Prima direttiva 81/712/CEE della Commissione, del 28 luglio 1981, che fissa metodi d'analisi comunitari per il controllo dei criteri di purezza di taluni additivi alimentari
GU L 257 del 10.9.1981, pagg. 1–27 (DA, DE, EL, EN, FR, IT, NL)
edizione speciale finlandese: capitolo 13 tomo 11 pag. 154 - 180
edizione speciale spagnola: capitolo 13 tomo 11 pag. 220 - 246
edizione speciale svedese: capitolo 13 tomo 11 pag. 154 - 180
edizione speciale portoghese: capitolo 13 tomo 11 pag. 220 - 246
edizione speciale in lingua ceca: capitolo 13 tomo 006 pag. 176 - 202
edizione speciale in lingua estone: capitolo 13 tomo 006 pag. 176 - 202
edizione speciale in lingua ungherese capitolo 13 tomo 006 pag. 176 - 202
edizione speciale in lingua lituana: capitolo 13 tomo 006 pag. 176 - 202
edizione speciale in lingua lettone: capitolo 13 tomo 006 pag. 176 - 202
edizione speciale in lingua maltese: capitolo 13 tomo 006 pag. 176 - 202
edizione speciale in lingua polacca: capitolo 13 tomo 006 pag. 176 - 202
edizione speciale in lingua slovacca: capitolo 13 tomo 006 pag. 176 - 202
edizione speciale in lingua slovena: capitolo 13 tomo 006 pag. 176 - 202
edizione speciale in lingua bulgare: capitolo 13 tomo 05 pag. 216 - 242
edizione speciale in lingua romena: capitolo 13 tomo 05 pag. 216 - 242
DA DE EL EN FR IT NL
| BG | ES | CS | DA | DE | ET | EL | EN | FR | GA | IT | LV | LT | HU | MT | NL | PL | PT | RO | SK | SL | FI | SV |
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COMMISSIONE
PRIMA DIRETTIVA DELLA COMMISSIONE
del 28 luglio 1981
che fissa metodi d ' analisi comunitari per il controllo dei criteri di purezza di taluni additivi alimentari
( 81/712/CEE )
LA COMMISSIONE DELLE COMUNITÀ EUROPEE ,
visto il trattato che istituisce la Comunità economica europea ,
vista la direttiva del Consiglio , del 23 ottobre 1962 , relativa al riavvicinamento delle regolamentazioni degli Stati membri sulle sostanze coloranti che possono essere impiegate nei prodotti destinati all ' alimentazione umana ( 1 ) , modificata da ultimo dalla direttiva 78/144/CEE ( 2 ) , in particolare l ' articolo 11 , paragrafo 2 ,
vista la direttiva 64/54/CEE del Consiglio , del 5 novembre 1963 , relativa al riavvicinamento delle legislazioni degli Stati membri sui conservativi che possono essere impiegati nelle derrate destinate all ' alimentazione umana ( 3 ) , modificata da ultimo dalla direttiva 79/40/CEE ( 4 ) , in particolare l ' articolo 8 , paragrafo 2 ,
vista la direttiva 70/357/CEE del Consiglio , del 13 luglio 1970 , relativa al riavvicinamento delle legislazioni degli Stati membri concernenti le sostanze che hanno effetti antiossidanti e che possono essere impiegate nei prodotti destinati all ' alimentazione umana ( 5 ) , modificata da ultimo dalla direttiva 78/143/CEE ( 6 ) , in particolare l ' articolo 5 , paragrafo 2 ,
considerando che tali disposizioni prevedono che i criteri di purezza generali e specifici degli additivi di cui trattasi siano controllati secondo metodi d ' analisi comunitari ;
considerando che è necessario adottare una prima serie di metodi per i quali gli studi hanno potuto essere condotti a termine ;
considerando che i metodi d ' analisi descritti nella presente direttiva sono conformi al parere del comitato permanente delle derrate alimentari ,
$HA ADOTTATO LA PRESENTE DIRETTIVA :
Articolo 1
Gli Stati membri prescrivono che le analisi necessarie al controllo dei criteri di purezza generali o specifici di taluni additivi alimentari siano effettuate secondo i metodi descritti all ' allegato II , il cui campo d ' applicazione è descritto all ' allegato I .
Articolo 2
Gli Stati membri adottano le disposizioni legislative , regolamentari e amministrative necessarie per conformarsi alla presente direttiva al più tardi il 20 febbraio 1983 e ne informano immediatamente la Commissione .
Articolo 3
Gli Stati membri sono destinatari della presente direttiva .
Fatto a Bruxelles , il 28 luglio 1981 .
Per la Commissione
Karl-Heinz NARJES
Membro della Commissione
( 1 ) GU n . 115 dell ' 11 . 11 . 1962 , pag . 2645/62 .
( 2 ) GU n . L 44 del 15 . 2 . 1978 , pag . 20 .
( 3 ) GU n . 12 del 27 . 1 . 1964 , pag . 161/64 .
( 4 ) GU n . L 13 del 19 . 1 . 1979 , pag . 50 .
( 5 ) GU n . L 157 del 18 . 7 . 1970 , pag . 31 .
( 6 ) GU n . L 44 del 15 . 2 . 1978 , pag . 18 .
ALLEGATO I
CAMPO D ' APPLICAZIONE DEI METODI D ' ANALISI COMUNITARI PER IL CONTROLLO DEI CRITERI DI PUREZZA DI CERTI ADDITIVI ALIMENTARI
I . INTRODUZIONE
II . SOSTANZE COLORANTI
II.1 . Determinazione delle sostanze estraibili con etere etilico dai coloranti organosolfonati idrosolubili che possono essere impiegati nei prodotti destinati all ' alimentazione umana . Allegato II , metodo 1 .
III . CONSERVATIVI
$III.1 . Determinazione dell ' acido fornico , dei formiati e delle altre impurezze ossidabili presenti nell ' acido acetico ( E 260 ) , nell ' acetato di potassio ( E 261 ) e di calcio ( E 263 ) e nel diacetato di sodio ( E 262 ) . Allegato II , metodo 2 .
III.2 . Determinazione delle sostanze non volatili presenti nell ' acido propionico ( E 280 ) . Allegato II , metodo 3 .
III.3 . Determinazione della perdita di massa all ' essiccazione del nitrito di sodio ( E 250 ) . Allegato II , metodo 4 .
III.4 . Prova limite per la presenza di acido salicilico nel p-idrossibenzoato di etile ( E 214 ) , nel sale sodico di quest ' ultimo ( E 215 ) , nel p-idrossibenzoato di n-propile ( E 216 ) , nel sale sodico del p-idrossibenzoato di n-propile ( E 217 ) , nel p-idrossibenzoato di metile ( E 218 ) e nel sale sodico del p-idrossibenzoato di metile ( E 219 ) . Allegato II , metodo 5 .
III.5 . Determinazione dell ' acido acetico libero presente nel diacetato di sodio ( E 262 ) . Allegato II , metodo 6 .
III.6 . Determinazione dell ' acetato di sodio presente nel diacetato di sodio ( E 262 ) . Allegato II , metodo 7 .
III.7 . Prova limite per la presenza di aldeidi nell ' acido sorbico ( E 200 ) , nei sorbati di sodio , di potassio e di calcio ( E 201 , E 202 , E 203 ) e nell ' acido propionico ( E 280 ) . Allegato II , metodo 8 .
