Relazione della Commissione sull'attuazione degli indirizzi di massima per le politiche economiche nel 2001 /* COM/2002/0093 def. */
RELAZIONE DELLA COMMISSIONE sull'attuazione degli indirizzi di massima per le politiche economiche nel 2001 INDICE Compendio 1. Introduzione 2. Quadro generale dei principali settori politici 2.1. Assicurare politiche macroeconomiche orientate alla crescita e alla stabilità 2.2. Migliorare la qualità e la sostenibilità delle finanze pubbliche 2.3. Infondere nuovo vigore ai mercati del lavoro 2.4. Assicurare l'efficienza dei mercati dei prodotti (beni e servizi) 2.5. Promuovere l'efficienza e l'integrazione del mercato UE dei servizi finanziari 2.6. Incoraggiare l'iniziativa imprenditoriale 2.7. Promuovere l'economia fondata sulla conoscenza 2.8. Migliorare la sostenibilità ambientale 3. Valutazione sommaria dell'attuazione negli Stati membri 3.1. Belgio 3.2. Danimarca 3.3. Germania 3.4. Grecia 3.5. Spagna 3.6. Francia 3.7. Irlanda 3.8. Italia 3.9. Lussemburgo 3.10. Paesi Bassi 3.11. Austria 3.12. Portogallo 3.13. Finlandia 3.14. Svezia 3.15. Regno Unito >SPAZIO PER TABELLA> >SPAZIO PER TABELLA> >SPAZIO PER TABELLA> >SPAZIO PER TABELLA> 1. Introduzione L'Unione europea si è dotata di una ben definita strategia di politica economica, che consiste nel perseguire politiche macroeconomiche sane e riforme strutturali ad ampio raggio, secondo le indicazioni degli Indirizzi di massima per le politiche economiche (IMPE). Tale strategia consente alle politiche di rispondere con flessibilità al mutare delle condizioni economiche nel breve periodo, rafforzando nel frattempo la capacità produttiva dell'economia nel medio periodo. La strategia di politica economica ha registrato una graduale evoluzione. Due anni fa, il Consiglio europeo di Lisbona le ha impresso un impulso essenziale: nell'ambito di un'ampia strategia intesa a migliorare il dinamismo e le competitività dell'Europa, è stato avviato un ambizioso programma di riforme economiche. La strategia di Lisbona è stata confermata l'anno scorso dal Consiglio europeo di Stoccolma ed è stata estesa dal Consiglio europeo di Göteborg, per inserirvi lo sviluppo sostenibile. Gli IMPE 2001 ribadiscono e aggiornano la strategia politica attuale. L'accento viene posto sulle riforme strutturali, nell'intento di rafforzare il potenziale di crescita dell'UE, integrare la strategia di Lisbona e di Stoccolma e conferire un contenuto operativo ai suoi ambiziosi scopi. Inoltre, negli IMPE 2001 si individuano le grandi priorità politiche per attuare politiche macroeconomiche orientate alla crescita e alla stabilità e per disporre di finanze pubbliche sane. Gli IMPE sono quindi intesi contrastare all'attuale fase discendente dell'economia, ma anche a prepararsi per la sfida che presenterà nel lungo periodo l'invecchiamento demografico. Nella presente relazione si valutano i progressi compiuti nell'attuare le raccomandazioni politiche enunciate negli IMPE 2001, contribuendo così alla vigilanza multilaterale sulle politiche economiche degli Stati membri e dell'Unione, come previsto all'articolo 99, paragrafo 3 del trattato. Inoltre, le valutazioni in essa contenute forniranno valido materiale per elaborare i prossimi IMPE. La presente relazione, che segue la strutturazione degli IMPE, è corredata da un documento di lavoro dei servizi della Commissione, comprendente un esame approfondito dell'attuazione delle raccomandazioni nei singoli paesi. In tale valutazione sono inclusi i risultati di altri processi di coordinamento e ci si avvale degli indicatori strutturali elaborati per misurare i progressi nell'attuazione della strategia di Lisbona. Nondimeno, le conclusioni presentate vanno interpretate con cautela. I dati di base hanno perlopiù carattere preliminare [1]. Inoltre, gli IMPE comprendono raccomandazioni a medio e lungo termine, di cui non è possibile dare una valutazione conclusiva in questa fase. Ciò è particolarmente vero per le riforme strutturali, per le quali l'esito dell'azione politica richiede tempi relativamente lunghi per manifestarsi. [1] La presente relazione si basa sui dati disponibili all'8 febbraio 2002. La strategia politica degli IMPE 1. Attuare politiche macroeconomiche orientate alla crescita e alla stabilità. 2. Migliorare la qualità e la sostenibilità delle finanze pubbliche. 3. Infondere nuovo vigore ai mercati del lavoro. 4. Assicurare l'efficienza dei mercati dei prodotti (merci e servizi). 5. Promuovere l'efficienza e l'integrazione del mercato UE dei servizi finanziari. 6. Incoraggiare l'iniziativa imprenditoriale. 7. Promuovere l'economia fondata sulla conoscenza. 8. Migliorare la sostenibilità ambientale. 2. Quadro generale dei principali settori politici 2.1. Attuare politiche macroeconomiche orientate alla crescita e alla stabilità 2.1.1. La situazione economica In un contesto di rallentamento della crescita ... Sebbene gli IMPE 2001 prevedessero una lieve contrazione, dopo gli ottimi risultati nel 2000, il rallentamento della crescita si è rivelato molto più accentuato: l'attività economica ha addirittura registrato un arresto nella seconda metà dell'anno. Nel 2001 la crescita è risultata appena al di sopra dell'1½%, ossia inferiore di oltre un punto percentuale a quanto previsto. L'inaspettata asprezza del rallentamento ha avuto come cause vari shock economici negativi, a cui si è aggiunta una domanda interna meno sostenuta del previsto. Il rallentamento dell'economia si è aggravato con i drammatici avvenimenti dell'11 settembre, che hanno inferto un altro colpo all'economia stessa e alle probabilità di una sollecita ripresa. L'andamento del mercato del lavoro, che registra anch'esso un rallentamento, riflette da vicino la situazione economica, e gli effetti hanno cominciato a farsi più evidenti solo nel corso dell'anno. La crescita dell'occupazione, benché più lenta, è proseguita per gran parte del 2001 e il numero di posti di lavoro perduti in seguito alla chiusura d'imprese o al ridursi delle dimensioni di altre imprese è andato aumentando solo a poco a poco, poiché le imprese esitavano a licenziare dipendenti, specialmente quando l'offerta di manodopera era relativamente scarsa. Il tasso di disoccupazione ha cominciato ad accrescersi, in qualche Stato membro, verso la fine dell'anno, ma secondo le previsioni il tasso di disoccupazione nell'UE e nella zona euro è ancora diminuito nel 2001: si prevede che i principali effetti del rallentamento saranno evidenti sul mercato del lavoro con un certo ritardo, nel 2002, quando, sempre secondo le previsioni, la disoccupazione nell'UE dovrebbe aumentare per la prima volta dal 1994. L'inflazione dei prezzi al consumo ha registrato nel 2001 un andamento "a singhiozzo", causato da aumenti dei prezzi del petrolio e delle sostanze alimentari e dalla successiva inversione dei prezzi del petrolio. L'inflazione globale secondo l'IAPC è salita sino al 3,4% nel maggio 2001, per poi calare al 2% alla fine dell'anno. L'inflazione sottostante, definita come inflazione IAPC escluse l'energia e le sostanze alimentari non trasformate, è aumentata per gran parte del 2001, a causa degli effetti indiretti e di ritorno degli aumenti dei prezzi dell'energia e delle sostanze alimentari, ma ha probabilmente raggiunto un massimo nell'ottobre 2001. ... le politiche macroeconomiche hanno sostenuto la crescita facendo un uso giudizioso dello spazio di manovra Negli IMPE 2001 si è osservato che un'impostazione della politica economica che sia appropriata e non generi tensioni comprende: una politica monetaria mirante a mantenere la stabilità dei prezzi e, senza ledere quest'obiettivo primario, a sostenere le politiche economiche generali; politiche di bilancio dirette a dei saldi di bilancio sani e ad evitare politiche procicliche. Inoltre, negli IMPE si è rilevata l'importanza di un andamento delle retribuzioni sia compatibile con la stabilità dei prezzi e la creazione di posti di lavoro. Nel fare un uso giudizioso dei possibili margini di manovra, senza compromettere il contesto di orientamento alla stabilità, le politiche macroeconomiche si sono opportunamente adattate alla natura ampiamente simmetrica degli shock e al rallentamento generalizzato della crescita. Con il palesarsi sempre più evidente della grave entità del rallentamento dell'attività economica e con il graduale migliorarsi dell'equilibrio dei rischi per la stabilità dei prezzi, la BCE si è avvalsa dell'emergente spazio di manovra per ridurre a quattro riprese i suoi principali tassi d'interesse, dal 4,75% al 3,25%. Hanno ridotto i tassi anche le banche centrali di Danimarca, Svezia e Regno Unito. Questi provvedimenti si sono riflessi nei tassi d'interesse di mercato a breve e più lungo termine e, in particolare verso la fine dell'anno, in un rilassamento delle condizioni monetarie. Nel corso del 2001 il tasso di cambio dell'euro si è rafforzato in termini nominali effettivi, soprattutto grazie al rafforzamento rispetto allo yen giapponese. Nei confronti del dollaro, dopo aver perduto terreno per gran parte del 1999 e del 2000, l'euro si è stabilizzato a circa 0,90 USD nella seconda metà del 2001. Le politiche di bilancio hanno mantenuto un orientamento neutrale, mentre l'operare degli stabilizzatori automatici ha comportato un certo peggioramento dei saldi di bilancio. Nel complesso, l'andamento delle retribuzioni si è mantenuto moderato e compatibile con la stabilità dei prezzi e la creazione di posti di lavoro. 1.1.1. >RIFERIMENTO A UN GRAFICO> >RIFERIMENTO A UN GRAFICO> 2.1.2. Le politiche di bilancio e il rispetto del Patto di stabilità e di crescita Negli IMPE 2001 si è raccomandato agli Stati membri di: (i) conseguire nel 2001, di regola, saldi di bilancio prossimi al pareggio o positivi; (ii) preparare i bilanci per il 2002 attenendosi all'esigenza di raggiungere o preservare risultati di bilancio in equilibrio o in eccedenza e di evitare politiche finanziarie procicliche; (iii) seguire una politica più rigorosa in caso di rischi di surriscaldamento. L'andamento dei bilanci nel 2001 Come indicato negli IMPE 2001, le raccomandazioni in materia di bilancio erano basate sui programmi nazionali di stabilità o di convergenza, sui presupposti economici loro sottostanti e sui pareri del Consiglio al riguardo. In ultima analisi, nel 2001 la crescita è risultata molto inferiore a quella presunta negli IMPE 2001. L'intervento degli stabilizzatori automatici ha comportato un considerevole deterioramento delle situazioni di bilancio, a cui in alcuni paesi si sono aggiunti gli effetti delle riforme tributarie. Come risultato, nel 2001 i saldi effettivi di bilancio nell'UE si sono deteriorati rispetto al 2000. Nell'insieme dell'UE, il disavanzo di bilancio è salito allo 0,5% del PIL, rispetto allo 0,1% del PIL nel 2000 (al netto dai proventi delle vendite UMTS). Si è trattato del primo aumento del disavanzo dal 1993. Anche nella zona euro il disavanzo di bilancio è aumentato, sino all'1,1% del PIL rispetto allo 0,8% del PIL nel 2000. In generale, la situazione strutturale dei bilanci non è peggiorata. Nell'esame paese per paese, e rispetto al 2000, i saldi di bilancio hanno registrato nel 2001 un grave peggioramento in Germania, Irlanda, Lussemburgo e Finlandia e in minor misura in Danimarca, Belgio, Francia, Paesi Bassi, Svezia e Regno Unito. Invece in Grecia, Spagna, Italia e in particolare in Austria si sono avuti risultati migliori rispetto al 2000. Rispetto agli obiettivi di bilancio in termini nominali, stabiliti per il 2001 negli aggiornamenti dell'autunno 2000 dei programmi di stabilità o di convergenza, risultati inferiori si sono avuti in particolare in Danimarca, Germania, Grecia, Francia, Irlanda e Portogallo e in minor misura in Belgio e Italia, mentre gli obiettivi sono stati raggiunti o superati in Spagna, Lussemburgo, Paesi Bassi, Austria, Finlandia e Svezia. I disavanzi sono ancora relativamente ingenti, in termini effettivi e strutturali, in Germania, Francia, Italia e Portogallo: di conseguenza, questi paesi non soddisfano ancora l'esigenza di "saldi di bilancio prossimi al pareggio o positivi", indicata nel Patto di stabilità e di crescita (PSC). I bilanci per il 2002 Nell'elaborare i loro bilanci per il 2002, gli Stati membri, e in particolare quelli che accusano ancora gravi disavanzi, dovevano trovare un equilibrio tra le esigenze rispettivamente di adottare altre iniziative di risanamento e di evitare una restrizione prociclica. I programmi di bilancio per il 2002 riflettono le prospettive di una crescita modesta. Secondo la nuova serie dei programmi di stabilità o di convergenza, la maggior parte degli Stati membri progetta di