Documento di lavoro dei servizi della Commissione - Documento di accompagnamento della Comunicazione della Commissione al Consiglio e al Parlamento Europeo - Verso un Sistema comune di informazioni ambientali (SEIS) - Sintesi della valutazione di impatto {COM (2008) 46 definitivo} {SEC(2008) 111} /* SEC/2008/0112 def. */
[pic] | COMMISSIONE DELLE COMUNITÀ EUROPEE | Bruxelles, 1.2.2008 SEC(2008) 112 DOCUMENTO DI LAVORO DEI SERVIZI DELLA COMMISSIONE Documento di accompagnamento dellaCOMUNICAZIONE DELLA COMMISSIONE AL CONSIGLIO E AL PARLAMENTO EUROPEOVerso un Sistema comune di informazioni ambientali (SEIS) SINTESI DELLA VALUTAZIONE DI IMPATTO {COM (2008) 46 definitivo} {SEC(2008) 111} DOCUMENTO DI LAVORO DEI SERVIZI DELLA COMMISSIONE Documento di accompagnamento dellaCOMUNICAZIONE DELLA COMMISSIONE AL CONSIGLIO E AL PARLAMENTO EUROPEOVerso un Sistema comune di informazioni ambientali (SEIS) SINTESI DELLA VALUTAZIONE DI IMPATTO La presente valutazione di impatto è stata preparata dai servizi della Commissione a corredo della comunicazione “Verso un Sistema comune di informazioni ambientali (SEIS)”. Il quadro generale in cui si inserisce la comunicazione riguarda la necessità di disporre di informazioni di elevata qualità come base per l’elaborazione e l’attuazione della politica ambientale, secondo i principi del piano d’azione per legiferare meglio. Tale necessità si inscrive in un contesto di rapida evoluzione delle tecnologie dell’informazione e della comunicazione, che offre notevoli possibilità di razionalizzare i sistemi di comunicazione dei dati e utilizzare in modo più efficace i dati disponibili. Tra i problemi specifici figurano: la necessità di semplificare ulteriormente gli obblighi in materia di comunicazione dei dati e monitoraggio e di ridurre i relativi oneri amministrativi; le carenze relative alla tempestività, disponibilità, affidabilità e pertinenza delle informazioni; le opportunità mancate per quanto riguarda la modernizzazione del settore pubblico e l’offerta di servizi di e-government in campo ambientale, e l’incapacità di trasformare rapidamente i dati in informazioni rilevanti ai fini dell’elaborazione delle politiche e di attuare efficacemente un approccio integrato alla politica ambientale. Varie iniziative in corso, sia a livello europeo che a livello nazionale, contribuiscono in qualche misura ad affrontare i problemi sopra descritti. Tuttavia, malgrado tali iniziative, una delle principali sfide a livello europeo e internazionale rimane quella di organizzare la grande quantità di dati e informazioni ambientali già raccolti, di integrarli, ove opportuno, con i dati e le informazioni esistenti in campo sociale ed economico, di metterli a disposizione insieme a strumenti che consentano agli esperti di condurre le loro analisi, e di comunicarli in modo tale che i decisori pubblici e i cittadini possano comprenderli facilmente e utilizzarli come base per le loro azioni. Contemporaneamente, gli Stati membri e le istituzioni dell’UE hanno bisogno di un sistema di comunicazione dei dati efficiente e moderno che permetta loro di adempiere agli obblighi giuridici derivanti dalle politiche e dalle normative ambientali comunitarie e internazionali, evitando inutili duplicazioni e sovrapposizioni delle iniziative o interventi superflui. Gli obiettivi generali del SEIS sono i seguenti: migliorare la disponibilità e la qualità delle informazioni necessarie per elaborare e attuare la politica ambientale comunitaria, ridurre gli oneri amministrativi gravanti sugli Stati membri e sulle istituzioni dell’UE e modernizzare il sistema di comunicazione dei dati, e favorire lo sviluppo di applicazioni e servizi di informazione di cui tutti gli interessati possano avvalersi e beneficiare. Gli obiettivi specifici sono i seguenti: 