Comunicazione della Commissione al Parlamento Europeo, al Consiglio, al Comitato economico e sociale europeo e al Comitato delle regioni - Strategia per le regioni ultraperiferiche: realizzazioni e prospettive {SEC(2007) 1112}
/* COM/2007/0507 def. */
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[pic] | COMMISSIONE DELLE COMUNITÀ EUROPEE |
Bruxelles, 12.9.2007
COM(2007) 507 definitivo
COMUNICAZIONE DELLA COMMISSIONE AL PARLAMENTO EUROPEO, AL CONSIGLIO, AL COMITATO ECONOMICO E SOCIALE EUROPEO E AL COMITATO DELLE REGIONI
Strategia per le regioni ultraperiferiche: realizzazioni e prospettive
{SEC(2007) 1112}
INDICE
1. Introduzione 3
2. Progressi compiuti 4
3. La sfida attuale: cogliere le opportunità della strategia del 2004 5
3.1. Riduzione del deficit di accessibilità e degli effetti delle altre difficoltà specifiche delle RUP 5
3.2. Aumento della competitività delle RUP 5
3.3. Rafforzamento del piano d'azione per il Grande Vicinato 5
3.4. Strumento di sostegno per la compensazione degli effetti degli svantaggi 9
4. Prospettive 10
4.1. La sfida del cambiamento climatico 10
4.2. La sfida dello sviluppo demografico e dei flussi migratori 11
4.3. Agricoltura nelle RUP 11
4.4. Il ruolo delle RUP nella politica marittima dell'UE 12
5. Conclusioni 13
COMUNICAZIONE DELLA COMMISSIONE AL PARLAMENTO EUROPEO, AL CONSIGLIO, AL COMITATO ECONOMICO E SOCIALE EUROPEO E AL COMITATO DELLE REGIONI Strategia per le regioni ultraperiferiche: realizzazioni e prospettive
1. INTRODUZIONE
In base all'articolo 299, §2, del trattato CE e all'adozione di due Comunicazioni da parte della Commissione nel 2004[1], il riconoscimento della specificità delle regioni ultraperiferiche (in appresso RUP)[2] e lo sviluppo di una vera strategia europea per tali regioni sono divenuti una realtà.
Tale strategia è basata su tre assi portanti: la riduzione del deficit di accessibilità e degli effetti delle altre difficoltà delle RUP, il miglioramento della loro competitività e il rafforzamento della loro integrazione regionale. La strategia è basata su una partnership attiva fra le istituzioni europee, gli Stati membri e le RUP.
A tre anni dall'avvia dell'attuazione, il primo bilancio risulta particolarmente positivo. Sono state infatti adottate numerose misure rientranti in diverse politiche comunitarie ed è migliorata la situazione economica e sociale delle RUP.
Il Parlamento europeo, il Comitato economico e sociale europeo, nonché il Comitato delle regioni hanno approvato tale strategia ed hanno invitato la Commissione a perseguirne l'attuazione[3]. A tal fine, la Commissione propone di potenziare la strategia del 2004 tramite nuove misure che possano essere attuate a breve termine.
Inoltre, la Commissione intende avviare un dibattito sul futuro della strategia a più lungo termine. Sarà infatti opportuno attualizzarla ed arricchirla, tenuto conto delle importanti sfide che dovranno affrontare le RUP nel corso dei prossimi anni. A tal fine, verrà organizzata un'apposita consultazione che dovrebbe portare all'adozione di una Comunicazione con la quale la Commissione darà inizio ad una nuova fase dello sviluppo della sua strategia riguardante le RUP.
La presente comunicazione:
- stila un bilancio dell'attuazione della strategia a decorrere dal 2004, la cui descrizione particolareggiata figura nel documento di lavoro allegato alla presente comunicazione[4];
- propone misure a breve termine al fine di dare piena attuazione alla strategia del 2004;
- avvia un dibattito sulle sfide da affrontare a lungo termine, facendo riferimento alle principali tematiche sensibili per le RUP: il cambiamento climatico, lo sviluppo demografico, la gestione dei flussi migratori, l'agricoltura e la politica marittima dell'UE.
2. PROGRESSI COMPIUTI
I tre ultimi anni sono stati fondamentali per l'attuazione della strategia europea riguardante le RUP. Infatti, sono stati ridefiniti e modificati tutti gli strumenti chiave per lo sviluppo economico e sociale di tali regioni, segnatamente:
- la politica di coesione modificata comprendente un contributo finanziario speciale per la compensazione dei costi addizionali determinati dagli svantaggi previsti dall'articolo 299, paragrafo 2, del trattato;
- le disposizioni specifiche in favore delle regioni ultraperiferiche nel contesto della riforma dell'organizzazione dei mercati dello zucchero e delle banane;
- il trattamento preferenziale delle regioni ultraperiferiche in base alle nuove disposizioni sugli aiuti regionali nazionali;
- l'iniziativa specifica del 7° programma quadro di ricerca e di sviluppo tecnologico (PQRST) mirante ad attivare il potenziale delle RUP in materia di ricerca e a migliorare la loro integrazione nello Spazio europeo della ricerca.