mantenere o migliorare la situazione effettiva di bilancio rispetto al 2001. Ciò implicherà un lieve irrigidimento della politica finanziaria in qualche paese, mentre nella maggior parte degli altri la politica di bilancio sarà programmi approssimativamente neutrale. >SPAZIO PER TABELLA> >SPAZIO PER TABELLA> >RIFERIMENTO A UN GRAFICO> 2.1.3. L'andamento delle retribuzioni Negli IMPE 2001 si è raccomandato che: (i) gli aumenti delle retribuzioni in termini nominali siano compatibili con la stabilità dei prezzi; (ii) gli aumenti delle retribuzioni in termini reali non siano superiori alla crescita della produttività della manodopera; (iii) si favoriscano procedimenti di formazione delle retribuzioni che tengano conto delle differenze nella produttività. Andamento delle retribuzioni aggregate Nel complesso, la dinamica salariale è rimasta moderata nel 2001, benché l'incremento delle retribuzioni pro capite dei lavoratori della zona euro abbia accelerato di mezzo punto percentuale, secondo le stime, sino a circa il 3%. Il mercato del lavoro ha registrato una certa carenza di manodopera fino all'inizio del 2001, ma, in termini di determinazione dei salari, la risposta al temporaneo aumento dell'inflazione globale è rimasta tenue. Gli aumenti delle retribuzioni sono stati relativamente elevati in Spagna, Irlanda, Lussemburgo, Paesi Bassi, Portogallo e Finlandia, ossia nei paesi in cui è relativamente più accentuata la carenza di manodopera. In Francia, l'incremento dei costi orari è andato calando gradualmente, con il progressivo ridursi dell'effetto meccanico derivante dal passaggio alla settimana lavorativa di 35 ore. Mentre l'andamento delle retribuzioni in termini nominali, come si è detto, è rimasto complessivamente moderato nel 2001, il rallentamento dell'economia nella zona euro e il conseguente ritorno ciclico alla crescita della produttività della manodopera hanno avuto come risultato un'evidente accelerazione, pari al 2½%, dei costi unitari del lavoro in termini nominali. I costi unitari del lavoro hanno accelerato anche in termini reali e l'aumento delle retribuzioni in termini reali ha superato in lieve misura la crescita della produttività della manodopera. Nondimeno, i costi unitari del lavoro in termini reali sono rimasti relativamente contenuti e risultano tuttora abbastanza compatibili con la creazione di posti di lavoro. Differenziazione retributiva Nel 2001 sono state limitate le iniziative intese a ottenere strutture salariali che riflettano meglio le differenze nella produttività. In alcuni paesi (Belgio, Germania, Austria) si sono presi provvedimenti per consentire, a determinate condizioni, di derogare alle norme in materia retributiva stabilite nei contratti collettivi settoriali. >SPAZIO PER TABELLA> 2.2. Migliorare la qualità e la sostenibilità delle finanze pubbliche Negli IMPE 2001 si è raccomandato agli Stati membri di: (i) rendere più favorevoli all'occupazione i sistemi d'imposizione fiscale e di erogazione di prestazioni; (ii) migliorare le spese pubbliche sotto il profilo qualitativo; (iii) potenziare l'efficacia delle spese pubbliche mediante riforme istituzionali e strutturali, in particolare per il controllo delle spese; (iv) migliorare la sostenibilità a lungo termine delle finanze pubbliche; (v) proseguire nel coordinamento tributario e dare attuazione all'accordo sul pacchetto fiscale raggiunto presso il Consiglio nel novembre 2000. Sistemi d'imposizione fiscale e di erogazione di prestazioni Si è compiuto qualche progresso nel rendere più favorevoli all'occupazione i sistemi d'imposizione fiscale e di erogazione di prestazioni (cfr. punto 2.3). Qualità e riorientamento delle pubbliche spese Oltre al contributo apportato da un sistema di prestazioni tale da non provocare distorsioni, anche le spese pubbliche possono potenziare la crescita e l'occupazione riducendo l'onere degli interessi e, in generale, le spese non produttive, nonché accumulando fattori produttivi, ossia investimenti in capitale fisico (investimenti pubblici in infrastrutture), in capitale umano (istruzione, ma in certa misura anche la sanità) e nella conoscenza (R&S e innovazione). Nel 2001 si è compiuto qualche progresso in tal senso, riducendo i pagamenti d'interessi e, in minore entità, i trasferimenti sociali, il che in numerosi Stati membri è risultato in un calo della quota delle spese statali totali rispetto al PIL, mentre gli investimenti pubblici sono rimasti stabili in percentuale del PIL. Spese pubbliche Allo scopo di migliorare l'efficienza ed i controlli, un numero crescente di Stati membri ha adottato riforme istituzionali delle norme e procedure di bilancio secondo varie modalità, comprendenti dispositivi per fissare e controllare le spese, programmi pluriennali di bilancio e accordi tra i diversi livelli amministrativi. Il rafforzamento delle procedure e dei controlli di bilancio è una misura opportuna, ma le varie procedure di bilancio, e in particolare gli orientamenti in materia di spese, sono vincolanti secondo gradi diversi. In particolare, è necessario rafforzare i dispositivi di controllo sulle spese per l'assistenza sanitaria. Sostenibilità nel lungo periodo Il Comitato per la politica economica ha posto in rilievo, in una sua relazione, l'esigenza di migliorare la sostenibilità delle finanze pubbliche in considerazione dell'invecchiamento demografico. Secondo le proiezioni del Comitato, nella maggior parte degli Stati membri le spese pubbliche per le pensioni, l'assistenza sanitaria e le cure per gli anziani aumenteranno entro il 2040 nella misura del 4-8% del PIL. I progressi intesi a salvaguardare l'efficienza e la sostenibilità finanziaria dei sistemi pensionistici, in modo che essi rispondano ai loro fini sociali, non sono stati uniformi: vari Stati membri hanno conseguito o preservato una situazione di bilancio sana, con cospicue eccedenze primarie, giungendo così in tempi brevi a ridurre i livelli del debito pubblico. Tuttavia, il ritardo di vari Stati membri (Germania, Francia, Italia, Portogallo) nel soddisfare il requisito di "saldi di bilancio prossimi al pareggio o positivi" indicato nel Patto di stabilità e di crescita potrebbe avere conseguenze a lungo termine, poiché non sono molto ampie le possibilità di prepararsi prima che si manifesti l'incidenza dei mutamenti demografici. In vari Stati membri si è compiuto qualche progresso nelle riforme dei sistemi pensionistici, anche se in certi casi (Germania, Austria, Portogallo) potranno essere necessari altri provvedimenti per assicurarne la sostenibilità finanziaria. Le riforme in programma in altri Stati membri (Belgio, Spagna, Francia, Italia) vanno perseguite a urgentemente, specialmente là dove le riforme hanno subito ritardi o rinvii. In qualche Stato membro (Belgio, Spagna, Irlanda, Francia) si sono costituiti fondi di riserva, che peraltro, per la loro limitata entità, apporteranno soltanto un modesto contributo per sopperire all'incremento delle spese per le pensioni in alcuni di questi paesi. Il pacchetto fiscale In seguito alle conclusioni della sessione Ecofin nel novembre 2000, la Commissione ha presentato una proposta modificata di direttiva [2] intesa ad assicurare l'effettiva imposizione fiscale sui pagamenti transfrontalieri d'interessi ai privati all'interno dell'Unione europea. Nel frattempo, gli Stati membri proseguono l'esame multilaterale della cessazione o riduzione delle 66 misure fiscali gravanti sulle imprese che sono state individuate come potenzialmente dannose dal Gruppo del codice di comportamento nella sua relazione del novembre 1999. Infine, dal 1998 è in esame presso il Consiglio la proposta di direttiva intesa ad abrogare la ritenuta alla fonte sui pagamenti d'interessi e di royalties tra imprese associate. La Commissione e gli Stati membri stanno facendo il possibile per rispettare la scadenza del dicembre 2002 per raggiungere l'accordo su questi tre elementi costitutivi del "pacchetto fiscale". [2] COM(2001) 400. L'adozione definitiva della direttiva è subordinata all'adozione di misure equipollenti a quelle applicate negli Stati membri da vari paesi terzi e dall'adozione di misure identiche a quelle applicate negli Stati membri dai loro territori associati o dipendenti. 2.3. Infondere nuovo vigore ai mercati del lavoro Negli IMPE 2001 si è raccomandato di: (i) promuovere una maggiore presenza sul mercato del lavoro; (ii) assicurare che i sistemi d'imposizione fiscale e di prestazioni rendano conveniente lavorare; (iii) eliminare gli ostacoli alla mobilità dei lavoratori all'interno e tra gli Stati membri; (iv) facilitare la mobilità occupazionale della manodopera; (v) migliorare ulteriormente l'efficienza delle politiche attive del mercato del lavoro; (vi) favorire una maggiore flessibilità nell'organizzazione del lavoro; (vii) perseguire una politica intesa a ridurre i divari retributivi tra i sessi dovuti a una discriminazione de facto. Nel 2001 il mercato del lavoro ha risentito del rallentamento ciclico e non è stato in grado di ripercorrere l'andamento molto positivo dell'anno precedente. La crescita dell'occupazione è rallentata all'1,1% e il tasso di disoccupazione si è ridotto solo in scarsa misura, attestandosi al 7,8% a fine anno. Nondimeno, il tasso medio di disoccupazione, 7,7%, è inferiore di 0,5 punti percentuali alla media del 2000. Anche i progressi verso gli obiettivi di Lisbona in materia di occupazione sono stati più modesti che nel 2000: il tasso complessivo di occupazione è salito di 0,7 punti percentuali, sino al 63,9%, e quello dell'occupazione femminile ha raggiunto il 54,7%, superiore di 0,7 punti percentuali al livello del 2000. Nel 2001 il tasso di occupazione dei lavoratori anziani (in età tra i 55 ed i 64 anni) è aumentato di 0,5 punti percentuali, arrivando al 38,3%. Tuttavia, tra gli Stati membri permangono grandi differenze nell'andamento del mercato del lavoro, per quanto riguarda al tempo stesso i livelli di occupazione e disoccupazione ed i miglioramenti conseguiti. Il calo che si riscontra nel ritmo delle riforme strutturali appare molto preoccupante sullo sfondo dell'attuale rallentamento ciclico e della persistente insufficienza del potenziale di crescita. I sistemi d'imposizione fiscale e di erogazione di prestazioni Nella maggior parte degli Stati membri un grave problema per la partecipazione al mercato del lavoro sono tuttora le trappole della disoccupazione e della povertà, le quali fanno sì che alcuni siano disincentivati a occupare od a conservare un posto di lavoro oppure ad aumentare il numero di ore lavorative. In queste trappole possono cadere soprattutto i lavoratori che si situano all'estremità inferiore della scala retributiva o quelli poco qualificati. Numerosi Stati membri hanno iniziato o proseguito riforme tributarie per ridurre l'onere fiscale sul lavoro, in particolare per quanto riguarda i lavoratori a bassa retribuzione. Nel 2001 l'onere fiscale medio applicato nell'UE ai lavoratori a bassa retribuzione si è ridotto, secondo dati preliminari, di oltre ¾ di punto percentuale, sino a meno del 39%. Per quanto riguarda gli incentivi al lavoro, negli anni scorsi alcuni Stati membri (Spagna, Francia, Irlanda, Paesi Bassi, Finlandia) hanno compiuto considerevoli progressi nel migliorare tali incentivi sotto il duplice aspetto dell'imposizione fiscale e dell'erogazione di prestazioni, ma nel 2001 le iniziative al riguardo sono state in complesso piuttosto scarse. Sembra che vi sia una certa riluttanza a integrare le riforme tributarie con ampie riforme dei sistemi di prestazioni, per assicurare che lavorare sia conveniente. Nel 2001 la maggior parte degli Stati membri hanno optato per un'impostazione soltanto parziale, per esempio intervenendo sui regimi di prestazioni per specifiche categorie. Le riforme in corso di attuazione non sono abbastanza mirate a migliorare gli incentivi al lavoro e l'attivazione. >SPAZIO PER TABELLA> Mobilità geografica e occupazionale In numerosi Stati membri, la discrepanza tra l'offerta e la domanda di qualifiche costituisce un grave ostacolo all'aumento dell'occupazione. Simili problemi e strozzature si riscontrano in vari Stati membri per motivi diversi, per esempio scarsezza di manodopera (Danimarca, Irlanda, Lussemburgo, Paesi Bassi, Austria, Portogallo), forti squilibri regionali in materia di disoccupazione (Belgio, Germania, Spagna, Italia, Regno Unito) e grave disoccupazione strutturale (Grecia, Spagna, Francia, Italia, Finlandia). Per la maggior parte, gli Stati membri perseguono ora ampie strategie di formazione permanente, nell'intento di migliorare l'adattabilità della manodopera ai mutamenti strutturali. Alcuni