52004DC0108


Titolo e riferimento

Comunicazione della Commissione al Consiglio, al Parlamento europeo, al Comitato economico e sociale europeo e al Comitato delle regioni - Revisione intermedia del piano d'azione eEurope 2005

/* COM/2004/0108 def. */

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COMUNICAZIONE DELLA COMMISSIONE AL CONSIGLIO, AL PARLAMENTO EUROPEO, AL COMITATO ECONOMICO E SOCIALE EUROPEO E AL COMITATO DELLE REGIONI - Revisione intermedia del piano d'azione eEurope 2005

Revisione intermedia del piano d'azione eEurope 2005

1. INTRODUZIONE

Il piano d'azione eEurope è uno degli strumenti della strategia definita in occasione del Consiglio europeo di Lisbona per modernizzare l'economia europea e dar vita, in Europa, a un'economia fondata sulla conoscenza. Il piano d'azione eEurope 2002 era stato adottato nel 2000 e, alla fine del 2002, aveva realizzato la maggior parte dei suoi 65 obiettivi. Praticamente tutte le imprese e tutte le scuole disponevano di una connessione a Internet, il numero di famiglie collegate era pressoché triplicato e l'Europa vantava la rete di ricerca più rapida del mondo [1].

[1] Cfr. relazione finale su eEurope 2002, COM(2003) 66 e "eEurope 2002: Progress made in achieving the targets", SEC(2003) 407.

Tuttavia, alla fine del 2002 era difficile dimostrare che il fatto di aver messo online l'Europa si fosse effettivamente tradotto in un aumento dell'occupazione e del numero di servizi offerti, né si potevano osservare gli aumenti di produttività registrati in altre regioni del mondo, in particolare negli Stati Uniti. La connettività era ormai una realtà, ma l'utenza non riusciva a stare al passo.

Stimolare l'uso e la creazione di nuovi servizi è pertanto diventato l'obiettivo centrale del piano d'azione eEurope 2005, approvato dal Consiglio europeo di Siviglia [2]. Suo scopo generale è fare in modo che, entro la fine del 2005, l'Europa si doti di servizi pubblici online moderni (eGovernment, eLearning, eHealth) e di un ambiente dinamico propizio all'eBusiness, il tutto basato sulla generalizzazione dell'accesso banda larga a prezzi competitivi e su un'infrastruttura dell'informazione sicura.

[2] Piano d'azione eEurope 2005, COM(2002) 263.

L'impegno degli Stati membri ad attuare il piano d'azione consta nella risoluzione del Consiglio del febbraio 2003 [3], nella quale il Consiglio si rallegra anche dell'intenzione della Commissione di "presentare una revisione intermedia del piano d'azione eEurope 2005 prima del Consiglio europeo di primavera del 2004".

[3] Risoluzione del Consiglio sull'attuazione del piano d'azione eEurope 2005, 2003/C 48/02.

La presente comunicazione sulla suddetta revisione intermedia presenta l'analisi della Commissione in merito ai recenti sviluppi politici e pratici, le risposte degli Stati membri e dei paesi candidati ad un'indagine svolta nell'autunno 2003, nonché contributi provenienti da un questionario online e da un'audizione pubblica tenutasi nell'ottobre 2003. Il dato principale che si evince dalla consultazione pubblica è la conferma della validità degli obiettivi eEurope e della loro adeguatezza alle sfide poste dalla società dell'informazione nei paesi in via di adesione. È emerso un consenso in merito alla necessità di incentrare la presente revisione intermedia sull'aggiornamento e sul perfezionamento delle iniziative nonché sul rafforzamento dei meccanismi di attuazione. La presente comunicazione segue la struttura del piano d'azione ed è integrata da un documento di lavoro più dettagliato contenente elementi supplementari sugli sviluppi strategici e sull'analisi comparativa in ogni settore.

