52000DC0057

Comunicazione della Commissione al Consiglio, al Parlamento europeo, al Comitato economico e sociale e al Comitato delle regioni Comunicazione della Commissione sulla strategia di comunicazione nelle ultime fasi della realizzazione dell'UEM /* COM/2000/0057 def. */


COMUNICAZIONE DELLA COMMISSIONE AL CONSIGLIO, AL PARLAMENTO EUROPEO, AL COMITATO ECONOMICO E SOCIALE E AL COMITATO DELLE REGIONI Comunicazione della Commissione sulla strategia di comunicazione nelle ultime fasi della realizzazione dell'UEM

Indice

SINTESI

1. INTRODUZIONE

2. SITUAZIONE ATTUALE

2.1 Informazioni e comunicazioni dal 1995

2.2 stato di preparazione alla fine del 1999

3. PRIORITÀ e strategia per il 2000 e il 2001

3.1 Principi operativi

3.2 Gruppi destinatari della campagna

Necessità di prepararsi al passaggio

Contenuto dell'informazione

Canali

Calendario delle attività

3.2.1 Imprese

3.2.2 Grande pubblico

3.2.3 Gruppi che necessitano di un aiuto particolare

3.2.4 Popolazione scolastica

3.2.5 Paesi pre-in

3.2.6 Paesi terzi

3.3 obiettivi di riferimento

3.3.1 Per le imprese

3.3.2 Per il grande pubblico

3.3.3 Realizzazione degli obiettivi di riferimento

4. RUOLI E RESPONSABILITÀ IN MATERIA DI COMUNICAZIONE

4.1 Parlamento europeo

4.2 Stati membri

4.3 Commissione europea

4.4 Banca centrale europea

5. CONCLUSIONI

6. ALLEGATO: SCHEDA FINANZIARIA

SINTESI

1. L'Unione europea è giunta alla fase finale del suo cammino verso l'Unione economica e monetaria iniziato oltre dieci anni fa. L'Unione monetaria è divenuta realtà il 1° gennaio 1999; da allora, conformemente al calendario fissato dal trattato (di Maastricht) sull'Unione europea, l'euro è la valuta di undici Stati membri. Il periodo di transizione triennale si concluderà alla mezzanotte del 31 dicembre 2001. A partire dal 1° gennaio 2002 le banche emetteranno solo monete e banconote in euro. Gli Stati membri faranno il possibile per garantire che la massa delle operazioni in contanti vengano effettuate in euro entro la fine dei primi quindici giorni del 2002 ed entro l'inizio del marzo 2002 si dovrebbe completare il ritiro delle banconote e delle monete nazionali.

La preparazione di questo evento è una sfida formidabile. Una campagna di informazione intensa e concentrata è indispensabile per consentire a tutti di raccoglierla. Sebbene siano gli Stati membri, alla luce del principio di sussidiarietà, i principali responsabili della comunicazione in materia di euro, la dimensione comunitaria dell'operazione è tutt'altro che trascurabile: la presente comunicazione ha la finalità di aggiornare le priorità e la strategia della campagna d'informazione e di confermare l'impegno della Commissione.

2. Situazione attuale

L'introduzione dell'euro il 1° gennaio 1999 è stata un vero e proprio successo: le banche ed i mercati delle obbligazioni, delle azioni e dei cambi sono passati all'euro in modo ordinato e dopo un'adeguata preparazione. L'euro si è affermato immediatamente come una delle grandi monete mondiali, acquisendo un ruolo più o meno pari a quello del dollaro sul mercato delle emissioni di obbligazioni. La stabilità garantita dal quadro di politica economica dell'UEM, unitamente alla riforma strutturale, crea le prospettive per un'Europa più prospera e dinamica.

Ritornando a ciò che resta da fare prima del 2002, notiamo quanto segue:

- Le PMI continuano a non prendere il passaggio all'euro con tutta la serietà dovuta. Nell'insieme il ritmo di preparazione delle PMI non è soddisfacente e vi è il rischio concreto che talune di esse non abbiano ancora operato gli adeguamenti interni necessari per poter proseguire la loro attività commerciale alla fine del periodo transitorio, ovvero il 31 dicembre 2001. È possibile che le imprese siano state distratte dal problema del millennium bug.

- L'uso dell'euro, sia all'interno delle imprese che tra le imprese o da parte dei singoli individui, è notevolmente inferiore a quanto previsto prima della sua introduzione il 1° gennaio 1999.

- La maggior parte delle persone hanno ricevuto informazioni sulla moneta unica ma potrebbero averle dimenticate.

La spiegazione risiede senza dubbio in parte nelle reazioni alle commissioni bancarie elevate relative ai bonifici transfrontalieri nell'area dell'euro e alla debolezza dell'euro nei confronti del dollaro. Inoltre il grande pubblico si è sentito poco o per nulla incentivato a prepararsi per quello che è stato percepito come un evento distante oltre due anni.

3. La strategia di comunicazione dovrebbe essere efficace sotto il profilo dei costi ed ottenere il sostegno della gente. A tal fine è necessario un forte grado di coordinamento e di cooperazione tra tutti gli operatori ed in particolare con la Banca Centrale Europea, che quest'anno avvierà una grande campagna. Gli sforzi principali verranno realizzati dagli e negli Stati membri: il loro impatto sarà maggiore se emaneranno da fonti nelle quali le persone hanno fiducia e se saranno presentati in una forma accessibile e culturalmente appropriata (sussidiarietà e prossimità).

Per quanto possibile, gli operatori pubblici e privati dovrebbero definire taluni indicatori e obiettivi di riferimento che li aiuteranno a misurare i progressi realizzati grazie alle loro attività di comunicazione.

Le azioni dovrebbero essere oggetto di una supervisione a livello sia europeo che nazionale; gli obiettivi delle campagne e i mezzi utilizzati dovrebbero essere controllati in permanenza e adeguati in funzione dei risultati.

4. Le campagne dovrebbero essere "mirate" ad un certo numero di gruppi:

- Le imprese, in particolare le PMI

Se non si adottano quanto prima provvedimenti, vi è il rischio reale che migliaia di imprese si riducano all'ultimo momento o comunque attendano ben oltre l'inizio del 2002 per procedere al passaggio. Gli intoppi e la penuria di risorse che ne deriverebbero potrebbero provocare una grande confusione tra i consumatori e perturbare l'economia di tutta l'area dell'euro.

La presente comunicazione propone una serie di messaggi; i contenuti ed i mezzi di trasmissione dovranno evidentemente essere adeguati al tipo di impresa in questione.

- Il grande pubblico

I componenti del grande pubblico hanno il diritto, in quanto cittadini e consumatori, di essere informati sulle modifiche che li riguarderanno direttamente. Inoltre una popolazione ben informata e ben preparata è una conditio sine qua non affinché tutti gli altri aspetti del passaggio all'euro possano verificarsi senza intoppi. I cittadini dovranno essere dunque perfettamente preparati quando cominceranno ad utilizzare le monete e le banconote in euro, ovvero entro il 1° gennaio 2002. La presente comunicazione propone messaggi e canali di diffusione appropriati.

Nelle nostre società esistono vasti gruppi di persone che non hanno agevolmente accesso ai canali tradizionali di informazione. Le loro possibilità di progredire nell'apprendimento del "linguaggio dell'euro" saranno pertanto limitate se le strategie di comunicazione utilizzano come strumenti e canali di informazione unicamente le pubblicazioni su carta, la radio e la televisione. Per superare questo problema è stata elaborata una strategia.

La Commissione ha sottolineato costantemente l'importanza di portare la campagna di informazione nelle scuole, per via del ruolo che i ragazzi possono avere nella formazione degli adulti.

- I paesi non partecipanti

Si devono tenere presente anche le necessità dei paesi non-partecipanti, sia degli Stati membri non partecipanti (pre-in), sia dei paesi non appartenenti all'UE.

