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Document 61965CJ0052

Title and reference
Sentenza della Corte del 16 giugno 1966.
Repubblica federale di Germania contro Commissione della CEE.
Cause riunite 52 e 55-65.

English special edition 1966 00346
  • ECLI identifier: ECLI:EU:C:1966:32
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61965J0052

SENTENZA DELLA CORTE DEL 16 GIUGNO 1966. - REPUBBLICA FEDERALE DI GERMANIA CONTRO LA COMMISSIONE DELLA CEE. - CAUSE RIUNITE 52 E 55/65.

raccolta della giurisprudenza
edizione francese pagina 00227
edizione olandese pagina 00310
edizione tedesca pagina 00220
edizione italiana pagina 00346
edizione speciale inglese pagina 00159
edizione speciale danese pagina 00179
edizione speciale greca pagina 00267
edizione speciale portoghese pagina 00335
edizione speciale spagnola pagina 00319


Massima
Parti
Oggetto della causa
Motivazione della sentenza
Decisione relativa alle spese
Dispositivo

Parole chiave


++++

1 . DAZI DOGANALI - TASSE DI EFFETTO EQUIVALENTE - NOZIONE

( TRATTATO CEE, ARTICOLO 13 )

2 . DAZI DOGANALI - TASSE DI EFFETTO EQUIVALENTE - SOPPRESSIONE - OBBLIGO DEGLI STATI - CARATTERE

( TRATTATO CEE, ARTICOLO 13 )

3 . DAZI DOGANALI - TASSE DI EFFETTO EQUIVALENTE - SOPPRESSIONE - RITMO - MODALITA - POTERI DELLA COMMISSIONE

( TRATTATO CEE, ARTICOLI 13 E 14 )

4 . COMUNITA ECONOMICA EUROPEA - ORDINAMENTO GIURIDICO COMUNITARIO - ISTITUZIONE COMUNITARIA - TRASGRESSIONE DEI SUOI DOVERI - STATO MEMBRO - MISURE DI RAPPRESAGLIA - DIVIETO

Massima


1 . L' ARTICOLO 13 NEL SUO COMPLESSO HA LO SCOPO DI VIETARE TUTTE LE MISURE, ADOTTATE UNILATERALMENTE DA UNO STATO MEMBRO E NON ATTRAVERSO UNA PROCEDURA COMUNITARIA, CHE SOTTO QUALUNQUE NOME E IN QUALUNQUE FORMA PRODUCANO SULLE IMPORTAZIONI GLI STESSI EFFETTI DISCRIMINATORI O PROTEZIONISTICI PROPRI DEI DAZI DOGANALI .

VEDI LA MASSIMA N . 4 DELLA SENTENZA 2 E 3-62, RACCOLTA, VOL . VIII, PAGG . 795-796 .

AI SENSI DEGLI ARTICOLI 9 E 12 LA TASSA DI EFFETTO EQUIVALENTE PUO' ESSERE CONSIDERATA, INDIPENDENTEMENTE DALLA SUA DENOMINAZIONE E DALLA SUA STRUTTURA, COME UN DIRITTO IMPOSTO UNILATERALMENTE, SIA ALL' ATTO DELL' IMPORTAZIONE, SIA IN UN SUCCESSIVO MOMENTO E CHE, COLPENDO SPECIALMENTE UNA MERCE IMPORTATA DA UN PAESE MEMBRO AD ESCLUSIONE DEL CORRISPONDENTE PRODOTTO NAZIONALE, PRODUCA IL RISULTATO DI ALTERARNE IL PREZZO E DI INCIDERE COSI' SULLA LIBERA CIRCOLAZIONE DELLE MERCI ALLA STESSA STREGUA DI UN DAZIO DOGANALE . COSI' CONFIGURATA, LUNGI DAL COSTITUIRE UN' ECCEZIONE AL GENERALE DIVIETO RELATIVO AI DAZI DOGANALI, ESSA VA AL CONTRARIO CONSIDERATA COME IL NECESSARIO COMPLEMENTO DI QUESTO, DESTINATO A GARANTIRNE L' EFFICACIA .

