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Comunicazione della Commissione al Consiglio e al Parlamento europeo - Aggiornamento semestrale del quadro di controllo per l'esame dei progressi compiuti nella creazione di uno spazio di «libertà, sicurezza e giustizia» nell'Unione europea (II semestre 2000)

/* COM/2000/0782 def. */
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52000DC0782

Comunicazione della Commissione al Consiglio e al Parlamento europeo - Aggiornamento semestrale del quadro di controllo per l'esame dei progressi compiuti nella creazione di uno spazio di «libertà, sicurezza e giustizia» nell'Unione europea (II semestre 2000) /* COM/2000/0782 def. */


COMUNICAZIONE DELLA COMMISSIONE AL CONSIGLIO E AL PARLAMENTO EUROPEO - AGGIORNAMENTO SEMESTRALE DEL QUADRO DI CONTROLLO PER L'ESAME DEI PROGRESSI COMPIUTI NELLA CREAZIONE DI UNO SPAZIO DI "LIBERTÀ, SICUREZZA E GIUSTIZIA" NELL'UNIONE EUROPEA (II SEMESTRE 2000)

INDICE

1. Introduzione

2. Politica comune dell'ue in materia di asilo e migrazione

2.1. Partenariato con i paesi d'origine

2.2. Il regime europeo comune in materia di asilo

2.3. Equo trattamento dei cittadini dei paesi terzi

2.4. Gestione dei flussi migratori

3. Un autentico spazio di giustizia europeo

3.1. Migliore accesso alla giustizia in Europa

3.2. Reciproco riconoscimento delle decisioni giudiziarie

3.3. Maggiore convergenza nel settore del diritto civile

4. Lotta a livello dell'unione contro la criminalità

4.1. Prevenzione della criminalità a livello dell'Unione

4.2. Potenziamento della cooperazione contro la criminalità

4.3. Lotta contro determinate forme di criminalità

4.4. Azione specifica antiriciclaggio

5. Questioni connesse alle frontiere interne ed esterne e alla politica dei visti, attuazione dell'art. 62 TCE e conversione dell'Acquis di Schengen

6. Cittadinanza dell'Unione

7. Cooperazione nella lotta contro la droga

8. Azione esterna di maggiore incisività

1. Introduzione

Il Consiglio europeo riunitosi a Tampere il 15 e 16 ottobre 1999 ha invitato la Commissione a presentare una proposta per un "adeguato quadro di controllo" che "esamini puntualmente i progressi compiuti per attuare le misure necessarie e rispettare le scadenze" fissate dal trattato di Amsterdam, dal piano d'azione di Vienna e dalle conclusioni di Tampere per la creazione di uno "spazio di libertà, sicurezza e giustizia". Nel marzo 2000, in risposta a tale invito, la Commissione ha presentato una comunicazione (COM(2000) 167 del 24 marzo 2000) al Consiglio e al Parlamento europeo intitolata "Quadro di controllo per l'esame dei progressi compiuti nella creazione di uno spazio di «libertà, sicurezza e giustizia» nell'Unione europea". Il 29 maggio 2000 è stata resa disponibile una versione consolidata che ha introdotto una serie di precisazioni redatte sulla base dei commenti degli Stati membri formulati nella sessione del Consiglio del 27 marzo 2000 e successivamente.

L'impegno assunto dalla Commissione di riesaminare il quadro di controllo durante ogni presidenza si concretizza nel presente documento che costituisce il primo aggiornamento semestrale del quadro di controllo e che si prefigge l'obiettivo di sottolineare i progressi compiuti durante la presidenza francese. La forma, le finalità e l'ambito del quadro di controllo non sono cambiati. Le principali modifiche riguardano la colonna "situazione attuale" che rappresenta l'obiettivo flessibile, fissato dalle conclusioni di Tampere per tutte le istituzioni e gli Stati membri, che consente di verificare i progressi compiuti nella realizzazione dell'obiettivo di rendere l'Unione europea uno spazio di libertà, sicurezza e giustizia.

