Comunicazione della Commissione al Consiglio, al Parlamento Europeo, al Comitato economico e sociale europeo e al Comitato delle regioni sul riesame della situazione relativa all'interoperabilità dei servizi di televisione digitale interattiva ai sensi della comunicazione COM(2004) 541 del 30 luglio 2004 /* COM/2006/0037 def. */
[pic] | COMMISSIONE DELLE COMUNITÀ EUROPEE | Bruxelles, 02.02.2006 COM(2006) 37 definitivo COMUNICAZIONE DELLA COMMISSIONE AL CONSIGLIO, AL PARLAMENTO EUROPEO, AL COMITATO ECONOMICO E SOCIALE EUROPEO E AL COMITATO DELLE REGIONI sul riesame della situazione relativa all'interoperabilità dei servizi di televisione digitale interattiva ai sensi della comunicazione COM(2004) 541 del 30 luglio 2004 COMUNICAZIONE DELLA COMMISSIONE AL CONSIGLIO, AL PARLAMENTO EUROPEO, AL COMITATO ECONOMICO E SOCIALE EUROPEO E AL COMITATO DELLE REGIONI sul riesame della situazione relativa all'interoperabilità dei servizi di televisione digitale interattiva ai sensi della comunicazione COM(2004) 541 del 30 luglio 2004 RELAZIONE Nel luglio 2004 la Commissione ha pubblicato una comunicazione che illustra la sua posizione sull'interoperabilità dei servizi di televisione digitale interattiva, a norma dell'articolo 18, paragrafo 3, della direttiva 2002/21/CE che istituisce un quadro normativo comune per le reti ed i servizi di comunicazione elettronica (direttiva quadro). Nelle conclusioni della comunicazione la Commissione sosteneva che non c'era ragione di imporre norme obbligatorie per la televisione interattiva e specificava che la questione sarebbe stata riesaminata nel 2005. Nella comunicazione si proponeva inoltre di costituire un gruppo di lavoro per individuare le azioni in grado di promuovere l'adozione della norma MHP ( Multimedia Home Platform , piattaforma multimediale domestica) da parte del mercato. Il presente riesame è basato sulla valutazione precedente e tiene conto degli sviluppi sul mercato a partire dal luglio 2004. Negli ultimi 18 mesi la Commissione ha intrattenuto un dialogo approfondito sull'interoperabilità della televisione digitale con le parti interessate del settore pubblico e privato, nell'ambito del gruppo sull'attuazione della norma MHP, al quale sono state presentate le relazioni che descrivono la situazione in dieci Stati membri e che è servito da forum per lo scambio di idee e buone pratiche. Gli sviluppi del mercato, in particolare in Italia, hanno dimostrato che è possibile conseguire l'interoperabilità quando i soggetti interessati agiscono di comune accordo per attuare una norma tecnica come l'MHP, ma di per sé questo non basta a garantire l'introduzione su vasta scala e la crescita dei servizi di televisione digitale interattiva che richiedono ulteriori progressi sul piano commerciale e tecnico. Le priorità della Commissione consistono ora nel collaborare con gli Stati membri per garantire il successo del passaggio al digitale, che costituisce una condizione preliminare per poter disporre di servizi digitali interattivi, e per incoraggiare l'utilizzo di norme aperte e la collaborazione avviata tra Stati membri e tra soggetti interessati nel campo dell'interoperabilità e dello scambio di buone pratiche. La Commissione intende assicurare ai cittadini europei la possibilità di beneficiare dei vantaggi offerti dalla televisione digitale, in particolare della crescente disponibilità di servizi di televisione digitale interattiva, presenti su un numero sempre maggiore di piattaforme di trasmissione. Essa ritiene che, attualmente, la cosa migliore sia lasciare che il mercato continui a fare affidamento su iniziative di standardizzazione volontarie promosse dal settore stesso. 