Parere del Comitato delle regioni — Il contributo delle attività di volontariato alla coesione economica e sociale

Gazzetta ufficiale n. C 105 del 25/04/2008 pag. 0011 - 0015


Parere del Comitato delle regioni — Il contributo delle attività di volontariato alla coesione economica e sociale

(2008/C 105/03)

IL COMITATO DELLE REGIONI

- sottolinea l'importante contributo economico che le attività di volontariato apportano alle economie locali, regionali, nazionali ed UE attraverso a) le risorse umane aggiuntive che esse forniscono all'attività economica e sociale e b) la creazione di capitale sociale e di una migliore qualità della vita, che può essere un fattore importante nella creazione di investimenti e di occupazione;

- sottolinea che le attività di volontariato non dovrebbero essere viste, in nessun settore, come un surrogato o un sostituto del lavoro prestato dal personale impiegato retribuito;

- incoraggia gli Stati membri a raccogliere informazioni statistiche accurate circa il lavoro dei volontari anche a livello locale e regionale, per sostenere lo sviluppo di iniziative adeguate ad entrambi i livelli;

- ritiene opportuno dedicare maggiore attenzione alle questioni relative allo status giuridico del volontariato e raccomanda che, in relazione agli spostamenti transfrontalieri legati alle attività di volontariato, a tali attività venga attribuito — laddove ciò sia pertinente — uno status giuridico chiaramente definito e compatibile in tutti gli Stati membri;

- ritiene che il volontariato sia contraddistinto da una forte dimensione UE, e pertanto auspica in materia un approccio strategico più coerente e completo, in particolare:

- una migliore comprensione, attraverso una ricerca più approfondita e statistiche di migliore qualità a livello UE,

- un riconoscimento del contributo economico delle attività di volontariato e una maggiore accettazione del suo equivalente monetario come finanziamento complementare dei programmi finanziati dall'UE,

- una maggiore attenzione alle attività di volontariato a livello UE, al di là del dibattito sulla cittadinanza e sulle questioni giovanili,

- un esame delle nuove iniziative intese a incoraggiare lo scambio di esperienze e la mobilità dei volontari attraverso un programma europeo di volontariato per tutte le età.

Relatore : Declan MCDONNELL (IE/ALDE) membro del Consiglio della contea di Galway e della West Regional Authority

Raccomandazioni politiche

IL COMITATO DELLE REGIONI

Osservazioni generali

1. Ai fini del presente parere, considera che le attività di volontariato abbiano le seguenti tre caratteristiche distintive: non sono svolte in vista di un ritorno finanziario, vengono realizzate per propria libera scelta, e recano beneficio a persone che non siano il volontario o i suoi familiari. Queste caratteristiche coprono un ampio spettro di attività di volontariato, da quelle ufficiali a quelle informali, da quelle di breve a quelle di lungo termine, da quelle svolte a tempo parziale a quelle che consistono in un'occupazione a tempo pieno (es. servizio volontario);

2. riconosce che le attività di volontariato sono un elemento centrale della cittadinanza attiva e della democrazia a tutti i livelli, in quanto chi si impegna in tali attività contribuisce — direttamente o indirettamente — a migliorare la società per tutti a livello locale, regionale e nazionale;

3. riconosce che molto raramente le attività di volontariato sono svolte da persone appartenenti alle fasce colpite da esclusione sociale. Reputa invece importante sostenere questi gruppi ad impegnarsi nel volontariato e far sì che essi percepiscano come necessario il proprio lavoro;

4. riconosce il ruolo svolto dalle attività di volontariato nei paesi in via di sviluppo di tutto il mondo, nonché l'importanza di tali attività nel ridurre la povertà globale e promuovere un dialogo globale;

5. riconosce il ruolo che le attività di volontariato possono svolgere a livello locale, regionale, nazionale e internazionale nell'affrontare le questioni relative al cambiamento climatico e anche nel realizzare la protezione civile, l'inclusione sociale, la cooperazione per lo sviluppo e una migliore integrazione dei disabili e degli immigrati.

