportamento dei consumatori.

Nel marzo 2002, il Consiglio europeo di Barcellona ha riaffermato, nelle proprie conclusioni, l'importanza della terza generazione delle comunicazioni mobili ai fini del progresso della società dell'informazione in Europa ed ha esortato la Commissione a presentare "al Consiglio europeo di Siviglia un'analisi globale degli ostacoli che ancora si frappongono ... alla piena diffusione delle comunicazioni mobili 3G" [4].

[4] Consiglio europeo di Barcellona, marzo 2002, Conclusioni della Presidenza (par. 41). Per il testo integrale delle conclusioni: http://ue.eu.int/en/Info/eurocouncil

Nel tentativo di fornire una valutazione realistica ed obiettiva della situazione e di individuare, laddove opportuno, linee di azione prioritarie, la presente comunicazione traccia il quadro generale degli sviluppi più recenti e della situazione del settore delle comunicazioni 3G da un punto di vista finanziario, tecnico, commerciale e normativo (capitolo 2). Analizza in seguito le principali sfide poste dall'introduzione dei servizi 3G ed indica quali misure possono essere attuate a livello di UE a sostegno di tale processo (capitolo 3). L'analisi richiama e valuta le iniziative adottate dalla pubblicazione dell'ultima comunicazione, definisce le misure necessarie a breve e medio termine e propone linee di azione per il futuro basate su una valutazione dei risultati conseguiti a tutt'oggi con l'introduzione dei servizi 3G.

2. Sviluppi recenti e situazione delle comunicazioni mobili di terza generazione

L'introduzione dei servizi 3G è il risultato di una complessa interazione tra vari soggetti (cfr. schema in allegato 1). Ovviamente, nel valutare i vantaggi dei servizi 3G, al centro del processo deve essere posto il consumatore (ossia le persone, le imprese e la società nel suo complesso). Per offrire servizi 3G gli operatori devono installare le reti e gestirle, proporre applicazioni, contenuti e servizi interessanti e rendere disponibili i terminali adeguati. Semplificando, si può considerare che gli attori principali sono i fornitori di apparati, gli operatori e i fornitori di software e contenuti; la catena del valore assume tuttavia una struttura molto più complessa, con una parziale sovrapposizione degli interessi delle parti in causa. Parti che necessitano tutte di risorse finanziarie disponibili attraverso canali di diverso tipo. Infine, il quadro di riferimento giuridico è costituito da regolamentazioni definite a livello locale/regionale, nazionale e comunitario nonché dagli organismi di normalizzazione e di gestione dello spettro radio. Le parti interessate all'introduzione dei servizi 3G non solo perseguono interessi diversi ma operano anche secondo calendari diversi.

Oltre alla sua inerente complessità, questo intreccio di interessi non si sviluppa in modo isolato ma dipende strettamente dalle tendenze generali dell'economia, della tecnologia e dei servizi, in considerazione dell'ampia gamma di attività derivanti dalla grande varietà di servizi che si prevede di offrire. Da questo punto di vista, l'introduzione dei servizi 3G risulta molto più complessa di quanto non lo sia stata l'introduzione delle comunicazioni mobili di seconda generazione (2G).

Nell'esaminare l'evoluzione rispetto allo scorso anno si può osservare, tra l'altro, che il ruolo di alcune delle parti interessate e l'incidenza delle loro relazioni sono cambiati in modo significativo.

2.1 Contesto finanziario

Nel corso del 2001, l'economia mondiale ha attraversato una fase di contrazione, anche se l'Europa e soprattutto gli Stati Uniti danno segni di graduale ripresa. Il rallentamento non ha risparmiato il settore delle telecomunicazioni.

Il mercato UE delle telecomunicazioni ha tuttavia registrato prestazioni migliori di quelle dell'economia generale, con un fatturato di 224 miliardi di euro ed una crescita di mercato del 10% circa nel 2001 (crescita alla quale le comunicazioni mobili hanno contribuito a concorrenza del 40% circa) [5]. Inoltre, il tasso di penetrazione delle comunicazioni mobili nella Comunità è oggi superiore al 75% (aumento di oltre il 10% rispetto al 2001) e nel 2001 sono stati venduti circa 125 milioni di apparecchi. Dopo il calo registrato negli ultimi anni, il reddito medio per utente/abbonato (ARPU) si è attestato attorno ai 30 euro al mese.

[5] European IT Observatory (Osservatorio europeo delle tecnologie dell'informazione - EITO), relazione 2002.

Malgrado le buone prestazioni, il settore ha tuttavia dovuto far fronte ad una maggiore pressione da parte dei mercati finanziari. Nel periodo precedente, caratterizzato da una crescita superiore alla media, il settore ha deciso di effettuare ingenti investimenti, soprattutto acquistando nuove quote di mercato (mediante fusioni ed acquisizioni) e lanciandosi in nuove attività, come le comunicazioni 3G, per le cui licenze sono stati spesi circa 110 miliardi di euro. Questa situazione ha causato un forte aumento dell'indebitamento degli operatori di telecomunicazioni e, di conseguenza, una revisione al ribasso del loro rating creditizio. Il processo di rilascio delle licenze 3G ha senza dubbio contribuito a creare una tale situazione ma rappresenta solo uno dei molteplici fattori che incidono negativamente sul settore delle telecomunicazioni.

Lo scorso anno, il degrado del rating creditizio è stato costante e si è potuta osservare una significativa erosione della capitalizzazione di borsa degli operatori e dei fornitori di apparati Attualmente la disponibilità di capitale d'investimento è notevolmente ridotta, soprattutto per i carrier alternativi e i nuovi operatori. Questa situazione si verifica in un momento in cui, dopo anni di preparazione, l'installazione fisica delle reti e la predisposizione delle offerte di servizi richiedono notevoli risorse finanziarie agli operatori.

Questa tendenza ha contribuito alla revisione al ribasso delle prospettive commerciali del settore delle telecomunicazioni e degli operatori di reti mobili. La maggiore concorrenza indotta dalla liberalizzazione del settore coincide oggi con una difficile transizione tecnologica e di mercato. In particolare, gli operatori che non possono contare sull'esperienza e sulla base di clienti 2G saranno esposti ad onerosi impegni finanziari prima di poter generare redditi dai servizi mobili.

Il difficile contesto finanziario ha costretto tutti gli operatori di telecomunicazioni, compresi gli operatori di comunicazioni mobili, a rivedere le proprie strategie e a riservare la priorità al riequilibrio del bilancio, vendendo attività non indispensabili, esplorando nuove fonti di reddito e trovando il modo di ridurre le spese in conto capitale. Questa situazione generale del settore ha inciso anche in diverso modo sui programmi di introduzione delle comunicazioni 3G. Taluni operatori, ad esempio, hanno ritenuto prioritario esplorare nuovi mezzi per accrescere il reddito medio per utente/abbonato prevedendo di offrire nuovi servizi 2G, come i servizi GPRS [6]. Anche la riduzione delle spese per gli investimenti è ormai una priorità per gli operatori, come indicato dai numerosi casi di condivisione dell'infrastruttura di rete, una modalità grazie alla quale gli operatori intendono ridurre considerevolmente le spese in conto capitale iniziali.

