98/263/CE: Decisione del Consiglio del 30 marzo 1998 relativa ai principi, alle priorità, agli obiettivi intermedi e alle condizioni specificati nel partenariato per l'adesione della Repubblica di Lettonia
Gazzetta ufficiale n. L 121 del 23/04/1998 pag. 0021 - 0025
DECISIONE DEL CONSIGLIO del 30 marzo 1998 relativa ai principi, alle priorità, agli obiettivi intermedi e alle condizioni specificati nel partenariato per l'adesione della Repubblica di Lettonia (98/263/CE) IL CONSIGLIO DELL'UNIONE EUROPEA, visto il trattato che istituisce la Comunità europea, visto il regolamento (CE) n. 622/98 del Consiglio, del 16 marzo 1998, relativo all'assistenza in favore dei paesi candidati nell'ambito della strategia di preadesione (1), in particolare l'articolo 2, vista la proposta della Commissione, considerando che il Consiglio europeo di Lussemburgo ha stabilito che il partenariato per l'adesione è un nuovo strumento che costituisce l'asse fondamentale della strategia rafforzata di preadesione; considerando che il regolamento (CE) n. 622/98 prevede che il Consiglio decide, a maggioranza qualificata e su proposta della Commissione, in merito ai principi, alle priorità, agli obiettivi intermedi e alle condizioni contenuti nei singoli partenariati per l'adesione man mano che questi sono presentati ai singoli paesi candidati, nonché in merito ai successivi adeguamenti più significativi loro applicabili; considerando che l'assistenza comunitaria è subordinata alla realizzazione degli elementi essenziali, in particolare al rispetto degli obblighi previsti dagli accordi europei e ai progressi compiuti verso il raggiungimento dei criteri di Copenaghen; che, in mancanza di un elemento essenziale, il Consiglio, a maggioranza qualificata e su proposta della Commissione, può fare i passi opportuni in merito a qualsiasi aiuto di preadesione; considerando che il Consiglio europeo di Lussemburgo ha deciso che l'attuazione del partenariato per l'adesione e i progressi compiuti nel recepimento dell'acquis siano esaminati dagli organi dell'accordo europeo; considerando che il parere della Commissione ha presentato un'analisi obiettiva dei preparativi della Repubblica di Lettonia per l'adesione e ha individuato tutta una serie di aree prioritarie di ulteriore intervento; considerando che, per preparare l'adesione, la Repubblica di Lettonia dovrebbe elaborare un programma nazionale per l'adozione dell'acquis; che tale programma prevede un calendario per realizzare le priorità e gli obiettivi intermedi fissati nel partenariato per l'adesione, HA DECISO QUANTO SEGUE: Articolo 1 A norma dell'articolo 2 del regolamento (CE) n. 622/98, i principi, le priorità, gli obiettivi intermedi e le condizioni contenuti nel partenariato per l'adesione della Repubblica di Lettonia sono riportati nell'allegato, che forma parte integrante della presente decisione. Articolo 2 L'attuazione del partenariato per l'adesione è esaminata dagli organi dell'accordo europeo e attraverso gli appropriati organi del Consiglio, ai quali la Commissione riferisce regolarmente. Articolo 3 La presente decisione entra in vigore il terzo giorno successivo alla pubblicazione nella Gazzetta ufficiale delle Comunità europee. Fatto a Bruxelles, addì 30 marzo 1998. Per il Consiglio Il Presidente M. BECKETT (1) GU L 85 del 20.3.1998, pag. 1. ALLEGATO LETTONIA 1. Obiettivi L'obiettivo del partenariato per l'adesione è definire in un unico quadro le aree prioritarie di ulteriore intervento individuate nel parere della Commissione sulla candidatura della Lettonia all'adesione all'Unione europea, gli strumenti finanziari disponibili per consentire al paese di realizzare tali priorità e le condizioni cui sarà soggetta tale assistenza. Il partenariato per l'adesione inquadrerà tutta una serie di strumenti politici utilizzati per assistere i paesi candidati nei preparativi per l'adesione, quali ad esempio il Programma nazionale per l'adozione dell'acquis comunitario, che dovrà essere adottato dalla Lettonia, la Valutazione comune delle priorità di politica economica, il Patto contro la criminalità organizzata e i Tracciati per il raggiungimento del mercato interno. Poiché questi strumenti sono tutti di natura differente, ciascuno di essi verrà approntato e attuato secondo procedure specifiche. I suddetti strumenti, pur non costituendo parte integrante del presente partenariato, dovranno includere priorità compatibili con esso. 2. Principi Le aree prioritarie principali definite per i paesi candidati riguardano la capacità di ciascuno di soddisfare i criteri stabiliti nella riunione di Copenaghen, in base ai quali l'adesione all'Unione richiede: - che il paese candidato abbia raggiunto una stabilità istituzionale che garantisca la democrazia, lo stato di diritto, i diritti umani, il rispetto e la protezione delle minoranze; - l'esistenza di un'economia