Inoltre sono state per lo più realizzate le azioni previste dalle comunicazioni del 2004[5].
Le numerose misure economiche adottate a favore delle RUP riflettono la volontà della Commissione di tener conto di tutti gli aspetti specifici delle RUP in occasione dell'attuazione delle politiche dell'UE. Inoltre, l'intervento comunitario riguardante tali regioni presenta un approccio trasversale e complementare, segnatamente grazie allo sforzo concertato dell'insieme dei servizi della Commissione. Peraltro la riduzione del deficit di accessibilità, il miglioramento della competitività e dell'inserimento regionale restano significativi assi portanti che rispondono in maniera adeguata alle priorità di sviluppo di tali regioni. Infine, anche se la strategia contribuisce al miglioramento della situazione socioeconomica delle RUP[6], la valutazione delle politiche comunitarie a loro favore potrà essere migliorata in particolare ottimalizzando la coerenza dell'azione comunitaria.
Sono ancora tuttavia in fase di sviluppo alcune azioni previste nel 2004. Ciò vale segnatamente per gli sforzi volti a favorire l'integrazione delle RUP nello Spazio europeo della ricerca e per l'adattamento dei SIEG alle necessità dei mercati locali. È inoltre importante far sì che nella pratica vengano pienamente sfruttate le possibilità per migliorare il coordinamento fra FESR e FES. Per quanto precede, la strategia deve ormai entrare in una fase di maturazione mirante a cogliere tutte le opportunità offerte dalla strategia del 2004.
3. LA SFIDA ATTUALE: COGLIERE LE OPPORTUNITÀ DELLA STRATEGIA DEL 2004
Oltre alle misure adottate dal 2004, la Commissione intende approfondire l'approccio con ogni asse portante della strategia, attraverso l'attuazione di azioni complementari.
3.1. Riduzione del deficit di accessibilità e degli effetti delle altre difficoltà specifiche delle RUP
Possono essere previste le misure seguenti al fine di migliorare il perseguimento di questo obiettivo:
- sviluppare le opportunità offerte dall'indennità specifica per compensare i costi addizionali in materia di trasporti e di nuove tecnologie dell'informazione e della comunicazione;
- continuare nello sforzo di recuperare il distacco esistente in materia di banda larga, segnatamente attraverso programmi operativi del FESR;
- sviluppare le opportunità offerte dall'attuazione dei programmi RTE-T, RTE-E e MARCO POLO II;
- valutare le necessità specifiche delle RUP in occasione dell'elaborazione della relazione sull'attuazione dei programmi POSEI.
3.2. Aumento della competitività delle RUP
Vari strumenti possono contribuire a migliorare la competitività delle RUP:
Politica di coesione
La scarsa competitività delle RUP merita uno sforzo particolare a livello della politica di coesione. I programmi operativi FESR e FES per il periodo 2007–2013, l'iniziativa "Le regioni e il cambiamento economico"[7], nonché l'assistenza tecnica su iniziativa della Commissione[8], devono consentire di migliorare la competitività delle RUP nella linea della strategia di Lisbona per la crescita e l'occupazione, nonché degli orientamenti strategici comunitari. Sarà opportuno a tale proposito:
- definire una reale strategia d'innovazione regionale di partnership[9], segnatamente basata su poli di eccellenza e di competitività e potenziare le infrastrutture di ricerca, di sviluppo tecnologico e di telecomunicazione;
- promuovere lo sviluppo del capitale umano attraverso riforme dei sistemi d'istruzione e di formazione e lo sviluppo del potenziale umano nel settore della ricerca e dell'innovazione. È opportuno garantire la coerenza del tipo di formazione offerto in relazione alle misure previste nei principali settori della strategia della Commissione per le regioni ultraperiferiche, vale a dire l'agricoltura e l'ambiente, le energie rinnovabili, i trasporti, le telecomunicazioni e il turismo;
- migliorare l'utilizzazione delle energie rinnovabili (biomasse ivi compresi i rifiuti urbani, geotermia, energia delle onde, energie solare e eolica) e migliorare il bilancio energetico delle RUP al fine di ridurre la loro dipendenza;
- tener conto della biodiversità nella concezione dei progetti di sviluppo, segnatamente tramite misure a vantaggio degli habitat e delle specie;