IV . ANTIOSSIDANTI
IV.1 . Determinazione del numero di perossidi nelle lecitine ( E 322 ) . Allegato II , metodo 9 .
IV.2 . Determinazione delle sostanze insolubili nel toluolo presenti nelle lecitine ( E 322 ) . Allegato II , metodo 10 .
IV.3 . Prova limite per la presenza di sostanze riducenti nei lattati di sodio , potassio e calcio ( E 325 , E 326 , E 327 ) . Allegato II , metodo 11 .
IV.4 . Determinazione degli acidi volatili nell ' acido fosforico ( E 338 ) . Allegato II , metodo 12 .
IV.5 . Prova limite per la presenza di nitrati nell ' acido fosforico ( E 338 ) . Allegato II , metodo 13 .
IV.6 . Determinazione delle sostanze insolubili in acqua presenti nei fosfati mono - , di - , triso - dico e nei fosfati mono - , di - e tripotassico [ E 339 i ) , E 339 ii ) , E 339 iii ) , E 340 i ) , E 340 ii ) , E 340 iii ) ] . Allegato II , metodo 14 .
V . GENERALITÀ
V.1 . Determinazione del pH negli additivi alimentari . Allegato II , metodo 15 .
ALLEGATO II
METODI D ' ANALISI RELATIVI AI CRITERI DI PUREZZA DEGLI ADDITIVI ALIMENTARI
INTRODUZIONE
1 . Preparazione del campione
1.1 . Generalità
La massa del campione di laboratorio destinato all ' analisi deve essere normalmente di 50 g , a meno che non sia necessario un quantitativo maggiore per una determinazione specifica .
1.2 . Preparazione del campione
Il campione deve essere omogeneizzato prima dell ' analisi .
1.3 . Conservazione
Il campione così preparato deve essere sempre conservato in un recipiente a chiusura ermetica .
2 . Reattivi
2.1 . Acqua
2.1.1 . Quando si fa riferimento all ' acqua per le soluzioni , per le diluizioni o per i lavaggi , si intende sempre acqua distillata o acqua di purezza almeno equivalente .
$2.1.2 . Quando si fa riferimento ad una « soluzione » o ad una « diluizione » del reattivo senza altra indicazione , si intende una soluzione acquosa .
2.2 . Prodotti chimici
Tutti i prodotti chimici devono essere di purezza analitica , salvo specificazioni diverse .
3 . Apparecchiatura
3.1 . Elenco dell ' apparecchiatura
L ' elenco del materiale comprende solo le apparecchiature specializzate e con requisiti particolari .
3.2 . Bilancia analitica
L ' espressione « bilancia analitica » indica una bilancia avente una sensibilità non inferiore a 0,1 mg .
4 . Espressione dei risultati
4.1 . Risultati
Il risultato indicato sul bollettino di analisi rappresenta il valore medio ottenuto da almeno due determinazioni la cui ripetibilità sia soddisfacente .
4.2 . Calcolo della percentuale
Salvo disposizioni particolari , i risultati sono espressi come percentuale ( m/m ) del campione originale nello stato in cui esso è giunto al laboratorio .
4.3 . Numero di cifre significative
Il risultato non deve essere espresso con un numero di cifre significative superiore a quanto la precisione del metodo permetta .
METODO 1
SOSTANZE ESTRAIBILI CON ETERE ETILICO DAI COLORANTI ORGANOSOLFONATI IDROSOLUBILI DESTINATI ALL ' ALIMENTAZIONE UMANA
1 . Oggetto e campo d ' applicazione
Il metodo permette di determinare le sostanze estraibili con etere presenti nei coloranti organosolfonati idrosolubili non mescolati ad un supporto .
2 . Definizione
Sostanze estraibili con etere etilico : contenuto dei prodotti determinati con il metodo descritto .
3 . Principio
Si estrae il colorante con etere etilico e si pesa il residuo secco dopo evaporazione dell ' etere .
4 . Reattivi
4.1 . Etere etilico anidro ( essiccato mediante cloruro di calcio calcinato di recente ) , esente da perossidi .
5 . Apparecchiatura
5.1 . Apparecchio Soxhlet .
5.2 . Essiccatore contenente gel di silice di recente attivazione , o sostanze essiccanti analoghe , e munito di un indicatore di umidità .
5.3 . Bilancia analitica .
5.4 . Stufa regolata a 85 ± 2° C .
6 . Modo di operare
Pesare con esattezza su carta da filtro con l ' approssimazione di 10 mg , una quantità di colorante dell ' ordine di 10 g . Piegare la carta , introduria in un ditale da estrazione ed otturare quest ' ultimo con un batuffolo di cotone sgrassato . Estrarre per sei ore con etere etilico ( 4.1 ) in estrattore Soxhlet ( 5.1 ) . Evaporare l ' etere alla più bassa temperatura possibile . Porre nella stufa ( 5.4 ) il palione dell ' apparecchio Soxhlet previamente tarato e contenente il residuo . Essiccare ad 85 ± 2° C per 20 minuti . Lasciar raffreddare il residuo , coperto da un vetrino da orologio , in essiccatore ( 5.2 ) ; pesare poi il palloncino e il residuo .
Ripetere l ' essiccazione e la pesata finchù la differenza fra due pesate successive sia inferiore a 0,5 mg . In caso di aumento di massa si considera valida , ai fini del calcolo , la cifra più bassa ottenuta nelle pesate .
7 . Espressione dei risultati
7.1 . Formula e modo di calcolo
Il tenore in sostanze estraibili con etere , espresso come percentuale del campione , è dato dalla formula seguente :
m1 × 100/m0
dove :
m1 = massa del residuo dell ' evaporazione , espressa in grammi ,
m0 = massa iniziale del campione , espressa in grammi .
7.2 . Ripetibilità
La differenza tra i risultati di due determinazioni parallele , effettuate simultaneamente nelle stesse condizioni , sullo stesso campione , dallo stesso analista , non deve oltrepassare 20 mg per 100 g di campione .
METODO 2
DETERMINAZIONE DELL ' ACIDO FORMICO , DEI FORMIATI E DELLE ALTRE IMPUREZZE OSSIDABILI PRESENTI NELL ' ACIDO ACETICO ( E 260 ) , NEGLI ACETATI DI POTASSIO ( E 261 ) E DI CALCIO ( E 263 ) E NEL DIACETATO DI SODIO ( E 262 )
1 . Oggetto e campo d ' applicazione
Il presente metodo permette di determinare l ' acido formico , i formiati e le altre impurezze ossidabili , espresse come acido formico , nelle seguenti sostanze :
- acido acetico ( E 260 )
- acetato di potassio ( E 261 )
- diacetato di sodio ( E 262 )
- acetato di calcio ( E 263 ) .
2 . Definizione
Contenuto in acido formico , formiati e altre impurezze ossidabili : contenuto di acido formico , formiati e altre impurezze ossidabili determinato col metodo indicato .
3 . Principio
Il campione da analizzare viene trattato con un eccesso di permanganato di potassio in ambiente alcalino per formare biossido di manganese . Quest ' ultimo e l ' eccesso di permanganato di potassio sono titolati mediante iodometria previa acidificazione ; la concentrazione in impurezze ossidabili viene espressa in acido formico .