2. SERVIZI PER I CITTADINI E LE IMPRESE

2.1. eGovernment

È ormai un fatto assodato che l'eGovernment sia uno strumento essenziale per la riforma del settore pubblico. Il fatto che tutti gli Stati membri abbiano varato azioni incisive al riguardo è la riprova dell'importanza politica attribuita a questo strumento. Le tecnologie dell'informazione e della comunicazione (le cosiddette TIC) sono considerate i catalizzatori della modernizzazione amministrativa e del miglioramento dei servizi. L'eGovernment è l'elemento centrale delle politiche nazionali relative alla società dell'informazione. L'analisi comparativa rivela che, tra ottobre 2001 e ottobre 2003, la disponibilità dei servizi pubblici di base integralmente accessibili online è passata dal 17% al 43%, malgrado il considerevole divario tra gli Stati membri (i servizi integralmente accessibili online nell'ottobre 2003 [4] rientrano, a seconda dei paesi, in una forbice compresa tra il 15% ed il 72%) . Sembra tuttavia necessario disporre di migliori strumenti TIC e rafforzarne l'interoperabilità, nonché migliorare le competenze e l'integrazione delle applicazioni di back office e di front office [5].

[4] Web based Survey on Electronic Public Services, Cap Gemini Ernst & Young, dicembre 2003. http://europa.eu.int/information_society/ eeurope/2002/action_plan/egov/index_en.htm

[5] Reorganisation of government back offices for better electronic public services - European good practices, Danish Technological Institute, dicembre 2003.

Gli obiettivi di eEurope 2005 in materia di eGovernment restano validi e, dall'adozione del piano d'azione, gli Stati membri hanno concordato una serie di nuove iniziative congiunte nel quadro dell'Unione europea. Nella maggior parte degli Stati membri si registrano progressi soddisfacenti per quanto riguarda i collegamenti a banda larga per le amministrazioni, i servizi pubblici elettronici interattivi, i punti di accesso pubblico a Internet (PIAP) e la disponibilità di procedure di appalto elettroniche (eProcurement).

Le risposte alla consultazione pubblica richiamano l'attenzione su una serie di aspetti da prendere in considerazione nella revisione del piano d'azione eEurope 2005:

* Analisi comparativa: occorre che l'eGovernment non si limiti ad applicare tecnologie e erogare servizi, ma fornisca anche effettive soluzioni. L'offerta aumenta ma la domanda non riesce a tenere il passo [6]. Vanno pertanto meglio compresi i fattori che stimolano la domanda; a tal fine è necessario intensificare gli sforzi per misurare l'impatto sociale ed economico dell'eGovernment e i fattori trainanti della domanda di tali servizi. La realizzazione di questi obiettivi richiede che siano poste in essere misure quantitative e qualitative supplementari.

[6] Management A/S, top of the web - Survey on quality and usage of public services, PLS Ramboll, novembre 2003. http://www.topoftheweb.net/en/ index.htm

* Scambio di buone pratiche: l'esperienza acquisita permette di individuare le buone pratiche ed i fattori di successo. Oltre ad eventi quali conferenze, premiazioni ecc. occorre organizzare scambi più strutturati degli esempi di buona pratica e garantire la trasferibilità degli insegnamenti che ne derivano. Alcuni paesi in via di adesione e paesi candidati hanno chiesto un'assistenza sulle modalità di attuazione delle iniziative di eGovernment.

* Cooperazione rafforzata a livello UE in materia di orientamenti politici e aiuti finanziari: gli aspetti salienti sono la fiducia e la sicurezza (compresa la gestione dell'identità), la normalizzazione ed i software open source, l'accessibilità per tutti (compreso l'accesso multipiattaforma) e l'innovazione. Numerosi Stati membri hanno citato anche l'interoperabilità (ad es. dispositivi comuni di identificazione dei cittadini, autenticazione elettronica e vocabolari di dati). In caso di corrispondenza tra gli obiettivi strategici dell'Unione europea e le esigenze dei cittadini, si potrebbe ricorrere allo sviluppo di servizi paneuropei interoperabili.

2.2. eLearning

Nel settore dell'istruzione e della formazione si registra un costante aumento della connettività con le infrastrutture TIC. I fattori che contribuiscono al successo delle forme di insegnamento/apprendimento online sono ormai chiaramente compresi: tecnologia affidabile con connessioni a banda larga, partecipazione di insegnanti/formatori e tutori altamente qualificati, contenuti e servizi di alta qualità e nuovi approcci pedagogici. I piani nazionali e la recente approvazione del programma eLearning sono la riprova del forte impegno politico in questo settore.