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2 . ESSENDO UNA DISPOSIZIONE FONDAMENTALE PER L' INSTAURAZIONE DELLA LIBERA CIRCOLAZIONE DELLE MERCI, L' ARTICOLO 13 PONE UNA NORMA ESSENZIALE E DI CONSEGUENZA QUALSIASI EVENTUALE DEROGA, DA INTERPRETARSI IN MODO RESTRITTIVO, DEV' ESSERE CHIARAMENTE PREVISTA .

VEDI LA MASSIMA N . 4 DELLA SENTENZA 2 E 3-62, RACCOLTA, VOL . VIII, PAGG . 795-796 .

AI SENSI DEGLI ARTICOLI 9 E 12 LA TASSA DI EFFETTO EQUIVALENTE PUO' ESSERE CONSIDERATA, INDIPENDENTEMENTE DALLA SUA DENOMINAZIONE E DALLA SUA STRUTTURA, COME UN DIRITTO IMPOSTO UNILATERALMENTE, SIA ALL' ATTO DELL' IMPORTAZIONE, SIA IN UN SUCCESSIVO MOMENTO E CHE, COLPENDO SPECIALMENTE UNA MERCE IMPORTATA DA UN PAESE MEMBRO AD ESCLUSIONE DEL CORRISPONDENTE PRODOTTO NAZIONALE, PRODUCA IL RISULTATO DI ALTERARNE IL PREZZO E DI INCIDERE COSI' SULLA LIBERA CIRCOLAZIONE DELLE MERCI ALLA STESSA STREGUA DI UN DAZIO DOGANALE . COSI' CONFIGURATA, LUNGI DAL COSTITUIRE UN' ECCEZIONE AL GENERALE DIVIETO RELATIVO AI DAZI DOGANALI, ESSA VA AL CONTRARIO CONSIDERATA COME IL NECESSARIO COMPLEMENTO DI QUESTO, DESTINATO A GARANTIRNE L' EFFICACIA .

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3 . IL DOVERE DELLA COMMISSIONE DI RISPETTARE UN DETERMINATO RITMO NELLA SOPPRESSIONE DELLE TASSE DI EFFETTO EQUIVALENTE NON LE IMPEDISCE DI FISSARNE AUTONOMAMENTE LE MODALITA .

4 . IL FATTO CHE UN' ISTITUZIONE COMUNITARIA ABBIA CONTRAVVENUTO AI SUOI DOVERI NEI CONFRONTI DI ALTRI STATI MEMBRI NON DISPENSA UNO STATO MEMBRO DAGLI OBBLIGHI IMPOSTIGLI DA PROVVEDIMENTI ADOTTATI IN APPLICAZIONE DEL TRATTATO .

VEDI LA MASSIMA N . 1 DELLA SENTENZA 90 E 91-63, RACCOLTA, VOL . X, PAG . 1203 .

IL TRATTATO NON SI E LIMITATO AD IMPORRE DEGLI OBBLIGHI RECIPROCI AI SINGOLI SOGGETTI, BENSI' HA DATO VITA AD UN NUOVO ORDINAMENTO GIURIDICO IL QUALE DETERMINA I POTERI, I DIRITTI E GLI OBBLIGHI DEI SOGGETTI STESSI COME PURE LE PROCEDURE PER FAR CONSTATARE E REPRIMERE LE EVENTUALI VIOLAZIONI .

PERTANTO, PURE IN CASO D' INADEMPIENZA AGLI OBBLIGHI INCOMBENTI AD UNA ISTITUZIONE DELLA COMUNITA, IL SISTEMA DEL TRATTATO IMPLICA CHE, ALL' INFUORI DEI CASI ESPRESSAMENTE PREVISTI, AGLI STATI MEMBRI E VIETATO DI RENDERSI A LORO VOLTA INADEMPIENTI E DI FARSI GIUSTIZIA DA SE .