4 . Reattivi
4.1 . Ioduro di potassio .
4.2 . Permanganato di potassio 0,02 mol/l .
4.3 . Carbonato di sodio ( anidro ) .
4.4 . Tiosolfato di sodio 0,1 mol/l .
4.5 . Salda d ' amido ( all ' 1 % circa m/v ) .
4.6 . Acido solforico diluito : versare in acqua 90 ml di acido solforico ( p 20 = 1,84 g/ml ) e portare al volume di 1 litro .
5 . Apparecchiatura
5.1 . Bagnomaria bollente .
5.2 . Bilancia analitica .
6 . Modo di operare
Se il campione da analizzare è costituito da acido allo stato libero , diluirne 10 g pesati con l ' approssimazione di 10 mg , con 70 ml d ' acqua ed aggiungervi una soluzione contenente 10 g di carbonato di sodio anidro ( 4.3 ) sciolti in 30 ml d ' acqua . Se il campione è un sale , scioglierne 10 g , pesati con l ' approssimazione di 10 mg , in 100 ml d ' acqua ed aggiungervi 1 g di carbonato di sodio anidro ( 4.3 ) , agitando per solubilizzare . Aggiungere ancora 20,0 ml di permanganato di potassio 0,02 mol/l ( 4.2 ) e riscaldare per 15 minuti su bagnomaria bollente . Lasciar raffreddare la miscela . Aggiungere 50 ml di acido solforico diluito ( 4.6 ) e 0,5 g di ioduro di potassio ( 4.1 ) . Agitare la miscela fino a dissoluzione completa del precipitato di biossido di manganese . Titolare la soluzione con tiosolfato sodico 0,1 mol/l ( 4.4 ) fino a colorazione giallo pallido . Aggiungere qualche goccia di salda d ' amido ( 4.5 ) e proseguire la titolazione fino a scomparsa del colore .
7 . Espressione dei risultati
7.1 . Formula e modo di calcolo
La percentuale di acido formico , di formiati e di altre impurezze ossidabili , espressa come acido formico , è data dalla seguente formula :
2,3 b/m0 × ( 100 a/b - V )
dove :
a = molarità del permanganato di potassio
b = molarità del tiosolfato di sodio
m0 = massa iniziale del campione , espressa in grammi
V = volume in ml del tiosolfato sodico 0,1 mol/l impiegato per la titolazione .
7.2 . Ripetibilità
La differenza tra i risultati di due determinazioni parallele , effettuate simultaneamente nelle stesse condizioni , sullo stesso campione , dallo stesso analista , non deve oltrepassare 5 mg per 100 g di campione .
8 . Osservazioni
8.1 . Un volume di 11,3 ml di tiosolfato 0,1 mol/l equivale allo 0,2 % di acido formico in 10 g di campione .
8.2 . In assenza di formiati , il volume impiegato sarà di 20 ml ; se invece la quantità di acido formico presente supera lo 0,27 % ( m/m ) , l ' eccesso di KMnO4 aggiunto sarà insufficiente e si otterrà un volume minimo fisso di 8 ml .
In questo caso , ripetere la determinazione su una più piccola quantità di campione .
METODO 3
DETERMINAZIONE DELLE SOSTANZE NON VOLATILI PRESENTI NELL ' ACIDO PROPIONICO ( E 280 )
1 . Oggetto e campo d ' applicazione
Il metodo permette di dosare le sostanze non volatili presenti nell ' acido propionico ( E 280 ) .
2 . Definizione
Il tenore in sostanze non volatili nell ' acido propionico si determinata col metodo descritto qui di seguito .
3 . Principio
Il campione è evaporato ed essiccato ± 2° C ed il residuo è determinato per gravimetria .
4 . Apparecchiatura
4.1 . Capsula , in silice od in platino , sufficientemente grande per contenere 100 g di campione .
4.2 . Stufa elettrica , regolata a 103 ± 2° C .
4.3 . Bilancia analitica .
4.4 . Bagnomaria bollente .
4.5 . Essiccatore contenente gel di silice attivata di recente o sostanze essiccanti analoghe , e munito di un indicatore di umidità .
5 . Modo di operare
Pesare , con l ' approssimazione di 0,1 g , 100 g circa di acido propionico in una capsula ( 4.1 ) precedentemente essiccata e tarata . Evaporare sotto cappa su bagnomaria bollente ( 4.4 ) fino ad allontanamento di tutto l ' acido propionico . Essiccare in stufa ( 4.2 ) a 103 ± 2° C per un ' ora . Trasferire la capsula nell ' essiccatore e lasciar raffreddare . Pesare . Ripetere l ' operazione finchù la differenza fra due pesate successive non sia inferiore a 0,5 mg . In caso di aumento di peso si considera valida , ai fini del calcolo , la cifra più bassa ottenuta nelle pesate .
6 . Espressione dei risultati
6.1 . Formula e modo di calcolo
Il tenore in sostanze non volatili espresso in percentuale del campione è dato dalla seguente formula :
100 × m1 /m0
dove
m1 = massa , in grammi , del residuo di evaporazione
m0 = massa iniziale , in grammi , del campione .
6.2 . Ripetibilità
La differenza tra i risultati di due determinazioni parallele , effettuate simultaneamente nelle stesse condizioni , sullo stesso campione , dallo stesso analista , non deve oltrepassare 5 mg per 100 g di campione .
METODO 4
DETERMINAZIONE DELLA PERDITA DI MASSA ALL ' ESSICCAZIONE DEL NITRITO DI SODIO ( E 250 )
1 . Oggetto e campo d ' applicazione
Il presente metodo permette di determinare la perdita di massa all ' essiccazione nel nitrito di sodio ( E 250 ) .
2 . Definizione
Il tenore in umidità del nitrito di sodio è la perdita di massa all ' essiccazione ottenuta col metodo descritto qui di seguito .
3 . Principio
Determinazione della perdita di massa dopo riscaldamento a 103 ± 2° C .
4 . Apparecchiatura
4.1 . Stufa elettrica regolata a 103 ± 2° C .
4.2 . Capsula di vetro a fondo piatto , avente un diametro di 60-80 mm , una profondità di almeno 25 mm e provvista di coperchio .
4.3 . Essiccatore contenente gel di silice attivata di recente o altre sostanze essiccanti equivalenti e munito di un indicatore di umidità .
4.4 . Bilancia analitica .
5 . Modo di operare
Togliere il coperchio dalla capsula di vetro ( 4.2 ) e riscaldare per un ' ora capsula e coperchio nella stufa ( 4.1 ) alla temperatura di 103 ± 2° C . Rimettere il coperchio sulla capsula ( 4.2 ) e lasciarla raffreddare fino a temperatura ambiente nell ' essiccatore ( 4.3 ) . Pesare con l ' approssimazione di 10 mg la capsula ( 4.2 ) ed il suo coperchio . Pesare , nella capsula , munita di coperchio , con l ' approssimazione di 10 mg , 10 g circa di campione . Togliere il coperchio e riscaldare per un ' ora la capsula ed il coperchio nella stufa ( 4.1 ) a 103 ± 2° C . Rimettere il coperchio sulla capsula e lasciarla raffreddare nell ' essiccatore ( 4.3 ) a temperatura ambiente . Pesarla quindi con l ' approssimazione di 10 mg . Ripetere le ultime tre operazioni ( riscaldamento , raffreddamento e pesata ) finchù la differenza fra due pesate successive non sia inferiore a 10 mg . In caso di aumento di peso si considera valida , ai fini del calcolo , la cifra più bassa ottenuta nelle pesate .