1. ANTEFATTI Nel maggio 2005 la Commissione ha pubblicato una comunicazione sull'accelerazione della migrazione dalla radiodiffusione televisiva in tecnica analogica a quella digitale[1] nella quale proponeva il termine ultimo del 2012 per la transizione, da parte degli Stati membri, dalla radiodiffusione televisiva in tecnica analogica a quella digitale. Uno dei vantaggi della televisione digitale consiste nella possibilità di disporre di applicazioni completamente interattive grazie alle quali il telespettatore è in grado di interagire attraverso un "canale di ritorno". Le applicazioni interattive richiedono che all'interno del ricevitore sia presente un'interfaccia API ( application programming interface , interfaccia per la programmazione di applicazioni). Il 30 luglio 2004 la Commissione ha pubblicato una comunicazione sull'interoperabilità dei servizi di televisione digitale interattiva[2], nella quale è illustrata la posizione della Commissione sull'interoperabilità dei servizi di televisione digitale interattiva a norma dell'articolo 18, paragrafo 3, della direttiva quadro[3]. In base a tale articolo, qualora non sia stata conseguita un'adeguata interoperabilità della televisione digitale interattiva, la Commissione può adottare provvedimenti per rendere determinate norme obbligatorie. Nella comunicazione si concludeva che, in quel momento, non c'era ragione di rendere obbligatorie le norme, ma che la questione avrebbe dovuto essere riesaminata nel 2005. Nel frattempo si proponeva una serie di iniziative promozionali e altre misure correlate per promuovere l'introduzione di servizi digitali interattivi basati sulla norma MHP, che all'epoca era l'unica norma aperta per le API adottata dagli organismi di normalizzazione dell'UE. Tali iniziative comprendevano la creazione di un gruppo di lavoro sull'attuazione della norma MHP, la conferma che gli Stati membri possono offrire agli utenti incentivi per l'acquisto di ricevitori per i servizi di televisione interattiva , nel rispetto delle norme in materia di aiuti di Stato, e il monitoraggio dell'accesso alle tecnologie proprietarie. L'analisi di base era contenuta nella valutazione d'impatto approfondita (VIA), pubblicata come documento SEC(2004) 1028. Secondo tale analisi, l'imposizione di una o più norme obbligatorie a livello europeo, pur potendo garantire la certezza giuridica ai vari operatori nella catena del valore della televisione interattiva e permettere economie di scala a livello europeo, avrebbe però ripercussioni economiche negative sulle apparecchiature già in possesso dei consumatori e potrebbe soffocare l'innovazione e creare un ostacolo all'ingresso nel mercato. La presente comunicazione contiene una valutazione degli sviluppi nel settore della televisione digitale interattiva a partire dal luglio 2004. 2. EVOLUZIONE DELLA SITUAZIONE NEL PERIODO LUGLIO 2004 – DICEMBRE 2005 2.1. Conclusioni del Consiglio "Telecomunicazioni" Nelle conclusioni adottate il 9 dicembre 2004, il Consiglio "Trasporti, telecomunicazioni e energia" accoglieva con favore la comunicazione della Commissione e le iniziative promozionali proposte e approvava l'intenzione della Commissione di riesaminare la situazione relativa all'interoperabilità dei servizi di televisione digitale interattiva nella seconda metà del 2005. Il Consiglio invitava inoltre la Commissione a individuare possibili iniziative in relazione alle norme diverse dall'MHP, pubblicate sulla Gazzetta Ufficiale dell'Unione europea a norma dell'articolo 17, paragrafo 1, della direttiva quadro, per incoraggiare lo sviluppo della televisione digitale interattiva. 