52012DC0741


Titolo e riferimento

RELAZIONE DELLA COMMISSIONE AL PARLAMENTO EUROPEO E AL CONSIGLIO Andamento della situazione dei mercati e conseguenti condizioni per l’estinzione graduale del regime delle quote latte – seconda relazione sull’“atterraggio morbido”

/* COM/2012/0741 final */

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INDICE

Mandato 3

Struttura....................................................................................................................................... 3

1........... Andamento della situazione del mercato del latte e dei prodotti lattiero-caseari................. 3

1.1........ Andamento del mercato fino ad oggi............................................................................... 3

1.1.1..... Produzione lattiera.......................................................................................................... 3

1.1.2..... Prezzi del latte franco azienda nell’UE............................................................................. 4

1.1.3..... Prezzi dei prodotti lattiero-caseari, livelli di scorte ed esportazioni.................................... 4

1.1.4..... Stime sui margini delle aziende produttrici di latte nell’UE................................................. 5

1.2........ Prospettive di mercato a medio termine........................................................................... 5

2........... Graduale abolizione delle quote latte................................................................................ 6

2.1........ Produzione lattiera confrontata con i limiti imposti dalle quote........................................... 6

2.2........ Evoluzione del prezzo delle quote latte............................................................................. 7

3........... Osservazioni conclusive.................................................................................................. 7

ALLEGATO I. PRODUZIONE LATTIERA E ANDAMENTO DEL PREZZO DEL LATTE.............................. 9

ALLEGATO II. PROSPETTIVE A MEDIO TERMINE NEL settore lattiero-caseario......................................... 11

ALLEGATO III PRODUZIONE DI LATTE RISPETTO ALLE QUOTE............................................................ 14

ALLEGATO IV Andamento del prezzo delle quote latte nell’UE........................................................................... 15

RELAZIONE DELLA COMMISSIONE AL PARLAMENTO EUROPEO E AL CONSIGLIO

Andamento della situazione dei mercati e conseguenti condizioni per l’estinzione graduale del regime delle quote latte – seconda relazione sull’“atterraggio morbido”

Mandato

L’articolo 184, paragrafo 6, del regolamento (CE) n. 1234/2007 del Consiglio, del 22 ottobre 2007, recante organizzazione comune dei mercati agricoli e disposizioni specifiche per taluni prodotti agricoli (regolamento unico OCM), prevede che la Commissione presenti al Parlamento europeo e al Consiglio, anteriormente al 31 dicembre 2010 e al 31 dicembre 2012, una relazione sull’andamento della situazione dei mercati e sulle conseguenti condizioni per l’estinzione graduale del regime delle quote latte, corredata eventualmente da proposte adeguate. La cosiddetta prima relazione sull’atterraggio morbido è stata pubblicata l’8 dicembre 2010 con il riferimento COM(2010) 727 definitivo, mentre la presente costituisce la seconda relazione della serie.

Struttura

La relazione è divisa in tre parti: nella prima parte è descritto l’andamento della situazione del mercato per il latte vaccino dalla metà del 2010 (data finale della prima relazione sull’atterraggio morbido) e sono delineate le prospettive a medio termine; nella seconda parte viene esaminato il modo in cui è avvenuta la graduale estinzione del regime delle quote latte, mentre le osservazioni conclusive sono presentate nella terza parte.

1.           Andamento della situazione del mercato del latte e dei prodotti lattiero-caseari

1.1.        Andamento del mercato fino ad oggi

La volatilità – benché non nella misura osservata tra il 2007 e il 2009 – si è protratta sul mercato dei prodotti lattiero-caseari fino alla fine del 2010, riducendosi alquanto nel 2011 e nel 2012 fino ad oggi. Nel 2010 e nel 2011 è stata registrata una grande fluttuazione dei prezzi che ha generato un incremento della produzione e una correzione dei prezzi nella prima metà del 2012. La risalita dei prezzi è iniziata nuovamente nel terzo trimestre del 2012.