I notevoli progressi compiuti dopo la presentazione della prima versione del quadro di controllo possono essere così sintetizzati:

La Commissione ha presentato o ha portato a termine proposte di atti normativi e/o comunicazioni in vari settori contemplati dal quadro di controllo:

- Due proposte e due comunicazioni in materia di asilo e immigrazione:

- proposta di direttiva sulla protezione temporanea;

- proposta di direttiva sulle norme minime in materia di asilo;

- comunicazione sulle procedure comuni in materia di asilo;

- comunicazione su una politica comunitaria in materia di immigrazione.

- Una proposta nel settore della cooperazione giudiziaria in materia civile e commerciale:

- proposta per l'istituzione di una rete giudiziaria europea.

- Cinque comunicazioni nel settore della cooperazione ai fini della prevenzione e della lotta contro la criminalità:

- comunicazione sulla tutela degli interessi finanziari della Comunità;

- comunicazione sul reciproco riconoscimento delle decisioni definitive in materia penale;

- comunicazione su Eurojust;

- comunicazione sulla prevenzione della criminalità;

- comunicazione sulla criminalità informatica.

- In seguito alla formulazione del parere del Parlamento europeo è stato presentato al Consiglio e al Parlamento un progetto di proposta modificata relativa alla politica in materia di visti.

Inoltre, il Consiglio e la Commissione hanno ultimato l'elaborazione di un programma comune di misure relative al reciproco riconoscimento in materia civile e penale.

Il Consiglio, sulla base di proposte della Commissione o di iniziative degli Stati membri, ha adottato o prevede di adottare nella sessione di novembre una serie di atti normativi tra cui:

- la decisione relativa all'istituzione di un fondo europeo per i rifugiati;

- due direttive sulla parità di trattamento (una sulla parità di trattamento tra le persone indipendentemente dalla razza o dall'origine etnica e l'altra sulla parità di trattamento in materia di occupazione e impiego);

- la convenzione sull'assistenza reciproca in materia penale;

- la decisione quadro sulla protezione dell'euro;

- la decisione concernente le modalità di cooperazione fra le unità di informazione finanziaria;

- il regolamento Eurodac;

- la decisione sull'istituzione dell'unità provvisoria EUROJUST.

Per quanto riguarda le misure non legislative, il Consiglio ha adottato conclusioni in diversi settori previsti dal Quadro di controllo (lotta contro la criminalità finanziaria, metodi alternativi di risoluzione delle controversie e condizioni per l'accoglienza dei richiedenti asilo). Inoltre ha adottato alcune direttive di negoziato che autorizzano la Commissione a negoziare accordi di riammissione con quattro paesi terzi.

Anche il Parlamento europeo si è attivato formulando pareri o esaminando approfonditamente proposte presentate dalla Commissione o iniziative degli Stati membri come:

- la convenzione sul miglioramento dell'assistenza giudiziaria in materia penale;

- l'istituzione dell'accademia europea di polizia;

- l'estensione del mandato di Europol al fine di coprire il riciclaggio dei proventi del crimine;

- la decisione quadro che riformula l'azione comune sulla lotta al riciclaggio dei proventi del crimine;

- il regolamento concernente la competenza giurisdizionale nonché il riconoscimento e l'esecuzione delle decisioni in materia civile e commerciale;

- il regolamento relativo all'esecuzione reciproca delle decisioni in materia di diritto di visita ai figli minori;

- l'istituzione di una segreteria per l'assistenza all'autorità comune di controllo in materia di tutela dei dati;

- la lotta contro i reati a danno dell'ambiente;

- la sicurezza delle forme di pagamento scritturale.

Infine, a giugno, il Consiglio europeo di Feira ha adottato un piano d'azione contro la droga e una relazione concernente le relazioni esterne nel settore della giustizia e degli affari interni.

La Commissione intende presentare un secondo aggiornamento del quadro di controllo al termine della presidenza svedese.