Stati membri hanno adottato riforme del sistema scolastico ampie (per esempio Spagna, Grecia, Portogallo). Pressoché ignorato è stato il problema delle barriere che si frappongono alla mobilità geografica all'interno degli Stati membri o tra di essi: non si rivolge sufficiente attenzione al potenziale del mercato europeo del lavoro nel suo complesso. Politiche attive del mercato del lavoro Sebbene negli ultimi anni si siano compiuti buoni progressi per reimmettere sollecitamente al lavoro i disoccupati, ma ora sembra che certi programmi siano più efficaci di altri e favoriscano determinate categorie di lavoratori più di altre. Tuttavia, come si è rilevato nella relazione comune sull'occupazione del 2001, nella maggior parte degli Stati membri resta problematico orientare i programmi e controllarne l'efficacia. Soltanto alcuni Stati membri hanno introdotto di recente (Finlandia, Svezia, Regno Unito) o annunciato (Germania) misure basate sulla valutazione intese a migliorare l'efficacia delle politiche attive del mercato del lavoro (PAML). Flessibilità e aggiornamento In alcuni Stati membri si è resa più flessibile l'organizzazione dell'orario lavorativo. Inoltre, tra gli Stati membri e le parti sociali è stato riconosciuto come prioritario, per rendere più moderna l'organizzazione del lavoro, il ricorso ad alcune forme di lavoro flessibile, quali per esempio il lavoro a tempo parziale, i contratti a tempo determinato, il lavoro temporaneo tramite agenzie e, in misura inferiore, il telelavoro. Far fronte alle ripercussioni dei mutamenti demografici e alla penuria di personale qualificato si rivelerà necessario, secondo le previsioni, nel breve periodo. Vari Stati membri (Germania, Spagna, Francia, Italia, Portogallo) devono spingersi oltre nelle riforme del quadro normativo, nell'intento di combinare maggiore flessibilità e sicurezza, così da ridurre la disoccupazione strutturale e la segmentazione del mercato del lavoro. Soltanto la Spagna ha intrapreso l'anno scorso importanti iniziative intese ad accrescere la flessibilità. Differenze discriminatorie di retribuzione tra i sessi In media, le donne guadagnano meno degli uomini: come ha accertato nel 1997 il Pannello europeo delle famiglie (dati per la Svezia non disponibili), la retribuzione media oraria delle donne (lavoratrici dipendenti con settimana lavorativa di almeno 15 ore) era pari a circa l'86% di quella degli uomini. Questo fatto è dovuto non soltanto alle differenze tra le caratteristiche sul mercato del lavoro (struttura anagrafica della manodopera, tipo di occupazione, esperienza di lavoro e livello degli studi effettuati), ma anche a differenze di retribuzione. La maggior parte degli Stati membri si è prefissa l'obiettivo di una maggiore eguaglianza tra i sessi sul mercato del lavoro. Nel 2002 la Commissione inizierà una valutazione generale dei motivi per i quali vi sono differenze che portano a un divario tra i sessi, anche nei livelli di retribuzione. >RIFERIMENTO A UN GRAFICO> 2.4. Assicurare l'efficienza dei mercati dei prodotti (beni e servizi) Negli IMPE 2001 si è raccomandato agli Stati membri di: (i) attuare integralmente il mercato interno (ridurre i ritardi nel recepimento dei testi normativi sul mercato interno, eliminare gli ostacoli di ordine tecnico che si frappongono agli scambi commerciali, instaurare un mercato interno dei servizi effettivamente operativo e conferire ancora maggiore apertura al mercato degli appalti pubblici); (ii) rafforzare la concorrenza (liberalizzare le industrie di rete, potenziare l'efficienza delle autorità preposte rispettivamente alla concorrenza e alla regolamentazione, ridurre gli aiuti di Stato). I progressi verso un mercato interno pienamente integrato ed efficiente non sono stati uniformi. I mercati UE dei prodotti stanno diventando sempre più integrati, anche se le differenze presenti nelle norme e regolamenti continuano ad ostacolare le attività transfrontaliere. I progressi sono stati lenti, invece, per il costituirsi del mercato interno dei servizi. D'altro canto, si sono registrati progressi per quanto riguarda il recepimento delle direttive sul mercato interno nell'ordinamento giuridico dei singoli Stati, l'apertura dell'accesso ai pubblici appalti, il rafforzamento dei poteri delle autorità garanti della concorrenza, la riduzione degli aiuti di Stato. La liberalizzazione dei mercati delle telecomunicazioni e dell'elettricità ha cominciato a produrre cali dei prezzi, ma è probabile che sulla possibilità di altri ribassi incideranno strozzature fisiche, una deregulation interna inadeguata e il fatto che ampie quote di mercato sono detenute da monopolisti di questi settori. Meno progredita è l'apertura dei mercati dei trasporti ferroviari e dei servizi postali. Completamento del mercato interno L'incremento dei flussi di scambi commerciali e d'investimenti tra gli Stati membri attesta il proseguire del processo d'integrazione economica nell'UE, anche se si constata un rallentamento nella convergenza dei livelli di prezzi tra gli Stati membri. La percentuale delle direttive sul mercato interno non ancora recepite nel diritto nazionale è scesa in media al 2% nell'ottobre 2001, un punto percentuale in meno rispetto all'anno precedente. Tuttavia, in Grecia, Francia, Austria, Regno Unito e Germania tale percentuale è rimasta superiore di oltre un punto percentuale all'obiettivo dell'1,5% stabilito per il Consiglio europeo della primavera 2002. L'attenzione sta slittando dal recepimento all'attuazione effettiva delle direttive. Alla Francia e all'Italia sono imputate quasi il 30% delle presunte violazioni della normativa sul mercato interno. Dalle inchieste sembra risultare che le imprese sono sempre più soddisfatte del funzionamento del mercato interno. Tuttavia, continuano a destare preoccupazione gli ostacoli di ordine tecnico che si frappongono agli scambi transfrontalieri. La situazione peggiore si riscontra per i prodotti complessi sotto il profilo tecnico o per i prodotti di cui si temono i rischi per la salute (per esempio, prodotti alimentari). In alcuni settori (per esempio i prodotti per le costruzioni) si sono raggiunti accordi sulle norme, ma permangono problemi, e avvalersi del principio del riconoscimento reciproco è tuttora considerato troppo lungo e rischioso. In un'inchiesta sui fornitori di servizi alle imprese, il 40% degli intervistati si è dichiarato convinto che, se si eliminassero gli ostacoli agli scambi transfrontalieri, le loro vendite aumenterebbero sin nella misura del 20%, il che mostra adeguatamente l'importanza di costituire un mercato interno dei servizi che funzioni davvero. Su questo punto, tuttavia, si sono registrati scarsi progressi. Nel 2002 la Commissione fisserà un calendario preciso per la soppressione delle barriere specifiche da parte degli Stati Membri, presenterà misure non giuridiche di sostegno e forse proporrà della norme armonizzate relative ad alcuni servizi. Verrà proposto anche un dispositivo inteso ad assicurare che gli Stati membri applichino alla prestazione di servizi il principio del riconoscimento reciproco. >RIFERIMENTO A UN GRAFICO> Si sono compiuti progressi nell'apertura dei mercati degli appalti pubblici: nella seconda metà degli anni Novanta i bandi di gara di appalti pubblici pubblicati sulla Gazzetta ufficiale sono quasi raddoppiati, in termini di percentuale del valore totale di tali appalti (cfr. Grafico 4). Tra il 1999 e il 2000 la percentuale è aumentata di oltre un terzo in Austria, Paesi Bassi, Danimarca, Spagna, Regno Unito, Svezia e Italia. Tuttavia, soltanto il 15% di tutti gli appalti pubblici viene annunciato effettivamente sulla Gazzetta ufficiale. Attualmente, soltanto Portogallo, Finlandia, Svezia e Regno Unito dispongono di un sistema interattivo bidirezionale on-line per gli appalti, ma vari altri Stati membri stanno sviluppando analoghi sistemi. Rafforzamento della concorrenza Le riforme nel settore delle industrie in rete sono proseguite e hanno cominciato a produrre risultati in termini di riduzione dei prezzi. Anche se il calo dei prezzi per le telefonate locali è stato quello di più scarsa entità, i servizi di telecomunicazioni sono divenuti meno onerosi per gli Europei di tutti i livelli di reddito. Tra il 1997 e il 2001 i prezzi dell'elettricità sono diminuiti nella maggioranza degli Stati membri, al tempo stesso per gli utenti industriali e per i privati. Tuttavia, i prezzi restano relativamente elevati in Belgio, Germania, Italia e Portogallo. Inoltre, in alcuni Stati membri non sono rispettate le condizioni per un'effettiva concorrenza, o perché il grado di apertura del mercato non supera il minimo imposto dalla legge (Grecia, Francia, Irlanda, Portogallo) o perché gli ex monopolisti continuano a detenere un'ampia quota di mercato (Grecia, Francia, Irlanda). Infine, anche nella parte liberalizzata del mercato il passaggio da un produttore all'altro resta al di sotto del 5% tra i grandi utenti industriali in Spagna, Italia e Portogallo e tra i piccoli utenti in Germania. In altre industrie in rete, quali i trasporti ferroviari ed i servizi postali, il processo di liberalizzazione è meno progredito. Alcuni Stati membri, tra cui Grecia, Francia, Irlanda e Regno Unito, hanno preso provvedimenti per accrescere i poteri e le capacità operative delle rispettive autorità garanti della concorrenza. Sempre più frequente è la cooperazione tra le autorità preposte rispettivamente alla concorrenza e alla regolamentazione. I progressi sono stati inferiori nel migliorare il contesto istituzionale allo scopo di accordare maggiore indipendenza effettiva alle autorità garanti della concorrenza, così da evitare il rischio che le decisioni possano basarsi su criteri diversi da quelli della concorrenza. In Irlanda, Lussemburgo, Austria, Finlandia e Regno Unito, le autorità garanti della concorrenza non hanno ancora il potere di applicare la normativa UE in materia di concorrenza. >RIFERIMENTO A UN GRAFICO> I dati sugli aiuti di Stato sono disponibili soltanto con un certo ritardo. Le cifre relative al 1997-1999 mostrano che, complessivamente, gli aiuti di Stato come percentuale del PIL hanno continuato a ridursi nella vasta maggioranza degli Stati membri: la media UE è calata dall'1,4% del PIL nel 1995-1997 all'1,2% nel 1997-1999, mentre nel medesimo periodo gli aiuti di Stato settoriali e ad hoc si sono ridotti dall'1,1% allo 0,9% del PIL, anche se restano relativamente elevati in Belgio, Germania, Francia, Finlandia, Spagna, Lussemburgo e Portogallo [3] (cfr. Grafico 5). È migliorata la trasparenza delle politiche degli Stati membri in materia di aiuti di Stato, grazie alla pubblicazione dei dati ad essi relativi in alcuni Stati membri e all'introduzione di un registro pubblico degli aiuti di Stato su Internet e alla pubblicazione di una graduatoria degli aiuti di Stato da parte della Commissione europea. La graduatoria di punteggio costituisce per gli Stati membri anche un forum dove scambiarsi informazioni sulle loro politiche di sostegno e sulla loro valutazione degli aiuti accordati. [3] L'importo elevato degli aiuti di Stato in Portogallo è dovuto in gran parte a un unico programma di aiuto regionale a favore di Madeira, che presenta molte caratteristiche di programma settoriale. Dal gennaio 2001 non si accettano più nuove richieste per questo programma di aiuti e la Commissione ne sta esaminando la possibilità di rinnovo. Inoltre, le autorità portoghesi hanno commissionato uno studio inteso a valutare l'efficacia di tale programma rispetto ai costi. 