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Comunicazione della Commissione al Consiglio E al Parlamento Europeo- La missione del CCR nello Spazio europeo di Ricerca

/* COM/2001/0215 def. */
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52001DC0215

Comunicazione della Commissione al Consiglio E al Parlamento Europeo- La missione del CCR nello Spazio europeo di Ricerca /* COM/2001/0215 def. */


COMUNICAZIONE DELLA COMMISSIONE AL CONSIGLIO E AL PARLAMENTO EUROPEO - La missione del CCR nello Spazio europeo di Ricerca

La missione del CCR nello Spazio europeo di Ricerca

1. Obiettivi:

Il presente documento risponde all'invito rivolto alla Commissione dal consiglio Ricerca, nella sua risoluzione del 15-16 novembre 2000 sullo Spazio europeo della ricerca e dell'innovazione, "a presentare al Consiglio il più presto possibile, in modo da avere un dibattito approfondito prima dell'adozione del programma Quadro, una comunicazione sullo svolgimento della missione del CCR, concernente stili di gestione, metodi e governance, riorientamento delle azioni di ricerca, corrispondenza delle risorse umane e compiti, miglioramento dei collegamenti con altri istituti nazionali di ricerca e risposte che il CCR può fornire all'utenza, in particolare le Direzioni generali della Commissione e le autorità pubbliche." (traduzione non ufficiale)

Il presente documento descrive come le risorse del Centro Comune di Ricerca saranno usate per ottimizzare la sua missione in un contesto in evoluzione e il suo contributo allo sviluppo dello Spazio europeo della ricerca.

Gli obiettivi perseguiti sono il rafforzamento del CCR mediante:

* riorientamento e concentrazione delle sue attività

* intensificazione del suo orientamento all'utenza e della sua base

* aumento strategico della cooperazione con partner esterni

* razionalizzazione della sua gestione

Ciò consentirà al Centro di potenziare la sua vitalità scientifica e di puntare all'eccellenza nella fornitura dei suoi servizi a sostegno del processo decisionale. Le misure saranno introdotte gradualmente per consentire un apprendimento durante il processo di consolidamento, nell'ottica di confermare i cambiamenti riconosciuti validi all'inizio del prossimo Programma Quadro.

2. La Missione del CCR

Il CCR ha il compito di fornire un sostegno scientifico e tecnico alla concezione, all'elaborazione, all'attuazione e al controllo delle politiche delle Comunità ed in risposta alla loro domanda. Come servizio della Commissione europea, il CCR funge da centro di riferimento per le questioni di carattere scientifico e tecnologico in seno alla Comunità. Vicino agli ambienti in cui vengono formulate le politiche, il CCR agisce nell'interesse comune degli Stati membri, senza essere legato ad interessi commerciali o nazionali.

Il CCR svolge un'attività di ricerca specifica e ad alto livello, in stretta collaborazione con le imprese e con altri organismi, e costituisce per i responsabili politici un utile strumento per rispondere alle esigenze dei singoli cittadini, migliorare l'interazione tra l'uomo e l'ambiente e promuovere lo sviluppo sostenibile.

Nello svolgere il proprio compito il CCR cercherà di coordinare le azioni di ricerca e insegnamento realizzate negli Stati membri. Nella propria attività, esso si avvale di una fitta rete di contatti con organismi pubblici e privati nei vari Stati membri sviluppata, ad esempio, attraverso reti di ricerca, progetti comuni o scambio di personale. Si tratta di un aspetto di estrema importanza, dal momento che il CCR svolge un ruolo complementare rispetto alle azioni indirette previste dal Quinto programma quadro: mentre infatti le azioni indirette continueranno a rappresentare il principale strumento per sviluppare e vagliare nuove idee, il ruolo del CCR è di contribuire alla loro applicazione concreta seguendo gli orientamenti politici indicati." [1]

[1] Allegato 2 delle decisioni del Consiglio 1999/174/CE e 1999/176/EURATOM del 25 gennaio 1999 (GU L 64 del 12.03.99).