di mercato funzionante nonché la capacità di far fronte alle pressioni concorrenziali e alle forze di mercato all'interno dell'Unione; - la capacità di assumersi gli obblighi derivanti dall'appartenenza all'Unione, inclusa l'adesione agli obiettivi dell'unione politica, economica e monetaria. Nella riunione di Madrid il Consiglio europeo ha sottolineato l'esigenza che i paesi candidati adeguino le loro strutture amministrative al fine di garantire, dopo l'adesione, un funzionamento armonioso delle politiche comunitarie; nella riunione di Lussemburgo ha inoltre posto l'accento sul fatto che il recepimento dell'acquis sul piano legislativo è un elemento necessario ma non sufficiente, in quanto occorre anche garantirne l'applicazione effettiva. 3. Priorità e obiettivi intermedi Nei pareri della Commissione e nella relativa valutazione del Consiglio si è sottolineato l'ampiezza degli sforzi che i paesi candidati devono ancora compiere in talune aree per prepararsi all'adesione e si è concluso che, allo stato attuale, nessuno dei paesi soddisfa pienamente tutti i criteri stabiliti a Copenaghen. Tale situazione richiederà la definizione di priorità di livello intermedio, ciascuna delle quali sarà accompagnata da obiettivi specifici da stabilire in collaborazione con i paesi interessati; dal conseguimento di questi obiettivi dipenderanno il grado di assistenza fornita, i progressi che verranno realizzati nei negoziati in corso con alcuni paesi e l'avvio di nuovi negoziati con i restanti. Le priorità e gli obiettivi intermedi sono stati suddivisi in due gruppi: a breve e a medio termine. Quelli del primo gruppo sono stati selezionati in base al criterio che è realistico prevedere che la Lettonia sia in grado di conseguirli o di ottenere risultati sostanziali entro la fine del 1998. Tenuto conto delle capacità amministrative necessarie al loro conseguimento e del breve lasso di tempo a disposizione, il numero di priorità a breve termine selezionate è limitato. La realizzazione delle priorità a medio termine richiederà probabilmente più di un anno, anche se talune azioni potranno ed anzi dovranno già venire avviate nel corso del 1998. Alla Lettonia verrà richiesta l'elaborazione entro la fine di marzo di un programma nazionale per l'adozione dell'acquis (PNAA) che definisca un calendario per l'attuazione di tali priorità ed il conseguimento degli obiettivi intermedi e indichi, se del caso e nei limiti del possibile, il personale e le risorse finanziarie necessari. Il partenariato per l'adesione specificherà che la Lettonia dovrà affrontare tutte le questioni individuate nel parere. Il recepimento dell'acquis sul piano legislativo non è sufficiente, in quanto occorre anche garantirne l'effettiva applicazione sulla base degli stessi standard validi per l'Unione. In tutti i settori sottoelencati sono necessarie un'attuazione e un'applicazione effettive e credibili dell'acquis. Sulla scorta dell'analisi sviluppata nel parere della Commissione e nella relativa valutazione del Consiglio, per la Lettonia sono stati individuati i seguenti obiettivi intermedi e le seguenti priorità a breve e medio termine. 3.1. Priorità e obiettivi a breve termine (1998) Criteri politici: adozione di misure intese a facilitare le procedure di naturalizzazione per una maggiore integrazione di quanti non hanno la cittadinanza lettone, ivi compresi i bambini apolidi, e potenziare l'insegnamento della lingua lettone agli allofoni. Riforma economica: definizione di priorità e di una valutazione comune relative alla politica economica a medio termine nell'ambito dell'accordo europeo; accelerazione del processo di ristrutturazione delle imprese orientato verso il mercato, in particolare mediante il completamento delle privatizzazioni; costante potenziamento del settore bancario, modernizzazione del settore agricolo e istituzione di un catasto e di un registro delle proprietà. Potenziamento delle capacità istituzionali e amministrative: è necessario proseguire nelle riforme strutturali della pubblica amministrazione, con particolare riguardo al settore doganale e dell'amministrazione tributaria, alle capacità di controllo finanziario, al potenziamento del ministero dell'Agricoltura e alla realizzazione di una strategia di formazione per il settore giudiziario; rafforzamento delle amministrazioni veterinaria e fitosanitaria, soprattutto in relazione alle infrastrutture alle frontiere esterne; potenziamento istituzionale nel settore ambientale e avvio della realizzazione delle strutture necessarie per la politica regionale e strutturale. Mercato interno: ivi compreso un ulteriore allineamento nei settori dei diritti di proprietà intellettuale e industriale, degli appalti pubblici, dei servizi finanziari, della concorrenza, degli aiuti di Stato, dell'imposizione indiretta. Adozione di una normativa sugli aiuti di Stato e aumento della trasparenza mediante la realizzazione di un elenco più completo degli aiuti di Stato e il rafforzamento della nuova autorità antitrust. Giustizia e affari interni: in particolare, ulteriori sforzi per dare attuazione alle misure di lotta alla corruzione e al crimine organizzato e per portare avanti la riforma del sistema giudiziario. Ambiente: prosecuzione del recepimento della normativa quadro, definizione di programmi dettagliati di ravvicinamento e di strategie di applicazione relative a singole leggi. Pianificazione ed avvio dell'attuazione dei suddetti programmi e strategie. 