[6] General Packet Radio Service: evoluzione della piattaforma GSM che consente di trasmettere "pacchetti commutati" sulle reti GSM.

La difficile situazione finanziaria generale degli operatori ha portato ad una nuova valutazione della sostenibilità dei servizi 3G nei mercati caratterizzati da un altro numero di operatori titolari di licenza 3G. È stata altresì avviata una riflessione sul modo in cui affrontare la situazione qualora sia inevitabile un consolidamento.

I costruttori sono soggetti a sollecitazioni finanziarie di due tipi: da un lato, gli operatori esercitano maggiore pressione per quanto riguarda i prezzi delle apparecchiature di rete e d'altro lato, gli stessi operatori di rete chiedono sempre più spesso che siano i fornitori a finanziare tali apparecchiature, gravando così ulteriormente sui risultati finanziari dei costruttori. Inoltre, la saturazione del mercato e la riduzione della sovvenzione dei terminali da parte degli operatori hanno fatto sì il numero di terminali venduti sia diminuito. Altra tendenza degna di nota è la conclusione di alleanze e contratti di subappalto per lo sviluppo e la costruzione dei terminali 3G.

Il contesto finanziario generale continua ad essere difficile e a condizionare l'introduzione dei servizi 3G. Le previsioni estremamente pessimistiche dello scorso anno non si sono tuttavia avverate e l'industria ha cominciato a far fronte al problema.

2.2 Contesto tecnologico

Con l'avvicinarsi della data annunciata per l'introduzione dei servizi 3G diventa indispensabile disporre di reti e di terminali operativi. Le informazioni, sia sulle storie di successo che sui fallimenti, sono spesso isolate dal loro contesto e interpretate in modo diverso e contraddittorio.

Vi è una certa fiducia, oggi come oggi, in merito alla disponibilità di apparecchiature di rete e i costruttori, dal canto loro, si sono impegnati a garantirne l'interoperabilità. I consumatori non sono ancora in grado di procurarsi i terminali ma la capacità dell'industria di produrre grosse partite di terminali 3G è dimostrata dal fatto che siano già stati firmati contratti di fornitura con alcuni operatori e dall'annuncio della commercializzazione di terminali 3G entro la fine dell'anno.

Lo scorso anno i lavori di normalizzazione realizzati nell'ambito del 3GPP [7] hanno prodotto risultati positivi. È stato compiuto un importante passo avanti con la pubblicazione di una nuova serie di specifiche tecniche (la Release 4, adottata, e la Release 5, in attesa di esserlo) che spianano la strada affinché in ultima analisi le reti 3G utilizzino in modo uniforme i protocolli Internet. Si tratta di uno sviluppo determinante per gli operatori in quanto preannuncia un approccio totalmente integrato alle reti (mobili e fisse) che sfocerà in un concetto di rete valido per il futuro. In tale contesto, va rilevato il ruolo complementare svolto dalla Commissione, appoggiata dalla recente risoluzione del Consiglio [8], nel dare forte impulso alla preparazione dell'introduzione del protocollo IPv6.

[7] Third Generation Partnership Project.

[8] COM(2002) 96, "Internet della prossima generazione - priorità d'azione nella migrazione verso il nuovo protocollo Internet IPv6". Questa comunicazione ha condotto all'elaborazione di un piano d'azione IPv6, già in fase di attuazione, che comporterà notevoli vantaggi per le comunicazioni 3G, una volta che il mercato si sarà ripreso e che i servizi 3G si saranno diversificati (ad es. Interazione uomo-macchina o macchina-macchina; qualità del servizio adattabile in funzione delle esigenze degli applicativi e garantita grazie alle funzionalità del protocollo IPv6).

Rispetto allo scorso anno sono stati compiuti notevoli progressi dal punto di vista dei terminali: dai prototipi si è passati allo sviluppo dei primi modelli 3G pronti ad essere commercializzati sul mercato europeo. In Giappone, dove le comunicazioni 3G sono state lanciate lo scorso anno, sono in servizio oltre 100 000 terminali 3G di un numero limitato di costruttori, provvisti di diverse caratteristiche di base (terminali con videocamera, terminali di tipo palmare (PDA), interfaccia plug-in per PC). Diversi costruttori hanno annunciato che nella seconda metà del 2002 lanceranno sul mercato europeo terminali 3G di tipo "dual mode" (3G e 2G), una caratteristica determinante per il consumatore europeo, abituato alla copertura totale dei servizi 2G, soprattutto in considerazione del fatto che la copertura 3G avverrà solo in modo graduale. Le nuove caratteristiche dei terminali 3G europei sono già disponibili o lo saranno a breve: schermi a colori ad alta definizione/alto contrasto, migliore rendimento energetico per massimizzare la capacità delle batterie, integrazione delle funzioni multimediali (ad es. lettore MP3, radio, giochi, funzioni di registrazione, funzioni avanzate di organiser quali il calendario, micro browser e compatibilità con Java).

Lo scorso anno è stato inoltre completato l'adeguamento delle reti 2G alla norma GPRS. Si tratta del primo passo verso i cosiddetti servizi 2.5G, in grado di garantire tassi di trasmissione dati più alti rispetto alla norma GSM e la funzionalità "always-on" (connessione permanente) instaurando un modo di funzionamento a commutazione di pacchetto nelle reti GSM. I servizi che si avvarranno di questa funzionalità svolgeranno naturalmente un ruolo importante di preparazione e collaudo per il futuro mercato 3G. Gli apparecchi GSM con funzionalità GPRS sono già disponibili sul mercato.

La tecnologia 3G sembra essere stabile malgrado le informazioni riguardo alcune difficoltà tecniche (cadute di linea, imperfezioni nel software del terminale, capacità insufficiente delle batterie) che vanno considerate difficoltà normali nel quadro dell'introduzione di nuovi prodotti caratterizzati da un alto livello di innovazione tecnologica. La necessità di garantire l'interoperabilità dei terminali è stata considerata una questione essenziale dagli operatori e dai costruttori che operano di concerto per tentare di appianare i problemi derivanti dalle questioni non risolte nel quadro delle norme 3GPP.

2.3 Mercato dei servizi 3G

In Europa non sono a tutt'oggi disponibili servizi 3G, salvo per i servizi pilota collaudati su scala ridotta nell'isola di Man e nel Principato di Monaco. Questa situazione è stata interpretata come un ritardo generale e vista come un segno preoccupante del fatto che l'Europa stenta a progredire nella transizione verso servizi mobili di trasmissione dati. Il diritto comunitario [9] prevede che le amministrazioni nazionali rilascino le licenze secondo modalità che consentano agli operatori che lo desiderano di lanciare servizi commerciali 3G al più tardi all'inizio del 2002. La normativa non stabilisce tuttavia una data precisa per l'avvio di tali servizi.