Questa definizione della missione del Centro Comune di Ricerca è stata adottata dal Consiglio nelle sue decisioni sui programmi specifici del Quinto Programma Quadro e approvata dal Parlamento europeo nelle sue osservazioni su tali programmi. Dalla sua creazione, il supporto S&T alle politiche dell'Unione è stato un elemento centrale, ma soltanto implicito, del ruolo del CCR. L'attuale definizione della missione precisa per la prima volta il suo ruolo.

In generale, e nel rispetto delle competenze di consulenza scientifica e valutazione del rischio attribuite ai Comitati scientifici esistenti e alla futura Autorità alimentare europea, la missione del CCR può essere definita duplice:

i) sostenere il processo decisionale fornendo un ampia gamma di servizi specifici S&T in tutte le fasi del ciclo politico (concezione-sviluppo-attuazione-monitoraggio) e nei suoi campi di competenza, tra cui:

* supporto scientifico e tecnico affidabile su questioni politiche - in chiave reattiva e prospettica;

* supporto permanente, scientifico e tecnico, all'attuazione politica e al monitoraggio;

* ricerca pura (ad esempio sugli attinidi, in chimica analitica o in tossicologia) o applicata (per esempio supporto ai Comitati scientifici e all'attuazione politica), ma con un livello di competenze tecniche elevato;

* comprensione approfondita delle questioni S&T in gioco, e l'abilità di seguirne l'evoluzione e mantenersi al passo con gli sviluppi;

* capacità di valutare incertezze ed rischi, integrare le conoscenze scientifiche con altre informazioni pertinenti, e tradurre questa informazione in una forma utilizzabile per i clienti;

* reazione flessibile a domande impreviste, in particolare in una situazione di crisi (ad es. traffico illecito di materie nucleari, BSE o crisi della diossina) nell'ottica di sviluppare, perfezionare e convalidare analisi o metodi di rilevamento. Ciò presuppone ampie competenze scientifiche in settori specifici e in rapido sviluppo (per poter affrontare varie situazioni) e la capacità organizzativa (e di bilancio) di adattarsi rapidamente a richieste urgenti non previste.

ii) Contribuire allo sviluppo ed al funzionamento dei sistemi di riferimento scientifico dell'UE per le decisioni politiche

Come indicato nella comunicazione della Commissione "Verso uno Spazio europeo della ricerca" [2], l'obiettivo dei sistemi di riferimento S&T è fornire la base di conoscenze convalidata, necessaria per sostenere la politica e gli interventi dell'UE. Il CCR contribuirà a questi lavori nelle reti pertinenti per gli aspetti dove la sua competenza è riconosciuta (ad esempio controlli di sicurezza nucleari, rilevamento e tracciabilità di OGM, tossicità delle sostanze chimiche, qualità dell'aria, ecc.). A seconda del settore e delle questioni specifiche di S&T, il suo ruolo potrebbe andare da una "funzione di inquadramento" - cioè intervenire come coordinatore nella definizione delle questioni e organizzare il dibattito e lo sforzo collettivo della comunità S&T - fino alla funzione di convalida dei metodi e dei risultati di ricerca. Grazie a sforzi dedicati in campi specifici, può anche aiutare i paesi candidati ad attuare la legislazione comunitaria e a dotarsi di appropriati metodi e strumenti scientifici e tecnici, attraverso la formazione e l'inserimento delle organizzazioni di ricerca nelle reti pertinenti.

[2] COM (2000) 6.

3. Riorientamento e concentrazione

3.1. Il CCR non ha risorse illimitate e non può quindi essere competente in tutti i campi scientifici o tecnici. Ciò non sarebbe nemmeno opportuno in quanto le attività hanno bisogno di una massa critica per essere credibili ed efficienti. Di conseguenza, come indicato nella proposta della Commissione sul nuovo Programma Quadro [3], il CCR concentrerà le sue attività in precisi campi di competenza e attività orizzontali specifiche e di sostegno. Le preoccupazioni politiche alla base sono la sicurezza dei cittadini europei.

[3] COM (2001) 94.