3.2. Priorità e obiettivi a medio termine Criteri politici: accelerare l'integrazione dei cittadini non a pieno titolo facilitando le procedure di naturalizzazione, anche per i bambini apolidi. Riforma economica: consolidamento del processo di privatizzazione; rafforzamento del processo di ristrutturazione orientato verso il mercato nei settori bancario, finanziario e delle imprese, sviluppo di un quadro di regolamentazione per i servizi pubblici e finanziari, potenziamento della politica sulla concorrenza. Politica economica: revisione periodica della valutazione comune delle priorità di politica economica, nell'ambito dell'accordo europeo, incentrata sul rispetto dei criteri di Copenaghen per l'adesione all'Unione e dell'acquis nel campo della politica economica e monetaria (coordinamento delle politiche economiche, presentazione di programmi di convergenza, impegno ad evitare deficit eccessivi); sebbene non sia previsto che adotti l'euro subito dopo l'adesione, la Lettonia dovrebbe perseguire politiche volte a conseguire una convergenza reale, coerentemente con gli obiettivi di coesione economica e sociale dell'Unione, e una convergenza formale compatibile con lo scopo ultimo dell'adozione dell'euro. Potenziamento delle capacità istituzionali e amministrative: applicazione della legislazione comunitaria relativa al mercato interno; realizzazione di istituzioni in grado di attuare i programmi comunitari di sviluppo regionale e la politica agricola (incluse le capacità nel settore delle statistiche) anche per quanto riguarda i servizi antifrode, potenziamento della procedura di bilancio e delle capacità di previsione a livello macroeconomico; funzionamento più efficiente del sistema giudiziario; formazione del sistema giudiziario in materia di diritto comunitario e relativa applicazione; rafforzamento delle istituzioni preposte alla giustizia e agli affari interni (dotandole di un organico sufficiente e adeguatamente qualificato, in particolare polizia, guardie di frontiera, personale dei ministeri e dei tribunali), riforma delle amministrazioni doganale e tributaria per garantire la puntuale applicazione dell'acquis e consolidamento dell'amministrazione preposta al controllo degli alimenti. Mercato interno: include l'allineamento della legislazione nel settore delle dogane, delle politiche dell'audiovisivo, delle statistiche e dei servizi finanziari, il potenziamento delle strutture preposte alla normalizzazione e alla valutazione di conformità, l'istituzione di un sistema di vigilanza del mercato e l'allineamento della legislazione tecnica orizzontale sui prodotti industriali. Ulteriore allineamento della legge sulla concorrenza, in particolare nel campo degli aiuti di Stato, rafforzamento delle autorità antitrust e di quelle preposte al controllo degli aiuti di Stato, promozione dello sviluppo delle imprese, comprese le piccole e medie imprese (PMI), allineamento con l'acquis nei settori delle telecomunicazioni, della tutela dei consumatori e del mercato interno dell'energia. Giustizia e affari interni: sviluppo di un sistema efficiente di gestione dei confini (in particolare alla frontiera orientale), attuazione di una politica dell'immigrazione e di una nuova normativa relativa ai profughi e all'asilo politico, allineamento della politica di rilascio dei visti con quella dell'Unione e completamento dell'allineamento con le convenzioni internazionali, proseguimento della lotta contro la corruzione e il crimine organizzato (soprattutto riciclaggio del denaro, stupefacenti e traffico di esseri umani), in particolare nella prospettiva dell'acquis Schengen. Agricoltura: include l'allineamento con l'acquis nel settore agricolo (comprese le questioni veterinarie e fitosanitarie, in particolare i controlli alle frontiere esterne), l'attenzione per gli aspetti ambientali dell'agricoltura e la biodiversità, il consolidamento della struttura fondiaria e lo sviluppo di una politica rurale. Sviluppo della capacità di attuare e di applicare la politica agricola comune (PAC), in particolare i meccanismi di gestione e le strutture amministrative essenziali per il controllo dei mercati agricoli e la realizzazione delle misure di sviluppo strutturale e rurale, adozione ed applicazione