Risoluzione del Consiglio, del 14 gennaio 1974, concernente un programma d'azione delle Comunità europee in materia di previsione, di valutazione e di metodologia
GU C 7 del 29.1.1974, pagg. 7–9 (DA, DE, EN, FR, IT, NL)
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RISOLUZIONE DEL CONSIGLIO del 14 gennaio 1974 concernente un programma d'azione delle Comunità europee in materia di previsione, di valutazione e di metodologia
IL CONSIGLIO DELLE COMUNITÀ EUROPEE,
visti i trattati che istituiscono le Comunità europee,
visto il progetto della Commissione,
visto il parere del Parlamento europeo,
considerando che i capi di Stato o di governo, riuniti a Parigi il 19 e il 20 ottobre 1972, hanno espresso la volontà di definire obiettivi e di assicurare lo sviluppo di una politica comune nel settore scientifico e tecnologico;
considerando che il programma d'azione oggetto della presente risoluzione costituisce un elemento necessario per la determinazione dell'azione a lungo termine delle Comunità e assicura un sostegno tecnico alle future decisioni delle istituzioni comunitarie nel settore scientifico e tecnologico,
ADOTTA LA PRESENTE RISOLUZIONE:
Il Consiglio approva il programma d'azione come esposto in allegato e che avrà la durata di un anno; l'allegato costituisce parte integrante della presente risoluzione.
Il Consiglio prende atto del fatto che la proposta della Commissione rappresenta soltanto un primo programma sperimentale e del fatto che la Commissione intende presentare in un prossimo avvenire proposte concrete sulla base dei risultati di detto primo programma e con il contributo del comitato per la ricerca scientifica e tecnica.
ALLEGATO
PROGRAMMA D'AZIONE
IN MATERIA DI PREVISIONE, DI VALUTAZIONE E DI METODOLOGIA
Per garantire lo sviluppo di una politica comunitaria nel settore scientifico e tecnologico, le Comunità europee devono preoccuparsi di determinare in che modo occorra servirsi delle capacità scientifiche e tecnologiche esistenti per garantire nel miglior modo possibile l'esame permanente degli obiettivi e degli strumenti di una politica comune. L'orientamento dato dalla conferenza al vertice di Parigi rende particolarmente necessari l'elaborazione di previsioni a lungo termine, uno sforzo di autocontrollo della ricerca e lo studio della conseguenze dello sviluppo scientifico e tecnologico sulla società e sull'economia.
Per raggiungere gli scopi sotto elencati si propone di avviare una fase preparatoria (primo programma sperimentale) durante la quale si esaminerà in quale misura, con quali mezzi e secondo quale calendario le Comunità europee potranno contribuire a risolvere tutti questi problemi. La fase preparatoria sarà limitata ad un anno; essa lascerà impregiudicate le decisioni future.
Lo scopo della fase preparatoria è di elaborare una risposta a due precisi quesiti:
1. Se, nell'ambito della politica comune in materia scientifica e tecnologica, le Comunità europee debbano intraprendere un importante studio denominato «Europa più 30 anni» (1) dedicato agli sviluppi prevedibili o possibili nei prossimi 30 anni che possono condizionare l'evoluzione dell'Europa; e, nel caso di risposta affermativa, se questo studio permetterà, in particolare, di creare uno strumento di previsione che possa essere continuamente aggiornato.
Mediante un inventario analitico degli studi e delle previsioni già stabilite bisognerebbe determinare nel caso di una conclusione positiva:
- il metodo e/o i metodi da applicare;
- le caratteristiche che definiscono il contenuto, vale a dire:
- le condizioni limite da rispettare,
- i settori da includere,
- la struttura dello studio,
- le modalità di esecuzione.
Nel caso di una conclusione negativa, sarebbe necessario definire le alternative possibili per apportare un effettivo aiuto nell'adozione di decisioni nel settore della pianificazione della ricerca e della tecnologia.
2. Se le Comunità europee debbano creare un loro istituto di valutazione tecnologica per tentare di misurare in anticipo le conseguenze dello sviluppo scientifico e tecnologico per la società e per l'economia della Comunità.
Mediante un inventario analitico delle organizzazioni, degli istituti e dei lavori eseguiti si dovrebbe definire nel caso di una conclusione positiva:
- la struttura istituzionale dell'istituto europeo per la valutazione tecnologica e le sue relazioni con le istituzioni comunitarie;
- il modo in cui tale istituto possa essere integrato nel processo di pianificazione e di decisione delle Comunità;
- il modo di evitare la creazione di una nuova organizzazione centralizzata servendosi eventualmente delle organizzazioni esistenti.
Nel caso di una risposta negativa, occorrerebbe determinare le altre possibilità di cui dispongono le Comunità per svolgere il compito di valutazione tecnologica.
(1) L'esame dei relativi problemi verrà effettuato in collaborazione con la fondazione europea per il miglioramento delle condizioni di vita e di lavoro, di cui si propone la creazione.
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