La comunicazione distingue le necessità in funzione della relazione che il paese in questione ha con l'area dell'euro, ovvero a seconda che si tratti di uno Stato membro pre-in, di un paese candidato all'adesione o di un paese terzo.

5. Calendario delle attività:

Nel 2000 le imprese dovranno essere destinatarie di una campagna intensa per far sì che adottino per tempo i provvedimenti necessari. Occorrerebbe inoltre continuare ad informare regolarmente il grande pubblico: i cittadini non solo devono sapere che verrà organizzata una campagna intensa per dare loro tutte le informazioni necessarie per tempo, ma devono anche essere rassicurati sui vantaggi della moneta unica e ricevere informazioni dettagliate sul passaggio all'euro. Dovranno essere proseguite le azioni intraprese nel 1999 per informare le fasce più deboli della popolazione.

Nel 2001 dovrà essere intensificata la campagna rivolta al grande pubblico e alle sue fasce più deboli: i cittadini avranno bisogno di ogni sorta di informazione, ma in particolare dovranno capire i prezzi e i valori in euro e acquisire dimestichezza con l'aspetto delle banconote e delle monete. La campagna destinata alle imprese dovrà essere continuata e, se necessario, adeguata per tenere conto dei cambiamenti eventualmente dimostrati dai risultati delle inchieste.

La campagna dovrà continuare nei primi mesi del 2002, durante ed eventualmente oltre il periodo della duplice circolazione.

1. INTRODUZIONE

L'Unione europea è giunta alla fase finale del suo cammino verso l'Unione economica e monetaria iniziato oltre dieci anni fa. L'UEM è divenuta realtà il 1° gennaio 1999, conformemente al calendario fissato dal trattato sull'Unione europea.

I vantaggi dell'UEM sono già tangibili.

- Ora abbiamo una cultura della stabilità. Il processo di preparazione dell'UEM ed in particolare la necessità di soddisfare i criteri di convergenza, la disciplina del Patto di stabilità e di crescita e lo stretto coordinamento delle politiche economiche nazionali hanno garantito fondamentali economici solidi e migliorato costantemente le prospettive di crescita economica.

- Sui mercati finanziari l'euro ha acquisito, a parità con il dollaro, il ruolo di valuta delle nuove emissioni di obbligazioni internazionali.

- La crescita, unita ai prezzi stabili e ai tassi di interesse bassi, e la riduzione delle incertezze apportano vantaggi, non solo al settore delle imprese ma anche alla popolazione nel suo insieme, garantendo livelli più elevati di occupazione.

Il periodo di transizione triennale previsto dal Consiglio europeo di Madrid del dicembre 1995 si concluderà alla mezzanotte del 31 dicembre 2001 e a partire dal 1° gennaio 2002 le banche degli Stati membri partecipanti [1] emetteranno solo monete e banconote in euro. Gli Stati membri faranno il possibile per garantire che la massa delle operazioni in contanti vengano effettuate in euro entro la fine dei primi quindici giorni del 2002 ed entro l'inizio del marzo 2002 si dovrebbe completare il ritiro delle banconote e delle monete nazionali.

[1] Se non indicato altrimenti, i riferimenti riguardano l'area dell'euro, gli Stati membri partecipanti ed i loro cittadini, le loro imprese, ecc..

Restano meno di due anni prima della messa in circolazione delle banconote e delle monete in euro; si tratta di un periodo relativamente breve nel corso del quale vi è molto da fare:

- tutte le imprese, le banche e le amministrazioni dovranno essere pronte a lavorare unicamente in euro entro il 1° gennaio 2002;

- anche ogni singolo individuo dovrà essere pronto. In un periodo di tempo molto limitato ciascuno dovrà apprendere un nuovo sistema di riferimento monetario, assimilando il valore della moneta nuova e acquisendo familiarità con l'aspetto delle monete e delle banconote.

La preparazione a questo evento è una sfida formidabile, alla quale occorre far fronte con successo e che richiede una campagna di comunicazione intensa e concentrata. La presente comunicazione ha la finalità di definire le priorità e la strategia di tale campagna.

2. SITUAZIONE ATTUALE

2.1 INFORMAZIONI E COMUNICAZIONI DAL 1995

Le informazioni sull'euro hanno registrato una crescita costante da quando la Commissione ha definito per la prima volta una strategia nel suo Libro verde sulle misure pratiche per l'introduzione della moneta unica del maggio 1995. Nel febbraio 1998 la Commissione ha adottato una Comunicazione concernente la strategia di informazione sull'euro. [2]

[2] COM(1998)39: Comunicazione della Commissione concernente la strategia di informazione sull'euro.

A livello europeo l'informazione è stata caratterizzata da un coordinamento stretto ed efficace tra le iniziative e le azioni della Commissione e del Parlamento e le campagne nazionali degli Stati membri.

La campagna "L'euro, una moneta per l'Europa" è stata lanciata nel 1996 nel quadro del programma PRINCE (programma d'informazione del cittadino europeo) ed oltre 117 milioni EUR sono stati impegnati in questi ultimi quattro anni. Nel 1998-99 circa due terzi sono stati spesi tramite accordi per il finanziamento delle azioni di comunicazione e di preparazione negli Stati membri, sulla base di memorandum d'intesa tra lo Stato membro, la Commissione e il Parlamento. In ciascun caso lo Stato membro interessato ha dovuto apportare un finanziamento quanto meno uguale a quello ricevuto dal bilancio dell'Unione. Nel complesso quest'anno sono in vigore 13 accordi (gli 11 Stati membri partecipanti all'euro più la Grecia e la Svezia).

Il Parlamento europeo ha costantemente promosso e sostenuto il finanziamento di una strategia di informazione conforme alle esigenze dei cittadini. Il Parlamento europeo è partner della Commissione e degli Stati membri in tutti i paesi che stanno realizzando campagne di informazione congiuntamente ala Commissione europea.

Inoltre la Commissione è stata notevolmente aiutata nella preparazione della presente comunicazione da due relazioni del Parlamento europeo, [3] le cui raccomandazioni principali sono state per lo più recepite nella presente comunicazione.

[3] Relatore : Helena Torres Marques (CO50) Relatore : Aldo Arroni (CO50 680)

La Commissione ha fondato le sue attività di comunicazione sui principi guida del partenariato, del coordinamento e della sussidiarietà. Essa ha svolto un ruolo di promozione e di coordinamento e ha curato la gestione degli ingenti fondi destinati all'informazione sull'euro dal Consiglio e dal Parlamento.

La Commissione ha inoltre considerato prioritario il partenariato con le organizzazioni aventi la funzione di "moltiplicatori" dell'informazione, che sono state incoraggiate a stimolare i preparativi delle imprese, e il finanziamento di progetti di cooperazione transfrontaliera destinati a sensibilizzare all'euro i cittadini e i consumatori. Essa ha lanciato e portato a termine programmi specifici di informazione e di formazione nel quadro del progetto "L'Euro facile" nonché iniziative pilota transnazionali in città e regioni. Le delegazioni della Commissione hanno organizzato circa 80 azioni diverse in paesi terzi, compresi seminari nei principali centri finanziari mondiali. La Commissione ha inoltre partecipato ad esposizioni e prodotto una grande quantità di informazioni e di documenti di riferimento come la newsletter InfEuro, kit di preparazione interattivi, guide, videocassette, poster nonché il sito Internet dell'euro con la base dati interattiva (QUEST).

Gli Stati membri hanno informato attivamente le loro popolazioni in merito all'euro e quelli che appartengono all'area dell'euro hanno lanciato campagne su larga scala, ricorrendo alla televisione e alla distribuzione capillare di materiale d'informazione. Linee telefoniche gratuite e siti Internet speciali sono stati creati in parecchi paesi; molti Stati membri hanno organizzato esposizioni itineranti e stabilito collegamenti speciali con le campagne del settore privato. I gruppi individuati negli accordi conclusi con la Commissione come destinatari della campagna (cfr. supra) sono il grande pubblico, i giovani nel sistema di istruzione, i titolari di mandati elettivi, le imprese, i funzionari pubblici, le donne, le persone anziane e le fasce sociali in difficoltà.