2. Politica comune dell'UE in materia di asilo e migrazione

Gli aspetti separati ma strettamente connessi dell'asilo e della migrazione richiedono la definizione di una politica comune dell'UE che comprenda gli elementi seguenti:

2.1. Partenariato con i paesi d'origine

Verrà sviluppata un'impostazione organica del problema della migrazione che abbracci le questioni connesse alla politica, ai diritti umani e allo sviluppo dei paesi e delle regioni di origine e transito, sulla base di un rapporto di partenariato con tali paesi e regioni ed al fine di promuovere lo sviluppo comune.

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2.2. Il regime europeo comune in materia di asilo

L'obiettivo è di assicurare l'applicazione della Convenzione di Ginevra in ogni sua componente, garantendo in tal modo che nessuno venga esposto nuovamente alla persecuzione, ossia mantenendo il principio di non-refoulement.

A lungo termine si dovrà definire una procedura comune in materia di asilo e uno status uniforme per la concessione dell'asilo valido in tutta l'Unione.

Si dovranno limitare i "movimenti secondari" dei richiedenti asilo tra gli Stati membri.

Sarà attivamente perseguito un accordo per la protezione temporanea degli sfollati, basato sulla solidarietà tra gli Stati membri.

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2.3. Equo trattamento dei cittadini dei paesi terzi

Si procederà a un ravvicinamento delle condizioni di ammissione e soggiorno dei cittadini dei paesi terzi in base a una valutazione comune sia degli sviluppi economici e demografici all'interno dell'Unione sia della situazione nei paesi di origine.

Una politica di integrazione dovrebbe mirare a garantire ai cittadini di paesi terzi che soggiornano legalmente in uno Stato membro (in particolare a coloro che soggiornano in maniera prolungata) diritti e obblighi analoghi a quelli dei cittadini dell'UE e a rafforzare la non discriminazione e la lotta contro il razzismo e la xenofobia.

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2.4. Gestione dei flussi migratori

La gestione dei flussi migratori deve essere migliorata in tutte le sue fasi in stretta cooperazione con i paesi di origine e transito.

La lotta contro l'immigrazione illegale dovrà essere intensificata combattendo le organizzazioni criminali coinvolte e garantendo i diritti delle vittime.

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3. Un autentico spazio di giustizia europeo

L'intento è di infondere nei cittadini un sentimento comune di giustizia in tutta l'Unione. Compito della giustizia è facilitare la vita quotidiana dei cittadini e far sì che vengano deferiti agli organi giurisdizionali quanti mettano a repentaglio la libertà e la sicurezza dei singoli e della società. Ciò presuppone che vengano migliorate le possibilità di accesso alla giustizia e che venga attuata tra gli Stati membri una piena cooperazione giudiziaria .

3.1. Migliore accesso alla giustizia in Europa

Un autentico spazio di giustizia deve far sì che i singoli e le imprese possano rivolgersi agli organi giurisdizionali e alle autorità di qualsiasi Stato membro con la stessa facilità che nel loro e che la complessità dei sistemi giuridici e amministrativi degli Stati membri non costituisca un impedimento o un ostacolo all'esercizio dei loro diritti.

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3.2. Reciproco riconoscimento delle decisioni giudiziarie

Un autentico spazio di giustizia europeo deve assicurare la certezza del diritto ai cittadini in genere e agli operatori economici. A tal fine le sentenze e le decisioni devono essere rispettate ed eseguite in tutta l'Unione.

Il rafforzamento del reciproco riconoscimento delle decisioni giudiziarie e delle sentenze e il necessario ravvicinamento delle legislazioni faciliterebbero la cooperazione tra le autorità come pure la tutela giudiziaria dei diritti dei singoli. A tal fine il principio del reciproco riconoscimento dovrebbe diventare il fondamento della cooperazione giudiziaria nell'Unione europea tanto in materia civile quanto in materia penale.

Per quanto riguarda la materia civile:

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Per quanto riguarda la materia penale:

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3.3. Maggiore convergenza nel settore del diritto civile

Al fine di facilitare la cooperazione giudiziaria e migliorare l'accesso alla legislazione gli ordinamenti giuridici dovranno diventare più compatibili e convergenti.