Per quanto riguarda la revisione del piano d'azione:

* È necessario provvedere alla valutazione sistematica degli insegnamenti ricavati da tutte le iniziative e le azioni pilota per definire gli orientamenti futuri dell'apprendimento online. Come per il programma eLearning, la priorità consiste nel fare tesoro dell'esperienza acquisita, nel passare rapidamente ad una scala reale operativa e nel promuovere nuovi approcci pedagogici. Il piano d'azione potrebbe contribuire a questi obiettivi incoraggiando la cooperazione, la messa in comune dei risultati e lo scambio delle buone pratiche.

2.3. eHealth

A causa della sua dipendenza dalla larghezza di banda, dalla sicurezza, dalla tutela della privacy e dalla fornitura di servizi incentrati sull'utente, la fornitura di servizi sanitari online racchiude in sé tutti gli aspetti essenziali del piano d'azione eEurope. L'eHealth si trasforma progressivamente in un elemento centrale della politica sanitaria a livello regionale, nazionale ed europeo. La maggior parte degli Stati membri ha elaborato piani nazionali di sanità online, molti dei quali prevedono di stanziare oltre il 3% del bilancio della salute agli strumenti e alle applicazioni di eHealth. A livello europeo sia il programma quadro di ricerca che il programma sulla pubblica sanità dedicano grande importanza ai servizi di eHealth.

Per quanto riguarda la revisione intermedia del piano d'azione:

* La consultazione pubblica ha ribadito la necessità di portare avanti i lavori in merito alle tre azioni di eHealth proposte da eEurope, ossia le tessere sanitarie elettroniche, i servizi sanitari online e le reti di informazione medica degli Stati membri e della Commissione.

* Inoltre, conformemente alle raccomandazioni formulate dalla conferenza ministeriale dell'UE tenutasi nel 2003, occorrono un forte impegno e una forte volontà politica per porre in essere un'interoperabilità su scala europea dei servizi di eHealth che garantisca la continuità delle cure sanitarie e la mobilità dei pazienti nell'interesse dei cittadini. Le grandi sfide poste in evidenza riguardano l'interoperabilità e le normalizzazione dei prodotti, dei sistemi e dei servizi sanitari; la sicurezza e la protezione dell'aspetto umano e tecnico (in particolare la necessità di formazione); la certezza del diritto e il rispetto della vita privata; la misurazione e la diffusione dei vantaggi delle soluzioni di eHealth mediante analisi comparative e analisi costi-benefici sulla scala europea e infine la mobilità dei pazienti.

2.4. eBusiness

Per realizzare gli obiettivi del piano d'azione eEurope 2005 occorre che i risultati in materia di eBusiness vadano oltre il commercio elettronico - in merito al quale le indagini realizzate rivelano una crescita costante delle transazioni di acquisto/vendita online - e pervengano ad una completa integrazione delle TIC nei processi commerciali.

Le principali linee d'intervento del piano d'azione (legislazione, normalizzazione, competenze e incentivazione all'uso dell'eBusiness da parte delle PMI) continuano ad essere pienamente pertinenti. Il quadro normativo per l'eBusiness è in fase di consolidamento grazie all'attuazione delle direttive sulla firma elettronica, il commercio elettronico e il diritto d'autore e all'adozione del pacchetto di direttive sugli appalti che introduce la possibilità di procedure elettroniche di appalto nel settore pubblico. Inoltre, in occasione della conferenza sugli aspetti giuridici dell'eBusiness che si terrà a Dublino nell'aprile 2004, saranno presentati e discussi i risultati di una consultazione online sugli ostacoli giuridici che impediscono tuttora alle imprese di operare online. Nell'aprile 2004 la Commissione preparerà altresì una comunicazione sull'equità delle transazioni commerciali sulle piattaforme Internet di tipo B2B (business-to-business) intesa a facilitare la partecipazione delle PMI.

La comunicazione relativa alle comunicazioni commerciali indesiderate o "spam", pubblicata dalla Commissione nel gennaio 2004, individua una serie di azioni che gli operatori pubblici e privati sono chiamati a porre in essere per attuare il "divieto di spam nell'UE" sancito dalla direttiva sulla tutela della privacy nel settore delle comunicazioni elettroniche [7].