2.5. Promuovere l'efficienza e l'integrazione del mercato UE dei servizi finanziari Negli IMPE 2001 si è raccomandato di: (i) rendere operative le raccomandazioni del Comitato dei Saggi sulla regolamentazione dei mercati europei dei valori mobiliari; (ii) assicurare la piena attuazione del PASF al più tardi entro il 2005 ed entro il 2003 per le priorità stabilite nella relazione del Comitato dei Saggi; (iii) accelerare l'attuazione del PACR, con particolare riguardo ai vincoli quantitativi per gli investimenti delle istituzioni finanziarie, al diritto fallimentare e al regime tributario; (iv) migliorare ancora la cooperazione transfrontaliera e intersettoriale tra le autorità di vigilanza e le altre autorità competenti. Regolamentazione dei mercati europei dei valori mobiliari Poiché la struttura del sistema finanziario UE è in rapido mutamento, le procedure di regolamentazione che gli si applicano devono tenere il passo ed essere consone con gli sviluppi dei mercati. A metà 2000 si è chiesto al Comitato dei Saggi, presieduto da Alexandre Lamfalussy, di valutare il dispositivo UE di regolamentazione dei mercati mobiliari e di presentare proposte per migliorarlo. All'inizio del 2001 il Comitato ha proposto un'impostazione a quattro livelli distinguendo tra: (i) normativa quadro, comprendente i principi di base, (ii) misure di esecuzione, comprendenti provvedimenti più particolareggiati, (iii) recepimento della normativa UE nel diritto nazionale, (iv) osservanza e applicazione. Il Consiglio europeo di Stoccolma (23-24 marzo 2001) si è espresso con favore su tale relazione e ha sollecitato l'attuazione dell'impostazione a quattro livelli ivi proposta. Sono stati ormai costituiti, ma solo con funzioni consultive, i due comitati proposti dai Saggi per assistere la Commissione europea nell'elaborare e attuare la normativa (il Comitato europeo dei valori mobiliari, CEVM, e il Comitato delle autorità europee di regolamentazione dei valori mobiliari, CAERVM). A questi due Comitati saranno conferite funzioni normative quando saranno adottate le due direttive (sui prospetti e sugli abusi di mercato). L'accordo del Parlamento europeo, all'inizio del febbraio 2002, sull'impostazione a quattro livelli ha eliminato l'ultimo ostacolo che si frapponeva alla piena attuazione delle raccomandazioni di Saggi. Attuazione del Piano d'azione sui servizi finanziari (PASF) I 42 provvedimenti presentati nel PASF sono intesi al tempo stesso a completare il quadro normativo del mercato unico dei servizi finanziari e ad assicurare che esso sia adeguato a mercati in costante mutamento. Nel 2001 si sono compiuti notevoli progressi nell'attuazione del PASF, finalizzando 25 dei 42 provvedimenti inizialmente previsti. Tuttavia, come si è osservato nella quinta relazione sui progressi compiuti nell'attuazione del PASF [4], restano serie preoccupazion sui tempi di attuazione. Varie direttive o regolamenti importanti (in particolare sui fondi pensione, sui prospetti, sui conglomerati finanziari, sulle norme contabili internazionali) sono in attesa di adozione presso il Consiglio e il Parlamento europeo e si dovrà procedere presto alla loro adozione, se si vuole rispettare la scadenza del 2005 per la piena attuazione del PASF. [4] Servizi finanziari: l'Europa deve rispettare le scadenze previste, COM(2001) 712. Attuazione del Piano d'azione sul capitale di rischio (PACR) Sono proseguiti i progressi nell'elaborazione di un adeguato quadro normativo per lo sviluppo del mercato dei capitali di rischio. Oltre alle azioni previste nel PASF che sono pertinenti per l'attuazione del Piano d'azione sul capitale di rischio (provvedimenti a livello comunitario), gli Stati membri hanno intrapreso varie riforme a livello nazionale. Per quanto riguarda il settore cruciale dei vincoli giuridici e regolamentari per gli investitori istituzionali, alcuni di tali vincoli sono stati mitigati (o stanno per esserlo) in Belgio, Austria, Italia e Danimarca, ma vincoli quantitativi permangono nella maggior parte degli Stati membri (tranne Irlanda, Paesi Bassi, Finlandia e Regno Unito, nei quali non vi sono vincoli di questo tipo, ma soltanto norme prudenziali di ordine generale).Per quanto riguarda il regime tributario, vari Stati membri hanno adottato misure fiscali specifiche o generali atte a promuovere, tra l'altro, il mercato dei capitali di rischio. Nel farlo, gli Stati membri dovranno rispettare integralmente gli obblighi del trattato, in particolare quelli relativi agli aiuti di Stato, e gli altri impegni nel settore della tassazione assunti a livello UE. Il Portogallo, per esempio, ha adottato varie riforme miranti ad evitare la doppia imposizione per gli investitori in capitale di rischio, a promuovere il risparmio ed a stimolare gli investimenti nella R&S. Italia e Spagna hanno incrementato gli incentivi fiscali per i risparmi privati a fini pensionistici, e il Regno Unito ha introdotto pensioni in forma di partecipazioni azionarie. Anche la Spagna ha accordato un trattamento fiscale favorevole alle imprese e ai fondi in capitale di rischio ed ha persino aumentato i benefici tributari. Il Belgio sta programmando un esonero fiscale parziale sui profitti reinvestiti. Poco si è fatto, invece, per ovviare agli effetti disincentivanti dei procedimenti relativi al fallimento e all'insolvenza: le riforme proposte o sono state rinviate (per esempio in Italia) oppure sono ancora in una fase preliminare di elaborazione o discussione (per esempio in Belgio, Svezia, Regno Unito). Salvaguardare la stabilità finanziaria Per valutare l'adeguatezza del quadro istituzionale nell'UE sullo sfondo dei probabili sviluppi dei mercati finanziari, il Comitato economico e finanziario ha elaborato dei rapporti sulla stabilità finanziaria (aprile 2000) e sulla gestione delle crisi finanziaria (aprile 2001). Secondo le conclusioni presentate dal Comitato in tali relazioni, gli attuali dispositivi istituzionali sono adeguati, ma è necessario migliorarne ancora il funzionamento, in particolare rafforzando la cooperazione intersettoriale e transfrontaliera tra le autorità (preposte alla vigilanza, banche centrali e ministeri). Vari Stati membri (Portogallo, Belgio, Francia, Germania, Irlanda, Austria) hanno apportato riforme (o stanno per farlo) ai loro dispositivi di vigilanza. Per la vigilanza finanziaria consolidata gli Stati membri stanno seguendo modelli diversi, la cui scelta è dovuta a delle specifiche caratteristiche nazionali. È probabile che la diversità dei modelli scelti accentuerà l'esigenza di una maggiore cooperazione transfrontaliera. Tuttavia, si stanno compiendo progressi anche in questo settore: per esempio, con l'integrazione delle borse di Bruxelles, Parigi e Amsterdam nell'Euronext, le tre rispettive autorità di vigilanza finanziaria hanno deciso di coordinare le proprie competenze. 2.6. Incoraggiare l'iniziativa imprenditoriale Negli IMPE 2001 si è raccomandato agli Stati membri di: (i) creare un ambiente favorevole alle imprese (ridurre gli oneri e gli intralci amministrativi, rendere più efficienti i servizi pubblici, semplificare i sistemi IVA); (ii) incoraggiare l'assunzione di rischio, migliorando l'accesso ai finanziamenti, in particolare per le PMI nelle prime fasi di attività. Vari provvedimenti sono stati adottati per ridurre l'onere normativo gravante sulle imprese, per stimolare il costituirsi d'imprese e per facilitare l'accesso delle PMI ai finanziamenti. Nonostante un maggiore ricorso allo strumento dell'elaborazione di termini di riferimento ("benchmarking"), tra gli Stati membri vi sono tuttora notevoli differenze nella situazione delle imprese. Ciò è vero, in particolare, nel settore della imposizione fiscale. L'ambiente imprenditoriale Si riconosce sempre più che ridurre l'onere amministrativo gravante sulle imprese costituisce un importante obiettivo della politica economica. Da una recente inchiesta risulta che, migliorando la normativa al riguardo, si consentirebbe alle imprese UE di risparmiare sino al 15% dei costi che comporta l'osservanza delle leggi. Quasi tutti gli Stati membri hanno adottato provvedimenti intesi a ridurre l'onere normativo, ma nonostante ciò le imprese in Germania, Francia e Grecia hanno tuttora motivi di grave scontentezza per quanto riguarda il quadro normativo. Belgio, Danimarca, Grecia, Spagna, Francia, Italia, Paesi Bassi, Austria, Svezia, Finlandia e Regno Unito hanno adottato nel 2001 nuovi provvedimenti per promuovere le piccole e medie imprese e le imprese in fase di avviamento. Benché si siano compiuti notevoli progressi, registrare una nuova società richiede tuttora molto tempo in Belgio, Italia, Lussemburgo, Paesi Bassi e Finlandia, ed è molto costoso in Grecia, Spagna, Italia e Austria (cfr. Grafico 6). Grafico 6: Tempi e costi normali per costituire una società >RIFERIMENTO A UN GRAFICO> Fonte: Attuale elaborazione di termini di riferimento ("benchmarking") delle procedure migliori per l'amministrazione delle nuove imprese. Nota: II termine di riferimento ("benchmark") si riferisce al quartile inferiore. Quanto più ampio è il settore pubblico, tanto più giova all'economia spese efficienti chele risorse pubbliche siano spese efficientemente. Le economie dei paesi nordici stanno compiendo notevoli progressi a tale riguardo, esponendo gradualmente alla concorrenza i loro servizi pubblici. Belgio, Italia e Portogallo stanno provvedendo anch'essi a potenziare l'efficienza della loro pubblica amministrazione. Belgio, Francia, Grecia, Irlanda, Lussemburgo, Paesi Bassi e Portogallo hanno varato iniziative per semplificare le imposte sulle società e per ridurre l'onere fiscale gravante sulle imprese. Tuttavia, l'imposizione fiscale sulle attività transfrontaliere continua a provocare distorsioni nel mercato interno, come si constata dalle tuttora ampie differenze tra gli Stati membri nelle aliquote effettive delle imposte sulle società e dalla presenza di un gran numero di ostacoli fiscali all'esercizio di tali attività. Nella recente comunicazione relativa all'imposizione fiscale sulle società [5], la Commissione ha proposto varie soluzioni possibili per eliminare i suddetti ostacoli. Per quanto riguarda l'IVA, la Commissione ha proposto una strategia intesa a ridurre le barriere fiscali per le attività transfrontaliere semplificando e rendendo più moderno il sistema IVA. [5] Verso un mercato interno senza ostacoli fiscali: Strategia per l'introduzione di una base imponibile consolidata per le attività di livello UE delle società, COM(2001) 582. Accesso ai finanziamenti Numerosi Stati membri hanno preso provvedimenti per facilitare l'accesso delle PMI ai finanziamenti, a complemento delle riforme strutturali relative ai mercati dei servizi finanziari di cui si è parlato al punto 2.5. In genere, i provvedimenti mirano soprattutto a ripartire i rischi degli investimenti tra sponsor pubblici e investitori privati ed a fornire finanziamenti supplementari alle piccole imprese. Danimarca, Germania, Grecia, Spagna, Francia, Irlanda, Paesi Bassi e Portogallo hanno varato o sviluppato programmi in capitale di rischio a sponsorizzazione pubblica, allo scopo di migliorare l'accesso ai finanziamenti soprattutto per le PMI nelle prime fasi di attività. Tuttavia, la disponibilità di capitali di rischio per le prime fasi di attività varia in misura considerevole tra gli Stati membri (Grecia, Spagna, Austria e Portogallo sono nelle ultime posizioni) ed i beneficiari principali sono le imprese ad alta tecnologia e innovatrici. Infine, in vari Stati membri, per esempio Italia e Paesi Bassi, si sono costituiti sistemi d'informazione e di supporto per aiutare i futuri imprenditori ad ottenere informazioni sull'accesso ai finanziamenti. 2.7. Promuovere l'economia fondata sulla conoscenza Negli IMPE 2001 si è raccomandato di: (i) stimolare la R&S e l'innovazione (condizioni generali adeguate, legami migliori tra università e imprese, maggiore collaborazione per la ricerca e l'innovazione in tutta l'Europa, sufficienti finanziamenti per la R&S e precise priorità per la ricerca pubblica); (ii) promuovere l'accesso e l'utilizzo delle TIC (disaggregazione delle reti locali, uso d'Internet nelle scuole, quadro normativo per il commercio elettronico, uso d'Internet nelle pubbliche amministrazioni, sicurezza delle TIC); (iii) potenziare l'istruzione e la formazione (specializzazioni nelle TIC, sistemi scolastici atti a rispondere ai cambiamenti nella domanda di qualifiche). Con l'introduzione di nuovi incentivi per la R&S nelle imprese, sta progredendo il passaggio dell'Unione europea verso un'economia basata sulla conoscenza. Tuttavia, continuano a suscitare preoccupazioni le grandi differenze tra gli Stati membri, per quanto riguarda per esempio le spese per la R&S o il numero di domande di brevetti presentate all'Ufficio europeo dei brevetti (cfr. Grafico 7). Inoltre, l'UE è tuttora indietro rispetto agli USA in settori quali le spese delle imprese per la R&S, l'uso d'Internet e la formazione scolastica in tal campo. >RIFERIMENTO A UN GRAFICO> Ricerca e sviluppo (R&S) Negli anni Novanta le spese UE per la R&S oscillavano intorno all'1,9% del PIL, ossia alquanto al di sotto della percentuale del 2,6% registrata negli USA. Tale differenza è dovuta al fatto che le imprese UE spendono di meno per la R&S. Nella sua comunicazione per il Consiglio europeo di primavera a Barcellona, la Commissione ha proposto di stabilire l'obiettivo del 3% del PIL per il totale delle spese UE nella R&S entro la fine del decennio. Di questo totale, l'importo finanziato dalle imprese dovrebbe aumentare a circa due terzi, invece dell'attuale 55%. Per stimolare le spese delle imprese per la R&S, alcuni paesi, quali il Regno Unito e il Portogallo, hanno introdotto