52002SC0130

Documento di lavoro della Commissione - Preparazione della zona di libero scambio euromediterranea: Elementi per la cooperazione industriale regionale 2002-2006 /* SEC/2002/0130 def. */


DOCUMENTO DI LAVORO DELLA COMMISSIONE Preparazione della zona di libero scambio euromediterranea: Elementi per la cooperazione industriale regionale 2002-2006

1. Obiettivi del presente documento

Il presente documento, oltre a sintetizzare gli sviluppi della situazione a partire dal 1996, contestualizza la conferenza dei ministri di Malaga, riassume le attuali attività in materia di cooperazione industriale e suggerisce attività per gli anni a venire volte ad aiutare i paesi partner mediterranei ad adeguare e modernizzare i propri settori industriali per poter massimizzare i vantaggi derivanti dalla creazione della zona di libero scambio.

La Commissione presenterà queste proposte all'esame della quarta conferenza euromediterranea dei ministri dell'Industria, che si terrà a Malaga il 10 aprile 2002.

2. Sviluppi 1996-2001

2.1. Conferenze dei ministri

Il processo di Barcellona, varato nel novembre 1995, mira a istituire uno stretto partenariato euromediterraneo in tre settori principali: dialogo politico e sulla sicurezza, cooperazione economica e finanziaria, rapporti e scambi in campo culturale, sociale e umano. Nell'ambito del suo aspetto economico e finanziario si sottolinea il ruolo essenziale della cooperazione industriale per la creazione di una zona di prosperità condivisa basata sull'introduzione del libero scambio, la realizzazione della transizione economica e la dinamizzazione degli investimenti.

Tenuto conto della situazione politica del Medio Oriente, il processo di Barcellona appare più necessario che mai per garantire che l'intera regione riceva il sostegno adeguato per consentire all'integrazione economica di svolgere appieno il suo ruolo a favore della stabilità politica e della pace.

Il partenariato euromediterraneo può offrire un contributo determinante per aiutare i paesi partner mediterranei ad affrontare le relative sfide. Al contempo è necessario un importante sforzo di adeguamento affinché tali paesi e le loro comunità imprenditoriali siano in grado di usufruire pienamente di tutte le opportunità che deriveranno dalla creazione della zona di libero scambio euromediterranea nel 2010, in termini tanto di un migliore accesso al mercato quanto di una cooperazione rafforzata sud-sud.

Sino ad oggi si sono svolte tre conferenze dei ministri dell'Industria dei 27 paesi partner:

- La prima conferenza si è tenuta nel maggio 1996 a Bruxelles. I ministri hanno gettato le basi della cooperazione industriale regionale giungendo ad un accordo relativo ad obiettivi generali quali, in particolare, la creazione di un quadro giuridico e amministrativo adeguato, lo sviluppo di zone industriali, l'istituzione e l'assistenza a centri di servizi specializzati, la promozione delle PMI nonché lo sviluppo di reti regionali di operatori economici. La dichiarazione di Bruxelles ha portato alla creazione, nel 1997, di due gruppi di lavoro.

- La seconda conferenza si è tenuta nell'ottobre 1998 a Klagenfurt (Austria). Essa ha permesso di analizzare i progressi realizzati nell'attuazione delle attività concordate in seno ai gruppi di lavoro ed ha altresì sottolineato l'importanza delle infrastrutture e delle attività di promozione degli investimenti per favorire gli investimenti nella regione mediterranea.

- La terza conferenza si è svolta nel giugno 2000 a Limassol (Cipro). È stato approvato un dettagliato programma di lavoro incentrato su quattro priorità principali: investimenti; innovazione, tecnologia e qualità; strumenti del mercato euromediterraneo e sviluppo delle PMI. A livello organizzativo, la conferenza ha stabilito la fusione dei due gruppi di lavoro precedenti in un unico "gruppo di lavoro sulla cooperazione industriale euromediterranea".

2.2. Sostegno politico del settore privato

Fin dal 1996 il settore privato si è impegnato a offrire un sostegno politico al processo tramite i vertici industriali euromediterranei organizzati dalle federazioni industriali nazionali.

- I vertici tenutisi a Marrakech nel 1996 e ad Atene nel 1997 hanno contribuito alla preparazione della conferenza di Klagenfurt.

- Il vertice svoltosi a Tunisi nel maggio 2000 è servito ad avviare la rete UNIMED delle federazioni industriali comunitarie e mediterranee. A Limassol si è tenuto conto delle conclusioni raggiunte a tale vertice.