[7] Comunicazione della commissione al Parlamento europeo, al Consiglio, al Comitato economico e sociale europeo e al Comitato delle regioni relativa alle comunicazioni commerciali indesiderate (spam), COM(2004) 28. Per ulteriori informazioni: http://europa.eu.int/information_society/ topics/ecomm/highlights/current_spotlights/spam/index_en.htm

Ai fini della revisione intermedia del piano d'azione, occorre dedicare attenzione ai problemi di attuazione, in particolare:

* Monitoraggio dei progressi: è indispensabile un totale sostegno degli Stati membri a favore della realizzazione di indagini su vasta scala. Conformemente agli obiettivi di eEurope 2005, occorre stabilire obiettivi quantitativi per le politiche di eBusiness nel quadro di riferimento della politica delle imprese (Enterprise Policy Scoreboard).

* Interoperabilità e normalizzazione: l'insufficiente interoperabilità tra le applicazioni commerciali impedisce forme di collaborazione nuove. Affinché la problematica dell'interoperabilità sia debitamente presa in considerazione occorre il sostegno degli Stati membri. Esistono al riguardo appositi meccanismi quali il futuro forum europeo per l'interoperabilità dell'eBusiness, i seminari che saranno istituiti dal CEN e la conferenza sull'interoperabilità prevista nel 2004.

* Adozione del nome di dominio di primo livello ".eu": tutti gli Stati membri e i paesi di prossima adesione sostengono la messa in opera del nome di dominio di primo livello ".eu". Alcuni osservatori ritengono che si tratti di un fattore determinante per suscitare fiducia nel commercio elettronico nell'Unione europea. Il piano d'azione eEurope deve pertanto incentrare i propri sforzi sull'attuazione del corrispondente regolamento e far sì che nel 2004 il nome di dominio sia accessibile agli utenti dell'intera UE.

* Sistemi di pagamento elettronico sicuri e efficienti: la fiducia nei confronti delle ordinazioni e dei pagamenti online è indispensabile per stimolare l'eBusiness e il commercio mobile (m-commerce); in particolare, è necessario istituire procedure efficaci in materia di micropagamenti e risolvere le problematiche di ordine politico legate ai pagamenti mobili.

3. INTERNET PER TUTTI, PIÙ VELOCE E PIÙ SICURO

3.1. Banda larga

Le comunicazioni a banda larga sono al primo posto dell'agenda politica. In occasione del vertice europeo della primavera 2003 gli Stati membri avevano deciso di porre in essere strategie nazionali per la banda larga entro la fine dell'anno. Nel marzo 2004 la Commissione riferirà al Consiglio europeo in merito alla situazione del settore delle telecomunicazioni, mentre nel giugno dello stesso anno presenterà una relazione dettagliata sulle strategie nazionali varate in questo campo.

Il mercato della banda è in espansione; l'offerta e l'utilizzo di questi servizi aumentano in tutta l'Unione europea. Tra la fine di ottobre 2002 e la fine di ottobre 2003, nell'UE il numero di connessioni di questo tipo è passato da 10,6 a 19,5 milioni, il 72,5% delle quali sono linee DSL, mentre la quota restante si avvale di altre tecnologie (principalmente modem via cavo). La copertura e l'utilizzo di questi servizi dovrebbero migliorare grazie ad un approccio multipiattaforma fondato sulla coesistenza e sull'impiego di piattaforme tecnologiche di diversi tipi. L'Unione europea difende un approccio tecnologicamente neutrale in materia di sviluppo delle infrastrutture, sia sul piano normativo che politico.

Con la progressiva entrata in vigore del nuovo quadro normativo per le comunicazioni elettroniche, è indispensabile che ogni Stato membro e ogni paese di prossima adesione provveda ad un'attuazione totale, efficace e puntuale della nuova legislazione in modo da creare un ambiente affidabile e favorevole agli investimenti. La nona relazione della Commissione sull'attuazione della regolamentazione UE in materia di comunicazioni elettroniche, adottata il 19 novembre 2003, mette in evidenza lo scarso livello di concorrenza che caratterizza tuttora il mercato della banda larga e sottolinea che taluni Stati membri non hanno ancora dato attuazione al nuovo quadro normativo. Inoltre, alla luce del fatto che l'accesso dei consumatori avviene principalmente mediante linee DSL è preoccupante il fatto che la già richiamata relazione sull'attuazione del quadro normativo constati un livello insufficiente di concorrenza sul mercato della banda larga

L'Unione europea è confrontata a due ostacoli principali che le impediscono di trarre pienamente vantaggio dai servizi a banda larga e in merito ai quali sono attualmente allo studio, a livello comunitario, varie soluzioni.

