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[pic] | COMMISSIONE DELLE COMUNITÀ EUROPEE |
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[pic] | KOMMISSION DER EUROPÄISCHEN GEMEINSCHAFTEN |
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Bruxelles, 17.10.2007
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Brüssel, den 17.10.2007
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COM(2007) 604 definitivo
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KOM(2007) 604 endgültig
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COMUNICAZIONE DELLA COMMISSIONE AL PARLAMENTO EUROPEO, AL CONSIGLIO, AL COMITATO ECONOMICO E SOCIALE EUROPEO E AL COMITATO DELLE REGIONI
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MITTEILUNG DER KOMMISSION AN DAS EUROPÄISCHE PARLAMENT, DEN RAT, DEN EUROPÄISCHEN WIRTSCHAFTS- UND SOZIALAUSSCHUSS UND DEN AUSSCHUSS DER REGIONEN
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relativa alle pratiche di pesca distruttive in alto mare e alla protezione degli ecosistemi vulnerabili delle profondità marine
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über destruktive Praktiken der Hochseefischerei und den Schutz empfindlicher Tiefseeökosysteme
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{SEC(2007) 1314}
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{SEK(2007) 1314} {SEK(2007) 1315} {SEK(2007) 1317}
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COMUNICAZIONE DELLA COMMISSIONE AL PARLAMENTO EUROPEO, AL CONSIGLIO, AL COMITATO ECONOMICO E SOCIALE EUROPEO E AL COMITATO DELLE REGIONI
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MITTEILUNG DER KOMMISSION AN DAS EUROPÄISCHE PARLAMENT, DEN RAT, DEN EUROPÄISCHEN WIRTSCHAFTS- UND SOZIALAUSSCHUSS UND DEN AUSSCHUSS DER REGIONEN
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relativa alle pratiche di pesca distruttive in alto mare e alla protezione degli ecosistemi vulnerabili delle profondità marine
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über destruktive Praktiken der Hochseefischerei und den Schutz empfindlicher Tiefseeökosysteme
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1. INTRODUZIONE
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1. EINLEITUNG
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1.1. Campo di applicazione e contesto generale
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1.1. Geltungsbereich und allgemeiner Hintergrund
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La distruzione di habitat vulnerabili delle profondità marine ad opera dell’attività umana è una delle catastrofi ambientali invisibili del nostro tempo. Benché non si sappia molto di questi ecosistemi, molti dei quali devono essere ancora localizzati e identificati, risultano sempre più evidenti i danni che essi possono subire, soprattutto a causa di alcune pratiche di pesca.
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Die Zerstörung empfindlicher mariner Lebensräume in Tiefseegebieten durch den Menschen gilt als eine der „heimlichen“ Umweltkatastrophen unserer Zeit. Obgleich diese Ökosysteme nicht gut verstanden werden (viele müssen noch lokalisiert und identifiziert werden), sind die Schäden, die vor allem durch bestimmte Fischereipraktiken verursacht werden, immer besser dokumentiert.
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Dalle conoscenze scientifiche attuali emerge inoltre che la biodiversità delle profondità marine non è uniformemente distribuita, ma si concentra all’interno di alcune strutture ben distinte dei fondali marini, quali montagne sottomarine, scogliere coralline e camini idrotermali, o intorno ad esse. Si tratta di veri e propri punti caldi di biodiversità circondati da ampie distese di fondali relativamente deserti. Proprio per questa ragione, tali ecosistemi tendono ad attirare numerosi predatori, tra cui pesci, il che li rende estremamente interessanti sia per le imprese di pesca commerciale che per altri soggetti (bioprospettori o turisti che praticano l’esplorazione subacquea). Benché producano innegabili vantaggi, attività di questo tipo possono nel contempo cagionare danni incalcolabili dal punto di vista sia biologico che economico. È ormai noto che la progressiva distruzione di habitat vulnerabili delle profondità marine rischia fortemente di compromettere il conseguimento dell’obiettivo di “ridurre significativamente il tasso di perdita di biodiversità entro il 2010”, concordato a livello mondiale in occasione del Vertice di Johannesburg sullo sviluppo sostenibile.
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Die wissenschaftlichen Informationen deuten ebenfalls daraufhin, dass die biologische Vielfalt in der Tiefsee nicht gleichmäßig verteilt ist, sondern sich vielmehr in und um einzelne Elemente des Meeresbodens wie Seeberge (Seamounts), Korallenriffe und hydrothermale Quellen konzentriert. Diese Elemente sind echte Hotspots für biologische Vielfalt inmitten großer Flächen von relativ ödem Meeresgrund. Aus genau diesem Grunde ziehen diese Ökosysteme Räuber, einschließlich Fische, in großen Zahlen an, und sind daher zwangsläufig bei Handelsfischern, aber auch bei anderen interessierten Personen (wie Bioprospektoren oder Hobbytauchern) äußerst beliebt. Der Nutzen dieser Tätigkeiten lässt sich natürlich nicht leugnen, doch geht die damit einhergehende Schädigung des Naturreiches nicht nur aus biologischer, sondern auch aus wirtschaftlicher Sicht ins Unermessliche. Inzwischen wird anerkannt, dass dieser fortlaufende Prozess der Zerstörung empfindlicher mariner Tiefseelebensräume das Erreichen des globalen Ziels, „die Rate des Verlustes an Biodiversität bis 2010 spürbar zu reduzieren“, das auf dem Johannesburger Gipfel über nachhaltige Entwicklung vereinbart wurde, ernsthaft in Frage stellt.
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L’8 dicembre 2006 l’Assemblea generale delle Nazioni Unite ha adottato la risoluzione 61/105 sulla pesca sostenibile, rivolgendo un pressante appello agli Stati e alle organizzazioni competenti per le profondità marine affinché l’esercizio della pesca nelle zone che ospitano ecosistemi marini vulnerabili sia soggetto a una disciplina volta a proteggere tali ecosistemi. La Commissione europea ha offerto un contributo determinante per l’adozione della risoluzione e, subito dopo la sua approvazione, ha annunciato l’intenzione di proporre quanto prima una strategia d’azione concreta.
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Am 8. Dezember 2006 hat die Generalversammlung der Vereinten Nationen die Resolution 61/105 über nachhaltige Fischerei angenommen. Darin fordert die UN Staaten und Organisationen mit Regelungszuständigkeit für die Tiefsee nachdrücklich auf, Fischereitätigkeiten über empfindlicher marinen Ökosystemen so zu regeln, dass letztere vor Beschädigung geschützt sind. Die Europäische Kommission hat bei der Erarbeitung dieser Resolution eine führende Rolle gespielt und unmittelbar nach ihrer Annahme angekündigt, dass sie so schnell wie möglich eine Strategie vorschlagen werde, um dieser Aufforderung nachzukommen.
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1.2. Meccanismi di gestione esistenti
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1.2. Derzeitige Entscheidungsfindungsmechanismen
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Nelle zone costiere compete agli Stati costieri adottare misure volte a preservare gli ecosistemi vulnerabili dall’impatto esercitato dalla pesca di fondo. Molti di essi, tra cui l’Unione europea e i suoi Stati membri, hanno già promosso iniziative in questo senso. Nelle acque internazionali la protezione dell’ambiente marino è generalmente di competenza di convenzioni marittime regionali, laddove esistono, mentre spetta alle organizzazioni regionali di gestione della pesca (ORGP) adottare misure per la conservazione e la gestione delle risorse biologiche marine e disciplinare gli impatti della pesca sugli ecosistemi vulnerabili. Nonostante taluni abbiano criticato gli interventi di tali organizzazioni e ne abbiano contestato l’efficacia, le ORGP presentano un inestimabile vantaggio rispetto ad altri sistemi di regolamentazione, in quanto il diritto del mare conferisce loro l’autorità necessaria per adottare misure concrete e vincolanti associate a un sistema di controllo e di applicazione. L’Unione europea sostiene quindi con decisione, benché non in modo incondizionato, le organizzazioni regionali di gestione della pesca e si adopera affinché esse possano disporre delle necessarie prerogative. Di fatto, la maggior parte delle misure destinate a regioni specifiche e volte a proteggere gli ecosistemi dei fondali marini, adottate da ORGP su scala mondiale, erano basate su proposte presentate dall’UE.
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In Küstengebieten sind die Küstenstaaten dafür zuständig, fragile Ökosysteme vor den Auswirkungen der Grundfischerei zu schützen. Viele Küstenstaaten sind bereits in diesem Sinne tätig geworden, so auch die Europäische Union und ihre Mitgliedstaaten. In internationalen Gewässern wird die Meeresumwelt in der Regel im Rahmen regionaler Meeresschutzübereinkommen geschützt, soweit sie existieren, während regionale Fischereiorganisationen Maßnahmen zur Erhaltung und Bewirtschaftung lebender Meeresressourcen erlassen und die Auswirkungen von Fangtätigkeiten über empfindlichen Ökosystemen regeln. Obgleich ihre Vorgehensweise von einigen Kreisen kritisiert und in Frage gestellt wurde, genießen regionale Fischereiorganisationen gegenüber konkurrierenden Regelungen einen eindeutigen Vorteil: Sie verfügen über die erforderliche seerechtliche Autorität, konkrete und rechtsverbindliche Maßnahmen zu treffen und sie durch ein Überwachungs- und Durchsetzungssystem zu untermauern. Die Europäische Union ist daher ein starker, wenn auch nicht ganz unkritischer Befürworter dieser Organisationen und ihrer Befugnisse. So ergingen die meisten der gebietsspezifischen Maßnahmen zum Schutz von Tiefseeökosystemen, die von regionalen Fischereiorganisationen weltweit erlassen wurden, auf der Grundlage von Vorschlägen der EU.