incentivi fiscali per la R&S privati. L'Austria ha varato un nuovo programma di sostegno finanziario alla R&S, ed altri Stati membri hanno costituito incubatrici per la R&S. Tuttavia, non è stata rispettata la scadenza di fine 2001 per concordare le modalità di rilascio del brevetto comunitario. Perché si possano commercializzare i risultati della R&S, è necessario intensificare la collaborazione tra mondo scientifico e mondo industriale. I finanziamenti pubblici mirano sempre più a promuovere tale collaborazione. Nel contempo, tutti gli Stati membri incoraggiano gli istituti pubblici di ricerca a dedicarsi a settori che presentino interesse per le imprese private. Nel 2001 ha continuato a svilupparsi lo Spazio europeo della ricerca, estendendo i collegamenti tra le comunità nazionali di ricerca. In dicembre si sono raggiunti accordi sulle principali linee d'azione dell'imminente sesto programma quadro nel settore della ricerca. L'adeguatezza dei finanziamenti per la ricerca fondamentale ha uni importanza cruciale per espandere la base di conoscenza e accrescere il flusso d'innovazioni. Nel corso del 2001 si sono adottati vari provvedimenti e se ne sono ampliati altri: tra l'altro, in Svezia si è costituita una nuova organizzazione per il finanziamento della ricerca. La Francia ha adottato una decisione intesa ad accrescere il numero di ricercatori del settore pubblico. Le tecnologie dell'informazione e della comunicazione (TIC) A causa della contrazione generale sui mercati delle TIC, la diffusione delle TIC ha registrato nel 2001 soltanto un aumento moderato rispetto agli anni precedenti. Inoltre, sono stati lenti i progressi concreti nella disaggregazione delle reti locali, anche se ciò riveste importanza cruciale per diffondere un rapido accesso ad Internet. Come risultato, l'accesso a banda larga è ancora ineguale. Un elemento più positivo, invece, è che è proseguito il calo dei prezzi di accesso a Internet e che la percentuale delle famiglie UE aventi accesso a Internet in casa ha continuato ad accrescersi al tasso di quasi l'1% al mese. Nonostante tali progressi, la diffusione delle TIC nell'UE resta inferiore a quella degli USA: negli Stati membri UE più progrediti i tassi di accesso a Internet sono pari o addirittura superiori che negli USA, ma altri Stati membri continuano a registrare gravi ritardi. La percentuale di scuole nelle quali gli allievi hanno accesso a Internet è di oltre il 70% in tutti gli Stati membri eccettuati Grecia (44%), Portogallo (52%) e Austria (64%). Dopo aver raggiunto tale risultato, la prossima sfida consiste nel ridurre ancora il numero di allievi per ogni PC, che è già inferiore a 10 in Danimarca, Lussemburgo, Finlandia e Svezia. Inoltre, è stata varata una serie di nuovi progetti per ridurre la carenza di specializzazioni nelle TIC. Una delle massime priorità resta lo sviluppo di un ambiente sicuro e prevedibile per effettuare il commercio elettronico, il quale sta espandendosi, ma più lentamente del previsto. La direttiva sul copyright entrerà in vigore nel dicembre 2002, ma per la proposta sulla vendita a distanza di servizi finanziari si attende ancora la decisione del Consiglio, mentre tuttora in sospeso sono le direttive sulle norme IVA per il commercio elettronico e sulla fatturazione elettronica. Le amministrazioni nazionali stanno estendendo sempre più i servizi di comunicazione on-line con i cittadini. Inoltre, si ricorre alle nuove tecnologie per la produzione nel settore pubblico: per esempio, la Danimarca ha varato un portale sui pubblici appalti, inteso a uniformare le procedure di appalto e consentire economie di scala. La Commissione ha adottato comunicazioni per migliorare la sicurezza della società dell'informazione e nelle reti elettroniche ed ha aperto un sito web denominato "e-confidence" (fiducia on-line). Gli aspetti inerenti all'istruzione e alla formazione della società fondata sulla conoscenza Il numero di ricercatori per ogni 1000 lavoratori è in aumento in tutti gli Stati membri, ma il tasso di aumento per l'UE nel suo complesso è inferiore a quello degli USA, a causa dell'incremento inferiore alla media nei grandi Stati membri (Germania, Francia, Italia, Regno Unito). In Germania, Francia, Spagna, Finlandia, Irlanda, Svezia e Regno Unito si sono elaborati programmi per attirare studenti o ricercatori stranieri o per incoraggiare il ritorno dei propri scienziati, il che attesta la crescente consapevolezza che le risorse umane potranno rivelarsi inadeguate alle future esigenze. La maggior parte degli Stati membri ha adottato provvedimenti per promuovere le qualifiche nelle TIC, spesso attribuendo una priorità alle categorie svantaggiate. Secondo la relazione congiunta sull'occupazione, Danimarca, Paesi Bassi, Svezia, Finlandia e Regno Unito appaiono in genere gli Stati membri più progrediti. In termini di competenze di base, risultava che nel 2000 il 70% dei giovani europei (della fascia d'età 25-34) aveva finito almeno le medie superiori. La percentuale variava da oltre l'80% in Austria, Danimarca, Finlandia, Germania, Svezia e Regno Unito a meno del 60% in Italia, Portogallo e Spagna. In termini di apporti, le spese per la pubblica istruzione nell'UE sono rimaste invariate a circa il 5% del PIL tra il 1995 e il 1999. Nondimeno, i risultati di una recente inchiesta dell'OCSE mostrano che le competenze degli allievi quindicenni nel campo della matematica, delle scienze e della lingua materna sono soltanto in tenue correlazione con le spese per l'istruzione (cfr. Grafico 8). Quindi, sono importanti anche le iniziative degli Stati membri intese a potenziare l'efficacia dei loro sistemi scolastici. Sembra il caso, in particolare, in Danimarca e in Portogallo, dove a spese pubbliche per l'istruzione superiori alla media fanno riscontro risultati inferiori alla media secondo l'inchiesta dell'OCSE. >RIFERIMENTO A UN GRAFICO> 2.8. Migliorare la sostenibilità ambientale Negli IMPE 2001 non si sono formulate raccomandazioni specifiche per ciascun paese, ma varie raccomandazioni orizzontali rivolte a tutti gli Stati membri: (i) impegnarsi ad attuare effettivamente la strategia europea di sviluppo sostenibile approvata dal Consiglio europeo di Göteborg; (ii) introdurre o rafforzare misure basate sul mercato, quali l'imposizione fiscale, oneri a carico degli utenti e degli inquinatori, sistemi di assicurazione e d'imputazione delle responsabilità, diritti negoziabili di emissione; (iii) ridurre i sussidi settoriali, le esenzioni fiscali e gli altri provvedimenti aventi effetti negativi sull'ambiente; (iv) intensificare l'impiego di strumenti economici per ridurre le emissioni di gas ad effetto serra, soddisfare i requisiti del Protocollo di Kyoto e contribuire a scindere la crescita economica da una serie di pressioni sull'ambiente; (v) concordare un contesto adeguato per l'imposizione fiscale sull'energia a livello europeo e per l'attuazione del mercato interno unico dell'energia. Per quanto riguarda l'attuazione della strategia di sviluppo sostenibile, la Commissione ha adottato varie proposte, le più importanti delle quali sono la proposta di direttiva sullo scambio delle quote di emissione e il Libro bianco sulla politica europea dei trasporti [6]. [6] La politica europea dei trasporti fino al 2010: il momento delle scelte, COM(2001) 370 def. del 12/9/2001. In base alle limitate informazioni di cui dispone la Commissione, nel primo anno d'integrazione della promozione dello sviluppo sostenibile negli IMPE, tra i progressi compiuti dagli Stati membri si può menzionare quanto segue. Si sono intensificati i preparativi per le politiche relative ai cambiamenti climatici. Il prelievo per il mutamento climatico introdotto nel Regno Unito è entrato in vigore dal 1° aprile. Lo stesso Regno Unito e la Danimarca hanno adottato un sistema di permessi negoziabili di emissione, e vari altri paesi, quali Svezia, Paesi Bassi, Irlanda e Finlandia stanno esaminando la possibilità di agire allo stesso modo. I Paesi Bassi hanno adottato un programma di certificati negoziabili per l'elettricità prodotta da fonti rinnovabili di energia, e sistemi analoghi sono in progetto in Austria, Belgio, Danimarca, Italia e Regno Unito. Si sono applicate imposte od oneri su prodotti quali gli apparecchi elettrici (Belgio, Portogallo) ed i sacchetti di plastica (Irlanda). La Francia ha esteso la TGAP (imposta generale sulle attività inquinanti) per applicarla ai fosfati contenuti nei detersivi in polvere, ai pesticidi agricoli e agli aggregati minerali naturali. L'Irlanda ha imposto un prelievo sull'ammasso di rifiuti. La Finlandia ha adottato una nuova legge sulla gestione dell'approvvigionamento idrico, in base alla quale gli utenti dovranno pagare canoni d'importo almeno pari ai costi dell'approvvigionamento stesso e dello smaltimento delle acque usate. Il Piano idrologico nazionale approvato in Spagna prevede un "prelievo di trasferimento" a carico degli utilizzatori di acque trasferite. Vari provvedimenti riguardano l'impiego dell'energia, in particolare nei trasporti. Belgio, Germania e Irlanda hanno introdotto accise differenziate sui carburanti, in modo da favorire quelli a basso tenore di zolfo, mentre il Regno Unito ha ampliato i differenziali già previsti. In Belgio, Francia, Irlanda, Spagna e Regno Unito sono state ristrutturate le accise sugli autoveicoli per tener conto dei criteri ecologici. Germania e Svezia hanno proseguito nella loro politica di far slittare l'imposizione fiscale dal lavoro all'energia. La Danimarca, nell'ambito del pacchetto fiscale 1998, sta introducendo gradualmente nuovi inasprimenti fiscali sul consumo domestico e industriale dell'energia. La Francia ha fissato prezzi garantiti per i prossimi vent'anni per l'energia eolica. Il Lussemburgo ha introdotto un'imposta sull'elettricità. Tuttavia, i progressi sono stati scarsi o addirittura nulli nei dibattiti del Consiglio sull'imposizione fiscale da applicare all'energia, anche se i dibattiti proseguono sotto l'attuale presidenza. Proseguono anche i dibattiti sul completamento del mercato interno dell'energia. 1. 3. Valutazione sommaria dell'attuazione negli Stati membri 3.1. Belgio Nel 2001 la crescita economica ha registrato un notevole rallentamento: in termini reali, l'aumento della produzione è stato soltanto di circa l'1,1%. La causa principale del rallentamento è stato il ridursi dei consumi e degli investimenti privati, a cui si è aggiunto il contributo negativo delle esportazioni nette, dovuto al deteriorarsi della situazione nei confronti dell'estero. La tendenza al calo della disoccupazione si è interrotta in settembre. L'occupazione si è accresciuta a un ritmo molto più lento che nel 2000. Per quanto riguarda l'inflazione, dopo aver raggiunto la punta massima in maggio, l'inflazione secondo l'IAPC ha cominciato a decrescere, attestandosi sulla percentuale media del 2,4% nel 2001. Nel complesso, il Belgio ha compiuto qualche progresso nell'attuare le raccomandazioni in materia di bilancio degli IMPE 2001. Nonostante il rallentamento economico, le finanze pubbliche sono state tenute sotto controllo e, per il secondo anno consecutivo, i bilanci delle pubbliche amministrazioni sono risultati in pareggio. L'indice del debito, che pure è in calo dal 1993, era ancora pari al 106,9% del PIL alla fine del 2001, alquanto al di sopra del valore di riferimento del 60% del PIL. Vi è stato qualche progresso nell'attuazione delle raccomandazioni 2001 relative al mercato del lavoro. Sono proseguite le iniziative per la riforma dei sistemi d'imposizione fiscale e di erogazione di prestazioni, allo scopo di rendere conveniente lavorare, e si sono approvati provvedimenti intesi a rendere più flessibile il mercato del lavoro. Tuttavia, non è chiara l'incidenza generale di tali misure sull'offerta di manodopera: potrebbero derivarne una riduzione dell'offerta di manodopera da parte dei lavoratori già attivi, ma anche un accresciuto tasso di partecipazione di quelli attualmente inattivi, nonché incentivi per i lavoratori più anziani a continuare a lavorare. Non si sono presi provvedimenti di rilievo per promuovere una maggiore flessibilità delle retribuzioni, anche se l'ultimo accordo intersettoriale lascia spazio più ampio per differenziare le retribuzioni a livello settoriale. Vi è stato qualche progresso nell'attuazione delle raccomandazioni 2001 relative al mercato dei prodotti. Si sono intraprese iniziative per proseguire la liberalizzazione del settore dell'energia, ma in questo settore la concorrenza effettiva resta esigua ed i prezzi sono tuttora elevati. In vari settori economici, compreso quello dell'energia, si riscontra tuttora scarsa trasparenza nei nessi formali tra operatori pubblici e privati. Sono state avviate solo di recente, e non hanno ancora dato risultati tangibili, le riforme riguardanti i trasporti ferroviari, la pubblica amministrazione, la semplificazione amministrativa, l'imposizione fiscale sulle persone fisiche e sulle persone giuridiche. Buoni progressi si sono compiuti nell'attuare le raccomandazioni 2001 relative al mercato dei capitali. Sono state proposte varie riforme per incrementare ancor più il mercato dei capitali di rischio: soppressione di alcuni vincoli quantitativi per gli investimenti dei fondi pensione, riforme tributarie intese a rendere il sistema fiscale più favorevole agli investimenti e all'iniziativa imprenditoriale, un progetto di riforma dei procedimenti in caso d'insolvenza. 