Risoluzione del Consiglio e dei ministri della gioventù, riuniti in sede di Consiglio, del 17 dicembre 1999, relativa alla dimensione educativa informale delle attività sportive nei programmi per la gioventù della Comunità europea
Gazzetta ufficiale n. C 008 del 12/01/2000 pag. 0005 - 0005
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RISOLUZIONE DEL CONSIGLIO E DEI MINISTRI DELLA GIOVENTÙ, RIUNITI IN SEDE DI CONSIGLIO
del 17 dicembre 1999
relativa alla dimensione educativa informale delle attività sportive nei programmi per la gioventù della Comunità europea
(2000/C 8/03)
IL CONSIGLIO DELL'UNIONE EUROPEA, E I MINISTRI DELLA GIOVENTÙ, RIUNITI IN SEDE DI CONSIGLIO,
vista la decisione n. 818/95/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 14 marzo 1995, relativa all'adozione della terza fase del programma "Gioventù per l'Europa"(1);
vista la decisione n. 1686/98/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 20 luglio 1998, che stabilisce il programma d'azione comunitaria "Servizio volontario europeo per i giovani"(2);
considerando quanto segue:
(1) la dichiarazione sullo sport allegata al trattato di Amsterdam sottolinea la rilevanza sociale dello sport, in particolare il ruolo che esso assume nel forgiare l'identità e nel ravvicinare le persone;
(2) la risoluzione del Parlamento europeo sul ruolo dell'Unione europea nel settore dello sport(3) chiede in particolare alla Commissione di considerare lo sport in tutta la gamma delle sue azioni, soprattutto nei settori regionale, sociale, educativo, formativo, giovanile e sanitario,
1. PRENDONO ATTO che i programmi della Comunità europea per la gioventù mirano tra l'altro a promuovere l'integrazione dei giovani mediante un'educazione informale, e che in questo contesto le attività sportive sono un mezzo utile e non un fine e sottolineano che le attività sportive dei giovani possono avere un valore pedagogico e altresì promuovere la cittadinanza attiva, la partecipazione, la solidarietà e la tolleranza;
2. RICONOSCONO che le attività sportive fanno parte della vita quotidiana dei giovani nella misura in cui, accanto allo sport giovanile tradizionale e organizzato, si sviluppano sempre di più attività sportive giovanili scaturite dalle esigenze specifiche dei giovani, che sono parte integrante della ricca varietà delle culture giovanili;
3. CONSIDERANO che le attività sportive con scopi e obiettivi pedagogici possono contribuire al rafforzamento della società civile e svolgere un importante ruolo di socializzazione e integrazione sociale dei giovani, in particolare per quanto riguarda i giovani svantaggiati e demotivati;
4. SI RENDONO CONTO che le attività sportive con scopi e obiettivi pedagogici possono fornire un utile strumento di prevenzione e di lotta contro gli atteggiamenti e comportamenti sciovinisti e xenofobi, prevenzione e lotta che rappresentano gli obiettivi prioritari nel lavoro con i giovani, promuovere il dialogo tra generazioni e contribuire a sormontare le varie forme di comportamenti a rischio e a favorire l'inserimento sociale;
INVITANO la Commissione delle Comunità europee a concepire, in cooperazione con gli Stati membri, un approccio coerente inteso a sfruttare il potenziale di educazione informale delle attività sportive nel contesto della politica di cooperazione europea nel settore della gioventù. Tale approccio potrebbe:
i) incoraggiare la cooperazione tra organizzazioni giovanili e sportive al fine di promuovere lo scambio delle migliori pratiche in questo settore e di fornire spazi alle attività sportive dei giovani che trattano delle esigenze dei giovani nel settore dell'educazione informale, assicurando nel contempo la parità di accesso a tutti i giovani;
ii) sfruttare le potenzialità delle attività sportive in termini di attuazione dei programmi nei settori della gioventù, dell'istruzione e della formazione e assicurare che i progetti sportivi per i giovani siano pienamente conformi agli scopi e obiettivi pedagogici, alle priorità e ai criteri dei programmi;
iii) incoraggiare lo sviluppo di adeguati progetti di formazione professionale dei giovani per coloro che operano nelle attività sportive, in modo da migliorarne le conoscenze e le competenze al fine di attuare progetti per la gioventù a livello europeo;
iv) individuare temi prioritari nel lavoro con i giovani che possano essere promossi mediante le attività sportive, quali la democrazia, la partecipazione, la tolleranza, la comprensione reciproca, il dialogo intergenerazionale e lo sviluppo sociale e ambientale sostenibile.
(1) GU L 87 del 20.4.1995.
(2) GU L 214 del 31.7.1998.
(3) GU C 200 del 30.6.1997, pag. 252.
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