Anche i fornitori di informazioni del settore privato sono stati sempre più attivi. Le organizzazioni e associazioni settoriali si sono premurate sia di informare i membri che di stimolare i preparativi per l'euro. Esse comprendono banche e istituti finanziari così come le principali federazioni di imprese europee. Queste ultime hanno intensificato i loro sforzi per sensibilizzare le PMI alla necessità di prepararsi a trattare in euro. La Commissione ha contribuito a finanziare buona parte di queste iniziative negli Stati membri, a livello sia nazionale che regionale, in particolare le azioni degli Euro Info Centre, che lavorano in permanenza per stimolare la preparazione delle PMI. Essa ha inoltre incoraggiato e finanziato azioni realizzate dalle organizzazioni senza fine lucrativo e dalle ONG a orientamento sociale.

2.2. STATO DI PREPARAZIONE ALLA FINE DEL 1999

L'introduzione dell'euro in data 1° gennaio 1999 è stata portata a termine con successo dagli operatori interessati, in particolare nel settore finanziario. Le campagne d'informazione precedenti hanno certamente contribuito a rendere possibile questo risultato.

Le relazioni degli Stati membri, le inchieste realizzate dalla Commissione e quelle effettuate dal settore privato tracciano il quadro seguente dello status quo alla fine del 1999:

- L'uso dell'euro, sia all'interno delle imprese che tra le imprese e da parte dei singoli individui, è notevolmente inferiore a quanto previsto prima della sua introduzione il 1° gennaio 1999. Relativamente poche imprese sono già passate alla contabilità in euro, il che contribuirebbe ad evitare intoppi nel 2001, e pochissimi individui utilizzano l'euro come mezzo di pagamento con cognizione di causa.

- Le PMI continuano a non prendere il passaggio all'euro con tutta la serietà dovuta. Nell'insieme il ritmo di preparazione delle PMI non è soddisfacente e vi è il rischio concreto che talune di esse non abbiano ancora operato gli adeguamenti interni necessari per poter proseguire la loro attività commerciale alla fine del periodo transitorio ovvero il 31 dicembre 2001. È possibile che le imprese siano state distratte dal problema del millennium bug.

- Per contro, le imprese comunicano sempre più con i loro dipendenti, clienti e fornitori in merito agli aspetti pratici del passaggio all'euro.

- La doppia indicazione dei prezzi (in moneta nazionale e in euro) è praticata in numerosi settori del commercio al dettaglio e dei servizi.

- La maggior parte delle persone hanno ricevuto informazioni sulla moneta unica ma potrebbero averle dimenticate. Dopo la massiccia pubblicità che ha circondato il varo dell'euro il 1° gennaio, i livelli di interesse, di conoscenza e di sostegno dell'euro presso il pubblico erano incoraggianti. Ebbene, da sondaggi più recenti emerge che, salvo qualche eccezione degna di nota, la situazione è peggiorata e le persone tendono a dimenticare ciò che avevano appreso.

Inoltre vi è stato un calo di interesse e la spiegazione risiede senza dubbio in parte nelle reazioni alle commissioni bancarie elevate prelevate sui bonifici transfrontalieri nell'area dell'euro e alla debolezza dell'euro nei confronti del dollaro. Inoltre il grande pubblico si è sentito poco o per nulla incentivato a prepararsi per quello che è stato finora percepito come un evento distante oltre due anni.

3. PRIORITÀ e strategia per il 2000 e il 2001

Alla luce delle conclusioni sull'attività d'informazione di quattro anni, del grado attuale di preparazione e dell'avvenuta introduzione dell'Unione monetaria è indispensabile un adeguamento delle priorità e della strategia per il 2000 ed il 2001.

3.1 principi operativi

Sulla base della sua ampia esperienza in materia di comunicazione sull'euro e alla luce delle discussioni con i responsabili delle campagne d'informazione degli Stati membri, la Commissione ha definito una serie di principi che considera essenziali per la riuscita di qualsiasi azione di informazione.

Obiettivi chiaramente definiti

Tutti i responsabili della diffusione dell'informazione devono definire chiaramente che cosa si intende per "essere pronti per l'euro" e fissare gli obiettivi da raggiungere che sono specifici per ciascun gruppo e sono trattati più dettagliatamente nelle sezioni relative ai "Gruppi destinatari della campagna" (3.2) e agli "Obiettivi di riferimento" (3.3).

Coordinamento e cooperazione

Le autorità europee, nazionali, regionali e locali avranno un'influenza maggiore se coordinano le loro azioni piuttosto che agendo in modo isolato. Le istituzioni europee, compreso il Comitato economico e sociale e il Comitato delle regioni, dovranno collaborare strettamente tra loro. Una nuova sfida consisterà nel coordinare le iniziative degli Stati membri con la campagna che sarà lanciata dalla Banca centrale europea (cfr. sezione 4.4). La Commissione è in grado di assolvere questa funzione a livello europeo e per le iniziative realizzate nei paesi terzi, ma disposizioni specifiche dovranno essere prese da ciascuno Stato membro, compresi i paesi pre-in.

Sussidiarietà

Le azioni di comunicazione più complete e di conseguenza più efficaci saranno quelle organizzate da ciascuno Stato membro sul suo territorio. È questa la logica sottesa agli accordi tra gli Stati membri, la Commissione europea ed il Parlamento europeo di cui alla sezione 2.1.

Prossimità

È più probabile che le informazioni vengano prese seriamente se vengono diffuse preventivamente da fonti nelle quali gli individui hanno fiducia. Questo aspetto è particolarmente importante per le PMI, i singoli imprenditori e coloro che hanno difficoltà ad accedere ad altri mezzi d'informazione. Oltre ai vantaggi propri al ricorso alle autorità regionali e locali, la comunicazione di prossimità consente di mobilitare tutta una serie di altre organizzazioni e strutture atte a fornire le informazioni alle persone, spesso direttamente, in modo accessibile e in una forma tecnicamente e culturalmente appropriata.

Supervisione e flessibilità

La flessibilità è indispensabile per controllare le finalità, gli obiettivi e gli strumenti delle campagne d'informazione e adeguarli alle circostanze. A tal fine è necessario un feedback. Per questa ragione, d'ora in poi e per tutto il tempo necessario dovranno essere organizzate regolarmente inchieste dettagliate per valutare l'esito, positivo o negativo, delle campagne di informazione. Questa è l'essenza dell'approccio basato sulla definizione di obiettivi di riferimento di cui alla sezione 3.3. La supervisione dovrebbe essere assicurata dalle autorità sia europee che nazionali, preferibilmente in modo coordinato, per evitare doppioni. La Commissione comunicherà i risultati ai principali interessati.

3.2 gruppi DESTINATARI DELLA CAMPAGNA

3.2.1 Imprese

Necessità di prepararsi al passaggio

Tutte le imprese dell'area dell'euro saranno tenute legalmente ad utilizzare l'euro per le loro operazioni a partire dal 1° gennaio 2002. In seguito i dettaglianti, ovviamente, dovranno continuare ad accettare le monete e le banconote nazionali per il periodo relativamente breve in cui resteranno in circolazione. Ma, a partire dal 1° gennaio, un'impresa che non è in grado di realizzare le proprie operazioni in euro non potrà esercitare legalmente la sua attività, considerato che nessuna disposizione consente di concludere nuovi accordi o contratti nelle vecchie monete nazionali dopo il 31 dicembre 2001.