I tre pilastri di competenza, dove l'esperienza del CCR corrisponde a fattori politici trainanti e che costituiranno i principali indirizzi della riorganizzazione sono:

* prodotti alimentari, chimici e salute

* ambiente e sostenibilità

* sicurezza nucleare

Una serie di competenze orizzontali sosterrà e completerà questi pilastri, tra cui la produzione di materiali e misure di riferimento e lo sviluppo di strumenti di gestione del rischio ai fini di una maggiore sicurezza, in generale e del pubblico, compresa la lotta antifrode. Le attività di previsione tecnologica si concentreranno sulle reti di istituti nazionali del settore in modo da consentire sinergie ed economie di scala.

Al di fuori di questi campi, il CCR intraprenderà attività soltanto di concerto con l'utenza e nei limiti del bilancio disponibile, quando la sua competenza in essi è riconosciuta e il suo intervento necessario, ad un livello sufficiente a garantire il raggiungimento in un futuro prevedibile di una massa critica di competenze.

3.2. Bisogna garantire per sostenere l'attività del CCR una forte base scientifica, che aggiunga credibilità, accettabilità e garanzie al supporto politico fornito. Essa deve essere aggiornata periodicamente e ampliata con ricerche esplorative, misurata con riferimento alla partecipazione ad inviti a presentare proposte, lavori per conto terzi e trasferimento tecnologico, nonché estesa attraverso l'integrazione del CCR in reti di centri di ricerca e università nazionali.

3.3. Nella sua comunicazione "Matching the Commission activities with its human resources - The means to achieve our objectives" [4], la Commissione ha osservato che il CCR dovrebbe concentrare le sue attività chiudendo un istituto di ricerca (o riducendo le attività in più istituti) in modo da sopprimere 200 posti. La Commissione ha anche rilevato la necessità di rafforzare al CCR alcune attività prioritarie. Come conclusione finale, è stata proposta una riduzione di 175 posti.

[4] SEC(2000)2000/3

Le attuali attività sono state valutate e riesaminate per individuare i settori dove è possibile un'azione di riorientamento e concentrazione. Le attività dell'Istituto dei materiali avanzati (Petten) sono state analizzate in dettaglio ed è stato individuato un potenziale realistico di riorientamento e concentrazione.

Le attività (scientifiche ed amministrative) svolte in altri siti del CCR sono a loro volta state riesaminate e valutate. A tal fine è stata costituita una task force specifica ricorrendo ad esperti esterni. I criteri comprendevano: il valore aggiunto europeo, l'importanza politica nell'ambito della strategia della Commissione 2000-2005 [5], l'orientamento ai clienti, la qualità della scienza, il networking e l'efficienza manageriale (ad esempio metodi per determinare le priorità, assegnare le risorse e controllare l'esecuzione dei progetti).

[5] COM (2000) 154 def.: Obiettivi Strategici 2000-2005, "Un progetto per la nuova Europa".

Come risultato preliminare di questa analisi, si prevede di inserire la riduzione proposta di 175 posti nel progetto preliminare di bilancio 2002.

4. Rafforzamento dei legami con l'utenza

4.1. Come servizio della Commissione, il CCR ha vari soggetti interessati e utilizzatori importanti:

* ad un livello strategico, il Consiglio e il Parlamento europeo (PE) che decidono sul programma Quadro e stabiliscono il bilancio sono i principali soggetti interessati che approvano i programmi specifici e le corrispondenti assegnazioni di risorse. L'operato del CCR deve soddisfarli nel senso di servire bene l'Unione europea e fornire un giusto corrispettivo ai fondi stanziati (value for money). In questo contesto, oltre al suo ruolo di consulente della Commissione sulla gestione del CCR e la qualità scientifica del suo lavoro, il Consiglio di amministrazione costituisce un canale di comunicazione con gli Stati membri, gli Stati associati e i Paesi in fase di preadesione.

* In questo ambito, i servizi della Commissione sono i principali utilizzatori della produzione del CCR e approvano i programmi di lavoro pluriennali attraverso la consultazione interservizi che precede l'adozione da parte della Commissione.