[9] Decisione 128/1999/EC. Testo disponibile al seguente indirizzo: http://europa.eu.int/information_society/topics/telecoms/radiospec/mobile/legislation/index_en.htm

Nel resto del mondo, solo il Giappone ha lanciato servizi commerciali 3G (nella regione di Tokyo, dall'ottobre 2001). Nell'aprile 2002 i servizi 3G contavano già 106 000 clienti paganti. Potranno tuttavia essere tratte conclusioni definitive solo una volta che saranno state coperte tutte le principali aree urbane e gli utenti 3G potranno collaudare le possibilità di roaming del nuovo servizio. Va rilevato inoltre che in Giappone i servizi di trasmissione dati che utilizzano reti di accesso 2.5G (ad es. messaggeria avanzata con trasmissione di immagini fisse a partire di terminali muniti di videocamera) sembrano riscuotere grande successo tra i consumatori, come dimostrato dal rapido aumento del numero di utenti di tali servizi.

Si osservano diversi segni incoraggianti del fatto che la transizione verso i servizi incentrati sui dati stia per cominciare. I servizi 3G saranno probabilmente oggetto di una maggiore domanda del mercato una volta che saranno diventati una realtà commerciale, vale a dire, stando agli annunci di numerosi titolari di licenza 3G, nella seconda metà del 2002.

Innanzi tutto l'aumento del traffico SMS è costante e gli operatori hanno consolidato la parte di reddito derivante da tale servizio [10]. Il servizio SMS è l'unico servizio di trasmissione dati su grande scala offerto dall'attuale generazione di comunicazioni mobili. La sua grande diffusione in quanto componente "normale" del pacchetto di servizi 2G è indicativa di una forte domanda per i servizi di messaggeria più sofisticati offerti dalle comunicazioni 3G. Tutti gli operatori esplorano le possibilità della nuova generazione di servizi di messaggeria che permetteranno di allegare ai messaggi oggetti multimediali quali immagini, clip audio e suonerie.

[10] Il traffico mensile di SMS in Europa è passato da circa 4 miliardi (gennaio 2000) a 30 miliardi (dicembre 2001). Le proiezioni indicano che la crescita resterà forte.

In secondo luogo, dal gennaio 2002, sono oltre 50 gli operatori GSM europei in grado di offrire servizi GPRS e ciò malgrado una relativa prudenza nel lanciare campagne pubblicitarie su vasta scala e nel dare sostegno incondizionato a questa tecnologia. Con la diffusione dei terminali GPRS si prevede che entro breve si potrà disporre di utili indicazioni in merito al grado di accettazione dei nuovi servizi offerti mediante GPRS.

In terzo luogo, i servizi "i-mode" (trasmissione dati che utilizzano reti GSM adeguati alla norma GPRS) sono commercializzati in due Stati membri (Germania e Paesi Bassi) e sono annunciati in Belgio. Si tratta di una valida indicazione della fiducia nei servizi 2.5G offerti dagli operatori, se si considera che tali operatori assumono il rischio di commercializzare servizi che richiedono terminali dedicati.

Infine, le dimostrazioni di servizi ed applicativi (prenotazione biglietti, scaricamento di clip audio e video, operazioni bancarie, servizi localizzati [11] e spesso una combinazione di tali possibilità) sono rivelatrici del continuo sforzo di sviluppare nuovi applicativi d'avanguardia.

[11] Per la fornitura di questi servizi sarà necessario localizzare l'utente mediante la stessa rete mobile o mediante un sistema di radionavigazione satellitare quale il futuro sistema europeo "Galileo".

Nello scorso anno, i progressi compiuti nello sviluppo delle comunicazioni 3G sono stati notevoli, una tendenza che si prevede sarà confermata nel secondo semestre di quest'anno. Un'analisi non sistematica degli annunci fatti al pubblico dai titolari di licenze 3G rivela che numerosi sono gli operatori che prevedono o intendono commercializzare servizi 3G entro la fine del 2002, mentre gli altri contano farlo nel 2003 o più tardi. Nel frattempo, le reti di accesso 2.5G sono disponibili anche se l'offerta commerciale di servizi è ancora limitata. È troppo presto per valutare fino a che punto la generazione intermedia 2.5G sia necessaria, come previsto da numerosi osservatori, per dar vita ad un vero e proprio mercato di massa per i servizi di dati 3G. Gli approcci strategici sono diversi ed alcuni operatori puntano su un'offerta precoce di servizi 3G destinata a far fronte ad una domanda crescente, proveniente soprattutto dall'utenza affari, di velocità relativamente alta di accesso ai dati.

2.4 Contesto normativo

All'inizio del 2002 tutti gli Stati membri hanno ultimato o quanto meno avviato le procedure di assegnazione delle licenze 3G, come stabilito dalla normativa UE. Ad eccezione di Francia ed Irlanda, paesi in cui le procedure di licenza sono tuttora in corso, i restanti paesi hanno rilasciato le relative licenze. Al terzo trimestre 2002 saranno state rilasciate nell'UE 61 licenze 3G [12].

[12] Inoltre, diversi paesi candidati all'adesione hanno avviato e completato le procedure di assegnazione delle licenze 3G.

Le procedure di licenza hanno rivelato, nel corso dell'ultimo anno, una serie di tendenze:

Tra i cinque Stati membri che hanno rilasciato licenze dalla data dell'ultima comunicazione sulle comunicazioni 3G, quattro (Francia, Belgio, Grecia e Lussemburgo) non sono riusciti ad attirare un numero di operatori sufficiente per rilasciare tutte le licenze disponibili, una tendenza che sembra confermata dalle procedure tuttora in corso in Francia ed Irlanda. Di conseguenza, in cinque Stati membri una parte dello spettro radio messo a disposizione delle comunicazioni 3G rimarrà inutilizzato per il momento.

Per quanto riguarda le condizioni di licenza, gli obblighi di installazione sono stati riesaminati nei paesi in cui gli obblighi di copertura precoce si sono rivelati incompatibili con la scarsa disponibilità delle apparecchiature e con l'inesistenza, per gli operatori, di possibilità realistiche di installare le reti. Nel caso di Spagna, Portogallo e Belgio questa situazione ha condotto ad un rinvio delle scadenze di installazione; inoltre, in taluni casi, il rinvio è stato accompagnato da procedure tese a riesaminare la situazione al fine di confermare o meno le nuove date limite fissate. In altri Stati membri (Svezia e Finlandia), gli operatori hanno rispettato gli obblighi di installazione ricorrendo tuttavia a configurazioni minime di rete, utilizzate per fini di collaudo piuttosto che commerciali. Nella maggior parte degli Stati membri gli obblighi di installazione fissano date limite più lontane e non è possibile, di conseguenza, verificarne al momento l'osservanza.

In Francia, dopo un parziale completamento della procedura di assegnazione il prezzo delle licenze è stato notevolmente ridotto e le modalità di pagamento sono state riviste e fissate in base ad una maggiore correlazione con il fatturato indotto dai futuri servizi commerciali. L'Italia intende estendere la durata delle licenze da 15 a 20 anni. La Spagna ha effettuato due adattamenti annuali dei canoni di prenotazione delle radiofrequenze che hanno notevolmente inciso sulla programmazione commerciale degli operatori.

In un momento in cui le procedure di assegnazione delle licenze si concludono in tutta la Comunità, sembra che il numero di titolari di licenze 3G sia sufficiente per garantire un ambiente concorrenziale in tutti gli Stati membri. Alcuni di essi hanno tuttavia dovuto procedere ad un adattamento delle condizioni di licenza fissate inizialmente.