6 . Espressione dei risultati
6.1 . Formula e modo di calcolo
La perdita di massa all ' essiccazione , espressa in percentuale ( m/m ) del campione , è data dalla seguente formula :
100 × ( m2 - m3 )/( m2 - m 1 )
dove
m1 = massa in grammi della capsula
m2 = massa in grammi della capsula e del campione , prima dell ' essiccazione .
m3 = massa in grammi della capsula e del campione , dopo l ' essiccazione .
6.2 . Ripetibilità
La differenza fra i risultati di due determinazioni parallele , effettuate simultaneamente nelle stesse condizioni , sullo stesso campione , dallo stesso analista , non deve oltrepassare 100 mg per 100 g di campione .
METODO 5
PROVA LIMITE PER LA PRESENZA DI ACIDO SALICILICO NEL p-IDROSSIBENZOATO DI ETILE ( E 214 ) , NEL SALE SODICO DEL p-IDROSSIBENZOATO DI ETILE ( E 215 ) , NEL p-IDROSSIBENZOATO DI n-PROPILE ( E 216 ) , NEL SALE SODICO DEL p-IDROSSIBENZOATO DI n-PROPILE ( E 217 ) , NEL p-IDROSSIBENZOATO DI METILE ( E 218 ) E NEL SALE SODICO DEL p-IDROSSIBENZOATO DI METILE ( E 219 )
1 . Oggetto e campo di applicazione
Il metodo permette di rivelare l ' acido salicilico nel p-idrossibenzoato di etile ( E 214 ) , nel p-idrossibenzoato di n-propile ( E 216 ) , nel p-idrossibenzoato di metile ( E 218 ) e nei loro sali sodici ( E 215 , E 217 ed E 219 ) .
2 . Definizione
Rivelazione della concentrazione limite di acido salicilico : risultato della prova limite effettuata secondo il metodo descritto .
3 . Principio
La soluzione contenente l ' acido salicilico assume , in presenza di solfato ferrico-ammonico ( III ) , una colorazione violetta , la cui intensità viene confrontata con quella ottenuta con una soluzione di riferimento .
4 . Reattivi
4.1 . Soluzione allo 0,2 % ( m/v ) di solfato ferrico-ammonico ( III ) : 0,2 g di solfato ferrico-ammonico ( III ) con 12 molecole di acqua di cristallizzazione vengono sciolti in 50 ml di acqua . Dopo aggiunta di 10 ml di acido nitrico diluito al 10 % ( v/v ) , la soluzione viene portata a 100 ml con acqua .
4.2 . Etanolo al 95 % ( v/v ) .
4.3 . Soluzione di acido salicilico alla concentrazione di 0,1 g/l .
4.4 . Acido solforico 1 mol/l .
5 . Apparecchiatura
5.1 . Cilindro di Nessler graduato a 50 ml , della capacità di circa 60 ml .
6 . Modo di operare
6.1 . Campioni di p-idrossibenzoato di etile , di p-idrossibenzoato di n-propile e di p-idrossibenzoato di metile
6.1.1 . Sciogliere 0,1 g del campione da analizzare , pesato con l ' approssimazione di 1 mg , in 10 ml di etanolo al 95 % ( v/v ) ( 4.2 ) . Trasferire la soluzione così ottenuta in un cilindro di Nessler graduato ( 5.1 ) e portare a 50 ml con acqua . Agitare la miscela ed aggiungervi 1 ml della soluzione di solfato ferrico-ammonico ( III ) ( 4.1 ) . Agitare di nuovo e lasciar riposare per un minuto .
6.1.2 . Allo stesso modo preparare una soluzione di riferimento , come descritta al 6.1.1 , facendo uso di 1 ml della soluzione di acido salicilico ( 4.3 ) invece del campione .
6.1.3 . Confrontare la colorazione del cilindro che contiene il campione da analizzare con quella della soluzione di riferimento .
6.2 . Campioni dei sali sodici del p-idrossibenzoato di metile , di etile e di n-propile
6.2.1 . Ripetere l ' operazione di cui al paragrafo 6.1.1 acidificando , prima di diluire a 50 ml , con acido solforico 1 mol/l ( 4.4 ) fino a raggiungimento di un pH 5 .
6.2.2 . Ripetere l ' operazione 6.1.2 .
6.2.3 . Ripetere l ' operazione 6.1.3 .
7 . Espressione dei risultati
7.1 . Interpretazione della prova limite
Se la colorazione violetta nel cilindro che contiene il campione da analizzare è più intensa di quella della soluzione di riferimento , la prova è positiva ed il campione contiene più di 0,1 % d ' acido salicilico .
7.2 . Sensibilità
Il limite di rivelazione della prova è di 30 mg di acido salicilico per 100 g di campione .
7.3 . Osservazioni
I risultati di due determinazioni parallele , effettuate simultaneamente nelle stesse condizioni , sullo stesso campione , dallo stesso analista , devono essere identici .
METODO 6
DETERMINAZIONE DELL ' ACIDO ACETICO LIBERO PRESENTE NEL DIACETATO SODICO ( E 262 )
1 . Oggetto e campo d ' applicazione
Il metodo permette di verificare la presenza di acido acetico nel diacetato sodico ( E 262 ) .
2 . Definizione
Il tenore in acido acetico : contenuto di acido acetico determinato col metodo descritto .
3 . Principio
Neutralizzazione dell ' acido acetico con idrossido di sodio in presenza di fenolftaleina .
4 . Reattivi
4.1 . Soluzioni all ' 1 % ( m/v ) di fenolftaleina in etanolo .
4.2 . Idrossido di sodio 1 mol/l .
5 . Apparecchiatura
5.1 . Bilancia analitica .
6 . Modo di operare
Pesare con l ' approssimazione di 1 mg circa 3 g del campione da analizzare e scioglierlo in 50 ml d ' acqua . Aggiungere 2 o 3 gocce di soluzione di fenolftaleina ( 4.1 ) e titolare con idrossido di sodio 1 mol/1 ( 4.2 ) fino a colorazione rossa persistente per 5 secondi .
7 . Espressione dei risultati
7.1 . Formula e metodo di calcolo
Il tenore in acido acetico , espresso in percentuale ( m/m ) del campione , è dato dalla seguente formula :
6,005 × V × c/m0
dove
V = volume in ml della soluzione di idrossido di sodio adoperata per la titolazione
c = molarità della soluzione di idrossido di sodio ( 4.2 )
m0 = massa iniziale in grammi del campione .
7.2 . Ripetibilità
La differenza tra i risultati di due determinazioni parallele , effettuate simultaneamente nelle stesse condizioni , sullo stesso campione , dallo stesso analista , non deve oltrepassare 500 mg per 100 g di campione .
8 . Osservazioni
20,0 ml di idrossido di sodio mol/l sono necessari per titolare 3,0 g di campione quando quest ' ultimo contiene il 40 % di acido acetico .