* La più ampia comunità di "utilizzatori" comprende anche partner e organizzazioni internazionali come, OMS, IAEA, BIPM, agenzie o organismi europei (EEA, EMEA, CEN) [6] interessati alla produzione del CCR e l'industria. In particolare, le autorità di regolamentazione internazionali e nazionali si avvalgono dei servizi e dei risultati del CCR, in quanto il supporto fornito all'applicazione della regolamentazione europea o di accordi internazionali è una pietra miliare nei suoi interventi. Anche i paesi candidati sono importanti utilizzatori e, in coordinamento con le corrispondenti DG, bisogna adoperarsi maggiormente per integrarli il più possibile nelle attività del CCR attinenti all'attuazione e al controllo della legislazione comunitaria.

[6] OMS Organizzazione mondiale della sanità - IAEA: Agenzia Internazionale dell'Energia Atomica - BIPM: Ufficio Internazionale dei Pesi e delle Misure - EEA: Agenzia europea dell'ambiente - EMEA: Agenzia europea di Valutazione dei Medicinali - CEN: Comitato europeo di Normalizzazione.

Il soddisfacimento delle esigenze degli utilizzatori deve essere il criterio principale della missione del CCR.

4.2. Dal 1999, nell'ambito della sua nuova missione, il CCR ha intensificato il dialogo con le Direzioni Generali e i servizi clienti. Sono già stati apportati miglioramenti significativi, nel senso di rafforzare e ufficializzare le relazioni del CCR con i suoi principali utilizzatori (adozione di programmi di lavoro pluriennali attraverso una decisione della Commissione, workshop annuali con le principali DG clienti, memoranda di intesa e provvedimenti amministrativi [7], gruppi di utilizzatori, comitati direttivi di progetto, contatti bilaterali, sostegno al PE, ecc.).

[7] Sono già stati firmati con diverse DG (nell'ambito del Quinto programma quadro, ad esempio le DG ENV, DG ENTR, DG EAC, DG TREN) e con partner esterni a livello europeo (EEA, EMEA, CEN) vari memoranda di intesa o provvedimenti amministrativi dove si descrivono in dettaglio le esigenze, i risultati concreti attesi e i processi di monitoraggio. Altri memoranda sono all'esame (DG RELEX, DG SANCO, OLAF).

Per rafforzare la relazione cliente-contraente, la Commissione ha deciso, il 22 gennaio 2001, di istituire un gruppo inter-servizi, composto dai direttori generali dalle DG clienti e presieduto dal direttore generale del CCR. Questo gruppo avrà un ruolo di arbitro e determinerà le priorità nella designazione delle risorse alle attività direttamente connesse con le politiche, nei limiti del programma quadro e dei programmi specifici e di altri vincoli di bilancio. Il gruppo esprimerà un parere sui programmi di lavoro pluriennali ed annuali del CCR, alla luce del programma strategico annuale della Commissione, proponendo eventualmente nuove priorità e attività, nei limiti del programma specifico.

Nella determinazione del programma di lavoro del CCR si terrà anche debito conto della necessità del CCR di gestire programmi scientifici coerenti e risorse scientifiche a lungo termine.

4.3. La Commissione intende inoltre stabilire una relazione più stretta tra il CCR ed il PE e avvierà quindi, via i segretariati generali rispettivi, l'organizzazione di un programma di riunioni con i Comitati particolarmente interessati alle attività del CCR.

4.4. Saranno esaminati altri meccanismi per aumentare l'orientamento verso l'utenza, tra cui:

* Legami più stretti con le agenzie di regolamentazione e/o esecuzione nazionali: un elemento comune in molti progetti riusciti del CCR [8] sono i forti legami instaurati con gli organismi europei di regolamentazione, sulla base di reti a configurazione triangolare: il CCR, integrato nelle pertinenti reti S&T; a livello politico la DG responsabile dell'elaborazione della legislazione e del controllo della sua esecuzione; le autorità competenti negli Stati membri e dei paesi candidati all'adesione di applicare la legislazione e di controllarne l'esecuzione. In questa maniera il CCR aiuta i soggetti interessati a raggiungere gli obiettivi previsti: buona elaborazione legislativa, attuazione efficiente e controllo soddisfacente e efficace della sua esecuzione.