- La conferenza di Malaga sarà preceduta dal vertice industriale di Istanbul dell'1-2 marzo 2002.

Inoltre si sta cercando attualmente di creare una federazione regionale dell'industria mediterranea, basata sulla struttura dell'UNICE.

2.3. Rassegna delle attività in corso

Le attività di cooperazione industriale avviate a partire dalla conferenza dei ministri di Limassol si sono incentrate sull'ideazione di programmi nei quattro settori prioritari indicati sopra. In tre di questi settori sono già stati interamente elaborati alcuni programmi:

- Il Programma di promozione degli investimenti mira a creare una rete di agenzie di promozione degli investimenti e misure connesse, con un bilancio di 3,95 milioni di euro;

- Il Programma Innovazione/Tecnologia/Qualità (EURO-MED ITQ), che prevede un bilancio di 15 milioni di euro, aiuterà i centri tecnologici e d'innovazione (CTI) a modernizzare i metodi di lavoro, l'efficacia e le capacità tecnologiche, a creare una rete di tali centri nella regione euromediterranea e ad affrontare una serie di questioni legate alla qualità;

- Il Programma sui meccanismi del mercato euromediterraneo (EURO-MED MARKET) mira a promuovere gli scambi di esperienze e a identificare le pratiche ottimali e le misure regolamentari necessarie per il corretto funzionamento della zona di libero scambio euromediterranea, sulla base delle esperienze del mercato interno comunitario. Il suo bilancio sarà pari a 9,9 milioni di euro.

La realizzazione di questi tre programmi inizierà nel 2002. Negli anni a venire - fino al 2005 - occorrerà prestare particolare attenzione per garantirne una realizzazione efficace e senza ostacoli. Quando i programmi saranno stati quasi completati, si potrà valutare se continuare o ampliare le attività previste, basandosi su un esame dei risultati raggiunti.

È inoltre in fase di conclusione un programma sulle zone industriali, avviato in precedenza, che è stato accolto in modo molto positivo. In risposta a varie richieste di continuazione, se ne effettuerà una valutazione dei risultati per decidere un eventuale proseguimento.

Per quanto riguarda lo sviluppo delle PMI, sono in corso lavori preparatori per attività volte ad incoraggiare le amministrazioni pubbliche a elaborare politiche atte a migliorare il contesto in cui operano le PMI della regione mediterranea, mantenendo al contempo elementi di assistenza finanziaria diretta alle organizzazioni intermediarie a partire dalle precedenti esperienze positive, laddove opportuno.

Altre attività, sebbene non appartenenti formalmente all'ambito del gruppo di lavoro sulla cooperazione industriale euromediterranea, possono offrire un valido contributo ai più vasti obiettivi perseguiti dai programmi di cooperazione industriale regionale. Ad esempio, la Commissione ha avviato studi di fattibilità sulle guide per gli investitori presenti in internet nonché sulla promozione dell'arbitrato commerciale e altre tecniche di risoluzione alternativa delle controversie.

2.4. Risultati raggiunti sino al 2001

Nel corso degli ultimi cinque o sei anni la cooperazione industriale finanziata dall'UE e le attività connesse hanno contribuito in maniera significativa a migliorare la capacità dei paesi partner mediterranei e delle loro imprese di affrontare le sfide dela zona di libero scambio. Sebbene resti molto da fare e siano quindi necessarie ulteriori attività in questo settore, sono già stati raggiunti numerosi risultati.

In primo luogo, per quanto riguarda i programmi regionali, il suddetto programma sulle zone industriali - senza voler anticipare i risultati della valutazione completa che sarà realizzata - sembra aver notevolmente contribuito a migliorare la capacità dei paesi partner di aiutare a creare e ad attirare imprese e soddisfarne le esigenze. La guida delle pratiche ottimali che è stata pubblicata nell'ambito di tale programma testimonia gli sforzi compiuti. Inoltre lo studio "Investimento diretto estero nei paesi del Mediterraneo", anch'esso realizzato sotto gli auspici del gruppo di lavoro sulla cooperazione industriale euromediterranea, ha contribuito a perfezionare la diagnosi sulla debolezza degli investimenti esteri nella regione e le sue analisi possono rivelarsi un utile contributo alla ricerca di soluzioni al problema.

Di rilevo anche altri programmi regionali MEDA, quali il meccanismo del capitale di rischio gestito dalla BEI per conto della Commissione o i vari programmi volti a rafforzare le organizzazioni rappresentative delle imprese nei paesi beneficiari.