- favorire uno sviluppo economico sostenibile favorendo misure di protezione della biodiversità, la quale è spesso importante e costituisce una primaria risorsa economica delle RUP. Tale misura contribuirà del pari a raggiungere l'obiettivo 2010 dell'UE di tutelare la biodiversità arrestandone il declino;
- sostenere la modernizzazione e il miglioramento del tessuto produttivo locale, segnatamente attraverso lo sviluppo da parte delle PMI di sistemi di qualità e di gestione ambientale ("ecoinnovazione"), l'adattamento di qualifiche dei lavoratori e degli imprenditori, lo sviluppo dell'imprenditorialità e la creazione di imprese;
- favorire la competitività e la sostenibilità dell'industria del turismo, incoraggiando in particolare una gestione sostenibile delle destinazioni;
- potenziare i meccanismi di ingegneria finanziaria e migliorare l'accesso al finanziamento delle PMI e delle microimprese in tali regioni, segnatamente nel quadro delle iniziative JEREMIE e JESSICA;
- potenziare il ruolo delle città al fine di promuovere un'economia locale flessibile che combini industrie, servizi, tempo libero e turismo, tramite i programmi urbani integrati e le azioni urbane nelle RUP, come quelle del progetto "Support for Cities" – URBACT
- migliorare l'accesso all'occupazione e l'inserimento durevole sul mercato del lavoro dei disoccupati e degli inattivi e migliorare l'inserimento sociale delle persone svantaggiate.
Programmi- quadro
I programmi quadro comunitari seguenti potranno aumentare la competitività dell'economia delle RUP:
- la presa in considerazione della specificità delle RUP nei programmi specifici del 7° PQRST; in particolare il programma "Capacità", dovrà essere pienamente sfruttato e completato tenendo conto delle potenzialità di tali regioni nel contesto di alcune tematiche del programma '"Cooperazione", quali l'energia, i rischi naturali dovuti al cambiamento climatico, l'agricoltura subtropicale, la pesca e l'acquacultura;
- il programma quadro sull'innovazione e la competitività propone opportunità di finanziamento particolarmente pertinenti per tali regioni, che dovranno essere sfruttate debitamente (ecoinnovazione, utilizzazione delle tecnologie dell'informazione, generalizzazione delle energie rinnovabili e miglioramento dell'efficacia energetica);
- il programma per l'apprendimento permanente[10] dovrà favorire gli scambi, la cooperazione e la mobilità fra i vari sistemi d'istruzione e di formazione all'interno della Comunità[11], tenendo nel contempo conto dei settori prioritari per le RUP.
Servizi d'interesse economico generale
- In relazione all'attività dei servizi di interesse economico generale in tali regioni, la Commissione intende continuare a tenere conto degli aspetti specifici regionali e dell'analisi dettagliata dei mercati interessati. Quando i costi di tali servizi sono maggiori rispetto ad altre regioni,il loro finanziamento deve avvenire in linea con la normativa riguardante gli aiuti di Stato che ne consente la compensazione. Nello stabilire le regole per l'accesso al servizio universale, gli Stati membri sono invitati a tener conto delle particolarità di tali regioni, segnatamente per quanto riguarda l'isolamento dei sistemi, la lontananza e la frammentazione del territorio.
3.3. Rafforzamento del piano d'azione per il Grande Vicinato
Il rafforzamento dell'inserimento regionale delle RUP negli spazi geografici vicini, rappresenta un'innovazione della strategia del 2004 che ha bensì fatto registrare progressi ma che conviene tuttavia potenziare facendovi partecipare gli operatori pubblici e privati locali, nonché gli Stati membri interessati. Il dialogo fra tali regioni e i paesi terzi vicini, segnatamente i paesi Africa – Caraibi - Pacifico (ACP)[12], nonché i paesi e territori d'oltremare associati all'UE (PTOM) è uno strumento utile per far progredire tale processo.
Alcune misure possono fin d'ora contribuire al miglioramento di tale asse:
La presa in considerazione delle specificità delle RUP negli accordi di partnership economica (APE)
Al fine di sfruttare al meglio le opportunità commerciali e intensificare gli scambi ragionali fra i paesi ACP e le RUP , la Commissione indicherà modalità specifiche per il recepimento negli APE degli orientamenti delle RUP segnalati dagli Stati membri. Tali modalità dovranno essere conformi alle disposizioni regolanti i negoziati degli APE, nonché alle regole dell'OMC e dovranno tener conto delle particolarità specifiche di ogni regione.