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Tuttavia il fatto che esistano ancora zone d’alto mare non soggette a regolamentazione costituisce una grave lacuna del sistema internazionale di governance marittima. Ciò rappresenta un esplicito invito a mantenere ed eventualmente a intensificare il ricorso a pratiche di pesca distruttive, tanto più che lo sforzo di pesca rischia di spostarsi dalle zone di divieto alle zone non regolamentate. La risoluzione 61/105 delle Nazioni Unite invita espressamente i singoli Stati ad accelerare la creazione di ORGP in tali regioni e a porre in essere misure transitorie volte a proteggere gli ecosistemi vulnerabili dall’impatto delle loro navi. L’UE intende svolgere un ruolo trainante in questo contesto, da un lato favorendo la creazione di ORGP in tutte le zone non ancora regolamentate in cui opera la propria flotta (principalmente l’Atlantico sudoccidentale) e dall’altro adottando quanto prima restrizioni spaziali provvisorie volte a proteggere la biodiversità marina in tali zone, in attesa che siano istituti opportuni organismi di regolamentazione. La carta geografica riportata in appendice rappresenta le regioni oceaniche che rientrano nell’ambito di competenza delle varie ORGP.
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Dass es nach wie vor Hochseegebiete gibt, die noch keiner Regelungsbehörde unterliegen, ist jedoch eine bedeutende Schwachstelle im internationalen System der meerespolitischen Entscheidungsfindung und entspricht einer offenen Einladung zur Beibehaltung und möglicherweise Intensivierung destruktiver Fischereipraktiken, vor allem angesichts des Risikos der geografischen Verlagerung dieser Tätigkeiten, wenn sie für ein bestimmtes Gebiet wirksam verboten wurden. In ihrer Resolution 61/105 fordert die UN einzelne Staaten ausdrücklich auf, die Schaffung regionaler Fischereiorganisationen für diese Gebiete voranzutreiben und vorläufige Maßnahmen zu erlassen, um empfindliche Ökosysteme vor Beschädigung durch ihre eigenen Fangflotten zu schützen. Die EU will in diesem Zusammenhang Vorreiter sein und sowohl die Schaffung von regionalen Fischereiorganisationen in allen bisher unregulierten Gebieten, in denen Fischereifahrzeuge der EU operieren (vor allem im Südwestatlantik), vorantreiben als auch unverzüglich vorläufige räumliche Beschränkungen vornehmen, um die marine Biodiversität in diesen Gebieten zu schützen, bis die entsprechenden Regelungsbehörden operativ sind. Eine Übersichtskarte im Anhang zeigt, welche Bereiche der Weltozeane bereits in die Regelungszuständigkeit einer regionalen Fischereiorganisation fallen.
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1.3. Obiettivi e sfide
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1.3. Ziele und Herausforderungen
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La presente comunicazione passa in rassegna e analizza i principi emersi dal recente dibattito internazionale sulle pratiche distruttive della pesca in acque profonde. Essa descrive inoltre le lacune della situazione attuale e propone un programma d’azione ambizioso per la realizzazione degli impegni internazionali della Comunità, in una prospettiva che tiene conto degli aspetti multilaterali, regionali e delle zone d’alto mare.
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In dieser Mitteilung werden die Grundsätze, die bei der internationalen Debatte über destruktive Praktiken der Hochseefischerei kürzlich herauskristallisiert wurden, überprüft und analysiert. Darüber hinaus werden die Mängel des gegenwärtigen Systems und ehrgeizige Abhilfemaßnahmen beschrieben, die den multilateralen, regionalen und Hochseeaspekten Rechnung tragen und somit auch den internationalen Verpflichtungen der Gemeinschaft gerecht werden.
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2. PRATICHE DISTRUTTIVE NELLA PESCA D’ALTURA: UNA MINACCIA PER GLI ECOSISTEMI DI PROFONDITÀ
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2. DESTRUKTIVE FANGTÄTIGKEITEN AUF HOHER SEE: GEFÄHRDUNG VON TIEFSEEÖKOSYSTEMEN
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In occasione del Vertice mondiale di Johannesburg del 2002, la comunità internazionale ha incluso “l’eliminazione delle pratiche di pesca distruttive” tra i requisiti fondamentali di qualsiasi strategia rigorosa di sviluppo sostenibile.
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Auf dem Johannesburger Weltgipfel von 2002 hat die internationale Staatengemeinschaft die Frage der „ Eliminierung destruktiver Fischereipraktiken “ in die Liste der wichtigsten Punkte für eine seriöse Strategie für nachhaltige Entwicklung aufgenommen.
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L’impegno assunto a Johannesburg colloca il problema delle pratiche di pesca distruttive in un contesto globale e lo trasforma in una sfida condivisa da tutte le nazioni del mondo. La gestione della pesca deve essere pienamente integrata in una prospettiva più ampia di sostenibilità degli oceani del pianeta. La Commissione ha formalmente adottato tale approccio olistico con le sue recenti proposte per una politica marittima integrata[1].
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Das Johannesburger Engagement stellt das Problem destruktiver Fischereipraktiken in einen globalen Kontext und macht es somit zu einer gemeinsamen Herausforderung für alle Nationen dieser Welt. Der Fischereisektor sollte nicht länger separat geregelt werden, sondern muss vielmehr umfassend integriert werden, auch unter dem Gesichtspunkt der Nachhaltigkeit der Weltozeane. Die Kommission hat diesen ganzheitlichen Ansatz mit den Vorschlägen, die sie kürzlich für eine Integrierte Meerespolitik vorgelegt hat, offiziell angenommen[1].
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La dimensione globale della sfida che ci troviamo ad affrontare è particolarmente evidente nel caso delle zone d’alto mare. I principi fondamentali che definiscono le libertà e i doveri nelle acque d’altura, sanciti dalla Convenzione delle Nazioni Unite sul diritto del mare (UNCLOS), prevedono l’adozione di misure concordate a livello internazionale per la conservazione delle risorse biologiche marine nelle acque non soggette a giurisdizione nazionale.
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Die Globalität der Herausforderung, mit der wir konfrontiert sind, wird bei der Hohen See besonders deutlich. Die den Rechten und Pflichten auf Hoher See zugrundeliegenden Prinzipien, wie sie im Seerechtsübereinkommen der Vereinten Nationen (UNCLOS) festgeschrieben sind, erfordern international gültige Maßnahmen zur Erhaltung der lebenden Meeresressourcen in Gewässern, die nicht unter die Gerichtsbarkeit einzelner Staaten fallen.
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D’altro canto l’attenzione accordata alle zone d’altura consente nel contempo di tener conto degli straordinari ecosistemi presenti nelle profondità del mare, dal momento che lo spazio marittimo situato al di là della giurisdizione nazionale degli Stati costieri è principalmente costituito da acque profonde. Altre pratiche di pesca ritenute distruttive, come quelle che prevedono l’utilizzo di esplosivi o di cianuro, sono in linea di massima limitate alle zone costiere poco profonde e sono già state vietate dall’UE.
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Durch die besondere Berücksichtigung der Gebiete der Hohen See wird der Schwerpunkt auch auf die einzigartigen marinen Ökosysteme gelegt, die in diesen Meeresgewässern vorkommen, denn der größte Teil des maritimen Raumes außerhalb der Gerichtsbarkeit der Küstenstaaten besteht aus eben diesen Tiefseegewässern. Andere Fischereipraktiken, die als destruktiv angesehen werden, wie die Verwendung von Sprengstoffen oder Zyanid, sind grundsätzlich auf flache Küstengewässer begrenzt und in der EU bereits verboten.
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Molto resta ancora da scoprire sugli ecosistemi delle profondità marine: in questo settore sono in corso ricerche specifiche, in buona parte patrocinate dall’Unione europea[2]. Le conoscenze di cui disponiamo ci permettono comunque di affermare che alcuni ecosistemi marini profondi costituiscono veri e propri punti caldi di biodiversità. Sappiamo inoltre che si tratta di ecosistemi estremamente vulnerabili a causa del lento ritmo di crescita che caratterizza la vita nei grandi fondali marini. Tale fragilità è particolarmente evidente nel caso degli organismi che forniscono un sostegno strutturale all’habitat, quali i coralli d’acqua fredda, le spugne che formano strutture e le comunità di invertebrati che prosperano intorno ai camini idrotermali. Numerosi studi scientifici hanno dimostrato che la pesca praticata con attrezzi di fondo può produrre gravi danni all’integrità di tali ecosistemi. Tra le cause accertate e potenziali di degrado figurano le reti a strascico, le draghe, le reti da posta ancorate, i palangari fissi, le nasse e le trappole. Gli effetti prodotti da tali attrezzi possono essere aggravati dall’impatto esercitato da attività diverse dalla pesca, quali la prospezione di idrocarburi, la posa di cavi sottomarini o lo scarico di rifiuti. Nell’Atlantico nordorientale, nell’Atlantico occidentale, nel Mar di Tasmania e in altri mari è stato documentato un reale degrado delle scogliere coralline di acque profonde. Una volta distrutte, le scogliere coralline impiegano un tempo estremamente lungo per rigenerarsi, ammesso che vi riescano. Studi di questo tipo rappresentano una prova inequivocabile della gravità del problema e dell’urgente necessità di adottare efficaci misure di protezione.