Contribuire agli obiettivi dell'Agenda di Lisbona — L'importanza del volontariato

6. Sottolinea l'importante contributo economico che le attività di volontariato apportano alle economie locali, regionali, nazionali ed UE attraverso a) le risorse umane aggiuntive che esse forniscono all'attività economica e sociale [1] e b) la creazione di capitale sociale e di una migliore qualità della vita, che può essere un fattore importante nella creazione di investimenti e di occupazione. Le ricerche dimostrano che il capitale sociale influisce direttamente — e positivamente — sui livelli di crescita delle regioni europee [2]. Condivide pienamente la posizione dell'OCSE, secondo cui il capitale sociale e la crescita economica si rafforzano a vicenda, e il capitale sociale esercita effetti benefici non solo sulla crescita economica, ma anche su altri settori cruciali quali il controllo sociale, l'inclusione sociale, la sanità, la governance, le istituzioni e l'acquisizione di competenze democratiche [3];

7. mette in rilievo i benefici che le attività di volontariato recano all'occupabilità [4], grazie ai programmi di volontariato e di servizio volontario. Il CdR ritiene inoltre che i gruppi più vulnerabili della società (gli immigrati, le minoranze, i disoccupati, i senzatetto, i tossicodipendenti e coloro che hanno abbandonato la scuola) vengano così messi in grado di trasformare la propria vita, essere attivamente coinvolti nella società acquisendo capacità e competenze, accedere a lavori meglio remunerati o ritornare nel sistema scolastico. Grazie a questa opportunità le persone di qualsiasi estrazione contribuiscono, tutte insieme, al bene comune, alla coesione sociale, alla diversità e al rispetto;

8. sottolinea il "valore aggiunto" che le attività di volontariato possono apportare alle attività sociali di supporto, ad esempio i progetti di aiuto e accompagnamento per i disabili, che non sempre possono essere realizzati dai servizi di sostegno a pagamento;

9. sottolinea il ruolo delle attività di volontariato nel fornire risposte nuove e innovative alle problematiche sociali emergenti e nel fungere da banco di prova per la realizzazione di nuovi servizi e la creazione di nuove opportunità di lavoro;

10. sottolinea comunque che le attività di volontariato non dovrebbero essere viste, in nessun settore, come un surrogato o un sostituto del lavoro prestato dal personale impiegato retribuito;

11. sottolinea gli effetti positivi delle attività di volontariato sulla salute delle persone, e il potenziale risparmio che tali attività possono rappresentare per la spesa dei servizi sanitari locali, regionali e nazionali. Le ricerche hanno dimostrato che le attività di volontariato possono avere un effetto particolarmente positivo sulla salute degli anziani [5]. Questo effetto positivo può recare benefici a persone di tutte le età, dai giovani ai pensionati, e può svolgere un ruolo significativo nella prevenzione delle malattie fisiche e mentali;

12. fa presente il ruolo decisivo che le attività di volontariato possono svolgere in materia di apprendimento permanente, consentendo agli individui di sviluppare nuove capacità che contribuiscano al loro sviluppo personale, sociale e culturale, nonché di migliorare e adattare la propria occupabilità, in un contesto economico in continuo cambiamento. In particolare si giudica molto positivo il fatto che si sviluppi il volontariato nella scuola, così da inculcare i valori che esso rappresenta;

13. sottolinea il ruolo delle attività di volontariato nell'appoggiare le iniziative di sviluppo locale e nel facilitare la buona attuazione di diverse iniziative finanziate dall'UE, quali il programma Leader. Queste attività fungono da contrappeso agli effetti negativi della globalizzazione e contribuiscono a garantire lo sviluppo economico locale sostenibile;

14. incoraggia le autorità pubbliche e le organizzazioni del volontariato a collaborare più strettamente alla definizione della politica in tale campo per fare sì che essa risponda meglio alle esigenze del settore del volontariato.