3. Verso una completa introduzione delle comunicazioni mobili di terza generazione: sfide e risposte

La Commissione ha avviato un dialogo costante e diversificato con tutte le parti interessate al fine di sorvegliare l'introduzione delle comunicazioni mobili 3G ed ha avviato in proposito le iniziative annunciate nella comunicazione pubblicata lo scorso anno.

Dal dialogo sembra delinearsi un consenso che può essere riassunto nei seguenti termini:

* In questa fase critica dell'introduzione dei servizi 3G è indispensabile lasciar agire il mercato e lasciare che siano le parti interessate a raccogliere le sfide tecnologiche che si porranno. Non è previsto - né del resto è necessario - alcun intervento di tipo normativo. I soggetti del mercato sono pronti ad assumersi le loro responsabilità, come del resto hanno fatto finora. Gli interventi di tipo finanziario non sono di competenza delle pubbliche autorità, le quali possono tuttavia, con la loro azione, contribuire ad accrescere la fiducia nel settore [13].

[13] Il finanziamento delle banche istituzionali quali la BEI esiste, ma in forma limitata. Tale sostegno è importante non in quanto contributo al volume complessivo degli investimenti ma in quanto indicazione della fiducia nel settore.

* L'obiettivo a lungo termine di fare delle comunicazioni 3G una delle piattaforme di servizi di una società dell'informazione universale è fortemente condiviso. Riaffermare tale obiettivo e l'impegno dell'Europa in questo senso contribuirà a restaurare la fiducia nel settore.

* Non esistono soluzioni a breve termine perché l'introduzione delle comunicazioni 3G è un processo evolutivo che, oltre all'impegno delle parti direttamente interessate, richiede che le pubbliche autorità diano prova di sostegno costante e di atteggiamento aperto nell'affrontare le sfide.

Sulla base di tale consenso la Commissione ha definito tre linee d'azione che contribuiranno ad aiutare questo settore e confermeranno l'impegno e il costante sostegno a favore dell'obiettivo di una introduzione completa dei servizi 3G:

* Tutte le parti interessate esigono un quadro normativo stabile. La regolamentazione deve creare un contesto armonizzato e trasparente, che tuteli gli interessi dei consumatori. I meccanismi del nuovo quadro normativo comunitario sono adatti a mercati e tecnologie in costante evoluzione e devono essere applicati in questa fase critica dell'introduzione dei servizi 3G.

* Nel breve e nel medio termine sono state individuate diverse difficoltà in merito alle quali si ritiene che la Comunità debba svolgere un ruolo proattivo di sostegno o di stimolo.

* L'esperienza già acquisita in materia di comunicazioni 3G indica la necessità di trarre insegnamenti e di avviare iniziative a più lungo termine che andranno a beneficio non solo delle comunicazioni 3G ma anche di altri progetti analoghi. Si tratta di un elemento particolarmente importante nella prospettiva del futuro allargamento dell'Unione.

Un maggiore coordinamento a livello europeo e un maggiore coordinamento degli approcci strategici potrebbero risultare necessari per raccogliere le sfide cui sono confrontati i servizi 3G e per gestire i futuri servizi e le future tecnologie basati sullo spettro radio. Nell'ambito del quadro normativo vigente, gli Stati membri hanno fatto ricorso a modalità diverse per assegnare le radiofrequenze agli operatori 3G (aste, selezioni comparative, modelli misti) ed imposto nei loro confronti condizioni di diverso tipo. È necessario garantire uno stretto controllo della situazione attuale in quanto i 15 diversi contesti normativi con i quali sono confrontati gli operatori rischiano di mettere a repentaglio il concetto stesso di un mercato interno dei servizi di comunicazione mobili. Uno studio sulla situazione è attualmente in corso di realizzazione per conto della Commissione [14].

[14] Studio sulla valutazione comparativa dei regime di licenza per le comunicazioni mobili 3G nell'UE e loro incidenza sul settore delle comunicazioni mobili.

L'adozione del nuovo quadro normativo dell'UE per le comunicazioni elettroniche, che comprende la decisione sullo spettro radio [15], contribuisce in modo significativo a garantire coerenza nel settore dei i servizi di comunicazione senza filo in tutta la Comunità. Il meccanismo di trasparenza e di coordinamento previsto dalla nuova direttiva quadro svolgerà un ruolo cruciale in questo senso.

[15] Il nuovo quadro normativo per le comunicazioni elettroniche e la decisione sullo spettro radio sono entrati in vigore il 24 aprile 2002 (cfr. GU L 108 del 24.4.2002). Il nuovo pacchetto sarà applicabile dagli Stati membri al termine di un periodo di recepimento di 15 mesi. La decisione sullo spettro radio è applicabile immediatamente.

La decisione sullo spettro radio stabilisce un quadro strategico e procedurale generale per la discussione delle questioni legate alle radiofrequenze a livello UE in relazione a tutte le politiche comunitarie tributarie dello spettro radio (in particolare le telecomunicazioni, i trasporti, la radio e telediffusione, lo spazio e la ricerca). L'istituzione, ai sensi della decisione, di due nuovi organi (il gruppo per la politica dello spettro radio e il comitato per lo spettro radio) mira a garantire la coerenza dell'approccio degli Stati membri sin dalle prime fasi.

3.1 Stabilità del quadro normativo

Nel valutare vantaggi ed inconvenienti di un'applicazione rigorosa delle condizioni fissate dalle licenze 3G già rilasciate, la Commissione è del parere che, in linea di principio, le condizioni di licenza non dovrebbero essere modificate in quanto il settore deve poter contare su un contesto giuridico stabile ed affidabile. L'affidabilità del contesto giuridico rende possibile la costituzione di nuove imprese e facilita loro l'accesso ai fondi di investimento.

La modifica delle condizioni di licenza andrebbe limitata ai casi di cambiamento imprevedibile delle circostanze e le eventuali modifiche dovrebbero essere proporzionate, trasparenti e non discriminatorie. Inoltre, nei casi in cui si preveda un cambiamento delle condizioni di licenza gli Stati membri dovrebbero adottare un approccio uniforme ispirandosi alle disposizioni del nuovo quadro normativo.

L'analisi del contesto normativo dei servizi 3G tracciata nel capitolo precedente dimostra che per garantire un contesto coerente ed affidabile, caratterizzato nondimeno dalla necessaria flessibilità, è necessario tener conto di una serie di fattori:

* Per quanto riguarda gli obblighi di installazione, la Commissione riconosce che potrebbe essere necessario adattare le modalità di installazione. Tali modifiche andranno tuttavia realizzate in condizioni di trasparenza ed obiettività. Ciò implica che sia effettuata una consultazione pubblica sulla base di una proposta motivata e giustificata di modifica degli obblighi in quanto questi possono avere diverse cause (mancata disponibilità delle apparecchiature o difficoltà procedurali per ottenere l'autorizzazione di installare stazioni base, ad esempio). È auspicabile inoltre che, qualora siano proposte modifiche agli obblighi, queste siano adeguatamente discusse con le altre amministrazioni nazionali interessate in modo tale da garantire un rapido scambio di informazioni e di buona prassi e mirare ad un approccio armonizzato in tutta l'UE.