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In Bezug auf Tiefseeökosysteme sind noch viele Fragen offen, und entsprechende Forschungsarbeiten laufen, in größerem Umfang auch unter der Schirmherrschaft der EU[2]. Wir wissen jedoch genug, um sagen zu können, dass bestimmte Tiefseeökosysteme echte Hotspots mariner Biodiversität sein können. Wir wissen auch, dass diese Ökosysteme aufgrund des langsamen Wachstums, die das Leben in großer Tiefe kennzeichnen, extrem empfindlich sind. Diese Fragilität ist besonders deutlich bei Organismen, die den Lebensraum strukturell unterstützen, wie Kaltwasserkorallen, strukturbildende Schwämme und Gemeinschaften von Wirbellosen, die im Umfeld hydrothermaler Quellen gedeihen. Die Befischung mit Grundfanggeräten kann die Unversehrtheit dieser Ökosysteme extrem beeinträchtigen, wie durch eine zunehmende Anzahl wissenschaftlicher Studien belegt ist. Festgestellte und potenzielle Schadensquellen umfassen unter anderem Grundschleppnetze, Dredgen, Stellnetze, Grundleinen, Reusen und Fallen, deren Auswirkungen in Kombination mit den Auswirkungen der nicht fischereilichen Tätigkeiten der Kohlenwasserstoffprospektion, dem Verlegen von Unterwasserkabeln oder der Abfallverkippung noch verschlimmert werden. Schäden an Tiefseekorallenriffen wurden für den Nordostatlantik, den Westatlantik, das Tasmanische Meer und andere Gebiete dokumentiert. Sind diese Riffe erst einmal zerstört, so brauchen sie extrem lange, um sich zu erholen, wenn dies überhaupt gelingt. Studien wie diese vermitteln ein allzu deutliches Bild über den Ernst des Problems und die Dringlichkeit durchgreifender Schutzmaßnahmen.
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3. LA RISPOSTA INTERNAZIONALE E IL RUOLO DELL’UE
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3. DIE REAKTION DER STAATENGEMEINSCHAFT UND DIE ROLLE DER EU
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Con la risoluzione 59/25 del 2004 l’Assemblea generale della Nazioni Unite aveva lanciato un appello esplicito affinché fossero adottate misure urgenti volte a eliminare le pratiche distruttive nella pesca d’altura e si era impegnata a procedere, nel 2006, all’esame dei provvedimenti adottati dagli Stati e dalle ORGP in risposta a tale appello. L’UE ha fornito un contributo significativo a tale esame, in particolare con il suo rapporto dell’aprile 2006[3] sulle misure da essa adottate in risposta all’invito delle Nazioni Unite, sia nel contesto della cooperazione internazionale che nelle acque europee.
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Die UN-Generalversammlung hat bereits im Jahr 2004 in ihrer Resolution 59/25 ausdrücklich dazu aufgefordert, Sofortmaßnahmen zur Eliminierung destruktiver Praktiken der Hochseefischerei zu ergreifen, und sich verpflichtet, im Jahr 2006 zu überprüfen, welche Maßnahmen die Staaten und regionalen Fischereiorganisationen getroffen haben, um dieser Aufforderung nachzukommen. Die EU hat einen wichtigen Beitrag zu dieser Überprüfung geleistet, auch durch ihren Bericht[3] von April 2006 über die Maßnahmen, die sie sowohl auf dem Gebiet der internationalen Zusammenarbeit als auch in europäischen Gewässern getroffen hat, um der Aufforderung der UN nachzukommen.
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Sulla scorta di tale esame, l’8 dicembre 2006 l’Assemblea generale ha adottato la risoluzione 61/105. I paragrafi 80-95 forniscono agli Stati e alle ORGP orientamenti sugli elementi fondamentali di cui è necessario tener conto quando si adottano misure destinate a contrastare le pratiche di pesca distruttive che minacciano gli ecosistemi marini vulnerabili.
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Im Anschluss an diese Überprüfung hat die Generalversammlung am 8. Dezember 2006 die Resolution 61/105 verabschiedet. Die Ziffern 80 bis 95 der Resolution enthalten Leitlinien für Staaten und regionale Fischereiorganisationen in Bezug auf die wichtigsten Punkte, die bei der Festlegung von Maßnahmen zur Regelung destruktiver Fischereipraktiken, die empfindliche marine Ökosysteme bedrohen, zu beachten sind.
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In questo contesto vale inoltre la pena ricordare i lavori svolti nell’ambito della Convenzione delle Nazioni Unite sulla diversità biologica (CDB). Già nel 2004 le Parti alla CDB hanno riconosciuto, nelle decisioni VII/5 e VIII/21 della CdP, le gravi minacce alla biodiversità nelle zone marine situate fuori delle giurisdizioni nazionali, sottolineando la necessità di una reazione tempestiva, soprattutto nelle zone che ospitano montagne sottomarine, camini idrotermali o coralli d’acqua fredda. Allo stesso modo, le convenzioni marittime regionali hanno deciso di procedere all’inventario di tali habitat marini profondi al fine di adottare misure di protezione adeguate nelle rispettive zone di competenza.
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In diesem Zusammenhang sollte auch auf die Arbeiten im Rahmen des UN-Übereinkommens über die biologische Vielfalt (CBD-Übereinkommen) hingewiesen werden. Bereits im Jahr 2004 haben die Vertragsparteien in ihren CoP-Beschlüssen VII/5 und VIII/21 die ernsthafte Gefährdung der Biodiversität in Meeresgebieten außerhalb der nationalen Gerichtsbarkeit anerkannt und hervorgehoben, dass zur Bewältigung dieser Bedrohung schnell gehandelt werden müsse, vor allem in Gebieten, die durch Seeberge, hydrothermale Quellen oder Kaltwasserkorallen gekennzeichnet sind. Gleichermaßen wurde im Rahmen regionaler Meeresschutzübereinkommen vereinbart, derartige Tiefseelebensräume aufzulisten, um sie im Rahmen der Zuständigkeit des jeweiligen Übereinkommens angemessen schützen zu können.
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Infine, anche l’Organizzazione delle Nazioni Unite per l’alimentazione e l’agricoltura (FAO) ha partecipato all’elaborazione di orientamenti tecnici per la pesca in acque profonde nell’ambito del Codice di condotta per una pesca responsabile. Un programma di lavoro dettagliato è stato concordato a questo scopo nel marzo 2007.
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Auch die Ernährungs- und Landwirtschaftsorganisation (FAO) hat im Rahmen des Verhaltenskodex für verantwortungsvolle Fischerei technische Leitlinien für die Tiefseefischerei erarbeitet. Ein ausführliches Arbeitsprogramm zu diesem Zweck wurde im März 2007 vereinbart.
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L’UE ha svolto un ruolo guida nell’ambito di tutte queste organizzazioni, offrendo un contributo attivo e costruttivo a un dibattito complesso e talvolta controverso. Ciò è nell’ordine delle cose: la flotta peschereccia dell’UE opera infatti nella maggior parte dei mari del pianeta. Tale massiccia presenza conferisce una particolare responsabilità alla Comunità, che deve dare impulso ai processi internazionali e nel contempo servire da esempio attraverso la disciplina che impone alle proprie flotte internazionali. L’UE ha inoltre messo la sua influenza al servizio di una buona causa. L’attuale consenso internazionale rispecchia l’approccio equilibrato promosso dall’Unione, che prevede l’adozione di misure risolute in tutte le acque, a prescindere dal loro statuto giuridico (acque soggette o non soggette a giurisdizione nazionale), senza tuttavia penalizzare i pescatori che dimostrano di esercitare la loro attività nel rispetto dell’ambiente.
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In all diesen Organisationen hat die EU eine führende Rolle gespielt und einen aktiven und konstruktiven Beitrag zu einer höchst komplexen und mitunter umstrittenen Debatte geleistet - so wie es von ihr erwartet wird. Da die Fangflotten der EU in den meisten Weltmeeren tätig sind, hat die Gemeinschaft die besondere Verantwortung, nicht nur internationale Entscheidungsprozesse voranzutreiben, sondern auch mit der Disziplin, die sie ihren eigenen international tätigen Fangflotten auferlegt, ein Beispiel zu setzen. Der gegenwärtige internationale Konsens reflektiert das von der EU geförderte ausgewogene Konzept, das auf durchgreifenden Maßnahmen in allen Gewässern, ungeachtet ihres Rechtsstatus (d. h. ob sie innerhalb oder außerhalb der nationalen Gerichtsbarkeit liegen), beruht, ohne jedoch Fischer zu bestrafen, deren Tätigkeiten der Meeresumwelt nachweislich nicht schaden.
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La risoluzione 61/105 delle Nazioni Unite scaturisce da queste diverse iniziative internazionali e fornisce quindi alla comunità internazionale un’eccellente base di lavoro. Il fatto che, nonostante le difficoltà incontrate in sede negoziale, le raccomandazioni formulate nella risoluzione abbiano potuto raccogliere un consenso costituisce un dato molto incoraggiante. Alcune delle misure sostenute dall’UE, quali il congelamento immediato dell’”impronta” (estensione spaziale) delle attività di pesca di fondo, non sono state accolte. Tuttavia i rimanenti elementi di consenso hanno un peso decisivo e consentiranno di modificare radicalmente la gestione della pesca di fondo e, in particolare, il modo in cui in futuro sarà applicato il principio di precauzione.
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Die UN-Resolution 61/105 baut auf diesen unterschiedlichen internationalen Initiativen auf und bietet der internationalen Staatengemeinschaft insofern eine ausgezeichnete Arbeitsgrundlage. Die Tatsache, dass die in der Resolution enthaltenen Empfehlungen trotz schwieriger Verhandlungen ein Konsensergebnis waren, ist ein großer Pluspunkt. Einige Maßnahmen, die von der EU befürwortet wurden, wie der sofortige Stopp des „Fußabdrucks“ (d. h. der räumlichen Ausweitung) der gegenwärtigen Grundfischerei, blieben unberücksichtigt. Die verbleibenden Konsenselemente sind jedoch gewichtig und stark genug, um eine schnelle und radikale Veränderungen im Management der Grundfischerei und insbesondere der Art und Weise herbeizuführen, in der das Vorsorgeprinzip künftig angewandt wird.