Ricerche e dati statistici carenti sulle attività di volontariato

15. Sottolinea la necessità di affrontare immediatamente il problema della mancanza di statistiche complete e accurate a livello UE o nazionale sul contributo economico delle attività di volontariato. Accoglie quindi con favore il fatto che il Belgio, la Francia, la Repubblica ceca, l'Italia e la Slovacchia si siano impegnate ad applicare ai propri sistemi di contabilità nazionale le istruzioni contenute nel manuale delle Nazioni Unite sulle istituzioni non-profit (UN Handbook on Non-Profit Institutions);

16. incoraggia gli Stati membri a raccogliere informazioni statistiche accurate circa il lavoro dei volontari anche a livello locale e regionale, per sostenere lo sviluppo di iniziative adeguate ad entrambi i livelli;

17. sollecita la Commissione europea a sviluppare una raccolta dati più sistematica sui volontari e sui servizi che essi prestano, e appoggia l'inclusione delle attività di volontariato nelle statistiche Eurostat come categoria specifica, per poter valutare con accuratezza il valore economico di tali attività;

18. raccomanda che in tutta l'UE venga svolta una ricerca comparata sul volontariato, con l'obiettivo di ottenere dati sulle sue tendenze, sulla sua portata e sulle sue caratteristiche a livello nazionale, regionale e locale. Ciò offrirebbe un'indicazione chiara delle analogie e differenze culturali che caratterizzano le attività e le infrastrutture di volontariato;

19. raccomanda di svolgere ricerche in tutta l'UE per individuare le esperienze di buone pratiche di promozione e sostegno delle attività di volontariato su base regionale e locale. In base ai risultati delle ricerche, le regioni che storicamente vantano maggiore esperienza in materia di volontariato potrebbero coadiuvare altre regioni e località nello sviluppo di nuove iniziative.

Status giuridico del volontariato

20. Ritiene opportuno dedicare maggiore attenzione alle questioni relative alla mancanza di uno status giuridico del volontariato e raccomanda che, in relazione agli spostamenti transfrontalieri legati alle attività di volontariato, con particolare riferimento ai diritti e ai doveri, a tali attività venga attribuito — laddove ciò sia pertinente — uno status giuridico chiaramente definito e compatibile in tutti gli Stati membri;

21. sottolinea la necessità, in linea di massima, di eliminare ostacoli alle attività di volontariato quali la mancanza di assicurazione o la soppressione delle prestazioni sociali, quali ad esempio quelle previdenziali, e che a tal fine dovrebbero essere adottati quadri giuridici adeguati.

Appoggiare le infrastrutture di sostegno al volontariato

22. Raccomanda che gli enti locali e regionali appoggino gli sforzi intesi a sviluppare un'infrastruttura adeguata per sostenere e agevolare le attività di volontariato, garantendo nel contempo il rispetto dell'autonomia del settore. Ad esempio, l'esistenza di centri di volontari con base locale o di altre infrastrutture adeguate può aiutare a promuovere il lavoro volontario, a fornire informazioni sulle opportunità in materia e a "professionalizzare" le pratiche di gestione dei volontari tra le organizzazioni che li utilizzano;

23. fa osservare che per il riconoscimento delle attività di volontariato esistono già sistemi decentrati di certificazione delle competenze che attestano le capacità, le conoscenze e le esperienze acquisite nel volontariato [6]. Fa poi notare che il coordinamento di questi sistemi decentrati con il sistema CV Europass potrebbe incoraggiare il riconoscimento a livello UE delle esperienze di volontariato in materia di occupabilità;

24. fa inoltre presente che un sistema di riconoscimenti UE per le organizzazioni del settore del volontariato e delle imprese metterebbe in luce gli esempi di buone pratiche e di eccellenza nella promozione e nell'incoraggiamento del volontariato. La premiazione potrebbe avere cadenza annuale, in modo da incoraggiare in tutta l'UE il dibattito su questioni quali la gestione e il supporto dei volontari;

25. sottolinea che per quanto riguarda le attività di volontariato a favore di bambini e adulti vulnerabili, l'assenza di una procedura coordinata a livello UE in materia di certificato del casellario giudiziario non mette i migranti in condizione di rispettare i requisiti stabiliti dagli Stati membri e dalle organizzazioni di volontariato che lavorano per proteggere da potenziali abusi i bambini e gli adulti vulnerabili.