* La Commissione non ritiene che la modifica della durata delle licenze sia un provvedimento prioritario per far fronte alle sfide a breve termine in quanto tale misura incide principalmente sull'evoluzione delle imprese nel lungo termine, evoluzione che non può essere al momento prevista con chiarezza. Seppur, in linea di principio, sia auspicabile che la durata delle licenze sia uniforme in tutta la Comunità, la questione è estremamente complessa e la Commissione non la ritiene urgente nel contesto attuale delle comunicazioni 3G.

* La modifica dei diritti, dei canoni e degli altri oneri legati alle licenze 3G dopo la chiusura delle procedure di licenza può risultare controproducente dal punto di vista commerciale. In linea generale la prospettiva di un cambiamento dell'importo degli oneri da pagare rende imprevedibile l'evoluzione economica di un'impresa ed è ovvio che un aumento di tali importi farebbe gravare un onere supplementare sul settore.

* Oltre alle condizioni stabilite dalle licenze 3G potrebbe risultare necessario regolare situazioni non espressamente previste nelle licenze iniziali. È quanto avvenuto per la condivisione dell'infrastruttura di rete, il cui potenziale non era stato preso in considerazione dagli operatori in un primo tempo ma che sembra oggi un'opzione valida per far fronte alle questioni ambientali, facilitare l'acquisizione di siti per l'installazione delle stazioni base e ridurre le spese in conto capitale derivanti dall'installazione delle reti.

* La comunicazione relativa alle comunicazioni 3G pubblicata lo scorso anno ha aperto un'ampia discussione sulle potenzialità della condivisione dell'infrastruttura di rete. Successivamente, la Commissione ha instaurato un dialogo con le imprese del settore e gli Stati membri tenutosi nelle sedi istituzionali esistenti e nel quadro di tavole rotonde con esponenti dell'industria [16]. Il dialogo ha contribuito a chiarire le condizioni normative nazionali che disciplinano la condivisione dell'infrastruttura di rete [17], una questione non esplicitamente contemplata al momento del rilascio delle licenze 3G. Dagli incontri è emersa una certa convergenza di vedute circa il modo di trattare la condivisione dell'infrastruttura, benché sussistano tuttora talune differenze tra gli Stati membri. Inoltre, i negoziati avviati tra gli operatori in vista di concludere accordi commerciali di condivisione di infrastrutture sono ancora limitati ed è troppo presto per determinare in che modo le parti interessate possano sfruttare la piena potenzialità della condivisione delle infrastrutture in condizioni di equità e di parità. Si prevede pertanto di continuare a collaborare con le amministrazioni nazionali al fine di stabilire un approccio fondato sulla migliore prassi. Particolare attenzione meritano, al riguardo, le considerazioni specifiche relative alla compatibilità con le norme sulla concorrenza nei singoli mercati.

[16] Le discussioni si sono tenute nell'ambito dei gruppi e comitati istituiti dall'attuale pacchetto normativo sulle telecomunicazioni (autorità nazionali di regolamentazione, comitato licenze, comitato ONP). Nell'aprile 2001 e nel maggio 2002 sono state inoltre organizzate due tavole rotonde sulle comunicazioni 3G alle quali hanno preso parte i massimi dirigenti degli operatori mobili.

[17] Per ulteriori informazioni in merito alle norme nazionali applicabili in materia di condivisione delle infrastrutture di rete, consultare il sito della Commissione al seguente indirizzo:

L'inevitabile adattamento delle condizioni previste dalle licenze (in materia di installazione, ad esempio) e il chiarimento degli aspetti normativi relativi alle nuove tendenze (ad es. per la condivisione dell'infrastruttura di rete) sono compiti che spettano agli Stati membri. La Commissione si avvarrà tuttavia dei meccanismi previsti dal nuovo quadro normativo, la cui applicazione da parte degli Stati membri è fissata al mese di luglio 2003. Nella comunicazione dello scorso anno, la Commissione affermava che l'adozione del nuovo quadro normativo rappresenta una tappa essenziale ai fini della creazione di un contesto propizio all'introduzione dei servizi 3G. Le disposizioni dei testi adottati all'inizio del 2002 evidenziano la necessità di una collaborazione tra le autorità nazionali di regolamentazione e la Commissione per garantire la coerenza delle misure adottate. Le questioni attinenti alle licenze 3G saranno discusse nell'ambito dei nuovi organismi istituiti in forza del nuovo quadro normativo e della decisione sullo spettro radio.

Nella concertazione con l'industria sono sorte preoccupazioni circa il fatto che i poteri che il nuovo quadro normativo attribuisce alle autorità nazionali di regolamentazione possano dar luogo ad un'indebita regolamentazione dei servizi 3G. Occorre tuttavia ricordare che il nuovo quadro normativo prevede che la regolamentazione si limiti ai casi specifici in cui l'azione delle forze di mercato non ha avuto esito. I mercati esaminati vengono definiti secondo i principi del diritto della concorrenza e devono presentare caratteristiche che giustifichino una regolamentazione ex ante. Il considerando 27 della direttiva quadro prevede che i nuovi mercati emergenti, nei quali di fatto l'operatore leader vanta con ogni probabilità una quota di mercato significativa non devono per questo essere soggetti ad un'inopportuna regolamentazione ex ante. Ciò è dovuto al fatto che l'imposizione di obblighi ex ante potrebbe indebitamente ed inutilmente influenzare le condizioni di concorrenza che si formano all'interno di un mercato emergente. Risulta difficile al momento immaginare in che modo i servizi si svilupperanno nel contesto delle reti 3G, il modo in cui saranno diffusi e quali saranno i servizi 3G offerti dagli operatori. Molti di tali servizi costituiranno probabilmente altrettanti mercati nuovi od emergenti.

3.2 Misure a sostegno dell'introduzione delle comunicazioni 3G

Ostacoli all'installazione fisica delle reti

Gli operatori incontrano notevoli difficoltà nell'installazione fisica delle reti, la quale al momento costituisce l'obiettivo prioritario. Ottenere l'autorizzazione ad installare le stazioni base è divenuto molto difficile in alcuni Stati membri e tali impedimenti rischiano di condizionare il calendario di installazione previsto e di causare un imprevisto aumento dei costi.

Tali difficoltà sono dovute alle presunte conseguenze sulla salute delle emissioni elettromagnetiche delle stazioni base ed a preoccupazioni di carattere ambientale legate alla necessità di installare numerose nuove antenne 3G. Nella maggior parte degli Stati membri tali decisioni vengono prese a livello regionale o locale e le procedure e le regole applicabili variano notevolmente (ad es. per quanto riguarda i permessi di costruzione rilasciati dalle autorità locali). Gli operatori sono inoltre confrontati al problema di dimostrare la conformità degli impianti alla regolamentazione nazionale in materia di emissioni in quanto tali disposizioni non sono armonizzate a livello comunitario. Le difficoltà appena illustrate rendono necessarie azioni a diversi livelli.