Esse potranno riguardare tutte le misure utili per contribuire ad un'integrazione rapida delle RUP negli scambi commerciali a livello regionale, nonché le misure necessarie al fine di tener conto della vulnerabilità dei mercati delle RUP e di alcune loro produzioni. La Commissione ricorda che le relazioni commerciali ACP-RUP non si limitano al commercio delle merci e dovranno consentire un potenziamento delle relazioni ACP-RUP in tutti i settori oggetto degli APE.
Il coordinamento degli strumenti finanziari
Sulla base del dialogo con i paesi ACP e i PTOM nel quadro della programmazione del 10° FES, i partner vengono rispettivamente invitati a dare attuazione alle possibilità concrete e alle modalità pratiche di una programmazione concertata del FES e del FESR e di un cofinanziamento parallelo, in vista di svolgere azioni di cooperazione a livello regionale e nazionale.
La Commissione esaminerà le possibilità concrete di articolazione fra i programmi di cooperazione territoriale (FESR) della Guyana francese e il programma geografico "Brasile" finanziato tramite lo strumento di finanziamento della cooperazione allo sviluppo (SFCS)[13].
Il rafforzamento dei collegamenti marittimi fra le RUP e i paesi terzi vicini
La politica comune dei trasporti ha recentemente preso in considerazione, nel contesto dell'introduzione delle linee di orientamento sul trasporto aereo, la necessità di tener conto dei bisogni di mobilità e di trasporto delle RUP, per quanto riguarda il collegamento con i paesi terzi e i PTOM, al fine di ridurre il loro isolamento. Tale apertura dovrà essere completata tramite un approccio analogo nel settore del trasporto marittimo, autorizzando gli aiuti di Stato per la creazione di servizi di trasporto fra tali regioni ed i paesi terzi vicini.
La partecipazione congiunta delle RUP e dei paesi terzi nelle reti di ricerca e nei programmi quadro comunitari
Il potenziamento della rete di ricerca redCLARA tramite il programma @LIS II[14] e l'inclusione potenziale e progressiva dei paesi dei Caraibi in tale rete, rappresenta un'opportunità per RUP come la Guadalupa, la Guyana e la Martinica. Tale rete consentirà di migliorare i collegamenti di tali regioni con la comunità scientifica dei paesi terzi e dei PTOM vicini e di collegarli all'Europa continentale tramite Alice, approfittando di un collegamento a grande velocità e a costo ridotto.
Nel quadro dei negoziati degli accordi di partnership economica, la Commissione favorirà la partecipazione congiunta e le azioni di cooperazione dei paesi ACP e delle RUP nel 7° PQRST, nel programma quadro sull'innovazione e la competitività e nel programma per l'apprendimento permanente.
Il programma di sostegno strategico in materia di TIC del programma quadro per l'innovazione e la competitività (PIC) si prefigge di favorire l'innovazione e la competitività favorendo un'utilizzazione più ampia e più efficace delle TIC da parte dei cittadini, dei poteri pubblici, del settore privato e, in particolare delle PMI. Le RUP sono incoraggiate ad utilizzare i finanziamenti per sviluppare o completare iniziative nazionali, regionali ovvero locali nel settore delle TIC.
La presa in considerazione delle particolarità delle RUP nelle politiche migratorie
Alcune misure possono essere previste:
- articolare i programmi di cooperazione territoriale FESR con il 10° FES, che fa della migrazione una delle sue nuove priorità di cooperazione ACP-UE;
- assicurare la presa in considerazione delle necessità specifiche delle RUP nel quadro del programma tematico "migrazione ed asilo" dello Strumento di finanziamento alla cooperazione e allo sviluppo (SFCS)[15], segnatamente per contribuire ad una gestione efficace dei flussi migratori verso tali regioni, tanto attraverso la lotta contro i flussi illegali quanto attraverso le facilitazioni alla mobilità di manodopera, nonché per facilitare il contributo dei migranti presenti nelle RUP allo sviluppo sostenibile dei loro paesi di origine;
- sostenere, segnatamente tramite il Fondo per l'integrazione[16], le misure attuate dagli Stati membri per canalizzare flussi migratori regolari e integrare gli immigrati; facilitare il rilascio di visti nelle RUP, segnatamente per il transito degli imprenditori e delle persone in formazione;
- sostenere tramite il futuro Fondo europeo per il rientro, azioni volte a rimpatriare e, in una certa misura, a reinserire persone in situazione di soggiorno irregolare nelle RUP;
- sostenere tramite il Fondo per la protezione delle frontiere esterne e tramite lo sviluppo dell'Agenzia FRONTEX, l'utilizzazione di tecnologie moderne di sorveglianza, la formazione di addetti alla sorveglianza delle frontiere ovvero la costruzione di infrastrutture nei punti di valico delle frontiere, al fine di rispondere in maniera tempestiva ai problemi urgenti connessi al controllo e alla sorveglianza delle frontiere;
- consolidare i fondamenti di tale tematica attraverso lo svolgimento di uno studio sull'impatto dei fenomeni migratori sulla coesione economica, sociale e territoriale delle RUP. Sarà opportuno valutare e proporre adattamenti delle misure generali applicabili nelle regioni che si trovano maggiormente ad essere interessate da tale fenomeno.