1. raggiungere un chiaro accordo politico su una serie di principi su cui dovrà basarsi il Sistema comune di informazioni ambientali; 2. continuare a razionalizzare la base delle conoscenze mediante la valutazione e la semplificazione degli obblighi in materia di comunicazione dei dati previsti dalla normativa ambientale in vigore, applicando nel contempo soluzioni basate sulle tecnologie dell’informazione e della comunicazione per la trasmissione elettronica dei dati; 3. definire e applicare accordi di condivisione di dati e informazioni, insieme ad un’infrastruttura efficiente basata sulle tecnologie dell’informazione e della comunicazione per facilitare la ricerca, la valutazione, l’accesso e la condivisione di dati e informazioni sull’ambiente; 4. rafforzare e, ove necessario, realizzare infrastrutture e campagne di monitoraggio per la raccolta e l’archiviazione di dati ambientali adatti allo scopo, che presentino un buon rapporto costi-efficacia e siano flessibili, ma siano anche sostenibili nel lungo termine. A parte l’opzione zero (lasciare la situazione immutata), sono state identificate quattro opzioni: - opzione 1: la comunicazione in quanto tale, che corrisponde all’obiettivo specifico 1. Scopo principale della comunicazione è definire il quadro politico e concettuale necessario per indirizzare le attività in corso verso una direzione comune e promuovere nuove iniziative finalizzate a un medesimo obiettivo. La comunicazione elenca i principi su cui si baserà il SEIS; - opzione 2: aggiornamento della direttiva per la standardizzazione e la razionalizzazione delle relazioni, che corrisponde all’obiettivo specifico 2 ma potrebbe anche servire, almeno indirettamente, al conseguimento dell’obiettivo specifico 3. Lo scopo sarà una profonda revisione critica della direttiva, in considerazione delle carenze riscontrate e dell’evoluzione intervenuta nelle direttive rientranti nel suo ambito di applicazione. L’aggiornamento consentirà di tenere conto delle nuove tendenze nel processo decisionale in materia ambientale, assicurando nel contempo un quadro più coerente e armonizzato in materia di comunicazione dei dati; - opzione 3: estensione e/o armonizzazione della raccolta e dell’archiviazione obbligatorie dei dati previste dalle varie normative comunitarie. Questa opzione, che corrisponde all’obiettivo specifico 4, comporterà la valutazione degli attuali sistemi rispetto a tale obiettivo specifico e agli obiettivi generali del SEIS. Ove opportuno, saranno proposte modifiche alla legislazione in vigore e saranno formulate nuove proposte normative per colmare le lacune individuate nei dati o nelle infrastrutture di osservazione; - opzione 4: definizione di un nuovo quadro normativo per il SEIS, che integrerebbe gli aspetti relativi all’osservanza delle regole e i precedenti obblighi di comunicazione dei dati previsti dalla normativa ambientale e porterebbe al pieno conseguimento degli obiettivi specifici 2 e 3. La nuova normativa conterrebbe disposizioni volte a migliorare la qualità e la disponibilità dei dati necessari per l’elaborazione e la valutazione delle politiche ambientali nell’ambito di un quadro logicamente coerente e a razionalizzare integralmente i diversi sistemi di raccolta, monitoraggio e comunicazione dei dati previsti dall’ acquis ambientale. I costi e i benefici della realizzazione del SEIS dipenderanno dai tempi di esecuzione e dalle specifiche misure che saranno prese a tal fine. In ogni caso, i benefici potenziali del sistema dovrebbero essere notevoli. Il miglioramento dei sistemi di raccolta, scambio e utilizzazione dei dati dovrebbe incrementare notevolmente l’uso di tali dati e ridurre nel contempo i costi per gli utenti. I miglioramenti nell’accesso e nell’interoperabilità dei sistemi di gestione