2.2. Il gruppo sull'attuazione della norma MHP Il gruppo sull'attuazione della norma MHP, istituito in seguito alla comunicazione del 2004, ha tenuto la sua prima riunione a Bruxelles nel novembre 2004. Le attività del gruppo erano finalizzate allo scambio di informazioni e di buone pratiche e alla promozione dei contatti tra gli operatori nel settore della televisione interattiva. Tale iniziativa mirava a costituire una massa critica e a realizzare economie di scala a favore della norma MHP per superare il problema di frammentazione che i nuovi prodotti di radiodiffusione devono affrontare. In risposta alle conclusioni del Consiglio, i lavori del gruppo hanno riguardato questioni correlate alla televisione digitale interattiva in generale, in particolare l'uso di norme diverse dalla MHP. Il gruppo, composto da rappresentanti di ministeri e autorità di regolamentazione, emittenti, operatori di rete, fabbricanti, associazioni industriali e progetti di ricerca, ha tenuto cinque riunioni tra il novembre 2004 e il settembre 2005. Dalle relazioni presentate sulla situazione di dieci paesi (Italia, Finlandia, Svezia, Norvegia, Danimarca, Ungheria, Paesi Bassi, Spagna, Germania e Belgio) e dagli interventi delle imprese del settore, è emersa l'importanza del dibattito per la radiodiffusione europea. I lavori del gruppo sull'attuazione della norma MHP sono serviti a dimostrare l'utilità dell'esistenza di un forum per lo scambio di opinioni e pareri tra le parti interessate, in un settore complesso quale quello dell'interoperabilità dei servizi di televisione digitale interattiva. 2.3. Sviluppi nel settore della televisione digitale Il passaggio dalla televisione analogica alla televisione digitale costituisce una condizione indispensabile per l'introduzione dei servizi di televisione digitale interattiva. In Europa la televisione digitale terrestre è incappata in alcune false partenze, ma stanno ora emergendo modelli commerciali sostenibili e il passaggio sta acquistando terreno. Nella tabella 1 è riportata la situazione della televisione digitale nell'UE alla fine del giugno 2005. Televisione digitale | Abbonati (000) | Penetrazione % | |Cavo |Satellite |Terrestre |DSL | Totale | | |Austria |60 |228 |0 |0 |288 | 8,8% | | Belgio |146 |0 |10 |3 |159 | 3,7% | | Cipro |0 |12 |0 |4 |16 | 6,5% | | Rep. ceca |0 |90 |0 |0 |90 | 2,2% | | Danimarca |140 |337 |0 |0 |477 | 19,2% | | Estonia |0 |8 |1 |0 |9 | 1,5% | | Finlandia |129 |48 |516 |0 |693 | 28,6% | | Francia |1022 |4402 |490 |750 |6664 | 25,3% | | Germania |2038 |2440 |2200 |0 |6678 | 17,1% | | Grecia |0 |218 |0 |0 |218 | 5,6% | | Ungheria |0 |150 |4 |0 |154 | 3,9% | | Irlanda |170 |363 |0 |0 |533 | 38,1% | | Italia |0 |3318 |2500 |221 |6039 | 26,9% | | Lettonia |10 |8 |0 |0 |18 | 2,0% | | Lituania |0 |8 |0 |0 |8 | 0,6% | | Lussemburgo |1 |0 |0 |0 |1 | 0,6% | | Malta |2 |0 |0 |0 |2 | 1,5% | | Paesi Bassi |190 |555 |128 |0 |873 | 12,4% | | Polonia |45 |1230 |0 |0 |1275 | 9,3% | | Portogallo |380 |389 |0 |0 |769 | 15,1% | | Slovacchia |0 |15 |0 |0 |15 | 0,8% | | Slovenia |2 |0 |0 |5 |7 | 1,0% | | Spagna |665 |1776 |0 |57 |2498 | 17,3% | | Svezia |230 |608 |450 |12 |1300 | 28,9% | | Regno Unito |2600 |7913 |5178 |26 |15713 | 63,5% | | TOTALEUE 25 |7826 |24116 |11477 |982 |44497 | 23,7% | | Fonte: Dataxis 2.4. MHP – sviluppi sul mercato La domanda di applicazioni televisive interattive si è rivelata inferiore alle previsioni di qualche anno fa e il successo commerciale della televisione interattiva resta limitato. I maggiori successi sono stati registrati nel campo degli spettacoli a quiz, dello sport, delle scommesse e dei programmi di reality; i governi non hanno ancora trovato il modo di utilizzare adeguatamente tale tecnologia per comunicare con i cittadini. La diffusione più massiccia di ricevitori digitali interattivi dotati dello standard MHP si registra in Italia. Il successo dell'MPH in Italia è strettamente legato al regime di aiuti al consumo in vigore in tale paese, in virtù del quale il governo sovvenziona l'acquisto di un ricevitore dotato di capacità interattive e di un canale di ritorno. L'aiuto è servito a colmare la differenza di prezzo tra i prodotti MHP e quelli più economici, ma privi di funzionalità interattive, e, di conseguenza, il mercato dei ricevitori interattivi è stato dominato dall'MHP. In seguito all'aumento della domanda e alla concorrenza nella fornitura, i prezzi dei prodotti MHP in Italia