METODO 7
DETERMINAZIONE DELL ' ACETATO DI SODIO PRESENTE NEL DIACETATO SODICO ( E 262 )
1 . Oggetto e campo d ' applicazione
Il metodo permette di determinare l ' acetato di sodio e l ' acqua , espressi in acetato nel diacetato sodico ( E 262 ) .
2 . Definizione
Tenore in acetato di sodio ; contenuto in acetato di sodio , ovvero in acetato di sodio ed acqua , espresso di sodio , determinato col metodo descritto .
3 . Principio
Dissoluzione preliminare del campione in acido acetico glaciale e titolazione con una soluzione di riferimento di acido perclorico , in presenza di cristalvioletto come indicatore .
4 . Reattivi
4.1 . Acido acetico glaciale ( p20° c = 1,049 g/ml ) ( per titolazione in ambiente non acquoso ) .
4.2 . Cristalvioletto C . I . 42555 , soluzione allo 0,2 % ( m/v ) in acido acetico glaciale .
4.3 . Ftalato acido di potassio C8H5KO4 .
4.4 . Anidride acetica ( CH3CO ) 2O .
4.5 . Acido perclorico 0,1 mol/l in acido acetico glaciale . Prepararlo e standardizzarlo nel modo seguente :
Pesare Pg di una soluzione di acido perclorico in pallone tarato da 1 000 ml munito di tappo smeriglio . I P sono data dalla formula :
P = 1 004,6/m
dove
m = concentrazione dell ' acido perclorico in % ( m/m ) , determinata per titolazione ( la concentrazione più adeguata è 70-72 % ( m/m ) .
Aggiungere circa 100 ml di acido acetico glaciale e quindi , a piccole porzini , Qg di anidride acetica . Agitare e raffreddare la miscela senza interruzione durante le addizioni . I Q sono dati dalla formula :
Q = ( 567 × P ) - 5 695/a
dove
P = quantità pesata di acido perclorico in grammi
a = concentrazione in % ( m/m ) dell ' anidride acetica .
Chiudere il pallone e lasciare in riposo per 24 ore al riparo dalla luce . Aggiungere quindi la quantità sufficiente di acido acetico glaciale fino al volume di 1 000 ml . La soluzione così preparata è in pratica anidra .
Standardizzare la soluzione con ftalato acido di potassio operando nel modo seguente .
Pesare , con l ' approssimazione di 0,1 ml , 0,2 g di ftalato acido di potassio , seccato in precedenza per 2 h a 110° C , e sciogliere in 25 ml di acido acetico glaciale , in pallone conico , scaldando dolcemente .
Raffreddare . Aggiungere alla soluzione di acido acetico glaciale 2 gocce della soluzione allo 0,2 % ( m/v ) di cristalvioletto ( 4.2 ) e titolare con la soluzione di acido perclorico fino a viraggio dell ' indicatore al colore verde pallido . Effettuare una titolazione in bianco con lo stesso volume di solvente e detrarre il valore della prova in bianco dal valore trovato nella determinazione .
20,42 mg di ftalato acido di potassio corrispondono ad 1 ml di acido perclorico 0,1 mol/l .
5 . Apparecchiatura
5.1 . Bilancia analitica
6 . Modo di operare
Pesare , con l ' approssimazione di 0,5 mg , circa 0,2 g del campione e scioglierli in 50 ml di acido acetico glaciale ( 4.1 ) . Aggiungere qualche goccia dell ' indicatore cristalvioletto ( 4.2 ) e titolare con una soluzione di acido perclorico 0,1 mol/l ( 4.5 ) fino a viraggio dell ' indicatore caratterizzato dalla comparsa di una colorazione verde pallido .
7 . Espressione dei risultati
7.1 . Formula e modo di calcolo
Il tenore in acetato di sodio come definito al punto 2 , espresso in percentuale ( m/m ) del campione , è dato dalla formula seguente :
8,023 × V × c/m0
dove :
V = volume in ml dell ' acido perclorico ( 4.5 ) usato per la titolazione
c = molarità dell ' acido perclorico ( 4.5 )
m0 = massa iniziale del campione espressa in grammi .
7.2 . Ripetibilità
La differenza tra i risultati di due determinazioni parallele , effettuate simultaneamente nelle stesse condizioni , sullo stesso campione , dallo stesso analista , non deve oltrepassare 1,5 g per 100 g di campione .
8 . Osservazioni
I reattivi impiegati per questo metodo sono tossici ed esplosivi , pertanto è necessario usarli con le dovute precauzioni .
METODO 8
PROVA LIMITE PER LA PRESENZA DI ALDEIDI NELL ' ACIDO SORBICO ( E 200 ) , NEI SORBATI DI SODIO , DI POTASSIO E DI CALCIO( E 201 , E 202 , E 203 ) E NELL ' ACIDO PROPIONICO ( E 280 )
1 . Oggetto e campo d ' applicazione
Il metodo permette di valutare la presenza di aldeidi , espresse in formaldeide , nelle seguenti sostanze :
- acido sorbico ( E 200 )
- sorbati di sodio , di potassio e di calcio ( E 201 , E 202 , E 203 )
- acido propionico ( E 280 ) .
2 . Definizione
Prova limite di concentrazione : la concentrazione in aldeidi , espressa in formaldeide e ottenuta col metodo descritto qui di seguito
3 . Principio
Reazione delle aldeidi con il reattivo di Schiff e confronto dell ' intensità del colore rosso con quella di una soluzione di riferimento di formaldeide contenente il reattivo di Schiff .
4 . Reattivi
4.1 . Soluzione di riferimento contenente 0,01 mg/ml di formaldeide , ottenuta diluendo una soluzione concentrata di formaldeide ( 400 mg/ml ) .
4.2 . Reattivo di Schiff .
5 . Modo di operare
5.1 . Pesare , con l ' approssimazione di 1 mg , 1 g di campione . Aggiungere 100 ml d ' acqua . Agitare , se necessario filtrare la soluzione ed aggiungere ad 1 ml del filtrato o della soluzione 1 ml di reattivo di Schiff ( 4.2 ) . Parallelamente , aggiungere ad 1 ml della soluzione di riferimento contenente il formaldeide ( 4.1 ) 1 ml del reattivo di Schiff ( 4.2 ) .
5.2 . Confrontare la colorazione della soluzione del campione da analizzare con quella della soluzione di riferimento .
6 . Espressione dei risultati
6.1 . Interpretazione della prova limite
Se il colore rosso della soluzione del campione è più intenso del colore della soluzione di riferimento , la prova è positiva , ed il campione contiene più dello 0,1 % di aldeidi , espressi in formaldeide .
6.2 . Sensibilità
Il limite di rivelazione della prova è di 30 mg di formaldeide per 100 g di campione .
6.3 . Osservazione
La differenza tra i risultati di due determinazioni parallele , effettuate simultaneamente nelle stesse condizioni , sullo stesso campione , dallo stesso analista , deve dare lo stesso risultato della prova limite .
METODO 9
DETERMINAZIONE DEL NUMERO DI PEROSSIDI NELLE LECITINE ( E 322 )
1 . Oggetto e campo d ' applicazione
Il metodo permette di determinare il numero di perossidi nelle lecitine ( E 322 ) .
2 . Definizione
Numero di perossidi delle lecitine : valore determinato secondo il metodo descritto .
3 . Principio
Ossidazione dello ioduro di potassio ad opera dei perossidi delle lecitine e titolazione dello iodio liberato con tiosolfato sodico .