Il quadro normativo per le telecomunicazioni non tratta delle procedure di pianificazione nazionali e locali. Tuttavia il nuovo quadro normativo esorta le pubbliche autorità ad adottare misure che facilitino l'installazione quali la co-ubicazione e la condivisione di strutture. Le autorità di regolamentazione possono pertanto imporre la condivisione di antenne e siti in determinate condizioni. Andrebbe inoltre incoraggiato lo scambio di prassi esistenti tra autorità locali al fine di elaborare soluzioni che servano al contempo gli interessi dell'ambiente e della società dell'informazione. D'altro canto, la Commissione prende atto ed incoraggia i notevoli sforzi compiuti dagli operatori per rendere più trasparente la pianificazione delle reti fisiche e cercare attivamente il dialogo con i responsabili locali.

Da tempo l'UE ha avviato iniziative volte a garantire la tutela della salute e ad armonizzare i livelli di emissioni considerati sicuri. Nel 1999, il Consiglio ha adottato una raccomandazione sui limiti di esposizione alle radiazioni non ionizzanti [18], conformemente alle raccomandazioni internazionali in campo sanitario. In mancanza di un'armonizzazione, gli Stati membri conservano la facoltà di fissare i limiti che ritengono adeguati tenendo conto del "principio di precauzione". Ciò ha fatto sì che alcuni Stati membri adottassero norme estremamente severe. La Commissione ha di recente pubblicato una relazione [19] in cui riassume la prassi degli Stati membri e nelle cui conclusioni osserva che la mancanza di un'armonizzazione penalizza non solo il settore ma anche il cittadino che, confrontato alla diversità delle situazioni, non sa cosa sia sicuro e cosa non lo sia. Occorre instaurare con urgenza un dialogo tra le amministrazioni nazionali al fine di armonizzare le norme applicabili in questo settore.

[18] Raccomandazione del Consiglio 1999/519/CE, del 12 luglio 1999. I valori SAR presentati nella raccomandazione sono stati confermati nell'ottobre 2001 dal comitato scientifico su tossicità, ecotossicità e ambiente.

[19] La relazione di attuazione della raccomandazione del Consiglio relativa alla limitazione dell'esposizione della popolazione ai campi elettromagnetici (da 0 Hz a 300 GHz) è disponibile al seguente indirizzo: http://europa.eu.int/comm/health/ph/programmes/pollution/implement_rep_en.pdf.

Conformemente al disposto della direttiva sulle apparecchiature radio [20], la Commissione ha parallelamente avviato lo sviluppo di specifiche tecniche per la sicurezza degli apparati mobili. Le specifiche, già disponibili in forma di norme armonizzate per quanto riguarda i terminali mobili e in fase di completamento per le stazioni base, fanno riferimento ai limiti fissati nella raccomandazione del Consiglio del 1999 [21]. Esse svolgeranno pertanto un ruolo estremamente importante ai fini della promozione della coerenza della regolamentazione in tutta l'UE. Inoltre, il Centro comune di ricerca della Commissione europea ha sviluppato, in materia di misurazione dei campi elettromagnetici, attività e competenze che potranno risultare utili nella definizione di metodi di misura armonizzati che consentano di misurare le emissioni delle stazioni base delle reti di comunicazione mobili.

[20] Direttiva 1999/5/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 9 marzo 1999, riguardante le apparecchiature radio e le apparecchiature terminali di telecomunicazione e il reciproco riconoscimento della loro conformità, GU L 91 del 7.4.1999, pag. 10.

[21] Norma tecnica EN 50360 relativa agli apparati mobili.

La Commissione ritiene che sia prioritario suscitare una consapevolezza ed una comprensione generali dei rischi oggettivi legati all'uso dei terminali e delle stazioni base di reti mobili e considera importante coinvolgere le associazioni degli utenti nella discussione. Diversi progetti di ricerca hanno tentato di valutare le conseguenze di tali apparati sulla salute. Allo stato attuale delle conoscenze, basate su numerosi lavori di ricerca scientifica [22], non sembra che l'uso normale di apparati mobili conformi agli attuali valori limite di esposizione possa avere effetti negativi sulla salute. Questo dato è stato recentemente confermato dal nuovo parere del comitato scientifico CE e corrisponde ai pareri emessi da altri comitati scientifici internazionali e nazionali e dall'OMS. Sono tuttavia necessari ulteriori studi per dotarsi dei mezzi per ridurre l'esposizione del pubblico agli effetti a lungo termine dei campi elettromagnetici e per garantire che l'esposizione corporea totale alle radiofrequenze non superi i valori limite di sicurezza. La Commissione sta preparando una campagna di comunicazione destinata a sensibilizzare maggiormente l'opinione pubblica e chiederà a tal fine la collaborazione degli Stati membri.

[22] Cfr. Ad esempio le attività del programma COST (COST 244, 244bis, 281) e i programmi specifici di ricerca finanziati nell'ambito del Quinto programma quadro.

Da un punto di vista generale, una maggiore chiarezza giuridica e tecnica permetterà di meglio tutelare i cittadini, di accrescere la loro fiducia e di facilitare l'installazione delle nuove reti.

Attività di ricerca e sviluppo (R&S) e eEurope: i nuovi servizi senza filo in primo piano

Come ha indicato nella comunicazione dello scorso anno, la Commissione dedica grande importanza allo sforzo costante di ricerca per accompagnare lo sviluppo attuale dei servizi 3G e la loro futura evoluzione. La proposta della Commissione relativa al Sesto programma quadro [23] prevede importanti iniziative in questo campo. Nel frattempo, le attività svolte nell'ambito del Quinto programma quadro hanno dato luogo ad utili risultati.

[23] Per ulteriori informazioni sul Sesto programma quadro: http://europa.eu.int/comm/research/fp6/index_en.html

Gli utenti saranno interessati ad una nuova generazione di servizi mobili che preveda un valore aggiunto rispetto alle offerte di servizi attuali. Per tale motivo, nell'ottobre 2001 la Commissione ha lanciato un'iniziativa per le applicazioni mobili finalizzata a collaudare i nuovi servizi e i nuovi applicativi 2.5-3G e a finanziare i collaudi a livello paneuropeo [24]. Grazie a questa iniziativa, le imprese del settore hanno la possibilità di sviluppare e collaudare in comune servizi ed applicazioni innovative di tipo 2.5G e 3G, di convalidare i principali aspetti di interoperabilità e di esplorare le possibilità di una transizione verso la nuova versione del protocollo Internet (Ipv6), completando in tal modo le attività del piano d'azione menzionato in precedenza. I progetti avviati in questo campo sono azioni "pionieristiche" volte a promuovere la ricerca in settori specifici quali la radiodiffusione, i trasporti e le situazioni di emergenza, la sanità, il turismo, i contenuti e le applicazioni commerciali, ed interessano gli aspetti generici essenziali pertinenti per le prime fasi dei servizi 2.5G e 3G. Si prevede che i risultati di tali progetti siano resi disponibili mediante un meccanismo di relazioni permanenti.

[24] Iniziativa lanciata nel 2001 nel quadro del programma TSI.