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Parti


NELLE CAUSE RIUNITE 52-65 E 55-65 PROMOSSE DALLA

REPUBBLICA FEDERALE DI GERMANIA,

RAPPRESENTATA DAL DOTT . ULRICH EVERLING, MINISTERIALRAT PRESSO IL MINISTERO FEDERALE DEGLI AFFARI ECONOMICI DI BONN, IN QUALITA DI AGENTE,

E CON DOMICILIO ELETTO A LUSSEMBURGO PRESSO LA SEGRETERIA DELL' AMBASCIATA DELLA REPUBBLICA FEDERALE DI GERMANIA, BOULEVARD ROYAL 3, RICORRENTE,

CONTRO

LA COMMISSIONE DELLA COMUNITA' ECONOMICA EUROPEA,

RAPPRESENTATA DAL DOTT . HUBERT EHRING, CONSULENTE GIURIDICO DEGLI ESECUTIVI EUROPEI, IN QUALITA DI AGENTE,

E CON DOMICILIO ELETTO A LUSSEMBURGO PRESSO IL DOTT . HENRI MANZANARES, SEGRETARIO DEL SERVIZIO GIURIDICO, PLACE DE METZ 2, CONVENUTA,

Oggetto della causa


AVENTI AD OGGETTO :

A ) LA CAUSA 52-65 :

L' ANNULLAMENTO DELLA DIRETTIVA DELLA COMMISSIONE IN DATA 16 GIUGNO 1965, RELATIVA ALLA DETERMINAZIONE DEL RITMO DI ABOLIZIONE DELLA TASSA APPLICATA DALLA REPUBBLICA FEDERALE DI GERMANIA ALL' IMPORTAZIONE DI OVINI DA MACELLO E DI CARNE OVINA PROVENIENTI DAGLI ALTRI STATI MEMBRI;

B ) LA CAUSA 55-65 :

L' ANNULLAMENTO DELLA DIRETTIVA DELLA COMMISSIONE IN DATA 28 LUGLIO 1965, CHE FISSA IL RITMO DI SOPPRESSIONE DELL' IMPOSTA APPLICATA DALLA REPUBBLICA FEDERALE DI GERMANIA ALL' IMPORTAZIONE DI TUTTI I PRODOTTI AGRICOLI ED ALIMENTARI SOGGETTI A LICENZE D' IMPORTAZIONE E PROVENIENTI DAGLI ALTRI STATI MEMBRI;

Motivazione della sentenza


LE DUE CAUSE 52-65 E 55-65 SONO CONNESSE E VANNO QUINDI DECISE CON UNA SOLA SENTENZA .

SULLA RICEVIBILITA

LA RICEVIBILITA DEI RICORSI NON E STATA CONTESTATA DALLA CONVENUTA E NON DA LUOGO A RILIEVI D' UFFICIO .

I RICORSI SONO PERCIO' RICEVIBILI .

NEL MERITO

CIRCA LA PORTATA DEL RICORSO 55-65, AVVERSO LA DIRETTIVA DELLA COMMISSIONE IN DATA 28 LUGLIO 1965, LA RICORRENTE NON CONTESTA CHE LE TASSE RISCOSSE DALL' AUSSENHANDELSSTELLE FUER ERZEUGNISSE DER ERNAEHRUNG UND LANDWIRTSCHAFT ( TRASFORMATO CON LEGGE 24 AGOSTO 1965 IN BUNDESAMT FUER ERNAEHRUNG UND FORSTWIRTSCHAFT ) AL MOMENTO DELL' IMPORTAZIONE DI DETERMINATI PRODOTTI " LIBERALIZZATI " SONO TASSE DI EFFETTO EQUIVALENTE AI DAZI DOGANALI .