Va inoltre tenuto conto della dimensione bilaterale dell'assistenza, dato che non è sempre possibile affrontare i problemi specifici di un paese nel quadro di un programma regionale. La maggior parte dei paesi partner mediterranei ha beneficiato di una consistente assistenza bilaterale nell'ambito del programma MEDA in settori direttamente attinenti ai temi trattati nel presente documento di lavoro: lo sviluppo del settore privato, il sostegno allo sviluppo delle PMI, l'assistenza alla privatizzazione o allo sviluppo industriale nonché settori programmatici direttamente collegati al miglioramento delle capacità dei singoli paesi di mantenersi concorrenziali in un mercato allargato, ad esempio norme tecniche e di qualità.

Per consentire una valutazione più completa dell'impatto dei programmi di sostegno finanziati da MEDA - tanto regionali quanto bilaterali - in tali settori, la Commissione presenterà un documento in cui saranno sintetizzati i risultati di tale assistenza.

Va ricordato infine il contributo della Banca europea per gli investimenti. Nel corso degli ultimi anni la BEI ha svolto un ruolo sempre più attivo nella regione mediterranea e in futuro la sua attività verrà ulteriormente rafforzata. La Banca sarà quindi in grado di concedere fino a un massimo di 6 425 milioni di euro di prestiti garantiti dall'UE nei paesi partner mediterranei nel periodo che si concluderà nel 2007; inoltre, è stata autorizzata dal Consiglio a prestare, senza tale garanzia, ulteriori 1 000 milioni di euro ad operatori di tali paesi. Questo sforzo avrà importanti effetti positivi sui settori imprenditoriali dei paesi partner, direttamente (attraverso prestiti per il miglioramento delle società) o indirettamente (contribuendo al miglioramento dell'infrastruttura generale).

3. Opportunità offerta dalla conferenza di Malaga

La conferenza dei ministri di Malaga costituisce un'opportunità unica per dare un nuovo impulso alle attività di cooperazione industriale nell'ambito del processo di Barcellona. Poiché l'obiettivo del 2010 si sta rapidamente avvicinando, i prossimi anni andranno interamente dedicati a realizzare la maggior parte degli adeguamenti sostanziali necessari.

È quindi importante che la conferenza decida un programma di lavoro ambizioso, ma al contempo realistico incentrato sugli aspetti programmatici e comprendente altresì un'assistenza tecnica specificamente mirata a soddisfare le esigenze dei paesi partner, dato che le circostanze richiedono un passo avanti qualitativo.

4. Nuovi orientamenti 2002-2006

4.1. Caratteristiche delle misure regionali

Un approccio attuale alla cooperazione industriale deve tendere a massimizzare i vantaggi dell'approccio regionale.

Nel quadro del partenariato euromediterraneo, la cooperazione regionale ha lo scopo di:

- perseguire l'efficienza attraverso un approccio regionale, che può fungere da catalizzatore per rafforzare gli effetti della cooperazione bilaterale;

- affrontare i problemi a dimensione transnazionale;

- intensificare la cooperazione "sud-sud"(ossia la cooperazione fra gli stessi partner mediterranei cominciando, qualora opportuno, su base subregionale).

Da tali caratteristiche risulta che, nell'ambito della cooperazione industriale, i beneficiari diretti delle attività dovrebbero essere le amministrazioni pubbliche e quelle organizzazioni del settore privato che possono operare da moltiplicatori e intermediari, anche quando i beneficiari finali del miglioramento del contesto che deriverà da tali attività saranno le comunità imprenditoriali. L'obiettivo di aiutare le imprese della regione mediterranea a sfruttare appieno i vantaggi della zona di libero scambio può essere raggiunto nel modo migliore concentrandosi su iniziative che, pur continuando e completando le attività già in corso, tentino di spingersi oltre e di influenzare direttamente la politica e il quadro regolamentare dei paesi partner. A tale proposito, si potranno trarre utili lezioni dall'esperienza comunitaria nel migliorare le condizioni generali. Occorrerà evitare sovrapposizioni con programmi e attività regionali o bilaterali già in corso.

Dato che la situazione può variare in ciascun paese partner mediterraneo, può essere opportuno avviare misure programmatiche pertinenti a livello bilaterale.

Occorrerà inoltre valutare, in fase di elaborazione o in quella di realizzazione, se tutti i paesi partner mediterranei debbano partecipare a ciascuna iniziativa. La prassi corrente di mirare iniziative subregionali, a livello di attuazione, attraverso un approccio basato su un gruppo di progetti fornirà la necessaria flessibilità a questo proposito.