3.2. Danimarca L'attività economica è rallentata sino a circa l'1,3% nel 2001, per il persistere degli effetti di nefasti shock economici. Dopo un periodo di stabilizzazione nel 2000, la disoccupazione ha registrato un lieve calo nel corso del 2001. La scarsezza di manodopera ha portato anche a forti aumenti delle retribuzioni nel secondo e terzo trimestre 2001. L'inflazione si è ridotta di continuo nel corso del 2001, dopo l'impennata a metà 2000, e l'inflazione secondo l'IAPC è stata in media del 2,3% per tutto l'anno. Nel complesso, la Danimarca ha compiuto buoni progressi nell'attuare le raccomandazioni in materia di bilancio degli IMPE 2001. Le finanze delle pubbliche amministrazioni hanno registrato un'eccedenza, come si era raccomandato. Sono state seguite anche le altre raccomandazioni in materia di bilancio per il 2001, e le pubbliche finanze appaiono adeguate per rispondere alle sfide nel medio periodo. Sono stati limitati i progressi nell'attuazione delle raccomandazioni 2001 relative al mercato del lavoro. Nel 2001 non sono stati adottati nuovi provvedimenti, ma le precedenti riforme tributarie porteranno a una riduzione dell'imposizione fiscale sul lavoro. Allo stesso modo, le precedenti riforme dei programmi di pensionamento anticipato ridurranno il ricorso al prepensionamento. Qualche progresso si è compiuto anche nell'attuazione delle raccomandazioni 2001 relative al mercato dei prodotti. Mediante un maggiore ricorso al benchmarking e alla pubblicazione dei bandi di gara, si è tentato di migliorare le condizioni della concorrenza nei pubblici appalti e per la prestazione di servizi pubblici a livello locale, ma in questo settore resta ancora molto da fare. Sono stati adottati provvedimenti parziali per rafforzare la concorrenza in qualche settore, per esempio le costruzioni. Per quanto riguarda le raccomandazioni del 2001 relative al mercato dei capitali, si è compiuto qualche progresso nell'elaborare un contesto fiscale più atto a indurre agli investimenti e alle iniziative imprenditoriali. Tuttavia, poco si è fatto per modificare le leggi in materia di fallimenti. 3.3. Germania L'economia ha registrato un considerevole rallentamento nel 2001: la crescita della produzione, in termini reali, è stata dello 0,6%. Questa contrazione è stata causata dalla perdita di potere d'acquisto in seguito all'impennata dei prezzi del petrolio nel 1999/2000, dal peggioramento del contesto internazionale e da un grave calo nel settore delle costruzioni. Ne è risultato dal gennaio 2001 un aumento della disoccupazione, che probabilmente supererà la soglia di 4 milioni nel 2002 e minaccia di distruggere molto di ciò che si era raggiunto nel settore dell'occupazione negli ultimi anni. L'inflazione secondo l'IAPC è stata in media del 2,4% nel 2001: dopo aver registrato la punta massima del 3,5% in maggio, è scesa poi all'1,7% in dicembre. Nel complesso, la Germania ha compiuto qualche progresso nell'attuare le raccomandazioni in materia di bilancio degli IMPE 2001. I disavanzi di bilancio si sono alquanto aggravati: dall'1,3% del PIL nel 2000 al 2,6% nel 2001, a causa della fase discendente dell'economia e dell'introduzione di riforme tributarie. Poiché, secondo le previsioni, nel 2002 la crescita complessiva dovrebbe restare ai livelli del 2001, vi è il rischio che il disavanzo del 2002 risulti molto vicino al valore di riferimento del 3% stabilito nel trattato. Vi è stato qualche progresso nell'attuazione delle raccomandazioni 2001 relative al mercato del lavoro. Il testo di legge "Job Aqtiv" è il primo passo nella giusta direzione, ma manca tuttora una più ampia riforma del sistema di prestazioni e non si è ancora affrontato il problema dell'inefficacia delle politiche attive di ampia portata a favore dell'occupazione. Nonostante qualche progresso, si deve fare di più per adeguare gli aumenti retributivi all'esigenza di giungere a strutture salariali che riflettano meglio le differenze in termini di produttività. L'adozione della contabilità del tempo di lavoro, concordata tra le parti sociali, ha contribuito a rendere più flessibile l'organizzazione del lavoro, ma non si sono compiuti progressi nel rendere più flessibile le regolamentazioni relative al mercato del lavoro. Occorre vigilare perché la riforma dei consigli di lavoro non riduca la flessibilità del mercato del lavoro. Buoni progressi si sono compiuti nell'attuazione delle raccomandazioni 2001 relative al mercato dei prodotti. La riforma delle scuole superiori è entrata in vigore il 1 gennaio 2002, e si è attenuata la penuria di personale nel settore delle TI. Gli aiuti di Stato hanno proseguito il loro graduale calo ed è stato facilitato l'accesso alle attività commerciali artigianali. Non è aumentato in misura rilevante, invece, il valore dei pubblici appalti il cui bando è comparso sulla Gazzetta ufficiale. Le autorità garanti della concorrenza hanno effettuato numerose indagini per accertare se siano giustificati i canoni imposti per l'utilizzo delle reti di distribuzione dell'elettricità, ma tra i canoni permangono ampie differenze regionali. Gli oneri per l'accesso alle reti sembrano più gravosi che nella maggior parte degli altri Stati membri. La Germania ha compiuto qualche progresso nell'attuazione delle raccomandazioni 2001 relative al mercato dei capitali. Probabilmente, la riforma dell'imposizione fiscale sui trasferimenti di partecipazioni risulterà favorevole anche al mercato tedesco dei capitali di rischio. L'armonizzazione dell'imposizione fiscale sui fondi in capitale di rischio migliorerà la certezza degli investitori sulla loro situazione giuridica e quindi le loro decisioni in termini di pianificazione. 3.4. Grecia Nonostante gli effetti di nefasti shock economici, l'attività economica si è mostrata dinamica nel 2001: in termini reali, la crescita della produzione ha superato il 4%. La tenuta economica è derivata dagli investimenti in preparazione delle Olimpiadi del 2004. L'incremento dell'occupazione e il calo della disoccupazione attestano un blando miglioramento della situazione sul mercato del lavoro, anche se il tasso di disoccupazione è tuttora superiore al 10%. In seguito alle pressioni inflazionistiche palesatesi sino all'estate 2001, l'inflazione annuale secondo l'IAPC è risultata in media del 3,6%. Nel complesso, la Grecia ha compiuto qualche progresso nell'attuare le raccomandazioni in materia di bilancio degli IMPE 2001. I tentativi di risanamento finanziario intrapresi dal Governo negli ultimi anni hanno migliorato in considerevole misura gli squilibri di bilancio: nel 2001, infatti, i bilanci delle pubbliche amministrativi hanno raggiunto il pareggio per la prima volta dai primi anni Settanta. L'indice del debito, che era in calo dal 1996, è sceso appena al di sotto del 100% del PIL, ma è tuttora molto superiore al valore di riferimento del 60% del PIL. È proseguita, anche se lentamente, la parziale privatizzazione di un'ampia gamma di aziende pubbliche. Nel 2001 non si è ancora dato inizio alla riforma del settore della sicurezza sociale, annunciata nel primo programma di stabilità. Vi è stato qualche progresso nell'attuazione delle raccomandazioni 2001 relative al mercato del lavoro. Tra i provvedimenti adottati, vi sono state varie modifiche dei sistemi d'imposizione fiscale e di erogazione di prestazioni e un altro pacchetto di riforme del mercato del lavoro. È proseguita l'attuazione della riforma del sistema scolastico. Nei vari provvedimenti attuati, tuttavia, non si sono ancora affrontati direttamente i problemi strutturali cruciali del mercato del lavoro. Inoltre, per le riforme adottate in passato non si sono ancora risolti vari problemi di attuazione. Qualche progresso vi è stato anche nell'attuazione delle raccomandazioni 2001 relative al mercato dei prodotti. È migliorato di molto il recepimento delle direttive sul mercato interno, anche se il ritardo resta grave, e si è cercato di promuovere la diffusione delle TIC e di ridurre l'onere amministrativo gravante sulle imprese. Tuttavia, restano elevati i costi per fondare una nuova impresa. Il sistema d'imposizione fiscale sulle società continua a scoraggiare la crescita delle imprese. Nei campi della R&S e dell'innovazione i risultati sono relativamente esigui, mentre nelle industrie in rete già liberalizzate la concorrenza progredisce lentamente. Per quanto riguarda le raccomandazioni del 2001 relative al mercato dei capitali, la Grecia ha compiuto qualche progresso. In un testo di legge trasmesso al Parlamento, il Governo ha proposto la piena "trasparenza fiscale" nel trattamento tributario dei fondi in capitale di rischio, un nuovo contesto giuridico per la costituzione di tali fondi e un trattamento fiscale favorevole per le spese nella R&S. Non risulta invece che si siano prese iniziative per ridurre i vincoli quantitativi per gli investimenti istituzionali e per migliorare il diritto fallimentare. 3.5. Spagna L'attività economica è rallentata nel 2001: in termini reali, la crescita della produzione è stata di circa il 2,7%. Le cause sono state l'impennata, all'inizio dell'anno, dei prezzi del petrolio e delle sostanze alimentari non trasformate e, in seguito, la contrazione economica internazionale. Su un simile sfondo, la creazione di posti di lavoro ha perduto parte del suo dinamismo, anche se il tasso di disoccupazione ha proseguito il suo calo, sino al 13%. L'inflazione secondo l'IAPC ha registrato una lieve accelerazione, attestandosi in media al 3,6% nel 2001, per effetto non soltanto del comportamento negativo delle componenti più volatili, ma anche dell'aggravarsi dell'inflazione inerziale. Nel complesso, la Spagna ha compiuto buoni progressi nell'attuare le raccomandazioni in materia di bilancio degli IMPE 2001. Si è progredito ancora nel risanamento finanziario: probabilmente il saldo di bilancio delle pubbliche amministrazioni avrà raggiunto il pareggio, secondo quanto raccomandato. Vi è stato qualche progresso nell'attuazione delle raccomandazioni 2001 relative al mercato del lavoro. Con una riforma dei contratti di lavoro ci si è avviati verso una maggiore flessibilità dei contratti a tempo indeterminato ed a tempo parziale, anche se nel mondo del lavoro resta molto elevata la percentuale di contratti temporanei. Il Governo ha intrapreso le prime iniziative per indurre le parti sociali a concordare una riforma della contrattazione collettiva, ma l'accordo concluso di recente tra le organizzazioni sindacali e padronali, inteso a moderare gli aumenti retributivi nell'anno in corso, non comprende clausole relative al sistema di contrattazione salariale né all'applicazione della scala mobile alle retribuzioni. Qualche limitato provvedimento è stato adottato per promuovere la mobilità della manodopera. Buoni progressi vi sono stati nell'attuazione delle raccomandazioni 2001 relative al mercato dei prodotti. Si sono adottate iniziative per una maggiore diffusione della società basata sulla conoscenza e si è proseguito nella semplificazione dell'onere normativo per le PMI. Nel 2001 si è proseguita anche l'attuazione del pacchetto di liberalizzazioni adottato nel giugno 2000. Buoni progressi si registrano anche nell'attuazione delle raccomandazioni del 2001 relative al mercato dei capitali. Nel progetto di legge finanziaria sono previsti incentivi fiscali per i fondi in capitale di rischio e, per orientare gli investimenti verso le PMI, si è costituito un nuovo tipo di fondo regolamentato specializzato nei titoli mobiliari non quotati in borsa. Non si riscontrano progressi, invece, nell'adeguare il diritto fallimentare in modo da stimolare l'iniziativa imprenditoriale. 