sono scesi notevolmente. La domanda ha consentito alle apparecchiature MHP di conseguire una massa critica, permettendo di realizzare economie di scala e significative riduzioni dei prezzi. La presenza di una base sufficientemente ampia di apparecchiature installate costituisce una condizione indispensabile per il successo dei servizi interattivi. In Italia sono presenti oltre 2 milioni di ricevitori MHP, ma i servizi interattivi hanno comunque tardato a svilupparsi. Una delle difficoltà è rappresentata dalla riluttanza dei consumatori provvisti di ricevitore interattivo a connetterlo e ad utilizzare il canale di ritorno attraverso la linea telefonica, spesso dovuta, banalmente, al fatto di non disporre sempre di una presa telefonica accanto all'apparecchio televisivo[4]. Inoltre, gli italiani equipaggiati con ricevitori MHP sono serviti dalla piattaforma terrestre. Durante il periodo di transizione (analogico-digitale), lo spettro di radiofrequenze disponibili è estremamente limitato e ciò impedisce l'introduzione di servizi interattivi che richiedono anch'essi porzioni di spettro. Nonostante ciò, le autorità italiane intendono utilizzare la televisione interattiva quale piattaforma principale per la fornitura di servizi ai cittadini. In Italia il mercato estremamente competitivo dei ricevitori digitali ha fatto scendere a meno di 100 euro il prezzo dei ricevitori MHP, ma tale riduzione non si è estesa ad altri mercati meno competitivi nei quali i prezzi delle apparecchiature MHP restano relativamente elevati. Nei mercati nordici (Finlandia, Svezia, Danimarca, Norvegia) e in Germania, la notevole differenza di prezzo tra ricevitori MHP e altri ricevitori digitali più semplici ha indotto la maggior parte dei consumatori a non comprare i prodotti MHP. Anche per una norma unica come l'MHP possono esistere molteplici specifiche di implementazione. Le emittenti italiane hanno collaborato strettamente per elaborare un insieme comune di specifiche di implementazione. Il successo dell'adozione dell'MHP in Italia deriva dalla combinazione dei seguenti fattori: 1) l'accordo volontario concluso tra le emittenti italiane per l'utilizzo dell'MHP, 2) l'introduzione, da parte del governo, di un regime di aiuti per i ricevitori interattivi e 3) la definizione di specifiche di implementazione comuni. Lo sviluppo della televisione digitale in Italia è servito a dimostrare l'importanza della flessibilità e del consenso tra i protagonisti del mercato per conseguire un'effettiva interoperabilità. Nei paesi nordici, sebbene il progetto NorDig raccolga un ampio consenso tra emittenti e autorità pubbliche, la norma MHP non ha mai raggiunto una forte penetrazione, principalmente a causa della differenza di prezzo tra tali apparecchi e i ricevitori privi di funzionalità di televisione interattiva o di altre funzioni avanzate. I paesi nordici sono paesi ricchi, ma i loro mercati sono relativamente piccoli e la differenza di prezzo, in mancanza di un regime di sovvenzioni, ha costituito il principale ostacolo alla diffusione dell'MHP. In Germania gli operatori di reti via cavo e le emittenti del servizio pubblico hanno annunciato il loro sostegno all'MHP, ma tra gli operatori non è stato raggiunto un livello di coordinamento pari a quello italiano. Le emittenti commerciali e gli operatori della televisione a pagamento sono stati più cauti nell'investire nella televisione interattiva, in particolare in assenza di un chiaro modello commerciale e, in generale, non sono state concesse sovvenzioni ai consumatori. Nella regione delle Fiandre, in Belgio, l'adozione della norma MHP sulla rete via cavo appare molto promettente in quanto il cavo è, per sua stessa natura, un mezzo d'interattività a due sensi che consente agli utenti di beneficiare pienamente dei servizi interattivi e di apprezzarne l'utilità. L'operatore della rete via cavo ha inoltre concluso accordi di partenariato con le emittenti e con i fornitori di contenuti. 