Sostegno alle organizzazioni legate alle attività di volontariato

26. Accoglie con favore gli sforzi di alcune direzioni generali della Commissione europea (in particolare dalla DG Istruzione e cultura) per adottare un approccio più flessibile verso l'uso dell'attività di volontariato come strumento per integrare il finanziamento dei progetti finanziati dall'UE, e sottolinea che le attività di volontariato dovrebbero godere di maggiore riconoscimento in quanto attività equivalenti al cofinanziamento in altri programmi UE, una volta che il costo di questa attività sarà stato adeguatamente valutato. Ciò in un certo senso andrebbe nella direzione di un riconoscimento diretto del valore che il ricorso ai volontari rappresenta per le organizzazioni di volontariato;

27. riconosce l'importanza di promuovere e appoggiare le buone pratiche di gestione dei volontari tra le organizzazioni che li utilizzano. Le ricerche dimostrano che la messa in atto di tali buone pratiche può migliorare la partecipazione alle attività di un'organizzazione di volontariato e contribuire a "trattenervi" i volontari che già vi operano [7];

28. incoraggia le organizzazioni di volontariato ad usare le capacità e le energie dei volontari in maniera strategica, strutturata e sistematica, per aiutare a migliorare l'efficienza organizzativa e a rendere le esperienze di volontario quanto più efficaci possibile.

Il ruolo delle attività di volontariato nella coesione sociale

29. Rileva il ruolo chiave che le attività di volontariato possono svolgere nello sviluppo personale di un individuo. Il volontariato può offrire una nuova prospettiva sulla società e accrescere l'autostima e la fiducia in se stessi, consentendo al singolo di svolgere un ruolo più completo in una società più ampia. Osserva inoltre che le attività di volontariato rivestono una grande importanza anche per lo sviluppo economico, culturale e sociale a livello locale e regionale;

30. riconosce l'importanza che le attività di volontariato possono svolgere nell'integrazione di comunità nuove e storicamente escluse a livello locale, regionale e nazionale. Le attività di volontariato consentono agli individui e ai gruppi di incontrare — in un ambiente positivo e propizio all'aiuto reciproco — persone che hanno avuto un percorso di vita diverso;

31. mette in guardia da un'eccessiva concentrazione sui giovani e sulla gioventù del sostegno dell'UE al volontariato, e sottolinea che il volontariato è un'attività in cui tutti i settori della società possono svolgere un ruolo pieno e gratificante;

32. invita quindi l'UE, visto il suo invecchiamento demografico, ad incoraggiare particolarmente gli anziani a svolgere attività di volontariato, in considerazione a) delle competenze e delle esperienze che gli anziani hanno acquisito in tutto l'arco della vita e b) dei comprovati benefici delle attività di volontariato sulla salute. Un ottimo esempio sono le associazioni irlandesi che promuovono il pensionamento attivo;

33. riconosce che le attività di volontariato svolgono un ruolo essenziale nel rompere l'isolamento sociale tra gli individui e i gruppi, sia a) in quanto offrono sostegno sociale ai bambini e agli adulti vulnerabili, sia b) per il fatto che i volontari stessi possono sviluppare nuove reti di contatti e uscire dal proprio isolamento;

34. osserva il ruolo che le attività di volontariato e i progetti specifici possono svolgere nel promuovere e incoraggiare il dialogo tra generazioni e la comprensione nella società attuale, in rapida evoluzione [8];

35. chiede la creazione di un'iniziativa di finanziamento nel quadro del programma di gemellaggio tra città, per consentire il lancio di progetti di scambio di volontari, con l'obiettivo di potenziare le reti UE a livello regionale e locale e la cittadinanza attiva.

Coinvolgere i datori di lavoro pubblici e privati

36. Sottolinea che le attività di volontariato sono un elemento centrale nella promozione di un equilibrio sano tra vita professionale e privata per tutti i lavoratori nell'UE, in quanto incoraggiano le attività e la costituzione di reti al di fuori dell'ambiente lavorativo;

37. raccomanda la promozione delle attività di volontariato da parte degli organismi pubblici a livello locale e regionale, precisando che ciò può essere fatto incoraggiando le attività di volontariato da parte del personale, o sviluppando le iniziative e i partenariati di volontariato [9];

38. appoggia lo sviluppo di collegamenti sostenibili tra le imprese e le organizzazioni locali volontarie per promuovere la responsabilità sociale delle imprese, basata sulle risorse umane oltre che sulla generazione di sostegno finanziario da parte delle imprese. Ciò può essere fatto insieme alle PMI insediate in loco e alle organizzazioni di rappresentanza delle imprese locali e regionali, adoperandosi affinché i livelli direttivi promuovano il volontariato tra la forza lavoro.