3.4. Strumento di sostegno per la compensazione degli effetti degli svantaggi
La riforma delle principali politiche comunitarie concede alle RUP, per il periodo 2007-2013, indennità finanziarie consistenti per la compensazione degli effetti dei fattori riconosciuti dal trattato che incidono negativamente in maniera permanente sullo sviluppo di tali regioni, nel quadro di un approccio più adattato alle loro specificità.
Anche se lo sviluppo delle RUP non si riduce soltanto alla problematica dei "costi supplementari", fra gli strumenti volti a migliorare l'efficacia delle misure adottate, vanno ricordati gli orientamenti per la valutazione degli effetti quantificabili degli svantaggi specifici, che dovranno essere considerati. Infatti stanno continuando i lavori in partnership per definire tali orientamenti necessari per valutare gli svantaggi specifici delle RUP con i loro effetti, sulla base di una migliore classificazione all'origine di tali svantaggi. La Commissione prevede di concludere tali lavori che assumeranno la forma di linee di orientamento adottate dal Collegio. Queste ultime non costituiranno tuttavia l'unico elemento di valutazione degli interventi della Comunità, in quanto gli Stati membri possono del pari proporre alla Commissione strumenti in sostituzione ovvero complementari.
L'attuazione di questi orientamenti e degli strumenti elaborati dagli Stati membri sarà condizionata dalla disponibilità dei dati necessari per la valutazione dei costi supplementari. Gran parte di tali dati è attualmente disponibile, tuttavia sarebbe necessario che gli Stati membri collaborassero maggiormente per la loro raccolta. Dovrà essere previsto un periodo transitorio per l'applicazione degli orientamenti e degli strumenti nazionali, al fine di potersi dotare della necessaria capacità statistica.
4. PROSPETTIVE
Le RUP non appartengono al gruppo delle regioni più povere dell'UE allargata, tuttavia sussistono la permanenza e la somma dei fattori che incidono negativamente sul loro potenziale di sviluppo. Pertanto, sarà opportuno produrre uno sforzo di adattamento delle politiche comunitarie e di sostegno tutte le volte che sarà necessario, ricorrendo agli strumenti adeguati nel quadro del miglioramento della valutazione delle politiche comunitarie.
La Commissione propone fin d'ora di riflettere sul futuro della strategia europea riguardante le RUP, aprendo un dibattito con i suoi partner[17]. A tal fine, essa ha individuato almeno tre temi che riguardano sfide importanti per le RUP, tanto attuali quanto future. Tali tematiche, trasversali rispetto ai tre assi portanti della strategia del 2004, sono prioritarie nell'agenda europea[18] e hanno acquisito un'importanza significativa per tali regioni.
4.1. La sfida del cambiamento climatico
La lotta contro il cambiamento climatico e l'adattamento ai suoi effetti costituiscono una sfida importante per le RUP, alla luce della loro situazione geografica e della loro fragilità. Gli effetti del cambiamento climatico e segnatamente l'innalzamento del livello dei mari, avranno infatti ripercussioni sull'agricoltura, sul turismo, sulle risorse idriche, sugli ecosistemi e sulla biodiversità di tali regioni. I fenomeno meteorologici estremi (uragani, cicloni, siccità e inondazioni) rischiano di moltiplicarsi in futuro e di nuocere al perseguimento degli obiettivi dei tre assi della strategia del 2004:
- accessibilità: le RUP dipendono in maniera esclusiva dal trasporto aereo per quanto riguarda il trasporto delle persone. Ciò riguarda direttamente la mobilità dei residenti delle RUP rispetto al resto dell'UE, nonché la mobilità dei turisti e di operatori responsabili dello sviluppo socioeconomico verso le RUP;
- competitività: le RUP dispongono di fonti energetiche rinnovabili specifiche. Le Azzorre[19] così come il progetto in corso nell'isola el Hierro delle Canarie[20] costituiscono esempi di sfruttamento delle risorse endogene limitando le emissioni di CO2;
- inserimento regionale: alcune RUP hanno sviluppato meccanismi di cooperazione nella loro zona geografica al fine di sorvegliare i rischi naturali e di limitarne gli effetti.