dei dati ridurranno la necessità di imporre obblighi di comunicazione, favorendo una razionalizzazione dei dati richiesti e dei flussi di dati, ivi compresa la progressiva soppressione o l’abrogazione di obblighi ormai obsoleti o superflui. Tra gli altri benefici occorre ricordare una migliore qualità della legislazione, analisi più efficienti a livello comunitario, una maggiore efficacia nell’adempimento degli impegni politici e degli obblighi di valutazione a livello internazionale, la responsabilizzazione dei cittadini grazie a una più ampia disponibilità delle informazioni, una maggiore disponibilità di dati utilizzabili dai ricercatori e un’immagine più positiva dell’UE nelle varie istanze internazionali. Dal punto di vista dei costi si prevede che investimenti iniziali anche relativamente modesti per la realizzazione del SEIS, se ben studiati, porteranno benefici economici, sociali e ambientali che a loro volta potranno essere reinvestiti nell’ulteriore sviluppo del sistema. Fra i tipi di investimenti necessari figurano l’intensificazione degli sforzi per assicurare l’effettiva attuazione della direttiva INSPIRE; un possibile cambiamento dei modelli organizzativi e gestionali delle istituzioni coinvolte nella raccolta e nel trattamento di dati ambientali; la prosecuzione o un’intensificazione degli sforzi compiuti dalle istituzioni e dagli organi dell’UE al fine di aggiornare e razionalizzare gli obblighi previsti dalla normativa ambientale e i sistemi centralizzati di comunicazione dei dati; analisi più approfondite per chiarire le effettive esigenze in termini di dati e informazioni e per sviluppare gli strumenti giuridici e/o finanziari necessari e ulteriori investimenti per generare nuovi dati che attualmente non vengono raccolti ma che risultano essenziali per l’elaborazione delle politiche o per l’armonizzazione dei sistemi di monitoraggio e gestione dei dati. L’aggiornamento della direttiva per la standardizzazione e la razionalizzazione delle relazioni porterà immediati benefici in termini di semplificazione, e contribuirà inoltre a promuovere una maggiore razionalizzazione all’interno degli Stati membri e il rispetto dei principi del SEIS. I cittadini in particolare potranno beneficiare della maggiore trasparenza e disponibilità delle informazioni, basata sul pieno sfruttamento delle tecnologie dell’informazione e della comunicazione in rapida evoluzione. Una maggiore armonizzazione sembra inoltre offrire notevoli possibilità di miglioramento del rapporto costi-efficacia delle attività di monitoraggio realizzate a livello nazionale. Più in generale, si stima che il rapporto costi-benefici del monitoraggio ambientale sia altamente favorevole, motivo per il quale non è opportuno escludere in questa fase un’ulteriore armonizzazione o addirittura un ampliamento degli attuali obblighi in materia di monitoraggio. Tuttavia, prima di prendere in considerazione l’ipotesi di specifiche proposte legislative, è necessaria un’analisi più dettagliata, che potrà eventualmente comportare la realizzazione di progetti pilota con la partecipazione degli Stati membri. Sulla base dell’analisi di cui sopra, le opzioni da 1 a 3 sono da ritenersi giustificate. La quarta opzione, che consiste nel definire un nuovo quadro normativo contenente obblighi dettagliati, sarebbe quella più efficace per il conseguimento degli obiettivi del SEIS, ma potrebbe essere vista come eccessivamente prescrittiva e priva della flessibilità necessaria per consentire un adattamento più spontaneo all’evoluzione delle priorità politiche e delle possibilità tecnologiche e, infine, potrebbe essere considerata in contrasto con il principio di sussidiarietà. Tuttavia, data la sua efficacia potenziale, tale strumento merita di essere riconsiderato nei prossimi anni.