In tale contesto e allo scopo di contribuire alla programmazione delle future attività nel quadro della cooperazione regionale euromediterranea, la Commissione propone una serie di nuove iniziative in quattro diversi settori. In ciascun caso l'avvio di tali attività dipenderà dal loro corretto inserimento nei documenti di programmazione regionale, dalla disponibilità delle risorse finanziarie e dal completamento dei lavori preparatori sull'identificazione, la fattibilità e la valutazione dei programmi.

4.2. Proposte specifiche

4.2.1. Quadro regolamentare e norme

I programmi EURO-MED MARKET e EURO-MED ITQ forniscono già una base alquanto completa per la realizzazione di una serie di attività in tale ambito.

Potrebbero essere tuttavia intraprese attività complementari, nel quadro di tali programmi o di iniziative separate, allo scopo di facilitare la costituzione della zona di libero scambio euromediterranea e di ridurre le differenze regolamentari esistenti, tanto fra paesi comunitari e paesi partner mediterranei quanto fra questi ultimi paesi.

Un ampio pacchetto di misure in tale campo potrebbe incentrarsi sui seguenti aspetti:

- un adeguamento più efficace alle norme internazionali e/o europee;

- una chiarificazione del ruolo delle norme nel sistema regolamentare, come in base al "nuovo approccio" UE;

- un avvicinamento alle organizzazioni di standardizzazione pertinenti, con lo scopo ultimo di una qualche forma di affiliazione agli enti di standardizzazione europei. Questo consentirebbe agli organismi pertinenti dei paesi partner mediterranei di prendere parte all'elaborazione delle norme europee.

Premesso che i rispettivi accordi di associazione non lo richiedono in senso stretto, esistono forti ragioni perché i paesi partner seguano la strada dell'armonizzazione con le tecniche regolamentari dell'UE e con le norme europee. Questo fornirebbe ai loro esportatori un migliore accesso all'UE, come principale mercato di esportazione, ma anche al di fuori di essa, dato che le norme europee sono ampiamente conformi a quelle internazionali. Attività coordinate dai paesi partner per ridurre le differenze regolamentari dovrebbero inoltre aiutarli a rafforzare il commercio sud-sud, attraendo al contempo nella regione un maggior numero di investitori stranieri grazie alla prospettiva di un mercato allargato.

Sarebbe utile concentrare dapprima gli sforzi nei settori in cui i paesi partner hanno significativi interessi di esportazione e/o in cui sono state rilevate difficoltà specifiche. Un dialogo fra l'UE e i paesi partner aiuterà ad identificare i settori prioritari, su base regionale o, forse più appropriatamente, individuale (per singolo paese), tenendo conto altresì dell'assistenza, presente o passata, fornita in tale settore dall'UE o da altri donatori.

Per sviluppare un programma operativo in questo campo, sarà inoltre necessaria un'azione concertata che coinvolga i responsabili decisionali, gli organismi di regolamentazione e/o il livello legislativo, le organizzazioni di standardizzazione e le parti interessate del settore privato.

4.2.2. Creare un ambiente più favorevole all'innovazione e all'uso delle nuove tecnologie

L'importanza dell'innovazione e dell'impiego di nuove tecnologie quali fattori determinanti per lo sviluppo delle imprese è ormai pienamente riconosciuta e ha condotto all'elaborazione del programma EURO-MED-ITQ, che dovrebbe fornire un contributo importante alla modernizzazione dei centri tecnologici e di innovazione della regione mediterranea.

Dato che l'attuazione del programma è appena iniziata e durerà per tre anni circa, è troppo presto per discutere sui suoi risultati e sul loro possibile utilizzo. Senza aspettare il completamento del programma, si potrebbe tuttavia incominciare a lavorare su altri aspetti connessi alla realizzazione dei suoi obiettivi più ampi.

Si potrebbe, in particolare, prestare attenzione alla creazione di un ambiente giuridico ed economico maggiormente favorevole all'innovazione e all'uso delle nuove tecnologie. Alcuni aspetti giuridici e istituzionali (l'organizzazione di sistemi di istruzione e di formazione professionale, norme fiscali e di contabilità, il quadro per le relazioni industria/università e l'esistenza o meno di strumenti che contribuiscano a far corrispondere l'offerta e la domanda di innovazione o tecnologie, l'organizzazione e lo sviluppo di istituti finanziari, la legislazione in materia di garanzie, il grado di protezione dei diritti di proprietà intellettuale, ecc.) possono avere un forte impatto sulla consapevolezza che le imprese hanno dell'importanza di tali fattori e sulla loro disponibilità e capacità di incorporarli nei propri prodotti e nei propri processi.