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La sfida più importante riguarda ora l’attuazione pratica di queste misure.
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Die wichtigste Herausforderung heute ist die Umsetzung dieser Maßnahmen in die Praxis.
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4. LE RACCOMANDAZIONI DELL’ASSEMBLEA GENERALE: UN APPROCCIO EQUILIBRATO ED EFFICACE
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4. DIE EMPFEHLUNGEN DER GENERALVERSAMMLUNG: EIN AUSGEWOGENES UND WIRKSAMES KONZEPT
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La risoluzione 61/105 esorta le ORGP e gli Stati “ad adottare e attuare opportune misure, con la massima priorità, nel rispetto del principio di precauzione, dell’approccio ecosistemico e del diritto internazionale”, tenendo conto di una serie di elementi chiave che configurano un regime di gestione rigoroso per la pesca di fondo in alto mare. L’Assemblea generale chiede che tali misure siano adottate ed attuate entro il 31 dicembre 2008 (entro il 31 dicembre 2007 nel caso di disposizioni provvisorie, cfr. punto 5.3).
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In der Resolution 61/105 werden die regionalen Fischereiorganisationen und die Staaten aufgefordert, nach Maßgabe eines Pakets von Schlüsselelementen, die eine strenge Bewirtschaftungsregelung für die Grundfischerei auf Hoher See darstellen, „ im Einklang mit dem Vorsorgeansatz, den Ökosystem-Ansätzen und dem Völkerrecht (…) mit Vorrang (…) Maßnahmen zu beschließen und durchzuführen “. Die Generalversammlung plädiert dafür, diese Maßnahmen bis spätestens 31. Dezember 2008 (31. Dezember 2007 bei vorläufigen Regelungen, vgl. Abschnitt 5.3) zu beschließen und durchzuführen.
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Il testo integrale della risoluzione può essere scaricato dal seguente sito: http://www.un.org/Depts/los/general_assembly/general_assembly_resolutions.htm.
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Der vollständige Wortlaut der Entschließung kann von der folgenden Website abgerufen werden:http://www.un.org/Depts/los/general_assembly/general_assembly_resolutions.htm.
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La presente sezione passa in rassegna i suddetti elementi definendone le modalità pratiche di attuazione.
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In diesem Abschnitt werden diese verschiedenen Elemente geprüft, um Schritte für ihre praktische Umsetzung festlegen zu können.
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4.1. Valutazione preventiva degli impatti della pesca: un’innovazione radicale nella gestione della pesca
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4.1. Vorherige Prüfung der Umweltverträglichkeit von Fischereitätigkeiten: eine radikale Innovation im Fischereimanagement
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L’obbligo di procedere a una valutazione dell’impatto ambientale prima di autorizzare singole attività di pesca costituisce l’elemento primario ed essenziale della serie di raccomandazioni formulate dall’Assemblea generale. Si tratta di un principio assolutamente innovativo nella gestione della pesca. Diversamente da altre attività di sfruttamento delle risorse che vengono svolte nei mari e negli oceani, per le quali è prassi consolidata chiedere una valutazione preliminare dell’impatto (si pensi all’installazione di piattaforme offshore petrolifere o gassifere), gli effetti della pesca sugli habitat marini vengono generalmente valutati soltanto a posteriori, e non in modo sistematico. Le raccomandazioni dell’Assemblea generale contribuiranno pertanto a far sì che la gestione della pesca di fondo in zone vulnerabili sia resa conforme alle norme ambientali applicabili alle altre attività marittime.
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Die Durchführung einer Umweltverträglichkeitsprüfung als Vorbedingung für die Zulassung bestimmter Fischereitätigkeiten ist die erste und somit die wichtigste Empfehlung der Generalversammlung und entspricht einer radikalen Innovation im Fischereimanagement . Entgegen anderer Tätigkeiten, die in den Ozeanen und Meeren zur Ressourcennutzung durchgeführt werden und bei denen vorherige Umweltverträglichkeitsprüfungen gängig sind (z. B. bei der Installation von Offshore-Bohrinseln für Erdöl bzw. Erdgas) werden die Auswirkungen fischereilicher Tätigkeiten auf marine Lebensräume in der Regel erst im Nachhinein, wenn überhaupt, beurteilt. Die Empfehlungen der Generalversammlung dürften somit dazu beitragen, das Management der Grundfischerei in empfindlichen Gebieten auf das Umweltniveau anderer maritimer Wirtschaftstätigkeiten zu bringen.
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In pratica gli operatori saranno tenuti a presentare piani di pesca che definiscano con una certa precisione le zone in cui intendono svolgere la loro attività. Su tale base, le autorità dello Stato di bandiera dovranno esaminare l’estensione spaziale delle attività previste e valutare, alla luce dei pareri scientifici e dei dati disponibili, i rischi potenziali, noti o probabili, per gli ecosistemi marini vulnerabili presenti nei fondali di pesca.
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In der Praxis bedeutet dies, dass Fischereiunternehmen künftig Fangpläne vorlegen müssen, in denen ihre voraussichtlichen Fanggebiete möglichst präzise angegeben sind. Auf der Grundlage dieser Pläne werden die Behörden des Flaggenstaates alsdann das geplante räumliche Tätigkeitsgebiet prüfen und anhand wissenschaftlicher Gutachten und Daten beurteilen, ob empfindliche marine Ökosysteme, die in den beabsichtigten Fanggründen bekanntermaßen oder mit Wahrscheinlichkeit vorkommen, gefährdet sind.
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4.2. Identificazione degli ecosistemi marini vulnerabili grazie al potenziamento delle attività di ricerca e di raccolta dei dati
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4.2. Identifikation empfindlicher mariner Ökosysteme durch bessere Forschung und Datenerhebung
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Per poter effettuare valutazioni efficaci dell’impatto, le autorità competenti dovranno migliorare le informazioni e le analisi a cui hanno accesso. Identificare gli ecosistemi marini vulnerabili non significa soltanto stabilirne la localizzazione. Si tratta anche di migliorare le conoscenze riguardo alla loro composizione, alle loro caratteristiche ecologiche e alle dinamiche dei condizionamenti ambientali che ne derivano, e di conseguenza alla loro probabile risposta ai vari impatti. Particolare attenzione va dedicata allo sviluppo di tecniche di modellizzazione che aiutino a localizzare i coralli di acque profonde ed altri ecosistemi marini vulnerabili.
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Um angemessene Umweltverträglichkeitsprüfungen durchführen können, werden die betreffenden Behörden die ihnen zugänglichen Informationen und Analysen verbessern müssen. Empfindliche marine Ökosysteme zu identifizieren bedeutet nicht nur, ihre Lage zu bestimmen, sondern auch, das Wissen über ihre Zusammensetzung, über ihre ökologischen Merkmale und über die Dynamik der sich daraus ergebenden Umweltzwänge und somit ihre wahrscheinliche Reaktion auf verschiedene Einwirkungen zu verbessern. Besonderes Augenmerk muss dabei auf die Entwicklung von Modellierungstechniken gerichtet werden, die dazu beitragen können, den Standort von Tiefseekorallen und anderer empfindlicher mariner Ökosysteme zu prognostizieren.
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Un’altra implicazione importante della raccomandazione è la necessità di disciplinare le attività di pesca nuove o sperimentali, affinché in tale ambito siano realizzati opportuni programmi di ricerca e di raccolta dati che contribuiscano al lavoro di identificazione.
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Ein weiterer wichtiger Punkt der Empfehlung ist es, dass zur Unterstützung der Identifikation empfindlicher Ökosysteme neue Fischereien und Versuchsfischereien künftig so geregelt sein müssen, dass einschlägigen Forschungsergebnissen und Datenerhebungssystemen Rechung getragen wird.
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4.3. Chiusura delle zone vulnerabili alla pesca di fondo
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4.3. Sperrung empfindlicher Gebiete für die Grundfischerei
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Infine, dalle raccomandazioni dell’Assemblea generale emerge con chiarezza che il principale strumento per proteggere gli ecosistemi marini vulnerabili è l’adozione di provvedimenti di chiusura su base geografica o di zone di gestione speciale. Tali provvedimenti di chiusura possono essere adottati e applicati mediante una decisione collettiva degli Stati nel contesto di un’ORGP. In questi ultimi anni le ORGP competenti per la disciplina della pesca di fondo (vedi appendice) hanno dato notevole impulso all’attuazione di tali provvedimenti. Esse dovranno esaminare attentamente l’efficacia delle misure finora adottate e valutare se sono sufficienti, in numero e portata, per conseguire gli obiettivi auspicati. Tale aspetto riveste grande importanza anche per i pescatori, in quanto contribuirà a fugare le attuali incertezze sulla sicurezza dei fondali di pesca. Facendo della protezione degli habitat dalle pratiche di pesca distruttive una componente essenziale di un corretto regime di gestione della pesca, le ORGP amplieranno in misura significativa il loro mandato tradizionale e aggiorneranno i loro standard per rispondere alle aspettative sociali attuali. L’UE sostiene senza riserve tale evoluzione e farà quanto in suo potere per incoraggiarla.