La Commissione invita i suoi partner a avviare un dialogo sulle questioni seguenti:
Quali misure bisogna adottare affinché l'obiettivo della riduzione delle emissioni non abbia un impatto negativo sull'accessibilità, sull'economia e sui cittadini delle RUP? Quali criteri bisogna adottare per inserire tali preoccupazioni in una valutazione d'impatto ex ante?
Come sfruttare in maniera ottimale le nuove opportunità che la lotta contro il cambiamento climatico offre alle RUP in considerazione delle loro risorse naturali (geotermia, biomassa, biodiversità, ecc.), al fine di migliorare il loro bilancio energetico e di potenziare la loro competitività, segnatamente attraverso lo sviluppo delle energie rinnovabili e della ricerca?
Come progredire verso l'obiettivo dell'autosufficienza energetica sfruttando al massimo il potenziale di economia di energia? Quali settori, oltre a quelli dell'edilizia e dell'accessibilità, sono interessati prioritariamente?
Quali nuovi strumenti possono essere sviluppati in vista di migliorare i sistemi di prevenzione dei rischi naturali, attraverso la cooperazione con i paesi terzi vicini e i PTOM?
4.2. La sfida dello sviluppo demografico e dei flussi migratori
Le popolazioni della maggior parte delle RUP sono protagoniste di cambiamenti significativi tanto per quanto riguarda gli sviluppi demografici naturali che i flussi migratori, i quali costituiscono al tempo stesso opportunità e minacce per la loro crescita economica e sociale. Tale processo ha conseguenze sulla sistemazione del territorio, sul mercato del lavoro, sui bisogni in termini di formazione e sui servizi pubblici.
Il tasso di crescita demografica dei DOM (dipartimenti d'oltremare) è il più elevato dell'UE.
Nelle Canarie, all'aumento del numero di migranti irregolari giunti per via marittima[21] si aggiunge il problema dell'immigrazione illegale di minori non accompagnati.
Le RUP non rappresentano una categoria omogenea in termini di politica migratoria: esse hanno normative giuridiche differenti rispetto allo spazio Schengen e sono interessate in maniera variabile dal fenomeno migratorio. Inoltre, la politica migratoria continua a restare in parte di competenza degli Stati membri, in particolare per quanto riguarda l'ammissione, mentre l'UE svolge un ruolo di coordinamento e di accompagnamento delle azioni nazionali.
Peraltro, tenendo conto della portata delle conseguenze dei flussi migratori per le RUP, la Commissione intende svolgere una riflessione approfondita con i suoi partner su tale tema, segnatamente sulle questioni seguenti:
Come prendere meglio in considerazione le sfide rappresentate dalla forte pressione demografica e dall'accentuazione dei fenomeni di emigrazione verso la madrepatria?
Come potenziare le misure volte a favorire l'integrazione dei migranti legali in tali territori, tanto a livello comunitario che nazionale?
Quali misure adottare per far fronte al fenomeno dell'immigrazione illegale nelle RUP derivante dalla loro posizione geografica in un contesto ambientale regionale in ritardo di sviluppo?
La promozione della migrazione legale/circolare può assicurare la complementarità fra le misure di controllo dei flussi e lo sviluppo economico e sociale degli stati di provenienza?
4.3. Agricoltura nelle RUP
L'agricoltura svolge un ruolo fondamentale nell'economia delle RUP che sono svantaggiate da fattori geografici e climatici. La produzione agricola e l'approvvigionamento alimentare sono e saranno essenziali per l'efficienza economica di queste regioni, la quale può essere consolidata ulteriormente attraverso la politica comunitaria per lo sviluppo rurale.
Il sostegno comunitario in favore dei diversi settori agricoli è ormai una componente importante nel dispositivo POSEI, in particolare dopo l'integrazione, avvenuta nel 2006, dell'aiuto al settore delle banane. Tale integrazione consente un approccio più coerente per lo sviluppo futuro del settore agricolo in tali regioni. Una valutazione dell'incidenza di tali riforme nel quadro del dispositivo POSEI verrà svolta entro il 2009.
4.4. Il ruolo delle RUP nella politica marittima dell'UE
La posizione geografica specifica delle RUP nell'Oceano Atlantico, nell'Oceano indiano e nel mare dei Caraibi conferisce una dimensione marittima mondiale all'Europa ed assegna alle RUP un ruolo importante da svolgere nella futura politica marittima dell'UE. Le RUP hanno attivamente partecipato al processo di consultazione sulla futura politica marittima dell'UE, avviato nel giugno 2006 dalla Commissione[22] e, nell'ambito del loro progetto di cooperazione RUPMER, sostenuto dal programma INTERREG IIIC, hanno presentato un contributo congiunto per il Libro verde verso una politica marittima dell'Unione. In esito a tale processo di consultazione, verrà elaborata una nuova politica marittima dell'Unione e messo a punto un piano d'azione nel quale verranno prese in debita considerazione le specificità delle RUP.