In primo luogo, se gli investitori privati trascurano le infrastrutture di comunicazione delle regioni svantaggiate per timore di scarsa redditività si corre il rischio che il piano d'azione eEurope non riesca a realizzare l'obiettivo di una "società dell'informazione per tutti". A tal fine, sono state adottate misure specifiche articolate attorno ai fondi strutturali dell'Unione per stimolare la domanda nelle regioni rurali e isolate e nelle aree urbane economicamente svantaggiate. Infatti, la Commissione ha recentemente adottato nuove "linee guida sui criteri e sulle modalità di applicazione dei fondi strutturali nell'ambito delle comunicazioni elettroniche" [8]. Per proseguire su questo slancio, nuovi progetti di tipo "Quick-Start" in materia di divario digitale permetteranno di accelerare, secondo un approccio tecnologicamente neutrale [9], l'offerta di connessioni a banda larga in regioni in cui la copertura di tali servizi è ancora insufficiente.

[8] SEC (2003) 895.

[9] Cfr. COM(2003) 65 "Comunicazioni elettroniche: verso l'economia della conoscenza" e COM(2003) 690 "Un'iniziativa europea per la crescita".

Il secondo problema consiste nel fatto che, in tutti gli Stati membri, la domanda di collegamenti a banda larga è inferiore all'offerta. La mancanza di contenuti attrattivi è uno degli ostacoli che impediscono la generalizzazione dei servizi. Questa tecnologia permette di veicolare numerosi nuovi servizi, in particolare multimediali, ma l'emergere di nuovi modelli d'impresa presuppone che siano preliminarmente risolte una serie di questioni. Ad esempio, la messa a disposizione online di contenuti digitali tutelati dal diritto d'autore dipende in gran parte dall'applicazione di tecniche di gestione dei diritti digitali (Digital Rights Management - DRM).

Per quanto riguarda la revisione intermedia del piano d'azione, occorre tener conto dei seguenti aspetti:

* Monitoraggio: la diversificazione della scelta delle tecnologie e gli ambienti multipiattaforma richiedono misure di monitoraggio più accurate, in particolare per quanto riguarda i piani nazionali di passaggio alla TV digitale.

* Passaggio da un modello di offerta a un modello di utenza/domanda: gli sforzi non vanno più incentrati sulla semplice connettività a banda larga, ma devono mirare a stimolare l'utilizzo dei servizi; a tal fine è necessario esaminare in che modo gli utenti integrano le comunicazioni banda larga nella loro vita di tutti i giorni. Occorre al riguardo acquisire una migliore conoscenza degli ostacoli che impediscono di erogare contenuti digitali aperti e interoperabili e servizi pubblici su tutte le piattaforme.

* Gestione dei Diritti Digitali: la questione deve essere affrontata a livello dell'Unione europea. Il quadro giuridico per la tutela dei diritti digitali è stabilito dalla direttiva 2001/29/CE, in corso di trasposizione da parte degli Stati membri. Tuttavia, si richiede una maggiore trasparenza sui criteri che gli Stati membri adottano o adotteranno per tener conto dell'applicazione della gestione dei diritti digitali nella determinazione degli schemi di remunerazione. Il mercato si trova ad un punto critico del suo sviluppo. Da un lato, l'assenza di una infrastruttura DRM interoperabile può portare ad una ulteriore frammentazione del mercato. Dall'altro, l'introduzione di tecnologie di gestione dei diritti digitali in sistemi e servizi potrebbe favorire lo sviluppo di importanti nuovi mercati di contenuti on-line, un fattore vitale per lo sviluppo della banda larga e, più in generale, sostenere la vitalità economica dell'industria dei contenuti.

3.2. Sicurezza

La sicurezza delle reti e dell'informazione è una condizione indispensabile per il funzionamento della società dell'informazione. Quasi l'80% dei cittadini europei non osa effettuare acquisti su Internet perché non si fida della sicurezza; d'altro lato, soltanto il 54% delle imprese ha posto in essere una vera e propria politica di sicurezza. Alcuni Stati membri stanno elaborando strategie nazionali in materia di sicurezza dell'informazione che comprendono aspetti quali la responsabilità giuridica, le campagne di sensibilizzazione, la gestione e le norme tecniche, la prontezza della reazione in caso di incidente e la strategia contro la cibercriminalità. Tutti gli Stati membri e i paesi di prossima adesione hanno riconosciuto che l'entrata in vigore della direttiva sulle firme elettroniche rappresenta una tappa importante in questo processo.