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4. Lotta a livello dell'unione contro la criminalità

Si dovrebbe raggiungere l'obiettivo dell'elaborazione equilibrata di misure a livello di Unione contro qualsiasi forma di criminalità ed in particolare contro le forme gravi di criminalità organizzata e transnazionale, proteggendo nel contempo la libertà e i diritti dei cittadini e degli operatori economici.

In questo contesto, una particolare attenzione è rivolta alla "Strategia dell'Unione per l'inizio del nuovo Millennio" sulla prevenzione ed il controllo della criminalità organizzata. In questo capitolo sono state introdotte alcune azioni complementari che vanno oltre le conclusioni di Tampere e che sono richieste dalle raccomandazioni della suddetta strategia.

4.1. Prevenzione della criminalità a livello dell'Unione

Una politica efficace di lotta contro qualsiasi forma di criminalità organizzata e non organizzata deve prevedere anche misure preventive a carattere multidisciplinare.

Occorre integrare gli aspetti relativi alla prevenzione della criminalità nelle azioni e nei programmi contro la criminalità a livello di Unione e di Stati membri.

Occorre incoraggiare la cooperazione tra le organizzazioni nazionali impegnate nella prevenzione individuando alcuni settori prioritari.

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4.2. Potenziamento della cooperazione contro la criminalità

In un autentico spazio di giustizia i delinquenti non devono poter sfruttare le differenze esistenti tra i sistemi giudiziari degli Stati membri.

L'obiettivo di garantire ai cittadini un livello elevato di protezione presuppone una maggiore cooperazione tra le autorità incaricate dell'applicazione della legge. A tal fine si dovrebbe trarre il massimo vantaggio dalla cooperazione tra le autorità degli Stati membri nell'ambito delle indagini su casi transfrontalieri.

Estendendo le competenze di Europol il trattato di Amsterdam ha riconosciuto il ruolo centrale da esso svolto nel coadiuvare la cooperazione europea per la prevenzione e la repressione della la criminalità organizzata .

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4.3. Lotta contro determinate forme di criminalità

Per quanto riguarda le legislazioni penali nazionali, gli sforzi intesi a concordare definizioni, incriminazioni e sanzioni comuni dovrebbero incentrarsi in primo luogo su un numero limitato di settori di particolare importanza. È necessario giungere a definizioni, incriminazioni e sanzioni comuni per quanto riguarda la criminalità grave, organizzata e transnazionale al fine di proteggere la libertà e i diritti dei cittadini e degli operatori economici.

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4.4. Azione specifica antiriciclaggio

Il riciclaggio dei capitali è il nucleo stesso della criminalità organizzata. Per questo motivo esso dovrebbe essere sradicato ovunque si manifesti, al fine di assicurare che siano intraprese iniziative concrete per rintracciare, sequestrare e confiscare i proventi di reato.

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5. Questioni connesse alle frontiere interne ed esterne e alla politica dei visti, attuazione dell'art. 62 TCE e conversione dell'Acquis di Schengen

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6. Cittadinanza dell'Unione

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7. Cooperazione nella lotta contro la droga

In quanto minaccia sia collettiva che individuale, il problema della droga deve essere affrontato in modo globale, pluridisciplinare e integrato. La strategia europea contro la droga per il periodo 2000-200 verrà valutata a metà periodo e alla conclusione, con l'aiuto dell'Europol e dell'Osservatorio europeo per le droghe e le tossicodipendenze (OEDT).

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8. Azione esterna di maggiore incisività

L'Unione europea sottolinea che tutte le competenze e gli strumenti di cui essa dispone, in particolare nel campo delle relazioni esterne, devono essere sfruttati in maniera integrata e coerente per istituire lo spazio di libertà, sicurezza e giustizia. Le tematiche della giustizia e degli affari interni devono essere integrate nella definizione e nell'attuazione di altre politiche e attività dell'Unione.

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