Le RUP rappresentano una parte importante dello spazio marittimo dell'UE e conferiscono a quest'ultima una dimensione mondiale. La loro esistenza è condizionata dal loro stretto rapporto con il mare: varietà di attività economiche marittime, incomparabile ricchezza del loro patrimonio naturale marino, ma anche vulnerabilità nei confronti dei cambiamenti climatici e dei fenomeni estremi che caratterizzano alcune zone marine. La dimensione delle loro zone economiche esclusive equivale alla superficie del Mediterraneo e del mar Baltico e consente di fornire importanti servizi legati agli ecosistemi e permette ai rispettivi Stati di essere leader mondiali in termini di spazi marittimi. Ciò aumenta inoltre la responsabilità dell'UE per quanto riguarda la protezione delle risorse marittime.
In alcune RUP, l'utilizzazione sostenibile delle risorse marine dipenderà dal miglioramento della cooperazione con i paesi vicini. Sia la strategia per le RUP che la nuova politica marittima dell'Unione dovrebbero favorire l'elaborazione di meccanismi di cooperazione con questi paesi. Il progetto NET-BIOME, progetto di messa in rete delle politiche regionali di ricerca delle RUP e dei PTOM nel settore della biodiversità tropicale, segnatamente marina, dimostra tutta la capacità delle RUP di saper creare una rete di ricerca in un settore di loro pertinenza specifica, comportante un potenziale di valorizzazione delle loro risorse. In effetti, la cooperazione nel campo della ricerca scientifica e marittima riveste una grande importanza per le RUP e contribuirà ad aiutare tali regioni ad affrontare le sfide del cambiamento climatico e dello sfruttamento sostenibile dei loro oceani.
La Commissione invita i suoi partner ad avviare un dialogo sulle questioni seguenti:
Come promuovere strumenti di governance in diversi bacini marittimi (Caraibi, sud-est dell'Oceano indiano, Macaronesia)? Una conferenza per bacino cui partecipino tutte le parti interessate al fine di sviluppare un approccio coordinato delle problematiche costituirebbe un passo avanti nella buona direzione?
Come sostenere la specializzazione delle RUP in alcuni segmenti della ricerca e dello sviluppo tecnologico, come in quello delle tecnologie blu, migliorando l'informazione e la comunicazione nel settore?
Come valorizzare le attività economiche connesse all'ambiente marittimo, segnatamente la pesca, l'acquacultura, il trasporto, il turismo sostenibile e l'energia rinnovabile?
Come sostenere la lotta contro la pesca illegale, garantendo la sorveglianza degli oceani, la gestione dei rischi, il miglioramento della sicurezza marittima e la conservazione dell'ambiente marino?
Basandosi sul loro potenziale marittimo, come possono le RUP contribuire allo sviluppo sostenibile dell'Europa nel suo insieme nel quadro della nuova politica marittima?
Come garantire una gestione sostenibile delle zone costiere delle RUP?[23]
5. CONCLUSIONI
Attraverso la sua azione per il mantenimento e lo sviluppo della strategia riguardante le RUP, la Commissione ha svolto il suo compito in tutti i settori d'intervento comunitario, combinando il sostegno finanziario con l'adozione di misure specifiche. Tale strategia è stata basata sulla partnership con i tre Stati membri e le sette RUP, ma si è giovata altresì degli orientamenti provenienti da altri organismi europei.
Nello stilare un bilancio positivo della prima fase di attuazione della strategia riguardante le RUP, la Commissione sottolinea la necessità di perseguire ulteriormente gli obiettivi degli assi portanti della strategia del 2004, tramite l'attuazione di misure complementari per il periodo 2007-2013. Questa costituisce una base su cui avviare una riflessione sul futuro della strategia riguardante le RUP, alla luce segnatamente delle tematiche del cambiamento climatico, della gestione dei flussi migratori dell'agricoltura e della politica marittima dell'UE, vere sfide da affrontare sulla strada dello sviluppo socioeconomico di tali regioni.
La presente comunicazione avvia un dibattito con le istituzioni europee, gli Stati membri, le RUP, le autorità regionali e locali, gli operatori socioeconomici, il mondo della ricerca e gli ambienti accademici. Si propone di estendere la fase di consultazione fino al marzo 2008. Durante tale periodo la Commissione, in partnership con le regioni e gli Stati membri interessati, organizzerà seminari e workshop per esaminare le questioni seguenti :
- In quale misura la strategia del 2004 si adatta alle nuove sfide che le RUP sono chiamate ad affrontare?