Il nuovo quadro legislativo comunitario contiene anche disposizioni sulla protezione delle comunicazioni elettroniche. La sicurezza è al centro delle priorità dell'Unione europea, come dimostrato dalla celerità con la quale è stato raggiunto un accordo politico in merito all'istituzione dell'Agenzia europea per la sicurezza delle reti e dell'informazione (ENISA). Questa ha per principale incarico di assistere e consigliare la Commissione e gli Stati membri sulle problematiche legate alla sicurezza delle reti e dell'informazione al fine di contribuire al corretto funzionamento del mercato interno. L'agenzia rafforzerà il coordinamento e lo scambio di informazioni tra i soggetti interessati e costituirà un meccanismo essenziale ai fini della creazione di una cultura della sicurezza.

Ai fini della revisione intermedia del piano d'azione occorre tener conto dei seguenti aspetti:

* Garantire una maggiore accettazione delle firme elettroniche da parte del mercato incoraggiando, a livello europeo, l'uso di norme interoperabili e promuovendo tutte le forme di firma elettronica, indipendentemente dalla tecnologia utilizzata.

* Ricorrere alla normalizzazione e alla certificazione quali strumenti per accrescere la fiducia nei confronti della società dell'informazione.

* Definire le priorità di cooperazione dell'UE nel settore della sicurezza delle reti e dell'informazione, in particolare nel quadro dell'agenzia ENISA (costituzione di partnership pubblico-privato nell'UE, inventario delle attività e degli organismi degli Stati membri, migliori pratiche in materia di sensibilizzazione e valutazione del rischio).

3.3. eInclusion

I progressi delle TIC non si distribuiscono in modo uniforme in tutte le regioni ed in tutte le categorie sociodemografiche; la "partecipazione digitale" e il "divario digitale" sono pertanto problematiche orizzontali, comuni a tutte le aree tematiche del piano d'azione eEurope 2005. Dalla consultazione pubblica è emersa una forte consapevolezza di queste problematiche, oltre ad un consenso generale sulla necessità di approfondire le iniziative in questo campo.

Occorre in particolare insistere sulle potenzialità offerte dalle nuove piattaforme in termini di migliore accessibilità e "mettere online" il maggior numero possibile di persone; ciò presuppone l'esplorazione di soluzioni senza filo per le reti locali (W-LAN) e per le reti estese (W-WAN) nonché il passaggio alla televisione digitale.

Ai fini della revisione del piano d'azione occorre prestare attenzione ai seguenti aspetti:

* Acquisire i dati necessari per valutare la portata degli squilibri regionali, eventualmente in parallelo alla revisione degli orientamenti sui fondi strutturali.

* Definire norme comunitarie di accessibilità, in particolare per gli appalti elettronici, per l'attuazione degli orientamenti dell'iniziativa WAI (Web Accessibilità Iniziative) sull'accessibilità del web e l'etichettatura comune delle pagine web accessibili.

* Migliorare l'accessibilità per i gruppi emarginati e le regioni svantaggiate promuovendo un accesso multipiattaforma alle TIC (PC, TV digitale, telefonia mobile di terza generazione ecc.).

* Promuovere l'adozione e l'uso delle TIC da parte dei gruppi a rischio di esclusione mediante l'organizzazione di azioni di sensibilizzazione e di "alfabetizzazione digitale" e la fornitura di appositi contenuti e servizi.

4. ATTUAZIONE

4.1. Analisi comparativa

Conformemente agli orientamenti fissati nella risoluzione del Consiglio su eEurope [10], l'esercizio di analisi comparativa si basa in gran parte su dati statistici ufficiali. Le indagini statistiche presso le famiglie e le imprese sono state organizzate da Eurostat e realizzate dagli istituti di statistica nazionali. Queste indagini forniscono dati relativi a 26 dei 37 indicatori. A gennaio 2004 erano disponibili i risultati di 12 indagini svolte presso le imprese e di 11 indagini svolte presso le famiglie.

[10] 2003/C 48/02.