Da uno studio realizzato nella primavera del 1999 dall'Osservatorio europeo per le PMI, presso un campione di circa 7000 PMI dell'UE (sui 18 milioni complessivi), risulta che solo il 43% delle PMI avevano già considerato l'impatto dell'euro sulle loro attività e che ancora meno, il 18%, avevano una strategia precisa. Molte PMI prevedono di attendere il prossimo anno o addirittura il 2002 prima di farlo. Il medesimo sondaggio indica che una minoranza non trascurabile di PMI ha solo una conoscenza molto vaga degli obblighi giuridici cui è soggetta in quanto il 24% non intende completare il passaggio alla moneta unica prima della metà o della fine del 2002.

È evidente che un numero troppo elevato di imprese non ha ancora pensato a come convertirsi all'euro in tempo. Vi è dunque il rischio reale che migliaia di imprese si riducano all'ultimo momento o comunque attendano ben oltre l'inizio del 2002 per procedere al passaggio. Gli intoppi e la penuria di risorse che ne deriverebbero potrebbero provocare una grande confusione tra i consumatori e perturbare l'economia di tutta l'area dell'euro.

Contenuto dell'informazione

L'obiettivo dovrebbe essere quello di persuadere tutte le imprese, fino al più piccolo artigiano o dettagliante, che devono:

- fissarsi una data entro la quale effettuare le loro operazioni in euro e convertire la loro contabilità interna all'euro; questo aspetto può avere una grande incidenza sulla competitività di un'impresa;

- elaborare un piano per il passaggio all'euro (definizione e calendario dei provvedimenti da adottare);

- prevedere le risorse umane e di altro tipo necessarie per porre il piano in esecuzione;

- predisporre un bilancio.

In altri termini, le imprese devono prepararsi a compiere tutte le operazioni seguenti in euro: tenere la contabilità, determinare i prezzi dei prodotti e dei servizi, trattare con i clienti ed i consumatori, effettuare e ricevere pagamenti, emettere fatture, pagare imposte e contributi di sicurezza sociale e remunerare il personale.

Inoltre, numerose imprese devono far fronte ad una sfida di ordine strategico. Esse devono infatti adeguarsi al fatto che il loro mercato interno è oramai molto più grande che in passato ed è caratterizzato da una concorrenza sempre maggiore e dalla trasparenza dei prezzi dovuta all'euro. Questa sfida può peraltro apportare benefici diretti alle imprese, a condizione che esse comincino con una valutazione dell'impatto dell'euro sui mercati, sui prezzi, sulla concezione e lo sviluppo dei prodotti. Nel contempo i dirigenti d'impresa devono cercare nuovi mezzi per razionalizzare le strutture e le spese di funzionamento dell'impresa tramite, ad esempio, la centralizzazione della tesoreria, la diversificazione dei fornitori e la semplificazione della contabilità.

Ovviamente, più l'impresa è piccola, più i cambiamenti saranno limitati e più facile e rapido sarà il passaggio all'euro - in molti casi si tratterà unicamente di emettere le fatture, effettuare i pagamenti e tenere la contabilità in euro. Tuttavia qualunque impresa che utilizzi, anche in misura limitata, l'informatica per le sue operazioni e la sua gestione dovrà aver acquistato e testato il software adeguato ben prima della fine del 2001.

Particolare attenzione deve essere dedicata ad una serie di sotto-gruppi:

- le imprese di piccole dimensioni e le micro-imprese, compresi i singoli imprenditori;

- i dettaglianti, in particolare i piccoli dettaglianti, che, oltre ai preparativi interni, devono apprendere a "maneggiare" monete e banconote in euro;

- le imprese situate in zone turistiche, che potrebbero essere tra le prime a dover accettare pagamenti in euro;

- le imprese situate nei paesi pre-in, che rischiano di non rendersi conto che se vogliono continuare a vendere beni e servizi nell'area dell'euro devono essere pronte ad utilizzare la nuova moneta; le imprese dei paesi che potrebbero aderire all'area dell'euro entro il 2002 avranno bisogno di una preparazione più ampia;

- le imprese di regioni periferiche o isolate, che sono state probabilmente meno esposte alle campagne di informazione organizzate fino ad oggi.

Canali

Oltre alle campagne centralizzate organizzate in ciascun paese, è necessario ricorrere ad un certo numero di altri canali di comunicazione:

- i "moltiplicatori" dell'informazione in grado di raggiungere le imprese, ad esempio revisori e contabili, camere di commercio, industria o artigianato, organizzazioni professionali e federazioni settoriali a livello sia nazionale che europeo; anche le banche sono canali vitali d'informazione per via dei servizi che prestano alle PMI;

- le grandi imprese che lavorano con le PMI dovrebbero informarle ed incoraggiarle a passare all'euro; dopo tutto ciò è anche nel loro interesse.

Le autorità locali e regionali possono promuovere tutti questi canali.

Il materiale prodotto dalla Commissione, dagli Stati membri, dalle organizzazioni professionali, dagli organismi di esperti contabili, ecc. per aiutare le PMI a passare all'euro non manca. Tuttavia occorre verificare regolarmente che sia realmente adeguato alle esigenze di tutti i tipi di imprese, in particolare delle più piccole, e che le informazioni veicolate siano facilmente comprensibili.

Calendario delle attività

La campagna dovrà essere molto intensa nel 2000, per far sì che tutte le imprese adottino per tempo tutti i provvedimenti necessari.

Nel 2001 la campagna dovrà essere ricalibrata per tenere conto dell'evoluzione della situazione quale emergerà dai risultati delle indagini (cfr. sezione 3.1.5). Un'attenzione particolare verrà accordata ai dettaglianti, i quali non soltanto dovranno adattarsi all'introduzione delle nuove banconote e monete, ma avranno anche il ruolo fondamentale di aiutare i consumatori a familiarizzarsi con l'euro.

3.2.2 Grande pubblico

Necessità di prepararsi al passaggio

I componenti del grande pubblico hanno il diritto, in quanto cittadini e consumatori, di essere informati sulle modifiche che li riguarderanno direttamente. Inoltre una popolazione ben informata e ben preparata è una conditio sine qua non affinché tutti gli altri aspetti del passaggio all'euro possano verificarsi senza intoppi.

Contenuto dell'informazione e canali di comunicazione

Le esigenze precise della popolazione in materia di informazione variano da uno Stato membro all'altro, ma più rapidamente essa sarà in grado di ragionare in euro, più facile sarà la transizione. Per la maggior parte delle persone, essere pronte per l'euro entro la fine del 2001 significa essenzialmente essere in grado di riconoscere ed identificare le banconote e le monete in euro e familiarizzarsi con i prezzi e i valori espressi in euro.

Ebbene, dalle indagini emerge la necessità di un approfondimento delle conoscenze nei settori seguenti:

- il tasso di conversione della propria valuta ed il suo carattere effettivamente irrevocabile;

- la comprensione dei prezzi e dei valori in euro;

- le modalità per essere sicuri di evitare di essere truffati nelle conversioni;

- le conseguenze pratiche dell'euro per i salari, le pensioni e gli altri redditi;

- le modalità di passaggio alle banconote e alle monete in euro nel 2002;

- le caratteristiche visive e tattili delle nuove banconote e monete;

- la stabilità del potere d'acquisto dell'euro.

Tuttavia potrebbe anche essere necessario:

Ricordare alla gente per quali ragioni l'Unione europea ha adottato l'euro e alcuni dei vantaggi che cominciano a farsi sentire, tra cui la crescita economica, i prezzi stabili e i tassi di interesse bassi. Se il grande pubblico ha un atteggiamento favorevole nei confronti della moneta unica, avendo ricevuto informazioni che gli consentono di comprendere l'UEM, sarà ben disposto ad apprendere il nuovo linguaggio monetario.

Rassicurare i cittadini che anche dopo la fine del periodo di duplice circolazione le vecchie banconote manterranno il loro valore e che le banche centrali nazionali le scambieranno contro banconote in euro per molti anni a venire.