Lo sviluppo di programmi in questo campo dovrebbe iniziare da un elenco dei fattori di maggiore importanza. Occorrerà successivamente effettuare in ogni paese partner un'analisi della situazione esistente in relazione a tali fattori. Come terzo passo, potrebbe essere utile un confronto fra i vari paesi partner mediterranei e gli Stati membri dell'UE o i paesi di altre parti del mondo. In breve, tale processo dovrebbe permettere di identificare le pratiche ottimali ed eventualmente di formulare raccomandazioni per i cambiamenti necessari. Tale lavoro potrebbe fondarsi sull'esperienza ottenuta dall'UE nella compilazione del "quadro dell'innovazione". Data la crescente importanza delle tecnologie dell'informazione e della telecomunicazione per le imprese di tutti i settori, si potrebbe porre un accento specifico sull'accesso a tali tecnologie.

In tale contesto i protagonisti sarebbero le amministrazioni nazionali responsabili della politica dell'innovazione e dello sviluppo tecnologico. Si dovrebbe tuttavia ampliare il gruppo di destinatari per includere anche le organizzazioni rappresentative delle imprese attraverso le loro reti e anche le reti pertinenti dei centri di innovazione e tecnologici.

Si potrebbe inoltre considerare la fornitura di assistenza tecnica mirata alle amministrazioni pubbliche e/o agli organismi pertinenti del settore privato. A questo proposito, occorrerà affrontare in particolare il tema fondamentale dell'accesso all'innovazione e alla tecnologia da parte delle PMI della regione mediterranea. A tale scopo, si potrebbe prestare assistenza a organizzazioni rappresentative del settore privato e ad amministrazioni pubbliche al fine di rafforzare la loro capacità di fornire servizi a valore aggiunto alle imprese della regione, sulla base delle precedenti esperienze positive. La fornitura di sostegno finanziario all'innovazione industriale potrebbe essere al centro di tale azione, date le richieste in proposito espresse dai paesi partner MEDA.

Andrebbe quindi considerata l'opportunità di avviare azioni pilota/di dimostrazione (compresa l'assistenza tecnica) in relazione ai suddetti temi a livello regionale, eventualmente con un invito a presentare proposte.

In tale contesto, si elaboreranno nuove iniziative in stretto coordinamento con le attività che potranno essere avviate per promuovere lo sviluppo delle PMI, come indicato sopra.

Nell'identificare nuove iniziative in tale settore, occorrerà tuttavia prestare un'attenzione particolare per evitare sovrapposizioni con le attività esistenti.

4.2.3. Creare un forum permanente di dialogo con il settore privato per fornire consigli ai responsabili delle decisioni

La partecipazione del settore privato al processo di elaborazione delle politiche costituisce una necessità e un'esperienza positiva nelle relazioni comunitarie con le altre parti del mondo. Ad esempio, forum quali il Dialogo economico transatlantico (TABD) o la Tavola rotonda UE-Russia, pur non svolgendo un ruolo ufficiale, si sono rivelati utili per fornire all'Unione europea e ai paesi terzi selezionati idee su come risolvere problemi specifici nelle loro relazioni economiche bilaterali.

Per quanto riguarda la regione mediterranea, i vertici industriali euromediterranei hanno aiutato le imprese comunitarie e dei paesi partner a far sentire la loro voce e iniziative quali la creazione di un'Unione mediterranea delle federazioni dell'industria rappresentano un ulteriore passo positivo in questa direzione.

È necessario tuttavia rendere tale coinvolgimento più permanente e sistematico, ispirandosi agli esempi di cui sopra. Questo significa istituire un forum permanente in cui alti funzionari governativi e massimi dirigenti di imprese provenienti dall'UE e dei paesi partner mediterranei possano discutere di questioni programmatiche, in base a raccomandazioni congiunte della comunità imprenditoriale su temi quali il contesto delle imprese e degli investimenti, lo sviluppo delle infrastrutture, le politiche e gli strumenti finanziari a sostegno della costituzione della zona di libero scambio, ecc. Questo forum potrebbe diventare inoltre il punto di incontro naturale per l'UNICE e il suo omologo mediterraneo.

Il forum potrebbe elaborare raccomandazioni su richiesta delle autorità pubbliche (ad esempio del gruppo di lavoro sulla cooperazione industriale euromediterranea) o su iniziativa dei propri membri.