1.1.1      Produzione lattiera

Negli ultimi tre anni la raccolta di latte vaccino all’interno dell’UE è costantemente aumentata raggiungendo le seguenti percentuali: + 1,4% nel 2010, + 2% nel 2011 e circa + 1,5% nei primi sette mesi del 2012 rispetto allo stesso periodo del 2011.

La produzione lattiera è cresciuta anche nelle principali regioni del mondo fornitrici di latte: la produzione complessiva di USA, Nuova Zelanda, Australia e Argentina è aumentata del 5,3% tra il 2010 e il 2011. Questa tendenza prosegue nel 2012, benché negli USA si osservi un certo rallentamento dopo l’ondata di caldo di quest’estate. Paragonata allo stesso periodo del 2011, la produzione lattiera del 2012 è aumentata di + 2,8% negli USA, + 11,4% in Nuova Zelanda (solo fino a luglio), + 4,7% in Australia e + 5,9% in Argentina nei primi otto mesi del 2012 (cfr. grafico 1 nell’allegato I).

1.1.2.     Prezzi del latte franco azienda nell’UE

I prezzi medi del latte franco azienda nell’UE sono costantemente aumentati da aprile a novembre 2010. Essi sono rimasti a circa 33 c/kg fino ad aprile 2011 per poi aumentare nuovamente a 35,1 c/kg nel novembre 2011 come media ponderata per l’UE-27 (cfr. grafico 2 nell’allegato I). Una rettifica stagionale è apparsa nel dicembre 2011, nonché nel gennaio e nel febbraio 2012, ammontando a – 2%. In termini comparativi, tale rettifica è stata di – 3% all’inizio del 2010 e – 1% agli inizi del 2011.

Tuttavia, nel 2012 la tendenza al ribasso è proseguita fino all’estate, oltrepassando quella stagionale, in risposta alle pressioni derivanti dall’aumento dell’offerta di latte all’interno e all’esterno dell’UE. Si stima che l’ultimo prezzo medio del latte franco azienda nell’UE equivalga a 31,3 c/kg per il mese di agosto 2012, il che corrisponde a una percentuale del 9,5% inferiore al prezzo medio di luglio 2011 ma dell’1,2% superiore a quella di luglio 2010 e del 27% superiore al livello più basso raggiunto nel maggio 2009.

Gli ultimi prezzi a pronti relativi al latte e ai prodotti lattiero-caseari disponibili al momento della stesura della relazione indicavano entrambi una ripresa nel prossimo futuro che, in una fase successiva, dovrebbe essere seguita da prezzi più alti del latte franco azienda.

1.1.3.     Prezzi dei prodotti lattiero-caseari, livelli di scorte ed esportazioni

Grazie a una sensibile ripresa dei prezzi nel 2010 e nella maggior parte del 2011, insieme a una serie di sviluppi favorevoli del mercato, tra il 2010 e il 2012 non ci sono stati acquisti all’intervento e le scorte pubbliche sia di burro, sia di latte scremato in polvere sono esaurite. Le 76 000 t di burro e le 257 000 t di latte scremato in polvere acquistate come scorte pubbliche durante la crisi del 2009 sono state reimmesse sul mercato, in parte mediante gara e in parte nell’ambito del programma a favore degli indigenti, senza perturbazioni per il mercato.

Il recupero dei prezzi dei prodotti lattiero-caseari nel 2010 è stato determinato da un aumento della domanda, in particolare da parte delle economie emergenti, nonché da un’offerta limitata proveniente dall’emisfero australe. La stessa situazione è prevalsa nella prima metà del 2011. Tuttavia, dalla metà del 2011, i prezzi dei prodotti lattiero-caseari hanno subito la pressione dovuta alla maggiore disponibilità di tali prodotti nelle principali regioni fornitrici del mondo. La pressione verso il basso è proseguita nei primi mesi del 2012, fino a quando i prezzi dei prodotti lattiero-caseari nell’UE hanno raggiunto il livello più basso, pari a circa il 120% del prezzo (virtuale) d’intervento alla fine di maggio. Nel mese di giugno i prezzi hanno ricominciato a salire e l’andamento ascendente è continuato fino alla data di stesura della presente relazione, in particolare a causa della ridotta disponibilità di latte negli USA a seguito di un’ondata di caldo senza precedenti e di un calo simultaneo della produzione lattiera all’interno dell’UE, mentre l’emisfero australe si trovava nella stagione invernale di bassa produzione.