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Als letzter Punkt geht aus den Empfehlungen der Generalversammlung eindeutig hervor, dass empfindliche marine Ökosysteme am besten durch räumliche Absperrungen bzw. durch Abgrenzung besonderer Bewirtschaftungsgebiete geschützt werden können. Solche Sperrgebiete können durch Kollektivbeschluss der Staaten im Rahmen einer regionalen Fischereiorganisation festgelegt und durchgesetzt werden. Regionale Fischereiorganisationen mit Zuständigkeit zur Regelung der Grundfischerei (siehe Anhang) waren in den vergangenen Jahren zunehmend darum bemüht, Gebietssperren durchzuführen. Sie werden die Wirksamkeit dieser Maßnahmen gründlich überprüfen und abwägen müssen, ob die bisherigen Maßnahmen quantitativ und von ihrer Tragweite her ausreichen, um die gesteckten Ziele zu erreichen. Dies ist auch für Fischer von großer Bedeutung, weil bestehende Unsicherheiten in Bezug auf sichere Fanggründe auf diese Weise ausgeräumt werden. Indem sie den Schutz von Lebensräumen vor destruktiven Fangtätigkeiten zum integrierenden Bestandteil einer fundierten Fischereimanagementregelung machen, bauen die regionalen Fischereiorganisationen ihr traditionelles Mandat spürbar aus und passen ihre Standards den Erwartungen der Gesellschaft an. Die EU unterstützt diese Entwicklung ohne Vorbehalte und wird alles zu ihrer Förderung beitragen.
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Per quanto riguarda le zone non soggette a giurisdizione nazionale che non sono attualmente regolamentate da un’ORGP, in mancanza di un’autorità internazionale collettiva che possa adottare provvedimenti di chiusura spetta ai singoli Stati, in conformità dell’articolo 117 dell’UNCLOS, applicare restrizioni spaziali alle navi battenti la loro bandiera e subordinare la validità dei permessi di pesca al rispetto di tali restrizioni. Poiché non esistono meccanismi specifici di controllo della conformità analoghi a quelli applicati dalle ORGP, l’Assemblea generale ha invitato la FAO a garantire la trasparenza delle misure adottate dagli Stati di bandiera attraverso la creazione di una base di dati globale sull’ubicazione degli ecosistemi marini vulnerabili. Gli Stati potranno quindi avvalersi di tali informazioni sulla localizzazione degli ecosistemi che condividono con altri Stati di bandiera in una determinata zona e procedere a una valutazione inter pares delle misure adottate da altri Stati per imporre alle rispettive flotte le restrizioni eventualmente necessarie.
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Was Gebiete außerhalb der nationalen Gerichtsbarkeit anbelangt, die bisher nicht in die Regelungszuständigkeit einer regionalen Fischereiorganisation fallen, und weil es keine internationale Behörde gibt, die über Gebietssperren entscheidet, ist es gemäß Artikel 117 des Seerechtsübereinkommens der Vereinten Nationen Sache der einzelnen Staaten, die Tätigkeit von Fischereifahrzeugen, die unter ihrer Flagge fahren, räumlich zu beschränken und die Gültigkeit der Fangerlaubnis an die Einhaltung dieser Beschränkungen zu binden. Da es keine besonderen Mechanismen zur Überprüfung dieser Einhaltung gibt, wie beispielsweise die Mechanismen im Rahmen der regionalen Fischereiorganisationen, hat die Generalversammlung die FAO gebeten, durch Führung einer umfassenden Datenbank über die Lage empfindlicher mariner Ökosysteme sicherzustellen, dass die von den Flaggenstaaten erlassenen Maßnahmen transparent sind. Die Staaten können auf diese Informationen über die Lage von Ökosystemen, die sie mit anderen Flaggenstaaten in einem gegebenen Gebiet teilen, zugreifen und werden auch in der Lage sein, die Maßnahmen, die von anderen Staaten getroffen wurden, um die Tätigkeit ihrer jeweiligen Fangflotten einzuschränken, im Rahmen eines Peer-Review-Systems zu überprüfen.
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5. COME APPLICARE LE RACCOMANDAZIONI DELL’ASSEMBLEA GENERALE
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5. ART DER UMSETZUNG DER EMPFEHLUNGEN DER GENERALVERSAMMLUNG
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5.1. L’UE deve continuare a stimolare il dibattito internazionale
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5.1. Die EU muss die internationale Debatte auch in Zukunft anregen
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- Nei prossimi due anni saranno messe alla prova la volontà e la capacità politica degli Stati: nell’ambito del processo di revisione che avrà luogo nel 2009, infatti, saranno attentamente analizzati gli interventi attuati dai singoli paesi in risposta all’appello lanciato dalle Nazioni Unite. L’UE deve utilizzare l’influenza conferitale dal ruolo di primo piano che essa svolge a livello mondiale nel settore della pesca per garantire una revisione onesta e rigorosa che sia all’altezza delle legittime aspettative dei cittadini.
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- Im Laufe der nächsten zwei Jahre werden die politische Bereitschaft und Fähigkeit der Staaten insofern auf die Probe gestellt, als im Rahmen der für 2009 vorgesehenen Überprüfung genau untersucht wird, inwieweit der Handlungsaufforderung der UN nachgekommen wurde. Die EU muss ihren Einfluss als einer der großen Weltakteure auf dem Gebiet der Fischerei nutzen und durch eine strenge und ehrliche Überprüfung sicherstellen, dass die berechtigten Erwartungen der Bürger erfüllt werden.
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- La trasparenza e la revisione inter pares delle misure adottate dagli Stati e dalle ORGP svolgeranno un ruolo essenziale per garantire che all’appello lanciato dall’Assemblea generale faccia riscontro un’azione continua e permanente. L’Assemblea generale delle Nazioni unite ha sottolineato l’importanza di questi aspetti e il ruolo che la FAO è chiamata a svolgere per quanto riguarda l’elaborazione di orientamenti tecnici e la raccolta e diffusione delle informazioni. L’UE ha il compito di sostenere e agevolare tali processi, in primo luogo assicurando un accesso adeguato alle informazioni sulle misure e sulle iniziative da essa promosse.
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- Um sicherzustellen, dass den Aufforderungen der Generalversammlung konsequent und kontinuierlich nachgekommen wird, müssen die von den Staaten und den regionalen Fischereiorganisationen getroffenen Maßnahmen unbedingt transparent sein und im Rahmen eines Peer-Review-Systems überprüft werden. Die UN-Generalversammlung hat die Bedeutung dieser Aspekte und der Rolle betont, die der FAO bei der Erarbeitung technischer Leitlinien und der Erhebung und Verbreitung von Informationen zufallen sollte. Die EU muss diese Prozesse fördern und erleichtern und von Anfang an sicherstellen, dass ein angemessener Zugang zu Informationen über ihre eigenen Initiativen und Maßnahmen gesichert ist.
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- L’UE deve continuare a sostenere i lavori della Convenzione sulla diversità biologica (CDB) e delle Convenzioni marittime regionali ai fini dell’istituzione di zone marine protette nelle acque situate al di fuori delle giurisdizioni nazionali e partecipare attivamente a tali lavori.
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- Die EU muss die Arbeiten, die im Rahmen des Übereinkommens zur Erhaltung der biologischen Vielfalt (CBD-Übereinkommen) und der regionalen Meeresschutzübereinkommen zur Festlegung von Meeresschutzgebieten in Gewässern, die nicht unter nationale Gerichtsbarkeit fallen, durchgeführt werden, weiterhin unterstützen und sich aktiv daran beteiligen.
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Azioni:
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Maßnahmen:
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- All’inizio del 2009, presentazione al Segretario generale delle Nazioni Unite di un rapporto che illustri il punto di vista dell’UE sui progressi compiuti nella lotta contro le pratiche di pesca distruttive e formuli proposte volte a realizzare ulteriori progressi. Nell’ambito dei lavori preparatori sarà realizzata una consultazione delle parti interessate e della società civile.
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- Vorlage (Anfang 2009) eines Berichts an den UN-Generalsekretär über die Standpunkte der EU zu den bei der Regelung destruktiver Fischereipraktiken erzielten Fortschritten, der auch Vorschläge für Mittel und Wege zur Erreichung weiterer Ziele enthält. Die Vorarbeiten für diesen Bericht umfassen auch eine Befragung von Interessengruppen und Vertretern der Zivilgesellschaft.
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- Collaborazione con la FAO per la raccolta e la diffusione delle informazioni sulle misure adottate dagli Stati, la creazione di basi di dati sulle zone protette o di chiusura e l’elaborazione di orientamenti tecnici sulla pesca in acque profonde.
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- Unterstützung der FAO bei der Erhebung und Verbreitung von Informationen über die von den Staaten getroffenen Maßnahmen, über die Anlage von Datenbanken für Schutz- bzw. Sperrgebiete und über die Entwicklung technischer Leitlinien für die Tiefseefischerei.
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- Collaborazione con la CDB e con le Convenzioni marittime regionali per l’identificazione di habitat marini di interesse ecologico o biologico che devono essere protetti nelle acque oceaniche o nei fondali marini.
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- Unterstützung von Maßnahmen im Rahmen des Übereinkommens zur Erhaltung der biologischen Vielfalt und der regionalen Meeresschutzübereinkommen zur Identifizierung ökologisch oder biologisch signifikanter schutzbedürftiger mariner Lebensräume auf Hoher See und von Tiefsee-Lebensräumen.
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- Avvio di consultazioni e di iniziative con le controparti delle Nazioni Unite al fine di promuovere un accurato processo di revisione nel 2009.
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- Lancierung von Konsultationen und Initiativen mit den entsprechenden Gremien bei der UN zur Förderung eines rigorosen Überprüfungsprozesses im Jahr 2009.