Continuare e controllare lo svolgimento di iniziative in questo settore, quali l'uso del logo "Si accettano pagamenti in euro". La maggior parte degli Stati membri ha adottato questo logo che impegna il dettagliante o il professionista che lo utilizza a rispettare i principi di buona prassi in materia di conversione in euro, indicazione dei prezzi in euro, formazione del personale e informazione del consumatore. Iniziative ampiamente equivalenti sono state adottate in tutti gli altri Stati membri dell'area dell'euro. L'adozione e l'utilizzo diffuso del logo nel settore della vendita al dettaglio potrebbe aumentare la fiducia del consumatore.

Creare o rafforzare osservatori locali per l'euro, se necessario. Questo sistema, già adottato nella maggior parte degli Stati membri partecipanti, è un modo per rassicurare i consumatori che le autorità controllano l'evoluzione delle pratiche e tengono conto dei loro problemi. Gli osservatori locali potrebbero inoltre contribuire allo sviluppo di relazione di fiducia tra gli operatori economici e a garantire un feedback sul rispetto delle pratiche migliori, come da impegni assunti, da parte dei professionisti che utilizzano il logo, sul grado di utilizzo dell'euro e sulle difficoltà incontrate.

Calendario delle attività

Nel 2000 occorrerà continuare ad informare regolarmente il grande pubblico: quanto prima le persone impareranno a conoscere l'euro, tanto più facile sarà la transizione; i messaggi potrebbero ad esempio avere per oggetto la stabilità del potere d'acquisto e le modalità precise del passaggio all'euro nel 2002. È inoltre indispensabile rassicurare le persone sul fatto che verranno informate per tempo in merito ai punti menzionati in precedenza e preparare tutti gli elementi della campagna per il 2001 (bilanci, addetti alla formazione, materiale d'informazione, ecc.).

Nel 2001 dovrà essere fatto un notevole sforzo in tutti i settori sopraindicati nei quali è necessario un rafforzamento delle conoscenze.

3.2.3 Gruppi che necessitano di un aiuto particolare

Definizione delle necessità

Nelle nostre società esistono ampi gruppi di persone che non hanno facilmente accesso ai canali di informazione tradizionali. Le loro possibilità di progredire nell'apprendimento del "linguaggio dell'euro" saranno pertanto limitate, se le strategie di comunicazione utilizzano come strumenti e canali di informazione unicamente le pubblicazioni (su supporto cartaceo o elettronico), la radio e la televisione .

Sono più a rischio:

- le persone economicamente e socialmente emarginate, che hanno difficoltà a gestire un bilancio e a far fronte alle spese quotidiane;

- le persone socialmente isolate, che vivono lontano o al di fuori di cellule familiari o che si trovano geograficamente isolate in località lontane;

- i portatori di handicap fisici (non vedenti e subvedenti, non udenti e audiolesi) o mentali;

- gli analfabeti (uno studio recente dell'OCSE indica che questo fenomeno riguarda circa il 30% della popolazione dei paesi sviluppati).

Per quanto i messaggi di base restino per molti versi identici a quelli destinati al grande pubblico (di cui questi gruppi peraltro fanno parte), le ricerche promosse dalla Commissione, nel quadro del suo progetto "L'Euro facile", dimostrano che le esigenze di questi gruppi assomigliano maggiormente ad una formazione che ad una campagna d'informazione tradizionale. I loro rappresentanti hanno partecipato alla concezione di materiali di formazione, che sono stati convalidati da esperti e che la Commissione mette a disposizione delle autorità pubbliche, delle organizzazioni non governative e di altri gruppi negli Stati membri.

Calendario delle attività

Nel 2000 occorrerà continuare ed ampliare le azioni avviate nel 1999 a beneficio dei gruppi di persone vulnerabili e preparare ed organizzare programmi su larga scala per il 2001. Occorrerà inoltre produrre il materiale d'informazione e pedagogico che è stato messo a punto. Se opportuno, le autorità locali e nazionali dovranno inoltre iniziare a formare gli addetti alla formazione, nonché individuare e mobilitare le persone e i gruppi che sono in grado di aiutare le persone in difficoltà.

Nel 2001 la campagna giungerà al culmine.

3.2.4 Popolazione scolastica

Salvo una o due eccezioni, l'euro ha tardato ad entrare nei programmi scolastici degli Stati membri; tuttavia ha fatto il suo ingresso in parecchi paesi dell'area dell'euro all'inizio dell'anno scolastico 1999. Sin dal 1997 la Commissione ha sempre sottolineato l'importanza di trasmettere questo tipo di messaggio ai giovani, per via del ruolo che questi ultimi, in particolare gli alunni della scuola elementare, possono svolgere nell'istruire gli adulti, ad esempio "adottando" anziani o portatori di handicap del loro vicinato per insegnare loro l'euro.

La Commissione ha istituito a tal fine un gruppo di lavoro sull'istruzione e l'euro che riunisce i rappresentanti dei ministeri dell'istruzione di tutti gli Stati membri, ad eccezione della Danimarca, e delle agenzie nazionali incaricate del programma Socrates. I compiti di questo gruppo, che include rappresentanti di diversi paesi pre-in, consistono nel promuovere nuove iniziative e lo scambio di informazioni e di buone pratiche.

Inoltre l'euro è stato incluso tra le priorità tematiche di Comenius, il capitolo di Socrates dedicato all'istruzione scolastica, per gli anni 1999 e 2000. Pertanto nel 1999 nell'ambito di Comenius sono stati sostenuti diversi progetti scolastici sull'euro e lo sviluppo di stage per la formazione di insegnanti e di materiale pedagogico. È da prevedere che quest'anno verranno presentati alla Commissione nuovi progetti di istruzione sull'euro.

Calendario delle attività

L'inizio dell'anno scolastico nel 2000 sarà l'ultima occasione per lanciare nuove iniziative.

3.2.5 Paesi pre-in

I paesi pre-in hanno esigenze particolari; la Grecia e la Svezia hanno stipulato accordi quali quelli citati nella sezione 2.1..

Il governo greco spera che venga adottata la decisione di consentirgli di introdurre le banconote e le monete in euro alla medesima data dei paesi già partecipanti all'area dell'euro.

La Danimarca, la Svezia ed il Regno Unito sono i paesi d'origine di molti dei turisti che visitano l'area dell'euro. I loro cittadini devono pertanto essere tenuti informati sugli sviluppi dell'Unione monetaria.

Tutti questi paesi devono provvedere che le imprese che commerciano con l'area dell'euro o investono nell'area dell'euro si preparino alle modifiche che verranno fatte dai loro partner. Quanto precede vale anche per il turismo.

3.2.6 Paesi terzi

L'euro è già diventato una valuta di riferimento per i mercati finanziari. Le banche e gli istituti finanziari di tutto il mondo già effettuano pagamenti e operazioni in euro. I mercati di titoli denominati in euro sono vasti e dotati di spessore. Non è più necessario, pertanto, fare un grosso sforzo di comunicazione nei grandi centri finanziari mondiali.

Per contro, gli sforzi di comunicazione devono essere intensificati nei paesi che hanno legami economici e commerciali rilevanti con l'Unione europea ed in particolare nei paesi candidati all'adesione.

Meritano un'attenzione particolare le autorità e le amministrazioni pubbliche della maggior parte dei paesi per i quali l'euro ha un notevole interesse, in quanto hanno grossi scambi commerciali con l'area dell'euro o in quanto la loro valuta è collegata all'euro, sia che detengano ingenti riserve in valute dell'UE, sia che abbiano un debito estero consistente o che partecipino ad un processo di integrazione (monetaria) regionale. Lo sforzo di comunicazione relativo all'euro dovrebbe continuare ed intensificarsi nel corso degli anni a venire per questo gruppo di paesi.