[8] Alcuni esempi di progetti dove questa relazione triangolare funziona bene sono: MAHB Major Accidents Hazards Bureau (Ufficio per i rischi di grandi incidenti), ECCAIRS (incidenti nell'aviazione civile), MARS (Monitoraggio dell'agricoltura mediante telerilevamento), EIPPC (Ufficio europeo di prevenzione e riduzione integrate dell'inquinamento), ECB (Ufficio europeo delle sostanze chimiche).

* Maggiore flessibilità: nei settori di sua competenza, il CCR dovrebbe poter reagire rapidamente a richieste impreviste, soprattutto in una situazione di crisi. Il suo programma dovrebbe pertanto essere impostato in modo da poter reagire a richieste impreviste. Si potrebbero sviluppare una dotazione e meccanismi per riunire rapidamente le risorse umane e scientifiche necessarie, attingendo alle organizzazioni partner.

* Aiuto proattivo alle DG clienti nella formulazione delle loro esigenze. Nei suoi settori di competenza, il CCR potrebbe segnalare alle DG le conseguenze dell'evoluzione S&T rispetto alle loro politiche settoriali, promuovendo in questa maniera l'inserimento nell'elaborazione politica, di concetti S&T, questioni e tecniche nuovi già in una fase iniziale. Per contribuire a questo processo, sarà promosso il distacco sistematico di un piccolo numero di funzionari del CCR presso i servizi della Commissione che trattano le politiche. Questi funzionari trascorreranno periodi lavorativi di durata definita (ad esempio 6-9 mesi) presso le DG clienti.

5. Eccellenza scientifica e gestione della qualità:

Occorre uno sforzo importante per comunicare regolarmente ai principali soggetti interessati e alle autorità degli Stati membri i motivi che giustificano l'esistenza del CCR, il suo valore aggiunto e i suoi risultati. Oltre all'importanza e al valore aggiunto, i servizi forniti dal CCR sono accettati soltanto nella misura in cui i suoi lavori sono riconosciuti dai principali soggetti interessati e dagli Stati membri per la loro eccellenza scientifica e tecnologica. Il CCR dovrà quindi farsi riconoscere dai suoi pares, ad esempio, tramite networking con "i migliori", pubblicazioni e la partecipazione a conferenze di alto livello. Il CCR rafforzerà anche la comunicazione sulle sue attività e i suoi risultati nei confronti dei politici e del pubblico in generale.

È necessario sottoporre le attività scientifiche del CCR a valutazioni periodiche e comparative, avvalendosi di esperti esterni di chiara fama internazionale nei settori di competenza del CCR. Il meccanismo da introdurre sarà definito in stretta consultazione con il Consiglio di amministrazione. È chiaro che le diverse attività svolte dal CCR richiedono livelli diversi di competenze scientifiche (ad esempio, il supporto diretto necessario per attuare numerose direttive, che costituisce una notevole parte dei lavori del CCR, comprende in genere una componente di ricerca limitata ma conoscenze approfondite dell'argomento e abilità tecniche elevate e può quindi richiedere criteri specifici per la valutazione della sua qualità).

Il CCR continuerà inoltre ad attuare l'ambizioso progetto di miglioramento manageriale iniziato con l'introduzione della Gestione Totale della Qualità (TQM), procedure rinforzate di gestione dei progetti e finanziamenti orientati al progetto. Gli indicatori chiave delle prestazioni saranno monitorati in permanenza per valutare la produzione del Centro. Essi comprendono il parere dei clienti rispetto alla tempestività e pertinenza della consulenza nonché la qualità dell'informazione scientifica fornita. Sarà ampliata la gamma di servizi la cui qualità è garantita tramite accreditamento a norme riconosciute a livello internazionale (ad esempio buona pratica di laboratorio o norme ISO). La qualità e il giusto corrispettivo rispetto ai finanziamenti saranno valutati a livello di ricerca e servizi, attraverso indagini di mercato, ad esempio concorrenza per finanziamenti di azioni indirette e contratti esterni.