- Quale misure si adattano meglio a tale problematica, considerate le grandi differenze demografiche e nei flussi migratori esistenti fra le RUP e regioni o Stati vicini?
- Il cambiamento climatico rappresenta una sfida particolare per le RUP?
- Quali azioni possono prevedere le RUP nel quadro della politica marittima dell'Unione al fine di trarre vantaggio e di contribuire allo sviluppo sostenibile dell'Europa?
Una volta ultimata questa consultazione pubblica la Commissione elaborerà la sua proposta sul futuro della partnership con le RUP. Con quest'ultima inizierà una nuova fase nello sviluppo della strategia europea per le regioni ultraperiferiche.
[1] COM(2004) 343 e COM(2004) 543.
[2] Le RUP (Azzorre, Madera, Canarie, i quattro dipartimenti d'oltremare francesi) si trovano ad affrontare difficoltà specifiche elencate nel trattato: lontananza, insularità, superficie limitata, rilievo e clima difficile, dipendenza economica da un numero limitato di prodotti.
[3] Risoluzione del Parlamento europeo del 28 settembre 2005 su un partenariato rafforzato per le RUP – A60246/2005. GUUE C 227 E / 110 del 21.09.2006, pag. 110.
[4] SEC(2007) 1112.
[5] Una descrizione esauriente del bilancio della strategia 2004 – atti legislativi e non legislativi – figura nel documento di lavoro allegato alla presente Comunicazione.
[6] Cfr. pag. 20 del documento di lavoro.
[7] http://ec.europa.eu/regional_policy/cooperation/interregional/ecochange/index_en.cfm
[8] Articolo 45 del regolamento n. 1083/2006 suindicato.
[9] In questo contesto, sarà opportuno tener conto delle esperienze maturate con le strategie di innovazione regionali e le iniziative regionali sulla società dell'informzione (1994 – 1999), nonché con i programmi regionali di azioni innovatrici (PRAI, 2000 – 2006) cofinanziate tramite il FESR. Tali programmi hanno consentito a sei RUP di sperimentare nuove idee ed approcci adatti alle loro rispettive situazioni, ideati e attuati in partnership con gli operatori principali regionali.
[10] Decisione n. 1720/2006/CE del Parlamento europeo e del Consiglio del 15 novembre 2006 che stabilisce un programma d'azione nel campo dell'apprendimento permanente. GU L327 del 24.11.2006 pag. 45.
[11] Per quanto riguarda la partecipazione delle RUP, l'applicazione dei requisiti minimi di mobilità richiesti per accedere ai sottoprogrammi settoriali, ad esempio Comenius o Grundvig, è più flessibile rispetto alle altre regioni dell'Unione europea.
[12] Cfr. elenco dei paesi ACP nell'allegato II del trattato CE.
[13] Articolo 18§3 del regolamento (CE) n. 1905/2006 del Parlamento europeo e del Consiglio del 18 dicembre 2006 che stabilisce uno strumento di finanziamento per la cooperazione allo sviluppo. GUL 378 del 27.12.2006, pag. 41.
[14] Sito web della rete redCLARA : www.redclara.net.
[15] Articolo 18§3 del regolamento SFCS.
[16] Solo le RUP partecipanti all'accordo sullo spazio Schengen (Azzorre, Madera e Canarie) possono beneficiare dei fondi per la protezione delle frontiere esterne, per il rientro, per l'integrazione e pe l'assistenza tecnica dell'Agenzia FRONTEX.
[17] Senza pregiudizio per il risultato della revisione del bilancio dell'UE.
[18] Conclusioni del Consiglio europeo dei giorni 8 e 9 marzo 2007 e comunicazione della Commissione sulla strategia politica annuale per il 2008 COM(2007) 65.
[19] Nelle Azzorre, il 35% di consumo di energia locale è garantito dalle energie rinnovabili.
[20] Il progetto "El Hierro rinnovabile" si prefigge di raggiungere l'autosufficienza energegica dell'isola sfruttando le energie rinnovabili.
[21] Il governo spagnolo segnalava 4.751 migranti irregolari giunti per via marittima nel 2005 nelle Canarie, nonché 31.245 nel 2006.
[22] Libro verde "Verso una politica marittima dell'Unione: una visione europea degli oceani e dei mari" COM(2006) 275.
[23] Raccomandazione del 30.5.2002 del Parlamento europeo e del Consiglio relativa all'attuazione di una strategia di gestione integrata delle zone costiere in Europa, GU L 148, pag. 24; ii) Comunicazione della Commissione – Relazione al Parlamento europeo e al Consiglio: valutazione della gestione integrata delle zone costiere in Europa, COM(2007) 308 del 7.6.2007.
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