3.6. Francia L'attività economica è rallentata nel 2001: in termini reali, la produzione è cresciuta di circa il 2%. Tuttavia, il non cedimento dei consumi privati interni ha evitato una contrazione ancora più grave. Il rallentamento ha ritardato anche la crescita dell'occupazione, e la disoccupazione si è accentuata dalla primavera. In un simile contesto, le pressioni inflazionistiche sono rimaste molto limitate: dopo la punta massima registrata in maggio, l'inflazione secondo l'IAPC si è ridotta sino all'1,8%, secondo le stime, a fine anno. Nel complesso, la Francia ha compiuto qualche progresso nell'attuare le raccomandazioni in materia di bilancio degli IMPE 2001. In contrasto con i progressi del periodo 1996-1999, l'aggiustamento del bilancio ha rallentato di molto nel 2000 e nel 2001: secondo le proiezioni, in effetti, il disavanzo delle pubbliche amministrazioni si è ridotto soltanto dello 0,2% del PIL rispetto al periodo 1999-2001 (dall'1,6% del PIL nel 1999 all'1,5% nel 2001). Vi è stato qualche progresso nell'attuazione delle raccomandazioni 2001 relative al mercato del lavoro. Già da qualche tempo si procede alle riforme dei sistemi d'imposizione fiscale e di erogazione delle prestazioni, ma sono necessarie altre iniziative, specialmente per le prestazioni. I responsabili politici hanno continuato a controllare l'attuarsi della riduzione dell'orario di lavoro e hanno consentito flessibilità nell'applicazione della legge sull'orario di lavoro nelle PMI. Tuttavia, non vi sono stati progressi nell'attuare la raccomandazione sulla normativa di salvaguardia dell'occupazione, che esigeva migliore equilibrio tra la sicurezza e una maggiore adattabilità. Sono state promulgate nuove leggi per potenziare la salvaguardia dell'occupazione, mentre non è stato preso nessun provvedimento per accrescere l'adattabilità. Qualche progresso vi è stato anche nell'attuazione delle raccomandazioni 2001 relative al mercato dei prodotti. Si è ridotto il ritardo nel recepimento delle direttive sul mercato interno, che resta nondimeno al secondo posto tra i peggiori nell'UE. Gli aiuti di Stato, come percentuale del PIL, si sono ridotti avvicinandosi alla media UE. Si è proseguito nelle iniziative intraprese nel 2000 per ridurre l'onere amministrativo, ma le imprese lo sentono tuttora come una grave costrizione. È proseguita anche, ma a ritmo molto lento, l'apertura dei mercati del gas e dell'elettricità. Nell'attuazione delle raccomandazioni 2001 relative al mercato dei capitali si è registrato qualche progresso: in particolare, si è elaborato un quadro fiscale più atto a indurre agli investimenti e all'iniziativa imprenditoriale. 3.7. Irlanda Le ristrettezze in materia di offerta, a cui si sono aggiunti vari shock di origine esterna, hanno portato a un grave rallentamento dell'economia, che dalla crescita a due cifre nel 2000 è passata a circa il 6,5% nel 2001, perlopiù come effetti di riporto. Sinora il mercato del lavoro ha dato prova di una notevole tenuta: l'occupazione è migliorata in grande misura nei primi tre trimestri del 2001, mentre la disoccupazione si è accresciuta in misura limitata, restando a un livello vicino al 4% nel dicembre 2001. L'inflazione annuale secondo l'IAPC, in calo dopo la punta di fine 2000, ha registrato, con il 3,4% nel novembre 2001, il tasso minimo in due anni. Tuttavia, è aumentata l'inflazione sottostante, il che indica il persistere di pressioni di origine interna sui prezzi. Nel complesso, l'Irlanda ha compiuti buoni progressi nell'attuare le raccomandazioni in materia di bilancio degli IMPE 2001. A causa soprattutto di una fase discendente più accentuata del previsto, il gettito fiscale è risultato di circa l'8% inferiore all'obiettivo, il che ha limitato l'eccedenza delle pubbliche amministrazioni all'1,7% del PIL, quasi 2½ punti percentuali in meno rispetto all'obiettivo perseguito. Vi è stato qualche progresso nell'attuazione delle raccomandazioni 2001 relative al mercato del lavoro. Tra i provvedimenti intesi a migliorare l'offerta di manodopera si riscontrano altre modifiche dell'imposta sul reddito e finanziamenti per accrescere la disponibilità d'infrastrutture di custodia dei bambini. Dati relativi alle retribuzioni indicano che gli aumenti sono stati superiori alle condizioni retributive rivedute figuranti nell'accordo nazionale del 2001. La scarsezza di manodopera continua a presentare problemi per attirare lavoratori e nella prospettiva delle future contrattazioni salariali. Buoni progressi si sono compiuti nell'attuare le raccomandazioni 2001 relative al mercato dei prodotti. Si sono presi provvedimenti per potenziare la concorrenza nelle industrie in rete, nei servizi di taxi, nelle farmacie e nella vendita di bevande alcoliche. Tuttavia, nelle industrie in rete le imprese ex monopoliste continuano a detenere ampie quote di mercato. Si sono elaborati adeguati programmi per promuovere la R&S. Qualche progresso vi è stato anche nel migliorare l'accesso ai finanziamenti per le imprese nelle prime fasi di attività, per esempio con l'adozione di un programma specifico in capitale di rischio sponsorizzato dal Governo. 3.8. Italia Nel 2001 l'attività economica ha registrato un rallentamento: in media, la produzione si è accresciuta dell'1,8% in termini reali. Il rallentamento deriva dal ridursi delle esportazioni nette e dal contrarsi delle spese private per gli investimenti. Anche se in calo, l'andamento del mercato del lavoro è rimasto positivo: il tasso di disoccupazione ha perduto oltre un punto percentuale rispetto al 2000. Tuttavia, la disoccupazione resta relativamente elevata, pari al 9,5% della manodopera, con ampi squilibri regionali e accentuata segmentazione per età e per sesso. L'inflazione secondo l'IAPC si è attestata al 2,7% per il 2001, soprattutto a causa di pressioni inflazionistiche all'inizio dell'anno. Nel complesso, l'Italia ha compiuto qualche progresso nell'attuare le raccomandazioni in materia di bilancio degli IMPE 2001. Il risanamento del bilancio è proseguito nel 2001: per quest'anno, il disavanzo effettivo di bilancio è ora stimato ufficialmente all'1,1% del PIL. Il divario rispetto all'obiettivo iniziale dell'0,8% del PIL è spiegato in gran parte dalla crescita economica inferiore al previsto. L'indice del debito è in calo dal 1995, ma è tuttora pari a circa il 108% del PIL, molto al di sopra del valore di riferimento del 60% del PIL. Sebbene il Governo abbia confermato la strategia di risanamento finanziario, permangono preoccupazioni sulla sostenibilità delle pubbliche finanze nel lungo periodo, considerate soprattutto le pressioni derivanti dall'invecchiamento demografico. Vi è stato qualche progresso nell'attuazione delle raccomandazioni 2001 relative al mercato del lavoro. Anche se nel corso del 2001 i provvedimenti attuati sono stati soltanto di scarsa portata, è stata proposta un'ampia serie di riforme del mercato del lavoro, che sembrano costituire un piccolo passo avanti per affrontare i principali problemi strutturali. Data l'incidenza che il recente rallentamento ha esercitato sul bilancio, la prevista riforma complessiva del sistema tributario è stata rinviata al 2003. Qualche progresso vi è stato anche nell'attuazione delle raccomandazioni 2001 relative al mercato dei prodotti. Si sono presi provvedimenti per promuovere l'economia basata sulla conoscenza e per ridurre ancora le formalità burocratiche ed i vincoli normativi. Si constatano progressi anche nell'accrescere la concorrenza nel settore dell'energia e nella prestazione dei servizi pubblici locali. Nessun provvedimento concreto, invece, è stato adottato per potenziare la concorrenza nei servizi professionali. Si è registrato qualche progresso anche nell'attuazione delle raccomandazioni 2001 relative al mercato dei capitali: sono stati soppressi alcuni vincoli quantitativi per gli investimenti istituzionali. Il Governo ha annunciato che proporrà una nuova riforma del diritto fallimentare all'inizio del 2002. 3.9. Lussemburgo L'attività economica ha registrato un certo rallentamento nel 2001, dopo i tassi record di crescita del 1999 e del 2000. Nondimeno, la crescita è stata probabilmente di circa il 5%, tuttora molto più dinamica che nei paesi vicini, grazie al proseguire del forte incremento dei consumi pubblici e privati e della formazione di capitale fisso lordo. L'occupazione ha continuato ad accrescersi a rapido ritmo, anche se con un lieve calo: di conseguenza, la disoccupazione ha ripreso ad aumentare, anche se moderatamente. L'inflazione ha registrato un considerevole rallentamento sin dall'inizio del 2001: per tutto l'anno, l'aumento dell'IACP è rallentato al 2,4%. Tuttavia, le retribuzioni hanno continuato ad aumentare a rapido ritmo ed è proseguita l'accelerazione dell'inflazione sottostante. Nel complesso, il Lussemburgo ha compiuto qualche progresso nell'attuare le raccomandazioni in materia di bilancio degli IMPE 2001. Pur restando rassicurante, l'eccedenza delle pubbliche amministrazioni è scesa rispetto al livello record raggiunto nel 2000. Vi è stato qualche progresso nell'attuazione delle raccomandazioni 2001 relative al mercato del lavoro. Il Governo ha trasmesso al Parlamento un testo di legge inteso a modificare la definizione di ammissibilità alla pensione d'invalidità, ma senza ritoccare l'entità della pensione stessa. Le precedenti iniziative volte ad accrescere la presenza di donne sul mercato del lavoro avevano portato a notevoli risultati nella seconda metà degli anni Novanta. Grazie all'apertura della sua economia, in Lussemburgo i mercati dei prodotti sono liberi. Vi sono invece inadeguatezze nel quadro giuridico e sono stati limitati i progressi nell'attuare le raccomandazioni 2001 relative al mercato dei prodotti. L'abolizione dei prezzi fissi o controllati, l'insediamento di un'autorità garante della concorrenza e un unico corpus giuridico per i pubblici appalti sono tre riforme il cui ritardo può limitare l'entità della concorrenza. 3.10. Paesi Bassi Sette anni di forte crescita economica si sono conclusi all'inizio del 2001 a causa dell'indebolirsi della domanda interna, dovuta a sua volta al calo degli investimenti privati, al ristagno dei consumi privati e al deterioramento degli scambi con l'estero. Nel complesso, in termini reali la produzione è aumentata di oltre l'1% nel 2001. Tuttavia, l'occupazione ha continuato ad accrescersi a ritmo piuttosto rapido e la disoccupazione, scesa a livelli record nel corso dell'anno, non ha ancora accennato ad aumentare. Le retribuzioni, dopo la considerevole accelerazione negli ultimi anni, hanno proseguito in questa tendenza. L'inflazione è balzata al 4½%-5% dall'inizio del 2001: l'aumento annuale dell'inflazione secondo l'IAPC è stato del 5%, in seguito all'accentuarsi delle tensioni sui mercati del lavoro e delle merci, ma anche per l'inasprimento dell'imposizione fiscale indiretta. Nel complesso, i Paesi Bassi hanno compiuto buoni progressi nell'attuare le raccomandazioni in materia di bilancio degli IMPE 2001. L'eccedenza di bilancio delle pubbliche amministrazioni ha registrato un calo moderato. Vi è stato qualche progresso nell'attuazione delle raccomandazioni 2001 relative al mercato del lavoro: si sono introdotti nuovi incentivi finanziari per promuovere la presenza attiva sul mercato del lavoro dei beneficiari di prestazioni, dei lavoratori anziani e di quelli a bassa retribuzione, ma i dibattiti su una riforma del sistema di pensioni d'invalidità non hanno ancora portato a risultati tangibili. Buoni progressi si riscontrano nell'attuazione delle raccomandazioni 2001 relative al mercato dei prodotti. Si è accresciuto il valore dei pubblici appalti il cui bando compare sulla Gazzetta ufficiale, e progredisce la liberalizzazione dei mercati dell'energia e dei trasporti. Si sono presi provvedimenti per promuovere l'utilizzo delle TIC e per ridurre la penuria di esperti in tale settore. Nonostante le iniziative a favore della ricerca e dell'innovazione, le spese delle imprese per la R&S, come percentuale del PIL, sono calate molto al di sotto della media UE, il che ha contribuito a un aumento relativamente lento della produttività del lavoro. Vi è stato qualche progresso nell'attuazione delle raccomandazioni 2001 relative al mercato dei capitali. È stata riformata l'imposizione fiscale sui diritti di opzione, per contribuire ad alleviare gli effetti negativi dell'imposizione fiscale applicata al momento dell'acquisizione. È in esame una riforma del diritto fallimentare. 