2.5. Altre norme per la televisione digitale interattiva Nella comunicazione del luglio 2004 la Commissione ha segnalato la sua intenzione di aggiungere due ulteriori norme per la televisione interattiva (ossia, l'MHEG-5[5] e il WTVML[6]) all'elenco delle norme pubblicato nella Gazzetta Ufficiale dell'Unione europea ai sensi dell'articolo 17 della direttiva quadro, subordinatamente alla loro adozione da parte dell'ETSI. Tali norme, ampiamente utilizzate nel mercato, sono ora state adottate dall'ETSI e la Commissione sta apportando le necessarie modifiche al loro elenco[7]. A mano a mano che saranno rese disponibili, si prenderà in considerazione la possibilità di inserire nell'elenco delle norme anche quelle che emergono dal programma di lavoro della standardizzazione definito nel mandato M331, quale il formato PCF (Portable Content Format)[8]. Il PCF migliora l'interoperabilità consentendo ai fornitori di contenuti di preparare i contenuti una sola volta e di renderli disponibili su svariate piattaforme API. Il formato PCF copre l'80% delle applicazioni di televisione interattiva. Insieme alle altre norme prodotte nell'ambito del mandato 331, il PCF è potenzialmente in grado di agevolare lo sviluppo di contenuti interattivi, nonché di migliorare l'interoperabilità. Per quando riguarda le norme proprietarie, la direttiva quadro impone agli Stati membri di incoraggiare i proprietari delle API a rendere disponibili in termini equi, ragionevoli e non discriminatori e dietro adeguata remunerazione, tutte le informazioni necessarie a consentire ai fornitori di servizi di televisione digitale interattiva di fornire tutti i servizi supportati dalle API in una forma pienamente funzionale. La Commissione tiene sotto controllo la situazione relativa alla disponibilità di tecnologie proprietarie concesse in licenza dai produttori e non ha ricevuto denunce in merito ai contratti di licenza. 2.6. Tabella di marcia sull'interoperabilità tecnica della televisione ad alta definizione (HDTV) I servizi della Commissione, preoccupati del rischio di frammentazione del mercato derivante dall'esistenza di differenti (per quanto standardizzate) opzioni tecniche per la televisione ad alta definizione, hanno organizzato il 21 gennaio 2005, a Bruxelles, un seminario sull'interoperabilità dell'HDTV al quale hanno partecipato le emittenti pubbliche e private europee, i produttori, i fornitori di infrastrutture e di servizi e i gruppi di programmazione nazionali ed europei sull'HDTV. È stato raggiunto un accordo su un sistema di etichettatura degli schermi: la dicitura "HD Ready" (pronto per l'alta definizione) applicata agli apparecchi destinati al grande pubblico significa che lo schermo può supportare entrambi i principali standard utilizzati a livello internazionale per i formati di scansione, vale a dire la scansione progressiva a 720 righe e la scansione interlacciata a 1080 righe. A lungo termine è previsto anche l'utilizzo del più costoso formato progressivo 1080/50 che offre, tuttavia, una qualità estremamente elevata. Nel corso del seminario è stato inoltre confermato che tutti gli apparecchi di ricezione in formato HD supporteranno sia l'MPEG-2 che il nuovo sistema di compressione e codifica avanzato MPEG-4 AVC[9]. In questo modo le emittenti saranno libere di scegliere i sistemi di codifica e i formati di scansione preferiti, pur sempre nell'ambito delle opzioni offerte dagli schermi "HD Ready". L'approccio seguito dai rappresentanti europei del settore presenti al seminario è quello di promuovere la flessibilità e l'interoperabilità tra le specifiche dell'HDTV. L'accordo raggiunto, volontario e aperto a tutti gli operatori del mercato, offre ai consumatori che si accingono ad acquistare un apparecchio HDTV la garanzia di investire in un bene a prova di futuro, visto l'esborso non indifferente dell'acquisto di uno schermo di grandi dimensioni. L'etichetta "HD Ready" consente ai consumatori di distinguere tra gli schermi a definizione standard e quelli ad alta definizione. La tabella di marcia è stata presentata al comitato per le comunicazioni (COCOM) ed è disponibile nel registro dei documenti pubblici del COCOM[10]. 