Nel 2010 e nel 2011 le esportazioni UE sono aumentate per tutti i principali prodotti lattiero-caseari ad eccezione del burro/butteroil e del latte intero in polvere. Le esportazioni sono state particolarmente dinamiche per il latte scremato in polvere. Il buon livello delle esportazioni si è confermato nel 2012 fino ad oggi, includendo un’evidente ripresa delle esportazioni di burro che, su base cumulativa, ha superato i livelli del 2011 nei primi sette mesi del 2012. Questo risultato è stato raggiunto senza restituzioni all’esportazione.

1.1.4.     Stime sui margini delle aziende produttrici di latte nell’UE

Sulla base dei dati RICA, nella maggior parte del 2011 l’aumento dei costi di esercizio è stato compensato dall’incremento dei prezzi del latte. Nel primo trimestre del 2012 i margini per il latte all’interno dell’UE sono diminuiti in seguito alla riduzione dei prezzi del latte franco azienda, pur rimanendo ancora superiori a quelli del primo trimestre del 2011.

Secondo le prime stime relative al secondo trimestre del 2012, i costi dei mangimi acquistati sono aumentati del 6% mentre i costi totali di esercizio sono lievemente diminuiti (- 2%) a causa di un calo significativo dei costi energetici (- 10%). L’indice del margine lordo è diminuito del 17% in seguito a una riduzione dell’8% del prezzo del latte franco azienda. Attualmente detto indice è inferiore del 24% a quello del secondo trimestre del 2011, che è stato il secondo più alto a partire dal 2007 (anno di riferimento per l’UE-27).

La situazione varia fra gli Stati membri e all’interno degli stessi a seconda del sistema di allevamento del bestiame da latte e della combinazione di prodotti utilizzata dal settore lattiero-caseario.

1.2.        Prospettive di mercato a medio termine

Le prospettive di mercato a medio termine per l’UE sono state simulate con una versione modificata del modello Aglink-Cosimo; esse presumono che non vi siano cambiamenti nella PAC dopo le decisioni prese nell’ambito della verifica dello stato di salute della PAC e che le politiche commerciali restino immutate. Questa prospettiva non è intesa a costituire una previsione del futuro andamento del mercato ma, piuttosto, a descrivere cosa succederebbe in un insieme specifico di supposizioni e circostanze giudicate plausibili all’epoca delle proiezioni. Inoltre, i risultati delle proiezioni illustrati nella presente relazione sono provvisori e possono differire dai valori finali, la cui pubblicazione è prevista entro novembre 2012.

Il quadro politico e commerciale mondiale si basa sulle Prospettive agricole dell’OCSE e della FAO 2012-2021, adattate alle più recenti proiezioni macroeconomiche a partire da settembre 2012. Tra gli elementi più importanti delle proiezioni di mercato figurano le prospettive di crescita del PIL dell’UE (un lieve calo nel 2012, seguito poi da una ripresa economica), il presunto deprezzamento dell’euro nei primi tre anni del periodo delle proiezioni, seguito da una rivalutazione nel 2014 e nel 2015, nonché un aggiornamento delle proiezioni dei prezzi dei prodotti lattiero-caseari sul mercato mondiale effettuate dall’OCSE e dalla FAO, il quale include l’impatto causato dalla siccità del 2012 negli USA e in alcuni paesi europei. Se non si verifica nessuna di queste proiezioni/supposizioni, le proiezioni che ne risultano ne risentirebbero in misura rilevante. Inoltre, come in qualsiasi altro modello di medio-lungo termine, nel modello Aglink-Cosimo non sono incorporate le previsioni relative a una maggiore volatilità dei prezzi.