Sviluppare una dimensione UE

39. Ritiene che il volontariato sia contraddistinto da una forte dimensione UE, e pertanto auspica in materia un approccio strategico più coerente e completo, in particolare:

- una migliore comprensione, attraverso una ricerca più approfondita e statistiche di migliore qualità a livello UE,

- un riconoscimento del contributo economico delle attività di volontariato e una maggiore accettazione del suo equivalente monetario come finanziamento complementare dei programmi finanziati dall'UE,

- una maggiore attenzione alle attività di volontariato a livello UE, al di là del dibattito sulla cittadinanza e sulle questioni giovanili,

- un esame delle nuove iniziative intese a incoraggiare lo scambio di esperienze e la mobilità dei volontari attraverso un programma europeo di volontariato per tutte le età;

40. raccomanda alla Commissione di dare concreto avvio a programmi o azioni che consentano lo sviluppo di progetti transnazionali europei di volontariato in grado di coinvolgere tutta la popolazione dell'Unione e non solo quella giovanile;

41. raccomanda di dichiarare il 2012 Anno europeo della cittadinanza attiva attraverso il volontariato, per dare un punto di riferimento alla promozione delle attività di volontariato e all'attuazione delle iniziative intese a affrontare le questioni sollevate dal presente parere;

42. riconosce che, vista la natura orizzontale del volontariato nel quadro delle politiche UE e la sua importanza per le attività UE in diversi settori, per occuparsi con successo delle questioni sollevate dal presente parere, è necessario un migliore coordinamento delle politiche e delle attività già esistenti;

43. incoraggia il Parlamento europeo ad essere più proattivo nel gestire la natura orizzontale delle attività di volontariato. Inoltre, un punto di contatto unico all'interno della Commissione può aiutare a sviluppare il potenziale delle attività di volontariato in diverse aree strategiche, al di là della cittadinanza e della gioventù;

44. si impegna a dare seguito alle raccomandazioni esposte in questo parere, collaborando con il Parlamento europeo e, laddove opportuno, con la Commissione.

Bruxelles, 7 febbraio 2008.

Il presidente

del Comitato delle regioni

Luc Van den Brande

[1] Si pensi, ad esempio, alla forte presenza del volontariato del programma di "Liverpool 08" (nel 2008 Liverpool sarà capitale europea della cultura).

[2] Social Capital and Regional Economic Growth (Capitale sociale e crescita economica regionale, Beugelsdijk e Van Schaik, 2003).

[3] The Well-being of Nations; The Role of Human and Social Capital (Il benessere delle nazioni; Il ruolo del capitale umano e sociale, OCSE, 2001).

[4] Time Bank/Reed Executive Survey of 200 of the UK's top busineses (2000) (Banca del tempo/Reed Executive, analisi di 200 delle principali imprese del Regno Unito, 2000)(http://timebank.org.uk/mediacentre/press_release_details.php?id=76).

[5] The Health Benefits of Volunteering — A Review of Recent Research (Corporation for National and Community Service, 2007) (I vantaggi delle attività di volontariato per la salute — Sintesi delle ultime ricerche, Corporation for National and Community Service, 2007) (http://www.nationalservice.gov).

[6] Ne è un esempio l'attestato del Land Assia (Germania):www.kompetenznachweis.hessen.de

[7] Volunteer Management Practices and Retention of Volunteers (Pratiche di gestione del volontariato e mantenimento dei volontari nell'attività, Mark A. Hager, Jeffrey L. Brudney, giugno 2004, The Urban Institute) (http://www.urban.org).

[8] Ad esempio, il progetto Living Scenes di Galway, dove 24 studenti della scuola secondaria Presentation in anno di transizione incontrano 22 adulti delle associazioni di Galway per il pensionamento attivo, in un programma intergenerazionale adesso integrato nei programmi dell'anno scolastico di transizione.

[9] Numerosi enti locali e regionali in alcuni Stati membri hanno messo a punto o appoggiano programmi di volontariato presso i propri dipendenti, spesso attraverso contributi volontari provenienti dalle retribuzioni del personale, con l'obiettivo di promuovere la comunicazione delle competenze a organizzazioni di beneficenza e per aiutare i giovani imprenditori locali e le attività di sviluppo locale.

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