4 . Reattivi
4.1 . Acido acetico glaciale .
4.2 . Cloroformio ;
4.3 . Ioduro di potassio .
4.4 . Tiosolfato sodico 0,1 mol/l oppure 0,01 mol/l .
4.5 . Salda di amido ( all ' 1 % circa m/v ) .
5 . Apparecchiatura
5.1 . Bilancia analitica .
5.2 . Apparecchio ( vedi figura ) costituito da :
5.2.1 . matraccio a fondo sferico da 100 ml
5.2.2 . refrigerante a ricadere
5.2.3 . tubo di vetro della lunghezza di 250 mm e del diametro interno di 22 mm , provvisto di giunti in vetro smerigliato
5.2.4 . microbicchiere ( dimenzioni esterne : 35-50 mm di altezza e 20 mm di diametro ) .
6 . Modo di operare
6.1 . Trasferire 10 ml di acido acetico glaciale ( 4.1 ) e 10 ml di cloroformio ( 4.2 ) nel matraccio da 100 ml ( 5.2.1 ) . Innestare il tubo di vetro ( 5.2.3 ) ed il refrigerante a ricadere ( 5.2.2 ) . Eliminare l ' aria disciolta facendo bollire dolcemente la miscela per 2 minuti . Sciogliere 1 g di ioduro di potassio ( 4.3 ) in 1,3 ml d ' acqua ed aggiungere questa soluzione nel matraccio ( 5.2.1 ) avendo cura di non interrompere l ' ebollizione . Se a questo punto si manifesta una colorazione gialla nel matraccio l ' analisi non ù valida e deve essere ripetuta con reattivi di recente preparazione .
6.2 . Dopo altri due minuti di ebollizione , aggiungere al contenuto del matraccio ( 5.2.1 ) 1 g del campione da analizzare , pesato con l ' approssimazione di 1 mg , facendo attenzione a non interrompere l ' ebollizione . A tal fine , porre il campione in un microbicchiere ( 5.2.4 ) che può essere fatto scendere nel matraccio attraverso il tubo di vetro ( 5.2.3 ) mediante una bacchetta di vetro la cui estremità inferiore si adatti al microbicchiere ( vedi figura ) . Il refrigerante ( 5.2.2 ) può essere staccato durante questa rapida operazione . Far proseguire l ' ebollizione per 3-4 minuti . Sospendere il riscaldamento , togliere immediatamente il refrigerante ( 5.2.2 ) ed aggiungere rapidamente 50 ml d ' acqua attraverso il tubo di vetro ( 5.2.3 ) . Togliere il tubo di vetro ( 5.2.3 ) e raffreddare il matraccio ( 5.2.1 ) a temperatura ambiente sotto un getto d ' acqua . Titolare con tiosolfato sodico ( 0,1 oppure 0,01 mol/l ) ( 4.4 ) fino a decolorazione dello strato acquoso . Aggiungere 1 ml di salda d ' amido ( 4.5 ) immediatamente prima della fine della titolazione e titolare fino a scomparsa della colorazione blu . Agitare bene il pallone ( 5.2.1 ) durante la titolazione per estrarre lo iodio dallo strato acquoso .
6.3 . Procedere ad una titolazione in bianco secondo le modalità descritte in 6.1 e 6.2 .
7 . Espressione dei risultati
7.1 . Formula e modo di calcolo
Il numero di perossidi del campione , espresso in milliequivalenti/kg , è dato dalla seguente formula :
1 000 × a × ( V1 - V2 )/m0
dove
v1 = volume in ml della soluzione di tiosolfato adoperata per la titolazione del campione secondo il punto 6.2
v2 = volume in ml della soluzione di tiosolfato adoperata per la prova in bianco secondo il punto 6.3
a = concentrazione della soluzione del tiosolfato sodico in mol/l
m0 = massa iniziale del campione espressa in grammi .
7.2 . Ripetibilità
La differenza fra i risultati di due determinazioni parallele , effettuate simultaneamente nelle stesse condizioni , sullo stesso campione , dallo stesso analista , non deve oltrepassare 0,5 espresso in milliequivalenti per kg .
8 . Osservazioni
8.1 . La scelta della concentrazione del tiosolfato sodico usato dipende dal risultato che si prevede . Se vengono adoperati meno di 0,5 ml di tiosolfato 0,1 mol/l , ripetere la determinazione usando tiosolfato 0,01 mol/l .
8.2 . La determinazione deve essere effettuata al riparo dalla luce intensa .
Designo : vedi G.U .
METODO 10
DETERMINAZIONE DELLE SOSTANZE INSOLUBILI IN TOLUENE CONTENUTE NELLA LECITINA ( E 322 )
1 . Oggetto e campo d ' applicazione
Il metodo permette di dosare le sostanze insolubili in toluene contenute nella lecitina ( E 322 ) .
2 . Definizione
Contenuto in sostanze insolubili in toluene : contenuto in sostanze insolubili in toluene determinato col metodo descritto .
3 . Principio
Filtrazione delle impurezze insolubili nel toluene ed essiccazione del residuo .
4 . Reattivo
4.1 . Toluene .
5 . Apparecchiatura
5.1 . Crogiolo in vetro sinterizzato G 3 o equivalente , da 30 ml .
5.2 . Stufa elettrica , termoregolata a 103 ± 2° C .
5.3 . Bagnomaria , termoregolato a temperatura non superiore a 60° C .
5.4 . Essiccatore contenente gel di silice attivato di recente , o sostanze essiccanti equivalenti , e munito di un indicatore di umidità .
5.5 . Beuta conica da 500 ml .
5.6 . Pompa da vuoto .
5.7 . Bilancia analitica .
6 . Modo di operare
6.1 . Essiccare un crogiolo in vetro sinterizzato da 30 ml ( 5.1 ) in stufa a 103 ± 2° C ( 5.2 ) . Lasciar raffreddare il crogiolo in un essiccatore ( 5.4 ) e pesarlo .
6.2 . Rimescolare accuratamente il campione di lecitina , dopo averlo riscaldato in un bagnomaria ( 5.3 ) se necessario . Pesare , con l ' approssimazione di 1 mg , 10 g circa del campione in una beuta ( 5.5 ) .
Aggiungere 100 ml di toluene ( 4.1 ) ed agitare la miscela fino a solubilizzazione completa della lecitina . Filtrare la soluzione attraverso il crogiolo di vetro sinterizzato ( 5.1 ) . Lavare la beuta ( 5.5 ) con 25 ml di toluene ( 4.1 ) e filtrare il liquido di lavaggio attraverso il crogiolo ( 5.1 ) . Ripetere l ' operazione con altri 25 ml di toluene ( 4.1 ) . Eliminare l ' eccesso di toluene dal crogiolo ( 5.1 ) per aspirazione sotto vuoto .
6.3 . Trasferire il crogiolo ( 5.1 ) in stufa e lasciare essiccare il suo residuo a 103 ± 2° C per due ore nella stufa . Lasciar raffreddare il crogiolo nell ' essiccatore ( 5.4 ) e quindi pesarlo .
6.4 . Ripetere l ' operazione di cui al punto 6.3 finchù lo scarto fra due pesate successive non diventa inferiore a 0,5 mg . In caso di aumento di peso si considera valida , ai fini del calcolo , la cifra più bassa ottenuta nelle pesate .