Sulla base di queste proiezioni, le prospettive a medio termine per i mercati dei prodotti lattiero-caseari sembrano favorevoli. Si ritiene che la continua espansione della domanda globale, derivante dalla crescita dell’economia e della popolazione mondiale, e la crescente preferenza per i prodotti lattiero-caseari (dovuta anche all’aumento del consumo pro capite) rappresentino i principali fattori trainanti. L’aumento della domanda di importazioni, in particolare da parte dei paesi emergenti, avrebbe un impatto positivo sui prezzi dei prodotti lattiero-caseari, alimentando così il potenziale di esportazione dell’UE. Nondimeno, si prevede che le quote di mercato dell’UE subiranno un lieve deterioramento per la maggior parte dei prodotti lattiero-caseari, a seguito di un più elevato tasso d’incremento delle esportazioni da altri paesi.

Si stima che la produzione lattiera dell’UE continuerà ad aumentare dal 2012 in poi ad un tasso di crescita moderato, pur restando al di sotto del tasso di crescita potenziale derivante dall’estinzione del regime delle quote latte (cfr. grafici 3 e 4 nell’allegato II). La produzione lattiera dell’UE dovrebbe registrare un aumento cumulativo pari a circa l’8% dal 2009 al 2022, mentre il latte consegnato alle latterie aumenterebbe di circa il 10%. Si prevede che entro l’ultima campagna di quota (2014-15) le consegne di latte nell’UE saranno inferiori alle quote di circa il 6%. La fine del regime delle quote latte dovrebbe avere un impatto limitato sulle consegne di latte a livello aggregato UE.

Per quanto riguarda il formaggio e i latticini freschi, le proiezioni sono alquanto positive (cfr. grafico 5 nell’allegato II). Si stima che la produzione di prodotti lattiero-caseari freschi nell’UE (latte alimentare, crema, yogurt, ecc.) aumenterà di circa l’8% (dal 2009 al 2022) e quella di formaggio di circa il 10%. Le prospettive della domanda sia sul mercato interno che su quello mondiale sembrano positive e, malgrado il rafforzamento dell’euro verso la seconda parte del periodo di proiezione, una cospicua domanda sul mercato mondiale dovrebbe consentire un aumento progressivo delle esportazioni UE. Tuttavia, a causa di un andamento più dinamico del mercato mondiale, l’UE perderà gradualmente la propria quota di mercato, pur continuando a rappresentare circa il 31% delle esportazioni globali nel 2022.

La produzione complessiva di latte intero in polvere nell’UE dovrebbe rimanere relativamente stabile nel breve termine (cfr. grafico 6 nell’allegato II). Le prospettive a medio termine per le esportazioni sono sostenute da un incremento della domanda mondiale, che interessa in primo luogo la Cina. Relativamente alla quota UE nelle esportazioni mondiali, entro il 2020 è previsto un graduale declino fino al 14% (contro il 25% del 2009).

Per quanto concerne la produzione di latte scremato in polvere nell’UE, si prevede un aumento di circa il 28% durante l’intero periodo considerato (cfr. grafico 7 nell’allegato II). Una forte domanda di importazioni mondiali contribuirebbe a creare un mercato equilibrato, determinando una prospettiva favorevole per le esportazioni. Quanto alla quota dell’UE sul mercato mondiale, essa raggiungerebbe quasi il 31% delle esportazioni globali nel 2022.

Secondo queste prospettive, il mercato del burro dovrebbe restare stabile, grazie a condizioni favorevoli nel periodo di proiezione, con prezzi a livelli relativamente elevati e una domanda sostenuta nell’UE (cfr. grafico 8 nell’allegato II).

2.           Graduale abolizione delle quote latte

2.1.        Produzione lattiera confrontata con i limiti imposti dalle quote

In seguito alla decisione di aumentare le quote latte del 2% il 1° aprile 2008, l’accordo del novembre 2008, concluso nell’ambito della verifica dello stato di salute della PAC, ha portato a un aumento annuo delle quote latte dell’1% per cinque anni consecutivi, a partire dal 1° aprile 2009, a cui si è aggiunta una modifica del fattore di correzione in base al tenore di grassi, che ha comportato di fatto un ulteriore aumento dell’1% delle quote. Di qui alla fine del sistema delle quote, il 1° aprile 2015, ci sarà ancora un aumento annuo dell’1% (il 1° aprile 2013)[1].

