Prefazione Guida pratica comune del Parlamento europeo, del Consiglio e della Commissione, destinata a coloro che partecipano alla redazione di testi legislativi delle istituzioni comunitarie
Indice
Principi generali

1. Formulazione chiara, semplice, precisa

2. Redigere tenendo conto del tipo di atto

3. Redigere tenendo conto dei destinatari

4. Formulazione concisa, contenuto omogeneo

5. Plurilinguismo

6. Coerenza terminologica

Le parti dell’atto
Rinvii interni ed esterni
Atti modificativi
Disposizioni finali
Allegato - Modelli
Elenco dei documenti citati
Indice alfabetico

1. Gli atti della legislazione comunitaria sono formulati in modo chiaro, semplice e preciso.

1.1 La redazione degli atti legislativi deve essere:

  • chiara, facilmente comprensibile, priva di equivoci;
  • semplice, concisa, esente da elementi superflui;
  • precisa, priva di indeterminatezze.

1.2 Tale regola ispirata al buon senso è espressione di principi generali del diritto come i seguenti:

  • l’uguaglianza dei cittadini davanti alla legge, nel senso che la legge deve essere accessibile e comprensibile a tutti,
  • la certezza del diritto, in quanto l’applicazione della legge deve essere prevedibile.

1.2.1. Essa assume particolare importanza per gli atti legislativi comunitari, destinati ad inserirsi in un sistema non solo complesso ma anche multiculturale e multilingue (v. orientamento 5).

1.2.2. L’applicazione di tale regola persegue un duplice scopo: da un lato, rendere più comprensibile la legislazione comunitaria; dall’altro, prevenire le controversie derivanti dalla scarsa qualità redazionale dei testi.

1.3 Le disposizioni oscure sono destinate ad essere interpretate in modo restrittivo dal giudice comunitario. Si otterrà in tal caso l’effetto contrario a quello che si era perseguito introducendo nel testo una certa vaghezza al fine di risolvere i problemi sorti durante le trattative per l’adozione della disposizione (v. sentenza della Corte di giustizia, del 28 ottobre 1999, nella causa C-6/98).

1.4 Le esigenze della semplicità e della precisione possono essere confliggenti. Spesso la semplificazione va a scapito della precisione e viceversa. Nella pratica si tratta di trovare un punto d’equilibrio in modo da garantire la massima precisione della norma senza tuttavia comprometterne la comprensibilità. Tale punto di equilibrio può variare a seconda dei destinatari della norma (v. orientamento 3).

1.4.1. L’estensore deve mirare a ricondurre la volontà del legislatore a concetti semplici onde poterla poi esprimere in modo semplice. Esso userà per quanto possibile i termini del linguaggio corrente. All’occorrenza privilegerà la chiarezza dell’enunciato rispetto alla bellezza dello stile. Eviterà ad esempio l’uso di sinonimi o di costrutti diversi per esprimere una stessa idea.

1.4.2. La correttezza grammaticale e l’osservanza delle regole di punteggiatura facilitano la comprensione del testo sia nella lingua in cui il testo è redatto sia nelle altre versioni (v. orientamento 5).

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