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5.2. Applicazione a livello delle ORGP
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5.2. Umsetzung auf Ebene der regionalen Fischereiorganisationen
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La maggior parte delle misure di protezione degli ecosistemi finora adottate dalle ORGP a favore di regioni specifiche sono basate su proposte presentate dall’UE. È necessario mantenere questa impostazione proattiva. Tuttavia l’Assemblea generale ha chiesto espressamente alla comunità internazionale di andare ben oltre questo particolare tipo di intervento. Le ORGP dovrebbero lavorare all’elaborazione di programmi che consentano di integrare la valutazione dell’impatto ambientale nei loro sistemi di regolamentazione. Dovrebbero inoltre intensificare gli sforzi congiunti profusi nella ricerca scientifica, in modo da creare progressivamente una base affidabile per la gestione spaziale. Qualsiasi attività di pesca nuova o sperimentale dovrebbe essere soggetta a una severa regolamentazione che imponga rigorosi requisiti scientifici, di raccolta dei dati e di controllo. Entro il 2009 le strategie di gestione dei rischi ambientali adottate dalle ORGP nelle rispettive zone di competenza dovranno includere i principi e gli obiettivi identificati dall’Assemblea generale quali parte integrante di qualsiasi sistema di regolamentazione soddisfacente. L’UE deve contribuire alla realizzazione di tali cambiamenti.
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Die meisten der gebietsbezogenen Maßnahmen zum Schutz der Ökosysteme, die die regionalen Fischereiorganisationen bisher getroffen haben, beruhten auf Vorschlägen der EU. Diese proaktive Absatz muss erhalten bleiben. Die Generalversammlung fordert die internationale Staatengemeinschaft jedoch eindeutig auf, weit über diese besondere Art von Maßnahme hinauszugehen. Die regionalen Fischereiorganisationen sollten Systeme in Betracht ziehen, die die Einbeziehung von Umweltverträglichkeitsprüfungen in ihr Regelungssystem erleichtern. Sie sollten ihre gemeinsamen Arbeiten auf dem Gebiet der wissenschaftlichen Forschung intensivieren, um nach und nach eine zuverlässige Basis für die Gebietsbewirtschaftung zu schaffen. Etwaige neue Fischereien oder Versuchsfischereien sollten strengen Regelungen mit strikten wissenschaftlichen Auflagen und Anforderungen an Datenerhebung und Monitoring unterliegen. Die 2009 vorliegenden Ergebnisse sollten Anhaltspunkte dafür zeigen, dass der Ansatz der regionalen Fischereiorganisationen zum Management von Umweltrisiken in den in ihre Zuständigkeit fallenden Gebieten die Grundsätze und Ziele einbezieht, die nach der Generalversammlung integrierender Bestandteil jedes zufrieden stellend funktionierenden Regelungssystems sein sollten. Die EU muss bei der Herbeiführung dieser Änderungen mitbestimmend sein.
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È importante sottolineare che, se lo ritengono opportuno, i membri delle ORGP hanno la facoltà di applicare norme più rigorose alle loro navi e ai loro operatori. L’obiettivo dell’UE è garantire che le misure adottate dalle ORGP assicurino un livello elevato di protezione e di efficacia nella prevenzione degli impatti derivanti da pratiche di pesca distruttive. Tuttavia l’Unione europea deve riservarsi il diritto di adottare norme comunitarie più severe se ritiene che le misure delle ORGP non siano sufficientemente efficaci.
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Es wird darauf hingewiesen, dass die Mitgliedsländer der regionalen Fischereiorganisationen für ihre Fischereifahrzeuge und Betreiber durchaus strengere Regeln anwenden können, wenn sie dies wünschen. Die EU sollte sicherstellen, dass die Maßnahmen, die von den regionalen Fischereiorganisationen zur Verhütung der Auswirkungen destruktiver Fischereipraktiken getroffen werden, ein hohes Schutz- und Wirksamkeitsniveau gewährleisten. Sie muss sich jedoch das Recht vorbehalten, für sich selbst strengere Vorschriften festzulegen, wenn sie der Auffassung ist, dass die Maßnahmen der Fischereiorganisationen diesbezüglich nicht weit genug gehen.
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Azioni:
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Maßnahmen:
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Le azioni di seguito elencate dovrebbero diventare parte integrante di una politica stabile per l’UE nei prossimi anni, con riserva di una prima revisione nel 2009.
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Die nachstehend aufgeführten Maßnahmen dürften in den kommenden Jahren integrierender Bestandteil einer konsequenten EU-Politik werden; sie werden 2009 erstmals überprüft:
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- Attuazione di un programma di lavoro coerente in tutte le ORGP cui partecipa l’UE, al fine di garantire l’applicazione di un approccio ecosistemico alla gestione della pesca. A questo riguardo saranno fondamentali i seguenti elementi: a) rafforzamento dei meccanismi di consulenza scientifica onde integrare aspetti ambientali e misure specifiche di protezione degli ecosistemi e b) introduzione del concetto di valutazione ambientale nella gestione della pesca di fondo.
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- Umsetzung einer konsequenten Planung in allen regionalen Fischereiorganisationen, an denen die EU beteiligt ist, mit dem Ziel, einen Ökosystem-Ansatz in das Fischereimanagement einzubeziehen. Diesbezügliche Schlüsselelemente werden sein: a) Verbesserung der Mechanismen für die Bereitstellung wissenschaftlicher Gutachten dahingehend, dass Umweltbelange und spezifische Maßnahmen zum Schutz der Ökosysteme künftig einbezogen werden, und b) Einbeziehung des Konzepts der Umweltverträglichkeitsprüfung in das Grundfischereimanagement.
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- Partecipazione al completamento delle procedure di revisione dei risultati conseguiti dalle ORGP e al lavoro di identificazione degli ecosistemi marini vulnerabili presenti nelle varie zone di regolamentazione, ai fini della loro protezione.
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- Förderung des Abschlusses von Verfahren zur Überprüfung der Leistung der regionalen Fischereiorganisationen und zur Identifizierung empfindlicher mariner Ökosysteme, die in den jeweiligen Regelungsgebieten geschützt werden müssen.
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5.3. Disposizioni transitorie
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5.3. Vorläufige Regelungen
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Nel corso degli ultimi anni sono stati compiuti progressi significativi nella realizzazione di una copertura mondiale degli oceani del pianeta da parte di ORGP incaricate di regolamentare la pesca di fondo. Si pensi alla creazione dell’Organizzazione per la pesca nell’Atlantico sudorientale (SEAFO), che è già operativa nella sua zona di competenza, all’adozione dell’Accordo di pesca per l’Oceano Indiano meridionale (SIOFA) e al processo in corso per l’istituzione di nuove ORGP nel Pacifico settentrionale e meridionale.
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In den letzten Jahren wurde dem Ziel, alle Weltmeere, was die Grundfischerei anbelangt, unter die Regelungskompetenz regionaler Fischereiorganisationen zu stellen, ein großes Stück näher gerückt. Dieser Fortschritt war gekennzeichnet durch die Errichtung der Fischereiorganisation für den Südostatlantik ( South-East Atlantic Fisheries Organisation , SEAFO), die in ihrem Regelungsgebiet bereits operativ ist, den Abschluss des Übereinkommens über die Fischerei im südlichen Indischen Ozean ( Southern Indian Ocean Fisheries Agreement , SIOFA) und den laufenden Prozess zur Errichtung neuer regionaler Fischereiorganisationen im Süd- und Nordpazifik.
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Vista la lunghezza delle procedure da espletare per l’entrata in vigore di accordi internazionali, gli Stati dovrebbero essere pronti a farsi carico delle loro responsabilità e impegnarsi quindi a cooperare, in forma provvisoria, per garantire la conservazione e la gestione delle zone interessate. L’UE ha sostenuto vigorosamente questa impostazione, ora pienamente condivisa anche dall’Assemblea generale.
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Die rechtlichen Formalitäten, die erledigt sein müssen, bevor internationale Übereinkommen in Kraft treten können, nehmen viel Zeit in Anspruch; dennoch sollten die Staaten ihre Verpflichtungen nicht aufschieben, sondern sich im Interesse der Erhaltung und Bewirtschaftung der betreffenden Gebiete vielmehr auf eine vorläufige Zusammenarbeit einigen. Die EU hat dieses Konzept, das mittlerweile auch von der Generalversammlung vorbehaltlos unterstützt wird, mit Nachdruck befürwortet.
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Le misure provvisorie recentemente adottate (aprile 2007) nell’ambito dei negoziati per la creazione dell’ORGP per il Pacifico meridionale dimostrano quanto questo approccio sia facile da applicare. Le misure sono state decise dai partecipanti in piena conoscenza e accettazione delle raccomandazioni dell’Assemblea generale. L’UE deve ora proseguire in questa direzione e contribuire attivamente all’elaborazione di disposizioni provvisorie per l’Oceano Indiano. Essa si deve quindi impegnare a recepire nel diritto comunitario le misure concordate in tali ambiti, anche se hanno carattere volontario. L’UE deve nel contempo adoperarsi affinché siano espletate le procedure formali necessarie per garantire l’operatività di tali organizzazioni nel più breve tempo possibile.
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Die im Rahmen der Verhandlungen für eine regionale Fischereiorganisation für den Südpazifik kürzlich (April 2007) erlassenen vorläufigen Maßnahmen zeigen, wie einfach dieser Ansatz in die Praxis umgesetzt werden kann. Die Maßnahmen wurden von den Teilnehmern in voller Kenntnis und Akzeptanz der Empfehlungen der Generalversammlung beschlossen. Die EU muss diesen Ansatz nun weiterführen und aktiv an der Entwicklung vorläufiger Regelungen für den Indischen Ozean mitwirken. Sie muss sich dann verpflichten, die in diesen Rahmenregelungen vereinbarten Maßnahmen ungeachtet ihrer Freiwilligkeit in EU-Recht umzusetzen. Sie muss sich gleichzeitig aktiv darum bemühen, die erforderlichen Formalitäten abzuwickeln, damit diese Organisationen so schnell ihre Tätigkeit aufnehmen können.
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Azioni:
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Maßnahmen:
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- Recepimento nel diritto comunitario delle misure provvisorie adottate per il Pacifico meridionale entro la fine del 2007.