La diffusione dei nuovi servizi mobili dipenderà in modo determinante dai contenuti. Da questo punto di vista, l'informazione del settore pubblico rappresenta un bene inestimabile per il cittadino. Occorre pertanto garantire che tali informazioni siano disponibili ed alimentino servizi di informazione transfrontalieri a valore aggiunto, come illustrato nella recente comunicazione della Commissione relativa all'informazione del settore pubblico e nella proposta di direttiva relativa al riutilizzo dei documenti del settore pubblico e al loro sfruttamento ai fini commerciali [25]. Lo stesso obiettivo è perseguito nell'ambito del programma eContent, finalizzato ad incoraggiare la produzione di contenuti multilingue e culturalmente diversificati e a stimolare le dinamiche del mercato dei contenuti digitali in Europa [26]. Il nuovo piano di azione eEurope 2005 conferma l'importanza dei servizi e contenuti 3G, ed elabora linee di azione in questo campo.

[25] COM (2001) 607 def.; COM(2002)207 del 5 giugno 2002.

[26] Il programma dispone di una dotazione finanziaria di 100 milioni di euro per un periodo di 5 anni e dovrebbe concludersi nel 2005. Per ulteriori informazioni: http://www.cordis.lu/econtent/

Individuare i nuovi ostacoli normativi

Le nuove applicazioni 3G prendono progressivamente forma e contemporaneamente sorgono nuovi problemi di carattere normativo; infatti, i servizi 3G investiranno settori legati a numerosi aspetti normativi. La Commissione affronterà i problemi man mano che questi si porranno.

Ad esempio, l'uso previsto dei terminali mobili e in particolare dei servizi 3G per i micropagamenti ha fatto sorgere il dubbio dell'applicabilità della regolamentazione bancaria al settore delle comunicazioni mobili. Tale regolamentazione è stata concepita senza tener conto dei pacchetti di servizi di comunicazioni mobili, in particolare le applicazioni che consentono di effettuare pagamenti, e potrebbe quindi rappresentare un onere importante e scoraggiare i servizi innovativi. I servizi della Commissione esaminano attualmente la questione in vista di adattare, ove necessario, le norme vigenti.

3.3 Un approccio a più lungo termine

Malgrado l'introduzione delle comunicazioni 3G debba attualmente far fronte a sfide immediate ed importanti, è necessario assumere, sin dalle prime fasi, impegni a più lunga scadenza.

Disponibilità di radiofrequenze nel lungo termine

Spesso si dimentica l'importante risultato dell'azione di armonizzazione della Comunità che consiste nella messa a disposizione puntuale ed efficace di bande di frequenza armonizzate per le operazioni 3G. Senza questa iniziativa comunitaria sarebbe stato estremamente difficile garantire che in tutta Europa venissero rese disponibili le stesse frequenze 3G per permettere un roaming paneuropeo ed economie di scala, due fattori che si sono rivelati determinanti per il successo della norma GSM.

Lo spettro radio disponibile attualmente in Europa per i servizi 3G è il risultato di un processo di programmazione avviato una decina d'anni fa. Al fine di garantire la disponibilità futura di questa scarsa risorsa non è prematuro avviare sin d'ora il processo di programmazione, anche se il mercato 3G sta muovendo i suoi primi passi. La Commissione ha già avviato tale processo facendo seguito alla conferenza WRC 2000, nell'ambito della quale sono state individuate le bande di frequenza che potrebbero essere assegnate alle varie regioni del mondo per dotarle di uno spettro radio supplementare rispetto a quello già disponibile. Successivamente alla decisione UMTS, la Commissione ha affidato alla CEPT [27] il mandato di effettuare le necessarie consultazioni tecniche per determinare quali sarebbero le bande di frequenza preferite dell'Europa e quando tali frequenze potrebbero essere disponibili. Entro la fine dell'anno dovrebbe essere raggiunto un consenso in merito ai primi due aspetti, a testimonianza dell'impegno a lungo termine delle amministrazioni nazionali di rendere disponibili sufficienti risorse di spettro radio.

[27] Il mandato è stato assegnato alla CEPT il 9 marzo 2001, previa consultazione con il comitato licenze (rif. LC/01/02 rev2).

Verso un impiego flessibile dello spettro radio

È sempre maggiore la consapevolezza che sarebbe opportuna una maggiore flessibilità del quadro di gestione dei diritti d'uso dello spettro radio che si traduca in una maggiore liquidità degli investimenti realizzati nel settore delle radiocomunicazioni. La questione è emersa di recente nel contesto del dibattito circa un eventuale consolidamento del mercato 3G. Al momento i diritti d'uso dello spettro sono abbinati a licenze di servizi la cui trasferibilità è soggetta ai vincoli del diritto comunitario, che limita il numero delle licenze. Nel settore delle telecomunicazioni, ad esempio, l'unica possibilità di trasferire i diritti d'uso dello spettro radio consiste nel procedere in modo indiretto, ossia ricorrendo a fusioni ed acquisizioni (nel rispetto delle norme sulla concorrenza), o nel restituire la licenza all'amministrazione che la riassegnerà successivamente come nuova licenza secondo le necessarie procedure pubbliche ed aperte. Nel luglio 2003, l'applicazione del nuovo pacchetto normativo, consentirà agli Stati membri, a determinate condizioni procedurali, di introdurre per le imprese la possibilità di scambio dei diritti d'uso dello spettro radio [28].

[28] Articolo 9, paragrafo 3 della direttiva quadro 2002/21/CE.

Avvalendosi dei meccanismi previsti dalla decisione sullo spettro radio, la Commissione intende avviare, con le imprese del settore e le autorità nazionali di regolamentazione, una riflessione in merito ad all'istituzione di un mercato derivato dello spettro radio e alle sue implicazioni. In tale contesto saranno discussi l'armonizzazione delle condizioni di scambio dei diritti d'uso dello spettro e il calendario previsto per l'introduzione di questo meccanismo negli Stati membri, onde evitare distorsioni nel processo di attribuzione di servizi di portata o di interesse comunitario.

L'esistenza della possibilità di scambio dei diritti d'uso delle radiofrequenze può alterare i fondamenti stessi della politica dello spettro radio nell'UE. Tale possibilità può svolgere un ruolo importante nella configurazione futura del settore 3G anche se non va considerata una soluzione ai problemi immediati. La possibilità di scambio dei diritti potrebbe essere prevista per le nuove licenze, in particolare per le bande di estensione delle comunicazioni 3G, ma la sua applicabilità alle licenze già rilasciate è limitata dalla regolamentazione vigente.

3G: un ambiente di servizi aperti

La fornitura di servizi 3G seguirà probabilmente un modello molto diverso da quello attuale, caratterizzato da una relazione biunivoca tra gli operatori di reti mobili e i clienti. Nelle comunicazioni 3G, l'origine di una parte importante del profilo dei servizi accessibili da parte del cliente non è necessariamente né interamente controllata dall'operatore. Applicazioni innovative e contenuti specifici dovranno essere accessibili anche se non hanno origine nella rete controllata dall'operatore o se sono condivisi tra più reti. Occorre pertanto fare in modo che la piattaforma 3G sia caratterizzata da un ambiente di servizi mobili aperti. Gli esperti prevedono notevoli difficoltà qualora, in materia di terminali e di reti, dovessero prevalere configurazioni proprietarie chiuse. Alla luce della convergenza degli ambienti di servizi, il concetto di apertura non si limita ai servizi 3G (ad es. applicativi per PC che girano su terminali mobili). L'apertura, da questo punto di vista, è un fattore essenziale della convergenza.