E' OPPORTUNO DARGLIENE ATTO .

IL PRIMO MEZZO DEL RICORSO 55-65 E DIRETTO CONTRO LA DIRETTIVA IMPUGNATA SOLO NELLA MISURA IN CUI ESSA RIGUARDA LE TASSE RISCOSSE ALL' IMPORTAZIONE DI UN DETERMINATO NUMERO DI PRODOTTI NON LIBERALIZZATI PROVENIENTI DAGLI ALTRI STATI MEMBRI, VALE A DIRE DETERMINATI FORAGGI, GLI OVINI E LA CARNE OVINA, I PESCI, I GRASSI E GLI OLI VEGETALI, LO ZUCCHERO, LE SEMENTI, I FIORI RECISI, IL VINO E DIVERSI TIPI DI FRUTTA E VERDURA FRESCA E CONSERVATA .

SUL PRIMO MOTIVO

LA RICORRENTE ASSUME CHE I DIRITTI RISCOSSI DALL' EINFUHR - UND VORRATSSTELLE FUER SCHLACHTVIEH, FLEISCH UND FLEISCHERZEUGNISSE ALL' IMPORTAZIONE DI OVINI DA MACELLO E CARNE OVINA, NONCHE DAL BUNDESAMT FUER ERNAEHRUNG UND FORSTWIRTSCHAFT ALL' IMPORTAZIONE DEI PRODOTTI NON LIBERALIZZATI DI CUI SOPRA, NON SONO TASSE DI EFFETTO EQUIVALENTE AI DAZI DOGANALI . SI TRATTEREBBE DI TASSE AMMINISTRATIVE, COSTITUENTI LA CONTROPARTITA DI UN' ATTIVITA SVOLTA DALL' AMMINISTRAZIONE NELL' INTERESSE ED A RICHIESTA DI UN SINGOLO, E COME TALI NON AVENTI GLI EFFETTI PROTEZIONISTICI E DISCRIMINATORI OPPURE GLI EFFETTI FISCALI DI UN DAZIO DOGANALE . LA COMMISSIONE NON SAREBBE QUINDI STATA COMPETENTE A DISPORNE LA SOPPRESSIONE NE A FISSARE, MEDIANTE DIRETTIVE, IL RITMO DI ESSA .

LA CORTE RILEVA CHE L' ARTICOLO 13, N . 2, DEL TRATTATO CEE PRESCRIVE CHE LE TASSE DI EFFETTO EQUIVALENTE AI DAZI DOGANALI IN VIGORE TRA GLI STATI MEMBRI SIANO DA QUESTI GRADUALMENTE SOPPRESSE DURANTE IL PERIODO TRANSITORIO E CHE LA COMMISSIONE DETERMINI MEDIANTE DIRETTIVE IL RITMO DI ABOLIZIONE, ISPIRANDOSI ALLE NORME PREVISTE DALL' ARTICOLO 14, NN . 2 E 3, NONCHE ALLE DIRETTIVE STABILITE DAL CONSIGLIO IN APPLICAZIONE DI DETTO NUMERO 2 .