Per garantire la regolare messa a disposizione di dati comparabili da parte degli Stati membri, nell'agosto 2003 la Commissione ha presentato una proposta di regolamento del Parlamento europeo e del Consiglio sulle statistiche della società dell'informazione.

La risoluzione del Consiglio relativa al piano d'azione eEurope raccomandava di lanciare attività pilota in merito agli indicatori di eBusiness e eHealth. La Commissione ha avviato un'analisi metodologica per definire un indicatore dello stato di preparazione all'eBusiness e presenterà una proposta al riguardo non appena avrà a disposizione i dati relativi al 2003. Questo indicatore potrebbe essere utilizzato per l'esercizio di analisi comparativa a partire dal 2004. I risultati delle attività pilota in materia di eHealth dovrebbero essere disponibili nella primavera del 2004.

Le risposte all'indagine sulla revisione intermedia di eEurope e le discussioni tenutesi nei gruppi di lavoro sulle statistiche hanno posto in evidenza la necessità di un riesame degli indicatori. Per quanto riguarda la revisione del piano d'azione, gli aspetti da prendere in considerazione sono i seguenti:

* Gli indicatori attuali dedicano eccessiva importanza allo stato di preparazione e non tengono sufficientemente conto dell'intensità e dell'impatto [11].

[11] Le categorie "preparazione", "intensità" e "impatto" sono state definite dall'OCSE nel documento Defining and Measuring e-Commerce: A Status Report, OECD-DSTI 8/10/1999.

* Gli indicatori non permettono di determinare il grado di realizzazione degli obiettivi di eEurope.

* Occorre disporre di dati di raffronto con i paesi terzi; l'iniziativa eEurope deve infatti essere raffrontata alle migliori iniziative esistenti al mondo.

* È prematuro valutare l'esercizio di analisi comparativa di eEurope 2005. Nel giugno 2004 sarà pubblicata una relazione al riguardo, contenente tutti i dati disponibili per il 2003. Oltre all'analisi comparativa in corso, altre misure potrebbero essere prese immediatamente, sulla scia della revisione intermedia, per venire incontro alla necessità di approfondire l'analisi e di definire indicatori più completi e più pertinenti agli orientamenti politici.

4.2. Scambio di buone pratiche

Lo scambio di buone pratiche è complementare all'esercizio di analisi comparativa ed è uno dei principi fondamentali del metodo di coordinamento aperto. Diversi strumenti consentono di favorire le buone pratiche: forum e conferenze, come la seconda conferenza eGovernment organizzata nel 2003 in collaborazione con la presidenza italiana, e la conferenza eHealth organizzata sotto presidenza greca; concorsi e premi che ricompensano la qualità; reti di sostegno per promuovere l'apprendimento reciproco, quali la rete eBusiness Support Network (eBSN) e la rete European Schoolnet [12]; la trascrizione dell'esperienza acquisita in linee guida, checklist, roadmap e documenti di lavoro tecnici; l'adozione di codici volontari di buona pratica e di norme aperte basate sulla codifica delle buone pratiche.

[12] http://community.eun.org/

Questi strumenti sono messi in opera su vasta scala a sostegno di eEurope. Tuttavia, affinché lo scambio di esperienza sia più efficace, occorre avviare una riflessione più ampia sul modo di orientare l'uso di questi strumenti in modo da ottenere un impatto maggiore rispetto a quanto avviene con un utilizzo ad hoc. È necessario dosare gli strumenti strategici in modo equilibrato, al fine di ottimizzare lo scambio di buone pratiche in funzione del livello di consenso, di esperienza e di maturità di ogni settore.

5. CONCLUSIONI

Giunto a metà del suo percorso, il piano d'azione eEurope 2005 ha registrato progressi considerevoli.

Gli obiettivi di eEurope 2005 restano validi in considerazione dell'allargamento dell'Unione europea a 25 membri e la consultazione ha rivelato che il piano d'azione ha agito da stimolo a numerose iniziative nazionali e regionali. I significativi progressi in materia di banda larga e eGovernment hanno potuto usufruire di un maggiore sostegno politico a livello nazionale e comunitario.