3.11. Austria L'attività economica ha registrato un considerevole rallentamento nel 2001: in termini reali, la crescita della produzione è stata di circa l'1%. Le cause sono state la perdita di potere d'acquisto e il rallentamento della crescita nel settore delle costruzioni, più un grave indebolimento della domanda interna, mentre le esportazioni hanno risentito del rallentamento della crescita economica dei principali partner commerciali. La disoccupazione, che tendeva al calo, ha ripreso un ritmo ascendente all'inizio dell'anno. L'inflazione ha cominciato a ridursi dall'estate: misurata secondo l'IAPC, nel 2001 è stimata a una media del 2,3%. Nel complesso, l'Austria ha compiuto buoni progressi nell'attuare le raccomandazioni in materia di bilancio degli IMPE 2001. Il freno imposto alle spese, a cui si sono aggiunti energici provvedimenti relativi ai redditi, che hanno ampliato in misura sostanziale le basi imponibili, hanno portato a considerevoli miglioramenti delle finanze statali, le quali nel 2001 hanno raggiunto l'equilibrio di bilancio. Vi è stato qualche progresso nell'attuazione delle raccomandazioni 2001 relative al mercato del lavoro. Continuano ad applicarsi i provvedimenti intesi a preservare la presenza dei lavoratori anziani sul mercato del lavoro, e ha cominciato a ridursi il numero di pensionamenti anticipati. Secondo le ricerche effettuate dall'IHS, tuttavia, soprattutto per i lavoratori a bassa retribuzione restano forti i disincentivi a lavorare oltre all'età minima pensionabile ed è tuttora possibile ricorrere alle pensioni d'invalidità per eludere le restrizioni applicate al sistema del pensionamento anticipato. Qualche progresso si è compiuto anche nell'attuare le raccomandazioni 2001 relative al mercato dei prodotti. Sebbene non sia ancora stata armonizzata la normativa federale e regionale sui pubblici appalti, sembra che alle gare sia data ora più ampia pubblicità. Inoltre, il costituirsi di un'agenzia federale appaltante costituisce un primo passo verso una maggiore unificazione. Si sono prese iniziative per rafforzare la R&S ai vari livelli e per favorire la diffusione delle TIC e la disponibilità di esperti in tale settore. Buoni progressi vi sono stati nell'attuazione delle raccomandazioni 2001 relative al mercato dei capitali: ai fondi pensione è ora consentito d'investire sino al 5% in attivi non figuranti nel repertorio degli investimenti ammissibili, è stata soppressa la tassa di registrazione per le nuove società ed è prevista l'estensione degli incentivi fiscali per le "nuove" società che acquisiscono "nuove" società già costituite. 3.12. Portogallo L'attività economica ha registrato un rallentamento rispetto agli elevati tassi di crescita del 1999-2000, per attestarsi a circa l'1¾% nel 2001. La causa ne è stata il minore contributo apportato alla crescita dalla domanda interna, soprattutto in seguito ai tentativi degli operatori del settore privato di ridurre l'entità del loro debito. Il miglioramento delle esportazioni ha controbilanciato solo in parte tale situazione. L'andamento del mercato del lavoro è rimasto positivo: la disoccupazione è restata al di sotto del 4½% e il totale dell'occupazione si è accresciuto di circa l'1½%. La retribuzione pro capite ha mostrato tendenza all'aumento, come conseguenza della scarsezza di manodopera e ai forti incrementi retributivi del settore pubblico. L'inflazione secondo l'IAPC è salita al 4,4% nel 2001. In complesso, il Portogallo ha compiuto qualche progresso nell'attuare le raccomandazioni in materia di bilancio degli IMPE 2001. Il risanamento finanziario non è stato molto accentuato nel 2001, soprattutto a causa di un gettito fiscale inferiore al previsto, dovuto a sua volta soprattutto al rallentamento dell'attività economica e ad ammanchi imprevisti conseguenti all'attuazione della riforma tributaria. Vi è stato qualche progresso nell'affrontare le conseguenze finanziarie dell'invecchiamento demografico, in particolare modificando la formula in uso per il calcolo delle prestazioni pensionistiche. Tuttavia, è necessario rafforzare le iniziative di riforma. Qualche progresso vi è stato anche nell'attuazione delle raccomandazioni 2001 relative al mercato del lavoro. Si sono presi provvedimenti per migliorare l'efficacia dei sistemi d'istruzione e di formazione, ma i livelli di completamento degli studi e delle competenze conseguite permangono molto inferiori a quelli della maggior parte degli Stati membri. Non si è intrapresa nessuna iniziativa di rilievo per attenuare il rigore delle disposizioni di legge intese a salvaguardare l'occupazione. Buoni progressi si sono compiuti nell'attuare le raccomandazioni 2001 relative al mercato dei prodotti. Sono stati adottati vari provvedimenti per potenziare la base di R&S e d'innovazione dell'economia e per promuovere la diffusione delle TIC. È molto migliorato il recepimento delle direttive sul mercato interno e si sono intraprese altre iniziative a favore del mondo imprenditoriale. Piuttosto lenta, invece, è l'introduzione della concorrenza nel settore delle infrastrutture essenziali, dove gli ex monopolisti restano molto potenti ed i prezzi relativamente elevati. Stanno riducendosi, ma con lentezza, gli aiuti specifici settoriali ad hoc, che sono tra i più cospicui nell'UE come percentuale del PIL. Si è proceduto a varie riforme fiscali intese a stimolare gli investimenti e l'iniziativa imprenditoriale. Vi è stato qualche progresso nell'attuazione delle raccomandazioni 2001 relative al mercato dei capitali. Anche in questo settore si è proceduto a varie riforme fiscali intese a stimolare gli investimenti e l'iniziativa imprenditoriale, ma non si è compiuto nessun progresso effettivo riguardo ai vincoli quantitativi previsti per gli investimenti istituzionali, né riguardo all'adeguamento del diritto fallimentare. 3.13. Finlandia La crescita economica ha registrato un grave rallentamento nel 2001: in termini reali, la produzione è aumentata meno dell'1%, ponendo fine a sette anni d'intensa attività economica. La causa principale è stato il grave calo delle esportazioni, specialmente nel settore delle TIC, ma vi ha contribuito anche il ridursi della domanda interna, dovuta specialmente al calo degli investimenti nelle costruzioni e, in misura inferiore, dei consumi privati. Nondimeno, l'occupazione ha registrato sviluppi favorevoli per la maggior parte dell'anno e la disoccupazione ha continuato a ridursi, anche se a ritmo molto più lento, attestandosi al 9,1% in dicembre. L'inflazione secondo l'IAPC si è attenuata in grande misura verso la fine dell'anno, dopo la punta del 3,3% in maggio, registrando una media del 2,7% nel 2001. Nel complesso, la Finlandia ha compiuto qualche progresso nell'attuare le raccomandazioni in materia di bilancio degli IMPE 2001. La situazione di bilancio è rimasta buona, anche se, non ripetendosi il gettito fiscale eccezionale del 2000, l'eccedenza di bilancio delle pubbliche amministrazioni si è ridotta rispetto ai suoi livelli record. Buoni progressi si sono compiuti nell'attuare le raccomandazioni 2001 relative al mercato del lavoro. Si sono intraprese iniziative per ridurre l'elevata disoccupazione strutturale e per accrescere gli incentivi dei lavoratori anziani a prolungare la loro vita lavorativa. In effetti, gli sgravi dell'imposizione fiscale sul lavoro hanno aumentato in generale gli incentivi a lavorare, ma non hanno ridotto di molto le alte aliquote dell'imposta marginale gravante sui lavoratori a bassa retribuzione. Le PAML vengono ora meglio mirate e adattate, e si sono intensificate le iniziative per evitare l'esclusione dal mercato del lavoro. Tuttavia, sono in programma per il 2002 aumenti delle prestazioni di disoccupazione. Qualche progresso si è compiuto nell'attuare le raccomandazioni 2001 relative al mercato dei prodotti. Si sono adottati alcuni provvedimenti per potenziare la concorrenza nei settori della distribuzione e delle costruzioni. Altri provvedimenti erano volti ad accrescere la concorrenza nei pubblici appalti e per migliorare la trasparenza nella prestazione dei servizi pubblici, ma la pubblicità data alle gare d'appalto è relativamente scarsa. Vi è stato qualche progresso nell'attuazione delle raccomandazioni 2001 relative al mercato dei capitali. La Finlandia ha introdotto garanzie sui capitali, che vengono accordate dall'Istituto finlandese di credito per le esportazioni e le garanzie, allo scopo di salvaguardare gli investitori contro le perdite derivanti da investimenti in capitale di rischio, ed ha varato riforme dell'imposizione fiscale sui capitali, sui redditi e sulle società. 3.14. Svezia L'andamento dell'economia ha accusato debolezze nel 2001: in termini reali, la crescita del PIL è rallentata sino a meno dell'1,5%. La causa principale è stato il persistere di nefasti shock economici: in particolare, la congiuntura sfavorevole globale nel settore delle telecomunicazioni. Nel 2001 la disoccupazione, in calo dal 1997, si è attestata al livello relativamente basso del 5,2%. L'inflazione secondo l'IAPC è stata in media del 2,7% nel 2001: ha registrato un'impennata in primavera, ed è poi rimasta relativamente elevata, in parte per l'azione di fattori temporanei. Nel complesso, la Svezia ha compiuto buoni progressi nell'attuare le raccomandazioni in materia di bilancio degli IMPE 2001, come attestano i dati disponibili. Le pubbliche finanze, eccedentarie in ogni esercizio dal 1998, grazie anche al rigoroso controllo delle spese, resteranno tali, secondo le previsioni, nei prossimi anni. Buoni progressi si sono compiuti nell'attuare le raccomandazioni 2001 relative al mercato del lavoro. Si sono adeguate le PAML, nella loro portata e combinazione, e sono state ridotte le imposte sul reddito. Tuttavia, l'onere fiscale resta il più gravoso nell'UE, ed i numerosi provvedimenti adottati non sembrano riguardare l'estremità inferiore della scala retributiva. Sono stati limitati i progressi nell'attuare le raccomandazioni 2001 relative al mercato dei prodotti. Il Governo ha introdotto vari provvedimenti per semplificare la normativa sui pubblici appalti. Non vi è stato invece nessun nuovo provvedimento per accrescere la concorrenza nei trasporti aerei e nel settore farmaceutico. La Svezia ha compiuto qualche progresso nell'attuazione delle raccomandazioni 2001 relative al mercato dei capitali. Si sono apportati miglioramenti al diritto fallimentare, nell'intento di favorire il ricostituirsi di società insolventi, e si sono proposti altri sgravi dell'imposizione fiscale sulle società, allo scopo di stimolare la crescita e gli investimenti. 3.15. Regno Unito Anche se nel 2001 vi è stato un rallentamento dell'economia, associato al rallentamento globale, la crescita è risultata tuttora considerevole, di oltre il 2%, sostenuta da forti spese private. La disoccupazione si è ridotta a circa il 5% entro la fine dell'anno. L'inflazione secondo l'IAPC, che era dell'1,0% in dicembre, è risultata vicina al valore più basso nell'UE. Nel complesso, il Regno Unito ha compiuto qualche progresso nell'attuare le raccomandazioni in materia di bilancio degli IMPE 2001. Le finanze statali hanno registrato nel 2001 un'eccedenza di circa l'1% del PIL; inoltre, risultano soddisfatte le raccomandazioni relative al saldo del bilancio statale per gli esercizi finanziari 2001/2002. Gli investimenti statali sono in forte aumento, secondo quanto raccomandato, ma nell'ultimo programma di convergenza compare un disavanzo dell'1% del PIL per il 2002/2003, che dovrebbe persistere nel medio periodo, anche perché si è adottato un presupposto molto cauto per la crescita tendenziale. Buoni progressi si sono compiuti nell'attuare le raccomandazioni 2001 relative al mercato del lavoro. Il Governo del Regno Unito ha proseguito nelle sue iniziative per lottare contro la disoccupazione e l'inattività concentrate e di lunga durata, ricorrendo alla sua gamma di provvedimenti attivi sul mercato del lavoro, che sotto certi aspetti sono stati rafforzati. Resta da vedere, tuttavia, se la strategia complessiva sia sufficiente. Si sta attuando una riforma delle prestazioni di malattia e d'invalidità. Vi è stato qualche progresso nell'attuazione delle raccomandazioni 2001 relative al mercato dei prodotti. Il Governo del Regno Unito ha preso o sta progettando vari provvedimenti per incrementare la produttività: per esempio, promuovere la concorrenza in determinati settori economici, quali l'attività bancaria al dettaglio, la rivendita di automobili ed i servizi postali. Tuttavia, gli avvenimenti dell'anno scorso hanno reso difficile al Governo del Regno Unito attuare il suo piano decennale per i trasporti nel settore ferroviario. Qualche progresso si è compiuto anche nell'attuare le raccomandazioni 2001 relative al mercato dei capitali: il Governo del Regno Unito ha già accolto o sta progettando attivamente di accogliere le raccomandazioni figuranti nell'analisi Myners ("Myners Review") sugli investimenti istituzionali.