L' OBBLIGO, IMPOSTO AGLI STATI MEMBRI DALL' ARTICOLO 13, N . 2, DI SOPPRIMERE GRADUALMENTE LE TASSE DI EFFETTO EQUIVALENTE AI DAZI DOGANALI RAPPRESENTA IL LOGICO E NECESSARIO COMPLEMENTO DELL' OBBLIGO IMPOSTO DAL N . 1 DELLO STESSO ARTICOLO, CIOE QUELLO DI SOPPRIMERE GRADUALMENTE GLI STESSI DAZI DOGANALI ALL' IMPORTAZIONE . L' EQUIVALENZA TRA I DAZI DOGANALI E DETERMINATE TASSE NON PUO' ESSERE DETERMINATA IN BASE ALLE DISTINZIONI ED AI CRITERI, SOVENTE CONTINGENTI E TALVOLTA CONTRADDITTORI, TRATTI DAL DIRITTO E DALLA DOTTRINA DEI SINGOLI STATI MEMBRI IN MATERIA FISCALE, MA DEVE ESSERE CONSIDERATA ALLA LUCE DEGLI SCOPI DEL TRATTATO . SI DEVE, PIU PRECISAMENTE, APPURARE SE LE TASSE DI CUI TRATTASI ABBIANO UN EFFETTO EQUIVALENTE A QUELLO DEI DAZI DOGANALI E PRESENTINO QUINDI LE CARATTERISTICHE CHE HANNO INDOTTO GLI AUTORI DEL TRATTATO AD ADOTTARE, COME UNO DEI PRINCIPI FONDAMENTALI DEL MERCATO COMUNE, IL DIVIETO DEI DAZI DOGANALI .

L' ARTICOLO 13 NEL SUO COMPLESSO HA LO SCOPO DI VIETARE TUTTE LE MISURE, ADOTTATE UNILATERALMENTE DA UNO STATO MEMBRO E NON ATTRAVERSO UNA PROCEDURA COMUNITARIA, CHE SOTTO QUALUNQUE NOME E IN QUALUNQUE FORMA PRODUCANO SULLE IMPORTAZIONI GLI STESSI EFFETTI DISCRIMINATORI O PROTEZIONISTICI PROPRI DEI DAZI DOGANALI . ESSENDO UNA DISPOSIZIONE FONDAMENTALE PER L' INSTAURAZIONE DELLA LIBERA CIRCOLAZIONE DELLE MERCI, L' ARTICOLO 13 PONE UNA NORMA ESSENZIALE E DI CONSEGUENZA QUALSIASI EVENTUALE DEROGA, DA INTERPRETARSI IN MODO RESTRITTIVO, DEVE ESSERE CHIARAMENTE PREVISTA .

NELLA FATTISPECIE, LE TASSE CONTROVERSE SONO DEI DIRITTI RISCOSSI DALLA REPUBBLICA FEDERALE IN RELAZIONE ED IN OCCASIONE DELLE IMPORTAZIONI E COLPISCONO SPECIFICAMENTE DETERMINATI PRODOTTI PROVENIENTI DAGLI ALTRI STATI MEMBRI . ESSE POSSONO QUINDI FAR AUMENTARE, ENTRO DETERMINATI LIMITI, IL PREZZO DEI PRODOTTI IMPORTATI SUI QUALI VENGONO RISCOSSE .

LA RICORRENTE SOSTIENE CIONONDIMENO CH' ESSE NON HANNO LA STESSA INCIDENZA DEI DAZI DOGANALI IN QUANTO, COSTITUENDO LA CONTROPARTITA DI UNA PRESTAZIONE PARTICOLARE DELL' AMMINISTRAZIONE A FAVORE ED A RICHIESTA DEGLI IMPORTATORI, NON POSSONO AVERE ALCUN EFFETTO DISCRIMINATORIO SULLE MERCI IMPORTATE .

LA CORTE OSSERVA CHE DETTA PRESTAZIONE CONSISTE NEI VARI ESAMI ED OPERAZIONI RESI NECESSARI DALLE RESTRIZIONI ALL' IMPORTAZIONE DI DETERMINATE MERCI, DISPOSTE SOVRANAMENTE DALLA REPUBBLICA FEDERALE . IL VANTAGGIO DERIVANTE ALL' IMPORTATORE DALL' ATTIVITA AMMINISTRATIVA PER LA QUALE EGLI DEVE CORRISPONDERE IL TRIBUTO CONSISTE NELL' AUTORIZZAZIONE AD IMMETTERE LE MERCI SUL MERCATO TEDESCO . I PRODOTTI IMPORTATI, DAL CANTO LORO, NON FRUISCONO DI ALCUN VANTAGGIO DIRETTO O INDIRETTO SUL MERCATO TEDESCO . QUINDI LE TASSE DI CUI E CAUSA HANNO, SULLE MERCI IMPORTATE, UN EFFETTO DISCRIMINATORIO, ANCHE SE LIEVE, EQUIVALENTE A QUELLO DI UN DAZIO DOGANALE .