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- Umsetzung der für den Südpazifik beschlossenen vorläufigen Maßnahmen in EU-Recht bis Ende 2007.
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- Negoziazione di misure provvisorie per l’Oceano Indiano meridionale in attesa dell’entrata in vigore dell’Accordo SIOFA (fine 2007/inizio 2008). Conclusione dell’accordo nel 2008. Avvio di iniziative volte a promuovere la partecipazione a questo strumento e ad accelerarne l’entrata in vigore.
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- Bis zum für Ende 2007/Anfang 2008 vorgesehenen Inkrafttreten des SIOFA-Überkommens: Aushandlung von vorläufigen Maßnahmen für den südlichen Indischen Ozean. Abschluss des Überkommens im Jahr 2008. Einleitung von Schritten zur Förderung der Teilnahme an diesem Instrument und zur Beschleunigung seines Inkrafttretens.
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- Ripresa dei contatti esplorativi con gli Stati terzi che potrebbero essere interessati ad istituire accordi regionali in zone che non sono ancora regolamentate da ORGP.
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- Wiederaufnahme von Sondierungskontakten mit potenziell interessierten Drittländern im Hinblick auf die regionale Übereinkommen für Gebiete, für die es noch keine regionale Fischereiorganisation gibt.
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5.4. Navi europee che praticano la pesca di fondo in zone d’alto mare non regolamentate da un’ORGP
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5.4. Europäische Fischereifahrzeuge, die in nicht in die Regelungszuständigkeit einer regionalen Fischereiorganisation fallenden Tiefseegebieten Grundfischerei betreiben
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5.4.1. Definizione del problema
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5.4.1. Beschreibung des Problems
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Le flotte dell’UE dedite alla cattura di stock di acque profonde in alto mare operano principalmente nell’Atlantico nordorientale; alcune operazioni sono effettuate a sud dell’Atlantico centro-orientale. Queste attività sono soggette a un regime comunitario di gestione degli stock di acque profonde che comprende la fissazione di totali ammissibili di cattura (TAC), limitazioni dello sforzo di pesca, misure tecniche e disposizioni specifiche di controllo e di esecuzione[4]. Si tratta quindi di attività ampiamente regolamentate per le quali si sta valutando l’efficacia del regime di gestione[5]. Per quanto riguarda l’impatto ambientale, tali attività di pesca rientrano nel campo di applicazione di varie disposizioni dell’UE, e segnatamente delle misure che istituiscono zone di chiusura o altri requisiti tecnici adottati dalla NEAFC dal 2004.
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Die Fangflotten der EU, die Tiefseebestände auf Hoher See befischen, werden hauptsächlich im Nordostatlantik eingesetzt; einige Fangtätigkeiten erstrecken sich jedoch nach Süden bis in den mittleren Ostatlantik. Diese Fischereien unterliegen einer gemeinschaftlichen Bewirtschaftungsregelung für Tiefseebestände, die die Festsetzung von Fangquoten ( Total Allowable Catches , TAC), Beschränkungen des Fischereiaufwands, technische Maßnahmen sowie spezielle Kontroll- und Durchsetzungsmaßnahmen vorsieht[4]. Sie sind somit umfassend geregelt, und die Wirksamkeit der Bewirtschaftungsregelung wird zur Zeit überprüft[5]. Was die Umweltauswirkung dieser Fischereien anbelangt, so fallen sie in den Geltungsbereich verschiedener EU-Maßnahmen, einschließlich und insbesondere solcher, mit denen die Gebietssperren umgesetzt werden und anderer technischer Anforderungen, die die NEAFC seit 2004 festgelegt hat.
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Al di fuori di queste zone l’attività delle flotte dell’UE dedite alla cattura di specie di acque profonde in alto mare è relativamente limitata e viene svolta in zone regolamentate da un’ORGP (SEAFO e CCAMLR).
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Außerhalb dieser Gebiete ist die Fangtätigkeit der EU-Flotte auf Tiefseebestände relativ begrenzt und findet in Gebieten statt, für die eine regionale Fischereiorganisation regelungszuständig ist (SEAFO und CCAMLR).
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Tuttavia un numero non trascurabile di pescherecci a strascico dell’UE opera nelle acque dell’Atlantico sudoccidentale. L’annoso conflitto tra il Regno Unito e l’Argentina per le Isole Falkland/Malvine non ha consentito di istituire un regime regionale di gestione per gli stock transzonali in questa zona ed è poco probabile che tale situazione possa risolversi in un prossimo futuro.
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Eine große Anzahl von EU-Grundfischern operiert jedoch im Südwestatlantik. Der langjährige Disput zwischen dem Vereinigten Königreich und Argentinien über die Falklandinseln/Malvinas hat die Einigung auf eine regionale Bewirtschaftungs-regelung für gebietsübergreifende Bestände in diesem Gebiet verhindert, und es ist kaum abzusehen, dass dieses Problem in nächster Zukunft beseitigt wird.
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Gli attrezzi di fondo utilizzati dai pescherecci comunitari operanti in questa regione potrebbero costituire un rischio per i coralli di acque profonde e per le spugne che formano strutture presenti sui bordi esterni della scarpata continentale. Come è già stato osservato al punto 1.2, si tratta di una regione in cui non esiste un sistema internazionale di gestione sufficientemente efficace. Per prevenire tali rischi occorre pertanto che gli Stati di bandiera adottino misure rigorose in attesa dell’istituzione di un’ORGP o di un sistema di regolamentazione. L’UE deve quindi rispondere all’appello delle Nazioni Unite adottando una disciplina applicabile alle proprie flotte.
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Es besteht potenziell ein Risiko, dass am äußeren Rand des Kontinentalabhangs, wo die in der Region operierenden Fischereifahrzeuge der EU ihre Grundfanggeräte einsetzen, Tiefseekorallen und strukturbildende Schwämme vorkommen. Wie bereits in Abschnitt 1.2 erwähnt, handelt es sich hier um ein Gebiet mit schwachem internationalen Ordnungsrahmen; bis eine nationale Fischereiorganisation oder ein Fischereiübereinkommen vorliegt, müssen die Flaggenstaaten daher strenge Maßnahmen zur Verhütung dieser Risiken ergreifen. Die EU muss deshalb der Aufforderung der UN folgen und für ihre Fangflotten entsprechende Regelungen erlassen.
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5.4.2. Proposta politica
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5.4.2. Vorschlag für eine Strategie
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L’UE deve includere nel regime di conservazione e di gestione istituito nell’ambito della politica comune della pesca tutte le attività di pesca praticate da navi comunitarie in acque d’altura non disciplinate da un’ORGP o per le quali un’ORGP non abbia adottato misure di gestione pertinenti. A tal fine la Commissione propone un regolamento del Consiglio che attua, per le navi suddette, i principi definiti dell’Assemblea generale; il regolamento si basa sui requisiti generali definiti dalla PCP e istituisce disposizioni appropriate in materia di autorizzazione, controllo e sorveglianza.
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Die EU muss dafür Sorge tragen, dass die im Rahmen der Gemeinsamen Fischereipolitik festgelegte Schutz- und Bewirtschaftungsregelung alle Fangtätigkeiten ihrer Fangflotte in Tiefseegewässern abdeckt, die nicht in die Regelungszuständigkeit einer regionalen Fischereiorganisation fallen oder für die eine regionale Fischereiorganisation keine maßgeblichen Bewirtschaftungsmaßnahmen beschlossen hat. Zu diesem Zweck schlägt die Kommission eine Ratsverordnung vor, die auf der Grundlage der allgemeinen GFP-Vorschriften die von der Generalversammlung festgelegten Grundsätze in Bezug auf die betreffenden Fischereifahrzeuge umsetzt und geeignete Zulassungs-, Kontroll- und Überwachungsvorschriften enthält.
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In particolare, il regolamento attuerà rigorosamente le raccomandazioni dell’Assemblea generale circa la necessità di subordinare il rilascio delle autorizzazioni di pesca a una valutazione preventiva dell’impatto ambientale. Stabilirà inoltre requisiti complementari, segnatamente in materia di monitoraggio e di controllo delle attività di pesca. La Commissione ritiene che tali requisiti dovrebbero comprendere la presenza di osservatori a bordo di tutti i pescherecci e disposizioni rigorose in materia di VMS. Occorrerebbe inoltre limitare a 1 000 metri la profondità di immersione degli attrezzi di fondo per istituire, a titolo precauzionale, una zona protetta in funzione della profondità[6]. Nonostante non figurino tra le raccomandazioni dell’Assemblea generale, la Commissione ritiene che tali prescrizioni siano necessarie per garantire che le misure adottate dall’UE nella zona considerata assicurino una protezione efficace degli ecosistemi vulnerabili dei quali non è stata ancora stabilita l’esatta localizzazione.
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Die Verordnung sichert insbesondere die strenge Umsetzung der Empfehlungen der Generalversammlung, wonach eine vorherige Umweltverträglichkeitsprüfung als Vorbedingung für die Erteilung der Fangerlaubnis von herausragender Bedeutung ist. Sie enthält auch Vorschriften für die Überwachung und Kontrolle von Fangtätigkeiten, die nach Auffassung der Kommission den ständigen Einsatz von Beobachtern an Bord und strenge VMS-Vorschriften umfassen sollten. Darüber hinaus sollte der Einsatz von Grundfanggeräten auf eine Tiefe von 1 000 m begrenzt werden, um vorsorglich ein tiefenbasiertes Schutzgebiet zu errichten[6]. Obgleich diese Vorschriften nicht zu den Empfehlungen der Generalversammlung gehören, ist die Kommission dennoch der Auffassung, dass sie notwendig sind um sicherzustellen, dass die für dieses Gebiet erlassenen EU-Maßnahmen geeignet sind, empfindliche Ökosysteme wirksam schützen, deren genaue Lage noch festzustellen ist.