6. Networking e cooperazione:

La missione del CCR prevede un intenso networking delle sue attività con le istituzioni pubbliche e private degli Stati membri. In linea con l'impulso generale dello Spazio europeo della ricerca e per aiutare i politici europei ad accedere al migliore pool di conoscenze, il CCR associerà più sistematicamente allo sviluppo ed all'esecuzione dei suoi lavori le organizzazioni di ricerca o regolamentazione degli Stati membri e dei paesi candidati all'adesione. Il CCR deve adoperarsi per migliorare la sua capacità di partecipazione, costituzione, animazione e/o gestione di reti. Questa capacità sarà un elemento cruciale del futuro sviluppo del CCR. Il networking proattivo con organizzazioni scientifiche di altro tipo sarà uno dei criteri di selezione di valutazione dei progetti del CCR nel nuovo Programma Quadro.

Queste reti concerneranno la fornitura di servizi specifici (allarme tempestivo; anticipazione; reazione rapida; convalida e integrazione di conoscenze; interfacce con soggetti interessati e politici) e prodotti (ad esempio creazione e armonizzazione di basi di dati, norme comuni, metodi di rilevamento convalidati, ecc.).

Il CCR coopererà quindi con numerosi partner, tra cui centri di eccellenza, esponenti dell'industria o autorità di regolamentazione, partecipando ad Azioni indirette nell'ambito del Programma Quadro, che storicamente hanno contribuito a istituire partnership con altre organizzazioni scientifiche con conseguente benchmarking delle sue competenze. Ogni qualvolta necessario per l'adempimento della sua missione, collaborerà con partner internazionali selezionati. In questo processo, uno sforzo specifico sarà dedicato all'inserimento nelle sue reti di organizzazioni dei paesi in fase di preadesione.

7. Sviluppo delle risorse umane e mobilità:

Sarà sviluppata una strategia a medio-lungo termine, collegata al programma di lavoro del CCR e all'insegna della flessibilità e continuità. Sarà stabilito un piano generale di ridistribuzione delle risorse (rolling plan) a medio termine e saranno ulteriormente sviluppati gli aspetti di gestione e formazione.

Nel contesto dello Spazio europeo della Ricerca, il CCR contribuirà a fornire una formazione alla ricerca a giovani ricercatori, compresi quelli provenienti dai paesi candidati, nell'ottica di attirare un afflusso permanente di ricercatori giovani e dinamici, a vantaggio della sua vitalità intellettuale. Il CCR può offrire, attraverso il suo sistema di "formazione attraverso la ricerca", ricerche interdisciplinari in un ambiente internazionale dotato di una buona infrastruttura, con progetti all'avanguardia, alcuni impianti unici al mondo e possibilità di networking. Questa formazione sarà collegata ai regimi di mobilità a livello comunitario e nazionale.

Saranno inoltre attivamente incoraggiati la mobilità di personale e gli scambi tra il CCR e gli istituti nazionali avvalendosi maggiormente di tutti gli strumenti esistenti al riguardo (ad esempio formazione mediante sovvenzioni di ricerca, esperti nazionali distaccati presso la Commissione * e ricercatori in visita). Ad esempio, nell'ambito delle attuali limitazioni di bilancio, il CCR dovrà cercare di raddoppiare come minimo il numero di questi esperti nazionali distaccati nei prossimi due anni e promuovere una maggiore consapevolezza degli strumenti esistenti (website, giornate di informazione, presentazione ai partner di rete).

Nell'ambito del processo di riforma della Commissione, in occasione del riesame della politica per il personale di ricerca, sarà prestata una grande attenzione alle misure atte a rafforzare questa mobilità e flessibilità della politica per il personale del CCR. In particolare sarà preso in considerazione il distacco di agenti temporanei presso organizzazioni nazionali, ora inapplicabile con le regole esistenti.

8. Conclusioni:

L'orientamento proposto mira a rafforzare il CCR e ad ottimizzare il suo contributo allo Spazio europeo della Ricerca. I nuovi meccanismi previsti (gruppo interservizi, legami rafforzati con il Parlamento, mobilità del personale, ecc.) saranno introdotti progressivamente e su base sperimentale. L'esperimento sarà seguito da una valutazione alla fine del Quinto Programma Quadro, che porterà a confermare i meccanismi oppure indicherà le modifiche necessarie alla luce dell'esperienza.

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