LA COMMISSIONE AVEVA QUINDI IL POTERE DI ORDINARNE LA SOPPRESSIONE IN VIRTU DELL' ARTICOLO 13, 2 ) COMMA, E DI DETERMINARE MEDIANTE DIRETTIVE IL RITMO CON CUI ESSA DOVEVA AVVENIRE .

IL PRIMO MOTIVO E QUINDI INFONDATO .

SUL SECONDO MOTIVO

PER IL CASO CHE LA CORTE AMMETTESSE CHE I TRIBUTI DI CUI TRATTASI SONO TASSE DI EFFETTO EQUIVALENTE AI DAZI DOGANALI, LA RICORRENTE ASSUME IN SUBORDINE CHE LE DIRETTIVE IMPUGNATE VIOLANO IL TRATTATO E SONO VIZIATE DA SVIAMENTO DI POTERE .

NELL' EMANARE LE DIRETTIVE INDIRIZZATE ALLA REPUBBLICA FEDERALE DI GERMANIA, LA COMMISSIONE AVREBBE ABUSATO DEI SUOI POTERI E VIOLATO L' ARTICOLO 14 DEL TRATTATO NONCHE IL PRINCIPIO FONDAMENTALE DELL' UGUAGLIANZA, ESSENZIALE PER LA COSTITUZIONE DI UN' UNIONE DOGANALE .

L' ARTICOLO 14, CHE CONTEMPLA I PRINCIPI CUI LA COMMISSIONE DEVE INFORMARSI NEL DETERMINARE IL RITMO DI SOPPRESSIONE DELLE TASSE DI EFFETTO EQUIVALENTE, LE IMPORREBBE L' OBBLIGO DI PROCEDERE DI PARI PASSO CON LA RIDUZIONE DEI DAZI DOGANALI STESSI E DI RISERVARE LO STESSO TRATTAMENTO ALLE SITUAZIONI COMPARABILI ESISTENTI IN TUTTI GLI STATI MEMBRI .

VIOLANDO DETTO ARTICOLO E IL PRINCIPIO DELL' UGUAGLIANZA, LA COMMISSIONE SI SAREBBE VALSA DEI SUOI POTERI, SENZA ALCUN METODO ED IN MODO INCOERENTE, IN QUALCHE CASO ISOLATO RILEVATO ARBITRARIAMENTE IN DETERMINATI STATI MEMBRI ED AVREBBE OMESSO D' INTERVENIRE IN CASI ANALOGHI IN ALTRI STATI MEMBRI .

LA CORTE OSSERVA CHE L' ARTICOLO 13, N . 2, CONFERISCE ALLA COMMISSIONE IL POTERE DI DETERMINARE IL RITMO DI SOPPRESSIONE DELLE TASSE DI EFFETTO EQUIVALENTE AI DAZI DOGANALI; NEL FAR CIO' QUESTA " SI ISPIRA " ALLE NORME PREVISTE DALL' ARTICOLO 14, NN . 2 E 3 . IL RITMO VIENE DETERMINATO MEDIANTE DIRETTIVE CHE, PUR VINCOLANDO LO STATO INTERESSATO QUANTO AL RISULTATO, LASCIANO LIBERE LE AUTORITA NAZIONALI DI STABILIRE LA FORMA ED I MEZZI . A NORMA DELL' ARTICOLO 13, N . 1, I DAZI DOGANALI ALL' IMPORTAZIONE VENGONO SOPPRESSI GRADUALMENTE DAGLI STATI MEMBRI " SECONDO LE MODALITA PREVISTE DAGLI ARTICOLI 14 E 15 ".