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Azione:
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Maßnahme:
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- Adozione, quanto prima possibile e comunque entro dicembre 2008, di un regolamento del Consiglio concernente l’attuazione delle raccomandazioni dell’Assemblea generale delle Nazioni Unite per le navi dell’UE operanti in alto mare in zone non regolamentate da un’organizzazione regionale di gestione della pesca. Tale proposta di regolamento sarà presentata dalla Commissione contemporaneamente all’adozione della presente comunicazione.
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- Schnellstmögliche Annahme – in jedem Fall jedoch bis spätestens Dezember 2008 – einer Verordnung des Rates zur Umsetzung der Empfehlungen der Generalversammlung in Bezug auf Fischereifahrzeuge der EU, die in nicht in die Regelungszuständigkeit einer regionalen Fischereiorganisation fallenden Gebieten Tiefseefischerei betreiben. Die Kommission wird diesen Verordnungsvorschlag zeitgleich mit der Annahme dieser Mitteilung vorlegen.
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6. CONCLUSIONE: SFIDE FUTURE
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6. SCHLUSSFOLGERUNG: KÜNFTIGE HERAUSFORDERUNG
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Nel 2009 l’Assemblea generale delle Nazioni Unite valuterà i progressi compiuti per rispondere all’appello, contenuto nella risoluzione 61/105, ad adottare misure volte a contrastare le pratiche di pesca distruttive. L’UE dovrebbe assumersi un impegno analogo e valutare, all’incirca nello stesso periodo, l’efficacia della strategia e delle azioni specifiche contemplate nella presente comunicazione. La proposta di regolamento del Consiglio citata al punto 5.4.2 conterrà a tal fine una clausola di revisione. Nel 2009, quindi, la Commissione valuterà i risultati prodotti dalle varie misure, comunicherà le sue conclusioni al Consiglio, al Parlamento europeo, alle parti interessate e alla società civile e presenterà proposte per il proseguimento della strategia alla luce di tali conclusioni e dei pareri formulati dai vari attori del processo di revisione.
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Die UN-Generalversammlung wird 2009 überprüfen, inwieweit ihrer Aufforderung im Rahmen der Resolution 61/105 nachgekommen und das Problem destruktiver Fischereipraktiken geregelt wurde. Die EU sollte sich eine ähnliche Aufgabe setzen und ungefähr zum gleichen Zeitpunkt die Wirksamkeit der in dieser Mitteilung vorgesehenen strategischen und besonderen Maßnahmen überprüfen. Der in Abschnitt 5.4.2 genannte Vorschlag für eine Ratsverordnung wird eine entsprechende Überprüfungsklausel enthalten. Die Kommission wird daher im Jahr 2009 die Ergebnisse dieser verschiedenen Maßnahmen auswerten, ihre diesbezüglichen Schlussfolgerungen dem Rat, dem Europäischen Parlament, Interessengruppen und der Zivilgesellschaft mitteilen und auf Basis dieser Schlussfolgerungen und der Standpunkte der verschiedenen an der Überprüfung beteiligten Akteure Vorschläge vorlegen, um diese Strategie zu fördern.
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Non saranno le grandi dichiarazioni di intenti ad arrestare la distruzione dei fragili e preziosi ecosistemi delle profondità marine. Le considerazioni formulate nella presente comunicazione intendono creare le premesse affinché l’Unione europea possa promuovere una politica risoluta in questa materia. Nel 2009 l’UE avrà l’opportunità e l’obbligo di dimostrare alla comunità internazionale che è in grado di tener fede ai propri impegni e di dare un contributo determinante all’eliminazione della pesca distruttiva. Ciò potrà essere realizzato soltanto attraverso un’azione concreta, sia nelle acque comunitarie che in quelle d’altura.
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Mit grandiosen Absichtserklärungen lässt sich die Zerstörung fragiler und wertvoller Tiefsee-Ökosysteme nicht aufhalten. Die in dieser Mitteilung dargelegten Argumente sollen die Bedingungen schaffen, auf deren Grundlage die Europäische Union die diesbezügliche Strategie entschlossen vorantreiben kann. Die EU wird 2009 die Gelegenheit und die Verpflichtung haben, der internationalen Staatengemeinschaft zu beweisen, dass sie ihrem Engagement nachkommen und bei der Abschaffung destruktiver Fischereipraktiken eine wirklich führende Rolle übernehmen kann. Dies lässt sich nur durch konkrete Maßnahmen bewerkstelligen, die sowohl in Gemeinschaftsgewässern als auch auf Hoher See greifen.
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La Commissione chiede al Consiglio e al Parlamento europeo di approvare gli orientamenti strategici e le azioni specifiche illustrate nella presente comunicazione. Essa invita inoltre tutte le istituzioni europee e le parti interessate a collaborare con la Commissione per far fronte a questa sfida.
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Die Kommission fordert daher den Rat und das Europäische Parlament auf, die in dieser Mitteilung dargelegten politischen Richtlinien und spezifischen Maßnahmen zu befürworten. Des Weiteren fordert sie alle europäischen Organe und Interessengruppen auf, sich ihr anzuschließen, um dieser Herausforderung zu begegnen.
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Appendice
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ANHANG
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Copertura degli oceani del pianeta da parte di organizzazioni regionali di gestione della pesca competenti in materia di pesca di fondo (demersale) in alto mare
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Anteil der Weltmeere, die in Bezug auf die Grundfischerei auf Hoher See unter die Regelungskompetenz regionaler Fischereiorganisationen fallen
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[pic]
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La carta mostra i confini delle varie ORGP sovrapposti alle zone statistiche utilizzate dalla FAO per la raccolta di dati statistici sulla pesca.
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Das obige Schaubild zeigt die Begrenzungen der Regelungsgebiete der verschiedenen regionalen Fischereiorganisationen, die über den statistischen Gebieten eingezeichnet sind, die die FAO zur Erhebung statistischer Fischereidaten verwendet.
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- NAFO: Organizzazione per la pesca nell’Atlantico nordoccidentale
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- NAFO: Organisation für die Fischerei im Nordwestatlantik
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- NEAFC: Organizzazione per la pesca nell’Atlantico nordorientale
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- NEAFC: Fischereikommission für den Nordostatlantik
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- COPACO: Comitato per la pesca nell’Atlantico centro-occidentale (consultivo)
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- WECAFC: Fischereikommission für den Mittelwestatlantik (Beratungsfunktion)
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- COPACE: Comitato per la pesca nell’Atlantico centro-orientale
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- CECAF: Fischereikommission für den Mittelostatlantik
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- CCAMLR: Commissione per la conservazione delle risorse biologiche dell’Antartico.
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- CCAMLR: Übereinkommen über die Erhaltung der lebenden Meeresschätze der Antarktis
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- SEAFO: Organizzazione per la pesca nell’Atlantico sudorientale
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- SEAFO: Organisation für die Fischerei im Südostatlantik
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- SIOFA: Accordo di pesca per l’Oceano Indiano meridionale
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- SIOFA: Organisation für die Fischerei im südlichen Indischen Ozean
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[1] Comunicazione della Commissione "Una politica marittima integrata per l’Unione europea", COM(2007) 575 del 10 ottobre 2007.
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[1] Mitteilung der Kommission "Eine integrierte Meerespolitik für die Europäische Union" - KOM(2007) 575 vom 10.10.2007.
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[2] Tra cui i progetti HERMES (http://www.eu-hermes.net) e OASIS (http://www1.uni-hamburg.de/OASIS/), finanziati nell’ambito del 6º programma quadro di ricerca della CE. Cfr. anche i lavori svolti dal Consiglio internazionale per l’esplorazione del mare (CIEM) http://www.ices.dk.
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[2] Darunter HERMES-Projekte (http://www.eu-hermes.net) und OASIS-Projekte (http://www1.uni-hamburg.de/OASIS/), die im Rahmen des 6. Forschungsrahmenprogramms der EG finanziert werden. Vgl. auch die Arbeiten des Internationalen Rates für Meeresforschung (ICES) http://www.ices.dk.
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[3] http://ec.europa.eu/fisheries/publications/factsheets/legal_texts/ec_report59-25paras66to69final.pdf.
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[3] http://ec.europa.eu/fisheries/publications/factsheets/legal_texts/ec_report59-25paras66to69final.pdf
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[4] Regolamento (CE) n. 2347/2002 del Consiglio, del 16 dicembre 2002, che stabilisce le disposizioni specifiche di accesso e le relative condizioni per la pesca di stock di acque profonde, GU L 351 del 28.12.2002.
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[4] Verordnung (EG) Nr. 2347/2002 des Rates vom 16. Dezember 2002 mit spezifischen Zugangsbedingungen und einschlägigen Bestimmungen für die Fischerei auf Tiefseebestände (ABl. L 351 vom 28.12.2002).
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[5] Comunicazione della Commissione al Consiglio e al Parlamento Europeo - Esame della gestione degli stock di acque profonde, COM(2007) 30.
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[5] Mitteilung der Kommission an den Rat und das Europäische Parlament - Überprüfung der Tiefseebestandsbewirtschaftung - KOM(2007) 30.
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[6] Si veda a questo proposito la raccomandazione GFCM/29/2005/1 relativa alla gestione di talune attività di cattura di specie demersali e di acque profonde (Recommendation GFCM/29/2005/1 on the management of certain fisheries exploiting demersal and deepwater species).
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[6] Vgl. in diesem Zusammenhang Recommendation GFCM/29/2005/1 on the management of certain fisheries exploiting demersal and deepwater species .
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