7 . Espressione dei risultati
7.1 . Formula e modo di calcolo
Il contenuto di sostanze insolubili nel toluene è dato dalla seguente formula :
100 ( m2 - m1 )/m0
dove
m1 = massa in grammi del crogiolo vuoto ( 6.1 )
m2 = massa in grammi del crogiolo contenente i residui ( 6.4 )
m0 = massa iniziale del campione espressa in grammi .
7.2 . Ripetibilità
La differenza tra i risultati di due determinazioni parallele , effettuate simultaneamente nelle stesse condizioni , sullo stesso campione , dallo stesso analista , non deve oltrepassare 30 mg per 100 g di campione .
METODO 11
PROVA LIMITE PER LA PRESENZA DI SOSTANZE RIDUCENTI NEI LATTATI DI SODIO , DI POTASSIO E DI CALCIO ( E 325 , E 326 , E 327 )
1 . Oggetto e campo d ' applicazione
Il metodo permette di rivelare la presenza di riducenti nel lattato di sodio ( E 325 ) , nel lattato di potassio ( E 326 ) e nel lattato di calcio ( E 327 ) .
2 . Definizione
Prova limite di riduzione del reattivo di Fehling : reazione del campione con il reattivo di Fehling nelle condizioni descritte qui di seguito .
3 . Principio
Riduzione del reattivo di Fehling ad opera delle sostanze riducenti ; dette sostanze sono generalmente costituite da zuccheri riducenti .
4 . Reattivi
4.1 . Reattivo di Fehling , soluzione A ( sciogliere 6,93 g di solfato di rame pentaidrato in acqua e portare a 100 ml ) .
4.2 . Reattivo di Fehling , soluzione B ( sciogliere 34,6 g di tartrato doppio di sodio e di potassio e 10 g di idrossido di sodio in acqua e portare a 100 ml ) .
5 . Modo di operare
Sciogliere 1 g di campione , pesato con l ' approssimazione di 1 mg , in 10 ml d ' acqua calda . Aggiungere 2 ml di Fehling A ( 4.1 ) e 2 ml di Fehling B ( 4.2 ) . Fare bollire la miscela per 1 minuto ed osservare se si verifica una variazione di colore . La precipitazione del solfato di calcio , che talora si verifica , non interferisce .
6 . Espressione dei risultati
6.1 . Interpretazione della prova limite
Se c ' è variazione di colore dopo l ' ebollizione ( 5 ) , la prova è positiva ed indica la presenza di sostanze riducenti nel campione .
6.2 . Sensibilità
Il limite di rivelabilità delle sostanze riducenti è di 100 mg di glucosio per 100 g di campione .
6.3 . Osservazione
6.3.1 . I risultati di due determinazioni parallele , effettuate simultaneamente nelle stesse condizioni , sullo stesso campione , dallo stesso analista , devono essere identici .
6.3.2 . Se il campione contiene il 2 % di glucosio si ha completa riduzione del reattivo di Fehling .
METODO 12
DETERMINAZIONE DEL CONTENUTO IN ACIDI VOLATILI DELL ' ACIO FOSFORICO ( E 338 )
1 . Oggetto e campo d ' applicazione
Il metodo permette di determinare la quantità di acidi volatili contenuti nell ' acido fosforico ( E 338 ) , espressa in acido acetico .
2 . Definizione
Contenuto in acidi volatili dell ' acido fosforico : contenuto in acidi volatili determinato col metodo descritto ed espresso in acido acetico .
3 . Principio
Diluizione del campione e distillazione della soluzione . Titolazione del distillato mediante idrossido di sodio e calcolo dell ' acidità espressa in acido acetico .
4 . Reattivi
4.1 . Soluzione di fenolftaleina all ' 1 % ( m/v ) in etanolo .
4.2 . Idrossido di sodio 0,01 mol/l .
5 . Apparecchiatura
5.1 . Pallone da distillazione provvisto di dispositivo per evitare gli spruzzi .
6 . Modo di operare
In un pallone da distillazione provvisto di dispositivo per evitare gli spruzzi ( 5.1 ) , pesare , con l ' approssimazione di 50 mg , 60 g di campione . Aggiungere 75 ml di acqua recentemente bollita e raffreddata . Mescolare e distillare 50 ml di soluzione . Aggiungere al distillato qualche goccia della soluzione di fenolftaleina ( 4.1 ) e titolare con idrossido di sodio 0,01 mol/l ( 4.2 ) fino ad incipiente colorazione rossa persistente per 10 secondi .
7 . Espressione dei risultati
7.1 . Formula e modo di calcolo
Il tenore di acidi volatili , espresso in mg/kg di acido acetico è dato dalla formula :
600 × V/m0
dove
V = volume in ml di soluzione di idrossido di sodio 0,01 mol/l impiegato per la neutralizzazione
m0 = massa del campione di acido fosforico espressa in grammi .
7.2 . Ripetibilità
La differenza tra i risultati di due determinazioni parallele , effettuate simultaneamente nelle stesse condizioni , sullo stesso campione , dallo stesso analista , non deve oltrepassare 1 mg per 100 g di campione .
METODO 13
PROVA LIMITE PER LA PRESENZA DI NITRATI NELL ' ACIDO FOSFORICO ( E 338 )
1 . Oggetto e campo d ' applicazione
Il metodo permette di rivelare la presenza di nitrati nell ' acido fosforico ( E 338 ) .
2 . Definizione
Prova limite di concentrazione dei nitrati : concentrazione dei nitrati determinata col metodo descritto ed espressa in nitrato di sodio .
3 . Principio
Aggiunta di carminio d ' indaco al campione in ambiente acido per H2SO4 concentrato . Decolorazione del carminio d ' indaco per ossidazione dovuta alle sostanze ossidanti compresi i nitrati .
4 . Reattivi
4.1 . Soluzione di carminio d ' indaco allo 0,18 % ( m/v ) : sciogliere 0,18 g di indigotindisolfonato di sodio in 100 ml d ' acqua .
4.2 . Soluzione di cloruro di sodio allo 0,05 % ( m/v ) .
4.3 . Acido solforico concentrato ( p20 = 1,84 g/ml ) .
5 . Modo di operare
Diluire 2,0 ml del campione da analizzare fino al volume di 10 ml con la soluzione di cloruro sodico ( 4.2 ) . Aggiungere 0,1 ml della soluzione di carminio di indaco ( 4.1 ) e 10 ml di acido solforico concentrato ( 4.3 ) , a goccia a goccia e raffreddando . Notare se la colorazione blu della soluzione persiste per 5 minuti .
6 . Espressione dei risultati
6.1 . Interpretazione della prova limite
Se la colorazione blu sparisce completamente in cinque minuti , la prova è positiva ed il contenuto in sostanza ossidante , espresso in nitrato di sodio , è superiore a 5 mg/kg .
6.2 . Osservazioni
6.2.1 . Eseguire contemporaneamente una prova in bianco con gli stessi reattivi .
6.2.2 . I risultati di due determinazioni parallele , effettuate simultaneamente nelle stesse condizioni , sullo stesso campione , dallo stesso analista , devono essere identici .
6.2.3 . La soluzione di carminio d ' indaco non deve essere preparata da più di 60 giorni .