3. LA POSIZIONE DELLA COMMISSIONE SULL'INTEROPERABILITÀ DEI SERVIZI DI TELEVISIONE DIGITALE INTERATTIVA L'articolo 18, paragrafo 3, della direttiva quadro consente alla Commissione, qualora l'interoperabilità non sia stata adeguatamente raggiunta, di ricorrere alla procedura di cui all'articolo 17 della direttiva medesima, che permette di rendere obbligatoria l'applicazione di determinate norme. Nella sua comunicazione del luglio 2004, la Commissione ha passato in rassegna i differenti aspetti racchiusi nel termine "interoperabilità" contenuto nella direttiva ed ha concluso che la vera questione non consisteva nello stabilire se fosse stata raggiunta o meno l'interoperabilità, ma se fosse opportuno rendere obbligatorie una o più norme API per uno o più segmenti del mercato. Sulla base della valutazione d'impatto approfondita pubblicata come documento SEC(2004) 1028, la Commissione ha concluso che in quel momento la situazione non era tale da rendere obbligatorie le norme, ma che la questione avrebbe dovuto essere riesaminata nel 2005. Dopo 18 mesi la questione che la Commissione deve affrontare resta la stessa, ma l'evoluzione del mercato in questo periodo e le discussioni approfondite con i soggetti interessati hanno evidenziato numerosi aspetti: - una norma come l'MHP è una norma complessa per la quale possono esistere molteplici specifiche di implementazione. Il successo dell'MHP in Italia è dovuto anche al fatto che le emittenti si sono accordate su una specifica comune di implementazione tecnica ed hanno elaborato una serie di prove per verificare la conformità e garantire l'interoperabilità delle apparecchiature di produttori differenti.Tale esperienza dimostra che l'interoperabilità non può essere garantita imponendo semplicemente per legge una norma come l'MHP, ma può essere conseguita quando i soggetti interessati agiscono di comune accordo per attuare una norma con il fine di assicurare l'interoperabilità; - una delle tesi a favore di una norma comune sostiene che questa consentirebbe ai produttori di realizzare economie di scala e, di conseguenza, di ridurre il prezzo degli apparecchi per i consumatori. L'esperienza dell'anno scorso (ad esempio, se si confrontano i prezzi di prodotti MHP analoghi in Italia e Germania) dimostra che i prezzi degli apparecchi dipendono in larga misura dalle condizioni del mercato e che la riduzione dei prezzi in un paese non si ripercuote immediatamente in altri paesi; - la crescita dei servizi interattivi è stata più lenta di quanti molti osservatori prevedessero. Prima che sia possibile prevedere una crescita significativa dei servizi online offerti dalle autorità pubbliche è necessaria un'ulteriore evoluzione dei modelli commerciali; - nel settore della televisione ad alta definizione è emerso un nuovo paradigma di approccio condiviso e di cooperazione in materia di interoperabilità tecnica, che sembra un modello promettente per risolvere anche altri problemi legati all'interoperabilità. La Commissione ritiene che questi nuovi sviluppi confermino le sue analisi e le sue conclusioni precedenti, vale a dire che l'imposizione di norme a livello comunitario, in applicazione dell'articolo 18, paragrafo 3, della direttiva quadro, non contribuirebbe in misura significativa alla crescita della televisione digitale interattiva in Europa, ma potrebbe avere gravi ripercussioni negative. 