La realizzazione degli obiettivi di eEurope 2005 richiede un impegno deciso e una forte volontà politica a tutti i livelli. I risultati sono incoraggianti su diversi piani: l'offerta di connessioni a banda larga aumenta, i servizi pubblici integralmente accessibili online sono sempre più diffusi ecc. Tuttavia, in numerosi settori i progressi restano confinati al lato dell'offerta e riguardano principalmente la tecnologia, le applicazioni e le iniziative. È necessario lo sforzo concertato di tutte le parti interessate perché l'UE possa beneficiare dei guadagni in termini di produttività e di occupazione che si attendono da eEurope. La maturazione del piano d'azione presuppone che l'accento sia posto sulla fornitura di soluzioni e sulla rapida generalizzazione dei successi specifici fino a raggiungere una massa critica.

Taluni aspetti meritano particolare attenzione e risulteranno importanti ai fini della revisione del piano d'azione:

* Interoperabilità, norme e accesso multipiattaforma sono aspetti orizzontali, comuni a tutti i settori, e richiedono maggiore attenzione. Spesso l'esigenza essenziale non è proporre soluzioni tecniche ma creare intese multilaterali o istituzionali.

* Rafforzamento della dimensione paneuropea. La maggior parte delle iniziative continua ad avere una vocazione nazionale o regionale. Le possibilità transfrontaliere di apprendimento e di scambio sono generalmente riconosciute ma insufficientemente sfruttate. Le difficoltà di interoperabilità persistono e sono talvolta aggravate dal moltiplicarsi degli sforzi. Si perde così la possibilità di colmare il ritardo tra la testa e la coda del plotone mediante uno scambio più efficace delle buone pratiche.

* Passaggio ad un approccio basato sulla domanda, che ponga l'accento sulla fornitura del servizio, sul valore del servizio per gli utenti finali e sulla funzionalità del servizio stesso. In materia di eBusiness, eGovernment, eHealth e eLearning le iniziative di qualità sono numerose, ma manca ancora una chiara visione di come mettere online servizi realmente efficaci e adeguati alle esigenze degli utenti finali.

* Condizione preliminare per lo sviluppo delle connessioni a banda larga è il miglioramento dell'offerta di contenuti digitali attrattivi. Occorre a tal fine prestare attenzione alla protezione dei diritti d'autore sui contenuti e all'attuazione di soluzioni DRM interoperabili, nel rispetto delle legittime aspettative degli utenti.

* Sperimentazione di nuovi modelli d'impresa e di nuove forme di prestazione dei servizi che potrebbero acquisire valore aggiunto grazie ad una messa online. I servizi elettronici racchiudono in generale potenziali guadagni di produttività e di efficienza quando si inseriscono in una riorganizzazione effettiva dei processi e dei servizi.

* Rispondere all'esigenza di rafforzamento del monitoraggio e della quantificazione dei servizi di eInclusion, in particolare per valutare la portata degli squilibri regionali e le possibilità di un'erogazione multipiattaforma dei servizi elettronici che permetta di migliorare l'accessibilità.

* Infine, occorre misurare l'impatto dei servizi elettronici in termini di guadagni di produttività o di efficienza e di miglioramento delle condizioni di vita e di lavoro tenendo conto delle loro ripercussioni sul senso di cittadinanza e sulla governance. In particolare, è necessario analizzare in modo strutturato gli insegnamenti al fine di elaborare nuovi indicatori quantitativi e qualitativi nel quadro dell'esercizio di analisi comparativa. Vanno avviate azioni di collaborazione per individuare gli ostacoli ai progressi e definire orientamenti in materia di attuazione. In ultimo, vanno moltiplicati gli esercizi di valutazione delle iniziative in modo da acquisire elementi concreti su cui basare gli orientamenti politici.

La Commissione raccomanda che le linee direttrici del piano d'azione eEurope 2005 siano confermate. La revisione dimostra che gli obiettivi continuano ad essere validi e che i paesi in via di adesione sono pronti ad accettarli. Si prevede inoltre che il Sesto programma quadro di ricerca e sviluppo contribuisca all'attuazione del piano d'azione eEurope principalmente attraverso le azioni relative alle tecnologie della società dell'informazione.

La valutazione completa del piano d'azione eEurope 2005 sarà preparata, discussa e concordata con gli Stati membri nel corso del 2004. La Commissione invita gli Stati membri e i paesi in via di adesione a formulare osservazioni in merito al documento e a partecipare attivamente al processo di revisione del piano d'azione fino al mese di giugno 2004.

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Gestito dall'Ufficio delle pubblicazioni