LE NORME CONTENUTE NELL' ARTICOLO 14, NN . 2 E 3, SONO QUINDI MENO RIGIDE, PER QUANTO RIGUARDA IL RITMO DI SOPPRESSIONE DELLE TASSE DI EFFETTO EQUIVALENTE, CHE PER QUANTO RIGUARDA LA SOPPRESSIONE DEI DAZI DOGANALI STESSI . LA COMMISSIONE, NELL' ABOLIRE LE TASSE DI EFFETTO EQUIVALENTE E I DAZI DOGANALI, DEVE OSSERVARE UNA CERTA CONCORDANZA; TUTTAVIA NELLA FATTISPECIE LA PROCEDURA DA ESSA SEGUITA NON COSTITUISCE VIOLAZIONE DEL TRATTATO . D' ALTRA PARTE, IL DOVERE DELLA COMMISSIONE DI RISPETTARE UN DETERMINATO RITMO NELLA SOPPRESSIONE DELLE TASSE DI EFFETTO EQUIVALENTE NON LE IMPEDISCE DI FISSARNE AUTONOMAMENTE LE MODALITA .

QUANTO ALL' ASSERITO SVIAMENTO DI POTERE, LA RICORRENTE NON HA PROVATO CHE LA COMMISSIONE SI SIA VALSA DEI SUOI POTERI PER UN FINE DIVERSO DA QUELLO IN VISTA DEL QUALE LE SONO STATI ATTRIBUITI .

IL TRATTATO CEE IMPONE OBBLIGHI AI VARI SOGGETTI CUI ESSO SI APPLICA, DETERMINA LA SFERA DELLE LORO COMPETENZE, DEI LORO DIRITTI E DEI LORO DOVERI E DETERMINA LE PROCEDURE DA SEGUIRSI PER FAR SANZIONARE LE EVENTUALI VIOLAZIONI . ANCHE QUALORA LA COMMISSIONE CONTRAVVENGA AI SUOI DOVERI NEI CONFRONTI DEGLI ALTRI STATI MEMBRI, CIO' NON DISPENSA UNO STATO MEMBRO DAGLI OBBLIGHI IMPOSTIGLI DA PROVVEDIMENTI ADOTTATI IN APPLICAZIONE DEL TRATTATO . QUALORA LA COMMISSIONE VIOLI IL TRATTATO VENENDO MENO AL SUO DOVERE DI DETERMINARE MEDIANTE DIRETTIVE GLI OBBLIGHI DI ALCUNI STATI MEMBRI, GLI ALTRI STATI MEMBRI POSSONO DIFFIDARLA AD AGIRE E, SE NECESSARIO, ADIRE LA CORTE ONDE FAR CONSTATARE LA VIOLAZIONE .

I MEZZI DEDOTTI DALLA REPUBBLICA FEDERALE DI GERMANIA NEI CONFRONTI DELLE DIRETTIVE IMPUGNATE NON SONO QUINDI TALI DA GIUSTIFICARNE L' ANNULLAMENTO .

IL SECONDO MOTIVO VA PERTANTO DISATTESO .

Decisione relativa alle spese


A NORMA DELL' ARTICOLO 69, PARAGRAFO 2, DEL REGOLAMENTO DI PROCEDURA, IL SOCCOMBENTE E CONDANNATO ALLE SPESE . LA RICORRENTE E RIMASTA SOCCOMBENTE E LE SPESE VANNO POSTE A SUO CARICO .

Dispositivo


LA CORTE,

RESPINTA OGNI ALTRA CONCLUSIONE PIU AMPIA O CONTRARIA, DICHIARA E STATUISCE :

1 . I RICORSI 52-65 E 55-65 SONO RESPINTI .

2 . LE SPESE SONO POSTE A CARICO DELLA REPUBBLICA FEDERALE DI GERMANIA .

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