4. CONCLUSIONI La Commissione intende, in via prioritaria: - collaborare con gli Stati membri per assicurare il successo del passaggio alla televisione digitale, quale primo passo fondamentale verso i servizi digitali interattivi La Commissione ha intenzione di dare seguito alla sua comunicazione del maggio 2005 sul passaggio dalla televisione analogica a quella digitale e sorveglierà attentamente i progressi compiuti dagli Stati membri. Le informazioni sui piani adottati dagli Stati membri per il passaggio alla televisione digitale saranno pubblicate periodicamente sul sito internet Europa[11]; - promuovere norme aperte e l'interoperabilità Nell'ambito del passaggio alla televisione digitale, dell'interoperabilità dei servizi e delle tecnologie della televisione digitale, la Commissione continuerà a promuovere le norme aperte sviluppate dagli organismi di normalizzazione europei; - sostenere la cooperazione tra gli Stati membri e tra i soggetti interessati La Commissione continuerà a riunire gli Stati membri nel sottogruppo emittenza del comitato per le comunicazioni che fungerà da forum per lo scambio di esperienze e di buone pratiche sulla televisione digitale in generale e sulla televisione digitale interattiva in particolare. Il gruppo sull'attuazione della norma MHP ha dimostrato l'utilità di disporre di un forum per lo scambio di pareri tra le parti interessate e il settore sta prendendo un'iniziativa per portare avanti il coordinamento degli operatori del settore. Tale coordinamento sarà basato sul modello adottato con successo per la televisione ad alta definizione, nell'ambito del quale l'UER (Unione europea di radiodiffusione) e il DIF (forum sull'interoperabilità digitale) hanno creato un forum per l'HDTV europea. La Commissione sostiene le iniziative di questo tipo avviate dagli operatori del settore e assicurerà la necessaria cooperazione tra le due attività menzionate in precedenza; - promuovere la cooperazione internazionale sulle norme aperte e sull'interoperabilità per la televisione digitale La televisione digitale è il catalizzatore potenziale dell'inclusione digitale e della coesione sociale. La Commissione continuerà a promuovere norme aperte e interoperabili per la televisione digitale in modo da rendere possibile lo scambio di contenuti in ogni parte del mondo. La Commissione ha avviato e finanziato una serie di iniziative volte a promuovere la cooperazione internazionale nei campi della ricerca, dello sviluppo e della standardizzazione della televisione digitale, che potrebbero essere estese alla collaborazione internazionale nella realizzazione e nella produzione della televisione digitale; - sorvegliare l'uso di tecnologie proprietarie L'utilizzo di tecnologie proprietarie continuerà ad essere analizzato alla luce delle regole di concorrenza comunitarie. [1] COM(2005) 204. [2] COM(2004) 541. [3] Direttiva 2002/21/CE che istituisce un quadro normativo comune per le reti ed i servizi di comunicazione elettronica. [4] Tale situazione potrebbe cambiare con l'introduzione dei sistemi di reti domestiche. [5] L'MHEG-5 fa parte di una norma internazionale elaborata dall'MHEG ( Multimedia and Hypermedia Experts Group , Gruppo di esperti della multimedialità e dell'ipermedialità) ed è più semplice dell'MHP. In base alle stime esistono oltre 5 milioni di ricevitori che utilizzano l'MHEG-5. [6] Il WTVML è un'estensione del WML ( Wireless Mark-up Language ) per la televisione. Si tratta di un micro browser per le applicazioni di televisione interattiva. In base alle stime esistono oltre 7 milioni di ricevitori che utilizzano il WTVML. [7] La procedura prevede la richiesta del parere degli Stati Membri attraverso il comitato per le comunicazioni. [8] Cfr. SEC(2004) 346, pag. 19. [9] Quando sarà divenuto uno standard europeo si potrà prevedere anche il supporto del sistema di compressione e codifica VC1. [10] COCOM05-37, disponibile all'indirizzo http://forum.europa.eu.int/Public/irc/infso/cocom1/library. [11] http://europa.eu.int/information_society/policy/ecomm/todays_framework/digital_broadcasting/ switchover/national_swo_plans/index_en.htm