Di anno in anno le quote latte diventano sempre meno rilevanti nella misura in cui l’effettiva produzione lattiera resta al di sotto di questi limiti nella maggior parte degli Stati membri. Nella campagna 2010-2011 solo cinque Stati membri hanno superato le proprie quote, mentre la produzione complessiva dell’UE è risultata inferiore alle quote attestandosi su una percentuale del 6%. Secondo i dati ufficiali comunicati dagli Stati membri, alla fine della campagna 2011-2012 le consegne di latte nell’UE dovrebbero risultare inferiori di circa il 4,7% alla quota e solo sei Stati membri hanno superato le proprie quote nazionali (cfr. allegato III). Il numero di Stati membri in cui si rileva un superamento delle quote resta limitato e la produzione eccedente rappresenta una percentuale inferiore allo 0,2% di tutto il latte consegnato o destinato alle vendite dirette.

Dopo una leggera contrazione delle consegne di latte nel 2009, i prezzi vantaggiosi del latte franco azienda e le condizioni climatiche favorevoli hanno determinato un incremento dei livelli di produzione sia nel 2010 che nel 2011. Quando l’aumento della produzione – non solo all’interno dell’UE ma in tutte le regioni del mondo fornitrici di latte – ha esercitato una pressione al ribasso sui prezzi del latte franco azienda, la produzione lattiera ha iniziato a rispondere con un certo rallentamento nei mesi successivi. Questo andamento dimostra che la risposta della produzione si manifesta in modo graduale secondo i segnali del mercato, ma anche le condizioni climatiche svolgono un ruolo determinante sul mercato dei prodotti lattiero-caseari.

Allorché le quote latte diventano sempre meno rilevanti, l’offerta di latte nell’UE può rispondere meglio alle opportunità del mercato, la risposta dell’agricoltore ai segnali di prezzo è meno distorta e si può aumentare l’efficienza mediante ristrutturazioni.

2.2.        Evoluzione del prezzo delle quote latte

Il prezzo delle quote latte dovrebbe diminuire man mano che si avvicina la fine del regime delle quote; di fatto questo si verifica nella maggior parte degli Stati membri dove il prezzo delle quote è molto basso o pari a zero (cfr. allegato IV).

Negli Stati membri in cui le consegne di latte sono di gran lunga inferiori ai limiti imposti dalle quote, il prezzo della quota è già molto basso o pari a zero e non si prevedono cambiamenti fondamentali prima della fine del regime delle quote.

Tuttavia, negli Stati membri in cui le consegne di latte sono prossime ai limiti imposti dalle quote e nel ristretto numero di Stati membri in cui le consegne di latte superano i rispettivi limiti, il prezzo delle quote dipende dalla previsione di un prelievo sull’eccedenza. Per il futuro si stima che gli acquisti di quote si ridurranno sempre più fino a cessare del tutto, con fluttuazioni dovute alla produzione occasionale di eccedenze in condizioni climatiche favorevoli e a prezzi del latte remunerativi.

3.           Osservazioni conclusive

Le prospettive a medio e lungo termine sono favorevoli per il settore lattiero-caseario in linea con la crescita della popolazione e l’interesse delle economie emergenti per la dieta occidentale. Tuttavia, questo non impedisce il verificarsi di fluttuazioni di mercato a breve termine. A partire dalla pubblicazione della prima relazione sull’atterraggio morbido, l’andamento dei prezzi mostra una tendenza verso livelli più elevati con alcuni picchi alti e bassi nella curva. Le attuali difficoltà riscontrate dai produttori di latte in determinate zone maggiormente colpite dall’aumento dei prezzi dei mangimi non possono celare il generale quadro positivo del settore.