La differenza tra un forum di questo tipo e il rafforzamento delle strutture rappresentative dell'industria già esistenti risiede nei seguenti aspetti:

- il coinvolgimento personale dei dirigenti di imprese,

- il legame diretto con gli alti livelli governativi,

- l'innata tendenza di entrambe le parti a raggiungere posizioni imprenditoriali comuni,

- il peso politico di tali posizioni comuni.

Il processo richiederebbe il sostegno attivo delle organizzazioni rappresentative delle imprese, in particolare per quanto riguarda la selezione dei dirigenti di imprese che dovranno parteciparvi. Il coinvolgimento di queste organizzazioni è necessario per garantire che gli imprenditori selezionati siano sufficientemente rappresentativi, da un punto di vista tanto geografico quanto settoriale, con un'adeguata rappresentazione delle PMI.

L'importanza di selezionare adeguati dirigenti di imprese come membri del forum non va sottovalutata, soprattutto per quanto riguarda il/i presidente/i. Essi dovranno godere di un vasto consenso e al contempo essere disposti a guidare congiuntamente il processo di dialogo, impegnandosi attivamente per la sua riuscita e garantendo che nell'intervallo fra le conferenze annuali venga realizzato il lavoro necessario a livello tecnico.

Un forum di questo tipo, se effettivamente istituito, non dovrebbe essere considerato un'iniziativa isolata, ma un complemento agli altri componenti proposti come parte della strategia. Potrebbe avvalersi dell'esperienza e dei partecipanti dei vertici industriali euromediterranei e, per quanto possibile, le sue riunioni dovrebbero essere organizzate congiuntamente ai vertici.

Se tale progetto potesse essere annunciato in occasione del prossimo vertice industriale di Istanbul che si terrà nel marzo 2002, questo offrirebbe la possibilità di un avallo ufficiale da parte della conferenza dei ministri di Malaga in aprile.

4.2.4. Una rete virtuale di amministrazioni UE e MED per aiutare a gestire i flussi di informazioni nella zona di libero scambio

L'istituzione progressiva di una zona di libero scambio euromediterranea renderà probabilmente necessari scambi più sistematici di informazioni in alcuni settori programmatici. A seconda di come evolverà la ZLS, questi settori potrebbero comprendere dati relativi alla sicurezza o ai requisiti tecnici di determinati prodotti, l'informazione dei consumatori ecc.

Nel contesto interno dell'UE, tali scambi di informazioni sono indispensabili e spesso addirittura obbligatori per il corretto funzionamento di una serie di politiche comunitarie. L'UE ha sviluppato il programma IDA (trasmissione di dati tra amministrazioni) allo scopo di offrire un'infrastruttura veloce ed affidabile per scambi sicuri di informazioni delicate tra le amministrazioni degli Stati membri e la Commissione.

Se, a medio termine, tali esigenze si presentassero nel quadro del partenariato euromediterraneo, occorrerebbe considerare la possibilità di avvalersi dell'esperienza accumulata nell'ambito del programma IDA per adattarlo a queste nuove esigenze. In fase di elaborazione del progetto si dovrebbero inoltre studiare strumenti alternativi di attuazione.

Come primo passo, occorrerebbe forse considerare un progetto di dimostrazione volto a garantire l'interconnessione tra i sistemi di TI delle amministrazioni responsabili delle politiche industriali e dello sviluppo delle imprese nei paesi partner mediterranei e negli Stati membri per facilitare gli scambi di informazioni, a condizione che esista un comprovato bisogno di tali scambi su una scala sufficientemente vasta da giustificare un progetto di questo tipo. Questo aspetto, insieme ad altri, andrebbe chiarito con uno studio di fattibilità. Se i risultati del progetto si rivelassero positivi, si potrebbe pensare di estenderlo ad altri settori.

Bisognerebbe inoltre considerare con attenzione i progetti da finanziare nel quadro di altri programmi in modo da evitare sovrapposizioni.

5. Conclusione

Le proposte contenute nel presente documento mirano a rafforzare il contributo della cooperazione industriale alla preparazione della zona di libero scambio euromediterranea entro il 2010. Insieme ai programmi regionali attualmente in corso e con l'assistenza prestata nel quadro dei programmi bilaterali, tali proposte dovrebbero contribuire notevolmente ad aiutare i paesi partner mediterranei a creare le condizioni ottimali per permettere alle loro imprese di approfittare pienamente dei vantaggi offerti dalla zona di libero scambio.