3.3 obiettivi di riferimento

Un obiettivo di riferimento è più di un semplice obiettivo quantitativo: è un obiettivo che, nella maggior parte dei casi, potrà essere raggiunto solo grazie ad un insieme coerente di iniziative. In materia di comunicazione, la fissazione di obiettivi di riferimento presenta un duplice interesse in quanto:

- impone ai responsabili di identificare e definire con precisione i risultati che desiderano ottenere;

- consente una certa flessibilità nell'uso degli strumenti e delle campagne di comunicazione, in modo che possano essere adeguati alla luce dei risultati ottenuti.

La Commissione propone che, per quanto possibile e in modo almeno parzialmente armonizzato, le amministrazioni pubbliche e gli operatori privati definiscano indicatori e obiettivi di riferimento che li aiutino a misurare i progressi realizzati nel quadro delle loro attività di comunicazione. I suggerimenti seguenti sono basati sulla sezione 3.2..

3.3.1 Per le imprese

Gli obiettivi di riferimento, in base ai quali valutare i progressi, potrebbe basarsi sugli elementi seguenti:

- la proporzione di PMI che dispongono di un piano per passare completamente all'euro entro il 31 dicembre 2001;

- la proporzione di piccole imprese e di micro-imprese in grado di operare in euro;

- la proporzione di imprese che tengono una contabilità in euro, come risulta ad esempio dal numero di dichiarazioni IVA in euro;

- la proporzione di dettaglianti che praticano la doppia indicazione dei prezzi, riservando i caratteri più grandi ai prezzi in euro;

- la misura in cui le persone che devono "maneggiare" il contante sono pronte a gestire l'introduzione delle banconote e delle monete in euro e il ritiro della moneta nazionale.

3.3.2 Per il grande pubblico

Gli obiettivi di riferimento, in base ai quali valutare i progressi, potrebbe basarsi sugli elementi seguenti:

- la misura in cui i cittadini conoscono il valore in euro degli articoli di consumo corrente;

- il grado di conoscenza del periodo di duplice circolazione e del periodo in cui le banconote e le monete nazionali possono essere scambiate contro gli euro;

- la proporzione di cittadini che convertono i loro conti in euro ed effettuano coscientemente acquisti in euro;

- la notorietà del sistema di logo dei dettaglianti e delle altre misure destinate a garantire un trattamento equo al consumatore, comprese le regole di arrotondamento;

- il grado di familiarità con le denominazioni e l'aspetto delle monete e delle banconote in euro;

- il livello di comprensione degli effetti del cambiamento sui redditi, sul risparmio e sui contratti a lungo termine, come i contratti di assicurazioni vita e di credito ipotecario;

- la misura in cui le persone si sentono ben informate.

3.3.3. Realizzazione degli obiettivi di riferimento

La Commissione ritiene che tutte le strategie di comunicazione dei poteri pubblici nel 2000 e nel 2001 dovrebbero mirare a raggiungere taluni obiettivi di riferimento predeterminati (del tipo di quelli enumerati in precedenza) per gli individui e le imprese. Occorrerebbe definire per questi due anni un programma di priorità e di azioni che garantiscano una progressione graduale verso la realizzazione di ciascuno di questi obiettivi. Inoltre questi ultimi potrebbero essere ridefiniti strada facendo.

Sulla base dei propri dati e di quelli forniti dagli Stati membri e da fonti private riconosciute, la Commissione si sforzerà di seguire i progressi sia degli individui che delle imprese verso la conoscenza dell'euro. Nel 2000 e nel 2001 essa procederà regolarmente ad inchieste qualitative e quantitative per acquisire dati comparabili e ne pubblicherà i risultati.

La Commissione controllerà regolarmente il grado di preparazione delle imprese ed il loro comportamento nei confronti dell'euro.

Un esercizio di comunicazione fruttuoso può consistere nella presentazione pubblica di una strategia di comunicazione chiara, seguita da un dibattito pubblico sulle finalità, i mezzi e gli obiettivi, nel corso del quale vengano esaminate questioni centrali quali le esigenze dei gruppi vulnerabili e la preparazione delle PMI.

4. RUOLI E RESPONSABILITÀ IN MATERIA DI COMUNICAZIONE

4.1 PARLAMENTO EUROPEO

Come indicato nella sezione 2.1, il Parlamento svolge un ruolo importante nella definizione, nella valutazione e nell'attuazione della strategia di comunicazione sull'euro. Organi parlamentari continueranno ad essere associati alle azioni di comunicazione e ai partenariati con gli Stati membri. Nel quadro del processo di decisione degli stanziamenti di bilancio, il PE ha garantito la disponibilità dei mezzi finanziari necessari per mantenere questi partenariati. I membri del Parlamento sono vivamente invitati a partecipare attivamente alle manifestazioni e alle iniziative elaborate in ciascuno Stato membro.

4.2 Stati membri

L'atteggiamento dei cittadini è notevolmente influenzato dal loro contatto con l'amministrazione pubblica e qualunque sia il ruolo svolto dalla Commissione, il principio di sussidiarietà stabilisce che i principali responsabili della comunicazione in materia di euro sono gli Stati membri. I responsabili delle campagne d'informazione nazionali si incontrano regolarmente, tra l'altro per tenersi informati sulle loro pratiche migliori (cfr. sezione 4.3. ii).

La maggior parte degli Stati membri hanno o avranno presto messo a punto un documento strategico sulle azioni di comunicazione nel 2000 e in alcuni casi nel 2001. Altri definiranno la loro strategia per il 2001 durante l'anno.

Anche se la maggior parte degli Stati membri si sono dotati di programmi specifici per i gruppi vulnerabili o li stanno mettendo a punto quest'anno, esistono lacune significative. Non tutti i paesi hanno infatti previsto azioni di questa natura ed in alcuni paesi le misure adottate si applicano solo ad alcuni segmenti della popolazione vulnerabile.

La maggior parte dei paesi organizzano direttamente sondaggi di opinione e indagini sullo stato di preparazione all'euro; pochi si affidano unicamente a Eurobarometro, per quanto tutti vi facciano riferimento.

Pare che nella maggior parte dei paesi i governi e le banche centrali già abbiano allacciato contatti per favorire il coordinamento delle informazioni o che siano sul punto di farlo (cfr. sezione 4.4.) ; questa pratica deve essere incoraggiata.

4.3 commissione europea

Nel 2000 e 2001 il ruolo della Commissione in materia di comunicazione si articolerà su tre assi.

i. Azioni mirate

Per le imprese

La Commissione continuerà a cooperare strettamente con gli Stati membri, le organizzazioni di categoria delle imprese e le associazioni bancarie e degli esperti contabili, per incoraggiare al massimo le imprese a prepararsi all'euro. Identificherà inoltre le pratiche migliori in materia di preparazione al passaggio all'euro e promuoverà lo scambio e il trasferimento di conoscenze e di esperienze.

La Commissione continuerà a distribuire materiale informativo alle PMI, tramite le organizzazioni settoriali e gli Euro Info Centre, riservando particolare attenzione ai dettaglianti, alle imprese nel settore del turismo e alle imprese situate in regioni geograficamente isolate o negli Stati membri pre-in. Questo materiale comprende kit di preparazione con CD-Rom per aiutare le imprese a mettere a punto il loro piano di passaggio all'euro ed una guida di preparazione per gli operatori turistici.

Gli Euro Info Centre continueranno ad organizzare Euro-club per gli imprenditori, siti Internet, basi di dati strutturate come domande e risposte, seminari e consultazioni per le imprese che effettuano studi sull'impatto dell'euro.

La Commissione organizzerà nel primo semestre del 2000 una tavola rotonda sull'uso dell'euro, per trarre conclusioni pratiche sul primo anno della moneta unica e contribuire ad elevare il grado di conoscenza delle imprese.