6.2.4 . Un risultato positivo indica che il campione può contenere nitrati e altre sostanze ossidanti , e la prova deve essere ripetuta usando il metodo ISO 3709-1976 « acido fosforico ad uso industriale ( industrie alimentari comprese ) . Determinazione degli ossidi di azoto col metodo spettrofotometrico al 3,4-xilenolo » .
METODO 14
DETERMINAZIONE DELLE SOSTANZE INSOLUBILI IN ACQUA PRESENTI NEI FOSFATI MONOSODICO , DISODICO E TRISODICO ED IN QUELLI MONOPOTASSICO , DIPOTASSICO E TRIPOTASSICO [ E 339 i ) , E 339 ii ) , E 339 iii ) , E 340 i ) , E 340 ii ) , E 340 iii ) ]
1 . Oggetto e campo d ' applicazione
Il metodo permette la determinazione delle sostanze insolubili in acqua presenti nei seguenti prodotti :
- ortofosfato monosodico E 339 i )
- ortofosfato disodico E 339 ii )
- ortofosfato trisodico E 339 iii )
- ortofosfato monopotassico E 340 i )
- ortofosfato bipotassico E 340 ii )
- ortofosfato tripotassico E 340 iii ) .
2 . Definizione
Contenuto in sostanze insolubili in acqua : contenuto in sostanze insolubili in acqua determinato col metodo descritto qui di seguito .
3 . Principio
Dissoluzione del campione in acqua e filtrazione delle sostanze insolubili . Il residuo è essiccato ed espresso in sostanze insolubili nell ' acqua .
4 . Apparecchiatura
4.1 . Crogiolo filtrante tarato in porcellana sinterizzata di porosità C 3 o equivalente .
4.2 . Essiccatore munito di gel di silice attivato di recente o di sostanze essiccanti equivalenti e munito di un indicatore di umidità .
4.3 . Stufa elettrica termostatata a 103 ± 2° C .
4.4 . Becher in polipropilene da 400 ml .
4.5 . Bagnomaria .
5 . Modo di operare
Sciogliere 10 g di campione del fosfato , pesato con l ' approssimazione di 10 mg , in 100 ml d ' acqua calda , in un becher di polipropilene ( 4.4 ) preventivamente lavato , pesato ed essiccato e mantenere su bagnomaria bollente ( 4.5 ) per 15 minuti . Filtrare la soluzione attraverso il crogiolo filtrante ( 4.1 ) . Lavare il residuo insolubile con acqua calda ed essiccare in stufa ( 4.3 ) a 103 ± 2° C . Dopo essiccazione completa per 2 ore lasciare raffreddare in un essiccatore e pesare . L ' essiccazione è completa quando la differenza tra 2 pesate successive non supera 0,5 mg . Nell ' ipotesi di un aumento di massa si ritiene valida , ai fini del calcolo , la cifra più bassa ottenuta nelle pesate .
6 . Espressione dei risultati
6.1 . Formula e modo di calcolo
Il tenore in sostanze insolubili in acqua del campione è dato dalla formula seguente :
m1/m0 × 100
dove :
m1 = massa in grammi del residuo dopo essiccazione .
m0 = massa in grammi del campione .
6.2 . Ripetibilità
La differenza tra i risultati di due determinazioni parallele , effettuate simultaneamente nelle stesse condizioni , sullo stesso campione , dallo stesso analista , non deve oltrepassare 10 mg per 100 g di campione .
METODO 15
DETERMINAZIONE DEL pH DEGLI ADDITIVI ALIMENTARI
1 . Oggetto e campo d ' applicazione
Il metodo prescrive le indicazioni generali per determinare il pH degli additivi alimentari .
2 . Definizione
pH di un additivo : pH misurato secondo il metodo descritto .
3 . Principio
Il pH di una soluzione acquosa o di una diluizione acquosa è determinato , convenzionalmente , per mezzo di un elettrodo di vetro , di un elettrodo di riferimento e di un pH-metro .
4 . Reattivi
4.1 . Tarare gli strumenti utilizzando le seguenti soluzioni tampone .
4.1.1 . Soluzione tampone a pH 6,88 a 20° C costituita da volumi uguali di fosfato monopotassico ( KH2PO4 ) 0,05 mol/l e di ortofosfato disodico ( Na2HPO4 2H2O ) 0,05 mol/l .
4.1.2 . Soluzione tampone a pH 4,00 a 20° C , costituita da ftalato acido di potassio ( C8H5KO4 ) 0,05 mol/l .
4.1.3 . Soluzione tampone a pH 9,22 a 20° C , costituita da borato di sodio ( Na2B4O7 10H2O ) 0,05 mol/l .
4.2 . Soluzione di cloruro di potassio ( KC1 ) , 3 mol/l o satura , per il riempimento degli elettrodi di riferimento o altra soluzione appropriata prescritta dal fabbricante degli elettrodi .
4.3 . Acqua distillata , esente da CO2 , con pH 5-6 .
5 . Apparecchiatura
5.1 . pH-metro , che permetta un ' esattezza di lettura di 0,01 unità di pH .
5.2 . Catena di elettrodi di vetro ( a corpo unico ) combinati o elettrodo di vetro singolo ed elettrodi di riferimento con pinze appropriate .
5.3 . Agitatore magnetico munito di dispositivo di riscaldamento .
5.4 . Termometro graduato da 0 a 100° C .
6 . Modo di operare
6.1 . Taratura del pH-metro
Gli elettrodi di vetro devono essere montati seguendo le indicazioni del fabbricante . La taratura degli elettrodi di vetro dev ' essere regolarmente registrata con la scala del pH-metro mediante soluzioni tampone a pH esattamente noto .
Lavare gli elettrodi con acqua e asciugarli accuratamente con un panno morbido , o meglio ancora lavare gli elettrodi con acqua e poi sciacquarli due volte di seguito con la soluzione da misurare o con la soluzione standard e sistemarli successivamente nella soluzione da misurare o nella soluzione standard .
Se la soluzione da misurare ha un pH acido , le soluzioni tampone adoperate per controllare il pH devono essere quelle a pH 4 ( 4.1.2 ) ed a pH 6,88 ( 4.1.1 ) .
Se la soluzione da misurare ha un pH basico , le soluzioni tampone adoperate per controllare il pH devono essere quelle a pH 9,22 ( 4.1.3 ) ed a pH 6,88 ( 4.1.1 ) .
6.2 . Determinazione della soluzione da misurare
La concentrazione della soluzione da misurare o la preparazione della soluzione da scegliere devono essere conformi alla direttiva comunitaria relativa agli additivi alimentari .
Preparare la soluzione da misurare come prescritto utilizzando l ' acqua distillata ( 4.3 ) e portare a 20° C agitando . Non agitare più e sistemare gli elettrodi di vetro ( 5.2 ) nella soluzione . Dopo 2 minuti leggere il pH sul pH-metro ( 5.1 ) .
7 . Espressione dei risultati
7.1 . Ripetibilità
La differenza tra i risultati di due determinazioni parallele , effettuate simultaneamente nelle stesse condizioni , sullo stesso campione , dallo stesso analista , non deve oltrepassare 0,05 unità di pH .
8 . Osservazioni
Questo metodo è applicabile unicamente ai criteri di pH prescelti nelle direttive comunitarie degli additivi alimentari in cui gli additivi sono in soluzione o diluiti in acqua .
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