Per quanto riguarda le comunicazioni 3G, l'apertura deve essere garantita a diversi livelli. Ad esempio, gli sviluppatori di software devono tener conto delle capacità dei terminali commercializzati da numerosi fabbricanti. La diversità dei sistemi operativi dei terminali, la scelta dei browser e la non standardizzazione dei terminali compatibili Java sono altrettanti ostacoli potenziali alla concezione di applicativi in grado di funzionare su apparati diversi e alla possibilità di elaborare contenuti specifici. Per far fronte a questi ostacoli è indispensabile che le specifiche relative alle interfacce siano aperte e trasparenti. A livello di rete, la difficoltà sta nel fatto che parte dell'intelligenza artificiale necessaria a far funzionare applicativi complessi è residente nella rete stessa. Si corre pertanto il rischio le architetture di rete proprietarie ostacolino il lavoro degli sviluppatori di applicativi.

La Commissione osserva tuttavia che il settore è consapevole del problema e si adopera per porvi rimedio. La Commissione è inoltre incoraggiata dalle attività di normalizzazione svolte dal 3GPP per creare le basi di un accesso a servizi aperti. I costruttori hanno lanciato diverse iniziative, quali l'architettura mobile aperta (Open Mobile Architecture - OMA), il cui successo dipenderà dal sostegno dei fornitori di software e in particolare degli operatori. In tale contesto, la Commissione ha preso atto dell'iniziativa M-Service lanciata dalla GSM Association. Queste due azioni presentano notevoli potenzialità di sinergia.

L'evoluzione dei servizi 3G verso una struttura di rete basata su Internet andrà a beneficio dei servizi aperti, anche in considerazione del fatto che i servizi 3G entreranno a far parte della stessa famiglia di piattaforme di accesso senza filo o fisse cui dovrebbe dar vita il totale dispiegamento della società dell'informazione. In ossequio alla richiesta espressa dal Consiglio europeo di Barcellona, questo aspetto sarà oggetto di un'apposita comunicazione della Commissione.

La Commissione seguirà attentamente l'evoluzione della catena del valore che circonda i servizi 3G e si riserverà di prendere opportune misure qualora l'evoluzione dei servizi 3G verso un ambiente di servizi aperto e competitivo fosse minacciata dalle soluzioni proprietarie adottate dai singoli operatori. In tale contesto, la Commissione terrà conto del ruolo di ogni parte interessata, ivi comprese le imprese la cui partecipazione al settore delle comunicazioni mobili consiste nel fornire contenuti ed applicativi.

4. Conclusioni

La Commissione ritiene che per realizzare gli obiettivi stabiliti a Lisbona, ossia creare un'economia della conoscenza competitiva e dar vita alla società dell'informazione, l'Europa non possa prescindere da sistemi senza filo avanzati e commercialmente sostenibili.

A coronamento di un costante impegno di sviluppo e di preparazione della nuova generazione di servizi senza filo, l'installazione delle reti 3G è finalmente cominciata e si delineano notevoli prospettive commerciali per i nuovi servizi, anche se persistono le incertezze circa l'evoluzione di tale mercato.

Parallelamente ad un generale rilancio dell'economia, al quale il settore delle comunicazioni mobili - e quindi delle comunicazioni 3G - potrebbe contribuire in modo significativo, è opportuno che sia il mercato a guidare il processo, lasciando che sia una sana concorrenza a generare nuovi prodotti che interessino i consumatori. Le amministrazioni nazionali e la Commissione possono tuttavia contribuire a creare un clima di maggior fiducia nel settore predisponendo una regolamentazione coerente e stabile che stimoli la concorrenza sul mercato e tuteli gli interessi dei consumatori.

Nel breve termine, le amministrazioni possono contribuire a superare le difficoltà legate all'installazione fisica delle reti armonizzando la condizioni ed accelerando le procedure relative all'acquisto dei siti destinati alle stazioni base. Possono inoltre intensificare il loro impegno di sensibilizzazione del pubblico in materia di uso sicuro delle apparecchiature mobili.

A più lungo termine, la mancanza di un'armonizzazione a livello UE delle condizioni di rilascio delle licenze e di assegnazione delle frequenze per le comunicazioni 3G potrebbe ostacolare l'integrazione nel mercato interno delle telecomunicazioni, causare distorsioni del mercato e suscitare incertezza nel settore. In futuro, divergenze di questo tipo andranno evitate in tutta la misura del possibile, soprattutto nella prospettiva della prossima adesione di nuovi paesi all'UE.

La Commissione intende avvalersi del nuovo quadro normativo per le comunicazioni elettroniche per elaborare, di concerto con le amministrazioni nazionali, nuovi sistemi armonizzati di rilascio delle licenze e di attribuzione dei diritti d'uso dello spettro radio da applicare nel quadro delle nuove licenze per i servizi 3G e per altre applicazioni senza filo.

In attesa che il mercato raggiunga la sua "velocità di crociera", l'adozione delle comunicazioni 3G è un processo continuativo che richiede e merita costante attenzione da parte delle pubbliche autorità. Non esistono risposte semplici alle sfide che si preparano ma le comunicazioni 3G hanno generato una dinamica sufficiente per superare le difficoltà attuali. La Commissione nutre notevole fiducia al riguardo.

ALLEGATO 1

3G - Presentazione schematica

>RIFERIMENTO A UN GRAFICO>

ALLEGATO 2

GLOSSARIO

ARPU // Average Revenue Per User (Fatturato medio per utente/abbonato)

CEPT // Conferenza europea delle Poste e Telecomunicazioni

EMF // Campi elettromagnetici

GPRS // General Packet Radio Service (Servizio generale di radicomunicazione per pacchetti)

GSM // Global System for Mobile communications (Sistema globale di comunicazioni mobili)

IP // Internet Protocol (Protocollo Internet)

TSI // Tecnologie della società dell'informazione, programma dell'UE

MP3 // Norma di compressione dei dati audio

NIS // Condivisione delle infrastrutture di rete

OMA // Open Mobile Architecture (Architettura mobile aperta)

PDA // Personal Digital Assistant (Computer palmare)

RST // Ricerca e sviluppo tecnologico

SMS // Short Messaging Service (Servizio di messaggeria)

TMT // Telecomunicazioni, Media, Tecnologie

UMTS // Universal Mobile Telecommunications System (Sistema di telecomunicazioni mobili universali)

WRC // World Radiocommunications Conference (Conferenza mondiale delle radiocomunicazioni)

2G // GSM (in Europa)

2.5G // GPRS e EDGE (in Europa)

3G // Sistemi basati sulla famiglia di norme ITU IMT-2000

3GPP // Iniziativa di normalizzazione chiamata "3rd Generation Partnership Project"

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