Per il grande pubblico

Per quanto il compito di informare il grande pubblico spetti essenzialmente agli Stati membri, la Commissione contribuirà alla preparazione della popolazione all'euro tramite una varietà di strumenti che sono illustrati nel dettaglio nel documento di lavoro dei servizi della Commissione allegato alla presente comunicazione. La maggior parte dei prodotti elaborati dalla Commissione possono essere ottenuti gratuitamente, su richiesta, a fini di riproduzione.

Oltre alle sue permanenti attività di sostegno (cfr. sezione 1.3), la Commissione, avvalendosi dell'esperienza acquisita nel quadro del progetto "L'Euro facile", può partecipare alla concezione dei programmi a favore delle persone con esigenze particolari e contribuire alla formazione degli addetti alla formazione. Informazioni dettagliate sono contenute nel documento di lavoro dei servizi della Commissione.

La Commissione organizzerà una tavola rotonda per sensibilizzare in particolare i mass media sulle azioni di aiuto a favore dei gruppi vulnerabili.

Gli Stati membri possono trovare un supporto anche nel programma Socrates che comprende alcuni progetti relativi all'euro per la diffusione di informazioni sulla moneta unica negli istituti di istruzione. Un "osservatorio" è stato creato sul sito Internet Europa per diffondere strumenti e materiali pedagogici.

Per i turisti

Tenuto conto dell'importanza del turismo nell'Unione europea e delle numerose operazioni di pagamento che esso comporta, la Commissione è cosciente che i turisti che viaggiano in Europa, in quanto primi utilizzatori potenziali dell'euro, possono dare l'esempio a tutta la popolazione. La Commissione prenderà in considerazione di preparare una guida che spieghi ai turisti quali sono i vantaggi derivanti dall'utilizzo dell'euro e come utilizzarlo per i pagamenti negli Stati membri partecipanti.

Per i paesi terzi

La Commissione continuerà ad avvalersi delle sue delegazioni nei paesi terzi come canale principale per la comunicazione sull'euro. Inoltre la maggior parte degli strumenti messi a punto per la campagna all'interno dell'Unione sono molto utili anche per informare in paesi molto lontani. Un esempio è il sito Internet EURO, il quale contiene moltissime informazioni che possono essere utilizzate dalle delegazioni.

ii. Supervisione e coordinamento

Le riunioni dei responsabili nazionali per la campagna d'informazione sull'euro diventeranno uno strumento di coordinamento sempre più importante da adesso fino alla fine del prossimo anno. Quest'anno saranno a cadenza trimestrale anziché quadrimestrale. Nello stesso tempo la Commissione continuerà a coordinare le iniziative degli Stati membri sull'euro nel settore dell'istruzione, tramite riunioni regolari del gruppo di lavoro istituito a tal fine. La Commissione garantirà anche la supervisione di queste attività.

La definizione di obiettivi di riferimento e la valutazione dei progressi realizzati (cfr. sezione 3.3.3.) contribuiranno al coordinamento.

I partenariati tra la Commissione, il Parlamento europeo e gli Stati membri resteranno strumenti utili per garantire la compatibilità delle iniziative prese a livello nazionale ed europeo. La Commissione si impegnerà a garantire un coordinamento fruttuoso tra le campagne nazionali e quella della Banca centrale europea.

4.4 banca centrale europea

La BCE e il SEBC (Sistema europeo delle banche centrali) avranno il ruolo centrale nella messa in circolazione delle nuove banconote e monete in euro il 1° gennaio 2002. Pur preservando la loro indipendenza giuridica, collaboreranno strettamente con i ministeri delle finanze e altre autorità degli Stati membri per garantire il successo dell'operazione. Allo stesso modo coopereranno anche con le delegazioni dell'UE per le loro azioni di informazione dirette all'esterno.

La BCE ha varato nel novembre 1999 una vasta campagna di informazione sulle banconote denominata "Euro 2002". Questa campagna comincerà con la creazione di partenariati e l'organizzazione di eventi nel 2000 e culminerà negli ultimi mesi del 2001.

I principali obiettivi della campagna saranno:

- aiutare il grande pubblico a riconoscere le banconote e monete in euro autentiche, evidenziando in particolare le loro caratteristiche di sicurezza;

- insegnare ai commercianti e ai dipendenti delle banche come rilevare eventuali contraffazioni;

- preparare gradualmente il grande pubblico alla messa in circolazione delle banconote e delle monete in euro in modo tale che siano ben accolte.

I principali gruppi destinatari della campagna saranno:

Gruppo 1: Il grande pubblico, compresi i cittadini non comunitari residenti nell'area dell'euro, i visitatori dell'area dell'euro, gli ipovedenti e gli altri gruppi vulnerabili (ad esempio gli anziani, gli analfabeti e gli indigenti), gli scolari e gli studenti.

Gruppo 2: Le imprese, in particolare gli istituti finanziari e gli uffici di cambio all'interno e all'esterno dell'area dell'euro, la grande distribuzione e i piccoli dettaglianti, gli operatori turistici, alberghieri e dei trasporti.

Gruppo 3: i poteri pubblici, in particolare i ministeri, le autorità locali degli Stati membri dell'Unione europea, le banche centrali nazionali appartenenti al Sistema europeo delle Banche centrali (SEBC), le banche centrali di tutto il mondo che non fanno parte del SEBC, le ambasciate, i consolati e gli uffici informazione dei paesi dell'area dell'euro e di tutto il mondo, le forze di polizia.

Gruppo 4: i "moltiplicatori" dell'informazione, ad esempio i mass media, le banche commerciali, la grande distribuzione, le principali agenzie di viaggio e turismo.

5. Conclusioni

La realizzazione dell'Unione monetaria, il 1° gennaio 1999, è uno dei principali risultati raggiunti dall'Unione europea dalla sua fondazione, circa mezzo secolo fa, fino ad oggi. L'introduzione delle monete e delle banconote, il 1° gennaio 2002, avrà una grande valenza politica in quanto conferirà una dimensione concreta a questa conquista, non soltanto per gli abitanti dell'area dell'euro, ma anche per il resto del mondo.

Ciò presuppone un notevole sforzo da parte di tutti gli interessati. Il processo è ben avviato, ma resta ancora molto da fare.

Affinché il passaggio all'euro si verifichi senza intoppi, è indispensabile che tutta la popolazione sia ben informata. La presente comunicazione delinea le varie necessità in materia di informazione sull'introduzione dell'euro ed indica con precisione come rispondervi. La campagna intrapresa deve essere proseguita nel corso dei prossimi due anni.

Nel 2000 la campagna dovrà essere destinata soprattutto alle imprese, affinché queste possano adottare in tempo le misure che si impongono. Occorrerà inoltre continuare ad informare regolarmente il grande pubblico: i cittadini devono non soltanto sapere che potranno beneficiare di un'intensa campagna di informazione in tempo utile, ma anche essere rassicurati sui vantaggi della moneta unica e tenuti al corrente sulle modalità esatte del passaggio. Dovranno infine essere proseguite le azioni intraprese nel 1999 per informare le categorie più vulnerabili della popolazione.

Nel 2001 dovrà essere intensificata la campagna destinata al grande pubblico e ai suoi elementi più vulnerabili: i cittadini avranno bisogno di ogni sorta di informazione, ma soprattutto avranno bisogno di capire il valore dell'euro e di acquisire familiarità con l'aspetto delle monete e delle banconote. La campagna destinata alle imprese dovrà proseguire, ma dovrà essere eventualmente adeguata all'evoluzione della situazione sulla base dei risultati delle inchieste che verranno svolte.

Nei prossimi due anni dovranno essere prese in considerazione anche le esigenze dei paesi che non partecipano all'UEM, che si tratti degli Stati membri pre-in o di paesi terzi. A tal fine occorrerà distinguere le necessità, in particolare in funzione dei legami di ciascun paese con l'area dell'euro, ovvero differenziando tra Stati membri pre-in, paesi candidati all'adesione all'Unione europea e paesi terzi.