A lungo andare, l’equilibrio tra offerta e domanda dipende da un gran numero di fattori, che vanno dai parametri economici alle decisioni politiche. A tale riguardo, il cosiddetto pacchetto latte[2], pienamente applicabile dal 3 ottobre 2012, offre agli operatori della filiera lattiero-casearia determinati strumenti con i quali adeguare la loro offerta al mercato.

Sia l’evoluzione della produzione lattiera rispetto alle quote latte, sia la tendenza al ribasso dei prezzi delle quote mostrano che ci si sta avviando verso un “atterraggio morbido”. Nella grande maggioranza degli Stati membri le quote non sono più rilevanti ai fini della limitazione della produzione e il prezzo delle quote è già arrivato a zero o vi si avvicina.

Alla luce di quest’analisi, la Commissione ritiene che non occorra apportare alcun cambiamento al quadro esistente, che offre sicurezza ai produttori di latte dal 2008 e si dimostra efficace nel garantire una graduale estinzione fino alla completa eliminazione delle quote.

A prescindere dalla stessa nozione di atterraggio morbido, si esprimono alcune preoccupazioni relativamente alle zone rurali in cui la produzione lattiera svolge un ruolo fondamentale, in particolare nel contesto dell’abolizione delle quote latte. A tale proposito, l’inserimento del settore lattiero tra le cosiddette “nuove sfide” del secondo pilastro della PAC offre un ulteriore aiuto ai produttori di latte per prepararsi alla fine delle quote.

Le proposte di riforma della PAC contengono strumenti che potrebbero attenuare i potenziali impatti. Inoltre, la Commissione ha bandito una gara pubblica per un’analisi da parte di esperti indipendenti sul futuro andamento del settore lattiero dal 2015 in poi. Inoltre, entro il 30 giugno 2014, essa presenterà al Parlamento europeo e al Consiglio una relazione sul concreto funzionamento del pacchetto latte[3] in cui valuterà, in particolare, gli effetti sui produttori e sulla produzione di latte nelle regioni svantaggiate, in considerazione dell’obiettivo generale di mantenere la produzione in tali regioni, prospettando possibili incentivi atti a incoraggiare gli agricoltori a concludere accordi di produzione in comune.

Allegati:            I.          Andamento del prezzo del latte

II.         Prospettive a medio termine nel settore lattiero-caseario

III.        Produzione di latte rispetto alle quote

IV.        Andamento del prezzo delle quote latte nell’UE

ALLEGATO I.           PRODUZIONE LATTIERA E ANDAMENTO DEL PREZZO DEL LATTE

Grafico 1         Andamento della raccolta del latte

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Grafico 2         Andamento del prezzo del latte

ALLEGATO II.          PROSPETTIVE A MEDIO TERMINE NEL settore lattiero-caseario

Grafico 3         Offerta di latte vaccino ed evoluzione delle mandrie da latte, 2000-2022

Grafico 4         Consegne di latte e utilizzo delle quote per il latte vaccino

Grafico 5         Andamento del mercato del formaggio, 2000-2022

Grafico 6         Andamento del mercato del latte intero in polvere, 2000-2022

Grafico 7         Andamento del mercato del latte scremato in polvere, 2000-2022

Grafico 8         Andamento del mercato del burro, 2000-2022

ALLEGATO III.        PRODUZIONE DI LATTE RISPETTO ALLE QUOTE

ALLEGATO IV.        Andamento del prezzo delle quote latte nell’UE

[1]               Ad eccezione dell’Italia, per la quale l’aumento cumulativo del 5% è stato concesso in un’unica soluzione il 1° aprile 2009.

[2]               Regolamento (UE) n. 261/2012 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 14 marzo 2012, che modifica il regolamento (CE) n. 1234/2007 per quanto riguarda i rapporti contrattuali nel settore del latte e dei prodotti lattiero-caseari.

[3]               Cfr. il punto 9 dell’articolo 184 del regolamento unico OCM n. 1234/2007, inserito dal regolamento detto “pacchetto latte” n. 261/2012.

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