dei requisiti veterinari e fitosanitari, modernizzazione di alcuni stabilimenti dell'industria alimentare e di impianti per esami e diagnosi, ristrutturazione del settore agroalimentare. Pesca: sviluppo di capacità volte ad attuare e ad applicare la politica comune della pesca. Trasporti: ulteriori iniziative per l'allineamento con l'acquis, soprattutto per il trasporto merci su strada (norme tecniche e regime fiscale), marittimo (sicurezza) e ferroviario, e fornitura degli investimenti necessari per le infrastrutture dei trasporti, in particolare per l'estensione delle reti transeuropee. Occupazione e affari sociali: sviluppo di adeguate politiche del mercato del lavoro e revisione comune di tali politiche in preparazione della partecipazione al coordinamento dell'Unione; allineamento delle normative sul lavoro e sulla salute e sicurezza del lavoro e sviluppo di strutture preposte ad assicurarne il rispetto, in particolare tramite la rapida adozione della direttiva quadro sulla salute e sicurezza sul luogo di lavoro; rispetto delle pari opportunità tra uomini e donne; ulteriore sviluppo di un dialogo sociale attivo ed autonomo, e di un'adeguata previdenza sociale; iniziative volte ad allineare gli standard sanitari alle norme dell'Unione. Ambiente: include lo sviluppo del monitoraggio e della realizzazione di capacità e di strutture di controllo, la progressiva pianificazione ed esecuzione di programmi di ravvicinamento relativi a singole leggi. Particolare attenzione dovrà essere rivolta alle questioni dell'inquinamento atmosferico, dell'acqua potabile, delle acque reflue e del trattamento dei rifiuti. Le esigenze di tutela dell'ambiente e la necessità di uno sviluppo sostenibile devono essere integrate nella definizione e nell'attuazione di politiche nazionali settoriali. Politica e coesione regionali: introduzione di un quadro giuridico, amministrativo e di bilancio per una politica nazionale destinata ad affrontare le disparità regionali attraverso un approccio integrato, allo scopo di partecipare ai programmi strutturali dell'Unione dopo l'adesione. 4. Programmazione Lo stanziamento PHARE per il periodo 1995 1997 ammonta a 112 milioni di ecu. Ferma restando l'approvazione del bilancio PHARE per il periodo rimanente, la Commissione confermerà gli stanziamenti per il 1998 e il 1999. Inoltre, la Lettonia potrà beneficiare del sostegno fornito dal fondo di recupero («catch-up») previsto per il 1998. Le proposte di finanziamento saranno presentate al comitato di gestione PHARE, come previsto dal regolamento (CEE) n. 3906/89. Per tutti i progetti di investimenti sarà sistematicamente richiesto un cofinanziamento da parte dei paesi candidati. A partire dal 2000 l'assistenza finanziaria comprenderà gli aiuti all'agricoltura e uno strumento strutturale che darà priorità a misure analoghe a quelle previste nel fondo di coesione. 5. Condizionalità L'assistenza della Comunità sarà subordinata al rispetto degli impegni sottoscritti dalla Lettonia nel quadro dell'accordo europeo, nonché alla realizzazione di ulteriori progressi nell'adempimento dei criteri di Copenaghen e nell'attuazione del presente partenariato per l'adesione. Qualora tali condizioni generali non dovessero essere rispettate, il Consiglio potrebbe decidere di sospendere l'assistenza finanziaria ai sensi dell'articolo 4 del regolamento (CE) n. 622/98. 6. Monitoraggio L'attuazione del partenariato per l'adesione verrà monitorata nell'ambito dell'accordo europeo. Il monitoraggio sarà avviato nel 1998, prima della presentazione al Consiglio della prima relazione periodica della Commissione sui progressi compiuti dalla Lettonia, anche per quanto riguarda l'attuazione del partenariato per l'adesione. Le pertinenti sezioni del partenariato per l'adesione saranno discusse nell'ambito del sottocomitato adeguato. Il comitato di associazione discuterà degli sviluppi complessivi, dei progressi compiuti e dei problemi incontrati nel conseguimento delle priorità e degli obiettivi intermedi, nonché di questioni specifiche riferite o sollevate dai sottocomitati. Il comitato di associazione riferirà al Consiglio di associazione in merito all'attuazione del partenariato per l'adesione. Il comitato di gestione PHARE garantirà che le decisioni di finanziamento siano compatibili con il partenariato per l'adesione. Il partenariato per l'adesione potrà all'occorrenza essere modificato a norma dell'articolo 2 del regolamento (CE) n. 622/98. La Commissione proporrà, prima della fine del 1999 e, in seguito, ad intervalli regolari, una revisione del partenariato, sulla quale il Consiglio adotterà una decisione formale. Le revisioni dovranno tener conto dell'esigenza di focalizzare ulteriormente gli obiettivi intermedi alla luce dei progressi compiuti dalla Lettonia nel conseguimento degli obiettivi definiti dal presente partenariato.