La campagna dovrà continuare nel 2002, durante ed eventualmente oltre il periodo di duplice circolazione.

Per raggiungere tutti questi obiettivi, la Commissione continuerà a mettere a disposizione le risorse umane necessarie, affinché le risorse di bilancio siano utilizzate al meglio, conformemente agli orientamenti tracciati nella presente comunicazione.

ALLEGATO

SCHEDA FINANZIARIA

DENOMINAZIONE DELL'AZIONE

Azione d'informazione - L'euro, una moneta per l'Europa: adattamento della strategia d'informazione.

LINEA DI BILANCIO

B3-306 / B3-306A : PRINCE (Programma d'informazione dei cittadini europei) - Azioni d'informazione per politiche specifiche.

BASE GIURIDICA

Decisione autonoma della Commissione.

DESCRIZIONE DELL'AZIONE

Obiettivi generali

Gli obiettivi principali della strategia d'informazione relativa all'euro durante la fase finale di attuazione dell'UEM sono i seguenti:

- mettere in guardia dalla falsa impressione che l'introduzione dell'euro non necessiti più di misure di formazione, di preparazione o di informazione;

- incoraggiare e aiutare le imprese e gli operatori economici e finanziari, sia pubblici che privati, a prendere le misure necessarie per passare all'euro;

- preparare tutti i cittadini e i consumatori a passare all'euro nella loro vita quotidiana.

Periodo considerato

L'azione prioritaria di informazione sull'euro riguarda il periodo 1996-2001. La presente comunicazione riguarda il periodo 2000-2002 (incluso).

CLASSIFICAZIONE DELLE SPESE

SNO (spese non obbligatorie)

SD (stanziamenti dissociati)

TIPO DELLE SPESE

Sovvenzioni per cofinanziamento in partenariato con gli Stati membri e la società civile e contratti di prestazione di servizi.

INCIDENZA FINANZIARIA

Metodo di calcolo del costo totale dell'azione

In base all'esperienza acquisita nei primi anni, le principali voci di spesa sono le seguenti:

- partenariato con gli Stati membri,

- informazione nei paesi terzi,

- partenariato con la società civile,

- incontri, dibattiti, conferenze,

- strumenti d'informazione,

- studi, sondaggi,

- diversi.

Il costo globale dell'azione dal 2000 al 2002 è di 77 milioni di EUR.

Programma PRINCE [4] - progetto EURO (in milioni di EUR)

[4] Pro-memoria: questa linea di bilancio comprende anche le azioni prioritarie in materia di CIG e di allargamento.

>SPAZIO PER TABELLA>

I partenariati con gli Stati membri sono uno degli assi prioritari. Finora 1998 la regola era il cofinanziamento fino ad un massimo del 50% a carico del bilancio dell'Unione. L'importo dell'aiuto della Commissione dipende in particolare dalla popolazione relativa. La partecipazione della Commissione alle spese totali di informazione è stata corretta in alcuni Stati membri per via del volume delle spese delle amministrazioni nazionali.

Le spese a favore del programma PRINCE (progetto EURO) dovrebbero seguire il ritmo della strategia di informazione sul passaggio all'euro. Nel 2000 dovrebbero pertanto essere meno elevate di quelle sostenute nel 1999. Il bilancio previsto per il 2002 dovrebbe coprire almeno il periodo di duplice circolazione nei paesi dell'area dell'euro.

Gli stanziamenti destinati al programma PRINCE (progetto EURO) dovrebbero permettere di conservare l'effetto leva necessario affinché il ruolo, le priorità e gli strumenti di informazione delle istituzioni europee siano presi in considerazione.

I partenariati con la società civile restano essenziali per i progetti transnazionali gestiti da ONG, federazioni professionali, associazioni europee e mass media internazionali.

Nel 2000 e negli anni successivi, le istituzioni europee dovranno apportare al loro materiale d'informazione di base gli adeguamenti necessari. Altrettanto dovranno fare per le inchieste, sia quantitative che qualitative, procedendo ad una supervisione più stretta nel 2001 e ad una valutazione nel 2002.

A parte i partenariati con gli Stati membri, le azioni di informazione realizzate direttamente dalla Commissione sono per lo più transnazionali.

DISPOSIZIONI ANTIFRODE PREVISTE

Tutti i contratti saranno conclusi in base alle procedure d'appalto, conformemente al regolamento finanziario vigente.

I partenariati con gli Stati membri sono oggetto di memorandum d'intesa che stabiliscono il quadro entro cui vengono firmate le convenzioni di cofinanziamento dei piani di comunicazione.

Le sovvenzioni alla società civile si atterranno alle regole vigenti della Commissione. Si terrà conto del fatto che queste regole sono in corso di revisione.

ELEMENTI DI ANALISI COSTO/EFFICACIA

Obiettivi specifici

Contribuire a garantire la transizione senza scosse verso la moneta unica, garantendo la disponibilità delle informazioni necessarie nel tempo e nel luogo adeguati.

Concentrare lo sforzo di comunicazione sulle piccole e medie imprese (PMI) a partire dal 1° gennaio 2000, assicurandosi di rispondere effettivamente alle loro esigenze in un modo altamente decentralizzato.

Creare le condizioni necessarie affinché le amministrazioni e l'insieme delle autorità che sono in contatto con il pubblico dispongano degli strumenti e delle informazioni di cui necessitano per adempiere alla loro missione di spiegazione.

Spiegare e far comprendere la moneta unica europea nel resto del mondo.

Gruppi destinatari

- Le PMI, in particolare le microimprese, le imprese individuali, gli artigiani e i commercianti;

- il grande pubblico, in particolare i gruppi vulnerabili, per i quali un'informazione adattata è stata preparata dalle associazioni interessate con l'aiuto della Commissione (progetto "L'Euro facile");

- le autorità regionali e locali, i titolari di mandato elettivo e i funzionari delle amministrazioni;

- i paesi terzi (partner governativi e non governativi dell'Unione europea) e i cittadini europei residenti al di fuori dell'Unione.

Giustificazione dell'azione

In un settore così sensibile come quello della moneta, la riduzione delle incertezze sugli aspetti pratici del passaggio all'euro, il sostegno degli operatori principali, l'accettazione e l'appoggio dell'opinione pubblica a tutti i livelli del processo sono fattori che determinano in ampia misura il successo dell'operazione di passaggio alla moneta unica.

Supervisione e valutazione dell'azione

La supervisione e la valutazione dell'azione saranno effettuate sulla base di strumenti permanenti e di azioni di valutazione esterne.

Continueranno ad essere organizzate inchieste annuali sull'applicazione delle tre raccomandazioni pubblicate dalla Commissione nel 1998 e dell'accordo sull'utilizzo del logo euro.

L'inchiesta Eurobarometro, realizzata a intervalli regolari, fornisce indicazioni sulle reazioni dell'opinione pubblica e sul loro evolvere per quanto riguarda la moneta unica. Essa dovrebbe essere completata dalla realizzazione di sondaggi più specifici, a seconda dei gruppi di popolazione considerati.

Un meccanismo permanente di controllo e di valutazione dell'azione è stato predisposto in tutti gli Stati membri con cui sono state concluse convenzioni. Tale meccanismo si basa sulla costituzione di una cellula di controllo, sulla preparazione di relazioni mensili e sull'effettuazione di valutazioni in loco.

Nel quadro del partenariato con la società civile, ogni sovvenzione è oggetto di una relazione finanziaria e di attività, elaborata dai beneficiari, che sarà oggetto di una valutazione.

SPESE AMMINISTRATIVE

Incidenza sull'organico

Nessun impatto netto sull'allocazione delle risorse.

Incidenza finanziaria globale sulle risorse umane

Nulla.

Aumento di altre spese di funzionamento derivante dall'azione

Nullo.


Gestito dall'Ufficio delle pubblicazioni